Pensioni 2021 l’ editoriale oggi: la crisi di Governo complica la situazione

Governo Conte: fiducia senato

La crisi di governo si sta molto complicando e con essa anche la possibilità di avere una nuova buona riforma delle pensioni. Dopo che Matteo Renzi il 13 gennaio 2021 ha annunciato le dimissioni delle due Ministre e del Sottosegretario appartenenti ad Italia Viva in molti hanno sperato, in primis Giuseppe Conte, che in un area di centro si trovassero alcuni senatori “Responsabili“ o “Costruttori” che venissero in aiuto del governo al Senato e riuscissero a raggiungere la maggioranza assoluta dei 161 voti. Questo non è avvenuto e al Senato il Governo di Giuseppe Conte ha raggiunto solamente la maggioranza relativa con l’astensione strategica del partito di Renzi.

Dopo che Conte ha rassegnato le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato la risoluzione della crisi operando un semplice “rimpasto” non sarà più possibile. E quindi la soluzione più semplice, quella che prevedeva solamente un paio di cambi di Ministri non sarà più praticabile. Rimane quindi sul tappeto un Conte Ter, una soluzione che potrebbe portare ad una nuova fiducia ma con alcuni cambiamenti, forse anche nella maggioranza. O, eventualmente, l’assegnazione da parte di Mattarella ad una altra figura politico/istituzionale la responsabilità di fare un nuovo governo. Ma, obiettivamente, avanza sempre più all’orizzonte il rischio reale di elezioni anticipate.

Riforma Pensioni 2021: La crisi di Governo apre nuovi scenari

La partita, inoltre, si presenta ancora più nebulosa perché all’orizzonte ci sono gli oltre 200 miliardi di € del Recovery Plan dove l’Italia è ancora in ritardo nell’elaborazione dei progetti che devono essere presentati entro il mese di febbraio. Ecco, i famosi 209 miliardi del Next Generation Eu. I miliardi che l’Europa ci dovrebbe dare nei prossimi anni in cambio però di attuare quelle riforme che il paese aspetta da oltre trent’anni. Ma per quanto riguarda l’Europa la riforma previdenziale non è all’attualità!!

Per l’Europa, cioè, la riforma previdenziale è quella che già esiste: la riforma Fornero. Per quanto riguarda l’Europa alla fine della scellerata “quota 100” che termina alla fine dell’anno non c’è nessun problema. L’Italia ha la legge pronta, giusta e perfettamente sostenibile. Ha sopportato i tre anni di quota 100 e adesso condiziona l’erogazione dei fondi del Next Generation Eu ad una sostenibilità del capitolo previdenziale.

Pensioni 2021: la crisi tra i veti dell’EU e lo spettro di elezioni anticipate

Proprio in questi giorni ha attuato lo stesso ricatto alla Spagna. I fondi del Next Generation Eu saranno dati solamente se la Spagna ridurrà la spesa pensionistica. Ed il Premier Sanchez si è subito prodigato a proporre un cambiamento nel conteggio delle pensioni. La pensione verrebbe calcolata non più sulla media degli ultimi 25 anni, bensì sulla media degli ultimi 35 anni. In questo modo si avrebbe immediatamente una riduzione del 6,3% delle retribuzioni sulle pensioni. Perché è ovvio che all’inizio della carriera gli stipendi sono più bassi rispetto agli anni successivi e di conseguenza anche i versamenti previdenziali. Per fortuna il leader di Podemos che è nella coalizione di governo con Sanchez sta puntando i piedi. Ma è ovvio che qualcosa la Spagna dovrà concedere.

Appare quindi molto molto difficile riuscire ad avere in Italia una nuova, buona, legge previdenziale con il ricatto dell’EU. Quando il governo italiano, pur in piena pandemia, proporrà una legge meno dura della Fornero sorgeranno grossi problemi. Il quadro quindi è fosco. La pandemia imperverserà per tutto l’anno 2021. Il piano vaccinale sta subendo forti ritardi, dal momento che i due principali produttori e fornitori di vaccini la Pfizer ed Astrazeneca, pur se in presenza di un contratto firmato tra le parti, non sono in grado di soddisfare le richieste dell’EU. A questo punto si può ragionevolmente affermare che sicuramente non basterà tutto l’anno per vaccinare tutta la popolazione italiana.

L’economia che doveva avere in questo 2021 un rimbalzo significativo nell’ordine del 5/6% non riuscirà a rispettare queste previsioni. Inoltre la crisi di governo che rischia di protrarsi con lo spettro delle elezioni farà perdere almeno quattro mesi di programmazione. Certamente non c’è da stare allegri. Qualcuno mi scrive, dicendo: ”Beh, meglio le elezioni. Vince Salvini e fa diventare quota 100 strutturale”. Non sarà assolutamente così. Lo sa la Lega e lo sa soprattutto Fratelli d’Italia che infatti non si è mai esposta sull’argomento pensioni.

Qualsiasi sarà la maggioranza che uscirà dalle eventuali elezioni politiche avrà enormi difficoltà ad avere una legge pensionistica sostenibile. Probabilmente ci saranno solamente dei piccoli aggiustamenti, qualche miglioria, forse si potrà abolire per sempre l’aspettativa di vita e le finestre. Bisognerà però discutere con l’Europa almeno portando in dote la separazione tra previdenza da assistenza in modo da dimostrare che il costo pensionistico puro è perfettamente sostenibile. Bisogna presentarsi all’Europa decisi, coesi e credibili. Allora si potrà ottenere sia la riduzione dell’età della pensione di vecchiaia sia quella della pensione anticipata nonché anche una flessibilità in uscita con una minima riduzione dell’assegno pensionistico.

Un commento su “Pensioni 2021 l’ editoriale oggi: la crisi di Governo complica la situazione

  1. I nostri politici di sinistra non faranno mai una riforma migliorativa per i lavoratori perché per superare la crisi economica e restituire i fondi che ci presta l’Europa pagando gli interessi i soldi (e che ne vogliono tanti) andranno a prenderli all’INPS, cioè nelle tasche dei lavoratori.
    Film già visto, il titolo sarà “The Return of Fornero” (e il genere non è fantascienza).
    Buona giornata.

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