Pensioni 2020 ultime oggi 13 febbraio, Catalfo: ‘Per ora nessuna riforma’

Riforma Pensioni 2020

Le ultime novità di oggi 13 febbraio 2020 sulla riforma delle Pensioni arrivano direttamente dal Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, che è stata intervistata dall’agenzia di stampa Italpress. Nell’intervista che potete vedere in video a fondo articolo il Ministro spiega come al momento non ci siano ancora ipotesi di riforma sul tavolo per il sistema pensionistico, ma che si discuterà con le parti sociali per capire l’impatto economico delle varie proposte e trovare una soluzione che possa esser soddisfacente.

Riforma Pensioni 2020, parla il Ministro Nunzia Catalfo

Nei giorni scorsi vi abbiamo riportato le impressioni dei sindacati dopo i primi tavoli di confronto con il Governo, ora aspettando il prossimo appuntamento previsto per il 19 febbraio con oggetto la previdenza complementare ecco le dichiarazioni del Ministro del Lavoro sulla riforma delle pensioni che potrebbe esser inclusa nella prossima legge di bilancio.

A Italipress, il Ministro ha spiegato che: “Per il momento non ci sono ipotesi. Noi stiamo, come sapete, ascoltando le parti sociali e studieremo in questi mesi, insieme al risultato che avremo dalla Commissione sui lavori gravosi e dalla Commissione che si occuperà della separazione della spesa tra assistenza e previdenza, l’impatto delle varie proposte. Troveremo delle soluzioni per la flessibilità in uscita, per i lavori discontinui e quindi le pensioni di garanzia per i giovani ed altri argomenti come le pensioni complementari e la non autosufficienza che ci siamo preposti come obiettivo”.

Pensioni ultime novità oggi 13 febbraio 2020: Catalfo sulle risorse per la riforma previdenziale

Sulle risorse i sindacati incalzano e vogliono risposte in breve tempo, Catalfo risponde: “Abbiamo un tavolo prossimo il 19 e ci siamo detti a fine marzo di fare un primo punto per poi arrivare a settembre ad avere una proposta concreta su quello che sono le tematiche di cui ci stiamo occupando. E’ ovvio che tutto questo si fa con le risorse che dovranno esser stanziate in legge di bilancio“.

Dopo l’Intervista il Ministro Catalfo è tornata a scrivere sulla sua pagina ufficiale Facebook, spiegando i prossimi passi: “Ho convocato le forze di maggioranza venerdì mattina al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per proseguire il percorso iniziato due giorni fa a Palazzo Chigi con il Presidente Conte.

In cima all’agenda ho messo il salario minimo, da sempre un’assoluta priorità per me e per il M5S. Oltre a questo, parleremo anche di rappresentanza sindacale, equo compenso, lavoro autonomo e sicurezza sul lavoro, un altro argomento che reputo importantissimo e su cui auspico la più ampia convergenza possibile rispetto alle misure che a mio avviso bisogna adottare. Torneremo poi a incontrarci lunedì pomeriggio quando ci confronteremo su pensioni, formazione, interventi volti a rilanciare l’occupazione e – ultima ma non meno importante – la riforma degli ammortizzatori sociali che per me devono diventare strumenti di politica attiva”. Di seguito vi lasciamo la video intervista rilasciata all’agenzia di stampa Italpress dal Ministro del Lavoro. Buon ascolto!

8 commenti su “Pensioni 2020 ultime oggi 13 febbraio, Catalfo: ‘Per ora nessuna riforma’

  1. Ma nessuno di rende conto che andare in pensione a 67 anni e 41 anni di contributi è una semplice cattiveria per tutti i lavoratori? Fate andare in pensione la gente con 62 anni di età e con almeno 30/35 anni di contributi e senza nessuna penalizzazione. Solo così i giovani potranno trovare occupazione.
    Rivalutate le pensioni anziché mortificare con 5 euro di aumento l’anno come è stato fatto da questo governo.
    Al momento bene quota 100 ma va migliorata mandando la gente a casa a 62 anni e con 35 anni di contributi. E’ già il massimo per un lavoratore lavorare per 35 anni , dopo non rende più ne al privato ne al pubblico fa solo danni.

  2. Ma certo non parlatane ora….aspettate ancora un paio di anni….perchè a settembre????A me pare che sia un po’ troppo presto.Noi precoci non abbiamo fretta quindi prendetevela con calma.M.A.A.C. voi e i sindacati.

  3. Credo che tutti i commenti portino a solo lamentele da ogni parte. Io penso fino a che l’italia non venga commissariata dall’UE non si risolvono tutti i problemi nazionali, tra cui una vera riforma pensionistica. Noi in Italia dopo gli anni 80 abbiamo avuto solo personaggi politici di bassa caratura, per non parlare degli ultimi 10 anni, soggetti che fa politica per propri interessi fregandosene totalmente del popolo. Chiudo confermando sempre e come avevo scritto precedentemente meglio la monarchia che un insieme di nullafacenti.

  4. Buon giorno,
    non ci vuole un ministro per dare risposte simili, un bimbo si sei anni avrebbe fatto molto ma molto meglio.
    Il sottoscritto “precoce”, ha scritto tramite PEC a tutti i vertici ministeriali esistenti questo dal 2016 fino a qualche mese fa.. Ovviamente risposte nessuna, ops dimenticavo, compreso la sig. ra Fornero.
    Dunque e chiaro come il sole che di noi e non solo, non gli frega nulla a nessuno tanto meno a questi parassiti.. Questi pescecani pensano a mungere denaro pubblico ovviamente a loro favore, tutto il resto non esiste.
    Credo, anzi sono certo, che dobbiate svegliarVi e comportarsi come i Francesi, senza pietà per nessuno. Questi parassiti portano sempre più avanti l’età pensionabile., mica per caso! Sanno benissimo che in questi luoghi malsani, dove mediamente lavoriamo tutti, alla fine si crepa tutti di cancro. Ecco che hanno raggiunto il loro obbiettivo non pagare addirittura nulla di nulla.. E questa la dura realtà, nessun altra. Per cui sveglia o state zitti tanto non ci ascolta nessuno. Parole buttate al vento.

    Cordiali saluti,
    Luigi Napolitano

  5. Ma di quale impatto economico vogliamo parlare ? Fate come il meraviglioso governo gialloverde che ha fatto tutto a debito pubblico !!! Cosi ad aggiustare i conti e a creare un minimo di equità ci dovrà pensare il prossimo governo di cdx. Perchè qui c’è ancora qualcuno che sostiene che quota 100, cosi come formulata, sia una riforma equa. Per loro è equo che ci sia ancora qualcuno che sia obbligato ad arrivare ai 67 anni non avendo i 38 di contributi ed è equo che ci siano migliaia di lavoratori che ancora si sorbiscono i 43,1 anni della Fornero. Si sono evitati, rispetto a tantissimi altri, di arrivare ai 67 anni o in alternativa di lavorare 5 anni in più.
    In questo stesso sito, sono enormemente di più quelli che sostengono l’iniquità sopra riportata e dall’altra parte una esigua minoranza di giapponesi che sostengono la bontà della quota 100. Questo perchè probabilmente si sono resi conto della iniquità perpetrata ed essendone stati beneficiati, hanno almeno il buon gusto di non esternare, offendendo ed umiliando i penalizzati.
    Ci vogliamo rendere conto che la quota 100 ha bloccato per tre anni qualsiasi beneficio di una riforma giusta ed equa per tutti ? PER TUTTI !!!!! In questi 3 anni resta tutto bloccato e non ci sarà nessuna possibilità per i penalizzati di vedersi definire i 41 anni sufficienti e dovranno attendere i tristi 43,1 magari raggiunti anch’essi a 62 anni. 5 ANNI IN PIU’.
    Non sono Renziano, ma per giustizia dovrebbe essere cancellata subito e far partire immediatamente qualcosa di equo per tutti.
    Io ormai non godrò di nessun vantaggio andando con 61,7-43,2 tra pochi mesi, ma no smetterò mai di criticare una norma iniqua e ingiusta. Lo devo a chi è stato penalizzato prima da Sacconi, poi dalla Fornero e infine da Salvini e DiMaio.

  6. Ti do pienamente ragione Roberto. Di noi che non possiamo uscire. perchè non abbiamo i 62 anni, ma già pagato 41 anni di contributi, non gliene frega nulla….. si è capito da tempo, perchè intanto lavoriamo (vacche da mungere) paghiamo mese mese di Irpef almeno il 30% in più di un giovane che potrebbe sostituirci e che, se assunto con le facilitazioni di oggi, verserebbe anche il 50% in meno di noi e non fanno cassa, per mantenere i milioni a casa con 35 7 37 anni di contributi…. Fino a quando non ci passeranno tutti al contributivo, sarà tutto un tergiversare, gli costiamo troppo in pensione e siamo ancora troppi a dover uscire 1958/58/60/61…… Che schifo di politici ci ritroviamo….

  7. Parole chiarissime, pensioni e quota 41 l’ ultimo dei sua problemi !! Risposte a settembre ! Pazzesco, se ne infischiamo altamente della vita di migliaia di cittadini che hanno tenuto in piedi questo stato per 40 anni per occuparsi di chi non versa nulla. Per non parlare della Fornero che sulla 7 sorrideva quando si diceva che in questo paese non si parla più di pensioni, ma di assistenza sociale agli anziani !

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