Pensioni 2023, Calderone numero 41 punto di riferimento, ok Ape sociale e opzione donna

Serve una riforma organica delle pensioni, su questo punto non ha alcun dubbio Marina Calderone parlando con le parti sociali. Bisogna evitare lo scalone previdenziale a cui si andrà incontro dal 1 gennaio 2023, ecco perché visto che la discussione verte molto sulla quota 41 il ministro del lavoro si é esposto, dicendosi anche pro alla quota 41, come idea di base, come riferimento da cui partire, ma asserendo altresì come non possa più bastare una sola misura in questo momento storico. In linea di massima le sue affermazioni hanno dato un pò di sollievo ai lavoratori che hanno iniziato a comprendere la direzione verso cui pare propendere il Governo Meloni, ma hanno altresì sollevato molti dubbi.

Pensioni anticipate, numero 41 é un punto di riferimento, ma non basta: attenzione a giovani e donne

‘E’ una fase in cui stiamo studiando gli interventi’, ci tiene a precisare il neo ministro del Lavoro Marina Calderone, sa bene che gli occhi dei futuri pensionandi sono tutti puntati sulle sue parole, così come sa che i sindacati desiderano prendere parte alle scelte del Governo ed essere coinvolte per tempo non a ‘giochi fatti’.

Il numero quota 41, spiega, può essere un punto di riferimento, però é ancora presto per dire in che modo e con quali condizionalità. Sulla proroga dell’Ape sociale e dell’opzione donna, invece, non sembrano esserci dubbi ormai, lo scopo quello di tutelare maggiormente le donne e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

Il dubbio sia delle parti sociali quanto dei lavoratori resta su quel numero di riferimento, va bene la quota 41 ma solo se, dicono in molti sul sito, questo non porterà con sé ricalcolo dell’assegno contributivo o paletti sull’età anagrafica troppo stringenti.

Pensioni 2023, obiettivo riforma di sistema

Anche su questo punto i nostri lettori si stanno interrogando: cosa significa riforma di sistema’? Tutti si dicono favorevoli su mitigare gli effetti della riforma Fornero e sull’evitare l’uscita dai 67 anni, dal 1 gennaio 2023, ma questo a patto che le misure scelte dal Governo non vadano a peggiorare le situazioni attuali o non comportino penalizzazioni troppo onerose.

Tanti si dicono esausti del meccanismo delle quote che vincola eccessivamente e ricordano come la quota 100 un ambo secco abbia favorito solo alcuni e chiedono piuttosto una vera flessibilità in uscita che preveda range di età e di contributi, affinché sia il lavoratore a poter scegliere. Ok anche sugli incentivi per gli over 63, non si evidenziano grandi contrarietà tra i nostri lettori rispetto a chi per scelta intende restare più a lungo al lavoro, nessun problema anche nei confronti di un eventuale incentivo specie per alcune categorie, si pensi ai medici o al personale sanitario in generale, al fine, lo si comprende bene, di evitare una fuga in massa.

Dunque non resta che attendere per comprendere in che termini il numero 41 possa diventare un punto di riferimento per il nuovo ministro, una base di partenza? Un punto di arrivo con soglia anagrafica? Attendiamo fiduciosi di comprenderne di più. Nel mentre che idea vi siete fatti di questo primo incontro? Potrebbe essere l’anno buono per i quarantunisti o si concluderà nuovamente con un nulla di fatto anche questa legge di bilancio? Diteci le vostre impressioni, se vi va, nell’apposita sezione ‘commenti’ del sito.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

101 commenti su “Pensioni 2023, Calderone numero 41 punto di riferimento, ok Ape sociale e opzione donna”

  1. Salve volevo sapere uno che non a mai versato contributi e a 67 anni di età deve prendere 500 euro al mese invece chi a versato 20 anni di contributi deve prendere 600 di pensione secondo voi e giusto secondo questi politici e poi c’è un’altra cosa da aggiungere come mai non si parla più della minima a 1000 euro promessa da Berlusconi in campagna elettorale vorrei tanto una risposta dal presidente Giorgia Meloni grazie.

    Rispondi
  2. Se non si lascia la pensione di vecchiaia a 67 anni c’è il rischio che alcuni andranno in pensione per raggiungere quota 41 a 70 o 71 anni di età.
    Altro che Fornero! Non è giusto.

    Rispondi
  3. Come lavoratore precoce, viva la fornero almeno sarei potuta andare con 41+10+3 (la finestra), con questi scenari dovrò rimanere un altro anno o due, oppure andare con obsione donna che è un agevolazione per le donne….che con la misera pensione che ottengono dovranno comunque continuare un altro lavoro per poter campare….grazie buffoni…

    Rispondi
  4. Mi sembra logico e giusto che chi ha più anni di lavoro vada in pensione prima a prescindere dall’età purtroppo vedo con rammarico che si continua a non prendere in considerazione il fatto che non tutti i lavori sono uguali perché per certe categorie 41 anni sono davvero troppi

    Rispondi
  5. A gennaio ho 41 anni di contributi,57 di età,se devo aspettare i 60/61 anni di età,lavorerò tre anni in più..se diranno 41 per tutti,non ci devono essere penalizzazioni sulla pensione,41 anni di contributi sono per tutti al di là dell’età anagrafica.

    Rispondi
  6. Ma guardate quello che succede? La maggior parte dei pensionati italiani vanno a spendere la loro pensione all’estero perché voi non riuscite a fare una legge che vada bene per tutti a questo dovete anche pensare e non solo a quando andare in pensione. Cercate di andare incontro a chi ha lavorato una vita. Fate pagare meno tasse a queste persone e nessuno andrà più via dalla sua terra nativa perché amiamo l’ITALIA.

    Rispondi
  7. Buona sera, a tutti

    Leggendo i vari commenti pubblicati mi rendo conto che il governo precedente e quello attuale non tengono in considerazione il problema delle pensioni, è l’ultimo dei loro pensieri.

    Primo motivo, il Governo ha attualmente altre priorità su cui lavorare ed il secondo motivo sta prendendo tempo in quanto noi pensionandi non siamo d’accordo su nulla, chi per l’età, chi per i contributi, chi è donna, chi abita al sud, chi da giovane non ha lavorato, coloro ai quali non hanno versato i contributi, chi per un motivo e chi per l’atro non trovando tra noi una quadra, il Governo ne approfitta per prendere tempo e rimandare il tutto al 2023 o a data da destinarsi…………..

    Attualmente la situazione pensioni è come se fossimo in 500 alla fermata dell’autobus, sapendo che è l’ultima fermata e l’autobus può portare max 60 persone e tutti vogliono salire.
    Chi sale?
    chi ha pagato il biglietto regolare?
    chi non ha il biglietto e cerca di imbucarsi?
    chi utilizza il biglietto del giorno prima?
    chi è anziano?
    chi è disabile o invalido?
    chi è donna?
    chi deve tornare a casa per motivi famigliari?
    CHI, CHI ha il diritto di salire su quell’autobus?

    Non trovo corretto ciò che scrive il Sig. Daniele che riporto tra virgolette:

    “Quindi la cosa più giusta è andare in pensione con un’età diciamo tra i 60 e i 67. Anni prendendo una via di mezzo 63,5. Ognuno avrà la propria pensione in base ai contributi (vedi montante) versati.
    Se l’aspettativa di vita è circa 80 anni non mi sembra giusto che. Il pensionato di 67 ne godrà per 13 anni mentre il 60 ne godrà per 20”

    NON DIMENTICHIAMOCI Sig. Daniele che esistono i lavoratori precoci che non rientrano nei lavori gravosi che hanno iniziato a 14/15/16…. anni, col suo ragionamento questi lavoratori/trici lavoreranno e verseranno contributi per 47,5 48,5 e 49,5 anni per raggiungere i suoi 63,5 anni.
    Secondo la sua coscienza non è troppo eccessivo il suo ragionamento????????

    In questo modo NON ANDREMO DA NESSUNA PARTE.

    IO DA OGGI VOTERO’ SOLAMENTE PER LE AMMINISTRATIVE DEL MIO PAESE.
    I MILIARDI PER ALITALIA ED ORA PER TENERE A GALLA UN CADAVERE COME MONTE DEI PASCHI DI SIENA, sapendo già da oggi CHE FALLIRA’ ANCH’ESSA (soldi di noi contribuenti) QUELLI LI HANNO TROVATI, PER LE PENSIONI NO.
    TUTTI I POLITICI, NESSUNO ESCLUSO PER PARTITO O COLORE, FANNO PARTE DI UNA MANDRIA DI NULLA FACENTI.

    Buona notte.

    Rispondi
  8. Buongiorno io ho iniziato a lavorare a 15 anni come apprendista, andando avanti con lavoro ho fatto il metalmeccanico, costruzioni di impianti ma non tutti mi assumevano io lavoravo e non sapevo di non essere assunto negli anni 80 i lavori iniziano e finiscono,poi ti fanno contratti a mese o2 mesi,ho sempre cercato io il lavoro,ma sono sempre stato un precario,oggi mi ritrovo con 62anni sono mezzo distrutto e sono riuscito ad accumulare 35 anni di contributi,e spero che mi mandano in pensione anche perché e difficile che un’azienda assume persone di una certa età preferiscono i giovani che sono più reattivi ed è giusto che sia così,ma io come faccio a vivere non trovando lavoro alla mia età?!

    Rispondi
  9. Ritengo personalmente visto la mole dei pensionati in Italia edci pochi che lavorano e sistengono il sistema pensionistico a riparthzione l’unhca via onesta e platsibile sia di mettere una volta per tuttibun paletto minimo di 63 anni per tuttivecoer coloro che hanno iniziato il lavoro da precocj vorrà dire che prenderanno pensioni più consistenti,

    Rispondi
  10. Si parla sempre di 41 anni contributivi…ma forse non si rendono conto che non tutti riescono ad averli… Mi auguro che rendono strutturale APE SOCIAL e OPZIONE DONNA, senza troppe penalizzazioni…e possibilmente per gli invalidi civili uscire prima dei 63 anni… Vogliamo finalmente fare entrare i giovani che aspettano da troppo tempo… Basta…passate ai fatti, siamo stanchi di aspettare questa riforma pensionistica !!!!!

    Rispondi
  11. Oggi anche Tridico ha distrutto la quota 41 perché favorisce pochi, costa molto e non procura alcuna flessibilità- parla anche di mettere in campo una proposta che sia equa e aiuti tutti- speriamo che domani i sindacati non vadano a scaldare il banco ma lottino per far capire e passare la quota 102 flessibile che favorisce tutte le classi dai 60 ai 66 e con contributi da 35 a 41- poi si faccia anche in parallelo quota 41 per i precoci, cosa buona e giusta- quindi incrociamo le dita e che la sorte ci assista 🤞

    Rispondi
  12. Salvini sei un bucciotti insieme a la meloni quota 41 va fatta solo per i precoci noi di quota 41 a 61 anni nnn ci facciamo un cazzo perché a 61 anni avremmo 48 anni di contributi sei un buffone ipocrita io ho io ho il 70%di invalidità 104 personale in situazione di gravità comma 3 articolo 3 e nn rientro in quota 41 pure essendo precocissimo falegname che è gravoso solo per ape social ho 54 anni e 39 di contributi sei un buffone insieme a la meloni e Berlusconi per me la fornero nn la togli perché dovrei andare con 42 e 10 mesi di contributi pura fornero buffone pagliaccio

    Rispondi
  13. Non vedo l’ora che finisca tutta questa storia…. Vi siete dimenticati di chi è nato come me nel 1960….i soli a bagare tutta questa manfrina… Ho 62 anni e 6 mesi.. 42 anni di lavoro da 6 mesi.. Ho visto passare quota 100 come un missile… Quota 102 pure… Ora dico se la Fornero va tolta speriamo che almeno non penalizzano con un’età minima di 63 e il ricalcolo….. Sarebbe proprio una beffa

    Rispondi
  14. Bene quota 41 con soglia di età, magari con finestre variabili e differenza contributiva a carico del datore di lavoro o del lavoratore. Allo Stato con costerebbe nulla.
    41 + 63 (Quota 104) con finestra di tre mesi. Premialità se si continua a lavorare.
    41 + 62 (Quota 103) con finestra di 6 mesi. Differenza contributiva per i mesi mancanti alla anticipata Fornero (42 anni e 10 a carico del datore di lavoro e nuove assunzioni agevolate).
    In ogni caso sono escluse penalizzazioni di qualsiasi tipo!!
    Il tutto costerebbe pochi spiccioli e permetterebbe un nuovo miracolo a San Matteo (Salvini) dopo quota 100. Anche i nati nel 60 sarebbero salvi.

    Rispondi
  15. Sono ormai due anni che insisto su una ipotesi che ora finalmente si sta delineando: QUOTA 103 STRUTTURALE, perché unisce l’età dalla quale si reclama una flessibilità (62 anni) alla benedetta quota 41. Ritengo che si debba partire da 61+42 in quanto in tal modo copriamo coloro che hanno iniziato la contribuzione a 19 anni (per i precoci c’è già la misura di legge) e consentire quindi oltre alla somma “canonica” di 62+41, anche 63+40, 64+39, 65+38 e 66+37. E la quota dovrebbe per le donne diminuire di una unità per ogni figlio naturale avuto nel corso della vita e così per i disabili, per invalidità crescenti. Sono convinto che sarebbe una legge giusta e compatibile con i conti dell’INPS. Saluti

    Rispondi
  16. Se l’impedimento è la mancanza di risorse, si può cominciare con
    41 + 63 (Quota 104) aggiungendo altri paletti, se necessario, (Caregiver, PMI in crisi, …..).
    Se ancora ci sono i margini, si può continuare con
    41 + 62 (Quota 103) aggiungendo altri paletti, se necessario, (Caregiver, PMI in crisi, …..).
    E così via.
    Insomma, 41 anni con soglia di età è la via più praticabile e condivisa.
    Spero che San Matteo (Salvini) faccia anche questa volta il miracolo.

    Rispondi
  17. Se la proposta cancella la Fornero, non esisteranno più i 42 + 10 + 3.
    Dovranno aspettare i 41 o 42 che significa avere, se ha iniziato a 16 45 anni di contributi.
    Se affianca la Fornero il discorso cambia ma vedo che altri l hanno intesa come me.

    Rispondi
  18. Se un caregiver con più di 41 anni di contribuzione, con 63 anni di età e dipende di una PMI in crisi con la “Fornero” deve aspettare ancora più di un anno e mezzo per andare in pensione, allora ben venga una qualunque quota 41 con soglia di età anche a 63 anni. Solo allora potrò dire di non aver sprecato il mio voto.

    Rispondi
  19. Fare 102 unendo età più servizio per tutti , uomini e donne , e farla finita con tutte queste idee che sembrano le idee per davvero della repubblica delle banane .per quelli che non arrivano ,fissare da quale età può andare in pensione , è chiaro ci toccherà in base a quello che ha versato.

    Rispondi
    • Concordo……infatti io spero per il prossimo anno di andare in pensione con 41 di contributi e 61 anni di età….naturalmente senza nessuna penalizzazione mi pare che con 41 anni di contributi di avere versato già parecchio alle casse dell’INPS….

      Rispondi
  20. Ma questi personaggi, come i precedenti, capiscono che quota 41 è un agevolazione solo per il posto fisso, ci sono categorie, ad esempio i marittimi che possono solo pensare a una riforma basata sull’età, 63 potrebbe essere una soluzione, con un minimo di 20 anni e crescita dell’assegno sulla base dei contributi versati. Capre

    Rispondi
  21. Si alla quota 103 strutturale ( e non sia solo per il 2023) con anni 63 di età e 40 di contribuzione senza alcuna penalizzazione ok anche agli incentivi a chi rimane al lavoro dopo i 63/40 anni.

    Rispondi
  22. Quota 41 con vincolo età anagrafica
    Per far passare la riforma facendo quadrare i conti si sta quindi pensando di introdurre uno sbarramento anagrafico. Ecco quindi spuntare all’orizzonte l’ennesimo pasticcio previdenziale. Quota 41 con soglia di età minima, per spendere meno. Età non ancora ben definita ma che pare sia almeno 61-62 anni. I preventivi di spesa scenderebbero così a 800 milioni all’anno, ma (ovviamente) in pensione anticipata ci andranno pochissimi lavoratori.

    E il motivo è semplice. Quota 41 col vincolo dell’età a 61 o 62 anni rappresenta un imbuto troppo stretto nel quale ci passerebbero poche migliaia di lavoratori. Forse meno di quelli che finora hanno potuto beneficiare di Quota 102. Tanto varrebbe, a questo punto, lasciare le cose come stanno.

    Ma si sa, la politica è anche l’arte dell’inganno. E pur di raccontare ai lavoratori che è stato fatto di tutto per evitare il ritorno integrale della Fornero nel 2023, ci si inventa anche Quota 41 con soglia di età. Come è stato fatto con Quota 102, nel silenzio generale e, anzi, con il sostegno dei mass media. È una vergogna x chi li ha votati credendo che ci avrebbero ascoltati e noi illusi di quota 41 senza vincolo di età

    Rispondi
    • Infatti non si conclude nulla facendo 41 e la soglia di età,devono fare 41contributivo e basta, perché chi si ha rotto la schiena per 41anni ci basta,la pensione non gliela devono dare quando non si possono muovere più soprattutto i lavoratori agricoli che stanno sempre all’umidità è si rompono la schiena per portare a casa da mangiare per la famiglia,e grazie a loro tutto il popolo ha di tutto per mangiare anche i signori governanti.Io ho dato il mio voto alla Meloni mi auguro che non ci deluda,ho piena fiducia in lei.

      Rispondi
  23. A volte sfugge e non viene considerato questo:
    38 anni di contributi pagati con esborsi alti valgono di più di 41 anni pagati al minimo quindi si deve considerare anche il risultato del montante .
    Quindi la cosa più giusta è andare in pensione con un’età diciamo tra i 60 e i 67. Anni prendendo una via di mezzo 63,5. Ognuno avrà la propria pensione in base ai contributi (vedi montante) versati.
    Ci stanno mettendo uno contro l’altro dopo che hanno mangiato tutto pensionando persone cinquantenni.
    Se l’aspettativa di vita è circa 80 anni non mi sembra giusto che. Il pensionato di 67 ne godrà per 13 anni mentre il 60 ne godrà per 20

    Rispondi
    • Dovrebbe essere il lavoratore a decidere quando andare in pensione dai 60 anni in poi, e ognuno prenderà quello che ha versato ovviamente tutto parametrato all aspettativa di vita in base al coeficente, se non hai versato nulla non ti do niente, al massimo la pensione sociale

      Rispondi
  24. In Pensione a 60 anni di età, con 40 anni di contributi. Per entrambi i sessi. Spazio ai più giovani. Tutto il resto sono bla, bla, bla.

    Rispondi
  25. Tutti nasciamo ignoranti, ma c’è chi lavora sodo per rimanere stupidi..ma non vedete che tutto un inganno, quando capisci il reato monetario criminale, non ha più senso parlare di contributi, anni di lavoro ecc si può andare in pensione a 25 anni di lavoro per lo più inutile, per giustificare un reddito che una truffa..aprite gli occhi è tutta un illusione, propaganda, manipolazione, vi invito alla visione del venus proget di Jacque Fresco ingeniere futuristico sociale un luminare, troverete tutte le risposte…il limite dei nostri pensieri è il limite del nostro mondo..la difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nel emancipare quelle vecchie.

    Rispondi
  26. 41 anni di contributi si hanno solo se si é iniziato presto, con carriere continue e senza aver studato. E’ giusto, ma gli altri ? A 67 ?

    Rispondi
    • Gli altri Gilberto , come dicono a Roma, la prendono in saccoccia- questo è lo schifo di questo paese, cioè non fare le cose eque e in maniera intelligente- la quota 41 così come la stanno costruendo, favorirà pochi lavoratori che hanno iniziato presto e quindi i nati negli anni
      57-58-59 e oltre che hanno studiato e hanno avuto carriere discontinue o difficoltà a vincere un concorso e via dicendo, ripeto, la prendono in saccoccia, tra l’indifferenza generale- povera Italia ! Poveri noi !

      Rispondi
  27. Sono dell’idea che una donna ha diritto ad andare in pensione molto prima di un uomo.
    Le donne a differenza dell’uomo fanno 2 lavori!! Dentro e fuori casa! La donna per natura a differenza dell’uomo ha il ciclo, partorisce e cresce i propri figli spesso da sola!! Alle donne separate madri e lavoratrici vogliamo finalmente riconoscere la possibilità di andare in pensione quando vuole e con i contributi maturati in quel momento!

    Rispondi
  28. Bene quota 41, senza pensare a limiti di età, penso che una persona che abbia lavorato e pagato tasse per 41 anni gli si deve dare la possibilità di godersi il resto con tranquillità.

    Rispondi
    • Giusto!!il mio esempio ho iniziato da giovanissimo a lavorare oggi mi vanto di essere arrivato alla soglia dei 40 anni di contributi e a 60 anni di età!Purtroppo sono in mobilità in deroga sarebbe opportuno che ci venisse concessa una pensione a chi come me vorrebbe godersi una vita con uno stipendio che ci permetta di campare dignitosamente e non con il contributo dell Inps di appena 450 euro al mese se si trovano i fondi per pagarci

      Rispondi
  29. Come al solito i precoci la prendono in quel posto ! Troppo giovani per la pensione e troppi anni di contributi, chi ha iniziato a 15/16/17 anni ci metteranno il tetto anagrafico, quindi 42 anni e 10 mesi e si và con la Fornero

    Rispondi
  30. In questo modo a perderci saranno ancora i precoci. A questo punto speriamo rimanga la Fornero almeno potremmo andare in pensione con 42anni e 10mesi.grazie Salvini altro che 41 per tutti.

    Rispondi
    • Infatti…ti do ragione….pensa che pure io ho votato Salvini per poter andare in pensione il prossimo anno….. 30 marzo che compiero 61 anni e 41 di contributi….ma mi sa….che lo prenderò in quel posto……dicono che gli costeremmo troppo…..

      Rispondi
  31. È evidente che quota 41 è un trabocchetto per non cambiare la Fornero. Bisogna lasciare la libertà di decidere al lavoratore. Penso a chi ha iniziato a lavorare in nero, a chi ha difficoltà lavorative o problemi familiari, a chi non ce la fa per problemi di salute personali etc. Chi ha maturato 35 anni di contributi e ha superato 60 anni non può essere costretto ad un lavoro spesso improduttivo ed alienante.

    Rispondi
  32. Buonasera. Queste quote fanno confusione e privilegiano solamente alcuni lavoratori. Io penso che si debba partire dalla eliminazione totale della Legge Fornero. Poi partire da un’età minima, per esempio 62 anni con un minimo di contributi versati,per esempio 35 anni,e così dare la possibilita di scegliere se andare via dal lavoro o restarci. Si deve partire dall’età. Dopo i 60 anni vengono meno le forze manuali ed intellettuali per proseguire a lavorare. Se poi c’è chi vuole rimanere, può farlo,fissando un’ età massima. Io sono per la libertà di scelta. Con quota 41 la maggior parte dei lavoratori lavorerebbe oltre i 65 anni. Verrebbero agevolati solamente i precoci. Una piccola parte. Praticamente non cambierebbe nulla con l’attuale Legge Fornero, forse sarebbe anche peggiorativa ( chi ha iniziato a lavorare a 30 anni, dovrebbe aspettare fino all’età di 71 anni.ORRORE).

    Rispondi
    • Ottima analisi Michele, è veramente un orrore quello che stanno tramando alle nostre spalle, cioè una quota 41 che privilegerebbe solo i precoci, mentre noi attempati sessantenni che i 41 anni non li raggiungeremo mai, restiamo nel limbo a soffocare fino ai 67, senza speranza- grazie Meloni e grazie sindacati, non vi smentite mai , ma un giorno, come disse il grande Papa Woitila, verrà il giudizio divino anche per voi !!!!!!!!

      Rispondi
  33. PENALIZZAZIONI, FLESSIBILITÀ, CONDIZIONALITÀ ??? DOPO 41 ANNI ??? Non scherziamo ! Dopo 41 anni e averci cambiato le carte in tavola già quattro volte ??! Le pensioni non sono una gentile concessione, ma un sacrosanto diritto di riavere indietro quanto si è dato dopo una vita intera di sacrifici. Come disoccupato da ormai cinque anni, CINQUE ANNI !!! (senza alcun assistenzialismo) i 41 anni li ho raggiunti da tempo pagando di tasca mia una montagna paurosa di contributi volontari !!! .. Ora voglio proprio vedere che mi si dica che devo attendere ancora perchè non ci sono sufficienti risorse ! … DOBBIAMO VEDERE QUALE CONDIZIONALITÀ ??? OVVERO andare a verificare che i nostri soldi affidati a uno Stato “ladrone” in realtà sono già stati derubati, fagocitati .. da indecenti meccanismi di assistenzialismo e altri infiniti “mangia mangia” ??? Adesso proprio basta !

    Rispondi
  34. Quelli del 60 hanno già dato nn vi sembra??? Un altra volta votate
    Lega che è l unica che ci crede in quota 41 pirloni ve lo dice un Emiliano Ex rosso. SPERIAMO SOLO CHE NN METTANO PENALIZZAZIONI A QUOTA 41 CREDO CHE NOI PRECOCI NE ABBIAMO GIÀ AVUTE
    ABBASTANZA DI PENALITÀ ULTIMA LO SCALONE DRAGHI

    Rispondi
  35. Come da me già ribadito più volte opzione donna e Ape Sociale Vanno riconfermate e strutturate . Su opzione donna il taglio dell’assegno è irrispettoso. Abbassare l’età di vecchia e basta Quote coi paletti, fanno solo arrabbiare . Perché mandare in pensione chi con 38 e rimanere al lavori con 40 .
    Basta Caro Salvini faccia pace col cervello e lasci lavorare chi se ne intende.

    Grazie

    Rispondi
  36. Salve a tutti, per i precoci come me che hanno iniziato a lavorare all’età di 14 anni, credo che 41 anni di lavoro senza troppe penalizzazioni sia una cosa giusta, all’età di 55 anni le energie diminuiscono sensibilmente e alzarsi tutte le mattine alle 6 e rientrare a casa alle 18.00 è veramente stancante
    Pienamente d’accordo per quota 41,

    Rispondi
  37. Spero non succeda che una eventuale riforma o modifica non finisca per peggiorare le condizioni a qualquno .
    Che si lasci in ogni caso la possibilità di scegliere al lavoratore con quale sistema andarsene

    Rispondi
  38. La pensione cosa è? Bisogna rispondere a questa domanda prima di elaborare tutte le tipicità. È un’assicurazione che si mette da parte durante la vita lavorativa da poter usufruire diciamo in media gli ultimi 20-25 anni di vita. Se non succede qualcosa prima (malattie, incidenti, etc). Purtroppo non tutti sono fortunati a trovare un lavoro stabile e molti lo hanno ottenuto grazie a raccomandazioni etc. Per fare una cosa equa, bisognerebbe dividere la pensione in 2 parti, una fissa valida per tutti, anche per chi non ha versato 1 euro, diciamo 500 € mensili indicizzati ed una variabile in base ai soldi lasciati all’INPS tutti i mesi. Però oltre un certo importo versato dai più fortunati o bravissimi, una parte dovrà andare per solidarietà a coprire le spese della parte fissa. Diciamo che il calcolo dovrà avere una barriera a 5.000 euro mensili, indicizzati.

    Rispondi
  39. Le quote, qualunque esse siano, sono un’assurdità. Peggio, una vergogna! Con quota 41 viene premiato esclusivamente chi ha iniziato a lavorare giovanissimo, ovvero una minoranza, pochi fortunati. La maggioranza degli italiani, ha iniziato a versare i contributi dopo i 25 anni. Vuoi per motivi di studio, vuoi per carriere lavorative discontinue. Quando questi ultimi matureranno 41 anni di contributi, avranno dai 67 ai 70 anni!!! Allora cosa facciamo? Li costringiamo a lavorare fino alla morte? Soprattutto gli uomini, che purtroppo non hanno la fortuna di avere a disposizione l’Opzione Uomo, poiché Landini non gliela concede malgrado la premier Meloni fosse favorevole. La verità è che non è assolutamente sufficiente quota 41. E’ necessario consentire a tutti di poter andare in pensione, va bene anche col sistema contributivo, a partire dai 62 anni con 20 anni di contributi, ovvero la pensione di vecchiaia che la Fornero ha purtroppo fissato a 67 anni. In alternativa, introdurre anche Opzione Uomo, come avrebbe voluto fare Giorgia Meloni inizialmente: ovvero poter andare in pensione una volta raggiunti i 35 anni di contributi con 58-60 anni di età.

    Rispondi
  40. precoci. precoci… molte persone che si sono diplomate/laureate hanno anche lavorato… ma per come girava il mondo e le regole non hanno potuto versare contributi.
    W Opzione tutti.. libera scelta e …contributivo per tutti.
    Per chi ha diritto al sistema misto creare una pensione contributiva integrando la parte riferita alle vecchie regole con un importo ottenibile in base al proprio ISEE famigliare o se si vuole/puo continuare a lavorare.
    Stessa cosa per gli assegni di reversibilità: legarli al contributivo puro e integrarli all’ ISEE famigliare.

    Rispondi
  41. Quota 41 con vincolo età anagrafica
    Per far passare la riforma facendo quadrare i conti si sta quindi pensando di introdurre uno sbarramento anagrafico. Ecco quindi spuntare all’orizzonte l’ennesimo pasticcio previdenziale. Quota 41 con soglia di età minima, per spendere meno. Età non ancora ben definita ma che pare sia almeno 61-62 anni. I preventivi di spesa scenderebbero così a 800 milioni all’anno, ma (ovviamente) in pensione anticipata ci andranno pochissimi lavoratori.

    E il motivo è semplice. Quota 41 col vincolo dell’età a 61 o 62 anni rappresenta un imbuto troppo stretto nel quale ci passerebbero poche migliaia di lavoratori. Forse meno di quelli che finora hanno potuto beneficiare di Quota 102. Tanto varrebbe, a questo punto, lasciare le cose come stanno.

    Ma si sa, la politica è anche l’arte dell’inganno. E pur di raccontare ai lavoratori che è stato fatto di tutto per evitare il ritorno integrale della Fornero nel 2023, ci si inventa anche Quota 41 con soglia di età. Come è stato fatto con Quota 102, nel silenzio generale e, anzi, con il sostegno dei mass media.

    Rispondi
    • Paolo qual’è la differenza tra un lavoratore del 1960 e uno del 1962 che ha iniziato da giovane diciamo a 16 anni. Scusami ma non la capisco.
      Grazie

      Rispondi
      • fa differenza; uno del 1962 che ha iniziato a 16 anni dovrebbe essere già in pensione con la legge Fornero; tutto qui saluti a te e ai gestori del sito

        Rispondi
      • la differenza è che uno del 1962 che ha iniziato da giovane a 16 anni in teoria dovrebbe essere già in pensione con la legge fornero; tutto qui; saluti a te e ai gestori del sito

        Rispondi
    • Concordo pienamente! Ho dovuto chiudere l’azione a 50 anni con debiti! E con tutto quello che ho versato nada!!! Mia mamma ha goduto nemmeno di 2 anni! Mio padre morto a 44 ! E ora i nostri soldi vanno a immigrati, profughi, reddito di cittadinanza ecc!!! Uno schifo!

      Rispondi
      • vedi di capirmi Aurelio; la mia situazione è diversa ma una persona a 62 anni con oltre 40 anni di contributi non ha nulla di pensione e si mangia quella integrativa non è giusto; perchè parlo dei fregati del 1960? sono arrivati a quelli dell’ anno prima e poi hanno chiuso le porte in faccia sia nel 2021, pure nel 2022 e vedremo adesso; tutto qui; saluti a te e ai gestori del sito

        Rispondi
      • Aurelio 62; presumo che tu sia del 1962; escludiamo dal discorso fregati quelli del 1963, 64, 65 non hanno neanche 60 anni o li raggiungono l’anno prossimo; si andava in pensione prima dei 60 anni ben oltre 10 anni fa; veniamo a te del 1962 che hai 60 anni; un mio collega, parlando di pensioni ha detto: come sei riuscito ad andare in pensione a 62 anni? spiegamelo perchè a quell’età non ci va nessuno o pochi; perchè ho fatto la pensione integrativa e mi mangio quella; quella ufficiale la vedrò nel 2027 ma speriamo prima; per non dilungarmi ti spiego perchè parlo dei fregati del 1960 e faccio il caso mio ma come me credo tantissimi: perchè sono arrivati a quelli dell’anno prima e poi hanno chiuso le porte in faccia a noi; quota 100 con il minimo a 62 anni; raggiunti i 62 hanno alzato a 64; e ora? se mettono 63 e 41 personalmente 3° fregatura; dipende anche dalle frazioni d’anno; cosa faranno lo vedremo a breve; saluti a te e ai gestori del sito

        Rispondi
    • Cristina; dicono che la prorogheranno anche per il 2023; è certo? no; è probabile? si; quando uscirà la finanziaria per il 2023 lo sapremo per certo; in teoria dovrebbe uscire tra 2 settimane; tranquilla, appena esce la dott.ssa Venditti e il dott. Rodinò faranno un articolo, non ci resta che attendere; saluti a te e ai gestori del sito

      Rispondi
  42. Attenzione a non cadere nella trappola di chi vuole dividere i lavoratori.
    È un vecchio trucco di chi ha interesse a mantenere lo stato delle cose.
    Cerchiamo di non dividerci tra chi ha iniziato a versare contributi da giovane (e vorrebbe la pensione dopo 40-41 anni di contributi) e chi ha avuto carriere discontinue o tardive (e vorrebbe la pensione al raggiungimento di una certa età).
    Chiediamo uniti la stessa cosa : pensione dopo 40-41 anni di contributi oppure pensione a scalare da 62, 63, 64 anni di età con almeno 20 anni di contributi (come mi pare sia oggi per la pensione a 67 anni) SENZA RICORRERE ALLA SOMMA DEGLI ADDENDI l

    Rispondi
    • Andrea, tanto divisi o non divisi , se non c’è volontà politica, qua non se ne fa niente ed ho il sospetto che tra esecutivo e sindacati sceglier non saprei tra chi è peggiore……stessa musica del governo Draghi ….. tutti ottimi illusionisti .

      Rispondi
    • Condivido in pieno ma purtroppo non andrà così. La lega ha fatto campagna elettorale per avere i voti dai 41nisti, quasi tutti gente del nord che ha avuto la possibilità di cominciare a lavorare in regola da subito. Se uno a 65 deve schiattare al lavoro se ne fottono.

      Rispondi
    • Condivido pienamente , lo sostengo da sempre. Purtroppo si sta innestando una guerra fra poveri senza tener conto che sono sacrosante e legittime sia le esigenze di chi lavora da più di 40 anni , sia di chi arrivato a 63, 64, 65 anni, vive ogni giornata lavorativa come un incubo, sia per problemi di natura fisica che di stanchezza mentale, e siamo in tanti, anche se, per svariati motivi, non possiamo esibire un’anzianità cosi importante.

      Rispondi
  43. Buongiorno ce da dire : Perché un Lavoratore che ha 41 di contributi deve continuare a Lavorare e chi ne ha 38 può andare in Pensione ,con quota 100 e successo Questo.
    Non Per Dire pero …..

    Rispondi
    • Concordo,ci sono persone che hanno iniziato a lavorare a 14 anni con lavori anche pesanti vedi in edilizia,sacchi di cemento da 50kg ecc ecc direi che con 41 anni di lavoro continuativo possano andare in pensione a prescindere dalla età e senza alcuna penalità,anzi……lavoro gravoso in età giovanile…..

      Rispondi
      • se hai già 67 anni vai con la legge fornero; corri subito da un patronato ad informarti quando fare la domanda; non aspettare 1 settimana, muoviti; saluti a te e ai gestori del sito

        Rispondi
  44. Salve, tenendo in conto la variazione dell’aspettativa di vita, prevedere oltre ai 67 anni per chi ha 20 anni di servizio, anche 66 anni almeno per chi ha versato 30 anni di contributi. Per chi vuole anticipare Quota 103: 38 di contributi a 65 anni fino a 41 per chi ha 62 anni. Maggiore flessibilità e svecchiamento. Lasciando le agevolazioni già attualmente previste.

    Rispondi
  45. Ma perché colui che a 41 anni di contributi non arriverà mai, deve essere costretto ad attendere 67 anni di età? Comprendo i prococi ma per gli altri è una vera condanna alla Fornero. Spero non sia così.
    All’anticipo pensionistico dovrebbero poter aderire tutti i lavoratori.

    Rispondi
  46. No, No e ancora NO. basta con questo discorso delle quote. Avete …. stufato e siete irragionevoli.
    Non si vuol capire che le quote, qualunque esse siano premiano alcuni e castigano molti altri, soprattutto le donne. Ci sono migliaia di situazioni che con le “Quote” persone di 63-64-65 anni NON riescono a rientrarci. Per sanare almeno parzialmente un cancro a cui vari governi ci hanno indotto basterebbe seguire letteralmente quanto elaborato da Mauro Marino. Ma serve l’intenzione e la volontà e non le chiacchiere di taluni ministri e sottosegretari che mirano solo al loro tornaconto elettorale.

    Rispondi
  47. Buon pomeriggio! Desidererei ringraziare, infinitamente, tutte le Istituzioni, i Sindacati, le Associazioni di Categoria, l’Inps e la Redazione di Pensioni per Tutti. Spero che il nuovo Parlamento Italiano, emani, al più presto, una legge che contempli ” l’incremento al milione” delle pensioni di invalidità per il range 74 – 99%.

    Rispondi
  48. Come si diceva da tempo la legge Fornero Resterà,faranno un’altra quota ma con Penalizzazione.
    Bravi ci avete venduto Aria fritta un’altra volta,Cari Politici (Troppe menzogne)

    Rispondi
    • Buongiorno a tutti. Egregio Paolo ,che avessero affiancato alla Fornero la cosa era normale anzi è meglio,almeno per il momento, inoltre si è sempre detto,da Salvini Durigon e Sindacati,che non ci saranno penalizzazioni.
      Buon Lavoro

      Rispondi
  49. Con quota 41 può pensionarsi un 58enne e dover continuare a lavorare un 65enne. Occorre qualcosa di più, personalmente opterei per 102 flessibile, ma capisco i lavoratori precoci…..vedremo

    Rispondi
    • TUTELARE I PRECOCI; Molto semplice oggi quota 41 è riservata solamente ad alcune categorie di lavoratori precoci (ossia coloro che hanno maturato 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni), quali disoccupati di lungo periodo, caregiver, invalidi e lavoratori gravosi. Basterebbe x svincolare queste categorie e dare ai precoci la stessa possibilità senza richiederne l’ abbinamento fra loro. E potrebbe essere anche 42 per tutti i precoci senza abbinamento, così non dovrebbero aspettare i 61 o 62 anni che per loro significherebbe fare 44 o oltre anni di contributi.

      Rispondi
      • Salve, hai ragione, chi ha iniziato a lavorare come me a 14 anni di età è veramente esausto, sono d’accordo con te sui 41 42 sarebbe l’ideale 41e mezzo
        Spero che facciano veramente una buona riforma senza troppe penalizzazioni altrimenti meglio la Fornero per quel che mi riguarda
        Saluti

        Rispondi
      • Sarebbe magari da rivedere 1 anno prima dei 19 anni di età. Io per esempio ho lavorato 10 mesi prima dei 19 e per soli 8 settimane sono penalizzato. Si potrebbe variare. Esempio 6 mesi prima dei 20 anni di età. E così si amplia la platea. Intre un occhio di riguardo a chi ha invalidità grave sopra 74%. Adesso può chiedere pensione di vecchiaia anticipata a 61 anni. Ma… Con un anno di attesa. I soldi iniziano ad arrivare a 62 anni, se ci arriva. Bisogna pensare all’attesa di vita. Non tutti arrivano a 80 anni o più. Bisogna vedere la situazione di salute della persona, etc

        Rispondi
      • Corretto occorre tutelare i precoci.
        Altrimenti i precoci, ( ad esempio mio marito,), ad arrivare a 61 anni, lavorerebbe 47 anni.
        E a sto punto sarebbe meglio non toccare la pensione anticipata della Fornero (42 e 10 mesi).

        Rispondi
      • Mauro, i precoci non devono aspettare 44 o oltre di contributi, con 42,10 + la finestra di 3 mesi vanno in pensione a qualsiasi età.

        Rispondi
        • E comunque non capisco perché un precoce debba lavorare 43 anni e un lavoratore che ha iniziato a 20 anni ne debba lavorare solo 41. Sarei anche stufo di vedere andare in pensione colleghi con tanti meno anni ( anche 38 perciò 5 ) solo perché hanno qualche anno più di me. Vorrei una ripartizione equa. Se hai due anni anagrafici più di me non trovo giusto che tu ci vada 1 anno prima e con due anni in meno di contributi.

          Rispondi

Lascia un commento