Pensioni 2020, ultimissime Fornero: non serve una riforma, ma più lavoro

L’economista Elsa Fornero intervenendo il 2 maggio alla ‘Maratona dei manager‘, una piazza virtuale per confrontarsi sulla ripartenza del Paese post emergenza Covid-19, é tornata a parlare di riforma pensioni e della stretta correlazione che esiste tra previdenza e lavoro.

Il già ministro del Lavoro del Governo Monti e autore della riforma che porta il suo nome ha ribadito con forza come non sia il momento di intervenire sul sistema pensionistico, quando piuttosto di puntare sulla ripartenza e sul lavoro dignitosamente pagato per la maggior parte delle persone. Eccovi le parole dell’economista, che anche nei giorni scorsi su La 7 intervistata da Floris era tornata a parlare di un eventuale contributo di solidarietà al più per le pensioni molto alte, ed aveva scongiurato un eventuale stop relativo al pagamento delle pensioni.

Riforma pensioni: il sistema pensionistico non ha bisogno di trasformazioni

L’esperta previdenziale é stata solo una degli illustri ospiti intervenuti alla kermesse promossa da Cida (la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità), Rete dei Comunicatori e del Management, Confassociazioni e tutte le organizzazioni ad esse aderenti. Competenza e responsabilità per rilanciare l’Italia erano l’obiettivo dei tanti interventi che si sono concentrati su rischi e opportunità, fattori chiave e proposte per cambiare e riprendersi. La maratona con i manager é stato un vero successo, 123 .702 le persone collegate ad ascoltare video ed interviste , 346 in totale, che incitavano alla ripartenza post Covid 19.

Tra queste non poteva mancare l’intervento dell’economista ed esperta previdenziale Elsa Fornero che parlando di pensioni ha sentenziato: “Non credo che il sistema pensionistico abbia bisogno di nuove trasformazioni e l’apporto migliore che possiamo dare al sistema è cercare di fare in modo che maggior numero di persone torni ad avere il più presto possibile un lavoro, dignitosamente pagato, che permetta contributi e quindi a finanziare le pensioni. Tutto quello che serve oggi nelle norme, abbiamo bisogno di farlo funzionare”.

Nel corso della kermesse on line promossa da Cida e da altre associazioni professionali in corso dalle 10 del 2 maggio fino alle 2:44 del 3 maggio, la professoressa ha voluto rimarcare senza ‘tanti giri di parole’ che senza lavoro non si può parlare di pensioni.

Pensioni 2020, Fornero: previdenza non può essere sganciata dal lavoro

Così ha proseguito la Fornero: “Il nostro sistema previdenziale è una parte del sistema economico e delle istituzioni del Paese, visto che è pubblico. Nessuna riforma della previdenza ha senso se sganciata da quello che succede nel mercato del lavoro. Questo perché noi abbiamo una previdenza che è largamente basata sul reddito da lavoro. E quindi ciò che succede ai redditi di lavoro si riversa sulla previdenza e quindi sulle prestazioni. Non è possibile cambiare strutturalmente le prestazioni senza guardare a quello che accade nel mondo del lavoro”.

Infine ha concluso: “Altrimenti giriamo intorno, ci avvitiamo in una situazione che sarà sempre di impoverimento per tutti, lavoratori e pensionati”.

Condividete le parole della Professoressa Elsa Fornero? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

8 pensieri riguardo “Pensioni 2020, ultimissime Fornero: non serve una riforma, ma più lavoro

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    7 Maggio 2020 in 23:21
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    Concordo pienamente con Gian , ma la signora ha mai lavorato per 41 anni: in una ceramica, come infermiera a tirare su dei malati o con mano tremante a fare prelievi, a zappare la terra per 9 ore al giorno sotto al sole, a pulire gabinetti, a caricare e scaricare pesi, a servire piatti in un ristorante, ecc. ecc. fino a 67 anni ? e nel frattempo crescere figli, badare a genitori anziani, mandare avanti una casa. Si e’ mai presa la briga di vedere i stati ISTAT (quelli veri), io vedo ogni giorno morire gente dai 60 ai 65. Gente che continua a lavorare imbottendosi di antidolorifici, e quando si prospetta la SUDATA pensione “tac” arriva il tumore o l’infarto e ora anche il covid, tutte pensioni risparmiate per le quali sono stati versati dei contributi…. dove sono finiti….hai giovani pensionati onorevoli? Dopo i danni che ha fatto ha solo da vergognarsi e tacere.

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      9 Maggio 2020 in 8:28
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      Non ci sono commenti da fare, mi sento preso in giro, ho 56 anni ho iniziato a lavorare presto a 15 anni, oggi ho 41 anni di lavoro e contributi versati… Sono stanco, la mia vita e stata usurante, faticosa ,in termini lavorativo,, e ad oggi ancora non so quando potrò avere la mia pensione… I ns, politici Fornero inclusa, dovrebbero lavorare, e non rubare i ns. Risparmi accantonati per la ma pensione, non sanno quello che dicono una massa di bamboccioni, la Fornero in cima al trenino… Io spero inizino ad aver paura a girare per strada, ormai il tempo delle parole e finito, qui non si stanno rendendo conto che può scoppiare una rivolta civile, E saranno i primi ad essere cercati…..

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    7 Maggio 2020 in 11:32
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    Se la Fornero viene criticata principalmente dalle donne, allora e’ proprio come (brutalmente) viene descritta!!!!

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    7 Maggio 2020 in 4:28
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    La fornero deve fare una brutta fine ha bloccato il mondo del lavoro ha rovinato i giovani e ha bloccato noi al diritto alla pensione speriamo che la tolgano di mezzo

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    6 Maggio 2020 in 19:23
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    La Fornero non solo ha inchiodato le lavoratrici, che come noto si occupano anche delle mansioni domestiche e quindi lavorano il doppio rispetto agli uomini percependo salari e pensioni decisamente più bassi, al posto di lavoro fino ai 67 anni. Lo dica chiaramente che vuole farci crepare mentre stiamo ancora sgobbando così lo stato si incamera tutti i contributi versati in anni di sacrifici. Non dimentichiamo che quel genio della Fonero ha anche prodotto gli esodati!!! Si goda la pensione, stia zitta e non rompa più i coglioni. Grazie.

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    5 Maggio 2020 in 10:17
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    E’ fin troppo evidente che se chiediamo all’oste se il vino è buono, questo non potrà fare altro che elogiare le qualità del prodotto che somministra. Viceversa se chiediamo ai lavoratori cosa pensano della legge fornero, che la vivono sulla loro pelle, le critiche sono decisamente elevate segno quindi che una riforma di questa pessima legge è assolutamente necessaria. L’età di accesso alla pensione fissata in 67 anni è fuori da ogni logica, mi pare altri paesi europei come Francia e Germania hanno l’accesso a 63 anni, ed inoltre in questi giorni la ditta dove lavoro ha imposto di lavorare in smart working a tutti e solo su base volontaria purché con meno di 65 anni si può fare ritorno in ufficio. Quindi se hai 65 anni è meglio che non esci da casa per proteggere la tua salute perché sei considerato debole ma puoi lavorare fino a 67 secondo la legge? Mi pare assurdo, no?
    Un’altra follia di questa legge è l’aspettativa di vita. Attualmente il meccanismo prevede che se l’adv si allunga anche l’età per il pensionamento si allunga di conseguenza, ma se dovesse accorciarsi non succede nulla, ovvero l’età resta fissa. Mi pare un meccanismo perverso e di una crudeltà inaudita. Quindi probabilmente l’anno prossimo l’istat ci dirà che l’aspettativa di vita si è accorciata di qualche mese ma i 67 anni resteranno li immobili e non diventeranno ad esempio 66 e qualche mese, ma se viceversa si fosse allungata di un mese dovremmo aspettare un mese in più per avere il nostro diritto.
    E questi sono solo un paio di esempi di follie contenute in questa porcheria chiamata legge.
    Sicuramente al termine di questa pandemia è necessario rifare una legge pensionistica nuova, dove le persone già a partire dai 63 anni possano andare in quiescenza per vecchia e dopo 38/39 anni di contribuzione per anzianità contributiva a prescindere dall’età, prima di tutto perché per una ricostruzione di una nuova economia sono necessarie forze giovani con idee nuove, non ci possiamo permettere di tenere vecchi stanchi e deboli al lavoro e giovani e forti disoccupati sul divano.

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    5 Maggio 2020 in 8:32
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    Buon giorno ,
    che dire , concordo pienamente con quanto espresso da Gian , il dogma che espreme la fornero , è non dare ricambio generazionale sul lavoro , tenendo la gente a lavorare fino a 70 anni.
    Secondo me l’ idea di fondo è che il welfare in realtà lo fanno le aziende tenendo le persone a lavorare fino ed oltre 70 anni. Più che si và in là con l’ età , e meno siamo produttivi . Tanto il problema è riversato sulle aziende.

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    4 Maggio 2020 in 21:26
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    A mio modesto avviso il virus Covid19 non è un fenomeno emerso di recente, ma evidentemente girava dalle nostre parti già da diversi anni, solo che invece di affliggere l’apparato respiratorio influiva in modo funesto sulla cervice di moltissima gente, tanto che li ha indotti a ritenere che qualche strano soggetto fosse “esperto” di pensioni.
    Allora, tu fai una riforma pensionistica per cui, in un’epoca di globale delocalizzazione produttiva ed in presenza di un sistema Paese talmente ingessato da non registrare più da innumerevoli anni, secoli, una crescita che si possa lontanamente definire tale, tieni la gente a lavorare fino a 70 anni quando la più significativa strada rimasta aperta ai giovani per l’accesso al mondo del lavoro, come abbiamo appena visto ad esempio per la scuola, è appunto il ricambio generazione.
    Poi vieni a dire che le riforme pensionistiche non hanno senso se non tieni conto di quello che succede nel mondo del lavoro.
    Allora io ti dico: chiediti un po’ se tu stessa hai mai avuto un senso.

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