Pensioni 2020 ultime novità oggi 28 dicembre: Damiano su Quota 100

Pensioni 2020 ultime novità oggi 28 dicembre: Damiano su Quota 100

Cesare Damiano è tornato a parlare della Riforma delle Pensioni e della flessibilità del sistema pensionistico e rilancia la sua proposta per riformarlo. Intanto nel Governo si discute su come superare lo scalone che si creerà tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, terminati i 3 anni di sperimentazione della quota 100.

Ultime novità Pensioni 2020: parla Damiano

Ecco le parole di Cesare Damiano: “Quota 100 va portata alla sua naturale conclusione. Non confondiamo i totem con il giusto diritto dei cittadini di non vedersi cambiare le leggi sotto il naso, appena cambia un Governo, frustrando legittime aspettative“.

Damiano poi continua: “È già disastrosamente capitato – continua – con il Governo Monti, che ci ha regalato una indimenticabile stagione di esodati. Invece, è serio affrontare da subito il tema della flessibilità previdenziale, come propone il presidente dell’Inps, Tridico. Le soluzioni possono essere diverse. Io propongo di rispolverare la proposta di legge 857 del 2013 (Damiano, Baretta, Gnecchi), che prevedeva un massimo di 4 anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia, con una penalizzazione del 2% per ogni anno”. “Accanto alla flessibilità va considerato il tema dei lavori usuranti e gravosi, già disciplinati per legge. Chi svolge questi tipi di attività deve poter andare prima in pensione“, conclude Damiano.

Riforma Pensioni 2020 ultime oggi 28 dicembre: Come superare quota 100

Al Ministero dell’economia due commissioni stanno lavorando per capire come superare lo scalone che si andrà a creare quando quota 100 giungerà alla sua naturale conclusione. Come riporta il Sole 24 ore di oggi, la soluzione “Potrebbe essere nella stessa Quota: alzando i requisiti minimi a 64 anni di età e 36 di contributi e, soprattutto, configurando l’assegno da erogare in versione esclusivamente contributiva come già accade per Opzione donna.

Come segnala il quotidiano, a Gennaio partirà un tavolo tecnico voluto da Tiziano Treu, Presidente del CNEL che vedrà al suo interno alcuni tecnici come Alberto Brambilla, Angelo Pandolfo, Cesare Damiano, Marco Leonardi, Michele Raitano e Michele Faioli. Si cercherà una soluzione sostenibile di flessibilità con cui gestire l’uscita dalla sperimentazione di “Quota 100” per evitare lo scalone di 5 anni per il pensionamento e la forma di integrazione su base fiscale da adottare per dare più forza alle pensioni di lavoratori che, per via delle carriere discontinue e dei bassi salari, avranno una pensione inadeguata. Voi cosa ne pensate di queste possibili soluzioni? Fatecelo sapere nei commenti qui di seguito e per restare aggiornati con tutte le ultime notizie sulle Pensioni 2020 tornate a trovarci!

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

16 pensieri su “Pensioni 2020 ultime novità oggi 28 dicembre: Damiano su Quota 100

  1. Commento rispetto a quanto scritto dal signo Franco Giuseppe nel suo post del 30 Dicembre 2019 Alle 11:18 (e dove sono citato):

    Qui c’è un problema di fondo a mio avviso e non si tratta di un problema legato a calcoli e percentuali ma al fatto che praticamente tutti i commentatori si lamentano della Quota 100 giudicandola imperfetta e penalizzante nei loro confronti (ad esempio per lo “scalone” di fine 2021) ma non giudicano parimenti penalizzante la legge fornero, quella sì iniqua e penalizzante!
    Cari signori è la legge Fornero che va cambiata e non quota 100 (che magari va migliorata)!
    E c’è un modo molto semplice per farlo: votare Lega alle prossime politiche che si faranno sicuramente prima della fine del 2021 (personalmente non credo nemmeno che questa legislatura arrivi alla Pasqua del 2020, ma tant’è…).

    1. Certo ringrazio Salvini perché con Lui al governo di è varata quota 100 ma poi questo provvedimento per colpa di tutto il casino combinato in estate da Salvini ha rischiato di sparire per cui il mio ringraziamento sentito va a Di Maio e as la M5S per averlo difeso a spada tratta contro i paraculo Renziani

  2. Franco Giuseppe , infatti la seconda manovra prevista dalla lega era quota 41 ma purtroppo . . .
    Comunque quota 100 non si tocca fatevene una ragione .
    Buon anno a tutti !!!

    1. Concordo pienamente sulla “intoccabilitá” di quota 100. Nessuno ha ancora fatto i calcoli di quanto é costata la bufera di licenziamenti ingiustificati anche se “risarciti” da aziende varie. Sarebbe bello vedere quanti lavoratori sono stati allontanati con buona uscita a 56/57 anni, quanto Naspi é stato erogato (anni 2016/2017/2018), cosa fanno ora e che contratti hanno. Molti come me sono diventati “Consulenti” che significa in genere accettare incarichi semestrali, sottopagati, ecc. Quota 100 resta un modo per risolvere una montagna di ingiustizie. In ogni caso 38 anni di lavoro non sono proprio facili da realizzare.

  3. E’ da due mesi che non partecipo al vostro dibattito sulle pensioni. Mi sono astenuto in attesa di cosa sarebbe successo con la nuova finanziaria. In questo lasso di tempo, a novembre, ho presentato la mia domanda di pensione. Il mio ufficio personale mi ha comunicato che la mia anzianità contributiva è troppo precisa per poter andare in pensione il 1 di giugno, che loro contano i contributi in anni e mesi, mentre l’INPS fa il calcolo in settimane e quindi avendo io maturato 43 anni e 1 mese, si avete letto bene, sono veramente troppo preciso. Infatti ci vorrebbero 43 anni, un mese e un giorno. Potrebbe succedere che nel conteggio INPS venga a mancare quel giorno in più o forse anche una settimana. Molti miei colleghi infatti hanno lasciato con 17 gg fino ad un mese in più. Quindi lascerò al 1 di luglio con 43,2. La tanto amata riforma Lega -Stellata mi ha regalato infine solo un mese in meno a fronte del mega regalo di 5 anni dei quota 100.
    Sig. Cuppi, come anche Lei, anch’io ho sempre contestato la quota 100 nella sua ignobile formulazione, formula che consente a chi ancora un lavoro regolare lo aveva di poter decidere il proprio futuro, cosa che invece ai precoci non è stata consentita e che sono “OBBLIGATI” a sorbirsi 5 anni di lavoro e relativi versamenti in più. La quota 100, che non è una legge dello stato ma un’ opzione tramite emendamento della legge Fornero, è molto più favorevole persino dell’opzione donna tutta contributiva e che a loro danno è stata innalzata di un anno. Una vergogna abissale. Sarebbe infatti utile che le donne sapessero che andando con 59 anni e aggiungendo un anno di finestra, riceverebbero quindi la pensione a 60 anni, solo due anni in meno della quota 100 che però può contare ancora della sua parte retributiva essendo nel sistema misto.
    La quota 100, come tutti abbiamo appurato, è appoggiata solo da chi ne può usufruire, dalla Lega e da Durigon che l’hanno voluta a tutti i costi infischiandosene dell’esosità economica del provvedimento e di quello che accadrà alla sua scadenza. Ha creato un caos a divenire e bloccato una qualsiasi seria discussione per i tre anni di sperimentazione. Trovo alquanto di cattivo gusto che il Presidente dell’INPS, Tridico, affermi che al termine della quota 100 si dovrà trovare una soluzione più equa. Allora lo sa anche Lui che quota 100 non lo è ? Lo sa anche Lui, insieme a Damiano e a tutta la compagnia di anime candide che la quota 100 è un abominio di disparità sociale ? Da quando è nata la Fornero, migliaia di lavoratori si sono trovati anni in più di lavoro e ancora oggi fino al 2021, altre migliaia di lavoratori saranno costretti a 5 anni in più rispetto ai quota 100, che si sono risparmiati anni e versamenti. Volete una prova ? Eccola. Il Sig. Salvatore ( Primo ) che partecipa al nostro dibattito, ha scritto l’8 novembre, candidamente ma onestamente e di questo lo ringrazio, testuali parole: Con la quota 100, ho guadagnato quasi tre anni rispetto alla Fornero e uno e mezzo se riscattavo la laurea pagando 15.000 mila euro. Si evince quindi che uno che si sorbisce la Fornero, tutta e fino in fondo, ha quindi lavorato tre anni in più e versato migliaia di euro in più di contributi, ma non può ancora andare in pensione.
    Al Sig. Perfetto, persona che stimo per l’educazione con cui si propone, mi dispiace affermare che non sono d’accordo con Lui per la sua vecchia affermazione che, ” meglio aver fatto poco che niente”. Quel “poco”, oltre che ad essere stato esoso, ha bloccato una seria discussione per tre anni, ha creato iniquità ed ingiustizie tra lavoratori. Cosa si sente di dire a quelli che ancora per i prossimi due anni si dovranno pensionare “obbligatoriamente” con 43,1 anni ? E se la situazione economica peggiorasse e non si potrà toccare nulla, cosa diremo? ” Per fortuna che hanno fatto la quota 100 e abbiamo speso un patrimonio” ?
    Pensate che sia finità li la disparità NO ! Chi è andato o andrà anticipatamente con la quota 100 avrà la liquidazione prima dei precoci che ci andranno con 43? Poniamo il caso di due lavoratori che hanno un mutuo in corso; Il quota 100 con la sua liquidazione potrà chiudere il mutuo e risparmiare anni di interessi mentre il secondo lavoratore continuerà a pagare quegli interessi ancora per anni. So già che mi tirerò una caterva di insulti e infatti questo sarà davvero il mio ultimo commento. Un saluto a tutti e scusatemi se continuo a sostenere che la quota 100 sia una cosa abominevole.

    1. Sig. Franco Giuseppe, lo sa che mi ha preceduto?
      Stavo giusto appunto scrivendo: ‘Ma dov’è finito il nostro Franco Giuseppe?”
      Ora ho compreso: si stava preparando per la pensione.
      La pensione è una grande conquista, alla pari di quella del lavoro.
      Siamo a fine anno, e mi torna alla mente quella bella immagine dell’uomo barbuto che esce simboleggiando l’anno che passa e del giovincello quasi bambino che entra simboleggiando l’anno che viene. Sono certo che anche lei ricorderà quell’immagine stampata sul libro di lettura delle elementari che si accompagnava sempre al sussidiario.
      La stessa immagine potrebbe rappresentare chi esce dal lavoro e chi entra al lavoro. La staffetta generazionale, la ruota che gira, la vita che continua.
      Ecco, se l’anno che è terminato non potrà uscire, l’anno nuovo non potrà entrare, e allora il tempo si fermerà, la vita si arresterà.
      Oggi vedo l’immagine dell’anno che esce e dell’anno che entra con gli occhi di un adulto. E vedo l’immagine di chi va in pensione e di chi entra al lavoro con gli occhi di quand’ero bambino.
      Le varie formule Quota 100, Quota 41, OD, Ape, sono tutte buone, perché tutte favoriscono il ricambio generazionale. Credo che su queste due sole parole ‘ricambio generazionale’ ci troveremmo tutti d’accordo.

      1. Assolutamente d’accordo con Lei Sig. Claudio, come quasi su tutto il resto pronunciato in questi mesi. Dico quasi perchè, appunto, il ricambio generazionale si sarebbe ottenuto lo stesso adoperando quell’equità che ho sempre sostenuto e che la quota 100 non offre a tutti. Che differenza ci sarebbe stata, in termini di ricambio generazionale, se invece di quota 100 si fosse abbassata la quota contributi a tutti indistintamente ? Si poteva cominciare togliendo 1 anno a tutti e cosi facendo, chi aveva già superato i 42, precoci compresi, si sarebbero risparmiati qualche mese e chi invece i 42 li raggiungeva quest’anno ancora in corso, non avrebbe dovuto raggiungere i 43. Ma lasciare che alcuni fossero costretti a farsi tutti i 43 anni e contemporaneamente offrire la pensione a chi ha solo 38 anni è stato un insulto gravissimo al buon senso di giustizia che dovrebbe accomunare tutti i lavoratori. Su questo sito peraltro ho letto commenti che inneggiavano al creatore di questa opzione, promettendogli il voto perenne. Barattare il mio voto e la mia dignità di lavoratore per una norma a mio esclusivo favore è una cosa indegna. Quota 100 è e rimarra’ una bruttissima pagina di ingiustizia sociale. Ormai la frittata è fatta e ricomporre l’uovo non si può più. Fino al 2021 assisteremo a chi andrà in pensione potendo “scegliere” di lasciare a 38-39-40 e a chi invece sarà “imposto” di arrivare fino ai 43,1.
        Ormai anch’io arriverò con i miei 61,6 anni alla agognata pensione con appunto 43,2, ma niente e nessuno potrà mai togliermi il diritto di perseguire sempre l’equità e la giustizia per tutti, nessuno escluso. Non lo faccio per me ma per quei lavoratori precoci che si sono anche sentiti umiliati e derisi da altri lavoratori con titoli come invidiosi e rompiballe. Una brutta pagina da qualsiasi parte la si guardi.
        Auguri sinceri a tutti, anche ai miei denigratori. Un augurio speciale ad Erica e Stefano per la loro ottima stesura degli articoli e della possibilità di commentarli. Ciao a tutti.

        1. Sig. Franco Giuseppe, a volte scegliamo noi e a volte c’è chi sceglie per noi.
          Altrove ho affermato che ad essere iniqua, ingiusta, sbagliata, o come la si voglia definire, non è Quota 100, ma la mancata attuazione di Quota 41.
          Quota 100 e Quota 41 sono due specchi ciascuno dei quale riflette una platea di lavoratori. Altri, al nostro posto, hanno scelto per noi, puntando il raggio della quiescenza verso lo specchio Quota 100.
          Quota 100 riflette la decisione del nostro Governo. Una decisione presa sotto i vincoli finanziari di cui spesso sottovalutiamo l’importanza, quei vincoli finanziari che non hanno permesso di attuare Quota 41, quei vincoli finanziari definiti a suo tempo ‘severissimi’ dalla Fornero al punto da genere una Riforma pensioni altamente penalizzante e, per questo, difficile da accettare.
          Non ho mai letto un commento positivo verso la Fornero. Eppure la Fornero non si è mai negata al confronto pur sapendo che sarebbe stata attaccata, a volte anche in modo strumentale. Certamente non tutte le sue spiegazioni o motivazioni sono condivisibili, ma questo avviene, io direi, su questioni di scarsa rilevanza.
          Anche lei, sig. Franco Giuseppe, se mi lascia passare il confronto, ha qualcosa in comune con la Fornero: la difesa delle proprie convinzioni, e il coraggio di non sottrarsi all’attacco di chi la pensa diversamente da lei, mettendo in gioco se stesso, a costo anche di non piacere a quelle persone che lei chiama suoi ‘denigratori’.
          A lei certamente non occorrono bravi difensori, perché ha già la testimonianza dei suoi onorevoli 43,2 e della sua dignità. Dinanzi a ciò ogni accusa cade, ogni parola diviene muta.

        2. Tanti cari auguri di cuore a tutti voi che ci leggete e per la vostra stima,nonché per il tempo che dedicate a commentare. Buona fine e buon principio a voi tutti!

  4. A me pare che in questi ultimi giorni si sia consolidato un aspetto, positivo, per altro largamente auspicato da moltissimi: la discussione si è cioè spostata da Quota 100 sì o no, e quindi unanimemente ormai acquisita in modo definitivo per tutto il 2021, a come meglio affrontare lo “scalone” che seguirà dal 01.01.2022.
    E questa è una buona, ottima notizia per terminare bene il 2019 e sperare in un migliore 2020.
    Auguri di felice anno nuovo a tutti!

  5. Come previsto, dopo renzi, oggi 29.12.2019 dobbiamo ascoltare i latrati di bellanova.
    MA BASTA !!!
    Possibile che l’unico problema di questi nullafacenti sia quota 100 ?
    Possibile che nessuno di questi nullafacenti consideri come OBIETTIVO UNICO E IMPRESCINDIBILE il recupero dell’evasione fiscale ?

  6. Lo ammetto candidamente, io non sono un luminare della Bocconi ma un povero e vecchio prof di economia di campagna (Istituti tecnici) e quindi mi limito a fare i conti della serva.
    In Italia c’è l’ETERNO PROBLEMA della evasione fiscale che non si vuole andare scalfire neanche adesso che siamo arrivati alla canna del gas;
    C’è poi il problema del lavoro che manca e che non soddisfa i nostri giovani che sono costretti ad andare all’estero;
    Si spendono cifre consistenti per l’assistenza, con un mare di pensioni e trattamenti che spesso finiscono in mano ai furbetti (falsi invalidi e commissioni mediche di cui ometto di parlare perchè potrei finire in galera)…..chissà perchè, invece i medici che attestano malattie inesistenti, con grossi danni all’erario, in galera non ci vanno mai).
    Abbiamo elargito pensioni con soli 15-20 anni di servizio compreso il riscatto della laurea ed ora……
    i nostri politici riflettono solo su come escludere gli anziani da ogni forma di trattamento pensionistico,invece di mettere un riparo ai nostri eterni problemi di disoccupazione ,sottosviluppo del SUD ,evasione, elusione e corruzione .
    Mi pare la politica dello struzzo che nasconde la testa dietro agli anziani che sono ormai diventati un bancomat di Stato !
    Un ultima cosa …..per generare la legge “Fornero” c’era proprio bisogno di rivolgersi ad una docente universitaria? Non sarebbe bastato un usciere od un bidello qualsiasi ?

  7. Ma sono proposte fatte solo per non far andare la gente in pensione.. Se io ti do la possibilità di andare a 64 anni con 36 di contributi tutti contributivi..Primo prenderesti una pensione da fame.. Secondo hai allungato ancora età per andare in pensione e vengono penalizzati come al solito precoci e usuranti..è tutta una farsa non sanno neanche loro cosa proporre sono una banda di incapaci sindacati compresi… La cosa più equa e far finire la quota 100 ( sempre sia vero sIa così dispendiosa) poi fare la quota 41 per tutti e impostate un’età a 60/61/62 anni con agevolazioni per donne e salvaguardia esodati.. Questo sarebbe quello da fare impariamo dalla Francia.. Ma purtroppo siamo in Italia ci hanno tolto anche la voglia di ribellarci perché alla fine non se ne viene mai a capo di niente… Alla fine con i soldi che prendono i politici di noi lavoratori non gli frega niente importante che stanno bene loro

  8. Quando si parla di soluzione bisogna inquadrare bene il problema.
    Ma qual è il problema da risolvere? Le pensioni? Niente affatto.
    Le pensioni non sono un problema, e quindi non ci potrà mai essere una soluzione al problema pensioni.
    Il problema è il lavoro. Il lavoro che non c’è.
    Il problema della mancanza del lavoro deriva dal fatto che c’è mancanza di consumi, e quindi poca produzione, insufficienza di investimenti, e di conseguenza mancanza di richiesta di manodopera.
    Alzare dopo il 2021 i requisiti minimi di Quota 100 a 64 anni di età e 36 anni di contributi non elimina lo scalone, ma lo riduce a scalino, trattenendo per due anni in più le persone al lavoro.
    Pensare di computare la Quota 100 applicando il 2% di penalità per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia significa disincentivare i lavoratori ad andare in pensione, trattenendo per più tempo le persone al lavoro.
    Sia la prima “soluzione” che la seconda “soluzione” rendono, invece, le pensioni un problema: il problema che impedisce a nuovi lavoratori di entrare nel mondo del lavoro e quindi di attuare quel ricambio generazionale da più parti auspicato.
    La ricetta proposta dal sig. Emilio nel suo commento del 28 Dicembre 2019 alle 12:33 in merito all’articolo “Tridico: 4 ‘ingredienti’ per uscire da quota 100” a firma di Erica Venditti, è la soluzione (Riforma pensioni) da applicare al problema occupazionale. Questo è un problema molto serio che non deve essere affatto sottovalutato, perchè l’avanzare dell’uso delle tecnologie digitali tende sempre più a erodere la manodopera dell’uomo.
    La Riforma pensioni, dunque, dovrà essere la soluzione al problema della disoccupazione generazionale che dovrà essere affrontato con una solida Riforma del lavoro la quale dovrà valutare seriamente l’impatto sul lavoro di Industria 4.0 nonché la necessità di introdurre una imposta sul reddito da lavoro prodotto dagli automi (Iraut) allo stesso modo in cui si applica l’imposta sul reddito da lavoro prodotto dalle persone fisiche (Irpef).

  9. Non so se ridere o piangere, è veramente incredibile. “Come riporta il Sole 24 ore di oggi, la soluzione “Potrebbe essere nella stessa Quota: alzando i requisiti minimi a 64 anni di età e 36 di contributi e, soprattutto, configurando l’assegno da erogare in versione esclusivamente contributiva come già accade per Opzione donna.”
    In altre parole peggioriamo ulteriormente la situazione, oggi si può lasciare il lavoro a partire dai 62 anni di età e la soluzione è portare l’età a 64 ma con meno contributi e così chi ha lavorato più a lungo rimane ancora una volta fregato, allora perchè invece non dare la possibilità di andarsene a chi ha 60 anni ma con 40 versati? A parte fare cassa a chi giova questa soluzione? Chi è precoce e ha iniziato a lavorare a 14 anni con 42 e 10 mesi della fornero si pensiona a 56 anni e 10 mesi, chi ha invece fatto le scuole superiori e ha iniziato a 19 anni a lavorare potrà lasciare il lavoro a 61 e 10 mesi, sempre con la fornero , quindi di quale riforma per superare la fornero parliamo se innalziamo a 64 anni l’età della pensione? La riforma per pochi eletti?
    Ed inoltre se contributivo deve essere è più serio estendere l’opzione donna a tutti, è certamente più flessibile e abbraccia una platea più ampia.
    Errare è umano, perseverare è diabolico. Tutti continuano a pensare solo ad alzare l’età della pensione, ma le persone vogliono esattamente il contrario. In una democrazia è bene soddisfare le richieste della maggioranza perché in un modo o nell’altro il popolo le cose che vuole prima o poi le ottiene, basta pensare alla recente storia della brexit. Nel 2016 il popolo inglese ha votato per andarsene da questa Europa, la cosa si è tirata molto per le lunghe, sono stati cambiati ministri e governi ma ora pare che il 31 gennaio sia finalmente chiusa questa lunga farsa, questo dovrebbe insegnare qualcosa ai nostri politici e ministri vari, che tengono molto alla sedia dove appoggiano le loro terga. Continuate a prendere per il naso la gente ma prima o poi verrete spazzati via alla prima tornata elettorale. Meditate gente, meditate.

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