Pensioni 2019, ultimissime su quota 41 e proroga opzione donna al 2023

Le ultimissime novità al 31 maggio 2019 sulla riforma previdenziale vedono da un lato importanti moniti arrivare dalla Corte dei Conti sull’inadeguatezza della riforma pensioni attuale, colpevole di essere temporanea e non equa, e dall’altro lo svilupparsi di un acceso dibattito sia sui social, quanto tra le parti sociali su quelli che potrebbero essere i miglioramenti da attuare quanto prima, al fine di rendere più strutturale e certa l’uscita dal mondo del lavoro.

All’interno del dibattito hanno preso parte sia Orietta Armiliato, amministratrice del Cods, quanto Domenico Proietti, segretario confederale della Uil che si é detto pro pensione dai 62 anni d’età, pro quota 41 e favorevole ad un’estensione maggiore, giacché già sperimentata nella sua efficacia, della proroga dell’opzione donna. Ieri abbiamo avuto modo di confrontarci altresì con Roberto Ghiselli, Segretario confederale della Cgil, che si é detto favorevole altresì alla valorizzazione dei lavori di cura e a misure ad hoc per precoci e quanti svolgono mestieri gravosi. Eccovi in dettaglio le ultime novità al 31 maggio 2019.

Pensioni 2019, Proietti e Ghiselli: pro quota 41 e opzione donna

Nell’ultima nota stampa diramata da AdnKronos, Proietti commentando il monito giunto dalla Corte dei Conti sull’attuale riforma pensioni messa in campo dal Governo giallo-verde, il riferimento va soprattutto alla quota 100 che non ha affatto abolito la riforma Fornero e parrebbe aver creato ulteriori disuguaglianze tra pari, giacché si tratta di una misura a ‘scadenza’ dalla valenza triennale, dice: “Una maggiore e strutturata flessibilità di accesso alla pensione, come proposto oggi dalla Corte dei Conti, conferma la validità delle proposte della Uil e di tutto il sindacato“.

Inoltre Proietti pare sostenere le critiche mosse dagli stessi lavoratori alla quota 100, che purtroppo, nonostante le promesse elettorali inziali, é stata preferita alla quota 41 per tutti. Per i precoci la misura varata dal Governo ed osannata come panacea per l’uscita anticipata in realtà favorisce chi ha lavorato meno, bastano 38 anni di contributi anziché 41, purché sia più anziano, servono almeno 62 anni, a dispetto dei quarantunisti che sono mediamente più giovani e restano fuori. Il segretario confederale della Uil sostiene che ora fatta quota 100, sia tempo di ‘guardare avanti’: “bisogna introdurre l’accesso alla pensione intorno a 62 anni per tutti i settori di lavoro e stabilire che 41 anni di contributi sono sufficienti a prescindere dall’età”. Per questo Proietti invita nuovamente il Governo ad aprire il tavolo di confronto con i sindacati, affiché si possa trattare il tema pensioni, tenendo in considerazione anche le pensioni future dei più giovani, si inizi a lavorare seriamente per giungere alla valorizzazione del lavoro di cura delle donne e della maternità ai fini previdenziali e si ripristini la piena rivalutazione delle pensioni in essere.

Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, con il quale ieri ci siamo confrontati sulle ultime dichiarazioni della Corte dei Conti che suggerirebbe, come possibile soluzione per offrire misure strutturali ma sostenibili, un avvio del ricalcolo pensionistico con sistema contributivo per tutti, ha ribadito dalla sua la preoccupazione che un’idea di tal tipo possa andare in porto ed ha assicurato pieno sostegno agli attuali esclusi dalla riforma Pensioni. Così Ghiselli Andrebbero introdotti aspetti di natura equitativa , previsti dalla Piattaforma di Cgil, Cisl e Uil, a favore di chi ha fatto lavori precari e discontinui, del lavoro delle donne, dei lavori gravosi e usuranti e dei lavoratori Precoci.” Sulla questione donne e nello specifico sull’estensione della misura opzione donna, é intervenuta Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, che ha fatto il punto ad oggi dei passi ‘falsi’ compiuti dal Governo, dando alcune direttive su cosa potrebbe essere, a suo avviso, migliorato per sostenere maggiormente le donne.

Opzione donna, proroga fino a quando?

Ecco il sunto dettagliato che l’Armiliato ha riportato sulla pagina fb del Comitato: ” Il contratto del Governo siglato da M5S e Lega, fu condiviso e sottoscritto nel giugno 2018 riportando le condizioni originali della misura dell’Opzione Donna. Lo scorso Ottobre però, lo stesso esecutivo ne cambió i requisiti, inasprendoli. Il CODS il giorno stesso in cui questa peggiorativa variazione fu annunciata, iniziò una campagna di sensibilizzazione via rete affinché fosse rispettato quanto promesso, scrivendo ai membri delle commissioni, ai ministri ed ai sottosegretari responsabili, quanto sotto riportato:“Le donne del CODS prendono atto del fatto che durante la corsa avete cambiato il percorso e chiedono quindi che, stante l’innalzamento del requisito anagrafico, il termine di accesso alla misura della Opzione Donna sia opportunamente spostato al 31/12/2019”. A questa precisa richiesta (allora chiedemmo solo di includere l’anno 1961 perché era stato loro promesso in campagna elettorale e perché ancora non si conosceva l’entità delle coperture richieste dalla Rgs per prorogare) ricevemmo rassicurazioni generiche, alle quali però seguí la legge che escluse quella platea di lavoratrici ma, con la garanzia verbale, di voler provvedere alla proroga per il futuro, con il pessimo sistema del “di anno in anno”.

L’amministratrice del CODS facendo riferimento alle promesse di Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro, e dei possibili fondi disponibili, alza ‘la posta’ e fa notare come una misura previdenziale pro donne, non dovrebbe generare l’ansia della scadenza annuale, ma portare subito ad un risultato spendibile, da oggi, per una platea maggiore che deterrà gli stessi requisiti da qui a pochi anni: “Oggi, considerato che si continua a parlare di minori richieste di accesso rispetto a quelle preventivate e di fondi conseguentemente capienti (?!) e che il sottosegretario Durigon continua a confermare la possibilità di prorogare la misura in quanto virtuosa, chiediamo che si stoppi lo stillicidio del prorogare l’istituto “di anno in anno” a fronte di un minor precariato previdenziale per la platea femminile, da sempre vessata da norme che non consentono loro una pianificazione serena del proprio futuro. Poi aggiunge, in conclusione del post: “Abbiamo chiesto alle OO.SS di sostenere e fare propria questa esigenza inserendo a completamento del capitolo già contemplato per la misura, una data di valenza per l’esercizio del diritto che sia di più ampio respiro ma, rispettando la logica del sistema contributivo vigente per tutti, a partire dal 1996, di prorogarla fino a tutto l’anno 2023“.

A tale richiesta ha fatto seguito la pronta risposta del segretario confederale della Uil, che confrontandosi con la fondatrice del CODS, ha assicurato massimo appoggio alla causa condividendone in toto i principi: “Concordo sulla necessità di interventi strutturali a modifica della legge Fornero. In particolare per quanto riguarda opzione donna ormai ampiamente sperimentata e che essendo su base volontaria e un’opportunità lasciata alla libera valutazione delle donne”.

Si riuscirà davvero ad ottenere dal Governo, grazie al sostegno concreto dei sindacati, la quota 41 per tutti ed una proroga al 2023 dell’opzione donna in tempi brevi? E soprattutto questa volta l’esecutivo terrà in considerazione le richieste delle parti sociali?

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

12 commenti su “Pensioni 2019, ultimissime su quota 41 e proroga opzione donna al 2023

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    Vanni

    (3 Giugno 2019 - 16:47)

    Ho 41 anni di contributi e 59 di eta e non posso andare in pensione. Il governo aveva promesso che con 41 si piteva andare in pensione a qualsiasi eta…. senza poi considerare che lavoro all estero da tanto tempo e ultimamente ho subito intervento ad un ginocchio oltre che intervento a tutte e due le anche con inserimento di protesi…e sinceramente non ne posso piu….

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    Franca

    (2 Giugno 2019 - 12:20)

    Ho 60 anni, compio 61 a dicembre. A parte il fatto che ho cominciato a lavorare da bambina 13 anni, andavo a scuola e durante le vacanze scolastiche al lavoro ma ovviamente non in regola . Il primo timbro sul libretto del lavoro nel 77 ma non versati contributi. Poi dal 78 iniziano i versamenti a luglio dovrei fare 41 anni e 10 mesi,dico dovrei perchè sto aspettando dopo vari solleciti l’accredito di alcuni mesi di contributi regolarmente versati dalla società e dimostrabili. Devo aspettare ulteriori 3 mesi apertura finestra.arrivo quindi a 42 anni di versamenti oltre al fatto che assisto 2 genitori L.104 , e sono troppo giovane per andare in pensione anche dopo la legge fornero. Ma quando ho iniziato a lavorare non ero troppo giovane? Dove sta la giustizia l’equità e in pensione va chi lavora di meno. I tanti anni di lavoro ancora non gli bastano? Parole, parole, parole i fatti per me personalmente, accadranno dopo i fuochi…a che pro? Che dire Sono molto delusa e amareggiata, per quel che vale sono
    una delke tante invisibili.

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    Franca

    (2 Giugno 2019 - 12:15)

    Ho 60 anni, compio 61 a dicembre. A parte il fatto che ho cominciato a lavorare da bambina 13 anni, andavo a scuola e durante le vacanze scolastiche al lavoro ma ovviamente non in regola . Il primo timbro sul libretto del lavoro nel 77 ma non versati contributi. Poi dal 78 iniziano i versamenti a luglio dovrei fare 41 anni e 10 mesi,dico dovrei perchè sto aspettando dopo vari solleciti l’accredito di alcuni mesi di contributi regolarmente versati dalla società e dimostrabili. Devo aspettare ulteriori 3 mesi apertura finestra.arrivo quindi a 42 anni di versamenti oltre sl fatto che assusto 2 genitori L.104 , e sono troppo giovane per andare in pensione anche dopo la legge fornero. Ma quando ho iniziato a lavorare non ero troppo giovane? Dove sta la giustizia l’equità e in pensione va chi lavora di meno. I tanti anni di lavoro ancora non gli bastano? Parole, parole, parole i fatti per me personalmente, accadranno dopo i fuochi…a che pro? Che dire Sono molto delusa e amareggiata, per quel che vale sono
    una delke tante invisibili.

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    Luigi Napolitano

    (1 Giugno 2019 - 19:37)

    Buon sera a tutti,
    Il Vostro interesse si inchina esclusivamente allo smisurato potere a cui ambite da sempre..eterni parassiti.

    Poco importa per tutte le persone che lavorano alla clemente, per questo paese da quasi mezzo secolo. Possiamo certamente affermare lavoratori bambini, ebbene sono costoro che Vi hanno permesso di arrivare esattamente dove Vi trovate “ORA”.
    Avvolti dal dolce far nulla, dolcemente accomodati in un crogiolo dorato…

    “Il tempo degli onori presto sarà finito per Voi, banali venditori di false promesse.”

    Saluti,
    Luigi Napolitano

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    Assunta

    (1 Giugno 2019 - 10:43)

    Sono d’accordissimo con chi ha scritto prima di me. Questo governo si è preso beffa di chi ha iniziato a lavorare giovane, il 41 per tutti sbandierato in campagna elettorale è stato solo uno spot. Non li ho mai votati ma mi aspettavo rispetto per i miei, e quelli di tanti altri, 41 anni di lavoro.

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    Mauro

    (1 Giugno 2019 - 10:29)

    Come al solito presi x il culo GRAZIE di maio e salvini

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    Carla Fausti

    (1 Giugno 2019 - 1:25)

    Io raggiungo i requisiti per la quota cento alla fine di ottobre 2021. Ma, mi ha detto il patronato che non potrò aderire perché bisogna aspettare ulteriori 3 mesi. Ed io, per un mese non ci rientro.
    Assurdo. Potete spiegarmelo?

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    Paolo

    (1 Giugno 2019 - 1:16)

    Buongiorno 41 va Fatta per Abolire definitivamente la,,,Famigerata,,,Legge Fornero
    Com’era nei Patti ,come si era detto di lasciare posto ai Giovani che scalpitano per
    Entrare nel mondo del lavoro .Speriamo che i Politici lo capiscano che c’è bisogno
    Di Ricambio Generazionale Dopo 40 Anni di Lavoro sei veramente esausto…

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    Cosima Pavone

    (1 Giugno 2019 - 0:20)

    Ho 55 anni e 33 anni di contributi vorrei andare in pensione Con Opzione donna nel 2021 ci posso andare?

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    Maddalena

    (1 Giugno 2019 - 0:11)

    Buongiorno volevo far presente : una madre che da assistenza da 34 anni ad un figlio disabile al100% con legge 104 accumulando 20 di contributi sommati ;alcuni prima della nascita dello stesso 1985 altri dopo vent’anni dal 2000 in poi . Visto che si parla di lavori usuranti lavori gravosi con turni tra qui notturni, e agevolazioni x questa categoria di lavoratori ma una madre di 62 anni che con sacrificio rinunce ė riuscita a racimolare questi 20 di contributi .Ribadisco non potendo fare un percorso lavorativo continuativo per dare assistenza diurna notturna sabato domenica e feste comprese x 365 giorni l’anno da 34 anni mi dite a che categoria appartiene e quale chance ha nella sua vita? Quale opzione ……. Forse io lo so quella del dimenticatoio ė questo che vorrei dire ai nostri governanti grazie

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    Walter

    (31 Maggio 2019 - 19:21)

    Tutto questo doveva già essere fatto un anno fa ma come al solito hanno sbraitato la quota 41 per tutti.. Che era la cosa più logica da fare.. Perche 41 anni di lavoro per chi ha avuto la fortuna di poterli fare e una vita.. Ma a qualcuno non bastano perché siamo troppo giovani, ma provate voi a lavorare tanto e poi ne riparliamo..PS.. Ma i sindacati prima dove erano..

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    Tonino 65

    (31 Maggio 2019 - 18:22)

    Ne abbiamo piene le tasche sono 40 anni che lavoro e quest’anno sarei dovuto andare in pensione . Grazie alla Fornero e stata prolungata . In campagna elettorale siamo stati presi per i fondelli con cuota 41 di contributi x tutti . Grazie a questo governo noi lavoratori precoci andremo in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi . Complimenti per chi ha iniziato il mondo del lavoro dopo i 30 anni.

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