Pensioni 2019, ultim’ora oggi: cosa chiederanno i sindacati al Governo?

Nel primo incontro con il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, Cgil, Cisl e Uil illustreranno un documento unitario per chiedere modifiche alla legge di Bilancio che privilegia la spesa corrente, mentre, e su questo si basa anche la critica di Bruxelles, servirebbero più investimenti su infrastrutture materiali e digitali.

Nello specifico i sindacati chiederanno un’inversione di rotta, i 22 miliardi di spesa in deficit della Ldb 2019 dovrebbero, dicono, servire al sostegno di politich eche mettano al centro il lavoro, al contrasto all’esclusione sociale e della povertà, oltreché interventi redistributivi e di coesione nel Mezzogiorno.

Pensioni 2019, ultim’ora oggi: le richieste dei sindacati al Governo 

Una manovra carente sotto il profilo dello sviluppo e del lavoro, a detta di Cigl, Cil e Uil, quella che oggi, attraverso un documento condiviso, andranno a discutere con il Premier Conte con l’obiettivo di portare le loro considerazioni.

Nel documento unitario che oggi i leader di Cgil, Cisl Uil nel primo incontro a Palazzo Chigi dall’insediamento del governo giallo-verde, porteranno all’attenzione di Conte: i sindacati chiederanno una decisa correzione di rotta. E‘ necessario, dicono all’unisono puntare sul lavoro, soprattutto per i giovani e le donne, sul contrasto dell’esclusione sociale e della povertà, a ad interventi redistributivi e di coesione nel Mezzogiorno. Tra gli altri punti che non potranno essere messi in secodo piano anche l’innovazione, la scuola, la formazione e la messa in sicurezza del territorio, a detta dei sindacati andrebbe «programmato un aumento graduale degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil» per infrastrutture e grandi opere.

Manovra 2019, no a reddito di cittadinanza

Nel documento unitario sebbene Cgil, Cisl e Uil non citino esplicitamente il reddito di cittadinanza se ne deduce chiaramente il riferimento, quando si menzionano misure che non creeranno lavoro, ma rischiano di divenire puro assistenzialismo. Giusto contrastare la povertà, sostengono i sindacalisti, ma questa non passa per l’assistenza, ma anche e soprattutto attraverso la creaziione del lavoro.

Sbagliato sostengono inoltre disperdere misure efficaci come il Rei, reddito di inclusione, che non andrebbe superato ,ma rafforzato. Dubbi anche sull’efficacia della quota 100, che pur essendo un primo passo, certamente non basta, sostengono Cigl, Cisl e Uil, per superare la Fornero.

Pensioni anticipate 2018, bene “quota 100”, ma servono anche:

Positiva senza ombra di dubbio l’apertura di una base di confronto su “quota 100”, ma la misura da sola, giacché presenta paletti e limiotazioni, non può in alcun modo rispondere a pieno alle esigenze di molti lavoratori. In effetti manca ogni riferimento alla pensione di garanzia per i giovani, agli interventi nei confronti delle donne, alle pensioni dei lavoratori precoci, dei lavori gravosi e la separazione tra previdenza e assistenza.

Inoltre per Cgil,  Cisl e Uil  “vanno tutelate in modo strutturale dal punto di vista previdenziale le categorie che rientrano nell’Ape sociale e va riconosciuto pienamente il lavoro di cura ai fini pensionistici. In questo elenco di priorità che abbiamo estrapolato dall’articolo de Il Sole 24 Ore, il più aggiornato, al riguardo, mancano gli esodati. Non poteva non mancare l’appunto dell’amministratore del Comitato esodati, licenziati e Cessati, Luigi Metassi, che ha subito voluto puntualizzare la mancanza.

Pensioni 2019, Metassi: tra le priorità dei sindacati mancano gli esodati

Così Metassi, amareggiato: “E come di consueto ormai da ben sette anni, gli esodati non sembrano rientrare tra le priorità dei sindacati, tanto che nel loro documento non sono menzionati. Nulla di nuovo sotto il sole direi anzi, questa ormai cronica dimenticanza potrebbe offrire un valido punto di partenza per comprendere le ragioni dell’altrettanto cronico declino dei tesseramenti. Quello che resta inspiegabile (o forse inconfessabile) è il criterio di valutazione che, tra le urgenze, porta ad anteporre aspettative, ancorchè legittime, di lavoratori e lavoratrici tuttora in attività, quindi percettori e percettrici di reddito, a chi è in condizioni indigenti, talvolta estreme perchè privato del reddito ormai da anni e per questo facilmente a rischio di scelte autolesionistiche.

Si dirà anche questa volta che gli esodati non sono menzionati perchè rientrano in un più ampio contesto? E allora perchè si menzionano invece sempre altre “priorità” di sicuro non strutturali e ancor meno critiche? Io credo che, dopo sette anni e tanta sofferenza, gli esodati abbiano ora il pieno diritto ad un parlar chiaro; se non altro, almeno da parte del sindacato”. Restiamo in attesa di sapere gli esiti del confrotno tra Conte e i leader di Cisl, Cigl, Uil e vi aggiorneremo al riguardo. 

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

One thought on “Pensioni 2019, ultim’ora oggi: cosa chiederanno i sindacati al Governo?

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    10 Dicembre 2018 in 16:03
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    DA EX SINDACALISTA CONTINUO A RIPETERE , QUANDO METTE BECCO ILL SINDACATO FA’ SOLO DISASTRI

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