Pensioni 2020, ultime su quota 100, quota 41 ed esodati: oggi 10 gennaio

Pensioni 2020, ultime su quota 100, quota 41 ed esodati: oggi 10 gennaio

In questi giorni per quanto concerne la riforma delle pensioni si fa nuovamente un gran parlare sulla bontà o meno dell’uscita anticipata con quota 100 e su quanto questa misura dovrebbe essere rivista o addirittura abolita, come più volte detto da Italia Viva che si é espressa in questi termini sia per voce del Ministro Bellanova che per voce di Matteo Renzi.

Molti sostengono, inoltre, sia stata una misura iniqua che ha favorito poche persone a danno di altri che per carenza di risorse sono rimasti nuovamente ‘al palo’, su tutti i quota 41 e gli esodati. Anche le donne che ambivano alla valorizzazione del lavoro di cura ai fini previdenziali ed alla proroga dell’opzione donna al 2023 non hanno provato soddisfazione dalla legge di bilancio 2020. Il Governo ha preferito optare per la proroga solo fino al 2020 dell’opzione donna, lasciando le altre lavoratrici nel dubbio e/o nella speranza di una prossima ulteriorie proroga e nell’ansia che caratterizza le misure’ di anno in anno’. Da Parte sua il Dott. Perfetto, che abbiamo già avuto modo di ospitare sul nostro sito, ha fatto una lunga disamina sulla questione, facendo notare come spesso scelte politche e business vadano a braccetto anche in campo previdenziale. Eccovi le sue parole:

Pensioni 2020: quota 100 é davvero un flop? Italia Viva faccia proposte

Così Perfetto: “Il Ministro Bellanova ripete le parole del Sen. Renzi. Il Sen. Renzi conferma il pensiero del Ministro Bellanova: ‘‘Quota 100 è un flop”. Renzi e Bellanova dicono che Quota 100 è un flop perché accontenta 150.000 persone spendendo 20 miliardi di euro per comprare consenso. Ed ha solo indebitato il Paese. Ma perché è un flop? Perché accontenta poche persone? perché si spende molto? Per entrambe le cose? Quota 100 accontenta poche persone? Ma se accontentasse un numero maggiore di persone la spesa sarebbe certamente superiore! E questo dovrebbe essere ancor meno gradito a Renzi e a Bellanova. Sono poche persone ad aderire alla Quota 100? Ma non è meglio così? Non è proprio per questo che lo Stato ha potuto risparmiare? E questo dovrebbe essere ancor più gradito a Renzi e a Bellanova. La spesa è di 20 miliardi di euro in tre anni (2019-2021): vuol dire che è la spesa che il Governo ha ritenuto sostenibile per lo Stato, e quindi è adeguata. E questo è stato approvato anche con l’appoggio (seppur “turandosi il naso” come avrebbe detto Montanelli) di Renzi e Bellanova. Perché ora si esterna la non propria disapprovazione? “Comprare consenso”, dice il Sen. Renzi. Preferisco la parola “raccogliere” alla parola “comprare”. Sig. Ministro Bellanova, Sen. Renzi: la politica è basata sulla raccolta di consensi, sulla raccolta dei voti. E questo senz’altro lo sapete.

Quota 100 ha “solo indebitato il Paese” afferma il Sen. Renzi. Ci spieghi allora come avrebbe finanziato questa Manovra senza indebitare il Paese. Chi è da tempo in politica sa che la politica è fatta di mediazioni, di compromessi, di promesse. Promesse spesso non mantenute, perché entra in gioco il vero fattore che deciderà dove penderà la bilancia delle scelte, delle varie opzioni che sono sul tavolo: il vincolo finanziario. Io credo che questo il Sen. Renzi e il Ministro Bellanova lo sappiano bene, perché è da tempo che essi sono in politica.
Pertanto, la loro affermazione che “Quota 100 è un flop” è puramente strumentale, arbitraria, finalizzata solo a screditare l’interlocutore.
Attaccare le idee del proprio interlocutore è la posizione assunta da chi non ha una propria idea da difendere
“.

Riforma pensioni, Quota 100 non é affatto una svolta alla Fornero

Poi Claudio Maria Perfetto analizza alcune parole usate da Luigi Metassi, ex amministratore del Comitato esodati licenziati e cessati, per descrivere la quota 100 che abbiamo riportato sul sito. La quota 100 per Metassi é stata ed é “una misura demagogica ed inutile socialmente” Cosi Perfetto: “Giusto mandare in pensione con Quota 100? Io, per esempio, ho l’opportunità di andare in pensione con questa formula, e quindi rispondo affermativamente alla domanda. Quota 100 (che è per pochi) non è affatto una svolta alla Fornero (che è per tutti meno che per i Quota 100), e serve “come una opportunità di riduzione del personale alle aziende pubbliche e alle grandi aziende del Nord” (le quali hanno personale in esubero).

Quota 100 è una misura demagogica? Certamente sì, come lo sono tutte le misure politiche fatte dai politici che sono alla continua ricerca del consenso popolare per attrarre voti. Quota 100 è socialmente inutile? Certamente sì, come lo sono tutte le misure politiche fatte per una piccola parte della società trascurando la parte maggiore della società.
Risolvere il dramma degli esodati?… La vedo dura… Porto la mia motivazione”.
Nell’ultima parte del commento le ragioni che a detta di Perfetto hanno portato Quota 41 e gli esodati a ‘rimanere dai vetri’: business, consensi e scelte.

Riforma pensioni: quota 41 ed esodati rimasti al palo, ecco perché

Così nella sua lunga disamina Perfetto: “Perché Salvini ha detto di fare prima Quota 100 e poi subito Quota 41? Perché aveva soldi solo per Quota 100 e non per Quota 41, ma al tempo stesso voleva mantenere in caldo i voti di coloro che erano in Quota 41 promettendo che l’anno successivo avrebbe fatto Quota 41 (ma poi, visto che sarebbe stato impossibile con l’IVA di mezzo, si è dileguato – mia personalissima ipotesi).
Perché Renzi voleva abolire Quota 100 e destinare le sue risorse alle famiglie? Voleva farlo per avere i voti delle famiglie, che sono di più di quelli di Quota 100 (ma poi, visto che sarebbe stato impossibile per via della forte opposizione interna al governo, si è adeguato – mia personalissima ipotesi).

Poi in conclusione asserisce: “Il dramma degli esodati mi ricorda il dramma (forse in misura ancor maggiore, se posso dir questo con il permesso degli esodati) dei bambini affetti da malattie rare. Perché le industrie farmaceutiche non investono nella ricerca del farmaco per curare quelle malattie rare? La risposta è semplice e sconfortante: perché non c’è business. Perché i politici non pensano agli esodati? Perché gli esodati non portano voti. Perché per i politici gli esodati non sono un business”.

Considerazioni oggettive o personali? Voi cosa ne pensate e che idee vi siete fatti sulle scelte politiche inerenti il capitolo previdenziale?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

13 pensieri su “Pensioni 2020, ultime su quota 100, quota 41 ed esodati: oggi 10 gennaio

  1. Si rimane basiti, increduli, che a distanza di mesi, nonostante centinaia di dichiarazioni da parte di esperti, politici, sindacati, semplici lavoratori, ci sia ancora qualcuno che non abbia capito l’oggetto del contendere e del perchè la quota 100, nella sua formulazione, sia ritenuta da quasi tutti una norma non equa, ingiusta e che ha bloccato per un triennio qualsiasi seria discussione. Pare infatti che gli unici che l’approvano siano quelli che ne possono usufruire e non guardino al di là del proprio interesse personale.
    Sarà il caso di mettere qualche punto in chiaro:
    Sin dalla riforma Dini, passando per Prodi, la Sacconi-Brunetta e infine alla Fornero, tutte le riforme, hanno lasciato sul terreno vittime tra i lavoratori. Cosa avevano di “corretto” queste riforme ? Avevano almeno il buon gusto di penalizzare equamente TUTTI i lavoratori. Chi era prossimo alla pensione si è visto allungare il periodo lavorativo e anche chi lo sarebbe stato negli anni a venire avrebbe seguito la stessa sorte. Anni in più per tutti indistintamente, nessuno escluso.
    Faccio notare che negli ultimi anni sono state approvate alcune norme che favoriscono alcuni lavoratori per alcune tipologie di lavoro, tipo “Lavori usuranti” e che questa opzione non ha scatenato nessuno scandalo tra i lavoratori, consapevoli che è orrendo e pericoloso vedere anziani nei cantieri edili, anziani alla guida di mezzi pubblici, anziani camionisti sulle strade, anziani facchini, etc. etc. Proprio per questa sensibilità e consapevolezza tra noi lavoratori, abbiamo accettato silenti un leggero vantaggio per alcuni e la cosa non ha destato scandalo. Io che non svolgo un lavoro usurante ho trovato giusta questa norma e non mi sono sentito penalizzato e l’ho accettata serenamente.
    Perchè con l’avvento della quota 100 questa serenità di giustizia ed equità non posso accettarla ?
    La risposta stà nella formulazione della norma. Non ho mai obbiettato sul fatto che si dà la possibilità a chi, ultrasessantenne, senza lavoro, senza pensione e di difficile se non impossibile ricollocazione nel mondo del lavoro, possa, raggiunti quei requisiti, chiedere la pensione, io contesto fortemente il fatto che questa stessa possibilità sia stata data a chi un lavoro regolare lo aveva ancora, così come un reddito mensile. Questa possibilità di scelta ha consentito a questi ultimi di risparmiarsi anni di lavoro e anni di versamenti contributivi rispetto a chi, già oggi, ha più anni di lavoro sulle spalle e anni di versamenti.
    La vedete la differenza tra le precedenti riforme ? Quelle erano equamente penalizzanti per tutti, questa è penalizzante solo per alcuni e non mi stupirei se tornasse ad essere penalizzante per tutti alla fine della sperimentazione. Questa è enormemente favorevole per chi ci rientra e già si parla di un ritocco al rialzo perchè quota 100 non sarà più sostenibile nel 2022.
    Buongiorno Sig. Perfetto, lascio a Lei, se ne ha voglia e che ha comunque già ampiamente spiegato, rispondere sulla mancanza di risorse, che non è una bufala. Mi limito a dire che risorse disponibili non c’erano e che quota 100, come il RdC e gli 80 euro di Renzi sono frutto di un aumento del debito pubblico.
    Sto cercando di limitarmi nei commenti per non innescare altre polemiche ma a tutto c’è un limite.
    Nel frattempo che c’è chi si gode o si godrà la quota 100, mentre “gli altri” continueranno a “godersi” anni di lavoro, chi fino a 67 anni e chi fino a 43,1.
    Ripeto: Non me la prendo con chi usufruisce di una norma parzialmente iniqua, ma con chi quella norma l’ha emanata e votata. Almeno voi futuri Centisti ancora in attività lavorativa, abbiate l’onestà intellettuale di ammettere che una stortura c’è ed è evidente. Persino il presidente INPS Tridico, leghista e il consulente sulle pensioni Brambilla, anch’esso leghista, hanno dichiarato che dal 2022 bisognerà trovare una formula più equa per tutti, consapevoli che quota 100 non lo è.

    1. Sig. Franco Giuseppe lei osserva che “risorse disponibili non c’erano e che quota 100, come il RdC e gli 80 euro di Renzi sono frutto di un aumento del debito pubblico”.
      Ammettiamo pure che sia così. Questo vuol dire soltanto che il Governo (e anche l’Unione Europea, aggiungerei) ha ritenuto la spesa pubblica (e quindi il debito pubblico) entro i limiti fissati dal patto di Stabilità e di Crescita.
      Si potrebbe, invece, obiettare che quella spesa poteva essere impiegata per finanziare altre scelte: per esempio Quota 41. Si sarebbe potuta attuare Quota 41?
      Stando ai dati forniti dall’allora Presidente dell’Inps Tito Boeri: “A conti fatti, Boeri ha spiegato che quindi le pensioni con quota 100 costerebbero 4 miliardi di euro il primo anno e 8 miliardi, una volta che si è entrati a regime. Se si aggiunge l’opzione dei 41 anni di contributi senza limiti di età, la spesa sale vertiginosamente a 11 miliardi il primo anno e poi a 18 miliardi a regime. (https://quifinanza.it/finanza/pensioni-per-quota-100-servono-8-miliardi/)”.
      Non sappiamo se i dati forniti da Boeri siano veritieri oppure no. Qui siamo in presenza di una “asimmetria informativa”: Boeri ha informazioni che non tutti gli interessati alle pensioni hanno. Ci sono due possibilità per sostenere un confronto con Boeri: 1) confutare i dati di Boeri portando come prova nuovi dati inconfutabili oppure; 2) accettare per buoni i dati di Boeri e trasformare a proprio vantaggio ciò che è potenzialmente svantaggioso.
      Immagino che il Governo abbiamo adottato la seguente strategia:
      A) Non si possono confutare i dati di Boeri (anche perché il Governo deve basarsi proprio sui suoi dati per fare la Manovra, e non può peraltro smentire apertamente, per ovvie ragioni, l’Inps)
      B) Stando ai dati di Boeri, il costo di Quota 100 è di 8 miliardi mentre il costo congiunto Quota 100 e di Quota 41 è di 18 miliardi (se ne deduce che Quota 41 senza Quota 100 costa 10 miliardi)
      C) I vincoli posti dal patto di Stabilità e di Crescita impongono di non superare una determinata soglia di deficit pubblico. Per stare entro tale soglia si può accettare solo la spesa di Quota 100 che costa 8 miliardi a regime (Quota 41 ne costerebbe 10)
      D) Occorre cercare di ottenere il massimo che si può ottenere senza rompere gli equilibri, anche se ciò che si otterrà non è proprio ciò che si avrebbe voluto avere.
      La morale che si può ricavare è la seguente: non esiste una soluzione giusta o sbagliata; esiste la soluzione che in grado di aggregare consensi, sia internamente alla maggioranza di governo che esternamente tra gli elettori.
      La politica, sig. Franco Giuseppe, ne converrà, è fatta di scelte, di opzioni, di possibilità che vanno attuate sotto vincoli finanziari piuttosto rigidi.
      Non sono le scelte ad essere sbagliate; sono i vincoli che andrebbero resi più flessibili.

      1. No, Signor Perfetto, il perseguimento delle scelte politiche dovrebbe essere orientato “anche e soprattutto” ad una indiscussa equità e qui i vincoli finanziari non c’entrano nulla. “Posso, io governo, permettermi solo un tot di flessibilità ?” Allora si vara una norma che non crea disuguaglianze. Immagini solo per un attimo di ritornare indietro nel tempo, quando la quota 100 non era stata ancora varata e nemmeno si pensava che fosse così favorevole per alcuni, si immagini per esempio se il governo gialloverde avesse varato, come inizio, la “42 per tutti”. Lei crede che i quota 100 di oggi sarebbero stati arrabbiati perchè si risparmiavano “solo” 1 anno ? Io penso che sarebbero stati contentissimi di sapere che comunque non sarebbero stati costretti ad arrivare a 43,3 ma solo a 42. Invece cosa ha pensato bene di fare quel governo ? “Non regaliamoci solo 1 anno, regaliamocene 5 e chi invece ha lavorato di più e versato di più non regaliamoci nulla, devono morire con 43,1. No, il vincolo economico e finanziario non c’entra nulla. Avevano promesso quota 100 e quota 100 doveva arrivare comunque, anche a costo di creare iniquità. E’ solo una questione di immagine, come il Rdc. Doveva rimanere il nome che porta voti, in sostanza fino ad adesso è pari al REI, ne più ne meno con qualche spicciolo di più.
        Se fossero partiti scalando qualcosa a tutti e quindi creando una sorta di equità, il messaggio che sarebbe arrivato agli elettori sarebbe stato che anche loro non potevano mantenere la promessa solo labiale, ” quota 100 per tutti”, ” cancellata la Fornero”. Se si fosse dovuto mantenere, come dice Lei, il vincolo finanziario, una norma equa per tutti si sarebbe comunque fare. Un piccolo vantaggio per tutti, non solo per alcuni e solo per sventolare il vessillo della quota 100. Ormai in Italia ci siamo adeguati anche noi lavoratori al motto : ” Mors tua, vita mea”. Che vergogna !!!!

        1. Sig. Franco Giuseppe, io credo che diciamo la stessa cosa, solo che lei evidenzia COME il Governo dovrebbe agire, mentre io evidenzio PERCHE’ il Governo agisce come agisce.
          Concordo con lei che, come lei afferma, “il perseguimento delle scelte politiche dovrebbe essere orientato “anche e soprattutto” ad una indiscussa equità”. Se io fossi responsabile di una nazione mirerei anzitutto a realizzare uno stato sociale e solidale e per farlo adotterei scelte appropriate che richiederanno risorse adeguate da recuperare secondo un programma ben definito. In altre parole il mio punto di vista è: dati gli obiettivi, determinare le risorse.
          Ma il Governo agisce in modo opposto, e la pensa così: queste sono le scelte che potrei fare e questi sono i vincoli finanziari che determinano le risorse che ho a disposizione. Tra queste scelte quali posso attuare con le risorse che ho a disposizione? In altre parole il punto di vista del Governo è: date le risorse, determinare gli obiettivi.
          Per un certo verso posso capire il modo di pensare e di agire del Governo, perché è lo stesso modo di agire (ma non di pensare) che adotto io. Anch’io quando affronto un progetto mi pongo la questione: quante risorse possono allocare a questo progetto? Faccio così perché non ho ALTRE risorse.
          Il Governo, invece, potrebbe agire in modo diverso da come agisce, perché ALTRE risorse le può trovare: sono quelle recuperabili dall’evasione e dall’elusione fiscale. Perché non lo fa? Si possono solo formulare ipotesi e in tal caso anch’io (se non do l’ìmpressione di peccare di presunzione) dico quello che diceva Netwon: “non formulo ipotesi”. Per tale motivo, non cerco di spiegarmi perché il Governo non provvede a recuperare risorse dall’evasione fiscale, ma cerco di trovare il sistema che il Governo potrebbe adottare per impedire che ci sia l’evasione fiscale.
          Per quanto riguarda i politici è fatto risaputo che fanno promesse che avranno difficoltà a mantenere. Sono promesse che in genere vengono fatte dai partiti in clima elettorale, dove ciascun partito è contro tutti gli altri (“Mors tua, vita mea” come dice lei) ma “salvo intese”. E quando si raggiungono le intese per la formazione del Governo ecco che bisogna scendere a patti, fare compromessi, deludere inevitabilmente una parte di elettori grazie ai quali sono potuti arrivare al governo. E quando il Governo deve fare la Manovra anche lì deve scendere a patti, fare compromessi con l’Unione Europea e deludere inevitabilmente un’altra parte di società che subisce distorsioni sociali perché “l’Europa ci chiede” (Elsa Fornero).
          Sig. Franco Giuseppe, mi creda, non cerco di “giustificare” le azioni del Governo. Cerco di capire PERCHE’ il Governo agisce nel modo in cui agisce per capire COME potrebbe agire meglio, fermo restando i vincoli politici e finanziari (che sono ineliminabili) cui sono soggette le sue azioni.

  2. Credo sia arrivato il tempo di parlare solo di età pensionabile vedi per esempio 60 anni arrivati a tale età si ha diritto alla pensione e l’assegno sarà calcolato sui contributi versati punto e basta il problema è uno vogliono mandarci in pensione a 65/70anni così la pensione si gode al massimo 10/15anni quando le generazioni precedenti versavano 35 anni e godevano la pensione minimo per 25/30anni questo è la vera e unica motivazione

  3. Ma perché si continua a dire che Quota 100 è stata per pochi a danno di altri?
    Chi sono questi “altri”?
    Perché si continua a credere alla bufala della mancanza di risorse?
    Rendetevi conto che questa è la scusa che ha messo in campo l’attuale governo per ribadire il presunto danno che Quota 100 avrebbe fatto ai conti dello Stato.

    Ma voi continuate a credere in questa sinistra sempre e comunque contro il popolo e soprattutto contro la gente che lavora?
    Se la risposta è sì, beh il PD ve lo meritate proprio e non solo per questa legislatura!

  4. Gioco “Trova le differenze”:

    Francia: il governo vuole alzare l’età pensionabile a 63 anni e requisito di anzianità a 36 anni. Risultato: 46 giorni di sciopero, manifestazioni in piazza e scontri con la polizia.

    Italia: il governo vuole eliminare Quota 100 e ripristinare la legge Fornero che prevede per la pensione di anzianità 42 anni e dieci mesi (uomini) e 41 anni e dieci mesi (donne) e l’età per la pensione di vecchiaia a 67 anni (in aumento progressivo entrambi i requisiti).
    Risultato: qualche mugugno, pochi post di lamentele sui social, odio verso chi in pensione è già, politici tronfi che dichiarano apertamente che elimineranno ogni forma di anticipo pensionistico fregandosene apertamente del popolo.

  5. Con 41 anni di contributi e 60 anni di età anagrafica BISOGNA POTER ANDARE IN PENSIONE SENZA SE E SENZA MA !!! NON SI È RUBATO NULLA !!!

    1. Caro Salvini in passato io ti ho votato!!!! ma questa volta il mio voto te lo puoi scordareeeee… perché per colpa tua devo continuare a lavorare nonostante sono vecchio invalido al 75% e malato e con 41 anni contributivi,e devi sapere che qul Cristo che é appeso al Rosario che tieni in mano ti punira’ perché hai negato la speranza e cancellato il sorriso a tante persone

  6. Speriamo sempre che questi famigerati politici si mettano una mano nella coscienza e portino avanti quota 41 ed esodati.
    Sarebbe anche ora di smontare sta infamata legge Fornero

    1. Lavoro=pensione ?
      Versamenti INPS e versamenti ENASARCO
      Sono nato 1960 ,ho iniziato a 19 anni, ora ho raggiunto :
      40 anni di versamenti INPS
      20 anni di versamenti ENASARCO, quota 92, per ora, per iniziare a riscuotere circa 60000 euro (a 72 anni anagrafici inizio a percepire )
      Riesco a vedere qualcosina o vogliono che lasci tutto a loro?
      Saluti a tutti, scusate…Salute a tutti

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