Pensioni 2023, esito confronto Governo-sindacati: Comunicato CGIL, nessuna risposta

Riceviamo da Christian Ferrari, segretario confederale della Cgil, con delega alla previdenza, il resoconto dell’incontro Governo e sindacati tenutesi nella giornata di ieri 19 gennaio 2023, dal quale emerge un senso di delusione per le poche risposte ottenute “Il governo non ha dato risposte se non una disponibilità generica, senza indicare né una tempistica certa né un quadro definito di risorse, e rinviando a un prossimo incontro, fissato l’8 febbraio, un approfondimento su giovani e donne“. e la speranza che le cose possano cambiare nel corso dei successivi tavoli di confronto. Di seguito il Comunicato Stampa ufficiale diffuso ai vari organi di stampa, che riportiamo integralmente:

Comunicato Stampa CGIL: porre subito rimedio ad alcuni errori, come opzione donna

Cgil: dal Tavolo pensioni nessuna risposta su contenuti, risorse e tempi; solo una insufficiente disponibilità generica

Si è tenuto questa mattina l’incontro con il Governo sulle pensioni, tema sul quale – da anni – il sindacato confederale rivendica una riforma in grado di dare maggiore equità e solidarietà al sistema, superando definitivamente le rigidità della legge Fornero che, a dispetto degli slogan e degli impegni elettorali, continua ad essere in vigore.

Dopo aver ribadito il nostro giudizio fortemente negativo rispetto ai recenti provvedimenti in materia contenuti nella legge di bilancio, che hanno peggiorato ulteriormente la situazione e sottratto rilevanti risorse al capitolo Previdenza (opzione donna, quota 103, precoci, taglio della rivalutazione), abbiamo ripresentato unitariamente la piattaforma di CGIL, CISL e UIL per una riforma pensionistica che parta da: una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni o con 41 anni di contributi senza limiti di età, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la pensione contributiva di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e povere, il riconoscimento del lavoro di cura e delle donne, il rilancio della previdenza complementare negoziale, la piena tutela del potere d’acquisto delle pensioni in essere.

Sulla base di questi contenuti abbiamo chiesto al governo di aprire un confronto di merito, con modalità, risorse e tempi certi.

Abbiamo indicato la necessità di finalizzare il confronto entro la scadenza del prossimo DEF, al fine di definire le risorse necessarie – aspetto cruciale – e inserirle nel quadro di programmazione economica-finanziaria in vista della prossima legge di bilancio.

Inoltre, anche alla luce delle dichiarazioni del Presidente dell’INPS che ha sottolineato come l’aspetto fondamentale per garantire l’equilibrio e la sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico sia l’allargamento della base contributiva, abbiamo ribadito la necessità – anche ai fini previdenziali, a maggior ragione in un sistema a ripartizione come il nostro – di politiche finalizzate alla creazione di nuova occupazione, al contrasto della precarietà e all’aumento dei salari, chiedendo di aprire un confronto anche su questi temi.

Infine, abbiamo chiesto interventi correttivi immediati rispetto ad alcune scelte sbagliate fatte con la legge di bilancio, come ad esempio il rispristino dei requisiti previgenti di “opzione donna”.

A queste richieste il governo non ha dato risposte se non una disponibilità generica, senza indicare né una tempistica certa né un quadro definito di risorse, e rinviando a un prossimo incontro, fissato l’8 febbraio, un approfondimento su giovani e donne“.

Pensioni, incontro di oggi senza risposte

Riteniamo quello di oggi un incontro pletorico, interlocutorio e senza risposte.

Per la Cgil è importante ogni occasione di confronto e di discussione, ma serve chiarezza di tempi, contenuti e obiettivi.

Un generico tavolo di ascolto, privo di carattere negoziale, con tempistiche lunghe e incertezza su spazi e risorse non porterà lontano.

Per questo ribadiamo la necessità di aprire una vera trattativa sui contenuti della nostra piattaforma, per trovare soluzioni da inserire e finanziare con il prossimo DEF“.

Ringraziamo per la gentilezza e la tempestività Christian Ferrari, segretario confederale della Cgil, e vi chiediamo un commento nell’apposita sezione del sito su quanto richiesto dalla CGIL in sede di confronto, soddisfatti?

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44 commenti su “Pensioni 2023, esito confronto Governo-sindacati: Comunicato CGIL, nessuna risposta”

  1. I Sindacati stanno facendo quello che l’odierno Governo aveva preannunciato in campagna elettorale cioè 41 anni di contribuzione e qualunque età. Solo al Nord si raggiungono queste cifre e il Sud continuerà ad aspettare che vengano tempi migliori cioè mai. Una domanda se qualcuno può rispondermi, se io ho 65 anni e non ho i 41 anni di contribuzione, quando andrò in pensione? Continuerò ad aspettare che modifichino la Legge Fornero?

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  2. Buongiorno, avrei una domanda: per quale motivo i sindacati non hanno mai proposto l’abolizione della Legge FORNERO???
    Non servirebbe molto sforzo, vi è solo da scegliere tra un referendum oppure la raccolta di 500.000 firme.
    Gradirei una risposta, grazie

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    • Ti rispondo io, caro Giulio: ne farebbero una peggiore; ti ricordo, a scanso di equivoci, che quota 100, ha bloccato l’aspettativa di vita a 42 anni e 10 mesi; poi c’è sempre la finestra di 3 mesi; ci doveva essere un adeguamento prima ogni 3 anni e poi un aumento di 3 mesi ogni 2 anni; nel 2019 l’aspettativa era aumentata e ci volevano 43 anni e 3 mesi; quota 100 blocco tutto fino al 2026; io avevo fatto i calcoli che occorrevano oltre 44 anni; ; ricapitolando: sono capaci anche di peggiorarla; adesso il ragionamento è : vuoi andare prima: tutto contributivo; poi spero di sbagliarmi ma…………………………………; saluti a te e ai gestori del sito

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    • Ottima riflessione Giulio, perché fa capire quanto è disarmante l’atteggiamento del sindacato- ma lancio la palla a tutti, per dire a chiare lettere PROPONIAMO UN REFERENDUM per abolire la Fornero e per garantire la flessibilità e l’abbassamento a 65 anni per la pensione di vecchiaia- ormai dobbiamo tentarle tutte altrimenti siamo fottuti tra governo e e politiche europee.

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      • Sig. Sergio, in pratica lei sta proponendo una “Proposta di Legge di iniziativa popolare”.

        Una simile azione è prevista dall’articolo 71, comma 2 della Costituzione della Repubblica italiana. L’articolo 71 recita:

        ART. 71.

        Comma 1: “L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale”.

        Comma 2: “Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli”.

        In termini operativi, per avviare una “Proposta di Legge di iniziativa popolare” occorre impostare una “macchina operativa” che sia in grado di:

        1. Impostare una “Proposta di Legge di iniziativa popolare” in termini di articoli come prevede la Costituzione (si potrebbe fare);

        2. Divulgare la Proposta di Legge (si può fare);

        3. Raccogliere 50.000 (cinquantamila) firme da parte di elettori, le cui firme vanno autenticate, per esempio, da assessori comunali (si può fare);

        4. Presentare la Proposta di Legge alla Corte Suprema di Cassazione che poi farà annunciare l’iniziativa tramite la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (si può fare).

        Trattandosi di una Proposta di Legge, questa verrà discussa in Parlamento (Camera e Senato).

        In Parlamento ci sono parlamentari che tra una parola e l’altra dell’oratore guardano i loro smartphone, prendono appunti su altre proposte che verranno discusse, discutono tra loro per risolvere qualche problema internamente al loro partito.

        Insomma, per farla breve: quando si passerebbe alla votazione per approvare o respingere la Poposta di legge di iniziativa popolare, tutti parlamentari premerebbero il bottone che fa uscire la scritta “RESPINTO”.

        Noi stiamo parlando, in pratica, di uno strumento tramite il quale il Popolo esercita la sua sovranità in accordo con l’articolo 1, comma 2 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. In altre parole, si parlerebbe di “democrazia diretta”.

        Ma il nostro Parlamento non accetta la democrazia diretta (ci ha provato il Movimento Cinque Stelle, che ha fallito, perché ha cessato di essere Movimento per diventare Partito politico e quindi è arrivato a comportarsi come tutti gli altri Partiti politici).

        Ci fu un tempo in cui il Presidente del Consiglio dei Ministri (il cui nome non cito per una forma di rispetto, ma è l’ex sindaco di Firenze) propose un Riforma costituzionale tramite referendum.

        Qualcuno disse che si veniva “chiamati a votare una riforma che vede la demolizione di principi democratici strutturali, tra cui l’eliminazione del Senato e la possibilità di votare i capolista, oltre l’alzamento della soglia per la raccolta firme dei referendum».

        Come è noto, l’iniziativa referendaria dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri (ex sindaco di Firenze) non ebbe successo.

        Ed egli cadde come corpo morto cade.

        Per risolvere i problemi che abbiamo, occorrono non solo economisti contabili, ma anche economisti che siano in grado e capaci di consigliare il Governo ad attuare misure concrete orientate alla crescita e allo sviluppo economico.

        Per risolvere i problemi che abbiamo, occorrono non solo Capi di Partito, ma anche Leader di Nazione.

        Occorrono Statisti, e non solo uomini di Stato.

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  3. Non capisco perché quando si parla di Pensioni si tende sempre a pensare e favorire a chi sta bene ed ha avuto carriere lunghe e durature. Vedete che specialmente al Sud con lavori in nero e periodi di disoccupazione sono pochissimi i lavoratori privati che possono raggiungere i 30 anni di contributi, pur avendo lavorato anche oltre 40 anni. Quindi ora basta Fornero e tutti solo in Pensione con 62 anni ed ognuno, se vuol andare in pensione, prenderà quello che gli spetta in base ai contributi versati. Basta chiacchiere tra Sindacati e Governo è ora come in Francia di ribellarsi e dire basta di prendere in giro Noi poveri cristi ultrasessantenni che non c’è la facciamo più a lavorare!

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  5. Facciamo un pò di chiarezza. La pensione anticipata ordinaria resterà fino al 31 dicembre 2026.
    La quota 41 che verrà “probabilmente” varata per il 2024, non sostituirà la pensione anticipata ordinaria .. cossidetta della Fornero, ma l’affiancherà. I lavoratori con carriere lunghe con più di 41 .. 42 anni e oltre di contributi, potranno essere liberi di scegliere tra le due misure.

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    • Caro Franco; facciamo chiarezza; vera la prima parte che hai detto; su quella del 2024 dei 41 anni metteranno quasi sicuramente paletti tali per far andare in pensione non 4 gatti o gatte, se va bene 2 gatti; la scelta tra la fornero e altri provvedimenti credo che sia un’utopia; poi speriamo in buone nuove ma…………………………… saluti a te e ai gestori del sito

      Rispondi
  6. Si trovano fra 3 settimane per parlare di donne e giovani, poi dopo un mese, parleranno di giovani e donne……e tutti gli altri ? Ah è vero, hanno davanti 5 anni di legislatura, non possono fare tutto e subito.

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  7. Buona sera, a tutti i lettori
    facendo seguito alla riunione tenutasi ieri 19.01.2023, tra la ministra del lavoro , Marina Calderone, il sottosegretario Claudio Durigon, il sottosegretario all’Economia Federico Freni, accompagnati dai vertici di CGIL Landini, CISL Sbarra e UIL Bombardieri e dal Presidente dell’INPS Pasquale Tridico, il quale al tavolo delle trattative, ha espresso preoccupazione del bilancio nei prossimi anni, che andrà peggiorando avendo più pensionati e meno lavoratori, nel dettaglio più uscite per spesa pensionistica e meno entrate per mancanza di lavoratori, non garantendo la sostenibilità delle casse INPS.

    Non dimentichiamoci quanto, più volte mostratoci in trasmissione “Fuori dal Coro” di Giordano, che l’INPS è un colabrodo, palazzi sfitti, in disuso, mal mantenuti, manutenzioni fantasma che NOI contribuenti paghiamo e non vengo REALMENTE ESEGUITE, dirigenti pagati profumatamente compreso lo stesso Presidente. Potrebbero vendere, affittare e ridurre drasticamente le spese che NOI contribuenti paghiamo.

    Dobbiamo smetterla di farci abbindolare da questi incantatori di serpenti, sono solo dei commerciali che sanno vendere fuffa, sogni e nient’altro, lasciando i pensionati inchiodati al lavoro.

    Il risultato per avere una situazione “”stabile”” al superamento della legge Fornero, dovrebbe arrivare a FINE LEGISLATURA, se mai ci arriveranno e tale data dovrebbe essere nel 2026, nuovamente in campagna elettorale ed alla fine del congelamento all’aspettativa di vita…….. tutto già preimpostato.

    Io alle elezioni Regionali della Lombardia 2023 non ci sarò, non perché non ami o tenga a cuore la mia regione, ma è una questione di principio e di rotazione, una volta soffro io, una volta soffrite voi ed ora e il momento che soffriate Voi (centro DX) è l’unico modo per farci ascoltare (lavoratori/lavoratrici) e mostrare che siamo persone non numeri.

    Chiudo dicendo che se tutto dovesse andarmi bene entro gennaio 2025, salvo imprevisti Divini, dovrei andare in pensione e vedere la fine del tunnel con l’anticipata e agognata Fornero, 43 anni e 1 mese.

    Non cambiate tale proposta altrimenti fuoriesce il peggio di me.

    Cordiali saluti

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    • Non vedo cosa c’entrano le elezioni regionali con l’argomento di cui parliamo,bah!??
      Comunque se vogliamo divagare e rispondere all’assurdità è facile, diciamo che negli ultimi 10 anni ha governato chi non ha mai vinto le elezioni facendo soffrire gli altri adesso spero che per 10 anni “soffrano” quelli dall’altra parte. Ciao amico.

      Rispondi
      • certo giacomo che le regionali c’entrano; visto che sono le elezioni , senza offesa per le altre, delle 2 regioni più importanti d’italia; le promesse elettorali che faranno da adesso alle prossime settimane le vedremo; speriamo in bene; saluti a te e ai gestori del sito

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  8. Sindacati … perche la flessibilita da 62 anni? Perche quota 41 … .
    Se il monte contributi di una persona lo permette, se l’importo dell’assegno pensionistico determinato con il contributivo e’ un importo che supera l’importo della pensione sociale …NON SI CAPISCE PERCHE SI INSISTA CON LA SOGLIA DI ETA’. Se sopravvivono le persone con un assegno sociale….
    Inoltre … 41 anni di pochi contributi (e magari 56 anni di eta) possono valere anche molto meno di un montante di 35 anni di contributi raggiunti a 59/60 anni e costare allo stato molto di piu.
    Flessibilità non e’ mettere soglie di eta, quote…
    L’auspicio e’ soltanto riprendere i propri soldi… ricorderei ai sindacati che non rappresentano tutti e che le pensioni interamente contributive a cui in molti di noi non hanno alternativa sono una retribuzione differita e non devono servire al consenso !!!!

    Rispondi
    • Caro Roberto; ti spiego qualcosa; perchè 62 e 41? semplice; sembrano un disco rotto ma anche quello l’hanno ottenuto quest’anno; tu dici meno anni e contributi? impossibile; perchè? debito pubblico, unione europea che dice di controllare la spesa pubblica, soldi del pnrr se non tocchi la legge fornero, etc; ti faccio un esempio; io ho terminato e uso la Rita; condizione base: minimo 62 anni salvo disoccupazione da più di 2 anni certificata e non prima dei 57 anni; mi danno qualcosa? nulla, uso la pensione integrativa; poi speriamo che dicano: a 64 anni , proposta tridico, ti dò la parte contributiva della tua pensione; speriamo ma neanche quello concederanno; tutto chiaro Roberto? saluti a te e ai gestori del sito

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      • Buongiorno Sig. Paolo, sempre positivo ascoltare gli altri e confrontarsi con massimo rispetto delle idee e delle situazioni di tutti. Tutto chiaro ma vista la situazione non credo che sia corretto farla pagare sempre a quelli che vengono dopo… (anche se non rientrerei in questa categoria.. pero non possiamo non pensare ai ns figli o nipoti). Piuttosto bisogna premiare i salari dei giovani che sono il futuro e che sicuramente in un sistema economico creano maggior valore dandone continuità e sostenibilità.
        La pensione contributiva e’ retribuzione differita ? Se cosi non e’ .. il 33% di trattenuta dal reddito da lavoro dipendente la chiamino anche questa trattenuta sociale / tassa per futuro assegno di quiescenza! Che facciano a questo punto un tassa unica CHE RISPETTI ART. 53 (ad esempio accorpando gli importi nell’irpef e ripartendo poi il gettito alla voce di spesa assistenza/diritto quiescenza)
        Quindi molto d’accordo che prima di dare soluzioni bisognerebbe inquadrare una volta per tutte la situazione e accettare che il prezzo da pagare sarà alto e che il paese dei balocchi non e’ mai esistito. Contributivo per tutti subito e rivedere le pensioni di reversibilità sulla base del versato: poi , senza lasciare nessuno indietro, la collettività paghera i danni (del consenso). Sindacati e di questo che si dovrebbe parlare. Poi se ci si vuole lamentare del livello tassazione generale Paese.. .della disparità fra diritti acquisiti , diversità di tassazioni (es. flat tax autonomi…) …
        IL BEL PAESE.
        Buon fine settimana

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        • Non ci siamo capiti; farla pagare a quelli che vengono dopo? no, la stanno facendo pagare a noi salatissima; noi del 1960, sono arrivati a quelli dell’anno prima e poi hanno chiuso le porte; fino all’anno scorso erano 38 di contributi; in un anno da 38 a 41; ricalcolare le pensioni a tutti? giuridicamente non è possibile; mi aspetto però anche di peggio; speriamo di no; saluti a te e ai gestori del sito

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  9. Buongiorno la Legge Fornero non la toglieranno Mai ,oggi ho letto una dichiarazione del Bifolco ministro Olandese a dire che L ‘Italia spende già troppo per le Pensioni e quindi di Lasciare tutto come .
    E nessuno del Governo ha Replicato Bravi Politici

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    • Lo scorso anno l’on. Durigon in una occasione ha fatto una dichiarazione del tipo “ringraziamo il ministro Orlando per tutto quello che NON ha fatto ” .
      Il mio timore è che si arrivi alle vacanze estive dovendo fare, noi lavoratori, lo stesso tipo di ringraziamento nei confronti di Durigon !
      Se governo e sindacati di vedono una volta ogni 20 giorni …le trattative dureranno anni !
      Altro che Quota 41 Secca SUBITO promesso prima del voto !

      Rispondi
  10. Buon pomeriggio! Spero che il prossimo incontro tra Governo Italiano e Sindacati sia più proficuo e possa dare maggiori certezze e garanzie a tutti i futuri pensionandi. Mi auguro, infine, che l’Esecutivo ” incrementi al milione” le pensioni di invalidità civile, per il range 74-99%. Ringrazio tutti immensamente.

    Rispondi
      • Gentilissimo Signor Emilio, mi auguro che le aspettative di tutti i futuri pensionati non vengano disattese. La speranza è l’unico ” antidoto ” possibile per fare fronte ai problemi della vita. Un caro saluto a Lei e a tutti.

        Rispondi
  11. E’ ora di scendere in piazza non è più possibile essere presi per i fondelli dai vari governi di turno si sperava in Salvini -Meloni ma mi sembra che anche loro non sono così diversi da altri ci prendono e continuano a prenderci per il

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  12. Solito film già visto, soliti attori che non sanno nemmeno recitare e non sono nemmeno uniti tra loro, cioè questi inutili sindacati che fanno la figura dei coglioni e, cosa ancor più grave, fanno passare anche noi per coglioni e il Governo che fa? Fa che ci va a nozze con ste figure di merda del sindacato e quindi fa quel che gli pare e a noi ….parafrasando il grande Vasco… ci arrivano gli spari sopra – ormai è inutile sperare nei prossimi incontri di questi incapaci …addirittura settimanali, ma per fare che… per giocare a scopone alla nostra faccia ? – solo la mobilitazione ci può salvare, organizzata da noi stessi e col coraggio di scendere a Roma- è mai possibile che in Francia da 500 mila sono passati già a 2 milioni in piazza e certamente bloccheranno la proposta di alzare a 64 anni….e noi che cavolo vogliamo fare? STARE ANCORA A GUARDARE E SPERARE ? MOBILITIAMOCI , TANTO NON ABBIAMO PIÙ NULLA DA PERDERE.

    Rispondi
    • Concordo in tutto e pet tutto con te’. Se aspettiamo il sindacato non si muoverà mai una foglia. Mobilitiamoci su nostra iniziativa, dimostriamo che anche noi al pari dei francesi abbiamo una dignità.

      Rispondi
  13. Purtroppo è quello che temevo, si rimanda sempre alla volta successiva…
    Dagli articoli di giornali che leggevo stamattina c’è poco da star tranquilli… Esempio: quota 41 si, ma tutta contributiva…lasciate la Fornero, perché fregare la gente che è a un tiro di schioppo dalle regole Fornero non è serio per non dire altro di offensivo!

    Rispondi
  14. Uscita dai 62 anni o 41 di contributi, Opzione Donna da rivedere, è già molto penalizzante uscire con questa opzione quindi riportate i requisiti come erano prima e CUMULO GRATUITO DEI CONTRIBUTI VERSATI IN CASSE DIVERSE!!

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  15. E via che si ricomincia con il solito teatrino, cambiano gli attori, i personaggi che partecipano ma non cambia la trama e il modo di interagire. Gli interessi del lavoratore sono sempre messi in un angolo , come pure le richieste del Sindacato, che talvolta non coincidono con gli interessi dei lavoratori specie nelle priorità delle richieste.
    Del resto non mi aspettavo nulla di nuovo, abbiamo già visto e rivisto questo film.
    Cosa fare dunque?
    Conosco solo un modo per smuovere le acque e cioè la mobilitazione Scendere in piazza è l’unica arma che abbiamo a disposizione per rompere questa egemonia e per abbattere questo muro di gomma
    Solo attraverso una seria mobilitazione possiamo ottenere qualcosa, magari nel breve periodo (anno 2023) anche solo la cancellazione delle finestre e la misera riduzione di un anno di lavoro che, seppur lontana dalle leggittime richieste avanzate, rimane sempre un segnale positivo ed un piccolo passo in avanti.
    Mi permetto di aggiungere una riflessione:
    – se fosse in mio potere farei 3 cose:
    1) cancellerei tutta la politica italiana e mi affiderei ad un organismo europeo.
    2) venderei alcuni beni dello stato per saldare l’intero debito italiano.
    3) Rivedrei tutti gli stipendi dei dipendenti pubblici e di società a partecipazione statale fissandone un tetto massimo di euro 5000 mese.
    4) Ricalcolerei tutte lepensioni dei politci in baase a quanto versato, applicando gli stessi criteri utilizzati per il lavoratore

    Rispondi
    • Perfetto e condivisibile fino alla riflessione. Poi sei caduto nella pura demagogia. Vuoi cancellare la politica italiana e affidarti ad un organismo europeo: guarda che questo già avviene, l’UE e ,soprattutto ,l’Euro sono la causa primaria dei nostri mali da quando esistono, se non credi sia così, informati. Vuoi vendere beni dello Stato per ripagare il debito pubblico? Vedi il Giappone come fa a sostenere il proprio debito pubblico , molto più alto del nostro. Il debito pubblico si sostiene con la propria moneta, purtroppo l’euro è moneta straniera e questo rappresenta un vincolo insormontabile.
      Limiteresti gli stipendi dei dipendenti pubblici? Come ti vengono in mente certe idee. Se esiste un problema di efficienza del sistema pubblico occorre intervenire a livello apicale per porvi rimedio, non abbassare gli stipendi di tutti (lavoro come dipendente privato da sempre, sia chiaro). Lo Stato ( non il nostro che non è più tale da tempo, oggi è una colonia) è il primo motore dell’economia con i suoi investimenti e con il lavoro diretto dei suoi dipendenti per garantire i giusti servizi alla collettività (purtroppo il ritornello è, il pubblico non funziona, privato è bello, decenni di disinformazione hanno portato a questo sentimento diffuso).
      Sul quarto punto ti darei anche ragione, anzi per il passato hai sicuramente ragione. Oggi però i politici godono di trattamenti pensionistici che ci appaiono smisurati, ma in realtà non è così. È vero che basta una legislatura, ma i loro versamenti tenuto conto degli stipendi lordi sono assai elevati. Rimane ingiusta e ingiustificata l’età di 65 anni per usufruire della pensione, quando noi abbiamo abbiamo i 67. Sarebbe sufficiente partire da qui, anche per un sindacato serio, per fare un primo passo nella direzione giusta: abbassare l’età di vecchiaia e anticipo pensionistico ragionevole per chi ha maturato oltre 40 di contributi.

      Rispondi
  16. NON SCHERZIAMO ! OK A QUOTA 41 E FLESSIBILITA’ A 62 ANNI, MA LASCIANDO COMUNQUE IN VIGORE ANCHE L’ ANTICIPATA DELLA FORNERO PER NON ANDARE A PENALIZZARE NUOVAMENTE “CHI HA INIZIATO PRESTO” E HA AVUTO CARRIERE LAVORATIVE LUNGHE ED È GIÀ BEN OLTRE I 41 ANNI. SI DEVE LASCIARE LA POSSIBILITÀ AL LAVORATORE DI SCEGLIERE QUALE UTILIZZARE.

    SINDACATI SVEGLIA !

    Rispondi
  17. Ok il comunicato ma rimane aria fritta se non si mette sul piatto una minaccia di mobilitazione e proteste in caso di ulteriori prese in giro.
    Le manifestazioni di piazza sono l’unica arma in grado di penetrare il muro di gomma di questo governo ma anche dei precedenti.
    Mi permetto di aggiungere che la politica del tutto o niente in una situazione come questa può essere dannosa.
    Se 41 per tutti al momento non è sostenibile ci si può arrivare per gradi.
    Per esempio 41,3 per le donne e 42,3 per gli uomini il primo anno e poi via via a scendere
    Idem per l’età pensionabile.
    Si potrebbe cominciare anche eliminando le odiose finestre.
    Dalle mie parti si dice che piuttosto che niente è meglio piuttosto…
    L’importante è dare un segno perchè la gente ha bisogno di di certezze e aggiungo anche di speranza per il futuro.

    Rispondi
  18. Purtroppo la solita manfrina, hanno presentato sempre le stesse cose trite e ritrite. Come hanno detto in tanti andavano posti solo due problemi: QUOTA 41 SENZA LIMITI DI ETA’ E FLESSIBILITA’ A 62 ANNI. Lasciando comunque in vigore anche la legge Fornero in modo che il lavoratore possa scegliere quale utilizzare.
    E poi non si dice noi abbiamo proposto e ora aspettiamo la risposta, il sindacato deve essere lui a imporre una data per ottenere una risposta dal Governo altrimenti bisogna iniziare a fare come i Francesi, bloccare il PAESE. Siamo stufi di essere presi per i FONDELLI. Sindacati dovete SVEGLIARVIIII, siamo stufi di queste manfrine. ORA BASTAAAAA regole certe dobbiamo sapere quando andremo in pensione dobbiamo poter organizzare la nostra vita.

    Rispondi
    • Caro stefano, hai sentito ieri Gentiloni da Davos che cosa ha detto? Gentiloni è il commissario UE all’economia tanto per la precisione ; lì, a Davos si riunivano i potenti della terra e anche altri; Gentiloni ha detto: per i paesi con forte debito pubblico in rapporto al PIL (l’italia è uno di questi) è fondamentale tenere sotto controllo la spesa pubblica; cioè? stipendi e pensioni; cioè: come si dice: sono ca………..i amari per chi non è già in pensione, e vedrai che fino al 2026 per le pensioni sarà durissima: neanche 4 gatti e gatte; 1 gatto e 1 gatta lasceranno andare ( a parte legge Fornero); poi spero tanto di sbagliarmi ma…………………………………….; saluti a te e ai gestori del sito

      Rispondi
      • Hai ragione Paolo come riassunto finale del tuo e mio discorso potrei dire solo che siamo sempre noi a prenderlo nel…….., Fanno sempre riferimento a costi e debito pubblico ma sempre e solo quando si tratta di riforma delle pensioni non fanno o stesso discorso quando parlano di bonus vari, RDC,invio di armi in Ucraina. Ma tanto sanno che siamo un popolo di Coglioni parliamo, parliamo ma poi basta una partita in TV, la pizza il sabato sera e ritorniamo a fare gli agnellini sacrificali. In fin dei conti abbiamo quello che ci meritiamo, dobbiamo solo sperare che la salute ci assiste e così forse arriveremo a 67 anni per andare in pensione. Dalle mie parti si dica…na bella merda. Un saluto

        Rispondi
  19. Da quello che ho capito del “non detto”, si legge tra le righe che, oltre ai contributi che già versiamo, dovremmo contribuire con una pensione integrativa per poter andare in pensione PRIMA dei 42 anni (di servizio) o dei 67 anni (di età anagrafica) della Legge Fornero.
    Ma che si stessero fermi e non modifichino niente!
    Il detto non sbaglia: Chi cambia il vecchio con il nuovo peggio trova

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    • No, stanca, non è questa la questione; dipende dalle età: se tu hai 60 anni e non hai già iniziato una pensione integrativa c’è poco da fare anche perchè in 5-6 anni fai poco; a quel punto le alternative sono poche: o legge fornero o se vuoi anticipare al 99% ti diranno: tutto contributivo (speriamo di no ma l’idea a cui pensano è quella); se tu invece hai 50-55 anni la situazione è diversa. alla pensione manca un pò di tempo e una pensione integrativa non è una cattiva idea anche perchè il rischio, rispetto all’ultimo stipendio, è di una pensione comunque scarsa considerando il sistema contributivo; tutto chiaro? poi vedremo le evoluzioni future; saluti a te e ai gestori del sito

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  20. Tutto giusto ma considerato che il Governo obbediente agli ordini di Bruxelles farà orecchie di mercante si prevedano, sin da adesso, energiche forme di protesta.

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    • I sindacati prendono sempre atto della situazione, ribadiscono le loro proposte (le stesse da anni), il governo non risponde, si salutano e….buonanotte! Questo non è nemmeno l’inizio di una trattativa, è solo l’ennesima presa per i fondelli! È ora di passare all’azione, l’UE ha rotto i ….., 30 anni di sottomissione, ci hanno ridotto con le pezze al sedere, grazie ai governi collaborazionisti nostrani. ORA BASTA!!!

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