Pensioni 2021, ultimissime Perfetto: come migliorare il Ddl 2855 su quota 41

Riforma pensioni 2021, boom di consensi per la proposta dei quota 41

Come vi avevamo anticipato nell’articolo di ieri, eccovi dopo l’analisi sui pregi e limiti della proposta della Lega relativamente alla quota 41 ed alla quota 100 solo per usuranti anche post 2021 a patto che l’assegno venga calcolato con contributivo, alcune considerazioni del sempre puntuale Dott Perfetto, in merito a possibili migliorie sulla proposta stessa.

Ecco allora quello che egli definisce “Un modo per migliorare la Proposta di Legge 2855 c’è: estendendone i pregi ed eliminandone i limiti”.Vi invitiamo ad una lettura puntuale, confidando le stesse considerazioni possano essere tenute in conto da chi si siederà intorno al tavolo di Governo all’apertura del cantiere previdenziale. Vi lasciamo alle sue parole:

Pensioni 2021, estendere i pregi del ddl 2855 : ecco cosa significa

Estendere i pregi della Proposta 2855 significa lasciare andare in pensione non solo tutti i “Quota 41” (cioè tutti coloro che hanno 41 anni di contribuzione indipendentemente dall’età anagrafica, e non solo i precoci) e i “Quota 100 per lavori usuranti”, ma chiunque desideri andare in pensione, senza paletti (cioè senza vincoli di età anagrafica e di anni di contribuzione). Ognuno si farà i propri conti e deciderà se gli converrà o meno andare in pensione (questo è ciò che ci dice la sperimentazione di Quota 100, da molti ritenuta un flop perché due terzi di lavoratori aventi diritto non ha accettato di andare in pensione con Quota 100 ed ha preferito rimanere al lavoro).

Eliminare i limiti della Proposta 2855 significa non applicare alcuna penalità alla pensione (non ci sarà più distinzione tra “pensione anticipata” e “pensione di vecchiaia”), e chi è nel sistema misto andrà in pensione con tale sistema di calcolo. Per eliminare le penalità occorrerà evitare di fare ricorso ai fondi europei (la cui erogazione da parte della UE è subordinata all’introduzione di penalità). Per evitare di ricorrere ai fondi europei sarà necessario ricorrere a fondi italiani.

Quale riforma pensioni per il 2022?

La Riforma pensioni che propongo (che sembra avere caratteristiche più vicine a quelle di una Controriforma) rimuove l’idea di applicare delle penalità per disincentivare il lavoratore ad andare in pensione (idea che ha caratterizzato finora ogni tentativo di riforma del sistema previdenziale) e restituisce al lavoratore quella libertà di scelta che ancora oggi gli viene preclusa nel decidere quando andare in quiescenza.

Tale Riforma pensioni (che riguarda sia le pensioni che il lavoro in quanto essi sono legati tra loro a doppia mandata) poggia su tre pilastri:

  1. Introduzione della moneta digitale di Stato gestita dallo Stato e circolante solo in Italia parallelamente all’euro gestito dalle banche;
  2. Applicazione della patrimoniale ai beni immobili dello Stato – valutabile intorno ai 342 miliardi di euro – utilizzando la moneta digitale di Stato (in modo che il patrimonio dello Stato resti in Italia) con cui sostenere i pagamenti delle pensioni (che saranno erogati metà in euro e metà in moneta digitale di Stato con cui pagare, per esempio, le tasse);
  3. Istituzione dell’IRI (Istituto per la Ricostruzione dell’Italia) tramite il quale lo Stato parteciperà insieme con le imprese private allo sviluppo, all’occupazione e alla crescita, favorendo, oltre al ricambio generazionale (sostituzione degli anziani con i giovani), una vera e propria rigenerazione generazionale (motivando tantissimi giovani – oltre 700mila – che hanno perso ogni motivazione nella ricerca di un lavoro, i cosiddetti “inattivi”, ovvero coloro che non hanno occupazione né la cercano).

Queste mie considerazioni si fondano su teorie economiche che ho potuto testare con esperimenti in vivo (cioè con persone in carne e ossa), utilizzando i Centri di Elaborazione Dati di grandi dimensioni in cui lavoravo (una sorta di nazioni digitali in miniatura) come laboratori di economia. Uno degli esperimenti che ho eseguito è stata la doppia circolazione della moneta: l’euro e la moneta digitale. 

Tali considerazioni le ho anche riportate, argomentandole, all’attenzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, via mail, in data 11 ottobre 2020″.

Ringraziamo sentitamente il Dott Perfetto per averci dedicato così tanto tempo su una questione tanto cara ai nostri lettori, saremo lieti di leggere le vostre considerazioni alla voce commenti del sito.   

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14 commenti su “Pensioni 2021, ultimissime Perfetto: come migliorare il Ddl 2855 su quota 41

  1. mi sembrano ottime le proposte del dr. Perfetto anche se vanno verificate (sinceramente non me ne intendo molto di monete digitali)
    penso che le ingiustizie vengano causate a monte con tutte le regole via via diverse che vengono stabilite per me la legge deve essere uguale per tutti sono le eccezioni alle regole che producono differenze e ingiustizie

  2. Il mio commento non è stato pubblicato,se vengono accettati solo quelli che dicono bravo al dottor Perfetto sarebbe giusto saperlo, grazie lo stesso comunque….

    1. era in attesa di approvazione come tutti quelli di ieri pubblicati stamattina… ora anche il suo commento è pubblicato

    2. Sig. Alf, rispondo al suo commento del 12 Aprile 2021 alle 16:55.

      La ringrazio per il suo commento, per due motivi: 1) perché ha dedicato una parte del suo tempo a leggere l’articolo; 2) perché mi offre l’occasione per puntualizzare qualcosa sulla moneta digitale.

      Anch’io, come lei, ho giocato a Monopoli con le banconote di carta proprie di quel gioco e che avevano un proprio valore giusto nel gioco del Monopoli mentre non avevano alcun valore al di fuori del gioco stesso.

      La moneta digitale di cui io parlo non è la criptovaluta (se è questo che le è venuto in mente): in fondo anche le criptovalute (bitcoin e quant’altro) hanno un valore per giocare alla finanza. La BCE non assegna alle criptovalute il rango di “moneta” e le assimila piuttosto a degli asset finanziari.

      Io mi considero, a livello mondiale (e sfido chiunque a dimostrare il contrario), il più profondo conoscitore della “moneta digitale”, in quanto la sto studiando da trent’anni (dal 1991) e perché ho fatto esperimenti con la moneta digitale. A tal proposito voglio precisarle che non ha senso parlare di “economia digitale” senza parlare di “moneta digitale” dal momento che uno dei concetti base dell’economia è la moneta. E quindi mi meraviglio come gli economisti riescano a parlare di economia digitale senza avere mai avuto in mente il concetto di moneta digitale né averla mai vista funzionare.

      La BCE ha cominciato solo da qualche anno a studiare l’euro digitale.

      La Cina, invece, ha iniziato a sperimentare lo yuan digitale in quattro sue città lo scorso anno (2020).

      La moneta digitale frutto dei miei esperimenti serve proprio per realizzare quello che dice lei “quota 41 per tutti libera scelta per chiunque si faccia due conti e decida di andare in pensione e basta”. Ma senza la moneta digitale lo Stato, gestita dallo Stato italiano, il Governo Draghi dovrà usare l’euro e quindi i prestiti europei che sono subordinati all’attuazione di riforme ferree (ancora di più di quanto possa essere la Riforma Fornero, glielo assicuro). E quindi il Governo Draghi non potrà mai, lo ripeto: mai, realizzare quanto dice lei.

      La lascio con una prospettiva, sperando di non darle dispiacere: ci sono molti soldi sui conti correnti degli italiani, troppi, troppi risparmi (anche a causa della contingente impossibilità di spendere). Sono quindi soldi che le banche non riescono ad impiegare per i loro scopi e quindi perdono di redditività e quindi sono costrette ad aumentare i costi di gestione del denaro. È proprio di questi giorni la notizia che Unicredit aumenterà i costi di gestione dei conti correnti della propria clientela (e credo che tutte le altre banhce, anche quelle solo online, faranno come Unicredit).

      Con la moneta digitale di Stato che ho in mente io l’economia reale (famiglie, lavoratori e imprese) sarebbe messa al riparo da eventuali turbolenze presenti nell’economia finanziaria (banche e investitori finanziari). Ma, soprattutto, si potrà realizzare la Riforma Pensioni che ha in mente lei e tutti gli italiani.

      1. La ringrazio anch’io,Dottor Perfetto, evidentemente il mio commento l’ha colpita,il riferimento scherzoso al Monopoli non voleva in alcun modo esprimere da parte mia un dubbio sulla sua competenza,massimo rispetto e considerazione. Non contesto la moneta digitale come concetto,ma ho molti dubbi su chi dovrà gestirla. So bene che non è criptovaluta,ma secondo me fa presto a diventarla senza adeguate garanzie. Spero che quota 41 per tutti si possa attuare senza usarla,a prescindere dalle sue fosche previsioni.

  3. Finalmente una persona che dice cose giuste, ormai il sistema è quasi del tutto puramente contributivo , pertanto , libertà di scelta di decidere quando andare in quiescenza , in base i propri contributi versati .
    Purtroppo i politici continueranno a fare cavolate e ingiustizie diffuse , comunque bravo Dott. Perfetto.

  4. Moneta digitale? Mi dispiace,ma ho smesso di giocare a Monopoli parecchio tempo fa,quota 41 per tutti con soldi veri,libera scelta per chiunque si faccia due conti e decida di andare in pensione e basta. Di voli pindarici in Italia ne facciamo anche troppi.

  5. Le sante parole: “…e chi è nel sistema misto andrà in pensione con tale sistema di calcolo…”.
    E santo subito anche il dottor Perfetto.
    Speriamo.

  6. È giusto non mettere i paletti all’uscita del mondo del lavoro( più diventato una pena). È giusto da paese libero dare più opzioni di uscita. In base di quanto uno a versato dare una pensione adeguata considerando anche quante persone devono vivere con la pensione che gli viene emessa. Cioè se un single smette di lavorare con 38 di contributi e gli date 1200 euro starà bene , ma un uomo sposato 1200 euro farà la fame. Poi dato che le carceri italiane sono piene di ultra 50enni, perché non far scontare loro la pena facendoli lavorare ! E pagare in parte del debito a gente che a sputato sangue e mantenere gente che di lavorare non ha mai avuto voglia.

  7. È giusto che ognuno abbia la possibilità di scegliere quando andare in pensione, ovviamente consapevoli dell’importo che si andrà a percepire. Il non poterci andare, naturalmente da una certa età in poi, per esempio 60 anni va più che bene, specie per noi donne, è come sentirsi in prigione! È brutto dirlo ma questa “prigionia” a volte rende forti certi datori che si sentono autorizzati a sfruttarti
    tanto sanno che tu non puoi permetterti di lasciare il posto di lavoro! Non tutti hanno un lavoro di cui andare fieri, che li soddisfa e li realizza, tanti hanno un lavoro che mantengono perché ne hanno bisogno e hanno un’età in cui oramai è impossibile cambiare! Allora perché non dare a tutti la possibilità di scelta?

  8. Ottima proposta da parte del Dott. Perfetto che ha le competenze in materia. Ma… chi si siederà al tavolo del Governo, avrà i titoli di studio e soprattutto le competenze per pianificare il futuro pensionistico dei cittadini? Oppure farà a casaccio?

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