Pensioni 2021 e quota 41, cosa cambierà con Orlando? L’intervista a Ghiselli

Pensioni anticipate 2021, ultimissime da Ghiselli sul post quota100: le proposte

Sulla riforma pensioni e sulla proposta avanzata dalla Lega, la numero 2855 che comprenderebbe anche una quota 41 per tutti ma con contributivo e l’estensione della quota 100 oltre il 31/12/2021 ma sempre con il ricalcoloo contributivo dell’assegno, in questi giorni si fa un gran parlare.

Molti lavoratgori inoltre si domandano quando riprenderà il cantiere previdenziale e soprattutto cosa potrebbe cambiare con il nuovo Governo Draghi ed il ministrero del lavoro e delle politiche sociali nelle mani del Ministro Orlando. Abbiamo deciso di confrontarci quest’oggi con Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, che ci ha rilasciato in esclusiva questa interessante intervista.

Riforma pensioni 2021, impressioni nuovo Governo: l’intervista a Ghiselli

Pensionipertutti: Il nuovo ministro del lavoro Orlando qualche giorno fa ha incontrato i sindacati e ha dato la sua disponibilità a proseguire il confronto. Parlerete anche di pensioni?

Roberto Ghiselli: Noi il tema l’abbiamo proposto con forza e sono convinto che anche sulla previdenza il lavoro dovrà essere intenso.

Pensionipertutti: Ma non sarà facile ripartire ex novo con un nuovo Governo e con un nuovo Ministro, non crede, cosa si sente di suggerire al neo ministro Orlando?

Roberto Ghiselli: La prima cosa che mi sento di suggerire al Ministro è non disperdere il lavoro sino ad ora fatto. Il tavolo di confronto con il precedente Ministro aveva permesso di individuare delle tracce di lavoro e di prospettare entro l’anno una legge delega sulla previdenza. E poi vi è il contributo tecnico che gli esperti indicati dalla Catalfo hanno elaborato, di cui non conosciamo i contenuti ma certamente credo sia un lavoro da non disperdere. Infine il lavoro delle due Commissioni, quella sui lavori gravosi e sulla spesa previdenziale, che è appena iniziato, deve proseguire e dovrà concludersi in tempi ravvicinati

Pensionipertutti: E quali erano gli altri aspetti di queste tracce di lavoro?

Roberto Ghiselli: Vi era l’idea abbastanza assodata che era necessario favorire la flessibilità in uscita per la pensione, superando le rigidità della legge Fornero. E poi si era parlato molto di pensione di garanzia per i più giovani, di donne, di lavori gravosi, di disoccupati.

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Pensionipertutti: Ma a proposito di riforme pensionistica, qual’è la sua opinione sulla proposta di legge recentemente presentata dalla Lega sulle pensioni?

Roberto Ghiselli: E’ una proposta non condivisibile e che per molti versi va nella direzione opposta a quella da noi indicata

Pensionipertutti: Quali sono i punti che non la convincono?

Roberto Ghiselli: Non mi convincono le cose che sono scritte e ancor meno quelle che non ci sono. Non mi convince il fatto che per poter andare in pensione dopo 41 anni di lavoro si sia costretti al ricalcolo contributivo,

che comporterebbe una riduzione del trattamento fra il 20 e il 30%, e in certi casi anche più.

Addirittura la proposta prevede la cancellazione della norma sui precoci che fino ad ora ha permesso a qualche decina di migliaia di persone di andare in pensione con 41 anni di contributi senza pensalizzazioni. Inoltre si prevede il ripristino dell’innalzamento dell’età di pensione di anzianità al crescere della speranza di vita.

Ma la cosa ancor più grave è che si prevede la cancellazione di quell’embrione di flessibilità in uscita, già prevista dalla normativa per chi è nel sistema contributivo a 64 anni, mentre andrebbe fatto proprio il contrario, allargare la possibilità di uscita dopo una certa età, per noi dopo 62 anni, a tutti, considerando che ormai il calcolo prevalente delle nuove pensioni sarà con il metodo contributivo e quindi compatibile in termini di costi.

Pensionipertutti: E le cose che non ci sono quali sarebbero?

Roberto Ghiselli: Non c’è alcun riferimento ai giovani e alle pensioni future di chi fa lavori precari, poveri o discontinui, non si parla di lavoro di cura e delle donne. Praticamente non si prendono in considerazione i problemi previdenziali della parte più debole del mercato del lavoro o di chi deve essere risarcito per le condizioni di svantaggio che ha subito nel corso della vita lavorativa, come le donne o chi ha fatto i lavori più pesanti.

Ringraziamo per la solita disponibilità al confronto Roberto Ghiselli e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

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4 commenti su “Pensioni 2021 e quota 41, cosa cambierà con Orlando? L’intervista a Ghiselli

  1. La proposta della lega è ladrocinio puro, riportassero i 40 milioni rubati , per i precoci poi il danno e la beffa

  2. Ha perfettamente ragione, dopo 40 anni di contributi si ha diritto alla pensione senza alcuna penalizzazione, con 41 penso si debba essere premiati. La proposta della lega va modificata. Scusate se mi ripeto ma 40 anni di contributi sono veramente tanti e sappiamo bene che di effettivo lavoro sono anche 1 o due anni in più che spesso si perdono perche lavorati senza versamenti.

  3. Penso che la Lega con una proposta di legge che prevede l’uscita dal mondo del lavoro con 41 anni di contributi, però con il solo calcolo contributivo, si sia rimangiata tutto quello che aveva “predicato” fino a poco tempo fa e cioè uscita con 41 anni di lavoro senza penalizzazioni che era anche quello che si aspettavano molte persone. La Lega pagherà, giustamente, in termini elettorali, questa presa di posizione: non si possono illudere le persone che hanno lavorato più di 40 anni e poi dar loro una “mazzata” togliendo il 20 – 30 % dell’assegno di pensione!!!!!

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