Pensioni 2021 l’ editoriale: meno di sei mesi al prepotente ritorno della Fornero

Diciamolo francamente. In questi tre anni di “quota 100” con tutte le polemiche anche politiche che ci sono state su questa legge ci eravamo più o meno dimenticati della legge Fornero, quasi che fosse stata messa in soffitta ed un po’ dimenticata dagli italiani. Ora che si avvia lentamente alla conclusione “quota 100” si risente nuovamente parlare della legge Fornero e, come per incanto, fioccano le interviste e comparsate in TV della famosa prof.ssa che tanto ha disturbato gli italiani. Quello che sembra certo è che “quota 100” dovrebbe definitivamente alla fine dell’anno diventare un ricordo per tutti. Dico dovrebbe perché ogni tanto la Lega soprattutto con Durigon e Salvini magari parlando di argomenti non propriamente previdenziali tirano fuori “quota 100” per difendere il loro operato quando erano al governo ipotizzando, velatamente, che potrebbe anche essere prorogata per un altro anno dal momento che il costo per la casse dello Stato non sarebbe troppo elevato e oltretutto darebbe una boccata d’ossigeno agli italiani in questo terribile periodo di pandemia.

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Queste affermazioni buttate lì con “nonchalance” non fanno altro che aggiungere ulteriore confusione ed ansia ai poveri lavoratori italiani perché di tutto avrebbero bisogno meno che di ulteriore incertezza proprio in questo brutto periodo. Se veramente nel governo presieduto da Draghi e dove Salvini si sente un po’ il traino della coalizione ci fosse questa ipotesi concreta di rinnovo allora è giusto e sacrosanto che venga subito alla luce del sole e che sia detto con chiarezza. Altrimenti sono solo “affermazioni da bar“.

Quindi la Fornero, poiché ancora perfettamente in essere e mai abolita, tra pochi mesi si appresta con prepotenza ad essere nuovamente la Legge che disciplina la previdenza in Italia. I sindacati con la loro bellissima proposta di una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età o il pensionamento con 41 anni di contributi a prescindere dall’età, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, del lavoro di cura e delle donne, l’offerta di una prospettiva previdenziale anche ai più giovani attraverso l’introduzione di una pensione di garanzia, la tutela del potere d’acquisto dei pensionati e il rilancio della previdenza complementare aspettano da tre mesi una convocazione per entrare nel merito della questione.

Pensioni anticipate 202: i gruppi di lavoratori e il silenzio del Governo

I cittadini rappresentati dai gruppi facebook che pure hanno idee concrete sono troppo divisi in decine di galassie e stentano, anche per precisa scelta di alcuni di loro che preferiscono mantenere piccoli insignificanti privilegi, a unirsi in un’unica forza che sarebbe interlocutore privilegiato nei confronti della classe politica. Deputati e Senatori della maggioranza ma anche dell’opposizione che sostanzialmente non affrontano l’argomento pensioni e parlano, invece, di sviluppo, di investimenti, di Recovery, di vaccini, di mascherine e chiusure di discoteche. Per non parlare dei media assolutamente anestetizzati dall’”effetto Draghi” e che si sbizzarriscono solamente in caso di efferati casi di cronaca nera.

E poi il Governo. Che poi è in pratica quello che decide le sorti dei cittadini. Al di là delle affermazioni di un paio di mesi fa del Ministro Orlando sulla necessità di avere una legge previdenziale strutturale, il nulla. E questo è l‘aspetto più negativo. Il Governo non ha ancora chiaramente detto che percorso intende attuare in ambito previdenziale. E’ gravissimo perché mancano meno di sei mesi alla fine dell’anno, agosto è notoriamente il mese in cui l’Italia si ferma (e anche questo ormai andrebbe superato) e siamo in autunno.

Tardissimo per operare una legge strutturale. Sono andato a rileggermi quanto scrivevo nel settembre del 2020, ancora a tempi del Conte bis. “Mancano sedici mesi alla fine della quota 100 ed al ritorno della legge Fornero, c’è la necessità di intervenire immediatamente perché il tempo c’è ma siamo in Italia e tutto viene sempre rinviato all’ultimo momento senza alcuna programmazione”. In pratica abbiamo perso un anno senza combinare assolutamente nulla. Personalmente ritengo che Draghi nei suoi frequenti contatti con la Commissione Europea ed in particolare con Ursula von der Leyen e Valdis Dombrovskis abbia sostanzialmente “rassicurato” i vertici Europei sul non stravolgimento della legge Fornero.

Mantenimento di Opzione Donna e Ape Sociale, ulteriore implementazione dei contratti di espansione anche per aziende sotto le 100 unità, minor tassazione della previdenza complementare e poco altro. Altrimenti sull’argomento non ci sarebbero stati tre mesi di assoluto silenzio e il rinvio continuo della scelta di convocare le parti sociali.

12 commenti su “Pensioni 2021 l’ editoriale: meno di sei mesi al prepotente ritorno della Fornero”

  1. Scrive Rodinò: “Personalmente ritengo che Draghi nei suoi frequenti contatti con la Commissione Europea ed in particolare con Ursula von der Leyen e Valdis Dombrovskis abbia sostanzialmente “rassicurato” i vertici Europei sul non stravolgimento della legge Fornero”.
    E io (purtroppo) sono completamente d’accordo con lui.

    Le uniche cose che secondo me verranno fatte, e verranno fatte solo proprio perchè non si dica che il governo “è totalmente insensibile ai problemi dei pensionandi”, saranno il rinnovo di opzioni già poco utilizzate in quanto PENALIZZANTI per i pensionati (vedi Opzione Donna) e al massimo cose nuove che interesseranno solo ad una PICCOLA MINORANZA dei pensionandi (es.: lavori gravosi selezionati proprio per avere una platea risicata ecc.), cercando allo stesso tempo il più possibile di metterci dentro il calcolo contributivo integrale.
    In sostanza, l’obiettivo del governo sarà quello di “spendere il MENO possibile”, lasciando la Legge Fornero praticamente intatta e in pieno vigore.
    E forse allora qualcuno si accorgerà che la famigerata “Quota 100”, con tutte le sue insufficienze e vincoli “furbeschi” (i non pochi 38 anni di contributi, a 62 anni di età …), sarà ancora per anni l’unica possibilità di pensionamento ad età “decente” che sarà stata offerta ad una, per quanto piccola, parte dei pensionandi italiani.

    Mi spiace, ma anch’io sono molto pessimista: il muro di gomma che respinge le richieste dei pensionandi, anche quando portate avanti dai sindacati, e che sta portando alla voluta inerzia sul tema pensioni, non è certo un caso.
    Siamo già all’estate, si arriverà all’autunno, il tempo starà per scadere e i sindacati “accetteranno” un mezzo pezzo di pane raffermo nella Finanziaria, piuttosto di niente.

    Di tutti i governi possibili, questo (dichiaratamente) “europeista” e comandato a bacchetta da un “uomo di Bruxelles” che non deve rispondere all’elettorato, è probabilmente il peggiore che i pensionandi potessero avere.

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  2. Qualche anno fa ero ben conscio di dover dare almeno 41di versamenti contributivi lavorando con serietà e professionalità e aiutare i giovani che a organigramma sono sotto la mia responsabilità.Ma visto .Oggi a meno di 2 anni dai 41 che per la ennesima volta mi si vuole fregare be spiace per l azienda che lavoro ma saranno molte di più le giornate che la voglia la serietà e la professionalità resteranno sul comodino a fianco alla sveglia ma soprattutto mi spiace per i giovani dove andando a lavorare lasciando come detto le cose più importanti sul comodino mi viene da consigliare ai giovani di “STATE A CASA FATE DOMANDE PER BONUS PER REDDITO DI CITTADINANZA O SUSSIDI’ e godetevi serate fino a notte fonda

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  3. Desiderei parlare anche dei disoccupati ultrasessantenni di lungo corso con circa 20 anni di contributi e che non troveranno più un lavoro. Ritengo giusto riconoscere anche per loro una pensione anticipata in
    quanto non possono aspettare 67/68 anni . Quindi per i disoccupati da oltre 10 anni è necessario un pensionamento a partire dai 63 anni anche con il minimo di 20 anni di contributi e senza paletti;
    l’importo della pensione sarà sulla base dei contributi versati.

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  4. Ma guardate io che sono in azienda da 40 anni suonati qui non c’è nessuna intenzione di assumere giovani il motto e il solito lui fa per due ma i giovani quando si faranno una Vita,il governo dove e….dove sta.
    .

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  5. Salve, se i partiti di destra compresa Lega faranno passare la riforma con 40 anni di contributi versati, che saranno più che sufficienti per un lavoratore di qualsiasi mestiere, sappiano che li voterò per le prossime elezioni.

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  6. L’ obiettivo e’ quello di arrivare ad una pensione di cittadinanza…. una volta usciti dalle unita’ produttive, fare in modo che i pensionati passino direttamente all’ altro mondo… stanno lavorando su questi presupposti… un indizio e’ il ridimensionamento della sanita’ pubblica…. nb. Sono pure ottimista !

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  7. Non si può non essere d’accordo con quanto scrive il Dott. Rodinò ,purtroppo in Italia ci culliamo con frasi del tipo il Governo deve ascoltarci ,L’Europa deve aiutarci nella gestione dei migranti e cosi via, nella sostanza non cambia nulla ,per ottenere dei risultati se non si combatte (manifestazioni civili) non si ottiene nulla ,per cui becchiamoci la Fornero e facciamo il mea culpa per avere accettato tutto questo scempio senza fare niente , smettiamola di vivere di illusioni , alla ns età dovremmo aver capito da un pezzo come funzionano le cose in questo Paese.

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  8. E da tempo che dico che il governo non farà niente e si ritornerà alla legge Fornero ancora non l’avete capito? I sindacati anche se ogni tanto alzano la testa è solo per fare un po’ di teatrino perché sono pappa e ciccia con i politici. Una cosa è certa, almeno da parte mia, se dovessero approvare nuovamente quota 100 caro Salvini il mio voto non lo prendi di certo, la legge più ingiusta che potevano fare.

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  9. Temo anch’io, che dietro tutto questo silenzio, ci sia la volontà di non fare nulla, e ritornare mani e piedi prigionieri della Fornero, neanche i tre mesi della finestra vogliono togliere!!!
    Che amarezza!!

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