Pensioni 2022, l’intervista a Proietti su Quota 41, sciopero e uscita dai 62 anni

Riforma pensioni, intervista a Proietti: quali misure nella prossima legge di bilancio?

Il 16 dicembre é stato proclamato da Cgil e Uil lo sciopero generale, vi sarà una manifestazione nazionale a Roma, in Piazza del Popolo, per dire ‘no’ alla porposta di Legge di bilancio 2022 che non dà alcuna risposta significativa ai temi previdenziali. Il sindacato confederale da tempo chiede al Governo una vera riforma della previdenza. Sulla questione ci siamo interfacciati con Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, che ci ha rilasciato questa interessante intervista.

Riforma pensioni 2022 e contenuti sciopero generale 16 dicembre: l’intervista a Proietti

Pensionipertutti: Come sindacato il 16 dicembre scenderete in Piazza per chiedere al Governo una vera riforma delle pensioni, che superando l’impianto della legge Fornero, renda più equo e solidale il sistema previdenziale, affinché ciò accada quali misure dovrebbero essere approvate?

Domenico Proietti:Nel 2011 il sistema previdenziale è stato modificato perseguendo logiche che nulla hanno a che vedere con le pensioni. Con la Legge Monti Fornero si è deciso di fare cassa sul sistema previdenziale. Oggi non è più procrastinabile un intervento che renda più EQUO e SOLIDALE il sistema. Per noi è necessaria una misura organica e lungimirante che si basi una una vera flessibilità di accesso alla pensione a partire dai 62 anni di età e con 41 anni di contributi a prescindere dall’età. Bisogna poi continuare con l’ottimo lavoro svolto dalla commissione per la valutazione della gravosità dei lavori riconoscendo che non tutti i lavori sono uguali e prevedendo diverse tutele per le diverse mansioni. Il sistema previdenziale deve essere adeguato per rispondere anche alle situazioni soggettive in particolare valorizzando il lavoro di cura, che in Italia è svolto principalmente dalle donne, e la maternità anche se questi periodi non sono coincidenti con periodi di lavoro.

Pensionipertutti: Boeri punta al contributivo per tutti, Tridico aveva proposto una pensione in due tranche la prima contributiva per chi usciva anticipatamente e la seconda parte retributiva al raggiungimento dei requisiti attuali, altri considerano fattibile l’idea di una pensione anticipata a fronte di una penalizzazione minima per ogni anno di anticipo pensionistico. Lei dalla sua cosa intende per sistemo equo e sostenibile, se si deve anche tener conto della sostenibilità dell’impianto previdenziale?

Domenico Proietti:Il sistema contributivo in realtà non é una novità in toto, ma a 25 anni dall’introduzione del sistema contributivo è ora di varare i correttivi necessari per rendere pienamente equo il sistema, chiediamo quindi l’introduzione di un meccanismo che garantisca pensioni adeguate e il superamento dei paletti retributivi, del 2,8 volte l’assegno sociale e di 1,5 volte l’assegno sociale, che di fatto penalizzano lavoratrici e lavoratori con carriere più deboli e discontinue costringendoli a restare a lavoro più a lungo. Inoltre si deve puntare sempre più sulla previdenza complementare, in questi anni i nostri fondi hanno dato ottima prova delle loro qualità di trasparenza ed efficacia a tutela del futuro previdenziale degli iscritti. È il momento di rilanciare il sistema per questo chiediamo al Governo di impegnarsi con il varo di un nuovo semestre di silenzio assenso a sostegno delle adesioni“.

Riforma pensioni 2022, Proietti: Quota 102 beffa, non basta

Pensionipertutti: Dunque, a suo dire, nella legge di bilancio é necessario aumentare le risorse destinate oggi alla previdenza? Se ho ben compreso le misure approvate dal Governo, quota 102 in primis, non soddisfano affatto le vostre richieste, vi sono altre misure che considerate, invece, ‘accettabili’ ma che andrebbero migliorate al fine di produrre effetti benefici per i lavoratori già dal 2022?

Domenico Proietti: Bisogna agire già con questa legge di bilancio aumentando le risorse destinate alle misure previdenziali. Quota 102 è una beffa per tutti, una misura che rappresenta solo un placebo politico senza alcun reale effetto e senza dare una risposta alle necessità dei lavoratori. È, poi, necessario allargare la platea dei lavori gravosi e usuranti sia per l’Ape sociale che per i Precoci, così come bisogna abbassare il requisito contributivo per accedere all’Ape sociale come addetto alle attività gravose dai 36 ai 30 anni, a partire dall’edilizia e dall’agricoltura, bisogna riconoscere ai disoccupati di lunga durata la possibilità di accedere all’Ape sociale e alla norma sui Precoci. Per le pensioni in essere è necessario un intervento di equità che dia ai pensionati parte di quanto loro sottratto in questi anni, per questo chiediamo che sia potenziata ed estesa la 14° mensilità.

Pensionipertutti: Ma a suo dire il ‘dado é tratto’ o vi sono possibilità che il Governo accolga ancora le richieste dei sindacati sul fronte previdenziale?

Domenico Proietti:Guardi in verità la prossima settimana ci sarà un nuovo incontro tra sindacati e Governo, noi andremo certamente a sederci al tavolo con proposte concrete, utili a dare risposte immediate alle richieste dei cittadini e con un progetto di riforma che riporti l’equilibrio sociale al centro del sistema. Non resta che sperare che il Governo ci ascolti“.

Ringraziamo Domenico Proietti per il tempo dedicatoci e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte del testo che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

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20 commenti su “Pensioni 2022, l’intervista a Proietti su Quota 41, sciopero e uscita dai 62 anni

  1. Buongiorno a tutti.Sono una sostenitrice di quota 41 di lavoro per andare in pensione.I giovani hanno bisogno di avere posti di lavoro da consentirgli di fare girare la economia,fare figli comprarsi una casa e quant’altro necessario per la loro vita. Inoltre ribadisco che la politica di oggi è molto distante dalla vita di tutti i giorni.Si spiega il fatto che le persone non vanno più a votare non ci sentiamo rappresentati e questo è un bel problema.

  2. Opzione Donna anche per chi ha versato in gestione separata, non capisco perché non viene sanata questa stortura. E per chi si ritrova disoccupato a sessant’anni la possibilità di andare in pensione.

  3. Mi manca poco hai 40 anni di lavoro ho 57 anni e6 mesi ha 16 anni gia lavoravo ma perche non fate qualcosa di buono per persone che come me non ne possono piu per andare un po’ prima grazie mille

  4. Le proposte di riforma sono tante, ognuno dice la sua in base alla situazione personale, 41 anni di contributi, 62 di età, APE sociale, ecc. Ma su una sola cosa mi pare proprio che siamo tutti d’accordo: nessuno vuole la soppressione del sistema misto e l’introduzione del solo contributivo nel calcolo di una eventuale forma di pensione anticipata , perché questo vorrebbe dire peggiorare di molto la situazione attuale, con quello che è. Pregherei i nostri sindacali di prenderne atto e noto che le parole di Proietti non sono affatto chiare, in proposito. Ebbene: ci vuole chiarezza, basta con i giochi e i giri di parole! Se non siete in grado di aiutarci, lasciate le cose come stanno, che fate meno danni!

  5. Gentile sindacalista.

    In questi ultimi decenni abbiamo tutti verificato che la politica, la nostrana in particolare quando condita da un silenzio/assenso sindacale che ora abusa di termini quali “ EQUO e SOLIDALE”, ci ha portato sempre più verso il disastro.
    Io credo che coloro, quasi fosse un diritto di sangue, che possono vantare di essere o essere stati dei lavoratori o delle lavoratrici, in particolare chi abbia lavorato e versato i suoi personali contributi per non meno di 40 anni, non possa continuamente rifarsi ai due termini da Lei indicati.

    Il comportamento EQUO e SOLIDALE, per altro, non è stato in uso nemmeno da parte di taluni di Voi, ovvero da parte di persone consapevoli, almeno teoricamente, di cosa sia il mondo del lavoro.
    Mi riferisco a chi, con funzione di dirigente sindacale, in anni più o meno recenti ha tratto dei vantaggi personali da assegni pensionistici talvolta dovuti a eccessi negli emolumenti degli ultimi anni lavorativi.
    Ovvio è che coloro ai quali mi riferisco sono solo un piccolo esempio, ma ci si potrebbe allargare ad altri che travasandosi nel mondo della politica, dove regola è il godere di decenni di versamenti figurativi e non solo, pongono i loro benefici sempre in carico alla comunità.

    Tutto sempre a solo a svantaggio dei comuni lavoratori.

    Ciò premesso, sarei curioso di conoscere quale sarebbe il modo per essere EQUI e SOLIDALI da parte di lavoratori che hanno versato per oltre 40 anni contributi, davanti a situazioni in cui: “il “il 50% dei pensionati Italiani può vantare a fatica dai 15 ai 17 anni di contributi regolari” (cit. Brambilla).

    Mi saprebbe dire come indagare questi numeri, questa massa di persone, tra le quali potremmo trovare: “sfortunati”, divenuti ”inabili al lavoro”, persone che hanno subito una vita di “eterni licenziati” ma anche di “lavoratori ???” che volenti o nolenti hanno praticato sistematicamente lavoro in nero! Come saprebbe distinguere tra costoro chi coi quali sarebbe GIUSTO essere SOLIDALI ed EQUI, da chi coi quali, viceversa, sarebbe GIUSTO non esserlo?

    Molte sarebbero le considerazioni che in parte mi fanno purtroppo pensare che l’uso dei termini SOLIDALE ed EQUO appaiono, talvolta, fuori luogo mentre, talvolta, sarebbe più corretto usare il termine: GIUSTO.

    Mi chiarirebbe poi come potremmo applicare i suddetti due lemmi in una situazione nella quale: “siamo un Paese di 60 milioni di abitanti con solo 23 milioni di lavoratori, in Francia con poco più di 60 milioni di abitanti sono 34 milioni le persone che lavorano, 11 milioni in più formalmente” (cit. Today Economia).

    Dove pensa potremmo trovare le risorse redistributive necessarie.

    Sento che qualche economista, spiegandoci della impossibilità di trovarle attraverso un immediato ricalcolo delle pensioni esistenti e future, ventila ipotesi di applicare un contributo di solidarietà alle pensioni LORDE esistenti a partire dai 2.000 euro.

    E’ questa la strada SOLIDALE ed EQUA; è GIUSTA?

    Per concludere, con le sole parole o con l’uso di termini che ormai appaiono vacui, spesso in uso nel mondo del “politicamente corretto” progressista, non si va più da nessuna parte.

    Il problema è il LAVORO, bisogna creare il LAVORO e dismettere termini e usi quali “de localizzare”, “non aumentare ma solo ridurre gli stipendi” ecc. ecc.

    Badi che di certo, non voglio in alcun modo difendere il mondo attuale, quello governato dal neoliberismo, dal globalismo e del mercato libero a tutti i costi; penso, ma forse sbaglio, che un pochino di sano nazionalismo non guasterebbe.

    Non amo sentire tutti i giorni la politica sovranazionale parlare di truppe, di mezzi militari ai confini; come non amo sentire tutti i giorni di persone che truffano le casse INPS prelevando indebitamente Reddito di Cittadinanza non dovuto.
    Non amo sentire discorsi che ci asfissiano più dei VIRUS, mentre quotidianamente viviamo solo nel nome della produttività, del profitto e del licenziamento.

    Saluti

  6. Dopo 42 anni di lavoro, e (42 anni di contributi versati tutti uno dopo l’altro!!!) Credo si possa avere la possibilità di andare in pensione indifferentemente dal tipo di lavoro fatto. Magari con un assegno mensile più basso del dovuto, ma poterci andare con sicurezza!!!! Ditelo all’Europa!!!!!

  7. Ribadisco che la pensione anticipata deve essere uguale per tutti. Rispettando il minimo contributivo dei 2O anni. Anche per le Casse private obbligatorie. L’ obbiettivo vero non deve essere mandare il pensione anticipata alcuni e non altri, ma la sconfitta della povertà.
    Ciò vale anche per Ape Sociale: perché solo INPS? Io ho 12 anni di Cassa Ragionieri + 22 di INPS. Ho 63 anni e sono disoccupato. Che faccio, dopo l’RDC vado a rubare? Continuo a scrivere per me e per tutti quelli che son caduti in disgrazia, ma mi sento solo.
    Un vero dibattito sulla Giustizia previdenziale non si apre. I Sindacati tutelano che lavora e si sono dimenticati dei disoccupati. Ai poveri, agli emarginati, a chi non trova lavoro o non può più lavorare, ci pensa solo la Caritas. Che la povertà sia vista come fisiologica nel sistema capitalistico? E’ tutta la vita che scrivo sulle testate nazionali per me e per gli altri. Pesce fuor d’ acqua. Amen

  8. Buongiorno a tutti. Resta sempre la domanda del perché non si è iniziato prima con forme di protesta e ci si è ridotti a Natale.Il governo ha sempre portato avanti le sue tesi ,a danno della società, vogliamo sperare? Dalle nostre parti si dice chi di speranza vive di speranza muore .Chiudo , come mai la CISL non partecipa? Fino a poco fa’ c’era coesione. Buon Lavoro e buone Feste a tutti.

  9. Le Organizzazioni sindacali ormai sono divenute debolissime, non hanno più alcun potere nelle trattative, questo è evidentissimo, per tutti. Lo sciopero del 16 dicembre, per il quale prevedo pochissime adesioni, sancirà ancora una volta l’irreversibile declino.
    Draghi ne uscirà più rafforzato di prima e così anche i prossimi premier.
    Il Sindacato è decaduto, serve poco quasi a nulla. E’ pubblica amministrazione.

  10. Prima di fare la riforma bisogna separare l’assistenza dalla previdenza. Con i conti in mano si deciderà concretamente cosa fare. Per quanto riguarda i lavori gravosi e usuranti, basta mettere un codice che contraddistingue la particolarità del lavoro usurante, sulle denunce individuali che l’azienda trasmette mensilmente all’inps. Questo codice avrà un valore più alto in base alla gravosita’ del lavoro. Si creerà alla fine un tesoretto temporale da poter spendere per andare prima in pensione. Purtroppo si comincerà da ora, ma almeno i nostri figli non avranno più il problema della pensione anticipata. Questa è una riforma strutturale.

  11. Spero che il seguente messaggio possa essere letto da tutti, non tanto per una presa di coscienza , tanto per riconoscersi ed identificarsi a delle pecore:
    AVETE DISTRUTTO UN’ITALIA, VE LA SIETE MANGIATA INTERAMENTE, NON È RIMASTO PIÙ NIENTE.
    GRAZIE A TUTTI

  12. Il governo mi sembra sordo sulla questione pensioni,a meno che si passi direttamente al contributivo per chi ha il misto.
    Inaccettabile.
    Queste politiche neoliberiste, per avvantaggiare i soliti noti, hanno francamente stancato anche i più moderati!
    A questo punto importante sarà l’adesione allo sciopero del 16.
    Ne va del futuro di tutti noi e soprattutto dei giovani!

  13. Buonasera a tutti. Punto e a capo? Va bene .Ripetiamo : quota 41 senza paletti e penalizzazioni , parallelamente 62 anni di età e minimo 20 di contributi, lavori gravosi ,donne,giovani .Se la riforma Fornero viene abolita sono daccordissimo, ma non e’ che in cambio ci affibiate il contributivo,i Lavoratori che hanno il sistema misto/retributivo lo devono conservare con fine naturale ,i Lavoratori hanno già avuti tanti regali in merito , adesso è ora di smetterla di mungere sempre la stessa mucca.
    Buon Lavoro

  14. vede dott. proietti tante belle parole ma ormai siete fuori tempo massimo; le decisioni sono già state prese ; questo sciopero avevo un minimo senso 6 mesi fa ma allora dormivate; adesso tutto si gioca sull’opzione tutti; attenzione: è vero che il contributivo è presente dal 1996 e quindi sono passati 25 anni, gli anni precedenti? moltissimi hanno 13-14 15 anni nel retributivo; già adesso le pensioni saranno di m….da, se si toglie anche la parte retributiva? molta attenzione, fate molta attenzione a questo punto, rischiate di brutto; mentre voi dormivate e dormite la gente cade dalle impalcature e se gli va bene rimane paralizzata ; non tutti sono come un mio amico veterinario che alla bella età di quasi 67 anni mi ha detto: non esiste che mi fermo; io fra 1 settimana iniziano le vacanze di natale e poi più o meno 5 mesi di scuola; e a 62 anni e quasi 41 di contributi userò la RITA; bella prospettiva saluti ai gestori del sito

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