Pensioni 2022: NO Separazione assistenza-previdenza, sindacati delusi: l’intervista a Proietti

L’apposita commissione tecnica istituita dal Ministero del Lavoro ha redatto il dossier sull’annosa questione della separazione della previdenza dall’assistenza, il messaggio, è chiaro, ma stona completamente con le richieste dei sindacati. Infatti il pool di esperti chiamati ad esprimersi ha sentenziato, in estrema sintesi, che le due voci non sono scorporabili, almeno per il momento, ragione per cui integrazioni al minimo degli assegni pensionistici, pensione e reddito di cittadinanza, assegni sociali e 14esima dei pensionati dovranno restare all’interno della spesa previdenziale.

Giacché i sindacati chiedono da tempo di poter dividere le due voci al fine anche di poter abbassare i valori della spesa pensionistica da sempre sotto i riflettori di Bruxelles, una decisione di questo tipo ‘spiazza’ e non poco Cgil, Cisl e Uil che confidavano nell’esito di questa commissione. A tal proposito per sondare il malumore dei sindacati, abbiamo deciso di intervistare il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti.

Pensioni 2022: Separazione assistenza- previdenza: fumata nera, l’intervista a Proietti

Pensionipertutti: Fumata nera da parte della commissione istituzionale per separare assistenza e previdenza, cosa ne pensa delle conclusioni a cui è giunto il pool di esperti? Quanto potrà incidere questa decisione sulla futura riforma delle pensioni?

Domenico Proietti: Le conclusioni della Commissione istituzionale per separare assistenza e previdenza sono imbarazzanti e segnano il fallimento nell’assolvere al compito assegnatole dal Parlamento, separare assistenza e previdenza è propedeutico alla necessaria riforma del sistema, una corretta valutazione della spesa è fondamentale per capire come e dove agire. Inoltre, una corretta stima è necessaria sia nel confronto interno che europeo.  Determinare una differenziazione è, infatti, utile per evitare quelle speculazioni sui numeri della previdenza che spesso sono usati in modo fuorviante e strumentale.

Pensionipertutti: Eppure anche il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in passato si era soffermato sull’opportunità di una separazione della previdenza dall’assistenza anche a fini di una maggiore trasparenza dei costi, questa decisione spiazza’ anche i lavoratori che probabilmente ci speravano. Come mai si è giunti ad una chiusura così netta da parte del pool di esperti?

Domenico Proietti: Per la UIL l’esito della commissione si limita ad una valutazione dell’esistente ed affermare che non è possibile separare la spesa previdenziale da quella assistenziale è contro ogni evidenza. Sicuramente non è un compito facile ma dagli stessi esiti del lavoro è evidente che tale processo è possibile se si procede con una logica multidimensionale, che rispetti la complessità del tema.

I lavori della commissione, invece, fin da subito si sono scontrati con la posizione intransigente di alcuni rappresentanti di importanti Istituzioni che hanno, in maniera ripetuta e reiterata, ostacolato i lavori della Commissione. Posizioni che di fatto hanno depotenziato le funzioni stesse della commissione che non ha potuto così lavorare nel pieno rispetto del mandato che il Parlamento gli aveva affidato.

Siamo poi fermamente contrari alle modalità di lavoro con le quali si è prodotto il documento finale frutto del lavoro esclusivo di un comitato “ristretto” composto da tecnici auto-nominatosi che ha di fatto espropriato la Commissione della propria funzione. Dalla riunione tenutasi il 1 luglio 2021, infatti, sono passati sei mesi prima che vi fosse una nuova convocazione plenaria della commissione, il 21 dicembre. Una riunione tenutasi a dieci giorni dalla scadenza dei lavori della Commissione. La UIL e la Uilp nonostante il poco preavviso hanno cercato fino all’ultimo minuto utile di riaprire la discussione per arrivare a conclusioni condivise con valutazioni ed emendamenti al testo.

È però evidente come il lavoro conclusivo sia stato viziato: una praticamente nulla condivisione con la plenaria della commissione, un lavoro ampio ed articolato, ma che può essere visto solamente come istruttorio e funzionale a quella discussione che non vi è mai stata.

Pensionipertutti: Ora cosa accadrà nei prossimi incontri col Governo, Cgil, Cisl e Uil sono intenzionate ad affrontare la questione con il Governo durante il confronto sulla riforma delle pensioni o si adatteranno alla decisione presa dalla commissione istituzionale, seppur delusi?

Domenico Proietti: Senza ombra di dubbio porteremo avanti le nostre iniziative per fare una reale separazione della spesa per pensioni dalla spesa assistenziale, dando al nostro sistema una misura chiara ed univoca. Una misura necessaria, come detto per procedere ad una vera riforma del sistema nel suo insieme e che finalmente ponga fine al “tafazismo” che caratterizza il nostro Paese nei confronti europei

La spesa pura per pensioni in Italia è in media quella degli altri Paesi dell’UE.

Questa operazione verità è sacrosanta per reintrodurre principi di equità e giustizia nel nostro sistema previdenziale. Come UIL e UILP metteremo in campo iniziative per il raggiungimento degli obiettivi della nostra piattaforma.

Ringraziamo il Segretario confederale della Uil, Domenico Proietti per il tempo dedicatoci, e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte dell’intervista che è tenuto a citare la fonte.

11 commenti su “Pensioni 2022: NO Separazione assistenza-previdenza, sindacati delusi: l’intervista a Proietti”

  1. Ma secondo voi quanto durerà questo prendere x il CULO i lavoratori????? Io con i miei soldi x la pensione devo ASSISTERE chi NON lavora o chi LAVORA IN NERO!!!! ma assisti solo quelli che hanno almeno PIÙ DI 10 ANNI DI CONTRIBUTI i rimanenti assistiti da CHI HA PIÙ DI 150000 MILA EURO In conto. Con un prelievo di 5% ANNUALE COSÌ UN 62ENNE PRECOCE DISOCCUPATO CON 41 DICO 41ANNI VERSATI PUÒ ANDARE IN PENSIONE ANDREMO A VOTARE ALLORA PRECOCI VOTATE BENEEEE.!!!

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  2. Veramente assurda questa cosa!
    È chiaramente un tentativo di nascondere i veri costi pensionistici dell’INPS che sarebbero più che sostenibili.
    Certo che se il buon giorno si vede dal mattino per la nuova riforma pensionistica iniziamo con il piede sbagliato!

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  3. Finché avrò voce continuerò a ripetere che la Costituzione va rispettata. La pensione deve avere il carattere di universalità, cioè uguale per tutti, salve alcune particolari categorie.
    Il sistema delle quote è iniquo. Premia alcuni in luogo di altri. Salvo appunto rare eccezioni, il sistema deve prevedere due regimi. A 67 anni tutti. A 62/64 pensione anticipata per tutti coloro che lo desiderano con ragionevoli decurtazioni. Valida per tutte le forme previdenziali anche private obbligatorie.
    Solo così si fa Giustizia ed Egualitarismo.
    Fino a qui principi inderigabili.
    Magari, è mia opinione, con max 40 anni di contributi e un età minima di 60.
    Basta con sistemi costosi che premiano alcuni e non altri. Che le persone decidano autonomamente di disporre dei propri contributi pagati per una vita. Nonostante ciò continui a leggere partecipanti al forum che ipotizzano pensioni anticipate discriminatorie.
    Non è così che si combatte la povertà e si rende Giustizia.

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  4. Come detto anche da altri commentatori, ormai il gioco è palesemente sporco: gonfiare i costi al fine di giustificare come necessario quanto ancora non lo è e cioè il contributivo per tutti. Leggo quanto segue sulla scheda tematica EU sull’adeguatezza e sostenibilità delle pensioni :
    – I sistemi pensionistici europei si trovano dinanzi a una duplice sfida: da un lato mantenere la sostenibilità finanziaria e dall’altro fornire ai cittadini europei un reddito adeguato durante la pensione. La finalità ultima dei sistemi pensionistici è proteggere gli anziani dalla povertà, consentendo loro di godere di un tenore di vita dignitoso e di essere economicamente indipendenti in vecchiaia.
    E ancora nella stessa scheda si ribadisce:
    2.1. La sfida dell’adeguatezza
    I parametri per misurare l’adeguatezza
    delle pensioni sono:
    1) la capacità di prevenire la povertà;
    2) la misura in cui sostituiscono il reddito
    da lavoro;
    3) la durata del percepimento

    Gli esperti di cui abbiamo bisogno sono quelli che sanno trovare una soluzione sistematica alle tre condizioni di cui sopra. Gli altri non sono che mercenari esperti di nulla perchè dire senza pubblico rendiconto che la spesa non si può separare è alla portata di chiunque. Risolvere il problema della sostenibilità e insieme della dignitosità delle pensioni questo è da ESPERTI. Pensare alla sola sostenibilità tra l’altro in modo discutibile è un parzialismo che mette i propri titoli da esperto a servizio di un disegno preordinato quanto catastrofico. Al di la di considerazioni filantropiche ormai purtroppo scomparse, una popolazione lavoratrice o pensionata che non disponga di risorse per la propria sussistenza non produce ciclo economico favorevole all’attività e agli utili delle aziende private o pubbliche che siano. Senza voler scomodare Henry Ford e le motivazioni ai suoi quasi raddoppi di stipendio o J.M. Kynes e le necessarie premesse al dispiegarsi degli effetti moltiplicativi della spesa.

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  5. Non separare assistenza e previdenza è un atto strumentale! Si continua a mantenere un calderone unico, succhiando soldi a chi paga i contributi e restituendo in cambio fumo per tutti.
    Datemi indietro i miei 360000 euro di contributi che mi arrangio da solo!

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  6. Forza sindacati … insistete ad oltranza … scendete in trincea!
    Poi mi domando: perché non fare nomi, cognomi e estrazione politica degli appartenenti al “”comitato “ristretto” composto da tecnici auto-nominatosi “”.
    Meglio conoscere chi ci sta dietro visto che tra non molto si voterà… forse!

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  7. ne aggiungo un’ altra: quota 102 con i 64 anni; non è una novità; le domande saranno entro il 28 febbraio 2022; chiaramente per coloro nati nel 1958; ma loro hanno già avuto l’opportunità nel 2020, 2021 e ora anche adesso; ma quota 100 valida se una persona aveva i requisiti fino al 31 dicembre 2021; quelli nati nel 1959; e veniamo agli inc……………………ti del 1960; triplamente inc……………………….; nel 2021 niente; nel 2022 niente perchè bisogna avere 64 anni; nel 2023 chissà ma torneranno indietro? noooooooooooooooooooooo; quindi? si, un’opportunità c’è : mangiarti la pensione integrativa? e gli altri? in………. c……o per l’ennesima volta ; morale? ………………………………………………no comment; buon 2022 a tutti

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  8. Non avevo dubbi .i sindacati. Sono sorpresi? Ma và ancora una volta fanno ciò che i loro amici suggeriscono .ai lavoratori diranno noi ci abbiamo provato .,che schifo.

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  9. Buon Anno a tutti. Non si vuole separare le cose perché questo gioverebbe in favore alla sostenibilità di riforme a favore delle persone.Questo lo sanno tutti , il governo forse attuera’ la cosa dopo che ha portato a termine il suo programma, il contributivo per tutti. Forse siamo fessi ma non stupidi , io per primo.
    Buon lavoro.

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  10. Separare previdenza ed assistenza è un problema tecnico molto semplice, che un programma informatico risolverebbe in men che non si dica. Diciamo invece che la sua realizzazione è altamente sconsigliata per ovvi motivi, il principale dei quali sarebbe rendere chiara e pubblica una gestione non proprio ortodossa dei conti Inps, che scoperchierebbe opacità che soprattutto la politica non vuole siano messe sotto una lente d’ingrandimento.

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