Pensioni 2023, intervista a Proietti: ‘basta parlare di costi, la pensione è un diritto’

In questi ultimi giorni abbiamo spesso parlato del nodo risorse relativo alla prossima riforma pensini 2023, il dubbio dei lavoratori e che sentendo il Ministro Orlando dire ‘la revisione alla riforma Fornero darà affrontata appena possibile‘ si possa pensare ad un ulteriore rinvio a causa di mancate risorse. I lavoratori sono esausti prima il Covid19, ora il conflitto Russo, pare che le risorse non riescano mai ad essere indirizzate al comparto pensioni perché eventi esogeni minano il contesto economico facendo diventare sempre secondario il pensionamento anticipato dei lavoratori.

Abbiamo dunque chiesto in vista della ripresa degli incontri tra Governo e sindacati un parere al segretario confederale della Uil su questo e sulla proposta complementare avanzata dal Dott. Claudio Maria Perfetto che potrebbe risolvere il nodo risorse se si optasse per un approccio alternativo. Eccovi quanto é emerso dall’intervista che ci ha rilasciato in esclusiva Domenico Proietti.

Riforma pensioni 2023, il problema per la quota 41 e l’uscita dai 62 anni sarà di nuovo il nodo risorse?

Pensionipertutti: Domenico Proietti, quando si parla di Riforma pensioni per il 2023, pare che il problema resti sempre ‘il nodo risorse’, a suo avviso potrà nuovamente essere un ostacolo questo quando riprenderanno i tavoli Governo-Sindacati?

Domenico Proietti: Le risorse per ripristinare una piena flessibilità ci sono serve solo la volontà politica per reperirle. Il sistema previdenziale italiano è in iniquo e tratta i cittadini come numeri di una tabella valutando le pensioni solo come un mero costo, ma le pensioni sono un investimento sociale, sono un diritto per i lavoratori e le lavoratrici. Bisogna intervenire subito per dare più flessibilità in uscita e maggiore equità al sistema previdenziale.

Pensionipertutti: Nei giorni scorsi il Dott. Claudio Maria Perfetto, autore anche del libro edito da Aracne nel 2019 l’Economista in Camice’,  ha proposto un approccio complementare alla flessibilità che permetterebbe di abbattere i famosi ‘costi’. A suo dire la chiave starebbe nell’ iniziare a far versare i contributi ai macchinari utilizzati dalle aziende e che nel tempo hanno sostituito la forza lavoro dell’uomo, se vengono impiegati e creano reddito da lavoro, dovrebbero a loro volta, essere trattati come lavoratori, dunque versare tasse e contributi. Ipotesi futuristica o la chiave di svolta è davvero tutta qui?

Domenico Proietti: Reputiamo interessante l’approccio proposto dal dottor Perfetto, ed in prospettiva crediamo che la sua proposta possa essere approfondita e discussa per valutare gli effetti nel medio lungo termine di una eventuale contribuzione a carico dei macchinari utilizzati dalle aziende. Ma riteniamo che per operare le modifiche necessaire a rendere subito più equo il sistema le risorse siano già presenti nel sistema.

Riforma pensioni 2023, Proietti: ‘ Le risorse ci sono manca la volontà politica’

Pensionipertutti: Ma dunque mi perdoni la domanda diretta, il problema non sta nelle risorse inesistenti, ma nella volontà politica di reperirle ed impiegarle ai fini previdenziali? Se è così cosa potrebbe fare il sindacato e nello specifico la Uil per dimostrare al Governo che si sbaglia?

Domenico Proietti: Purtroppo è così, come le dicevo prima a mio avviso le risorse per ripristinare una piena flessibilità ci sono serve solo la volontà politica per reperirle. Propedeutica ad ogni azione è la necessità di fare chiarezza sui conti previdenziali procedendo ad una seria e ponderata separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale, seguendo un principio multidimensionale, per fare finalmente chiarezza sui conti. Per la UIL questo è un importante passaggio che se operato correttamente potrebbe fare emergere come il peso economico del nostro sistema previdenziale sia in linea con quello degli altri paesi europei.

Altro dato che però dovrebbe far ancora di più riflettere è che in Italia ogni anno a causa dell’evasione contributiva c’è un mancato gettito di oltre 11,6 miliardi.

Pensionipertutti: Una cifra enorme, cosa si potrebbe fare per recuperarla?

Domenico Proietti: Pensi, una somma che da sola sarebbe stata a sufficiente a pagare 3 anni di quota 100. Il trend dell’evasione contributiva è tristemente in crescita e come mostrano i dati, della commissione per l’economia non osservata, e nel 2018 le somme sottratte all’Inps erano quantificate in 12,2 miliari di euro. Rinunciare a contrastare l’evasione fiscale e contributiva significa ancora una volta continuare a fare cassa su milioni di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati onesti.

Ringraziamo il sempre disponibile Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, per averci dedicato del tempo e ricordiamo a chiunque intenda riprendere anche solo parte dell’intervista che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte

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38 commenti su “Pensioni 2023, intervista a Proietti: ‘basta parlare di costi, la pensione è un diritto’”

  1. Bastaaaaaaaaa, oltre i 60 anni è indegno ed incivile costringere le persone a lavorare per forza. Quindi aboliamo subito la Fornero e così tutti in pensione a 62 anni con i propri contributi versati i soldi e le coperture ci sono e li troveranno come per tante altre cose, basterebbe abolire il reddito di cittadinanza, abolire opzioni varie e abolizione dell’Ape Social. Se non si farà questo anche per i giovani sarà difficile trovare lavoro, basta considerare che fra pubblico e privato oltre il 60% dei posti è occupato da ultra 60enni.

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  2. Spero che almeno il progetto donna diventi strutturale anche con 59 anni e 35 min di lavoroVisto che una donna lavora fuori e dentro casa.

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  3. Buongiorno a tutti el leggere alcuni commenti sembra già di essere d’accordo con il governo per mettere penalizzazioni per andare in pensione anticipata,a me sembra di essere già stato penalizzato abbastanza,sono entrato nel mondo del lavoro che si andava in pensione con i 35 anni di contributi,senza accorgermene ne devo fare 43, ma nel frattempo mi hanno tolto la scala mobile che in questi casi d’inflazione ci avrebbe aiutato veramente e non con l” una tantum didi Mario Draghi di200€ che non basta neppure per pagare metà di una bolleta

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  4. Ogni ministro incaricato faccia il proprio lavoro , Orlando si occupi di sbrogliare la matassa delle pensioni se è in grado, altrimenti lasci l’incarico a persone qualificate di svolgere il ruolo. Siamo stanchi di sentirci dire che non è il momento per questo,per l’altro per quest’altro, noi dopo 41 anni di contribuzione vorremmo anche capire quale sarà la nostra fine. Il nostro diritto non può essere sempre in coda a tutto. Scrissi più volte, se il governo non ha voglia di risolvere il problema, scegliamolo noi attraverso una consultazione referendaria. Che la finiscano ,che si diano da fare ed affrontino i problemi in parallelo e non in serie.
    Siamo stanchi, stressati e demotivati.

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  5. Non riesco a capire .io 58 anni iniziato a lavorare a 16 anni quando andrò in pensione .sono state fatte un sacco di chiacchere in proposito.il nostri sindacati nei confronti di un governo assente non fa la voce grossa e purtroppo finisce tutto a tarallucci e vino e tutti contenti .tanto chi paga questa miriade di mangia pane a tradimento siamo noi che paga le tasse . mantenuti

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  6. Ma scusate mia moglie 65 anni e 33 anni di contributi queste donne fatele andare in pensione con i contributi che hanno e basta era meglio anni fa levate la legge Fornero grazie

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  7. Se proprio dobbiamo fare una cosa equa per tutti i cittadini, si dovrebbe andare tutti , dico tutti in pensione a 64/65 anni, ognuno pagato per ciò che ha versato e fare spazio ai giovani invece di imbottire di reddito di cittadinanza milioni di persone che non lavoreranno mai, un po perché ci marciano su questo tipo di assistenza alla cieca e un po’ perché il 90% dei lavori è occupato da ultrassessantenni.

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  8. Quando nel lontano 1982 a soli16 anni ho scelto di lavorare l ho fatto anche pensando che sarei andata in pensione con 35anni di contributi,quindi ho rinunciato alla mia gioventu in cambio di un sereno futuro da adulta,ora che ho 58anni ancora devo lavorare….e’ un tradimento le regole non erano queste……mi hanno rubato la gioventu e anche la possibilita’di godermi la pensione in eta’ ancora buona .
    Non e’giusto ,mi sento truffata della mia vita.

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  9. Si ma dai, è da tanto tempo che ci sono accordi tra CGIL CISL UIL e i vari governi che si sono succeduti dal 2010 in poi. Sul discorso pensioni, hanno sempre accettato le scelte, dal governo Monti in poi senza mai chiamare a delle vere proteste..(ogni volta che chiedevo a qualche sindacalista; allora che si fa con il discorso pensioni? Mi rispindevano; ehhh.ora c’è la crisi, ora c’è il covid, ora c’è la guerra )insomma, come se fossero stesso loro a precedere ciò che poi avrebbero deciso i nostri governanti .Per me i sindacalisti hanno il loro bel tornaconto….

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    • Da sempre sono dalla parte del “padrone”. Vi ricordate la scala mobile? Abolita. Gli anni di scatti per anzianità nelle aziende? Abolita. e questo solo per citarne un paio. senza parlare di tutti i tipi di lavori, dal cococo, al cocopro, alle varie cooperative che hanno ingrassato tutti tranne che i lavoratori e hanno reso il lavoro precario.
      Insomma questi alla fine pensano solo al loro tronaconto

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  10. Secondo me, arrivare al traguardo pensionistico oggi è difficilissimo,ci sono categorie che lavorano 8 oreal giorno, più i sabati, più senza mai potersi fare le ferie , in quando sono lavori privati, quindi non è un lavoro statale, l’operaio viene sfruttato, nonostante è uno specialista nel suo settore, arrivare alla pensione dopo 42 anni e 10 mesi , è sentirsi dire che l’assegno netto da spendere il pensionato , non supera i 1,300€ netti al mese, significa consigliare le nuove generazioni, a non fare nulla,poi se oggi 2022, ti danno 1000€ , tra 5 anni sempre 1000 saranno, se no dimeno, perché i vigliacchi quando devono tirare i capelli li tirano ai pensionati, e alla massa povera, io propongo se non volete la guerra anche da noi, lo stesso trattamento del politico, cioè, loro con 5 anni di politica lavorati dal lunedì al mercoledì se tutto va bene, anno diritto , e netti da spendere da pensionato, 3,300€al mese, a noi operai c’è li date dopo 42 anni e 10 mesi di lungo lavoro, e così, ci sta pure bene, se con tutte le scuse del cazzo che trovate per mandarci prima, e senza penalizzazioni sull’assegno pensionistico, perché noi andiamo in pensione , 37 anni dopo di voi figli di puttanazza,
    Così contenti tutti

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  11. Caro sig. Proietti mi sembra che lei non abbia risposto alla domanda:
    Ma dunque mi perdoni la domanda diretta, il problema non sta nelle risorse inesistenti, ma nella volontà politica di reperirle ed impiegarle ai fini previdenziali? Se è così cosa potrebbe fare il sindacato e nello specifico la Uil per dimostrare al Governo che si sbaglia?
    Forse qualche sciopero sarebbe stato meglio del nulla?
    Per quanto riguarda l’evasione fiscale sarebbe semplice basta far scaricare a tutti tutto (anche un pacchetto di caramelle) una tesserina dove ci vengono caricate tutte le spese fatte in contati, le spese sostenute all’estero il 50%, ed a fine anno tassare quello che è rimasto in tasca anche tassandolo al 40/50% ed ecco tolta l’evasione fiscale perchè io so che se non dichiaro una spesa alla fine dell’anno mi costa il 40/50%

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  12. Andare in pensione è un lecito diritto del lavoratore, dopo tanti anni Tipo 40 una persona ha diritto di smettere. Basta con non ci sono le coperture e basta prendere ogni scusa per non trattare l’argomento, da parte di chi come Draghi ne percepisce da molti anni Fate decidere al lavoratore che se sceglie di smettere lo può fare accettando anche le penalizzazioni, anche alla luce delle ridotte aspettative di vita.

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  13. Di sicuro io non lavorerò oltre i60 anni visto che ho iniziato 1987 e poi basta parole bisogna fare i fatti …ho fate finta di niente e non vi rendete conto che l’Italia sta diventando il paese dei balocchi x tutti

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  14. Buongiorno Dottoressa
    Visto lo status di incertezza sulle pensioni le richiedo un chiarimento.
    Ho maturato a Gen. 2022 42 anni e 10 mesi e potrei andare in pensione anticipata con legge Fornero. Sono del 1960 ed ad oggi vado con il sistema di calcolo misto. Mi piace il mio lavoro e vorrei alzare il valore della persione rimanendo in azienda un anno o due.
    Se la legge viene modificata, nel mio caso rischio che mi cambiano il calcolo della pensione da misto a retributivo o il calcolo della pensione con il misto acquisito già acquisito non può essere variato?
    Un saluto
    Giovanni

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      • Mi scusi dottoressa Erica, ma Lei crede che il patronato possa rispondere ad una domanda simile?
        con quale certezza lo potrebbe dire un patronato, ovvero il sindacato.
        Quando ben sappiamo che qualora il governo decidesse di abolire quello che indichiamo come “cristallizzare il diritto” lo può fare senza problema alcuno.
        Saluti

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        • No se il diritto é cristallizzato come per opzione donna o quota 100 nessuno può far venire meno il suo diritto se é stato maturato, anche se dopo cambiano le regole.
          Il dubbio mi resta su misto e contributivo quello non lo so, sul fatto che lei possa andare in pensione con 42 anni e 10 mesi più tre di finestra non ho dubbi.

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  15. Io vorrei per un attimo abbandonare il discorso pensioni perché a furia di leggere sempre proposte diverse ne ho la nausea! Vorrei concentrarmi un attimo su queste benedette risorse e riallacciarmi al discorso evasione…… Ogni tanto penso e mi chiedo: perché non si inizia a combattere l’evasione dando alle persone la possibilità di avere sul c/c il rimborso in tempi brevi di tutte quelle spese detraibili che diversamente vanno inserite nel 730 o nel modello unico con tempi lunghissimi di rimborso? Io personalmente non esiterei a farmi fare tutte le ricevute di spese mediche o quant’altro! Secondo me dalle prestazioni specialistiche si recupererebbe già qualcosa! Idem per tutte le prestazioni artigiane anche al di fuori di una ristrutturazione! Naturalmente con un controllo delle tariffe che in Italia non viene mai fatto (vedi passaggio all’Euro)!!!. Sono moto delusa!

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  16. però dott. Proietti; mi fa specie che giusto oggi 2 maggio i sindacati sono stati convocati dal governo per parlare di tante cose; ho seguito le interviste alla fine ma nulla sulle pensioni future; tutti bei discorsi sul ripristino del potere d’acquisto dei già pensionati; nessun giornalista che poneva la domanda sulle pensioni; ma forse non era all’ordine del giorno; io oggi faccio 62 anni e tra 1 mese finisco la scuola, poi gli esami e poi al 31 agosto chiudo e vedrò la pensione nel 2027 (vado con la rita) saluti ai gestori del sito

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  17. Come ho già detto i soldi li trovano sempre. Tranne che per i poveri, i pensionati e gli operatori sanitari. Parlo anche di medici e infermieri che hanno il contratto scaduto da due anni. Mattarella gli ha definiti “eroi”. Peccato che non pungoli il Governo e che non faccia rispettare la Costituzione, lui che ne è il garante. Ci stanno trascinando in una guerra insensata col suo imbarazzante silenzio. Non dico altro perché, ogni constatazione in più, fa salire l’inflazione………

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    • E i 10 anni di blocco dell9o stipendio dove lo mettiamo?
      Parole parole parole. Eroi altre parole! inoltre il sistema sanitario sta peggiorando in modo drastico a favore del privato. Facciamoci due domande sul motivo di questa logica.

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  18. Se focalizziamo un attimo l’attenzione sulla seguente affermazione del dr. Proietti: “Rinunciare a contrastare l’evasione fiscale e contributiva significa ancora una volta continuare a fare cassa su milioni di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati onesti”…ogni altra considerazione mi sembra superflua…
    In buona sostanza chi rimane in braghe di tela sono sempre i soliti noti…milioni di contribuenti da continuare indefessamente a mungere…Senza troppe aspettative, teniamo comunque sempre accesa una fiammella di speranza.

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    • Questo perché non si capisce che l’INPS funziona come uno schema PONZI. È questo il vero problema. Bisogna fare una riforma strutturale delle pensioni, perché i lavoratori di oggi non riescono a coprire le spese per
      i pensionati odierni (schema PONZI), perché sono di meno rispetto ai pensionati.

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