Pensioni 2020, Catalfo dopo incontro Governo-Sindacati: ‘Riforma Strutturale’

Si è tenuto ieri l’importante incontro tra Sindacati e Governo per discutere della riforma delle pensioni 2020 e di come superare la legge Fornero e la sperimentazione di quota 100. Vediamo oggi le parole del Ministro del lavoro Nunzia Catalfo, rilasciate al Sole 24 ore a margine dell’incontro e quelle del Segretario generale aggiunto CISL Luigi Sbarra.

Vi ricordiamo che ieri sera vi abbiamo fornito in esclusiva le parole della CGIL tramite la nostra intervista a Roberto Ghiselli e quelle della Uil grazie alla nostra intervista a Domenico Proietti. Vi invitiamo alla lettura per avere un quadro completo delle posizioni dei sindacati dopo l’atteso incontro con il Governo.

Ultime Riforma Pensioni 2020, parla il ministro Catalfo dopo incontro Sindacati Governo

“L’incontro è stato molto positivo, vogliamo fare una riforma che dia stabilità ai lavoratori e a chi vuole andare in pensione, con un orizzonte quantomeno decennale, quindi strutturale“.Queste le prime importanti parole del ministro del lavoro Nunzia Catalfo, al termine dell’incontro con i sindacati sulle pensioni. Il Ministro si dice convinta che “in tempi brevi si può arrivare a un percorso condiviso”. Su quota 100 il Ministro ha ribadito che “La sperimentazione si chiude alla scadenza”, mentre una volta esaurita quota 100 si lavorerà ad altre misure, ma “Dipenderà dalle risorse da come traghettare chi sta in Quota 100 e garantire flessibilità a tutti”.

Infine il Ministro Catalfo, ha parlato anche delle tempistiche per questa nuova Riforma delle Pensioni, e spera di poterla fare già entro il 2020 nella prossima legge di bilancio: “Lo scopo è arrivare a settembre con le idee chiare sulle proposte in campo in tempo per la nota di aggiornamento del Def e per poi proseguire con la legge di Bilancio. Il nostro obiettivo è garantire una flessibilità maggiore in uscita, ragionare sul lavoro discontinuo, affrontare il tema della pensione di garanzia per i giovani

Riforma Pensioni 2020, Sbarra (Cgil): Serve uscita a 62 anni e quota 41

Per completare il quadro vediamo ora le parole importanti relative alla Riforma delle pensioni 2020 rilasciate dalla CGIL tramite una nota stampa con le dichiarazioni del segretario aggiunto Luigi Sbarra. “Il Paese si salva con un Patto tra generazioni. Meccanismi piu’ equi di pensionamento uniti a una seria politica di crescita e allo sblocco degli investimenti produttivi, sono essenziali per avviare il turnover nei luoghi di lavoro, incrementare consumi e produttivita’ di sistema, assicurare a milioni di giovani un futuro e a tanti anziani una pensione dignitosa e attiva. I limiti del ‘sistema Fornero’ sono evidenti, a cominciare dal piu’ importante: i lavori non sono tutti uguali. Oggi noi abbiamo un problema di sostenibilità sociale che riguarda milioni di lavoratori che svolgono lavori faticosi, pesanti e usuranti , a cui si applicano le stesse regole di tutti gli altri. Questa distorsione va rimossa”.

Per Sbarra infine, la ricetta da seguire è una: “E’ indispensabile riprendere gli affidamenti e i contenuti dell’Intesa del 2016 con il Governo Gentiloni e rivedere regole e modalità in modo da adattare i criteri alle attività svolte. Bisogna  estendere la platea di chi può accedere a forme di flessibilità legate al lavoro usurante e gravoso e dare continuita’ strutturale all’Ape Sociale, istituire la pensione di garanzia per tanti giovani incastrati in lavori precari e part-time, che non danno accesso a pensioni dignitose riconoscere alle donne almeno un anno di contributi in meno per ogni figlio; vanno poi avviate urgentemente le Commissioni istituzionali incaricate di dividere la spesa assistenziale da quella previdenziale e quella sul lavoro gravoso e usurante.” Poi prosegue: “Occorre garantire le uscite a partire da 62 anni di età, così come 41 anni di contributi a prescindere dall’età devono bastare per godersi il diritto alla pensione. Tutto ciò senza alcun ricalcolo contributivo che sarebbe un ulteriore e inaccettabile drenaggio a spese dei futuri pensionati”. 

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

6 pensieri riguardo “Pensioni 2020, Catalfo dopo incontro Governo-Sindacati: ‘Riforma Strutturale’

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    1 Febbraio 2020 in 11:40
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    Non faranno mai nulla!! Solo sprecare tempo e anni!!! Rivogliamo i nostri soldi versati!!!!

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    30 Gennaio 2020 in 0:22
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    Citazione (Luigi Sbarra): «I limiti del ‘sistema Fornero’ sono evidenti, a cominciare dal piu’ importante: i lavori non sono tutti uguali. Oggi noi abbiamo un problema di sostenibilità sociale che riguarda milioni di lavoratori che svolgono lavori faticosi, pesanti e usuranti, a cui si applicano le stesse regole di tutti gli altri. Questa distorsione va rimossa”.»

    Citazione (Luigi Sbarra): «I limiti del ‘sistema Fornero’ sono evidenti, a cominciare dal piu’ importante: i lavori non sono tutti uguali. Oggi noi abbiamo un problema di sostenibilità sociale che riguarda milioni di lavoratori che svolgono lavori faticosi, pesanti e usuranti, a cui si applicano le stesse regole di tutti gli altri. Questa distorsione va rimossa”.»

    Segnalo che la Riforma Fornero (con qualche modifica) non si applica, fin dal 2012, ai lavori cosiddetti usuranti. Ad essi continuavano ad applicarsi le “quote” (Riforma Damiano) + “finestra” Sacconi-Damiano+ adeguamento alla speranza di vita (Fornero). Ora, questi ultimi due elementi sono stati il primo abrogato e il secondo congelato fino al 2026.
    Quindi il problema è semmai di aggiornare l’elenco dei lavori usuranti. E qui evidentemente si apre il “dibattito” tra la spinta del sindacato ad ampliare le maglie e (i) la copertura finanziaria per tutti gli anni a venire; e (ii) l’equilibrio dei conti pensionistici nel medio e lungo termine, di cui anche il sindacato dovrebbe farsi carico. Come tutti.

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    28 Gennaio 2020 in 15:17
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    La mia proposta: 41 anni di contributi per tutti, senza alcuna penalizzazione e per le donne, TUTTE le donne, 38 anni di contributi, riconoscendo dunque uno sconto di tre anni per il lavoro di cura che svolgono e le disparità di genere ancora in essere, evitando la proposta discriminatoria nei confronti delle donne senza figli di sconto pensionistico di un anno per figlio.
    E’ da considerare che oltre al gap di genere, esiste anche quello di status sociale e reddito. La proposta di sconto solo per le donne con figli potrebbe sfavorire proprio quelle donne senza figli ma con basso reddito. Occorre invece riconoscere e valorizzare ai fini pensionistici il lavoro di cura familiare qualunque esso sia: per i figli, per gli anziani, per i disabili gravi, lavoro che tocca storicamente alle donne. Dobbiamo riconoscere che le pari opportunità sono ancora lontane dalla nostra realtà quotidiana e lavorativa.
    L’allungamento dell’età pensionabile delle donne richiesto dall’Europa non ha tenuto in considerazione il fatto che i cambiamenti per abolire le differenze di genere sono lenti da realizzare. Prima bisognerebbe darsi un termine per attuare questi cambiamenti, poi normare l’equiparazione che già si è realizzata nella realtà. Qui è stato fatto il contrario, prima abolisco le differenze sulla carta, poi forse ci mettiamo in cammino per tradurle nella realtà.
    Evitiamo di fare altre ingiustizie, quando pensiamo alle donne, pensiamo a TUTTE le donne e se proprio vogliamo distinguere, facciamolo tra redditi alti e redditi bassi!

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  • Pingback: Pensioni anticipate 2020, l'intervista a Damiano su quota 41, esodati e quota 102 | Pensioni per tutti

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    28 Gennaio 2020 in 9:39
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    Quando un politico parla di “riforma strutturale” e di “volontà politica di risolvere un problema” o magari annuncia che “sarà istituito un tavolo di lavoro”… e altre amenità del genere, significa in soldoni che non ha nessuna idea di come affrontare il problema e che sta lavorando alle scuse per l’inevitabile procrastinazione ad libidum.

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