Pensioni 2020, ultime: una marea di emendamenti, quali per donne e precoci?

Pensioni 2020, ultime: una marea di emendamenti, quali per donne e precoci?

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni 2019 non possono che riguardare gli emendamenti, oggi alle 15 é scaduto il termine ultimo per presentarli. Tante le speranze riposte sia dai precoci che dalle donne, i primi continuano a sperare in cuor loro nella quota 41 per tutti, obiettivo che in verità parrebbe sempre più distante data la permanenza della quota 100 fino al 2021, le donne confidano invece non solo nella proroga della misura per il 2020 ma fino al 2023, come proposto dal CODS.

Orietta Armiliato, amministratrice del Cods, ha proposto altresì con i risparmi certificati da quota 100 di pensare ad una misura maggiormente in linea con le esigenze del mondo femminile, giacché le lavoratrici sono rimaste escluse, in buona parte, da un provvediemnto che prevede l’accesso con 38 anni di contributi, difficilmente raggiungibili da chi ha carriere discontinue, come le donne, spesso dedite al doppio lavoro -dentro e fuori casa. L’obiettivo dichiarato del CODS é il riconoscimento anche ai fini previdenziali del lavoro di cura delle donne, il primo step, dice Armiliato, potrebbe essere intanto una quota 100 rosa che preveda un’abbassamento a 36 degli anni contributivi richiesti per accedere alla quota 100 tradizionale. Vediamo quali misure i precoci e le donne vorrebbero concretamente vedere emergere negli emendamenti .

Pensioni 2020, i precoci sperano almeno nella quota 42 per tutti

Una delle ultime proposte fatte recentemente da un nostto lettore é stata quella di suggerire una quota 42 per tutti dal 2020, al fine di arrivare allla quota 41 nel 2021. Un primo passo quello che richiede Bernardo, un primo segnale forte che la politica potrebbe dare nei confronti di quanti hanno davvero speso la loro vita al servizio del lavoro. Sul fatto che 41 anni di lavoro siano tanti e più che sufficienti per avere diritto alla pensione concordano sia i sindacati quanto Cesare Damiano, che da tempo difende questi lavoratori, i cosiddetti precoci.

Il dirigente del partito Dem aveva altresì presentato con Baretta e Gnecchi nel 2013 il Ddl 857 che non solo prevedeva un’uscita flessibile dai 62 anni con 2% di penalità per ogni anno di anticpo, ma anche la possibilità di uscire quota 41 indipendentemente dall’età anagrafica. Provvedimento che purtroppo non ha mai visto la luce, nonostante anche la raccolta firme dei precoci, e di cui Damiano é tornato a parlare recentemente, per ricordare con fermezza come effettivamente avrebbero maggiormente diritto ad uscire prima quanti hanno iniziato a lavorare a 14/15/16 anni. Molti lavoratori resisi conto che la quota 41 viene sempre più usata come slogan nel periodo delle elezioni per poi essere abbandonata e sostituita con altre misure, vedi quota 100 col Governo giallo verde, chiedono che il Governo, almeno in questa legge di bilancio 2020, mostri apertura concreta nei confronti dei lavoratori precoci.

La panacea non sarebbe certo accontentarsi della quota 42 per uomini e della quota 41 per le donne, ma sarebbe almeno, come dice Bernardo, a cui tanti hanno dato ragione, un primo evidente segnale nei confronti di chi più ha versato nelle casse dell’Inps. Le donne dal canto loro sperano che qualcosa possa cambiare, forse in primis la cultura stessa di chi ci Governa, affinché si smetta di dare per scontato il ruolo di care giver della donna nella società e lo si valorizzi, una volta per tutte, anche ai fini previdenziali. Ecco le parole di Orietta Armiliato.

Pensioni 2020, si riconosca il lavoro di cura e lo si valorizzi

In attesa di conoscere le proposte emendative alle misure già definite per la prossima Legge di Bilancio, tecnici ed addetti ai lavori hanno espresso i propri punti di vista e proposto le loro soluzioni. Sono tutti quanti d’accordo nel rilevare quanto sia necessario riconoscere e valorizzare il lavoro di cura domestico che, in maniera decisamente prevalente e penalizzante é prerogativa delle lavoratrici, così come si trovano tutti concordi nel sottolineare come Quota💯 non sia stata una misura (sebbene sperimentale) di successo, generando conseguentemente un minor costo di quello preventivato in fase legislativa. La produzione quindi di un notevole risparmio, nella considerazione comune, é stato il dichiarare che tali risparmi appunto, debbano essere reimpiegati per apportare correttivi e migliorie a quelle norme che hanno nel tempo originato iniquitá e storture.


Ora, noi che siamo donne pragmatiche, informate, attente e non ci lasciamo obnubilare da slogan e proclami, non ci siamo create né ci stiamo creando aspettative significative rispetto sia a quelli che sono gli scopi del CODS, che continuiamo imperterrite a perseguire, sia a qualche altra innovativa possibilità che possa essere proposta oggi da qualcuno, via emendamento al testo bozza della LdB. Auspichiamo, peró, che questi risparmi, così come tutto ció che è stato certificato nei vari tavoli, incontri, vertici etc. sui temi che coinvolgono negativamente la platea femminile, siano al più presto oggetto di misure atte a porre fine a questo oramai improponibile sfruttamento di coloro che sono dispensatrici di welfare a costo zero. Il fatto che finalmente sia emersa l’ampiezza e la portata del tangibile divario esistente tra il genere maschile e femminile, così come il palesare l’esistenza di preconcetti e consuetudini pesantemente radicati rispetto al ruolo delle donne nella società, così come assumere che le cure familiari restano prevalentemente di pertinenza delle stesse, ci fa ben sperare che nel prossimo futuro (cioè da domani…) si provveda con adeguate scelte e proposte concrete trovando e mettendo in campo, in primo luogo, soluzioni politico-culturali, le minori opportunità lavorative e di conseguenza di guadagno e di conseguenza di opportunità pensionistiche, si traducano in norme di legge a favore delle Donne, perché é stato acclarato ed é conclamato che #ledonnesonoincredito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

7 pensieri su “Pensioni 2020, ultime: una marea di emendamenti, quali per donne e precoci?

  1. Non si possono massacrare le donne in questo modo…il fisico si usura per tutti….date spazio alle forze più giovani prima che vadano via da questo paese ingrato..e spiegatemi perché i precoci devono lavorare così tanti anni in più….ci vuole EQUITÀ

  2. Resto basita di come tutti coloro che hanno danneggiato i lavoratori continuino a brandire consigli vedasi cottarelli fornero boeri…siamo stanchi delle loro perle…41 anni di lavoro specie per le donne, che sostengono il welfare a differenza della Svezia dove le donne e le famiglie sono tutelate, sono un’eternità…boeri cottarelli fornero…superpagati…godetevi la vostra pensione e non dispensate consigli per noi orrendi tipo il ricalcolo contributivo…in questo paese i diritti acquisiti valgono solo per le caste…quindi…rilassatevi…datevi al giardinaggio.

  3. Fra un po’ diranno che non ci sono neanche i soldi per pagare le pensioni attuali ..Hanno sperperato tutti i soldi che i lavoratori anno versato e non si sa che fine anno fatto.. Se uno non ci arriva a capire che un anziano che ancora lavora non ha più progetti perché una casa c’è l’ha una macchina l’ha comprata un matrimonio lo ha fatto dunque non partecipa più alla crescita..ma ha un lavoro ed è troppo giovane per andare in pensione.. Un giovane un lavoro non c’è l’ha non può comperare una casa non può avere una macchina non si può sposare.. Ma quanto cervello ci vuole per capire che se anziani vanno in pensione i giovani possono lavorare e far ripartire economia.. Purtroppo è un paese in mano a gente che non ha mai lavorato e pensa che più anziani sono al lavoro più l’economia fa passi da gigante… Povera Italia e poveri giovani italiani..

  4. 42 anni una vita di lavoro i giovani sono disperati basta con i numeri subito lavoro ai giovani e staffetta generazzionale nella P.A lasciando incentivo

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