Pensioni 2019, ultim’ora: quota 100 rinviata per andare incontro all’Ue?

Le ultime novità sulle pensioni 2019 al 26 novembre 2018 riguardano quelle che paiono essere le prime mosse in serbo dal Governo per cercare di andare incontro alle richieste dell’Unione Europea, nell’incontro col Presidente della Commissione UE, Juncker, il premier Conte pare abbia proposto un rinvio di Quota 100 e anche del reddito di cittadinanza, le due misure cardine della Manovra 2019.

Entrambe si faranno, la conferma arriva sia da Salvini che da Di Maio, ma per risparmiare qualche risorsa e dirottarla verso gli investimenti, 5 miliardi in totale, il compromesso potrebbe essere far slittare la partenza delle misure solo ad aprile 2019. I dettagli

Pensioni anticipate 2019, quota 100 parte dopo

Su Il Sole 24 Ore si legge infatti “Rinvio per pensioni e reddito di cittadinanza: 4-5 miliardi dirottati agli investimenti”,  per cercare di ridurre le spese per quota 100 e reddito di cittadinanza si faranno partire entrambe le misure dal 1° aprile anziché dal 1 gennaio 2019, questo il contenuto principale del dossier italiano che é stato consegnato da Conte e Tria alla cena a Palazzo Berlaymont con Juncker. L’obiettivo del Governo, non fare grossi passi indietro rispetto alle promesse fatte con l’elettorato, confermando le misure, ma andare incontro all’Europa, ritardandone l’avvio. Con questa scommessa, recuperare uno 0.2% di Pil sul 2.4% fissato per il 2019, il premier Conte cerca di convincere l’Europa sulla tenuta delle stime di crescita per l’anno prossimo (+1.5%), dirottando appunto le risorse sugli investimenti.

Dai rinvii si dovrebbero risparmiare all’incirca 1.6 miliardi sul capitolo riforma pensioni e 2.25 dal reddito di cittadinanza, anche se vi è già chi fa notare che il risparmio sulla quota 100 in realtà sarà solo temporaneo in quanto si trasformerà inevitabilmente in una spesa maggiore per il 2020. Ma nonostante ciò i due vicepremier ci tengono a sottolineare che non vi è alcun passo indietro sui cavalli di battaglia dell’esecutivo.

Pensioni 2019, Di Maio -Salvini: nessun dietrofront, platee confermate

Le conferme sulla volontà del Governo di aprire ad un dialogo con l’Europa senza però voler assolutamente indietreggiare sulle promesse fatte giunge dai due vicepremier, che hanno voluto precisare Di Maio da un lato che : “Non sono ipotizzabili riduzioni di platea di quota 100 e reddito di cittadinanza”, Salvini dall’altro che: “Escludo passi indietro sulla riforma Fornero“. Paiono dunque in discussione solo forme e metodi, dove la partita con l’Ue pare ancora aperta, il primo fattore appunto è il tempo di avvio.

Resta però ancora da comprendere visto che nel capitolo riforma pensioni è stata menzionata solo la quota 100, se vi sarà ancora spazio per la nona salvaguardia degli esodati, che dopo 7 anni di ingiustizie non possono più attendere nessun rinvio, e per la proroga opzione donna, a lungo annunciata come fatta nel corso delle settimane passate, ma ora non più menzionata dai due vicepremier.

11 commenti su “Pensioni 2019, ultim’ora: quota 100 rinviata per andare incontro all’Ue?”

    • Tutto è possibile Albina, ne hanno parlato, Durigon (Lega) in primis, almeno per le pensioni anticipate e per i precoci, no per la pensione di vecchiaia che crescerebbe cmq a 67 anni dal 2019, ma anche sullo stop a 42 anni e 10 mesi e 41 per i precoci restano dubbi fino a quando non vi sarà una norma scritta.

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  1. IVO, quando sbaglia chi lo definisce, ognuno di noi ha delle vedute differenti, quindi è difficile capire chi ha ragione. Poi a dir il vero chi è quella persona o politico in questo caso che non sbaglia mai, governare non è da tutti. Comunque meglio un Salvini oggi che altri politici fannulloni di prima. QUAL COSA SI MUOVE

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    • Antonio un aiuto ai disoccupati deve esserci a prescindere di prendere in giro chi ha sempre votato lega e ha gia’ passato I 41 anni. Te ne accorgerai quanti di questi non lo voteranno piu’. Con questo non voto ne PD e ne fanatici con la maglietta rossa che hanno reso invivibile questo paese. Vedremo a maggio se avra’ ancora il 30% o sara’ vicino al 10%. Il buo senso dice chi ha lavorato di piu’ va in pensione, chi ha lavorato di meno continua a lavorare.

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    • SALVINI PRENDERA’ VOTI DA CHI AVRA’ AVUTO FAVORI, MA QUESTO NON GIUSTIFCA IL SUO COMPORTAMENTO .DOVEVA SMONTARE LA FORNERO IN 15 GIORNI MA SONO M PASSATI 6 MESI E NON E’ ANCORA SUCCESSO NULLA SOLO UN MONTAGNA DI IPOTESI DEMENZIALI , INIQUE E INGIUSTE PERCHE’ ANCHE UN BAMMBINO CAPIREBBE CHE CHI HA INIZIATO PRIMA HA PIU’ DIRITTI DI CHI HA INIZIATO 5 ANNI DOPO

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  2. Giorgio, non è vero che quota 100 non serve a nessuno, noi disoccupati da anni riusciamo ad andarci e anticipare di un anno l’ape social

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  3. Piantala salvini di prendere in giro I precoci della lega. Speriamo che vi fanno cancellare la demenziale quota 100 ( mandare in pensione chi ne ha 38 e far lavorare chi ne ha 42 e’ da dementi). Con I precoci appuntamento alle prossime elezioni. Stai sereno salvini…

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