Pensioni 2022, l’editoriale di Marino: Qualcosa comincia a muoversi?

Dopo tre mesi di stallo in cui tutto in Italia era in stand by sperando in una repentina conclusione del conflitto nel cuore dell’Europa, lentissimamente qualcosa comincia a muoversi in ambito previdenziale. Si è sperato che la guerra si concludesse in poche settimane e che poi tutto sarebbe tornato come ci si aspettava all’inizio dell’anno. Pandemia praticamente conclusa, forte ripresa economica e utilizzo massiccio dei fondi del Next Generation Eu con il PNRR. Così non è stato, la guerra non è finita, ed anzi autorevoli esperti di geopolitica ritengono che possa durare tutto il 2022, ed allora il Governo non potendo restare immobile comincia ad affrontare anche altre problematiche che sono state congelate per oltre tre mesi. Tra queste vi è l’annoso problema previdenziale per superare la legge Fornero che tutti ormai ritengono troppo rigida e approvata in un contesto storico/economico non più attuale.

Pensioni 2022 ultime news: l’editoriale

Intendiamoci, non è che il Governo ha convocato le parti sociali e che in poche settimane i cittadini italiani avranno quella legge equa, strutturale e duratura che aspettano da oltre un decennio ma, andandolo a cercare col lumicino qualche segnale c’è. Anche perché stiamo arrivando all’estate e gli interventi approvati in sede di legge di bilancio come Quota 102, Opzione Donna e Ape Sociale valgono solamente per il 2022 e se non si interviene nel corso del corrente anno dal 1/1/2023 l’accesso al pensionamento avverrebbe solo a 67 anni o in alternativa a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne, a cui bisognerebbe aggiungere i tre mesi di finestra.

E’ rispuntata da alcuni giorni la proposta del Presidente dell’INPS Tridico di pensione in due fasi. Accesso al pensionamento a 63/64 anni percependo solamente la parte contributiva dell’assegno e poi al raggiungimento dei 67 anni ottenere anche la pare di retributivo. Questa proposta che taluni lavoratori “obtorto collo” accetterebbero in quanto la decurtazione dell’assegno anche se pesantissima sarebbe solo per alcuni anni e non per sempre, non gode dei favori dell’Esecutivo che infatti non l’ha mai presa veramente in considerazione e che serve al governo come “testa di ponte” per addolcire la reale intenzione del Governo: il pensionamento a 64 anni calcolando l’assegno previdenziale al pari di Opzione Donna integralmente con il calcolo contributivo.

Il profumo di elezioni comincia a sentirsi nell’aria ed infatti in questi giorni vi è stato l’incontro della Lega con Salvini, Durigon ed i Sottosegretari Nisini e Freni con le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL. I sindacati hanno evidenziato le loro istanze in ambito previdenziale come quota 41, flessibilità in uscita dai 62 anni e pensione di garanzia per i giovani nonché bonus per le donne con figli e i rappresentanti politici hanno dimostrato molto interesse e condivisione delle tematiche esposte.

Pensioni 2022 ultime novità, le proposte previdenziali elaborate

Da non dimenticare poi che il gruppo facebook UTP dopo aver elaborato una proposta previdenziale a partire dal 1/1/2023 che io ritengo, equa, strutturale e duratura e che riguarda anche chi è già in pensione che sta avendo moltissimo successo tra i lavoratori e che anche le forze politiche cominciano ad osservare con attenzione, è andato oltre organizzando per il mese di settembre a Milano un sit in per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sulla necessità di intervenire su un problema, quello delle pensioni, che assilla milioni di cittadini italiani.

Molto interessante anche la proposta presentata su questo sito qualche settimana fa da Claudio Maria Perfetto “Se si volesse attuare la proposta di applicare una “imposta sul reddito da lavoro prodotto dall’automa” introdurrebbe certamente unaidea innovativa in ambito pensionistico  cioé quella difar versare i contributi agli automi perfinanziare le pensioni dei lavoratori anzianiaiutandoli ad andare in pensione in anticipo rispetto ai 67 anni, nonché per compensare i vuoti contributivi di lavoratori giovani con carriere discontinue. 

Personalmente ritengo che, all’attualità, sia necessaria una riforma subito che possa partire dal 1/1/2023 e quindi che le proposte delle Organizzazioni Sindacali e del Gruppo facebook UTP siano le migliori, ma, credo, che in futuro ci sia la necessità di cambiare completamente l’assetto previdenziale in Italia e in questa ottica la proposta di Claudio Maria Perfetto abbia tutto il tempo per essere discussa, valutata ed almeno in parte, accettata.

Come si vede, quindi, qualcosa in ambito previdenziale, complice anche le prossime elezioni, comincia lentamente a muoversi e l’autunno sarà decisivo per dare agli italiani quello che aspettano da oltre un decennio: una giusta, equa, strutturale e duratura legge previdenziale.

18 commenti su “Pensioni 2022, l’editoriale di Marino: Qualcosa comincia a muoversi?”

  1. Scusate, vorrei sapere se entrasse in vigore una qualsiasi riforma delle pensioni, che oggi sono solo ipotesi, si può optare per andare in pensione con i 42 +10, mi spiego nel 2023 raggiungo i 42+10 con 62 anni e 10 mesi di età col sistema misto, non vorrei che una qualsiasi riforma mi dica che devo compiere 64 anni e magari andare in pensione tutto col contributivo, sarebbe meglio se ci fosse una clausola di salvaguardia. Se qualcuno che legge mi può dare una risposta, grazie

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  2. Buongiorno , la riforma delle pensioni …… cosa significa ? Bisogna solo capire le esigenze dell’INPS del lavoratore e delle aziende . Attualmente si può andare in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi per gli uomini è un anno in meno per le donne + 3 mesi di finestra , non è possibile secondo certi scienziati anticiparla a 41 anni ? Bene facciamo 42 anni non credo che 10 mesi prima possano mettere in ginocchio un sistema , credo che 42 anni di contributi sono sufficienti per smettere di lavorare e soprattutto è una quota fissa che possa reggere per i prossimi 20 anni , e che sia finito questo teatrino di incompetenti e bugiardi

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  3. A proposito di Robot.
    Prima o poi saranno costretti a mandarci in pensione!
    Il problema sarà con quanto ammontare di pensione!

    The factory of the future will have only two employees, a man and a dog. The
    man will be there to feed the dog. The dog will be there to keep the man from touching the equipment. (Warren Bennis, management consultant).

    Tradotto con google:

    La fabbrica del futuro avrà solo due dipendenti, un uomo e un cane. l’uomo sarà lì per dar da mangiare al cane. Il cane sarà lì per impedire all’uomo di toccare l’attrezzatura. (Warren Bennis, consulente di gestione)

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  4. Secondo la CGIA di Mestre
    “Non solo evasione: pesano sulle casse dello Stato anche gli sprechi della Pubblica Amministrazione,
    pari a 200 miliardi all’anno, il doppio dell’evasione fiscale”

    Sono almeno 50 anni che sento parlare (ma solo quello) di lotta agli sprechi ed all’evasione; con 300 miliardi/anno i problemi delle pensioni sarebbero risolti (e forse non solo quelli)

    La verità è che ci dovrebbero essere delle persone (POLITICI E SINDACATI) che i problemi li vogliano risolvere, non cavalcare …..

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  5. Buongiorno a tutti: nel post del 21/05 “Pensioni anticipate 2023, stop illusioni: quota 41 e uscita dai 62 anni impossibili” ma perchè non ricordare i morti per COVID che non prenderanno la pensione, cassa per L’inps, tutti questi soldi che non verranno distribuiti? Non possono coprire quota 41?
    Qui bisogna non farci prendere in giro.

    Grazie a tutti

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  6. Per favore ,smettiamola con i 67 anni. L’unica arma che ho per difendere la mia salute è quella di riempire l’azienda con i certificati medici. Il mio posto di lavoro sarà occupato da un 63enne senza più forza con bassa produttività. Avrei potuto cedere il mio posto di lavoro ad un trentenne dandogli la possibilità di creare una famiglia ed avere dei figli. Ma come si ad essere così miopi. Costringetemi a lavorare fino a 67 anni ,riempirò l’azienda con i certificati medici.

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  7. Non si muove proprio niente eppure basterebbe che il sindacato facesse il proprio lavoro e i politici il loro e non andare sottobraccio come due innamorati.

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  8. oggi tanto per raffreddare gli entusiasmi il commissario all’economia gentiloni ha detto che bisogna accellerare sulle riforme altrimenti i soldi del pnrr non arriveranno e l’italia andrà ancora peggio; e l’UE: che cosa dice: ridurre la spesa pubblica perchè il debito pubblico è troppo elevato e bisogna ridurlo; morale di tutto: morire sul posto di lavoro: noi ; e loro: godersi la pensione tanto i parlamentari la leggina per pararsi il c……. se la sono già fatta; saluti ai gestori del sito

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  9. Speriamo vada così, come spiegato bene da Marino!
    Positivo il fatto di fare un sit in a Settembre, per fare pressione il più possibile su questa bistrattata riforma delle pensioni.
    Vogliamo sapere come programmare il nostro futuro, e non rivivere in loop, incontri dove si decide la prossima volta, per non cambiare mai niente.
    Ci vuole chiarezza sulle intenzioni del governo, basta nascondersi!

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  10. Dottor Marino le pongo una domanda pensa veramente che con un Draghi al governo coadiuvato da un Monti e una Fornero si possa discutere di una vera riforma sulle pensioni? Risposta secca si o no? Proposta indecente di Tridico a cui piace fare il bello con il sedere degli altri ti verso una parte a 63 anni l’altra a 67 ma qualcuno gli domanda nel frattempo di cosa vivo visto e considerato che percependo una cifra irrisoria non si arriva neanche a uguagliare il reddito di cittadinanza. Se dico che viviamo in un paese (in)governato da gentaglia arrogante e incompetente scrivo una fesseria si o no? O si scende tutti in piazza cosa che dubito fortemente o finiamola di scrivere del nulla con tutto il rispetto per lei e la sua redazione altrimenti diventa stucchevole ripeterci.

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  11. Quindi, ricapitolando, nel 2023 andrà in pensione chi raggiunge i 42/43 anni più chi compirà i 67 e non ha approfittato di altre opzioni. Tutti gli altri al lavoro e tanti saluti al ricambio generazionale. Buona giornata a tutti

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    • presumo che tu sei del 1960; con quota 100 possono andarci anche altri (noi del 1960 no) se hanno maturato i requisiti fino al 31 dicembre 2021; e poi vedremo le evoluzioni da qui a breve; le promesse elettorali sono una cosa, la realtà la vedremo nei prossimi mesi saluti ai gestori del sito

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  12. il punto è molto semplice; anche nel 1995 ci hanno buttato a mare con il discorso del sistema retributivo e contributivo ; hanno salvato coloro che avevano più di 18 anni di contributi e gli altri a mare; ma per lo meno si è saputo tanti anni prima; e adesso? a 64 anni tutto contributivo altrimenti i 67 anni? ha detto bene uno: cosa fai qua in Italia? tanti vanno via e si godono la pensione (arriverà nel 2027) ; è inutile farsi illusioni; da adesso in poi solo promesse elettorali saluti ai gestori del sito

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  13. Obiettivo del governo e dei partiti è ritardare il più possibile il pensionamento dei lavoratori nati negli anni ’60; è l’unico modo che hanno per poter mantenere i privilegi a chi è andato in pensione negli anni passati usufruendo di pensioni di importo superiore ai contributi versati. Quindi i lavoratori che da oltre 41/42 anni sacrificano la loro vita incatenati al posto di lavoro e versando onestamente i contributi saranno nuovamente beffati dal coccodrillo piagnucoloso che dirà che causa guerra, pandemia, siccità, cavallette e piaghe varie i soldi per le pensioni non ci sono. Il rischio è che in poche ore venga approvata una Legge Fornero bis con abolizione della cosiddetta pesione anticipata con sistema di calcolo misto. Intanto vengono elargiti sempre più bonus a pioggia, risorse per le armi, non verrà fatta alcuna lotta alla indecente evasione fiscale, alla corruzione e alla devastante delinquenza organizzata che strozza sempre più il Paese, con il plauso di sindacati e di tutti i partiti.

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  14. È impossibile che una eventuale riforma approvata con la finanziaria di fine anno entri in vigore dal 1 gennaio, non ci prendiamo in giro.

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  15. La proposta dell’anticipo a 63-64 con piccole penalizzazione di Marino è la migliore , perchè è equa, non costa molto e aprirebbe la strada a molte migliaia di lavoratori , che ormai sono allo stremo per tanti motivi, fisici, e non- anche la proposta Tridico sarebbe per noi una boccata d’ossigeno, con un po di sacrificio per pochi anni si esce prima con la quota contributiva, basta che non si discuta più di cose impossibili come 62 anni , quota 41 che continuano a propinare i sindacati a vuoto , senza forzare la mano al Governo- direi che da subito UTC , se vuole aiutarci, dovrebbe organizzare incontri e fare pressione a Draghi, coinvolgendo tutte le forze politiche che , al momento fanno finta di niente, senza aspettare settembre , se poi i Sindacati si svegliano e vogliono davvero fare gli interessi del popolo lavoratore, indicano da subito scioperi e manifestazioni, altrimenti Draghi non farà una piega e continuerà per la sua strada, cioè fare le riforme che vuole l’Europa strafegandosene dei problemi previdenziali che ci tormentano- l’età media in Europa è 63 e noi dobbiamo fare in modo di adeguarci a ciò , facendolo capire a tutti a cominciare dal Capo dello Stato, che mai ha speso una parola per questo fardello che ci portiamo addosso da anni e che ci condurra’ dal 1 gennaio 2023 tra le braccia della Fornero che gioirà ancora una volta , senza più piagnucolare.

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  16. Ho 63 anni. Lavoro in una azienda metalmeccanica. A questa età non sono più produttivo come un trentenne e mi rendo conto. Forse sto recando un danno alla mia azienda. Il datore mi ha chiesto se voglio andare in Naspi, ma dopo un controllo con i sindacati ho verificato che non riesco ad agganciarmi alla pensione. Governo poco lungimirante. Stai facendo un disastro in quanto io resterò a lavorare con i miei limiti dettati dall’età, un giovane non può prendere il mio posto e di conseguenza non mette su famiglia non fa figli etcc. Che danno!!!!! Siamo in mano a degli incompetenti, qui ci voglio gli statisti con gli attributi.

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