Pensioni 2020 notizie oggi 25 novembre su rivalutazione e indicizzazione

Pensioni 2020 notizie oggi 25 novembre su rivalutazione e indicizzazione

In una recente riunione del Coordinamento CUPLA della Toscana,(Coordinamento delle Associazioni dei Pensionati del settore Autonomo) sono state sollevate forti preoccupazioni relative alla mancanza di attenzione anche del nuovo Governo rispetto alle pensioni minime, alla 14° mensilità ed alle indicizzazioni delle pensioni Vediamo il loro comunicato stampa e infine le parole del Sottosegretario al Ministero dell’Economia Pier Paolo Baretta  intervistato dal quotidiano Il Foglio.

Pensioni 2020 ultimissime novità su indicizazione, quattordicesima e rivalutazione

Come si legge dal comunicato CUPLA: “Infatti nel programma di Governo non sono previsti interventi migliorativi delle pensioni più basse che risultano essere ancora sotto la soglia minima che definisce la assoluta povertà nelle diverse aree del paese

Anche le indicizzazioni per l’adeguamento del potere d’acquisto delle pensioni al costo della vita sono state trascurate, anzi, già il precedente Governo “gialloverde” furono bloccate per tre anni partendo da quelle tre volte il minimo, “circa € 1552” mese. E pensare che qualche anno addietro il CUPLA proponeva l’ipotesi di una diversa parametrazione di tale indicizzazione in quanto non corrispondente più al costo della vita per un pensionato. E’come se le pensioni continuassero a diminuire perdendo ulteriore terreno rispetto al costo della vita.

Il CUPA della Toscana insiste sul tema della 14° mensilità in quanto non è un riconoscimento permanente, ma, il diritto è legato ad un decreto emesso annualmente. Quest’anno è stato emesso solo alcuni giorni prima del pagamento. Questa incertezza è indecente. Gli ultra sessantacinquenni sono una grossa fetta della popolazione e lo sarà sempre di più, con l’innalzamento delle aspettative di vita e l’andamento demografico di questa società. Devono venire meno queste disuguaglianze. Il Governo e la politica devono avere presente queste disuguaglianze che allontanano sempre più il cittadino dalla politica e dalle istituzioni.

Riforma Pensioni 2020 oggi 24 novembre: le parole di Barretta

Ecco il commento agli interventi previsti nella legge di bilancio 2020, commentati sul Foglio dal sottosegretario Pier Paolo Baretta : “Siamo partiti dalla necessità di disinnescare 23 miliardi di aumento dell’Iva. Si è trattato, di fatto, di una riduzione della tasse per le famiglie di eccezionale portata, ma che ha inevitabilmente condizionato la Manovra. La Manovra nel suo complesso, resta di 30 miliardi, non si va oltre quella cifra”.

Poi su quota 100 e sulle pensioni spiega: ” Riequilibrare la Manovra non è facile, anche in virtù del fatto che su tabacchi e giochi abbiamo già ottenuto il massimo, senza che nessuno protestasse. Semmai un ripensamento su Quota 100 può essere auspicabile, forse perfino necessario. Non voglio affatto eliminarla, anche perché si estinguerà da sola tra due anni. Ci sono degli emendamenti per ridurre le finestre di accesso nel 2021 che vanno valutati con grande considerazione. Ma è per il 2020 che potrebbe esserci un problema di equilibrio di bilancio. E’ chiaro che un ripensamento di Quota 100 per il 2021 aiuterebbe a ridefinire tutto il quadro generale”. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

4 pensieri su “Pensioni 2020 notizie oggi 25 novembre su rivalutazione e indicizzazione

  1. L’aumento delle pensioni attraverso quattordicesima, rivalutazione, indicizzazione è non solo una questione di equità sociale, ma anche uno stimolo per l’economia.
    Gli economisti ben sanno che la produzione si basa sul consumo, che i consumi dipendono dal reddito e dalla propensione al consumo, e che dalla propensione al consumo dipende il moltiplicatore degli investimenti.
    Detto in parole povere povere: chi guadagna poco ha una propensione al consumo elevata (molto più elevata di chi guadagna molto di più) e questo dà una forte spinta alla produzione tramite il moltiplicatore degli investimenti.
    L’aumento delle pensioni può essere finanziato attraverso aumenti selettivi dell’IVA:
    1) aumentare l’IVA sui SUV (chi può permettersi un’auto da sessantamila euro, può anche pagare 1000 euro in più);
    2) aumentare l’IVA sui prodotti di importazione e non di prima necessità (senza timore del Governo di subire ritorsioni da parte di altri Paesi: ciò favorirà il consumo di prodotti interni e darà un forte impulso alla domanda interna);
    3) aumentare le accise sulla benzina (questo tutelerà anche l’ambiente, disincentivando i molti automobilisti che mantengono il motore acceso sia d’estate che d’inverno pure stando fermi. Ci saranno rincari contenuti sui beni di prima necessità come frutta e verdura, ma ciò incentiverà i consumatori a non sprecare cibo);
    4) Applicare/aumentare la tassa sui carburanti utilizzati dalle compagnie aeree (ciò si tradurrà in incrementi dei biglietti aerei che disincentiveranno le persone a spostamenti all’estero per le vacanze, a vantaggio del turismo interno – contemporaneamente andranno ridotte o eleminate le tasse di soggiorno).
    I Sindacati chiedono al Governo di aumentare le pensioni. Bene. Se vogliono aumentare i margini di successo, presentino al Governo anche il modo (o un ventaglio di possibilità) per finanziarle.
    Devo anche aggiungere che, avendo i Sindacati lo stesso peso che ho io – e cioè zero –, probabilmente i Sindacati riceveranno dal Governo una risposta su come finanziare le pensioni simile a quella che ho ricevuto io su come aumentare l’occupazione: “Il tema da lei proposto è al centro dell’impegno dell’azione di Governo, il Presidente intende ringraziarla dunque per aver voluto esternare il frutto delle sue competenze.”
    Conclusione: per stimolare i consumi e quindi l’economia nel suo complesso occorre aumentare le pensioni basse, che andranno finanziate attraverso incrementi selettivi dell’IVA e delle accise, incrementi che peseranno principalmente sule classi più agiate. I maggiori benefici saranno: minore fuoriuscita di denaro verso l’estero (grazie alla minore importazione di prodotti esteri e di viaggi all’estero) e maggiore circolazione della moneta all’interno della nazione (grazie all’aumento della domanda interna di prodotti e servizi nazionali). Ci sarebbe da affrontare anche il tema degli aumenti salariali che potrebbero spingere ulteriormente la domanda di consumi, soprattutto la domanda interna. Ma questa è un’altra storia.

  2. Buon giorno ,
    si parla sempre di aggravio della spesa con le pensioni , vorrei che qualcuno mi chiarisse questo fatto , tutti noi lavoratori abbiamo versato e versiamo i contributi all’ inps , quello che veniamo/verremo poi a percepire è in proporzione (decisamente in meno) rispetto quanto versato.
    A chi và in pensione o è già in pensione , viene solo “restituito” il suo , per cui perchè si dice che si aggravia la spesa previdenziale , a me personalmente , magari per ignoranza , non mi torna.

  3. Buongiorno, la quota 100 deve essere abolita subito nel rispetto di quei lavoratori che hanno già più contributi e non possono andare in pensione perchè non hanno letà,o il massimo dei contributi, o non rientrano pur essendo precoci nei paletti inposti. Il governomettendo questa quota a fatto solo il piacere di qualche categoria ma non dei lavoratori veri e propi.
    Grazie

    1. NO, sig. Marcello, no. Quota 100 non va abolita. Nè subito, né nel 2020, né nel 2021.
      Se non sono stato sufficientemente chiaro, mi ripeto a caratteri cubitali in modo assertivo: NO! QUOTA 100 NON VA ABOLITA! NE’ ORA NE’ DOPO.
      Un senzatetto non può lamentarsi perché un altro senza tetto ha la coperta e lui no.
      Un lavoratore che ha versato più contributi non può lamentarsi perché un altro lavoratore può andare in pensione pur avendo versato meno contributi di lui.
      I proverbi esprimono sinteticamente l’espressione dell’animo umano: “Mal comune mezzo gaudio”.
      Mi dica, sig. Marcello, conosce la storia di San Martino che divise il suo mantello con un mercante seminudo che non aveva nulla per ripararsi dal freddo?
      Mi dica, sig. Marcello, conosce la storia della mantellata Santa Caterina da Siena che cedette il suo mantello ad un mendicante il quale voleva rifiutare l’offerta per non esporre Caterina Benincasa (così si chiamava Caterina da Siena) al disonore, e ricevette in risposta da Caterina qualcosa del tipo: ”meglio vivere con disonore che senza amore”?
      Mi dica, sig. Marcello, vuole essere dalla parte di chi è per il “mal comune mezzo gaudio” oppure dalla parte di chi e per il “meglio vivere con disonore che senza amore”?
      La scelta che farà (difficile, lo so) non dipenderà da nessun altro. Dipenderà solo da lei.

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