Pensioni 2020 e Coronavirus, ultime Gnecchi: serve un’opera di educazione previdenziale

In questo periodo di permanenza in casa e di cambiamento di abitudini si possono fare tante riflessioni. Ci lamentiamo delle limitazioni, ma “la reclusione” casalinga non è per tutti uguale, il numero di persone e lo spazio a disposizione in casa sono già una condizione di partenza molto diversa, avere il collegamento wifi e un computer o non averlo, vivere in campagna o con giardino o in città, sono tutte situazioni che modificano molto il poter stare a proprio agio.

C’è anche chi non ha una casa, chi improvvisamente si trova senza vitto e alloggio come i lavoratori stagionali degli alberghi e per gli impianti sciistici che l’11 marzo hanno chiuso improvvisamente e chi il 13 marzo non ha potuto riaprire il negozio o il salone di parrucchiere.

Una situazione che ti lascia sconcertato, pur condividendo tutti che la priorità è la salute, non diamo tutti lo stesso contributo economico, ma anche esistenziale in questa emergenza. Senza pensare a chi una casa non l’ha proprio e già prima del coronavirus viveva di espedienti o elemosine.

Ci sono bimbi felici di ritrovarsi improvvisamente a casa con i genitori, magari uno dei due in telelavoro, ma presente, ma tristi di non poter vedere e giocare con gli amici. Per quanto tempo ? Domanda alla quale ci piacerebbe rispondere, ma non si sa ancora. Essere a casa non è per tutti uguale, dipende molto anche dal tipo di lavoro che hai interrotto.

Pensioni e Coronavirus: restare a casa non é uguale per tutti

La  prima grande differenza è se si tratta di un lavoro dipendente o autonomo e se è regolarmente assicurato, paradossalmente in questa situazione non è cambiata la disponibilità di risorse solo per i pensionati, a maggior ragione bisogna pensare quanto sia importante godere di una pensione dignitosa che ti permetta di vivere. Questo a conferma di quello che diciamo sempre: la pensione è il riassunto della vita lavorativa, delle retribuzioni, dei guadagni, della contribuzione versata.

Anche il lavoro dipendente, pur con contribuzione, non è detto che in questa situazione abbia la stessa protezione, lavori intermittenti, a chiamata, lavori legati ad arte e spettacolo, collaborazioni occasionali, ogni tipologia può aver trovato una risposta nelle misure varate dal governo e adesso in via di attuazione, ma purtroppo c’è chi ancora non ha una risposta.

Colf e badanti: che ne sarà di loro?

Primo caso tra tutti quello di collaboratrici familiari/colf e assistenti familiari/badanti. Negli archivi inps figurano regolarmente iscritte 860000 persone, con orari molto diversi e spesso singole persone impegnate in  più famiglie. Per i lavoratori dipendenti si è previsto che qualora risultino positivi al coronavirus siano in malattia, tutelati, ma anche chi è stato a contatto viene considerato “in quarantena” come se fosse malato, tutelato, cosa succede per una colf o badante ?

L’evento può essere considerato un infortunio sul lavoro e coperto dall’Inail. Inoltre, se la lavoratrice deve osservare la quarantena, è in isolamento fiduciario o è a rischio tale per cui deve astenersi dal lavoro, lo Stato rimborserà i datori di lavoro, tenuti a pagarle lo stipendio (si attendono informazioni su come potranno essere fatte le richieste di rimborso) questo è l’unico reale intervento previsto, vedremo come verrà attuato.

Il caso più frequente è che le famiglie viste le difficoltà di movimento, la riduzione dei mezzi pubblici e comunque dovendo stare a casa abbiano concordato di fare a meno della prestazione, ma pagano ugualmente le ore non fatte ? C’è una possibilità di copertura ? Purtroppo no, questo è lasciato alla libera scelta della famiglia.

Può verificarsi la situazione per cui in una famiglia ci sia un malato o una persona in isolamento, di conseguenza non ci può essere accesso all’abitazione per la colf, oppure può essere lei malata o costretta alla quarantena, nessuna protezione economica, salvo la misura Inail. Per le assistenti familiari/badanti la situazione è ancora più complicata se conviventi e se non conviventi è simile alla precedente.

Questa esperienza deve veramente farci riflettere sulla condizione di questi lavori di cura, vale anche per il lavoro di babysitter. Noi affidiamo le nostre case e i nostri cari a persone che sono totalmente prive di garanzie in caso di malattia o di emergenze come quella che stiamo vivendo e forse non ne siamo neanche consapevoli.

Chi ha un rapporto di lavoro domestico ha un’indennità per la maternità, può avere la naspi, indennità per la disoccupazione, ma non ha una protezione per la malattia, se non una assicurazione particolare, ma con una copertura molto limitata.

Pensioni 2020, quelle di colf e badanti bassissime

Le pensioni delle colf e delle badanti sono pensioni bassissime e per tutte coloro che hanno il primo contributo dopo l’1.1.96 non c’è neanche il salvataggio dell’integrazione al trattamento minimo, perché per le pensioni con il calcolo contributivo non è previsto e non è ancora stato sostituito da un’altra misura.

Spesso è la stessa lavoratrice che non vuole essere iscritta all’inps perché lo ritiene inutile e altrettanto spesso è la famiglia che non ha voglia “di far carte”, e la frase più ricorrente è “fa poche ore”, quindi è inutile.

L’emergenza coronavirus ci offre una opportunità : dimostrare a tutti che essere regolarmente iscritte all’inps è un vantaggio reale. Abbiamo visto sui giornali varie proposte, c’è chi ritiene sia necessaria una forma di cassa integrazione, ma le famiglie rifuggono da tutte le possibili “carte da fare” e potrebbe risultare un incentivo aggiuntivo alla scarsa disponibilità alla regolarizzazione di questi rapporti di lavoro.

Riforma pensioni: occasione giusta per fare opera di educazione previdenziale

Va fatta un’opera di educazione previdenziale e questa potrebbe essere l’occasione giusta ! Ai 3milioni600mila lavoratori autonomi per il mese di marzo sono stati dati 600 euro senza distinzione di reddito, dimensione del giro di affari, di chiusura o meno dell’attività, ritengo che come minimo anche a questa categoria di lavoratori e lavoratrici dovrebbe essere garantita un’identica misura, se con il decreto che sta per uscire si prevederanno 800 euro, ma con limiti di reddito o di dimensione dell’attività,  si potrà diversificare anche per colf e badanti in base all’orario di lavoro regolarmente assicurato una misura idonea.

Questi 600 euro sarebbero un sostegno per le interessate, ma anche un grande aiuto per le famiglie, che si sono poste il problema e hanno scelto di pagare ugualmente e si stanno chiedendo come fare per aprile, ma anche chi non ha pagato le prestazioni di lavoro non effettuate, non lo ha fatto a cuor leggero, perché si tratta delle persone a cui affidi la casa o i tuoi cari e vorresti che siano garantite in questa emergenza, che è un’emergenza sanitaria per tutti allo stesso modo, con la stessa ansia e la stessa paura, ma non un’emergenza economica per tutti uguale.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

2 commenti su “Pensioni 2020 e Coronavirus, ultime Gnecchi: serve un’opera di educazione previdenziale”

  1. Mi chiedo come si possa pensare di eliminare quota 100 valida per tutto il 2021 a pochi mesi dall’inizio del 2021, ci sono persone che da anni lavorano saltuariamente , che con sacrifici cercano di campare magari pagando i contributi volontari con molti sacrifici per arrivare a quota 100 .persone disoccupate e invalide che non vengono assunte sia per la loro invalidità e anche per la loro età gente che con 62 anni hanno maturato più di 41 anni di versamenti e vedono a un passo dal traguardo cancellare i loro diritti,quando da pochi giorni sono stati riamessi i vitalizi con diritto agli arretrati e addirittura con un notevole aumento dei vitalizio, i stipendio per manager statali, alti gradi delle forze armate,ecc.mi sembra una presa per i fondelli nei confronti di noi operai che dopo una vita di fatiche e sudori .Inoltre vedo che i più accaniti sostenitori sulla eliminazione di quota 100 sono sfaticati da una vita, parassiti super stipendiati come i parlamentari di ITALIA VIVA, LA BONINO,ECC,oppure giornalisti senza arte ne parte ma venduti alla UE .

    Rispondi
  2. Quando l’acqua si abbassa, emergono gli scogli.
    Ora che la liquidità economica è diminuita emergono gli scogli sociali, l’impossibilità di colf e badanti di poter accedere agli stessi benefici di coloro che sono “in regola”.
    Ecco, dunque, il programma di educazione previdenziale:
    mettere in regola colf e badanti,
    mettere in regola i neri braccianti,
    mettere in regola i molti migranti,
    mettere in regola gli altri mancanti.
    Certo non puoi dire a coppie di amanti:
    Mettetevi in regola, o spasimanti!
    Ma quando l’acqua tornerà ad alzarsi, allora gli scogli spariranno. La nave Italia si disincaglierà e proseguirà “alla via così” (o quasi).
    Ma per quanto tempo l’acqua sarà bassa?
    “Per quanto tempo ? Domanda alla quale ci piacerebbe rispondere, ma non si sa ancora” (Vicepresidente dell’Inps Marialuisa Gnecchi).

    Rispondi

Lascia un commento