Pensioni 2020, ultime su quota 41, donne e 62 anni: le parole di Proietti in esclusiva

Le ultime novità ad oggi 27 gennaio ruotano intorno all’incontro appena conclusosi tra Governo e Sindacati, abbiamo chiesto a Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, di darci in esclusiva le prime impressioni post incontro.

Proietti ci anticipa, in esclusiva, che il governo ha convenuto, dopo aver ascoltato le parti sociali, a stilare un crono programma di incontri al fine di affrontare tutti i temi previdenziali che sono stati presentati. Eccovi in dettaglio quali sono state le richieste del sindacato.

Pensioni 2020, Proietti in esclusiva su post incontro

Proietti ricorda come tra le richieste non potevano mancare quelle relative alla quota 41, all’uscita flessibile dai 62 senza penalizzazioni, alla salvaguardia degli ultimi esodati e alle donne, eccovi le sue parole: “Abbiamo presentato la nostra piattaforma per continuare a cambiare la legge Fornero sulle pensioni. Introdurre una flessibilità diffusa intorno a 62 anni senza penalizzazioni né ricalcolo contributivo. Dare una risposta ai lavoratori precoci con quota 41.

Valorizzare per donne ai fini previdenziali la maternità e il lavoro di cura. Dare risposte da subito alle future pensioni dei giovani. Promuovere le adesioni alla previdenza complementare. Occorre poi subito completare la salvaguardia degli esodati ed eliminare le penalizzazione del part-time verticale . Poi il segretario confederale della Uil ci ha rferito come le parti sociali, in sede di incontro, abbiano altresì chiesto al Governo la resa strutturale di alcune misure attualmente vigenti.

Riforma pensioni, Proietti: rendere strutturale ape sociale ed opzione donna

Così Proietti: “Al governo é stato chiesto di rendere stabile opzione donna e ape sociale . Inoltre é stato fatto notare come per le pensioni in essere sia necessario togliere il blocco della rivalutazione ed estendere la 14a fino a 1500 euro”

Come ha reagito il Governo? Il governo, ci dice soddisfatto Proietti, ha convenuto a stilare un crono programma di incontri per affrontare tutti questi temi e si è impegnato ad insediare subito le commissioni per separare assistenza dalla previdenza e quella dei lavori gravosi“.

Ringraziamo Domenico Proietti per la rapidità con cui ci ha rilasciato queste dichirazioni in esclusiva, ricordiamo achiunque volesse prenderne parte che é tenuto a citare la fonte. Abbiamo, inoltre, chiesto le prime impressioni sia a Ghiselli, segretario confederale della Cgil, quanto ai precoci presenti sotto al Ministero del Lavoro, che hanno avuto modo di incontrare il Ministro Catalfo. Non appena avremo altre notizie aggiornate, sarà nostra cura fornirvele.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

4 pensieri riguardo “Pensioni 2020, ultime su quota 41, donne e 62 anni: le parole di Proietti in esclusiva

  • Avatar
    28 Gennaio 2020 in 11:57
    Permalink

    La mia proposta: 41 anni di contributi per tutti, senza alcuna penalizzazione, e per le donne, TUTTE le donne, 38 anni di contributi senza penalizzazioni, riconoscendo dunque uno sconto di tre anni per il lavoro di cura che svolgono e le disparità di genere ancora in essere.
    Trovo la proposta dello sconto contributivo pensato solo per le donne che hanno avuto figli ingiustamente discriminatorio per coloro che non hanno potuto averne. Una proposta giusta sarebbe riconoscere a TUTTE le donne, con figli o no, uno sconto pensionistico di almeno tre anni rispetto all’uomo (da allargare anche ai cargiver familiari senza distinzione di genere).
    E’ giusto e sacrosanto riconoscere il lavoro di cura che le donne svolgono nella società italiana per la famiglia, per i figli e per i genitori anziani e dunque il surplus di lavoro che tutte le donne hanno (soprattutto nella fascia di reddito medio/bassa) e riconoscere che, in quanto donne, scontano il gap di genere ancora così presente nella società italiana.
    A ciò si aggiunge la differenza che risiede nelle disparità di reddito e condizione, anche fra donne. Esempio: sono donna, ho un figlio ma un livello apicale che mi consente di avere un buon stipendio ed elasticità di orario. Ho una collaboratrice che non ha figli, che però svolge gran parte del mio lavoro e in molti casi mi sostituisce nelle mie mansioni. Alla fine la donna con figli andrà in pensione un anno prima, la collaboratrice invece, che magari non ha neanche avuto una promozione per la disponibilità dimostrata ma ha permesso alla capa di gestire al meglio la sua situazione familiare, che gestisce con difficoltà il suo ménage familiare e magari cura i genitori anziani con tutti i limiti di tempo e di reddito che la sua condizione le riserva, non potrà godere dello sconto pensionistico! E’ giusto?
    Dobbiamo riconoscere che le pari opportunità sono ancora lontane nella nostra realtà quotidiana, nelle aziende e nel mondo del lavoro in generale.
    L’allungamento dell’età pensionabile delle donne richiesto dall’Europa non ha tenuto in considerazione il fatto che i cambiamenti per abolire le differenze di genere sono lenti da realizzare. Prima bisognerebbe darsi un termine per attuare questi cambiamenti, poi normare l’equiparazione che già si è realizzata nella realtà. Qui è stato fatto il contrario, prima abolisco le differenze sulla carta, poi forse ci mettiamo in cammino per tradurle nella realtà!

    Rispondi
  • Avatar
    27 Gennaio 2020 in 21:19
    Permalink

    Lavoratori precoci con oltre 41 anni di contributi aspettano ancora una volta delle risposte, intanto stiamo tutti a c…dritto.
    Siamo stati sempre ignorati, ma chi cazzo vi crede più.
    .

    Rispondi
  • Pingback: Pensioni anticipate, ultimissime Ghiselli: fissate 5 date col Governo: ecco le tematiche | Pensioni per tutti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *