Pensioni 2020, Tripiedi (M5S): “Quota 100 non si tocca”, l’ira dei quota 41

Pensioni 2020, Tripiedi (M5S): “Quota 100 non si tocca”, l’ira dei quota 41

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni giungono da un recente post dell’onorevole Davide Tripiedi del Movimento 5 Stelle in cui si ricordano le austerità messe in campo dalla legge Fornero e la grande opportunità offerta, a suo dire, dalla quota 100 grazie al M5S

Davide Tripiedi in passato aveva sposato la richiesta dei quarantunisti, sostenendo, più di una volta in piazza al loro fianco nel corso delle manifestazioni, che: 40 anni di lavoro devono bastare a prescindere dall’età. Ora vi é chi sotto al post gli ricorda come egli abbia voltato in realtà le spalle ai precoci una volta che il M5s é salito al Governo, in quanto il M5s pur avendo promesso la Quota 41, ha preferito la quota 100 che ora difende ‘con le unghie e con i denti’ , ritenendola la panacea per tutti i lavoratori. Ma così non é come in molti gli fanno notare esasuti, di leggere post che non ritengono veritieri ed anzi lesivi dell’intelligenza degli elettori. Il punto ad oggi 9 gennaio 2020.

Riforma pensioni, Tripiedi su Quota 100: non si tocca

Così L’onorevole su Facebook: “Con Quota100 abbiamo dato la possibilità a moltissime persone di andare finalmente in pensione. Insieme al RedditodiCittadinanza è stata la prima risposta alle politiche di austerità del recente passato ed era scritta nel programma elettorale del MoVimento5Stelle per le elezioni politiche 2018.

Qualcuno forse si è dimenticato cosa fu la LeggeFornero, il simbolo di una crisi scaricata interamente sui cittadini, una legge illogica e irresponsabile che in questi anni ha costretto alla disoccupazione decine di migliaia di giovani e ha ricompensato persone che hanno lavorato per oltre quarant’anni con l’incertezza più totale.

Abbiamo confermato Quota 100 anche in questa LeggediBilancio, perché è uno dei pilastri dell’Italia di oggi e di domani

Pensioni, Quota 41 contro Tripiedi: “ci hai presi in giro”

Sotto al post moltissimi commenti dei precoci che adirati ricordano all’unisono all’onorevole di essere delusi da lui e da tutto il movimento. Vi é addrittura chi come Daniela B posta un tweet del 2017 scritto da Tripiedi facendogli notare come ad oggi molto sia cambiato tra le priorità del M5S rispetto alle promesse fatte ai precoci: “Noi del M5S siamo stati GLI UNICI a portare la questione dei lavortaori precoci in Parlamento, quando nessuno se ne interessava. Un nostro emendamento nel 2015, firmato da Claudio Cominardi e da me, chiedeva per queste persone che hanno iniziato a laorare prima dei 18 anni il diritto ad andare in pensione dopo 40 anni di lavoro

Tanti altri precoci hanno aggiunto eco a questi ricordi esprimendo rabbia e frustrazione date le promesse disattese, tra questi Marina W: “Davide scusami se ti do del “tu”, ci siamo conosciuti quando i Lavoratori Precoci manifestavano a Montecitorio per chiedere i “41 per tutti”. Tu ci appoggiavi e sostenevi che dopo 41 anni era giusto andare in PENSIONE!! Adesso che siete al Governo ci avete voltato le spalle! Gente che ha lavorato meno di NOI va in pensione con quota 100, mi sento tradita, é proprio vero che in campagna elettorale si fanno le promesse e poi si cambia programma“. Maurizio D’O: “La quota cento è una truffa verso per i lavoratori precoci che saranno gli unici che andranno in pensione con la legge Fornero“.

Riforma pensioni: basta frottole, quota 100 é ingiusta ed iniqua

Giorgio, dalla sua scrive: “ Dopo tutto quello che avete fatto e la presa per i fondelli agli italiani avete il coraggio di pubblicare ancora balle? Smettetela che è meglio

Daniela B: “Davide e chi è già ha più di 38 anni o ha 38 Anni… Precoce donna e deve farne 41, 10 per andare in pensione cosa è fesso? Volete che ci facciamo le guerra fra di noi…. Quota cento era giusta se fatta diversamente o insieme a quota 41…cosi è ingiusta verso chi ha iniziato a lavorare giovane….. La matematica non è un opinione perché noi dobbiamo lavorare di più per poter accedere alla pensione e prendere come chi va con quota cento ciò che ha maturato. Giustizia. Non siamo lavoratori di serie b, Giustizia sociale!
Se poi mi desse pure una risposta… Le sarei grata

Francesca M: “Ma basta con le chiacchiere io sono quasi a 40 e mi toccano ancora tre anni!!!!!😡😡😡 per fortuna che in campagna elettorale dicevate che dopo 40 di lavoro era giusto andare in pensione !!!! Che delusione!!!!!!

Infine Vittorio F, scrive: “43.1 per poter andare in pensione quota cento per chi ha pagato e versato più contributi non serve a niente é un’ INGIUSTIZIA SOCIALE!!!“.

Se qualcuno ancora volesse commentare liberi di farlo nella sezione commenti del sito. Vi informaimo altresì che abbimo provato a contattare l’onorevole Tripiedi, ma al momento non abbiamo ricevuto alcuna risposta, né da lui né da altri esponendi del M5S. Restiamo in attesa anche noi di eventuali repliche e/o editoriali.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

17 pensieri su “Pensioni 2020, Tripiedi (M5S): “Quota 100 non si tocca”, l’ira dei quota 41

  1. Cari signori non so se sia vero ma ho letto che la quota 41 costava meno della quota 100 se ciò fosse vero mi domando perché non sia stata fatta dato che dicevano che non si poteva fare perché costava troppo o al governo ci sono una marea di incapaci che non sanno neanche fare i conti o a qualcuno faceva comodo mettere uno contro l’altro.. Quota 100 poteva anche andare bene ma doveva essere fatta anche per i precoci chi più ha lavorato doveva avere il diritto di andare in pensione

  2. Quota 100 è il miglior provvedimento che un governo abbia mai varato negli ultimi vent’anni un grazie immenso al M5S per avercelo Donato e per averlo difeso dai paraculo Renziani

  3. Ecco un intervento preciso e chiaro, al di là dei luoghi comuni che addebitano alla Fornero tutti i mali del mondo, il sentiero era già tracciato sia per l’età pensionabile che per l’aspettativa di vita.
    Anzi, la riforma Fornero ha avuto il merito in qualche modo di uniformare le cose con il principio del contributivo per tutti a partire dl 2012.
    Credo anche che oggi esistano le premesse per operare una seria riforma in quanto i privilegi del passato ( retributivo … ) pesano sempre meno e le prospettive negative ( aumento età pensionabile e pensioni sempre più modeste per via del contributivo ) devono far orientare le cose verso un sistema sempre più equo ( fermo restando il principio dell’equilibrio dei conti )

  4. Tripiedi è quel simpatico personaggio che è passato dai banchi di scuola ai banchi del parlamento con relativo stipendio che tutti noi paghiamo e che si è permesso di umiliare i precoci con la frase: ” I precoci devono stare tranquilli, tanto a loro manca poco per la pensione, mentre chi godrà della quota 100 si risparmierà anni ( e versamenti di contributi, aggiungo io). Pensate che squallido rappresentante del Mov. E poi si chiedono come mai la gente non li vota più. In un mondo di ciechi ( Tripiedi) …… il guercio è Re ( Salvini).

    1. Peggio ancora chi come me,ha iniziato a lavorare facendo traslochi nel 1975,con il primo versamento nel 1980,perche allora,i contributi ai ragazzini,non li versavano.
      Quindi io lavoro da 45 anni,ho le ossa rotte,e per il momento non rientro in nessun requisito perche sono del 1963.
      Se ne parla nel 2024,mi han detto.

  5. Ancora RENZI che racconta frottole, non sa quello che dice, quota 100 per uno che ha 62 anni e 42 anni di contributi è ingiusta??

  6. Caro il signor tripiedi io sono un precoce prima in campagna elettorale ci promettevi 41 di lavoro per noi precoci ora che sei al governo ai cambiato idea quota 100 non si tocca e 41 per tutti non se ne parla piu .ai propio messo le scarpe in tripiedi il cognome ti sta a pennello .che delusione e per quello che tanti scappamano dai 5 stelle sono delusi anche loro .speriamo a nuove elezione che diano un ribaltone in generale .saluti max un precoce ora in pensione con la fornero grazie a voi

  7. Questa diatriba fra quota 100 e 41 mi ricorda quanto sono attuali le GUERRE FRA I POVERI !
    Vi ricordate i capponi di Renzo che si beccavano fra loro quando andavano dritti incontro alla morte ?

  8. Caro onorevole prima di tutto vorrei dirle di non chiamare quota 100, ciò che quota 100 non è. Quella attualmente in vigore è semplicemente la possibilità di lasciare il lavoro a partire dall’età minima di 62 anni e con minimo 38 anni di contributi, e solo in un caso si verifica quota 100, 62+38 appunto. Negli altri casi 63+38, 64+38, 65+38 e 66+38 è quota 101,102,103,104. Chiarito quindi che quota 100 è ancora un obbiettivo da raggiungere e non una cosa fatta, mi auguro che i prossimi passi siano quelli di attuare una quota 100 “vera” quindi attivare tutte le combinazioni che danno 100 (gliele scrivo perché non si sa mai che facciate sempre finta di non capire ovvero 60+40;61+39;62+38 che c’è già, ma anche 63+37;64+36;65+35;66+34). Innanzitutto è giusto che se uno ha lavorato più di 38 anni, ad esempio 39 o 40 vada prima in pensione, altrimenti se vede che qualcuno solo perché è leggermente più anziano sta a casa mentre lui continua a lavorare, sarà banale ma si arrabbia. E per finire, oltre a migliorare la presunta quota 100 va anche CONTESTUALMENTE attuata la quota 41, perché a maggior ragione una persona che ha lavorato così a lungo deve avere la pensione.
    E’ inutile dire che la gente è molto arrabbiata della situazione pensionistica e questa rabbia un giorno si manifesterà, perché prima o poi si tornerà a votare e non è difficile immaginare quale sarà il risultato, la sediolina dorata dove appoggiate le terga la vedrete col binocolo, anzi no col telescopio.

  9. Se è per questo dovrei essere precoce anche io visto che ho iniziato a lavorare a 14 anni e dovevo anche studiare!!!! e adesso nonostante i 41 anni contributivi una invalidità del 75% e 60’anni di età non posso andare in pensione perché prima dei 19 anni ho 10 mesi contributivi invece dei 12 richiesti….ma io non sto bene di salute e mai possibile che la mia invalidità e i 41 anni di servizio non valgono un Fico Secco……(Qusti due mesi che non mi mancano ma li ho dopo 19 anni del totale di 41) e per questo devo fare 3 anni in PIÙ ma ci rendiamo conto che questo é terrorismo politico…..

  10. Quota 41 per tutti , indipendentemente dall’età anagrafica è l’unica soluzione per il superamento equo della maledetta Legge Fornero !!
    Quando uno ha lavorato 41 anni, indipendentemente dal lavoro che faccia e dall’età che ha iniziato a lavorare ha diritto di andare in pensione !!!!!!!!!

  11. CONDIVIDO PIENAMENTE QUANTO DICHIARATO DAL MIN. TRIPIEDI DEI 5 STELLE QUOTA 100 GIÀ LEGGE GIUSTA , DEVE RIMANERE E COSÌ COME È FINO ALLA FINE DEI 3 ANNI DI SPERIMENTAZIONE COME PREVISTO 2021 COMPRESO, LE PERSONE
    DA QUANDO È USCITA LA LEGGE HANNO PROGRAMMATO E FATTO AFFIDAMENTO FINO AL 2021 COMPRESO, COME MINIMO HANNO 62 ANNI E PROBLEMI FISICI E DI SALUTE DOVUTI ALL’ETÀ E AL LAVORO, NON SI POSSONO CAMBIARE LE REGOLE IN CORSO ALLE QUALI LE PERSONE HANNO FATTO AFFIDAMENTO FINO AL 2021, POI PER IL 2022 SI APPLICHERÀ UNA NUOVA RIFORMA PERFEZIONISTA, QUOTA 100 GIÀ LEGGE ANCHE DEL PROGRAMMA 5 STELLA, CONDIVISA È VOTATA ANCHE DA LORO, DEVE RIMANERE E COSÌ COME È FINO AL 2021 COMPRESO COME DICHISRATO DA MOLTE PERSONALITÀ POLITICHE E SINDACALI, PRECEDENZA ALLE LEGGI GIÀ IN VIGORE DA PORTARE A TERMINE FINO AL 2021 COMPRESO COME PREVISTO.

  12. Segnalo che la severa Riforma delle pensioni SACCONI ha portato l’età di pensionamento anticipato (che allora si chiamava di anzianità), tramite la cosiddetta “finestra” (di 12 o 18 mesi) a 41 anni per i dipendenti o 41 anni e 6 mesi per gli autonomi (DL 78/2010, L. 122/2010, art. 12, comma 2). Più 3 mesi per tutti (DL 98/2011, L. 111/2011, art. 18, commi da 22-ter a 22-quinquies).
    Successivamente, la Riforma Fornero ha uniformato la “finestra” degli autonomi a 12 mesi, riducendola quindi di 6 mesi (DL 201/2011, L. 214/2011, art. 24, comma 5) e contestualmente ha inglobato la “finestra” nell’età base, sia di vecchiaia (66 anni), sia di anzianità, modificandone la denominazione in “anticipata”, ma non ha esplicitato il legame, per cui tutti le imputano l’aumento a 66 anni, ma la colpa è tutta sua.
    Traggo dal mio saggio sulle pensioni: “Si noti bene che la Riforma Fornero ha (col comma 5) opportunamente eliminato la «finestra» di 12 mesi (estesa anche ai lavoratori autonomi in luogo dei 18 mesi e quindi riducendola di 6 mesi), sostituendola con un allungamento corrispondente dell’età base, sia delle pensioni di vecchiaia (comma 6, lettere c e d) che delle pensioni anticipate (comma 10), ma l’allungamento (già recato dalle Riforme Sacconi – 8 o 14 mesi – e Damiano – 4 mesi in media – con le «finestre») è solo formale. Ciò ha sia dato maggiore trasparenza al sistema, sia reso omogeneo il dato dell’età di pensionamento nel confronto internazionale. Per contro, non avendo il testo della Riforma Fornero esplicitato il legame tra l’allungamento dell’età base e l’abolizione delle «finestre», l’allungamento dell’età base di 12 mesi (o 18 mesi per gli autonomi, poi ridotto a 12 dalla Riforma Fornero) viene da tutti erroneamente attribuito alla Riforma Fornero e non alla Riforma Sacconi, come lamenta la stessa professoressa Fornero nel suo ultimo libro, già citato, «Chi ha paura delle riforme: Illusioni, luoghi comuni e verità sulle pensioni».”
    Ergo, per scendere a 41 anni occorre toccare anche la Riforma SACCONI, che, peraltro. è quella che ha anche portato l’età di pensionamento di vecchiaia a 67 anni dall’1.1.2019, tramite l’adeguamento alla speranza di vita, da essa introdotto nel 2009 (DL 78/2009, L. 102/2009, art. 22-ter, comma 2).

    1. Ecco un intervento preciso e chiaro, al di là dei luoghi comuni che addebitano alla Fornero tutti i mali del mondo, il sentiero era già tracciato sia per l’età pensionabile che per l’aspettativa di vita.
      Anzi, la riforma Fornero ha avuto il merito in qualche modo di uniformare le cose con il principio del contributivo per tutti a partire dl 2012.
      Credo anche che oggi esistano le premesse per operare una seria riforma in quanto i privilegi del passato ( retributivo … ) pesano sempre meno e le prospettive negative ( aumento età pensionabile e pensioni sempre più modeste per via del contributivo ) devono far orientare le cose verso un sistema sempre più equo ( fermo restando il principio dell’equilibrio dei conti )

      1. Grazie per l’apprezzamento. Ritengo utile, però, aggiungere:

        – la professoressa Fornero è uno dei principali responsabili della generale DISINFORMAZIONE, diventata ormai mondiale, che circonda le pensioni, fin dalla formulazione poco chiara o talvolta tendente al plagio del testo della sua riforma (che ho analizzato comma per comma nel mio saggio, al quale la prof. Fornero ha fatto un commento nella postfazione, attestando che mi sono attenuto alle norme); l’ha fatto perfino nel suo libro del 2018, che io esamino criticamente nel mio; dopo aver avuto un’interlocuzione con lei, contestandole l’appropriazione e invitandola a fare chiarezza, ma mi ha opposto che anche io che ho scritto un centinaio di lettere per fare chiarezza non ho ottenuto alcun risultato; il che è una furbata, poiché io posso scrivere solo lettere, mentre lei è onnipresente sui media;

        – oltre che essersi “appropriata” di provvedimenti della severissima Riforma SACCONI, si è anche “appropriata”, come dimostra il tuo commento, del metodo contributivo, introdotto dalla Riforma Dini (L. 335/1995). Ella lo ha soltanto ESTESO, pro-rata dall’1.1.2012, a coloro che ne erano esclusi, cioè coloro che, al 31.12.1995, avevano già 18 anni di contributi, quindi relativamente anziani e ormai tutti o quasi tutti già in pensione. Valga a dimostrarlo l’analisi del risparmio stimato da RGS, al quale io dedico un capitolo nel mio saggio: il prorata contributivo ha determinato un risparmio a regime (2018) di appena 200 milioni, pari all’1% circa del risparmio di 15-20 mld annui della Riforma Fornero, destinati a breve a scomparire.

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