Pensioni 2023, Damiano: Ok proroga opzione donna, ma NO legato al numero dei figli

Cesare Damiano, già Ministro del Lavoro e Presidente di Lavoro&Welfare, con cui ci siamo confrontati non appena abbiamo avuto conferma dall’onorevole Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro, della veridicità della notizia della proroga di opzione donna legato al numero dei figli, si é detto molto contrariato.

Giusta la proroga dell’opzione donna, sebbene sarebbe stato meglio rendere la misura strutturale, ma assolutamente ingiusto ancorare la stessa alla maternità. Opzione donna deve restare tale, visto che già é ricalcolata col sistema contributivo, e non va assolutamente trasformata in opzione mamma, penalizzante per chi non ha figli.

Ecco le sue dichiarazioni in esclusiva per il sito:

Damiano Opzione donna non può essere legato al numero dei figli: penalizzante ed ingiusto

La notizia che nella legge di Bilancio è stato inserito il prolungamento per un anno dell’APE Sociale e di Opzione Donna mi aveva rassicurato, anche se sarebbe ora di rendere strutturali queste normative.

Poi, leggendo meglio i resoconti dei quotidiani, è emerso il fatto che Opzione Donna è stata pesantemente modificata: si parte sempre da 58 anni con il ricalcolo di tutto l’assegno con il metodo contributivo, ma l’accesso alla pensione è legato al numero dei figli.

Sono rimasto basito: si va a 58 anni se si hanno 2 o più figli, a 59 con 1 figlio e a 60 se si è senza figli. Mi domando: quante penalizzazioni e quanti ostacoli debbono ancora affrontare le donne?

Non basta, con il ricalcolo contributivo, un taglio dell’assegno fino al 30%? Occorre anche introdurre un premio-punizione legato alla maternità?

Mi auguro che Giorgia Meloni ci ripensi e metta un riparo a questo errore clamoroso e umiliante ripristinando la vecchia normativa. Noi vogliamo Opzione Donna, non Opzione Mamma“.

Ringraziamo Cedsare Damiano per il tempo dedicatoci. Voi cosa ne pensate al riguardo?

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12 commenti su “Pensioni 2023, Damiano: Ok proroga opzione donna, ma NO legato al numero dei figli”

  1. VERGOGNOSO!!! E chi come me ha già i 58 anni e 35 ( ormai 36 ..) anni di lavoro – CONTINUO – senza ahimè figli, ed essendoci stato il “silenzio stampa” per il 2022, adesso mi trovo gabbata e mazziata e lavorare fino a 60 anni perché non sono riuscita ad avere figli ( e non contano i genitori anziani ultra ottantenni, fragili, ma senza handicap, e ritieniti fortunata..) arrivando ad avere all’uscita 38 anni di lavoro, in più penalizzata con il taglio del 30%??????? Ma i SINDACATI dove sono???? E la Meloni!!!???? Da una donna questa decisione!!!!!!! VERGOGNA!!! VERGOGNA !!!! Quanto devono subire ancora le donne?????

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  2. I poveri e gli ultrasessantenni devono avere la precedenza. Qui con le opzioni e le quote stiamo deragliando. Forse riuscirò, prima di morire, a convincere qualcuno che i SENZA REDDITO, specie vecchietti, devono avere una corsia preferenziale. Mi sembra che stiano facendo il contrario di quello che avevano promesso. Qualcuno gli svegli dal torpore ignorante.

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  3. I poveri e gli ultrasessantenni devono avere la precedenza. Qui con le opzioni e le quote stiamo deragliando. Forse riuscirò, prima di morire, a convincere qualcuno che i SENZA REDDITO, specie vecchietti, devono avere una corsia preferenziale. Mi sembra che stiano facendo il contrario di quello che avevano promesso. Qualcuno gli svegli dal torpore ignorante.

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  4. Io sono nata nel 1964, ho un solo figlio ma una mamma anziana da accudire. Sono stata licenziata l’anno scorso x cessazione di attività dell’impresa dove lavoravo e speravo di accedere a questa forma pensionistica ad aprile. Ora vedo con rabbia e profonda delusione nei confronti dello Stato e della Costituzione Italiana che improvvisamente dopo mesi che ci fanno credere che Opzione Donna verrà riconfermata con gli stessi requisiti, questa novità sui figli?? Ma non è una cosa anticostituzionale??vergognoso, io mi vergogno di essere nata in questo paese

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  5. Riprendo un passaggio dell’intervista a Cesare Damiano:
    quanti ostacoli debbono ancora affrontare le donne?
    Non basta, con il ricalcolo contributivo, un taglio dell’assegno fino al 30%? Occorre anche introdurre un premio-punizione legato alla maternità?
    Vorrei ricordare che c’è un ulteriore “ostacolo” che andrebbe affrontato e sanato e riguarda la possibilità del cumulo gratuito dei contributi per accedere a OD.
    Ci sono donne con 35 anni di contributi e 60 anni e oltre di età che continuano a lavorare senza che venga riservata loro nessuna Opzione o possibilità di pensione anticipata.

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  6. Vi informate anche con i sindacati che tipo di azioni vorranno mettere in atto dopo la presentazione della manovra e in particolare delle decisioni su quota 41-62 e sulle modifiche apportate ad Opzione Donna.?
    Ho assistito alla diretta del CDM e sono rimasto molto colpito dalla soddisfazione e dalla sicurezza di aver fatto le cose più giuste possibili per il bene dell’Italia. Una conferma della impreparazione e dallo scollamento con i problemi reali che i politici tutti (destra, sinistra e centro) hanno oramai da tempo e che allontanerà sempre più la gente dal voto e dalla vita politica. L’unica speranza è LA PROTESTA intendo dire avere una classe sindacale capace di muovere le masse per cambiare le cose dando voce al popolo.

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  7. OPZIONE DONNA, sembrerebbe una cosa agevolata per le donne: NON CI DIMENTICHIAMO CHE 35 ERANO GLI ANNI PER ANDARE IN PENSIONE ED IN UNA MOSSA SOLA CI HANNO PORTATO A 41…….E’ UNA VERGOGNA…….E POI VENGONO AGGIUNTI ALTRI ANNI IN BASE AI FIGLI. VERGOGNA SU VERGOGNA…….OLTRETUTO CON IL CALCOLO CONTRIBUTIVO…………
    OPZIONE DI COSA?????? IO LA CHIAMEREI
    TI DEVI ACCONTENTARE

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  8. Tutta sta’ roba sulle pensioni nella legge di bilancio, è una roba da…ufo!!!
    Prima 62+41, poi opzione mamma…se c’è dell’altro celato nelle pieghe, ditecelo subito…così evitiamo di scandalizzarci altre volte!!

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  9. Che delusione questo governo anche loro rimandano la vera riforma delle pensioni al prossimo anno sempre il prossimo come tutti i governi prima di loro ci stanno prendendo in giro che dire… 🤮🤮🤮🤮

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  10. Mi aspetterei che Damiano facesse un’analisi sulla triste realtà che ci aspetta, dopo che questi dilettanti hanno avuto il coraggio di inasprire le quote precedenti, già ingiuste e persecutorie per le migliaia di lavoratori, specie del sud, che per tanti motivi, vedi studio, carriere discontinue e via dicendo, non hanno centrato l’ ambo 62-38 e poi 64-38 per mancanza dei contributi ed ora a 64-65-66 anni devono soffrire ancora, senza speranza di centrare i 41 anni e costretti a continuare a giocare a tombola, per colpa di sprovveduti che non si rendono nemmeno conto della gravità della scelta fatta- altro che fornero, questa quota 41 è peggio dell’inferno e ho paura che strada facendo questi vogliano mettere in campo soluzioni sempre più spietate , tipo alzare i 67 anni e creare quote più toste di questa- la Meloni ha zittito pure la Calderone che capisce la materia , che sono certo che avrebbe voluto attuare la 103 flessibile aperta e libera, che è la vera riforma degna di questo nome, la quale, tempo una settimana, entrerebbe a pieno titolo in finanziaria- ma che dire, l’impronta della Meloni è questa e se non si muovono Sindacati e opposizione, ho timore che passeremo giorni bui, e specie noi ultrasessantenni non ne usciremo vivi da questo modus operandi dell’esecutivo.

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  11. Questa modifica apportata è assolutamente anticostituzionale e ritengo che ci debba muovere da un punto di vista giuridico.
    E’ un atto di dichiarata e voluta discriminazione.
    Dare un vantaggio alle Donne che hanno fatto più figli (…”per la patria…”) rispetto a quelle che ne hanno fatti meno o non ne hanno fatti, magari perchè non potevano, è vergognoso e oltraggioso aldilà di qualsiasi schieramento politico: è obbligatorio intervenire.
    Auspico che questa ”modifica” sia stata apportata con leggerezza e che venga rettificata lasciando l’Opzione Donna così come era, già fortemente penalizzante da un punto di vista economico ma almeno non discriminante da un punto di vista umano.

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