Pensioni 2021 ultime notizie: l’editoriale di oggi 10 marzo

Riforma Pensioni, l'editoriale di Cazzola

Tutto come previsto. Proprio tutto quello che ci eravamo immaginati. Siamo decenni che parliamo di pensioni, che abbiamo detto continuamente che in un paese di diritto come siamo noi è assolutamente necessario avere delle leggi certe e durature per dare ai cittadini la possibilità di operare le scelte, in piena serenità, che incidono pesantemente sulla loro vita. Ma siamo sempre al punto di partenza. Siamo alla scadenza di quota 100 che è stata dal punto di vista giuridico/ amministrativo una legge che ha portato solamente confusione nei cittadini. Ma è possibile, senza entrare nel merito della legge che comunque ha dato un’opportunità ad alcuni di uscire dal mondo del lavoro, attuare una norma che incide così pesantemente nella vita delle persone, che dura solamente tre anni, e crea, proprio per questa temporaneità enormi differenze nelle persone e toglie loro serenità?

Riforma Pensioni 2021: quanta confusione e approssimazione

Come alcuni di voi sapranno, ho un blog mauromarinoeconimiaepensioni.com e giornalmente diverse persone che hanno già i requisiti per uscire dal mondo del lavoro con quota 100 mi chiedono se sarà rinnovata, se esiste il diritto alla cristallizzazione, che temono il passaggio al sistema contributivo per tutto il periodo lavorato, persone che non sanno assolutamente cosa fare e che talvolta hanno risposte diverse tra INPS e patronati. Persone che sono in mezzo al guado e che mi chiedono consigli su cosa fare. Sembra una questione da poco ma purtroppo non è così. Le persone sono veramente in difficoltà e non hanno risposte da alcuna forza politica che a parole dicono di essere dalla parte dei cittadini.

Ma è mai possibile che non si riesca ad avere in Italia una legge previdenziale degna di questo nome e che abbia una durata almeno decennale? E mai possibile che con ogni nuovo governo ci sono “rumors” di mettere mano al sistema previdenziale? Ma è tanto difficile in Italia avere una legge semplice, lineare, e che dia ai cittadini la sicurezza che le cose non cambino dopo due/tre anni? Ma torniamo alla famosa quota 100 del governo giallo/verde. Se esisteva la volontà di superare la legge Fornero in quanto iniqua e fatta solamente per assecondare l’Europa, si sarebbe dovuto varare una legge organica e stabile non una legge “sperimentale per tre anni 2019-2020-2021” su un argomento che tocca così profondamente la vita delle persone.

E non è attuabile nemmeno come ipotizza qualcuno di fare una proroga per un anno di quota 100 perché creerebbe solamente ulteriore confusione, irritazione e contrasti da parte dei cittadini. Sono anni che si chiede una legge strutturale, di ampio respiro, e che tuteli sia chi sta per andare in pensione, sia i giovani, le donne, chi svolge l’attività di “caregiver”, chi fa lavori usuranti, chi è disoccupato, parzialmente invalido e chi in pensione si trova già. Invece siamo nuovamente a parlare di ipotesi da parte di esponenti dei vari partiti non strutturate e che riguardano solamente un aspetto della questione.

Riforma Pensioni ultime novità: quota 92, quota 100 o quota 102?

Del Rio del Pd parla di una quota 92 (62 anni di età sommati a 30 anni di contributi)! Però questa opportunità sarebbe riservata solamente alle donne e a chi svolge lavori usuranti. In questo caso però obbligo di calcolo interamente contributivo. Durigon della Lega si spinge oltre. Presenta una proposta di legge alla Camera dei Deputati (N. 2855) per permettere a tutti coloro che lo vogliono di uscire dal mondo del lavoro dopo 41 anni. Ma anche in questo caso con obbligo di calcolo interamente contributivo. Si avete letto bene. Dopo 41 anni di lavoro, quando si è quasi al termine della propria fatica lavorativa si dovrebbe optare per i 41 anni perdendo oltre il 20% dell’assegno previdenziale! Qualcun altro parla di quota 102 (64 anni di età sommati a 38 anni di contributi).

Altri parlano di eliminare l’aspettativa di vita e le finestre e magari agevolare le donne permettendo una riduzione di 8 mesi per ogni figlio con un massimo di riduzione di 24 mesi. Ma stiamo dando i numeri? Ma ci rendiamo conto che stiamo parlando della vita dei cittadini? Non è più tollerabile ascoltare queste affermazioni magari in un talk show o in un’intervista per strada magari scappando davanti ai numerosi microfoni che ti vengono messi davanti.

A parte il fatto che non vorrei più sentire parlare da parte di nessuno di effettuare il calcolo totalmente con il sistema contributivo. Ormai ogni anno che passa di fatto già di riduce l’assegno e diminuisce ogni anno la parte retributiva. Già adesso chi esce dal mondo del lavoro praticamente ha 2/3 di assegno contributivo e solamente 1/3 di retributivo. E nel 2036 automaticamente scomparirà per tutti la piccola parte di retributivo. Per cui basta proporre una ulteriore diminuzione ad un assegno il cui calcolo si autoriduce fino ad estinguersi naturalmente.

Poi i signori politici, supportati dai consiglieri economici, e dopo confronti con organizzazioni sindacali, organizzazioni di categoria, e perché no dando anche un’occhiata ai social, devono preparare e poi votare una legge organica, di ambio respiro e che tenga conto di tutte le particolarità e molteplicità che esistono nella società, e non soltanto proporre qualche idea strampalata per evitare lo scalone di 5 anni che si avrà il 1 gennaio 2022 per la pensione di vecchiaia. Il tempo c’è, ma bisogna partire immediatamente altrimenti una delle ipotesi sopra descritte o peggio ancora qualcosa che qualcuno si inventa strada facendo determinerà e condizionerà purtroppo la vita di milioni di italiani.

15 commenti su “Pensioni 2021 ultime notizie: l’editoriale di oggi 10 marzo

  1. Buongiorno e vero qua sono fuori di testa 41 anni di lavoro non sono abbastanza ma sono troppi i ricordo che già 35 anni erano tanti all’epoca però 41 sono tanti o no!!

  2. 62 anni disoccupato da sei anni 25 anni di contributi e invalido al 75% che opzioni ho per la pensione in alternativa nell’attesa dei 67 anni di età. Grazie per la risposta.

  3. Con tutto il rispetto delle donne e dei lavori usuranti ma la quota 92 dovrebbe essere innanzitutto associata ai lavoratori che a 62 anni anagrafici e 30 anni contributivi sono rimasti senza lavoro. Ci si dimentica sempre di questa categoria che rispetto alle altre, che comunque hanno un lavoro, a 62 anni non hanno certamente possibilità di rientrare nel mondo del lavoro.

  4. E’ imbarazzante ! 60 anni di età, 37 di contributi ma usufruendo di opzione donna la mia lauta pensione sarà di 800 euro! Ora il mia stipendio è di circa 1400 euro : come si può vivere così? Grazie

  5. E una vergogna questa classe politica, inetta, incapace, e parassita, mai più troverà una soluzione per le pensioni, loro hanno tutte le agevolazioni e pensioni principesche, senza mai aver lavorato, e il popolume deve sopportare tutto, purtroppo gli italiani sono dei pecoroni, ed hanno quello che si meritano

  6. La proposta giusta fu fatta da Di Maio che optava per la pensione a 65 anni di eta’ con 35 anni di contributi, una proposta equa che teneva conto sia dell’eta’ avanzata (dopo non si ha piu’ la capacita’ fisica ed intellettiva dei ventenni, per capirci) sia dei contributi versati. Purtroppo passo’ l’ altra proposta: pensione a 62 con 38 anni di contributi. Forse effettivamente a 62 anni e’ troppo presto per andare in pensione, e i 38 anni di contributi ce l’hanno i fortunati e privilegiati che riuscivano a trovare lavoro subito dopo la scuola.

  7. Dott. Marino Buonasera,
    Usufruisco di 3 permessi mensili L/104 per un totale di 24 h.
    ho 63 anni a giugno prossimo con 33 anni di contributi. Vorrei usufruire del congedo come CAREGIVER di 24 mesi, legato a una invalidita’ di mia sorella, previsto dal Dlgs.n.151/2001 – legge 104. La sorella in questione ha residenza diversa dalla mia. Quindi dovrei fare per Lei residenza presso il mio domicilio. Vorrei sapere se con questa variazione ci potrebbe essere qualche incidenza sul redditto di ciascuna delle parti. Se mi conferma inoltre che con i 24 mesi di permesso relativi all’art. 151, non maturano eventualmente contributi.

    1. Sig. Giuseppe,
      in questa sede non si danno risposte a quesiti di carattere personale ma si affrontano temi che riguardano la collettività. Si rivolga ai patronati o all’inps.
      Cordiali saluti

  8. 41 anni di lavoro sono troppi non abbastanza!!! Ci spremono fino all’osso ma loro, i politici, hanno pensioni d’oro solo dopo 5 anni di mandato. E’ una vergogna!!!

  9. fate presto, quota 92 per noi donne è abbastanza, dopo aver fatto figli, lavorato con tutte le conseguenze per una donna che lavora, oltretutto anche pendolare.

  10. Vogliono continuare ad avere mani libere da affondare nei fondi pensioni… meglio di cosi’…fanno come, quanto e come vogliono… tanto poi sono tutti daccordo …nessuno che gli bacchetta le mani…
    Le crisi ci sono sempre state, anzi e’ il metodo di governo… Orwell in 1984, e la fattoria degli Animali, spiega bene il concetto…

  11. Dott. Marino, un articolo che dovrebbe essere messo in bacheca alla Camera e al Senato! Credo che nessuno a questo mondo possa eccepire anche una sola parola di quanto scritto.
    Grazie

  12. “UCI – Ufficio complicazioni inutili”.
    Che mai ci vorrà a prorogare quota 100 di un anno?
    Un decretino, una firma e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Totale 30 minuti.

  13. Buongiorno, sono pienamente d’accordo sul fatto che devono fare una legge che valga almeno 10 anni e che non devono cambiare assolutamente il discorso del sistema retributivo/contributivo perchè in effetti quelli che andranno con il sistema misto saranno sempre meno, inoltre vorrei far presente ancora una volta che la legge dovrà essere uguale per tutti e cioè 41 anni di contributi con la possibilità di andare anche prima magari con 35/38 anni di contributi con penalizzazione ma non tiriamo fuori ancora queste leggi ingiuste di quote 100/92 con paletti di età perchè qualcuno potrebbe veramente alterarsi. Come ho già scritto più volte ci sono persone che vanno in pensione dopo 38 anni di contributi ed altri che con 42 ancora stanno lavorando non vi sembra la cosa più ingiusta??????
    41 anni di lavoro mi sembrano già abbastanza

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