Pensioni 2023, intervista a Ferrari (CGIL): Quota 41 e via dai 62 anni misure possibili

Riforma pensioni 2021, boom di consensi per la proposta dei quota 41

Il tema pensioni continua ad essere ‘caldo’ e molti dei nostri lettori hanno accusato il sindacato di immobilismo nei confronti di un atteggiamento del Governo che pare sordo alle richieste dei lavoratori. Un esecutivo che tarda a riprendere i tavoli di confronto con le parti sociali al fine di riaprire il cantiere previdenziale in vista della scadenza delle attuali misure ‘tampone’: Quota 102, Ape sociale e Opzione donna, tutte in scadenza, lo ricordiamo, al 31/12/2022.

Cosa ne sarà dei lavoratori prossimi alla pensione dal 1 gennaio 2023 non è al momento dato sapersi, alcune proposte, come quella del Presidente INPS Tridico, o alcune affermazioni, come quelle della Prof.ssa Fornero, hanno fatto recentemente più discutere di altre, ma al momento il Governo non si è espresso in tal senso. Della questione ne abbiamo parlato in una lunga ed articolata intervista con il neo segretario confederale della Cgil Christian Ferrari, che ha preso il posto di Roberto Ghiselli investito del nuovo ruolo di Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INPS, a cui facciamo i nostri più sentiti auguri e complimenti per il nuovo incarico. Il Dott. Ferrari, che ringraziamo per la disponibilità a proseguire il proficuo rapporto di dialogo portato avanti negli anni con Ghiselli, ci ha rilasciato la prima intervista in esclusiva per il nostro portale, che visto lo spessore dei contenuti, vi riproporremmo in due parti, la seconda sarà accessibile sul sito dalla giornata di domani. Di seguito le sue parole:

Pensioni anticipate 2023: rischio ritorno a pieno della Riforma Monti –Fornero? L’intervista al Dott. Ferrari

Pensionipertutti: “Buongiorno Dott. Ferrari e complimenti per il nuovo incarico di segretario confederale della Cgil, i nostri lettori erano soliti leggere il suo predecessore Roberto Ghiselli e dato il cambio della guardia vorrebbero conoscerla meglio. Sono preoccupati che dal 1° gennaio 2023 torni a pieno la riforma Monti-Fornero, a suo avviso il rischio è davvero concreto o sono in programma degli incontri tra governo e sindacati per riaprire il cantiere previdenziale?

Christian Ferrari (CGIL):Buongiorno a voi e grazie per questa opportunità. Vado subito al punto, partendo con una precisazione: al di là della propaganda, la realtà è che la riforma Monti-Fornero non è mai stata superata. In questi anni, infatti, sia “quota 100” sia, a maggior ragione, “quota 102” sono stati provvedimenti del tutto marginali e temporanei. Hanno riguardato solo una piccola parte del mondo del lavoro: con “quota 100”, coloro che sono nati entro il 1959 e avevano perfezionato almeno 38 anni di contribuzione; mentre con “quota 102” – introdotta quest’anno – chi ha 64 anni e sempre 38 anni di contribuzione. Risultato: poco meno di 380.000 le domande di “quota 100” accolte nel triennio 2019-2021, appena un terzo delle persone che avevano maturato il diritto; invece, per quanto riguarda “quota 102” – proiettando i dati INPS sulle domande presentate nei primi cinque mesi del 2022 (3.860 complessivamente) a tutto l’anno in corso – saranno circa 8.500 i soggetti che avranno accesso a tale anticipo pensionistico.

Insomma: ciò che era stato “venduto” addirittura come superamento della legge Fornero, in realtà è stata solo una piccola deroga temporanea che ha confermato l’impianto del sistema e lasciato inalterata la prospettiva previdenziale per la stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori. Il punto non era, e non è, rendere più graduale l’uscita da ‘Quota 100’, ma riformare complessivamente il sistema. E per quanto ci riguarda, è necessario che il Governo riapra al più presto il tavolo di confronto sulla previdenza, che si è interrotto bruscamente a febbraio, per le vicende legate alla crisi geopolitica. Perché – anche se l’emergenza non è superata – il tema pensioni è un punto centrale e va affrontato subito, per dare risposte e certezze alle persone, e non agitato come slogan nella prossima campagna elettorale.

Da questo punto di vista, abbiamo tutta l’intenzione di continuare a sostenere le rivendicazioni contenute nella Piattaforma unitaria sulle pensioni, se necessario anche intensificando la nostra iniziativa sindacale, in continuità con lo sciopero generale dello scorso 16 dicembre – che vedeva proprio nella riforma della previdenza uno dei principali obiettivi – e con tutto il percorso di mobilitazione che stiamo sviluppando nel Paese per una svolta nelle politiche economiche e sociali.”

Pensioni anticipate 2023, Quota 41 e flessibilità in uscita: misure utopiche o realistiche?

Pensionipertutti: “Le misure che i lavoratori vorrebbero vedere accolte dal 2023 per poter parlare di vera riforma previdenziale sono la Quota 41 per tutti indipendentemente dall’età anagrafica e la flessibilità in uscita dai 62/63 anni senza eccessive penalità. Crede siano misure possibili anche in termini di sostenibilità finanziaria o resteranno solo dei desiderata?

Christian Ferrari (CGIL): “Sono le nostre proposte: 41 anni di contribuzione per tutti a prescindere dall’età e una flessibilità a partire da 62 anni. Sono misure possibili, bisogna tornare a discuterne. Anche perché siamo in un contesto totalmente diverso dal passato: il bacino dei soggetti in regime retributivo va rapidamente esaurendosi, e almeno 2/3 delle posizioni sono già oggi calcolate con il sistema puramente contributivo. Questo cambia completamente lo scenario, perché la quota contributiva non determina alcun costo aggiuntivo per la spesa pensionistica, ma solo un anticipo di cassa.

E questo aspetto oggettivo va tenuto in considerazione. Del resto, proprio i dati di “quota 100” dimostrano come la propensione al pensionamento in un sistema contributivo sia profondamente diversa: non tutti coloro che perfezionano in astratto il diritto alla pensione decidono poi di anticipare effettivamente l’uscita. C’è una valutazione soggettiva di convenienza legata – tra le altre cose – al fatto che l’età incide sul calcolo dell’assegno attraverso il coefficiente di trasformazione”

Domani, non perdetevi il seguito altrettanto interessante, pubblicheremo la parte dell’intervista che riguarda domande concernenti l’eventuale proroga di opzione donna e dell’ape sociale. Oltre a considerazioni sulla Proposta Tridico e sulle affermazioni della Prof.ssa Fornero che vede possibile una flessibilità in uscita possibile solo a fronte di un ricalcolo contributivo dell’assegno. Nel mentre diteci la vostra impressione nella sezione commenti, se vi va, sulla prima parte qui pubblicata.

Grazie ancora al Dott. Ferrari per il tempo dedicatoci e per la disponibilità dimostrata.

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64 commenti su “Pensioni 2023, intervista a Ferrari (CGIL): Quota 41 e via dai 62 anni misure possibili

  1. Innanzitutto saluto Christian e gli porgo i miei migliori auguri di buon lavoro! Poi, desidero esprimere la mia considerazione/proposta, su alcuni punti:
    1) il blocco perequativo su pensioni e salari degli anni 2012 e 2013, non è mai stato ripreso per riconsegnare a lavoratori e pensionati, una importante percentuale, 6,7%, della perdita del loro potere d’acquisto;
    2) contributi silenti giacenti presso l’istituto previdenziale italiano, a nome di migliaia di persone, prevalentemente donne, che per vari motivi o necessità familiari, hanno abbandonato il lavoro e non hanno raggiunto il montante dei 15/20 anni di contributi, per ottenere la liquidazione della pensione. Perché non adeguarsi al metodo di calcolo in essere per le pensioni estere?
    3) metodo di calcolo sui benefici sociali collegati alle pensioni basse, (vedere dati ISTAT sulle povertà relative ed assolute) a mio avviso é giunto opportuno considerare e rivedere, ritornando al passato, per calcolo di questi aiuti sociali, tenendo conto solo dei redditi posseduti dalla persona anziché la doppia verifica (personale/coniugale), attualizzando il criterio utilizzato per il calcolo della Somma Aggiuntiva, 14a!
    Sono piccole azioni, ma darebbero un segnale importante a quelle fascie di cittadine e cittadini che vivono costantemente nei vari disagi.
    Grazie per l’attenzione.
    Dino De Marchi (Este – PD)

  2. Buongiorno, noi lavoratori precoci (o cmq chi ha iniziato molto presto) le abbiamo viste di tutte, dalle pensioni date dopo 18 anni 6 mesi, ai 35 ai 38 quote 100 – 102 scivoli di 5 anni alle divise anche se lavorano in ufficio……. sento parlare molto, specialmente tra i nostri governanti parlamentari funzionari regionali ecc.. di “Diritti Acquisiti” ma i nostri? Tridico dice in pensione a 64/65 anni anche con 25 anni contributivi, io vado a 64 anni con 43 anni, pago quasi il doppio ed ho gli stessi diritti? ma che paese e questo? la mia colpa e di aver iniziato a lavorare troppo presto? non c’è equità, e poi mi fermo qua altrimenti ……………………

  3. Dott. Ferrari; ancora con questa storia dei 62 anni e 41 di contributi? E’ come il bambinetto capriccioso che continua a volere la cioccolata se non ci sono soldi; a 41 anni e 62 anni ci vai se hai una pensione integrativa e poi sono c……………………..i miei; proposte più realistiche; ormai Draghi ha detto: 64 anni quindi è inutile farsi illusioni; e la fornero? se sei in fin di vita ti mando in pensione a patto che muori entro l’anno; se sei mezzo cadavere puoi fare almeno 1 anno; se sei in grande forma puoi arrivare a 70 anni; poi è sempre bello sognare; ma i sogni ……………………………. lasciamoli perdere; saluti a lei e ai gestori del sito

    1. Buongiorno a tutti. Egregio Paolo I soldi ci sono eccome,è stato dimostrato più volte che dalla sera alla mattina sono usciti miliardi di euro senza battere ciglio ,ultima la guerra in corso ,giusto o non giusto e non mi dilungo su altri argomenti a tutti noti.Poi lei ha menzionato il gelato per i bambini, probabilmente per fare una battuta e la condivido ,ma se qualcuno pensa di paragonare il desiderio di un bambino con un Lavoratore che si è rotto il c..o per 41,42,43 anni di Lavoro, allora non ci siamo.
      Buon Lavoro

      1. vedo che non mi comprendi; a 41 anni e 62 i sindacati sembrano un disco rotto; ci vai se hai la pensione integrativa e sono solo c……………………..i miei; altrimenti è inutile farsi illusioni; se già adesso su quota 102 vogliono i 64 anni; si accontenteranno dei 64 anni? io credo di no; oppure diranno: ci vai con tutto contributivo; il discorso del bambino capriccioso era un esempio per far capire che i sindacati somigliano a un bambino capriccioso che continua a ripetere una cosa irrealizzabile; se già Draghi e tanti altri ragionano sui 63-64 ci sarà un motivo, o no? dimenticavo : mi sono sbagliato; 38 e 62 è possibile; per chi? per i nati nel 1959-58-57 che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2021; PER GLI, NOI INC………………………………….DEL 1960 MAI, MAI ,MAI; POI SE AVVENGONO I MIRACOLI, ma i miracoli non avvengono ; sul discorso dei soldi per la guerra e non per le pensioni il discorso è lungo; se già l’unione europea ha detto: 200 miliardi del pnrr; per le pensioni 600 milioni; 3 per cento; e aggiungici anche l’allarme dell’ocse sul costo delle pensioni e l’intervista di ieri alla fornero; saluti a te e ai gestori del sito

      2. raffaele; ti aggiungo anche questa: quota 100 con i 62-38; hai sentito l’ultima dell’ocse? te la dico io: chiudere definitivamente quota 100 e sai perchè? perchè temono che molta gente, visto l’aria che tira, possano usufruirne; non sicuramente noi del 1960; a scuola mia quest’anno al 31 agosto andremo in 4 in pensione; l’unico che non avrà la pensione sono io a 62 anni con 41 di contributi e riesco perchè ho fatto pensione integrativa e vado con la RITA; altri potevano andarsene ma per i più svariati motivi rimangono a lavorare; hai sentito l’ultima del Ministro Orlando? ridurre le ore; non ha parlato di anticipare; quindi? ………………………………………. saluti a te e ai gestori del sito

  4. Una critica a questo portale, che pubblica commenti opinabili , si chiamano opinioni perché si possono opinare . la logica, forse perché non si studia a scuola, non è opinabile. Si continua a parlare di contributi, di anni di lavoro, di età ecc…quando il problema non è questo. Queste istituzioni false ,politiche, sindacali, industriali ecc vi prendono per il sedere , ma Possibile che con tutta l info .che abbiamo oggi, abbiamo spento il cervello. Andiamo per logica, una volta capita la creazione della moneta dal nulla, che senso ha parlare di contributi, anni ecc..È tutto collegato al denaro, quindi,.una volta capito quanta ricchezza si può creare dal nulla, finisce questa
    narrazione in cui viviamo, per piu chiarezza vi invito alla visione del venus proget di Jacque Fresco ingeniere futuristico sociale.

    1. Sig. Teo, il Progetto Venus di Jacque Fresco cui lei fa riferimento è un sistema socioeconomico che non utilizza il denaro come mezzo di scambio di beni e servizi. È un sistema basato su risorse reali, di cui il pianeta Terra, secondo Jacque Fresco, dispone a sufficienza. È quindi un sistema economico che si contrappone all’attuale sistema economico basato sulla scarsità di risorse.

      Quando si afferma che le risorse sono “scarse”, si sta dicendo che le risorse (acqua, energia, cibo) non sono disponibili in quantità illimitata, ma sono disponibili in quantità limitata rispetto agli illimitati bisogni e desideri dell’uomo da soddisfare. Essendo le risorse limitate, queste vanno razionate. Il meccanismo mediante il quale avviene il razionamento di risorse scarse è il prezzo.

      Nel nostro sistema socioeconomico l’uso della moneta si rende necessario per poter scambiare beni e servizi tra un parrucchiere e un panettiere, tra un impiegato di concetto e un calzolaio, tra un insegnante ed un medico.

      È possibile che si possa costruire un sistema socioeconomico su larga scala come quello proposto da Jacque Fresco, senza uso di denaro, credito, debito; ma occorrerebbe, io credo, che l’essere umano sia evoluto al punto da sapere usare le risorse reali della Terra in maniera corretta, senza quindi fare intervenire un meccanismo esterno che razioni le risorse.

      Attualmente l’essere umano, a livello planetario, non è sufficientemente evoluto. Tende a sprecare il cibo, l’aria, l’acqua, l’energia, il legno.

      Il Venus Project di Jacque Fresco è per una civiltà evoluta, o comunque per una ristretta comunità di persone evolute in grado di mantenersi in maniera autonoma. Noi siamo una civiltà avanzata ma scarsamente evoluta; siamo civilmente ancora troppo indietro per poter seguire un sistema socioeconomico basato su risorse reali senza uso di denaro.

  5. I sindacati così non servono a niente , si continua a parlare di contributivo , ma gli statali che pensione prenderebbero che di contributi non ne hanno nemmeno uno , sono tutti figurativi ? Svegliamoci è ora di scendere in piazza , se ci sono i sindacati bene , se no soli e disdire anche le tessere , tutti davanti al palazzo del governo !!

  6. Credo sia un elemento fondamentale di giustizia equiparare tutte le pensioni, comprese quelle già erogate senza grosse distinzioni. Quando i cittadini diventano ugualmente “inattivi” dovrebbero avere la stessa retribuzione pensionistica o perlomeno applicare una fascia di differenza minima che distingua economicamente chi sceglie di andare prima da chi va dopo. La quota mensile minima andrebbe calcolata su criteri che consentano di garantire una vita decorosa per tutti. Quando sento amici più anziani pensionati a 55/58 anni o ancor meno di età, con quote dai 1500 o che superaro addirittura i 2000 euro, per non parlare di tutti quelli che godono di pensioni più alte per i noti privilegi, avverto con rabbia un senso di discriminazione e ingiustizia di cui i sindacati non si fanno più carico come dovrebbe essere da mandato. Non si possono chiedere sacrifici immensi a chi verrà o chi vive con pensioni da fame e lasciar stare chi sta godendo di laute pensioni o vitalizi assurdi… Mettete mano a tutte le pensioni… da inattivi siamo tutti uguali, o vogliamo applicare la “meritocrazia” anche al non far nulla?
    I vecchi pensionati che stanno in panciolle a 1500 euro da quando avevano 55 anni rispondono che loro hanno pagato fior di contributi… Invece chi come me ha qualche anno di meno ed è condannato a lavorare fino ad oltre i 67 è costretto a conseguire quote ben minori e misere. Deve, inoltre rassegnarsi a vedere destinare i propri contributi a chi invece ha contribuito per molti meno anni.
    Rivediamo, tutte le quote anche quelle passate e fate scegliere di arrivare a 67 chi vuole e di andare anticipatamente ad una età minima da valutare, 60/64, con un compenso mensile decoroso… Un occhio ulteriore di riguardo per chi appartiene alla fascia dei lavori usuranti; anche qui definendo col massimo delle capacità di valutazione quali siano realmente i lavori usuranti..

    1. Buongiorno Bianca.
      Comprendo benissimo le arrabbiature dei futuri pensionandi non i loro bersagli.
      Le riporto pertanto un titolo fresco, fresco.
      Non ho letto l’articolo, perché mi sono bastate le due righe di titolo per essere schifato.
      “Stipendi dei top manager: 649 volte quello di un operaio” di Domenico Affinito e Milena Gabanelli, tratto da il Corriere della Sera.
      A mio parere lo schifo non sta nelle pensioni dei suoi amici, l’errore o meglio lo schifo sta nella sua probabile retribuzione e nelle riforme fatte che le hanno distrutto la sua pensione futura.
      Deve scegliere meglio, sempre a mio parere, l’obbiettivo della sua rabbia altrimenti gioca nella squadra delle classi a cui si riferisce il titolo, non in quella dei suoi amici!

      Saluti

  7. Argomento che prima o poi coinvolge tutti, è da sempre che a tutti i livelli si discute, si commenta e dibatte su temi pensionistici. Ma in pochi hanno una visione globale di cosa significhi realmente una riforma previdenziale strutturale, ponderata e ragionata appieno sia da parte del lavoratore che per quanto concerne la spesa pubblica. Lo stato è chiaro debba far quadrare i conti e valutare in prospettiva tanti fattori.
    Vista dalla parte di chi lavora già da quasi 40 anni trovo assolutamente ingiusto e demotivante che tutte le proposte e ipotesi in campo sull’anticipo pensionistico rispetto alla Fornero sembrino escludere la possibilità che chi è nel sistema misto possa mantenere valorizzati quei pochi anni maturati nel retributivo anche se la platea di coloro che sono in regime misto si è di molto ridotta.
    Con pensioni sempre più basse, magari quei 3/4/5 anni di retributivo ti aumentano la pensione di 50-100 euro per arrivare così a 1300-1400 euro… non stiamo parlando di mega pensioni. Grazie

    1. sergio, disamina che condivido; qual’è il problema? 3-4-5 anni ma fossero anche 8 cambia poco ma qualcosa cambia; se quest’anno quota 102 con i 64 anni la strada è tracciata; partime, tutto contributivo, proposta tridico dai 63-64 anni sono tutte ipotesi per portare più in là l’età per accedere alla pensione; cosa fare? bella domanda; cosa dicono i partiti? ora nulla poi vedrai le promesse elettorali a brevissimo per convincere la gente a dargli il voto; ………………………. saluti a te e ai gestori del sito

  8. Dobbiamo essere tutti uniti e lottare fino in fondo, dobbiamo portare a casa 41 per tutti e62-63 uscita facoltativa

  9. Volevo solo dire che il Sig. Umberto rappresenta la frustrazione che è in chi vede la pensione una chimera e che nel cambio di ruoli , la parabola non cambia . Sembra che chi subentra si sia imparato il copione a memoria .
    La Verità è che non si farà nulla . Rimarrà la Fornero che nonostante il COVID abbia abbassato le aspettative di vita , verrà reintrodotto l’innalzamento dell’eta pensionabile fino a portarla a 71 anni e non si fermeranno qui .
    L’obiettivo è ridurre il tempo del costo e sottolineo COSTO della pensione percepita .
    Prima è la dipartita è meglio è . Questa è la legge partorita da Monti-Fornero per sostenere i conti inps . Dovrebbero guardarsi indietro e analizzare gli errori fatti ma pur di non ammetterlo li purghiamo noi .
    Un Grande Abbraccio a Tutti !

  10. Punto primo 41 anni di contributi e 62 di età è indubbio che sono più che sufficienti per fare i nonni con ancora un po’ di energia , schiena e ginocchia permettendo.
    PUnto secondo nel 1995 Era stato promesso che tutte le aziende comprese le pubbliche avrebbero integrato gli stipendi per creare fondi complementari da coprire il futuro vuoto del calcolo contributivo. Solo pochi lo hanno fatto perché non è stato obbligatorio, risultato? Non solo hanno aumentato l’età e gli anni di lavoro, hanno precarizzato tutto non bastano addirittura i 41 anni, vogliono rubarci gli anni di retributivo che al sottoscritti significa decurtare la pensione di 250/ 300 € al mese.
    Punto terzo anche calcolando la pensione col misto si perde , calcoli fatti con precisione 300€ al mese rispetto ad un retributivo puro. Quindi col contribuito puro lavorando 6 anni in più di chi ha fatto i 35 di prendono 5/600€ in meno. Per prendere la stessa cifra non basta lavorare fino ai 67 anni occorre andare oltre e lavorare quindi 46/ 47 anni.
    SOLO IN ITALIA

  11. Quota 41 e 62 anni sarà un vero miracolo se si otterranno con delle penalizzazioni che temo saranno alte.
    Chi continua a sperare non ha capito proprio nulla della situazione attuale.
    Non serve dire che i soldi ci sono etc. etc .
    I soldi non ci sono e chi ha sperperato o rubato prima non li restituirà di sicuro.
    La legge Fornero resterà e i soliti politici che fanno dichiarazioni roboanti e perché sono in vista le elezioni

  12. Si continua ha discutere del nulla. Si parla’ della tanta disoccupazione giovanile, di come risolverla, ma quando si arriva al nocciolo della questione, che sarebbe la cosa piu’ giusta e cioe’ pensionare lavoratori con oltre 40 anni di lavoro ed oltre i 62 anni, ogni volta si tira in ballo una volta il COVID 19, poi la GUERRA, adesso magari la SICCITA’. Per cortesia SINDACATI E GOVERNO, sedetevi una volta per tutte e’ date una risposta!!!!!!!!!!!!!!

  13. sono d’accordo con il sig. Agostino

    la riforma Fornero fa comodo a tutti anche ai sindacati ed è per questo che non mi sono mai iscritto al sindacato.

    Roberto

  14. Salve, molti fanno lavori stagionali il che significa che avere una contribuzione 41 gli occorrono 82 anni forse sarebbe il caso di considerare subito anche i contributi figurativi senza limiti

  15. È da troppo tempo che sentiamo soltanto parlare di uscita dal lavoro con 41 anni di contributi o connflessibilita a partire da 62 anni. Questa riforma è l’unica risposta possibile alla devastante legge Fornero. I sindacati devono farsi sentire, questo governo non sembra assolutamente intenzionato ad ascoltarli e aprire alla revisione della riforma Fornero.

  16. Buongiorno mi chiamo Morena stamattina ho saputo che non potrò accedere l’hanno prossimo alla domanda di pensione opzione donna ,perché vent’anni fa ero una lavoratrice autonoma sottolineo ero,ora sono operaia metalmeccanica.Dovrò aspettare i 59 anni di età e18 mesi di finestra mi sembra ingiusto che per due anni di lavoratrice autonoma mi si allunga la pensione dovreste rivedere questa legge!!!!con questo andrò a 62 anni menomale che è per agevolare noi donne !!!non ho parole Grazie

  17. Buongiorno, come già altre volte ho scritto
    Sarebbe ottima per Gennaio 2023 abbassare l’età di Vecchiaia a 66 e non 67.
    Inoltre 41,10 anziché 42
    E flessibilità da 63/64 senza penalizzazione o con minima penalizzazione, tipo 2 per cento ogni anno
    che manca ai 66???
    Che ne pensate??

  18. Buongiorno, siamo stanchi di leggere solo chiacchiere…chiacchiere…raggiunti i 41 anni di contributi bisogna andare in pensione, a prescindere dall’ età…non ci deve assolutamente essere nessuna penalizzazione. Basta..basta…siamo stanchi e esausti .

  19. Ma Perché e così difficile a fare le leggi giuste in questo Paese,ma Dopo 41 anni di lavoro,di contributi ma dovrà essere normale andare in Pensione,non ci vuole mica un Genio.
    Speriamo sempre,che il sistema cambi!

  20. I propositi sono buoni, non c’è che dire, peccato che li sentiamo da troppo tempo senza che nulla succedesse, incontri su incontri per decidere la prossima volta.
    Niente lotte, niente scioperi, niente pressioni forti, per cui a Settembre ci diranno che è troppo tardi per tutto, faranno una porcata tipo quota 104 con 65 anni e 39 anni di contributi, e via così.

  21. Spero che il dott. Ghiselli nel suo ruolo attuale possa, in coerenza con quanto da sempre affermato, aiutare a portare avanti le rivendicazioni della piattaforma sindacale. La possibilità di lasciare il lavoro con 41 anni di contributi oppure 62 anni di età, mantenendo la piccola parte di quota retributiva, deve essere assolutamente un obiettivo da perseguire. Vorrei inoltre chiedere al dott. Ferrari, come mai, non si parla di equiparare le categorie dei lavori gravosi. La lista di questi lavori emersa dalla Commissione presieduta dall’onorevole Damiano può accedere solamente all’Ape sociale, mentre a loro viene preclusa la possibilità di utilizzare la quota destinata ai lavoratori precoci. Auspico che le organizzazioni sindacali non dimentichino questa ingiustizia.

  22. Buondì, c’è un’incongruenza…… Come si può parlare di superamento legge fornero, quando la stessa dà ancora giudizi? Credo che si debba puntare a far lavorare i pochi giovani rimasti, più che pensare di affibiargli in anticipo mere pensioni di garanzia adesso!

  23. Dal mio punto di vista l unica riforma che ci vogliono propinare e’ quella di togliere la parte di retributivo che li disturba molto, per poterci mandare con una pensione da fame una manciata di mesi prima…purtroppo non lo avrei mai creduto possibile ,ma dopo averla maledetta per anni ora spero che resti la Fornero così come e’.. le alternative sarebbero senz altro peggiori. Buona fortuna a tutti noi…

    1. Buongiorno Maurizio, certo che trovarci ad auspicare che non tocchino la legge Fornero, suona surreale, ma almeno in quella legge ci sono termini chiari ed incontrovertibili come la proroga della pensione anticipata fino al 31/12/2026- ogni altra proposta non lo è altrettanto , si veda la “proposta” Tridico, la quota 100 la programmata quota 104 e quanto potrà ancora uscire dal cappello del prestigiatore. Un saluto. Lilli Reolon

  24. Lo scrivo già da un po’ e lo riscrivo, facciamocene una ragione, la legge Fornero fa comodo a tutti. Al Governo per mantenere i parametri che gli chiede l’Europa ed ai sindacati che fanno finta di abbaiare ad un nemico che è utile mantenere in vita. Le quote attuate sino adesso, sono solo dei palliativi per buttare un po’ di fumo negli occhi a chi è riuscito ad approfittarne. Evviva.

  25. Oltre a non volere modificare nulla si continua a pensare solo per chi ha versato meno e per quelli che di contributi ne hanno versati già 40 e ha più di 62 anni? Non mi si può dire tanto vi manca poco. E certo dobbiamo continuare a lavorare per chi non ce la fa a versare i contributi. Ma un po’ di giustizia quando?

    1. Sono anni che sostengo quello che hai scritto ! non interessa a nessuno se abbiamo più di 40 anni di contributi anzi ! il problema è chi ne ha 20 e DEVE andare in pensione

    2. Si parla tanto di quota 41… Ma non si pensa a chi è stato lasciato a casa a 62/64 anni senza possibilità di rientrare al lavoro e si trova con 32/33 anni di contributi? Perché l’opzione Tridico viene tanto osteggiata dai Sindacati? Alla fine si tratterebbe di libera scelta (come per quota 100, ecc…)

  26. Il dott.Christian Ferrari (CGIL) dice: “Sono le nostre proposte: 41 anni di contribuzione per tutti a prescindere dall’età e una flessibilità a partire da 62 anni. Sono misure possibili, bisogna tornare a discuterne. Anche perché siamo in un contesto totalmente diverso dal passato.
    Questo è uno spiraglio, bisogna insistere.
    Grazie dott. Marino
    Simone

  27. Salve, il sindacato ritorni a fare il suo lavoro e lasci stare le promesse politiche. Accettata a suo tempo la legge Monti-Fornero-(Draghi) e l’anno scorso la modifica Quota 102 con 64 anni, un governo tecnico “serioso” non tornerà indietro sull’età di pensionamento. In questo momento l’obiettivo sindacale è quello di ottenere l’apertura del tavolo delle trattative con le parti sociali e il governo che dovrebbe chiarire il perimetro economico e soprattutto i programmi a breve e lungo termine del settore pensionistico-assistenziale. I sindacati, a questo punto dovrebbero trattare sulle risorse al fine di garantire un riequilibrio del sistema in questo momento con evidenti anomalie sia all’età che sui contributi tra le diverse categorie. Un Paese serio deve fornire indicazioni chiare sulle prospettive lavorative e pensionistiche. Quando partiranno le trattative? Quando sapremo se l’anno prossimo o tra 2 anni siamo a lavoro o in pensione a fare i nonni e consentire ai figli trentenni di poter accettare impegni lavorativi non temporanei?

  28. Sempre a pontificare e auspicare il sistema contributivo puro.
    Avremo pensioni da fame ma a voi cosa importa. I conti saranno a posto.

  29. Quello che dice il Dr Ferrari, è quello che vogliono tutti i lavoratori. 41 Anni di anzianità lavorativa e/o 62 anni di età, credo che sia la soluzione più equa, senza discriminazioni tra uomini e donne e tra diverse attività lavorative. Poi,ogni lavoratore è libero di continuare a lavorare fino a 67 anni,ma questa è una scelta .

    1. Concordo pienamente, per chi fa lavori pesanti (di questi tempi quasi tutti, tutte le aziende chiedono più del massimo) 41 anni non sono pochi, poi uno sceglie.

    2. Ribadisco il concetto che un lavoratore sull’impalcatura dopo i 60 anni è a rischio. Bisogna lottare per la quota 41 o 62 anni di età. Il governo prendesse i soldi agli sfaticati del reddito di cittadinanza o a quelle misure di benefici sciocche come l’ultima delle 200 euro che non approdano a niente. Immettano linfa giovane nelle pubbliche amministrazioni e abbassino il costo del lavoro.

  30. Salve, come detto dal Dott. Ferrari la platea del retributivo si e’ notevolmente ridotta per cui non e’ giusto che ai pochi che hanno diritto almeno in una parte e sono anche disoccupati chiedere il contributivo. Giustissima secondo me l’età dai 62 anni in uscita flessibilità per chi ha problemi. Grazie

  31. Parole,parole,solo parole!!!
    Siamo a cavallo di un ciucio.
    Vergognoso continuare ad ignorare i lavoratori, le colonne del sistema economico d’Italia.
    Boohhh non si sa più che dire e pensare

  32. Non ci servono i professori per capire che arrivati a 40 anni di lavoro si deve andare in pensione

    1. Sono pienamente d’accordo. Sono tra i fortunati, o meritevoli, che lavorano da quando il limite massimo contributivi era fissato ai 40 anni senza se e senza ma. Ho scelto di lavorare in un Ente pubblico perché mi si offriva di andare in pensione 18 anni 6 mesi e 1 giorno, oggi dopo 37 anni di servizio è 39 anni di età sono stanca e sfiduciata. Rivoglio il limite dei 40 anni

  33. Dite alla Fornero che ci vada lei in pensione con il retributivo. Per quale motivo non si fa ricalcolare la pensione? Dobbiamo risparmiare, cominciamo a tagliare le super pensioni e a non dare più di una pensione. Ad esempio il nostro caro amato quante pensioni prende? E qual è l’importo totale? Come mai chi ha una piccola pensione con cui non riesce nemmeno a mangiare se fa un lavoro in rega ha delle trattenute assurde e i nostri politici no? BASTA

  34. Se chi si occupa di queste norme decide in base al costo per lo Stato non usciremo mai da questa palude. Non ci sono soldi, ma si……recuperiamoli dalle pensioni. Quando non è la Sanità (altro cliente privilegiato) Il paradosso è che chi fa questi conti ed è al potere dimentica l’imnensa evasione fiscale nel nostro paese. Ma c” è chi si gira dall’altra parte. Totò diceva giustamente…”è la somma che fa il totale”

  35. Questo sito, non dimentichiamolo, ha la funzione di monitorare ed esplorare le reazioni del “popolino”. Attraverso le reazioni manifestate dai lavoratori si attivano degli indicatori molto importanti per chi deve decidere per il “popolino” Cioè i nostri politici, sindacalisti , pseudo esperti di previdenza e scienziati analfabeti funzionali, riescono a capire gli effetti che può produrre una proposta di riforma, anticipatamente. La cosa strana è che spesso, i partecipanti alla discussione di questo sito, danno già delle soluzioni (assurde ed insensate), che i nostri legislatori raccolgono per poter capire se sfornare o no una riforma in maniera tranquilla per loro ma sempre peggiorativa per Noi. Il sito si alimenta ed è sempre seguito, perché gli amministratori sanno come e quando poter buttare acqua sul fuoco o benzina per alimentare e incuriosire i lettori. Quindi sfoghiamoci ma non diamo soluzioni ai nostri inquisitori perché il loro lavoro si basa solo ed esclusivamente sulle nostre opinioni e non dobbiamo dare soluzioni a questi.

  36. Do la massima fiducia al dott. Ferrari. Non ci deluda. Occorre incalzare il governo e farlo sedere al tavolo delle trattative. Bion lavoro.

  37. Ricominciamo col disco rotto,cambiano le persone ma le chiacchiere sono sempre le stesse……flessibilità a 62, quota 41 etc! Ormai con la storia dello sciopero, servito a ben poco senza manifestazioni continue, è solo fumo nei nostri occhi! Ci pensi Ghiselli ora che è all’INPS e spinga per la proposta tridico- vogliamo fatti ,basta con le promesse e i proclami, ne abbiamo le tasche piene.

  38. E Conte e Draghi e Draghi e Conte, insomma parlano di tutto, fanno incontri ma di pensioni manco un cenno, secondo me la linea e già tracciata e in autunno prepariamoci ala mazzata….. Forse vogliono farci fare le vacanze in pace, sempre ammesso che le facciamo. Saluti e auguri a tutti, buona estate

  39. Rimane sempre la nostra volonta’ e sarebbe l’ora di scendere in piazza e bloccare tutto come fanno in altre nazioni. Ormai si e’ capito che con questo tipo di sindacato e i loro esponenti, come la politica non avremo nessun riscontro positivo.

  40. Ma finora con tutte le interviste fatte a Ghiselli in cui noi lavoratori speravamo di leggere nelle sue parole azioni decise di difesa dei nostri diritti alla pensione da parte dei sindacati ora è Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS? e approva il bilancio predisposto dal Presidente dell’INPS?
    e noi che aspettavamo azioni decise verso il governo… e tutte le cose dette da lui contrarie alla proposta Tridico ma anche contrarie ai numeri che l’INPS ci propinava? ma insomma…
    “Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza predispone le linee di indirizzo generale e gli obiettivi strategici dell’INPS e approva il bilancio predisposto dal Presidente dell’INPS”
    Pensa te…solo in Italia avvengono queste cose…da una sponda all’altra senza nessun valore ma solo per interessi personali di carriera… i sindacalisti dovrebbero comportarsi molto diversamente ma oramai siamo allo sfascio.
    La verità è che i problemi sono solo i nostri e se non scendiamo in piazza bloccando il paese non otterremo mai nulla. Confido solo in Mauro Marino a questo punto ma siamo davvero pochi…
    Con la speranza che il dott. Ferrari sia più incisivo ma le sue sono ancora “parole” che si sommano inutilmente alle tante altre dette finora senza che nessuna categoria sindacale abbia fatto scatenare il putiferio…
    Per quanto mi riguarda, deluso, abbandono il sito e qualsiasi altra discussione che scaturirà in futuro, sono assolutamente inutili.

    1. Uberto giro le sue considerazioni a Ghiselli, comprendo la sua delusione sul comprato previdenziale, ma se abbandona il sito non é che risolve il problema, semplicemente non é più aggiornato, spero ci ripensi. Saluti. Erica

      1. Niente sindacato deve essere superato i lavoratori se vogliono ottenere qualcosa devono mobilitarsi alla francese.

    2. Buongiorno a tutti. Egregio Uberto la Signora Venditti ha perfettamente ragione,non lasci il sito.Lei come tutti noi sappiamo e abbiamo compreso perfettamente, i fatti lo dimostrano in modo sfacciatamente evidente ,che non vogliono fare quello che è giusto fare per i Lavoratori e non aggiungo altro perché sono una persona educata e per rispetto di chi ci da la possibilità di esprimere le nostre preoccupazioni sul Sito ,ma ci sarebbe da incavolarsi in modo esponenziale.
      Buon Lavoro.

      1. Sono disoccupato e ho 62 anni ! Non trovo giusto che dopo 35 anni di lavoro devo aspettare la finestra di un anno senza percepire niente! Ma perché questa cosa? In quell’anno chi mi da da mangiare?ora ho la naspi per 24 mesi ma poi come mangio?

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