Pensioni 2022-2023, ultime: proroga opzione donna e cumulo gratuito contributi più casse

La riforma pensioni del 2023 e dunque le misure che potrebbero essere in essa contenute continuano ad interessare i lavoratori, nei giorni scorsi abbiamo intervistato il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, per rassicurare i lavoratori sul fatto che le proposte al vaglio del governo circa la flessibilità in uscita sarebbero misure aggiuntive che non andrebbero ad intaccare le attuali uscite anticipate vigenti con la Riforma Fornero. Molti temevano, infatti, di trovarsi a ridosso della pensione con 41/42 anni di contirbuti versati e di dover andare incontro al ricalcolo contributivo dell’assegno, proposta avanzata dal Governo per poter garantire una maggiore flessibilità in uscita dei lavoratori garantendo al contempo la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale.

Questa sorta di ‘opzione tutti’, giacché ricorderebbe in parte il ricalcolo che vige oggi per opzione donna, è stata rinviata al mittente dai sindacati che non sono disposti ad accettare penalizzazioni di questo tipo. Al tempo stesso, invece, sono molte le donne che avendo versato dal canto loro meno contributi previdenziali e avendo carriere discontinue chiedono a gran voce che l’opzione donna venga prorogata e non sempre solo a cadenza annuale, per più ragioni. La scadenza della misura crea ansia a sensazione di ingiustizia per chi non riesce ad accedervi nell’immediato, infatti nonostante le donne siano consce della penalizzazione cospicua perenne sull’assegno per molte questa resta, giacché di scelta opzionale si tratta, l’unica soluzione attualmente possibile per poter uscire prima dal mondo del lavoro. Ecco perché Orietta Armiliato, fondatrice e amministratrice del CODS, fa leva sul fatto che la misura andrebbe prorogata senza scadenza annuale e soprattutto dovrebbe essere data, esattamente come richiedono i sindacati da tempo, la possibilità di cumulare gratuitamente i contributi che le lavoratrici hanno versato in più casse. Eccovi le sue parole.

Pensioni anticipate 2022-2023, le richieste del CODS: cumulo gratuito contributi in più casse e proroga opzione donna

Così Armiliato facendo il punto sul Comitato Opzione donna social: “Piu discuto, propongo, sostengo, supporto e mi confronto, più mi rendo conto che prorogare una misura pensionistica come quella dell’Opzione Donna per un periodo di più ampio respiro che non puó essere chiaramente un solo anno, così come il dare la possibilità di accedere a quella misura cumulando gratuitamente i contributi che sono stati versati in casse diverse come avviene per tutti gli altri lavoratori, così come riconoscere il lavoro di cura domestico ordinario, sarebbero davvero importanti segnali da parte di Tutti.

Sarebbero senza meno significativi segni, rispetto alla volontà dichiarata dai più, di voler ripristinare quei concetti di equità e di riguardo per le donne dei quali si parla da anni e anni ma, soprattutto, si percepirebbe la reale presa di coscienza delle condizioni di complessa difficoltà nelle quali si trovano le Donne.

Così, finalmente, si restituirebbe la giusta dignità al lavoro svolto dalle stesse sia in casa sia fuori casa giacché debbono sopperire per cultura e consuetudine alle mille scompostezze e carenze create e sostenute dal sistema e di cui le Donne si fanno carico ogni giorno, tutti i santi giorni.

Riforma pensioni 2022-2023: valorizzare lavoro di cura ai fini previdenziali

Altro aspetto fondamentale su cui punta da anni Orietta Armiliato è l’importanza di valorizzare  anche ai fini previdenziali il lavoro di cura svolto ogni giorno dalle donne. Ci vorrebbe altresì un’alfabetizzazione sul tema da parte delle donne stesse, in quanto, spiega, molte essendo cresciute condizionate dagli stereotipi considerano quasi normale doversi occupare quotidianamente e gratuitamente di tutto ciò che concerne la casa, i figli, i genitori bisognosi di cure. Il più delle volte fa notare l’ Armiliato le vere nemiche delle donne e dell’emancipazione sociale sono proprio le donne stesse che faticano a fare il salto di qualità che permetterebbe loro di comprendere che nulla delle faccende che loro svolgono abitualmente in realtà sia dovuto alla famiglia e che dunque questo ‘di più’ lavorativo è giusto che venga valorizzato anche ai fini previdenziali. Il problema sostiene l’amministratrice del CODS spesso non è far cambiare la mentalità agli uomini, ma cambiarla alle donne stesse, che troppo poco lottano ancora per i loro diritti.

Così Armiliato: “Chiariamo subito, perché è fondamentale non essere fraintesi. In e tramite questo Comitato, non si chiedono affatto passi indietro da parte degli agli uomini ma, piuttosto, si sollecitano aiuto e passi in avanti per le donne in modo da poter camminare fianco a fianco e nella stessa direzione al fine di poter traguardare quei principi di equità che sono indispensabili per un corretto equilibrio sia sociale sia famigliare, fra i generi.

E lo si chiede in primis alle donne stesse che sono, più spesso di quanto non si possa immaginare, il peggior nemico di loro stesse, affinché si affranchino soprattutto psicologicamente dagli stereotipi e da tutti quei luoghi comuni creati ed accumulati nel tempo.

Consuetudini che sono state imposte alle donne per lo più subdolamente, da un sistema che ha fatto leva strumentalizzando, sulla loro sensibilità piuttosto che sul loro senso di responsabilità, caratteristiche peculiari del genere femminile, per costringerle a stare in quel ruolo che dovrebbe essere assolto dal welfare formale ed informale che, si auspicherebbe essere scontato, in uno Stato che, dovrebbe, essere attento alle persone, ai loro bisogni ed alle loro aspettative e soddisfazioni. Dunque, che nessuno tenti o meglio si permetta di confondere in modalità strumentale, questi concetti semplici ma estremamente chiari, che sono l’essenza stessa delle nostre istanze“.

Cosa ne pensate delle richieste del CODS, le trovate giuste, sono le medesime che fareste voi se poteste confrontarvi con i sindacati e/o il Governo? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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29 commenti su “Pensioni 2022-2023, ultime: proroga opzione donna e cumulo gratuito contributi più casse”

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  2. Fate riconoscere i contributi figurativi, tante donne che hanno perso il lavoro per delocalizzazione e hanno anni di mobilità che non viene riconosciuta nonostante l’ obbligo dei lavori socialmente utili che molte donne hanno fatto .

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  3. Serve la ricongiunzione contributiva gratuita per donne che per vari motivi si son dovute adattare a lavorare in diversi posti di lavoro escludere chi ha la gestione separata È discriminazione

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  4. Opzione donna deve diventare strutturale è impensabile chiedere alle donne un un’ulteriore sforzo, lasciateci fare le nonne ed accudire i nostri anziani se lo desideriamo, visto che la pensione viene già abbattuta non credo sia un costo così oneroso per le cassi dello stato, calcolando anche la riduzione della vita media che non viene considerata

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  5. Il cumulo di contributi di più casse, giustissimo per entrambi i generi. Non capisco perché i lavoratori autonomi che hanno versato dei contributi nelle casse, come Enasarco per esempio, non raggiungendo nessun obiettivo pensionistico, non possono cumulare con i contributi INPS. Comunque si è lavorato pagato tasse e versati contributi, quelli che siano, che al momento non valgono niente.

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  6. Opzione donna tutto sommato è una buona opportunità , però c’è da tenere presente la finestra di 18 mesi per le autonome, visto la penalizzazione non è poco . Io a maggio 2021 ho maturato i requisiti ma il primo mese lo percepisco a dicembre 2022 , non è poco .

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  7. Opzione donna deve essere strutturale perché dopo 35 anni di servizio con famiglia e genitori appreso sono stufa. da 5 anni sono malata di cancro ed è sempre più pesante alzarsi alle 5.30 del mattino per prendere servizio

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  8. ANTONELLA
    Grazie infinite alla signora Orietta Armiliato che si dedica ai diritti delle donne.
    Spero che opzione donna venga lasciata fissa e non rinnovata di anno in anno.
    Credo che ogni donna debba poter decidere di andare in pensione prima(oltretutto con forti penalizzazioni economiche). Nel mio caso( non sto qui ad elencare i motivi) arrivare all’ età dettata dalla Fornero sarebbe una vergogna.
    Grazie ancora.

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  9. Ho chiesto la ricongiunzione x usufruire della Opzione donna linpis mi ha chiesto 12,946€ di oneri x 11anni lavorati fuori dal pubblico , è pura follia ? O furto?

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  10. Opzione Donna è una opportunità, certo, deve diventare strutturale e deve essere accessibile a tutte le donne che hanno i requisiti ma anche a coloro che hanno versato in casse diverse. Io non riesco ad usufruirne perché ho versato sia in AGO che in Gestione Separata e non posso cumulare I contributi, è una stortura a cui bisogna porre rimedio. Seguo il CODS e continuerò a farlo per tenermi aggiornata, grazie.

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  11. I politici i sindacati vivono dei loro privilegi grazie all ignoranza monetaria che il popolo dei lavoratori non vuol comprendere..come si fa parlare di anni di lavoro quando oggi il 70%dei lavori possono essere automatizzati senza contare quelli inutili, fin che non capiamo che il denaro viene creato per legge cioè dal NULLA, loro vi terranno sempre schiavi…Allora se di lavoro vogliamo parlare e su di noi stessi che dobbiamo lavorare

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  12. Certamente, condivido pienamente le sue idee, io oltre a svolgere il mio lavoro come dipendente statale, devo aiutare mia figlia che abita all’estero con dei figli, inoltre usufruisco della 104 per mia madre che ha 95 anni, ma devo assisterla tutti i giorni quando rientro da lavoro. Quindi sono stanca di questa situazione.
    Desidero tanto andarmene in pensione, ma purtroppo avendo solo 30 anni di contributi e 62 anni di età, non posso accedere alla pensione. Sarei contenta se il Governo introducesse la “flessibità in uscita”, soprattutto per noi donne che abbiamo tanti incarichi nell’ambito familiare. Mi rivolgo ai Sindacati:

    “Sollecitate a gran voce i diritti delle donne”
    Grazie Ornella

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  13. È assurdo che si invitino le donne in nome di non si sa quale emancipazione a disinteressarsi del lavoro di cura. Eppure qualcuno dovrà pur curare i figli che crescono e stare vicino a chi è in una situazione di debolezza….non capisco. Per me va riconosciuto con anni di anticipo pensionistico come se fossero anni di lavoro e il mondo sarà più bello per tutti!

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    • Per me le donne con 62 anni di età e 40/41 anni di anzianità di servizio DEVONO ripeto DEVONO senza se e senza ma, uscire dal mondo del lavoro sia pubblico che privato. I datori di lavoro DEVONO comunicare loro la data di uscita in modo da far largo ai giovani di poter sperare in una eventuale assunzione e le donne che escono possono finalmente dedicare più tempo alle molteplici e faticose faccende famigliari.

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    • Nessuno “invita le donne a disinteressarsi del lavoro di cura domestico ordinario, probabilmente non hai compreso lo spirito legittimo ed equo del volere fare in modo che il welfare non debba essere a carico loro e che dunque, essendolo di fatto, debba essere riconosciuto e valorizzato.
      #ilwelfaresiamonoi #peramorediequitá
      Orietta Armiliato
      Fondatrice e Amministratrice CODS

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    • Intanto sono necessari 35 anni di contribuzione non 38 poi la “penalizzazione” deriva dal sistema di calcolo contributivo, punto, e non da una percentuale secca applicata tout court.
      Orietta Armiliato
      Fondatrice e Amministratrice CODS

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      • E’ una strada necessaria su cui si deve assolutamente non allentare l’attenzione, un’opportunità opzionale e ribadisco opzionale per chi deve e/o desidera per i propri motivi personali andare in pensione: grazie a lei Orietta che continua questa strada, non la molli la prego….l’opzione donna serve che diventi strutturale!

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  14. Buonasera, opzione donna dovrebbe essere rinnovata, anche in modo strutturale, per aiutare le donne come me che hanno avuto il cancro e che devono comunque lavorare. Ho sentito parlare solo di sconti contributivi per le madri, ma le donne purtroppo sono spesso vittime del male del secolo… il cancro. A quelle non ci pensa nessuno… così se almeno ci fosse ancora opzione donna noi donne degli anni sessanta potremmo scegliere di andare in pensione prima, anche a costo di rinunciare ad una parte dell’importo maturato. Quando si subisce un così grave colpo nella vita lavorare è ancora più complicato, non si è più forti come prima, ma non essendoci tutele dobbiamo continuare a lavorare… Lasciateci Opzione Donna per poter scegliere!!! Grazie al Cods, che seguo ogni giorno e grazie ad Orietta per tutto l’impegno per difendere questa possibilità di uscita anticipata dal mondo del lavoro OPZIONE DONNA STRUTTURALE!!! Roberta Mazzola di Mantova

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  15. È tutto giusto specialmente dare la possibilità a tutti di cumulare i contributi versati in piu casse nessuna esclusa specie se non si raggiunge l l’età pensionabile in nessuna di esse.slla fine sono sempre soldi nostri,perché si devono perdere,non è giusto

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  16. Spero tanto che opzione donna venga rinnovata anche per i prossimi anni, io maturo 35 anni, ad aprile e ho 64 anni. Ho 10 mesi versati in altra cassa e per ricongiungerli mi hanno chiesto 7000 euro. Una follia

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  17. Da anni accudisco mia madre anziana con enormi sacrifici, ma la l.104 ce l’ho soli da 2 anni. Tre giorni al mese sono troppo pochi. Sono 7 anni che non faccio una vacanza anche di soli 2 giorni. Sarebbe giusto riconoscere alle donne che curano anziani almeno 2-3 mesi di contributi per ogni anno di assistenza. La proposta di 1 anno di contributi ogni 5 di cura sarebbe molto ingiusta per chi ad esempio arriva a 4 anni e11 mesi!

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  18. In un momento in cui nessuno vuole più considerare Opzione donna come una possibilità, ma solo come un peso per le casse dello Stato. …sentire le parole di Orietta Armiliato è un sollievo! Spero continui a portare avanti con il suo comitato questa importante opzione che riconosce la diversità di ruolo come valore delle donne nella società. Forza, avete il mio pieno appoggio alle richieste che state portando avanti

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  19. Grazie,
    si assolutamente OPZIONE DONNA STRUTTURALE e prevedere lo storno del’anno contributivo per lavoro di cura anche su opzione donna , sopratutto per tutte coloro che a causa del Covid hanno perso il lavoro proprio in direttiva del requisito pensionistico.

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  20. Scusate si parla molto e con mio piacere pur essendo un uomo di Opzione Donna ma cosa sappiamo Per il 2023 sull’Ape Sociale? Non sarebbe meglio che fosse usata per uomini e donne che secondo me sarebbero meno svantaggiate come assegno logicamente con un anno in meno di differenza con gli uomini come nella pensione di anzianità. C’è qualcuno del sito che mi può dire qualcosa appunto su questa benedetta Ape Sociale? Grazie e buon lavoro

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