Pensioni 2022, intervista a Ghiselli: serve una riforma che superi la legge Fornero

Pensioni anticipate 2021, ultimissime da Ghiselli sul post quota100: le proposte

Ieri abbiamo avuto il piacere di intervistare Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, sulle richieste che il sindacato farà al Governo nel corso dello sciopero generale che si terrà il prossimo 16 dicembre e che vedrà tra gli argomenti trattati anche le pensioni. Per questa ragione abbiamo deciso di dare voce anche alla Cgil, attraverso il suo segretario confederale Roberto Ghiselli, eccovi di seguito le sue parole in questa intervista in esclusiva.

Riforma pensioni 2022, cosa si punta ad ottenere con lo sciopero?

Pensionipertutti: Il 16 dicembre si terrà lo sciopero generale proclamato dalla Cgil e dalla Uil su diversi argomenti che interessano il Paese, dai temi del lavoro e del contrasto alla precarietà a quelli del fisco. Fra i punti più in evidenza vi sono le pensioni. Cosa volete ottenere con lo sciopero?

Roberto Ghiselli: “Una vera riforma della previdenza che superi la legge Fornero e che renda più equo e solidale il sistema, partendo dalle proposte contenute nella piattaforma sindacale unitaria

Pensionipertutti: Vuole ricordarcele, in sintesi?

Roberto Ghiselli: “Innanzi tutto la flessibilità in uscita, cioè la possibilità di poter scegliere quando andare in pensione, dopo 62 anni di età o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, del lavoro di cura e delle donne. Occorre inoltre offrire una prospettiva previdenziale adeguata anche ai più giovani, quelli che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995, che nel sistema contributivo rischiano di essere fortemente penalizzati, soprattutto a fronte di carriere lavorative povere o discontinue. Chiediamo anche interventi per garantire a tutti i lavoratori il libero e informato accesso alla previdenza complementare e la crescita del potere d’acquisto delle pensioni medie e basse“.

Pensionipertutti: Ma il governo vi ha convocato lunedi prossimo per discutere di queste cose, non è una buona notizia?

Roberto Ghiselli:Il Governo per mesi ha ignorato le sollecitazioni sindacali finalizzate ad aprire un confronto sulla riforma della previdenza. L’apertura di questo tavolo è certamente il frutto della nostra mobilitazione e sarà l’occasione per capire se effettivamente c’è la volontà da parte del Governo di superare le rigidità della legge Fornero e ripensare un sistema previdenziale contributivo basato su elementi di equità e solidarietà“.

Riforma pensioni 2022: con la legge di bilancio tutto in cavalleria?

Pensionipertutti: E per quanto riguarda la legge di bilancio, sulla previdenza “va tutto in cavalleria”?

Roberto Ghiselli: Assolutamente no. Con lo sciopero, e con le iniziative che in questi giorni stiamo gestendo nel rapporto con il Parlamento, chiediamo alcuni interventi urgenti da inserire nella legge di bilancio. Quota 102 è una misura inutile e non risolve il problema dello scalone del dopo Quota 100, quindi va corretta. E’ necessario inoltre  allargare la platea dei lavori gravosi e usuranti sia per l’Ape sociale che per i Precoci, bisogna abbassare il requisito contributivo per accedere all’Ape sociale  per le attività gravose dai 36 ai 30 anni, a partire dall’edilizia e dall’agricoltura, bisogna riconoscere ai disoccupati di lunga durata la possibilità di accedere all’Ape sociale e alla norma sui Precoci, bisogna consentire alle donne di accedere alle prestazioni con requisiti più favorevoli e che riconoscano il lavoro di cura e la maternità“.

Pensionipertutti: Un appello finale?

Roberto Ghiselli:I risultati che riusciremo ad ottenere dipenderanno anche questa volta dalla nostra capacità di coinforgere e mobilitare le lavoratrici e i lavoratori. Quindi invito tutti ad aderire allo sciopero del 16 dicembre e a partecipare alle manifestazioni interregionali che si terranno a Roma, Milano, Bari, Palermo e Cagliari“.

Ringraziamo Roberto Ghiselli per questa interessante intervista e ricordiamo a chi volesse riprenderne una parte che é tenuto a citare la fonte.

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19 commenti su “Pensioni 2022, intervista a Ghiselli: serve una riforma che superi la legge Fornero

  1. La missione di draghi e ridurre l’importo delle pensioni in essere con effetto retroattivo.Non importa l’età della pensione ma il quantum

  2. Sciopero del 16 dicembre 2021: se togliamo dalla piazza tutti i funzionari del sindacato obbligati a partecipare e qualche pensionato un vero e proprio FLOP ! Adesioni bassissime ! Il dato reale è quello comunicato da Confindustria (5% di adesione) considerato che il dato reale proviene dalle stesse aziende.
    Era ovvio.
    Sindacati out.

  3. Dopo 41 anni di effettivi versamenti,la Vita e’ quasi finita,che cosa c’e’ da discutere,il bilancio far quadrare questo ,quello……. il tempo passa ,anche la nostra Vita,Ma !!!!!!

  4. Nessuno vuole una riforma pensioni che su basi su unai flessibilità in uscita con ricalcolo contributivo, nessuno a parte Draghi. Eppure, in ogni intervista, come anche in quest’ultima, i rappresentanti delle parti sociali non fanno che ribadire proprio questa ipotesi. E allora il dubbio sorge spontaneo: da che parte stanno?

  5. Compagno Ghiselli !!!! Mi raccomando non usate il metodo di trattativa come i contratti nazionali collettivi !!!! Altrimenti ci riportate alla preistoria !!!! Ricordati che non siamo fessi !!!

  6. Essendo certo che ormai quello che è stato deciso per il 2022, cioè la quota 102 e che i prossimi incontri governo sindacati non potranno portare nulla di nuovo per il suddetto anno, si arriverà poco felicemente al 4 anno di nulla di fatto. La legge Fornero è ancora tutta li, nonostante qualche politico buontempone si ostini pervicacemente a informare gli stupidi allocchi lavoratori che lui ha cancellato quella legge. Quando prossimamente riparleranno di superarla davvero, sarà solo per passare al tutto contributivo vantandosi così di averla davvero cancellata. Ma a quale costo per i lavoratori ? Ci sono politici che godono a prenderci in giro, vivendo di rendita tutta la vita, lanciando una lenza sul cui amo ci sono solo bocconi amari. Gli stessi riparleranno ancora di una nuova quota 100 ma con un assegno di molto inferiore a quella attuale. Meditate gente quando andrete a votare, meditate.

  7. Sento spesso parlare di pensione di garanzia ai giovani…chi sta sui libri per una laurea e comincia a lavorare a 30anni sapeva che andava piu tardi in pensione?

  8. Ma chi ha cominciato ad una certa data non fa piu fede la legge vigente all epoca?
    Comodo cambiare le carte in tavola ogni 2 anni…

  9. Buonasera a tutti. Una parte del Sindacato ha la possibilità di passare alla storia , sicuramente , per carità è una mia impressione, se le cose andassero per il verso sbagliato non ci sarebbe più storia .
    Buon lavoro e auguri a tutti.

  10. Pensioni flessibili e uguali per tutti. Anticipate dai 62 anni senza vincoli e con ragionevoli decurtazioni. Il resto sono solo chiacchere che premiano alcuni e penalizzano altri, contro la Costituzione.

  11. Buongiorno a Voi. Come già commentato in precedenza questo sciopero é stato a mio parere proclamato fuori tempo massimo. Ma speriamo che il governo si ravveda aprendo un serio confronto con le parti sociali sul tema pensionistico perché c’è di mezzo la vita dei lavoratori. Senza che i diritti acquisti vengano meno. Dopo 41 anni di lavoro mi pare che tutti siano più o meno i lavoratori siano usurati certo non tutti i lavori sono utili visto che chi scrive ha lavorato nel settore edile, quin di ci vuole più flessibilità. Saluti ai gestori del sito. Speriamo bene.

  12. Buongiorno a tutti. La riforma delle pensioni, va fatta uguale x tutti e non salvare qualcuno e affossare altri. Bisogna mettere un paletto per tutti sulla vecchiaia e un’altro sui contributi. Questa è equità. Si è parlato di scalini prima, poi quota 100,dopo ancora 102.ma ai nati nel 1960 non ha pensato mai nessuno. Io a oggi sono in naspi fino a giugno 2022,dal primo luglio andrò in pensione, se dio vuole. Mi sono assorbito tutti i 43 di contributi.io come tanti altri del 60,aiuti 000. La mia proposta, se mi posso permettere sarebbe la seguente: vecchiaia ai 65 per tutti, poi in base ai contributi avverrà il pagamento che gli spetta. Se riescono a continuare, bene, vuol dire che se la sentono ancora di andare avanti. Contributi minimi a 20 anni. Stop.

  13. Ormai è chiaro e i giochi sono fatti: contributivo per tutti da subito in cambio forse di un minimo di flessibilità è l’accordo tra Draghi e Sindacati. E quelli che dopo oltre 41 anni di contributi di lavoro mantengono una parte di retributivo? Peggio per loro!
    Ieri un giornalista di un famoso quotidiano finanziario durante una trasmissione molto seguita si è lasciato quello che pensano le persone al potere: in Italia lavora solo il 20% della popolazione che mantiene il restante 80% (ovviamente senza dire che in realtà una grande percentuale lavora in nero ed evade) per cui non si può più permettere alle persone di andare in pensione!
    Ecco come la la pensano Draghi, i partiti e i sindacati ma non hanno il coraggio di dirlo!

  14. Perché noi invalidi non veniamo mai nominati?iosonoinvalida capacita lavorativa al 74/99 x 100 ,che devo essere. Morta x havere l’aumento

  15. siete fuori tempo massimo; attenti al discorso dell’opzione tutti; gli anni prima del 1996 devono rimanere retributivi; già così le pensioni faranno pietà, figuriamoci se tolgono la parte retributiva; occhio a questo punto; se vi fate fregare su quel punto rischiate veramente di brutto, occhio OCCHIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO GRANDI PEZZI………………………………………………………………………………… SALUTI AI GESTORI DEL SITO

    1. Il problema è proprio quello. Meglio una pensione da fame che niente. Tutti si sono dimenticati degli Ultrasessantenni disoccupati.
      Perché i 500 EUR. Del RDC sono tanta roba?
      Certo che la pensione di Draghi a 59 anni è meglio. È per quello che io mi sto sgolando che la pensione anticipata deve essere uguale per tutti e facoltativa.

  16. Egregio dottor Ghiselli.

    Mi perdoni ma mi trovo costretto a dirle che anche la CGIL del buon Landini ha in uso ormai solo parole, termini che mi portano a vedervi più che sul pezzo come si usa dire, abbarbicati su di un Fico, in buona compagnia a discutere con le medesime parole espresse due giorni fa dal suo gentile collega Proietti.

    Le parole che sono ormai divenute un mantra sindacale sembrano essere solo: Equo e Solidale, il termine lotta è scomparso.

    Due giorni fa, nella fabbrica di mia moglie, hanno annunciato 38 licenziamenti su 98 persone presenti in fabbrica. Fabbrica già ridotta negli ultimi anni nei suoi numeri da quando all’origine si componeva di almeno 150 lavoratori.

    Equo e Solidale mentre le persone in fabbrica, loro malgrado, sembrano quasi parlarsi con un malcelato coltello tra i denti. Un parlare tra chi ingenuamente si sente momentaneamente al sicuro e altri che si vedono certamente espulsi, spesso lontani dalla pensione. Di cosa parliamo loro ancora di Equità e Solidarietà!

    Cosa raccontiamo a coloro che si troveranno su questo canale a rimpinguare la nutrita schiera che qui avanza solo suppliche!

    Ma io non so, non comprendo più il sindacato, non lo comprendo però ormai dai tempi della riforma DINI del 95.
    Ma che caspita continuate a parlare di Equità e Solidarietà, ma chi la deve dare la solidarietà a queste persone! Se la palleggiano tra tra futuri morti di fame e disoccupati?

    Cari sindacalisti finiamola! Cambiate registro, cambiate dizionario una buona volta, basta con questa retorica della solidarietà.

    Scendete in piazza e restateci a oltranza, o forse temete che a causa del vostro ormai ventennale operato il “fu esercito dei lavoratori” sia ridotto ormai al lumicino.

    Certamente sapete che in questi anni l’Italia ha prostrato molte delle sue fabbriche nelle mani di fondi e di finanziarie (lo diceva anche il sindacalista nella assemblea appena conclusa); “a questi dei lavoratori non glie ne importa un beato c…o (pardon) a costoro interessa solo il breve, l’utile e poi la vendita della fabbrica o di quanto resterà ad altri” (e così la ruota continua a girare).

    Chi ci governa ha permesso tutto questo! Ha permesso di svuotare le fabbriche dai lavoratori e di portarvi “Manager” che, comodi nelle loro fiammanti macchine aziendali da centinaia di migliaia di Euro, hanno un solo piano aziendale “ TAGLIARE” creare disoccupati a carico dello stato.

    Saluti

  17. In modo elencativo:
    1) Superiamo pure la Fornero ma senza peggiorarla soprattutto nell’istituto della anticipata ordinaria.
    2) teniamo conto della realtà naturale per cui il declino psicofisico a 62/63 anni inizia ad essere sensibile ed una attività lavorativa dignitosa è per la quasi totalità dei sopravissuti insostenibile. (l’aspettativa di vita massima non è per tutti e sarebbe onesto esprimerla in quanti/classi di età)
    3) chiediamo che i nostri dati pensionistici siano contabilizzati in modo comparabile a quello degli altri paesi UE considerando previdenza ed assistenza in modo separato e considerando la previdenza al netto delle imposte.
    4) garanzia per i giovani di una pensione dignitosa
    5) applicazione anche nel nostro paese di sussidi per la genitorialità sull’esempio di altri paesi con istituti più estesi ed evoluti. Se la denatalità è un problema lo si dimostri uscendo dalle chiacchere in modo paragonabilmente adeguato e senza enfatizzazioni dei minimalismi improduttivi.
    Quest’anno, pur non avendo mai avuto la tessera CGL, dopo qualche lustro tornerò a fare sciopero.

  18. Buonasera a tutti. Sicuramente serve una legge che superi la Legge Fornero Faccio una battuta, speriamo che non la si faccia superare in peggio , perché ci stanno pensando ,esempio applicazione del contributivo.Sicuramente le persone che stanno occupandosi della cosa non lo permetteranno , diversamente se accadesse e non viene portato niente di buono a casa , solo legnate , a questo punto possiamo anche ritirarci TUTTI a casa perché non serviamo .
    Buon Lavoro e Auguri a tutti.

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