Pensioni 2021 e quota 41, Cazzola su DDl Lega: l’intervista esclusiva

Intervista esclusiva a Giuliano Cazzola

Nel nostro ultimo articolo di ieri vi abbiamo esposto con dovizia di particolari l’ultimo Disegno Legge a prima firma Durigon, il numero 2855, che prevede la possibilità di pensionarsi con 41 anni di contributi, ma a patto di farlo con il criterio insito in opzione donna, ossia con l’intero ricalcolo dell’assegno con contributivo.

Sui social sono montate le proteste perché i precoci pur apprezzando l’idea di una quota 41 finalmente estesa a tutti senza limiti anagrafici, mal hanno digerito la proposta del ricalcolo contributivo dell’assegno, oltre al danno la beffa, hanno sentenziato all’unisono nei commenti che ci hanno rilasciato e che così sintetizziamo: ‘abbiamo dovuto aspettare 3 anni di quota 100, per noi inutile, ed ora che qualcosa pare muoversi nella giusta direzione, vi sarebbe un cospicuo taglio sulla pensione ultime, insostenibile ed irrispettoso nei confronti di quanti lavorano da una vita’. Per comprendere maggiormente le eventuali ragioni economiche e tecniche di una proposta di questo tipo abbiamo deciso di interfacciarci con il Professor Giuliano Cazzola, che ha fornito come sempre spunti interessanti, che in questa intervista in esclusiva vi riproponiamo

Pensioni anticipate 2021, ultimo Ddl Lega su quota 41: ne parliamo con il Prof Cazzola

Pensionipertutti: Professor Cazzola può dirci cosa ne pensa del Ddl 2855 presentato dalla Lega in data 11 gennaio, che vede primo firmatario Claudio Durigon, padre di Quota 100? Al suo interno si evince la possibilità di accedere alla quiescenza dopo 41 anni di contributi a patto che l’assegno sia interamente calcolato con contributivo, ed un’estensione della Quota 100 solo per i lavoratori che svolgono mestieri gravosi, ma anche in questo caso l’assegno sarebbe ricalcolato con il contributivo. E’ questa la via maestra per una nuova riforma delle pensioni o vede dei limiti in tale decreto legge?

Giuliano Cazzola: Non c’è dubbio. Se ci mettiamo dal punto di vista della Lega il pdl 2855 – a prima firma di Claudio Durigon seguita da quella del capogruppo Molinari e da un numero significativo di deputati – è un passo avanti, nel senso che si intravvede l’intenzione di  partecipare ad un confronto all’interno della maggioranza senza pregiudiziali e di tener conto dei problemi di compatibilità, anche se il testo non prevede norme di copertura finanziaria, peraltro necessarie per la procedibilità del progetto.

Tuttavia – come dice il proverbio – di buone intenzioni sono lastricate le vie che conducono all’Inferno.  Con queste righe, non intendo fare polemiche (ho già riconosciuto la presenza di novità) ma di formulare – ad adiuvandum – qualche caveat sugli effetti – una vera e propria eterogenesi dei fini – che potrebbero determinare, una volta approvate, quelle norme. In sintesi,  il diritto al pensionamento anticipato ordinario maturerebbe dopo 41 anni di versamenti contributivi effettivi , cumulati e figurativi. La novità consisterebbe nell’applicazione del calcolo contributivo  anche ai periodi regolati dal sistema retributivo; la cosa andrebbe ribadita con maggiore chiarezza, ma sembra essere questa la logica del provvedimento.

Prima di procedere oltre è bene ricordare che a tutti i lavoratori è applicato il  sistema misto dall’inizio del 2012, ma che molti degli attuali pensionandi hanno nella storia lavorativa lunghi periodi (a partire dall’1.1.1996) sottoposti al calcolo contributivo. Nel nuovo regime di calcolo prefigurato dal pdl della Lega sarebbero penalizzati i soggetti che si vedrebbero convertire dei periodi lunghi sottoposti al modello retributivo, anche se tale effetto sarebbe compensato, se più anziani di età, da un coefficiente di trasformazione più elevato. E’ noto, infatti, che il montante contributivo viene moltiplicato per un parametro ragguagliato all’età del pensionamento, periodicamente rivista in base all’attesa di vita.

Stralcio esemplificativo della tabella dei coefficienti

EtàCoefficiente di trasformazione 2016/2018Coefficiente di trasformazione 2019/2021
61 4,719%4,657%
62 4,856%4,79%
63 5.002%4,932%
64 5,159%5,083%
655,326% 5,245%
66 5,506%5,419%
67 5,700%5,604%

Di questa regola si dovrebbe tener conto anche per chi si avvalesse dei 41 anni di versamenti ricalcolati tutti col contributivo; più bassa è l’età inferiore è l’importo dell’assegno.  Il pdl conferma quota 100 solo per i lavori usuranti, sempre sottoponendo l’assegno al ricalcolo contributivo, il che costituisce un peggioramento rispetto al trattamento in vigore. I dati dimostrano, infatti, che la coesistenza di due requisiti ‘’rigidi’’ come 62 anni di età e 38 di contributi ha determinato, nei fatti, una lievitazione sia del requisito anagrafico sia di quello contributivo. L’indagine della Corte dei Conti sui trattamenti erogati a tale titolo nel 2019 ha dato i seguenti risultati: l’età anagrafica si è attestata in media attorno ai 64 anni e l’anzianità contributiva intorno ai 41 anni. Addirittura è risultata più bassa l’età media di coloro che si sono avvalsi del requisito solo contributivo a prescindere dall’età (pari a 42 anni e dieci mesi se uomini e ad un anno in meno se donne) di quella dei ‘’quotacentisti’’: rispettivamente 62 e 64 anni.  

Anche ai leghisti è opportuno ricordare ciò che Amleto diceva all’amico Orazio: ‘’Ci sono più cose tra il cielo e la terra che in tutta la tua filosofia’’. E per quanto riguarda le pensioni sarebbe ora di capire che l’età del pensionamento è un aspetto fondamentale del sistema, perché è necessario tener conto non solo di quanto si è lavorato ma per quanto tempo si percepisce la pensione. In ogni caso il pdl un passo avanti lo fa: almeno l’anticipo della pensione viene sottoposto ad una penalizzazione economica, attraverso il ricalcolo.

Ringraziamo il Professor Giuliano Cazzola per la solita disponibilità al confronto e per la solita precisione che lo contraddistingue, e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista, che trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

10 commenti su “Pensioni 2021 e quota 41, Cazzola su DDl Lega: l’intervista esclusiva

  1. Bel voltafaccia della Lega: da quota 100 (62+38 anni di contributi) senza dover passare al contributivo a quota 41 rimettendoci il 30% (con il passaggio al contributivo). Dopo aver perso la bandiera dei migranti, adesso anche quella della pensione. Domando ai votanti Lega :quali motivi vi sono rimasti per votare questi voltagabbana?

  2. Piuttosto del ricalcolo contributivo, sarebbe meglio dare una piccola penalizzazione per i due anni mancanti di contributi, 2/3% annuo, con il contributivo totale, rispetto ad un misto si pu perdere anche il 15% o forse di più.
    Mi sembra troppo penalizzante.

  3. Buongiorno
    Un pensiero ma i politici che decidono quando si può andare in pensione ma lo sanno loro dopo aver lavorato per 40 anni come si arriva alla pensione? Ve lo dico io facendo tanti lavori a cominciare a zappare la terra fare il muratore marmista carpenteria e lavorare in fabbrica facendo turni di notte e a lavorare 12 ore compreso sabato e domenica. Ditemi voi se io a 61 anni con 41 di contributi non o il diritto di andare in pensione e godersi gli ultimi anni che mi restano con diverse patologie pressione colesterolo diabete asma faccio giudicare a voi cordiale saluto.

  4. Cito Cazzola: … “Con queste righe, non intendo fare polemiche (ho già riconosciuto la presenza di novità) ma di formulare – ad adiuvandum – qualche caveat sugli effetti – una vera e propria eterogenesi dei fini –“ … ma può un sindacalista esprimersi in questo modo ? Cosa voleva ? sfoggiare cultura ?

  5. Che senso ha prendere un 25-30% di pensione in meno (contributivo puro con 41 anni di lavoro) per non aspettare 1 anno e 10 mesi in più e prende la pensione piena (pensione mista con 42 anni e 10 mesi)… ma ci prendete per fessi ? Spero almeno che ci lascino scegliere o sarebbero dei criminali …

  6. Intanto avanti tutta per I 41 anni di contributi.Poi se le penalizzazioni risultassero sui 40_50 euro al mese va bene lo stesso ( tanto oggi per il percorso andata e ritorno dal posto di lavoro mi costa 100_120 euro) purche ridiano un diritto sacrosanto di andare in pensione

    1. Le penalizzazioni sono molte di piu, se vi fate il calcolo con carpe-pc (è il programma per calcolare la pensione scaricabile dal sito dell’INPS), e provate a calcolarvi la pensione vi accorgerete che il danno è rilevante, nel mio caso dopo 36 anni di contributi per un totale di 413740 Euro versati e 57 anni di eta, nel calcolo misto viene una pensione mensile di 1340 euro netta mentre in quello contributivo 1010 euro, una differenza di 330 euro al mese circa il 25% in meno, per cui per riprendermi i contributi versati facendo un semplice calcolo 413740/1010/12=34 dovrei campare fino a 57+34=91 anni, lascio a voi ogni commento.

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