Pensioni 2019, ultim’ora quota 100: come verrà speso il ‘tesoretto’?

Le ultime novità sulle pensioni al 24 aprile arrivano dalle agenzie di ranting che lanciano l’allarme sulla tenuta dei conti, la causa principale secondo l’americana Moody’s é la riforma pensionistica italiana. La quota 100 é nuovamente bocciata, gli esperti dell’agenzia ritengono che l’invecchiamento della popolazione italiana, riducendo il numero dei lavoratori avrà conseguenze notevoli sui conti pubblici. La quota 100 aumenterà, dunque, la pressione sulle finanze statali nei prossimi decenni, eppure in questi giorni si continua a ripetere che giacché la quota 100 sarà dimezzata, rispetto alle stime iniziali, si potrà beneficiare di un tesoretto e dunque di risorse restanti per ulteriori correttivi alla quota 100.

Le donne ovviamente ambiscono nel 2020 alla proroga dell’opzione donna per le nate nel 61 se dipendeti e 60 se autonome, i precoci incalzano affinché la quota 41 venga concessa ora e non nel 2021, gli esodati premono per una definitiva 9° salvaguardia che ricomprenda le 6.000 persone ancora senza reddito e pensione. Siamo dunque in presenza di un tesoretto derivante dalla quota 100 e dal reddito di cittadinanza e dunque spendibile nell’immediato per misure correttive oppure la manovra delle pensioni così varata sta già pesando e peserà nei prossimi decenni sui conti pubblici, non lasciando dunque spazio ad altro?

Pensioni 2019, quota 100 bocciata: pesa sui conti pubblici

Doppia bocciatura per la quota 100, da un lato sia il fondo monetario internazionale quanto Moody’s ritengono che la quota 100 aumenterà la pressione sulle istanze statali nei prossimi decenni, dall’altro i lavoratori la ritengono una misura ingiusta, specie i precoci, perché avvantaggia chi ha lavorato meno a danno di chi pur più giovane ha già versato nelle casse dell’Inps 41 anni di contributi.

Le donne dal canto loro la ritengono inaccessibile perché difficilmente riescono ad arrivare ai 38 anni di contributi previsti, avendo spesso sacrificato il proprio lavoro per la cura dei figli/nipoti/genitori, ed inoltre il paletto temporale é quello ritenuto più scorretto, giacché porterà delle grosse iniquità tra quanti con i medesimi requisiti nel 2022 non potranno più accedere alla quota 100, essendo una misura a scadenza. Ma nonostante alcuni la ritengono una misura negativa, compresi gli esperti, vi é chi ora confida nel tesoretto da esso derivante.

Pensioni 2019, tesoretto?Ecco come spenderlo

Riportiamo qui i pareri sulla questione ‘tesoretto’ degli amministratori dei gruppi facebook che raccolgono le istanze dei lavoratori attualmente esclusi. Orietta Armiliato, fondatrice del CODS, che si batte per il riconoscimento del lavoro di cura e per le lavoratrici ex ipost, dice: “Che ci possa essere un tesoretto disponibile da impiegare in ulteriori misure pensionistiche quando, in realtà, si tratta solo ed eventualmente di minori spese sostenute all’interno di una manovra in clamoroso deficit, é quanto meno pura vergognosa propaganda”

Paola Viscovich, amministratice del gruppo ‘opzione donna le escluse’, confidando invece in tale tesoretto e soprattutto nelle parole del sottosegretario al Ministero del Lavoro, Durigon, scrive fiduciosa su Fb: ” Visti i risparmi che ci saranno, non possono non prorogarci la “nostra” OD. Crediamo che le promesse del sottosegretario Claudio Durigon si trasformeranno in realtà. FORZA DONNE , noi siamo sempre presenti”.

Mauro D’Achille, amministratore del gruppo Lavoro e Pensioni: problemi e soluzioni, si chiede, partendo dallo studio effettuato dalla Cgil che conferma che chi usufruirà della quota 100 sarà solo 1/3 della platea prevista a causa dei paletti stringenti, cosa ne sarà delle risorse restanti. “Quindi è legittimo porsi una domanda: cosa ne sarà di tutti quei miliardi stanziati e che non verranno spesi?1) se ne approfitterà per ridurre l’indebitamento?
2)
si rivedranno i limiti per ape e precoci?
3) ci saranno ulteriori proroghe per opzione donna?
4) si sanerà
definitivamente la questione degli esodati?
5) se ne discuterà, finalmente,
con i sindacati per raggiungere gli obiettivi posti nella loro piattaforma?

Maurizio D’Onofrio, amministratore del gruppo ‘lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti’, incalza il pressing sulla quota 41 nella pagina del segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli che affronta la tematica delle risorse, e scrive: ” Con le risorse che avanzano potrebbero inserire TUTTI i lavoratori precoci con 41anni di contributi versati”. Voi a tal riguardo cosa ne pensate, esiste davvero un tesoretto, o la quota 100 peserà ulteriormente sui conti pubblici?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

3 pensieri riguardo “Pensioni 2019, ultim’ora quota 100: come verrà speso il ‘tesoretto’?

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    25 Aprile 2019 in 14:24
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    Prima le donne che sono le più penalizzate poi gli altr

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    25 Aprile 2019 in 11:34
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    Noi precoci stiamo ancora aspettando le scuse del sig. Tripiedi, parlamentare del M5S che a soli 34 anni , nessuno dei quali passato in un posto in fabbrica e che oggi noi paghiamo lautamente 15.000 euro al mese, circa la frase che i precoci non si devono poi lamentare tanto visto che hanno già 41-42 anni di contributi e tra meno di 1-2 anni andranno in pensione comunque. Giusto per lui mandare in pensione a chi manca ancora 5 anni. Non dimentichiamo il nome e il partito di questo signore: TRIPIEDI del M5S.

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      26 Aprile 2019 in 15:49
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      Ma state commentando che restano fuori quelle nate nel 61, io sono del ’53 e sono ancora al lavoro! Se passa 4 mesi ogni figlio almeno posso anticipare di 5 mesi.

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