Pensioni anticipate, l’editoriale: se cambiassimo completamente modo di pensare?

Come ogni anno ci approcciamo con molte speranze nel variegato mondo della previdenza per sperare in una nuova riforma previdenziale equa e strutturale non più rinviabile e di cui finalmente anche il Governo si è convinto. Cominceranno, quindi, a brevissimo, gli incontri con le parti sociali, con le associazioni datoriali, ci saranno molteplici dichiarazioni di politici su giornali e TV con la volontà, espressa da tutti, di modificare e superare la rigidità della legge Fornero che è ancora dopo dodici anni la legge di riferimento della previdenza in Italia. Abbiamo cominciato il 28° anno dall’introduzione del sistema contributivo per cui ormai anche per i lavoratori con più anzianità lavorativa oltre i 2/3 dell’assegno previdenziale sono calcolati con questo sistema, più penalizzante e che determina assegni sempre più bassi.

Pensioni anticipate 2023: proviamo a cambiare modo di pensare

Tenendo conto di questo aspetto e quindi della necessità di modificare il sistema di calcolo per evitare che in futuro i pensionati possano diventare una nuova categoria di poveri proviamo a ragionare in un modo diverso rispetto a come si è fatto fino ad ora ribaltando completamente le convinzioni attuali.

Fino ad ora per raggiungere il pensionamento abbiamo avuto la rigidità della legge Fornero che necessitava per accedere al pensionamento dei 67 anni di età per la pensione di vecchiaia e dei 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 e dieci mesi per le donne per la pensione anticipata. Poi si sono susseguite negli anni le Quote 100, 102, 103 ancora con le finestre d’uscita con nessuna possibilità per i lavoratori di accedere al pensionamento anticipato se non per situazioni particolari come l’Ape Sociale, l’Opzione Donna o quello che ne è rimasto, oppure tramite i contratti di espansione con costi riversati a carico delle imprese.

Proviamo, invece, a mettere il lavoratore al centro della scena e lasciamo a lui, in perfetta libertà, le scelte sul proprio futuro ponendo solo tre condizioni; avere almeno 62 anni di età, almeno 20 anni di contributi e un assegno previdenziale di 1,5 volte il trattamento minimo (circa 858€). Se sono rispettate queste tre condizioni il lavoratore può uscire quando vuole accettando delle lievi penalizzazioni nell’ordine del’1,5% annue a partire dai 65 anni.

Pensioni anticipate 2023: l’ipotesi di libera scelta con penalizzazioni

In pratica essendo una libera scelta più si anticipa il pensionamento e maggiori saranno le penalizzazioni ed al tempo stesso più lo si ritarda più saranno le incentivazioni. Inoltre, oltre ovviamente ad eliminare le finestre d’uscita togliere anche tutte quelle limitazioni a poter svolgere altri lavori una volta pensionati. Bisogna ragionare in modo diverso per cui, ben venga se una persona lavora da pensionato, pagherà ulteriori contributi all’erario e successivamente percepirà una pensione più alta. C’è chi per suoi motivi vuole lavorare anche da pensionato e non vedo motivi per non farlo. Lo Stato ne beneficerebbe in termini di contributi previdenziali con contrazione del lavoro nero.

All’interno della riforma previdenziale che deve prevedere comunque tutta una serie di aspetti come una pensione di garanzia per i giovani, tutele per le donne e per i lavoratori precoci, un’implementazione della previdenza complementare, nonché l’abbattimento dei costi per il riscatto della laurea, mettere il cittadino lavoratore al centro delle scelte, perché solo lui è in grado di conoscere tutti gli aspetti della sua situazione privata, e dando a lui la responsabilità se uscire prima dal mondo del lavoro prendendo meno pensione o rimanere più tempo al lavoro prendendo di più, può essere un modo intelligente e moderno di risolvere, almeno in parte, il problema previdenziale.

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95 commenti su “Pensioni anticipate, l’editoriale: se cambiassimo completamente modo di pensare?”

  1. Buongiorno Davide, se potessimo liberarci del “sostituto d’imposta” e percepire tutto lo stipendio potremmo accantonarne una parte per la pensione ed avere una bella rendita.
    Ma questi sono sogni, in un paese dove il lavoro sommerso non diminuisce, dove prosperano i contratti a chiamata e dove avere un contratto a tempo indeterminato è una chimera, dove i morti e gli invalidi sul lavoro aumentano. Quindi chi ancora può aspetti l’anticipata Fornero. Se qualcuno crede di accontentarsi prenda quota 103 e aspetti il TFS per due o tre anni e abbia penalizzazioni sulla pensione. Ogni anno si inventano una quota una volta più complicata ed inapplicabile per moltissimi. Un saluto. Lilli Reolon

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  2. Buongiorno scusatemi,ma se la dissocupazione è aumentata ,a Luglio vogliamo togliere il reddito di cittadinanza ma quando mai sta gente potrà avere un posto fisso se non ci lasciamo andare in pensione dopo 40 e passa anni di contributi , ci dovrà essere un ricambio Generazionale, e sempre stato così.

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    • Hanno deciso di togliere il RdC a luglio per fare in modo che i giovani siano costretti ad andare a lavorare e a farsi sfruttare al Twiga della Santachè e al Papeete di Salvini, una per guadagnare e l’altro per divertirsi e farsi servire da un laureato con lode. Giusto per far capire chi comanda in questo schifo si paese.

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      • Battere il governo draghi per nequizia e insipienza rappresentava impresa davvero ardua, ma il governo meloni ci sta riuscendo alla grande: Complimentoni a tutti, destra, sinistra, csx, cdx, centro, movimenti vari, lazzi e pernacchie a tutti !

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  3. 41 anni x tutti senza se e senza ma…..per chi come ha già 41 annida contributi ed è rimasto senza lavoro…..io ho iniziato nel 1981….è da luglio sono a casa tutti hanno bisogno ma quando vedono che ho 55 anni la prendono larga….ma io volevo uno più giovane ecc….addirittura mi sono sentito dire….ma te a 55 anni quanta voglia hai ancora di lavorare…..PAZZESCO

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  4. Complimenti, gran bella pensata.
    Lavorate da pensionati a 80 anni come in Giappone per poter sopravvivere dopo essere stati sfruttati una vita.
    E intanto continuiamo a mantenere sacche di parassitismo gigantesche.
    A partire dai 100 miliardi l’anno di evasione fiscale con la compiacenza elettorale di quello stesso Stato che ci ha tolto il diritto di avere una pensione dignitosa in età non da cimitero.
    Complimenti ancora.

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    • Buongiorno Davide, se potessimo liberarci del “sostituto d’imposta” e percepire tutto lo stipendio potremmo accantonarne una parte per la pensione ed avere una bella rendita.
      Ma questi sono sogni, in un paese dove il lavoro sommerso non diminuisce, dove prosperano i contratti a chiamata e dove avere un contratto a tempo indeterminato è una chimera, dove i morti e gli invalidi sul lavoro aumentano. Quindi chi ancora può aspetti l’anticipata Fornero. Se qualcuno crede di accontentarsi prenda quota 103 e aspetti il TFS per due o tre anni e abbia penalizzazioni sulla pensione. Ogni anno si inventano una quota una volta più complicata ed inapplicabile per moltissimi. Un saluto. Lilli Reolon

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  5. Buongiorno.
    Può essere che qualcuno non lo dichiari ma abbia superato a pieni voti l’esame di MATEMATICA ATTUARIALE, se cosi non fosse, meglio lasciar perdere coi numeri e, se proprio li desideriamo, chiediamoli agli esperti.

    Saluti.

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  6. Vanno bene i 62 anni,i 20 anni minimo di contribuzione e il 1.5 volte il minimo dj pensione….ma volete pensare anche a chi oggi ha 58,59,60 anni e ha 41,42 anni di lavoro e contributi e nessuna certezza su come è quando andranno in pensione? ….o questi lavoratori che hanno cominciato presto 16,17,18 anni sono figli di un dio minore…?

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  7. L’idea di cambiare il modo di pensare è corretta.
    Propongo quindi di:
    1) rivedere immediatamente i criteri pensionistici dei politici cercando di fissare dei criteri uguali per tutti i lavoratori. Esempio servono almeno 35 anni di contributi per tutti, “politici compresi”.
    2) fissare un tetto massimo delle pensioni: no possono superare i 5000 euro lordi mese.
    3) Gli stipendi dei politici – giudici ecc (devono essere legati allo stipendio base dei lavoratori – fissando un moltiplicatore) in modo tale che non possono subire aumenti se non aumenta lo stipendio base del lavoratore. Esempio (stipendio lordo parlamentare comprensivo di fringe benefit, rimborsi spese, porta borse, ecc. ecc. non puo’ essere superiore a 10 volte stipendio di un operaio 5 livello).
    4) Stipendi presidente INPS non puo’ essere superiore a 5 volte stipendio di un operaio 5 livello)
    5) Stipendi presidente REGIONE non puo’ essere superiore a 5 volte stipendio di un operaio 5 livello)
    6) presidente della repubblica: compenso non può essere superiore a 15 volte stipendio di un operaio 5 livello)
    7) presidente del Consiglio: compenso non può essere superiore a 12 volte stipendio di un operaio 5 livello)

    E COSI VIA …

    Ma forse questo nuovo modo di pensare non piace…

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  8. Personalmente sono pronto a vedere Meloni e Calderone piangere calde lacrime, stile Fornero, come scusante per quello che NON faranno. Tutte le proposte che non vengono dai loro accoliti non saranno nemmeno considerate. Un saluto a tutti

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  9. La proposta più intelligente e democratica è quella di Utp che da soluzioni per tutti i casi , a cominciare dall’abbassamento dei 67 anni che ancora resiste ed è una cosa vergognosa , a fronte di 185.000 morti per covid, con risparmio di più di 13 miliardi in pensioni da parte dell’Inps- e poi dicono che non ci sono i soldi, questi famigerati massacratori di noi anziani che stiamo sopravvivendo , senza speranza di uscire, spennati e maltrattati da quest’altro Governo che è peggio di quello precedente- l’aspettativa di vita è scesa e quindi altro che 67 anni, cara Meloni e cara Calderone, abbiate il coraggio di mettere la pensione di vecchia a 65 anni a partire da quest’anno e farete un atto di giustizia nei confronti di chi non ne puo ‘più di sputare sangue per mantenere i pensionati che vivacchiano sulla nostra pelle- è un’indecenza questa quota 103 con paletti e la nuova quota donna, che dimostra quanto questo esecutivo se ne strafotte della gente e pensi solo a dare soldi per la guerra e per le società di calcio e altro – ora che si avvicinano le regionali vedremo che altra magia si inventeranno per ingannarci ancora , ma stiano certi che i lavoratori hanno capito le magagne che stanno facendo e si regoleranno di conseguenza.

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  10. Ma per favore facciamola finita con tutti questi calcoli…..io penso che a 60 anni d’età la pensione dev’essere un traguardo per tutti o 40 di contributi e dico O e no E…..senza tanti calcoli o peggio penalizzazione…..neanche l’ergastolo e di 40anni

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  11. Se la matematica non è un opinione 20 anni stanno a 858,00 euro come 41 sta a 1758,00 euro.
    Non è fattibile
    Non ci sono soldi
    Allora cosa facciamo
    Soluzione equa e onesta.
    Prendiamo due variabili imprescindibili che sono età 62 e contributi 41
    Prendiamo l ‘esempio di tizio 60 anni e 39 di contributi.Sei in debito di 2 dalle variabili cardine.Vuoi andare in pensione per libera scelta devi lasciare allo stato 1,5 % per ogni anno/contributo che ti mancano.Totale – 3% sulla pensione rispetto ai requisiti cardine
    Prendiamo ora l’ esempio di caio 60 anni di eta e 40 di contributi.Sei in debito di 1 dalle variabili cardine. Vuoi andare in pensione per libera scelta devi lasciare allo stato 1,5% per ogni anno/contributo che ti mancano.Totale – 1,5% sulla pensione rispetto ai requisiti cardine
    Passiamo a sempronio 64 anni 34 di contributi.Sei in debito di 7 dalle variabili cardine.Vuoi andare in pensione per libera scelta devi lasciare allo stato 1,5% per ogni anno/contributo che ti mancano.Totale -10,5% sulla pensione rispetto ai requisiti cardine.
    Passiamo ora a Fausto 58 anni di eta e 41 di contributi.Sei in debito di 0 dalle variabili cardine.Vuoi andare in pensione per libera scelta devi lasciare allo stato 0 per ogni anno/contributo che ti mancano.Totale 0 sulla pensione rispetto ai requisiti cardine.

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    • Non condivido quasi nulla di quello che hai scritto, in questo modo penalizzi chi ha iniziato tardi a lavorare. Se io ho lavorato per modo di dire solo 35 anni ma ne ho 67 cosa devo aspettare di avere 73 anni per andare in pensione? Va fissata solo l’età minima e un minimo di contributi e poi ognuno decide visto che prende in base a quanto ha versato. Non capisco se io ho lavorato 35 anni con una busta paga lorda di euro 5.500 mensili perché devo rimetterci l’ 1,5 % per 6 anni in questo modo mi togli un sacco di contributi che ho versato. Scusami Fausto ma hai scritto una grande caz…….

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      • Infatti, il buon Fausto ha cannato su tutta la linea. Niente, pare impossibile far comprendere a tutti come funziona il meccanismo. Non ce possiamo fare, purtroppo ognuno guarda il suo caso personale e pensa di essere al centro del mondo, è così che da sempre ci fottono (quelli che comandano)!

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    • E che ci voleva FAUSTO……….
      queste semplici proporzioni ci sono state insegnate alle elementari, ma purtroppo i nostri politici erano assenti alle lezioni. Quindi per farla breve Fausto ha colto nel segno. Ora, come allora, si tratta di dimostrare la buona fede nell’affrontare l’argomento senza nascondersi dietro le solite bugie.
      Ultima cosa, ma non meno importante, che FAUSTO nob ha menzionato ma che sicuramente si troverà d’accordo con me è che i principi cardine devono essere uguali per tutti. POLITICI COMPRESI.

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        • Ciao Giacinto
          non credo tu lo sia (“demente”), già il fatto che lo scrivi dimostra che non lo sei.
          Cio detto però mi piacerebbe sapere cos’ hai fatto in questi 65 anni per non avere gli anni contributivi.

          Personalmente + volte mi è stato proposto di aprire la partita iva, proponendomi guadagni superiori, giustificando la proposta tanto hai già contributi suifficienti per garantirti la pensione di vecchiaia. Cosa che non ho mai accettato. Sicuramente se l’avessi fatto ora mi troverei in uan situazione simile alla tua.

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          • Ho cominciato ad avere un lavoro in regola a 30 anni perché dalle mie parti se non hai la raccomandazione non lavori e a me le raccomandazioni non piacciono.

  12. Concordo con quanto raffigurato dal dott. Marino nell’editoriale, cioè che un cambio di paradigma “può essere un modo intelligente e moderno di risolvere, almeno in parte, il problema previdenziale”.
    Purtroppo il problema è che in Italia siffatti modi (intelligenti e moderni) sono spesso percepiti molto male dai decisori, che non di rado obbediscono a logiche opposte a quelle che vedono il lavoratore al centro. Quest’ultimo viene equiparato ad una “mucchina da mungere”, nè più nè meno.
    Prova ne sia che i cassetti del ministero sono pieni di proposte eque, intelligenti e moderne ecc., ma tutte restate rigorosamente lettera morta, senza eccezione alcuna!!

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  13. Mi allaccio a quanto detto da Mariano:” Non si dimentichi che la stessa legge Fornero prevede oggi la possibilità di pensionamento al compimento dei 64 anni con minimo 20 anni di contributi, purtroppo solo per chi è totalmente nel contributivo, basterebbe estendere l’opzione a tutti, con il ricalcolo contributivo della parte retributiva (anni prima del 1996). Non lo si fa unicamente per impedire a quante più persone di accedere alla pensione , per i soliti motivi di cassa e per tutte le altre storie che da sempre si inventano per farci vivere male.”
    Orbene, comunico a tutti che esiste LA PROPOSTA DI LEGGE DEL PD (Serracchiani) alla XI commissione lavoro della Camera per estendere l’opzione dei 64 più contributivo sia ante che post al 1996 (fermo restando i requisiti anticipo Fornero 41+10 e 42+10).
    Qui il link https://www.camera.it/leg19/126?tab=2&leg=19&idDocumento=376&sede=&tipo=
    Con questa opzione è chiaro che la pensione sarà con penalizzazione, ma almeno va nella direzione delle parole e del sacrosanto principio riferito dal Sig. Marino: libera scelta nel lasciare il lavoro
    Saluti ai gestori del sito

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    • Tu che vuoi togliere il misto a chi lo ha maturato ti dimentichi di tutti quelli che da anni hanno la pensione con il retributivo cioe’ con contributi mai versati…per non parlare delle baby pensioni…ti faccio inoltre presente che quando ho iniziato a lavorare nel lontano 1989 ero nel retributivo puro…poi Dini ce l’ha messa in quel posto a tutti…poi la Fornero ce l’ha messa in quel posto a tutti…e tu adesso mi vuoi togliere anche il misto…anche questo…

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  14. Buongiorno io Penso che dopo 40 e passa anni di contributi un Lavoratore qualsiasi età abbia Deve Andare in Pensione ,poi se vogliono fare 62 anni con minimo 20 di Contributi Ben Venga ,ma ricordarsi che sua Maestà Europa preferisce la Famigerata Legge Fornero.

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  15. Scusate, ma in Francia e Germania quanto sono alti gli stipendi? E quali coefficienti usano per il calcolo della pensione?non è sufficiente il taglio secco degli anni con il calcolo retributivo della Fornero? Dobbiamo subire altre penalizzazioni? Vergogna! Se mi avessero detto che avrei avuto una pensione da fame, 37 anni fa non avrei mai fatto la dipendente! Non si cambiano le regole in corsa! E sarebbe interessante anche vedere a chi paghiamo le pensioni….hanno versato tutti i contributi???

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  16. Scusate, ma in Francia e Germania quanto sono alti gli stipendi? E quali coefficienti usano per il calcolo della pensione?non è sufficiente il taglio secco degli anni con il calcolo retributivo della Fornero? Dobbiamo subire altre penalizzazioni? Vergogna! Se mi avessero detto che avrei avuto una pensione da fame, 37 anni fa non avrei mai fatto la dipendente! Non si cambiano le regole in corsa! E sarebbe interessante anche vedere a chi paghiamo le pensioni….hanno versato tutti i contributi???

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  17. Giustissimo chi vuol andare in Pensione dopo i 62 anni lo potrà fare con una piccola penalizzazione e prenderà la pensione in base a quello versato. Più di cosi credo che non si può, speriamo che i Sindacati facciano questo ed il governo lo accetti se no sarà la fine per entrambi

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  18. A forza di promettere di superare la Fornero senza mantenere la promessa siamo arrivati al punto che mantenere la Fornero è ormai la migliore riforma possibile. Con 42 anni e 10 mesi manda in pensione i precoci che hanno atteso invano la quota 41 secca, per tutti gli altri in stato di necessità per mobilità o crisi aziendali i sono già possibilità di prepensionarsi e scendere sotto i 67 anni… E chi ha meno di 30 di contributi è giusto che continui a lavorare fino ai 67 anni per rispetto di chi si pensiona solo a 42 anni e passa.

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    • Sai qual è il colmo ?
      Se non erro, Salvini dopo la creazione di questa quota 103 con paletti-pilone ha dichiarato che hanno fermato la fornero …il top della presa in giro …

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        • Infatti…Dopo le false promesse elettorali votare Lega mi sembrerebbe una vera assurdità.
          I lavoratori possono farsi fregare una volta ma poi…hanno buona memoria !

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      • Veramente è dal 2018 con la quota 100 che dice che ha eliminato la legge Fornero. Lo sanno benissimo quelle migliaia di lavoratori che in questo quinquennio sono stati costretti a pensionarsi con quella legge, me compreso sorpassato sul traguardo da chi ha lavorato meno anni.

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        • Qualcuno che rientra in quota 103 c’è, ma si tratta di pochi lavoratori …purtroppo
          A posteriori si vedrà che rispetto ai numeri di quota 100 si tratterà di una piccola percentuale di lavoratori, rispetto a tutti gli altri costretti a uscire con la fornero…purtroppo

          Rispondi
    • Qui si contina a parlare di 42 anni e 10 mesi.
      Un altra presa per i fondelli.
      Ricordiamoci che alla fine sono 43 anni e un mese. Altro che 42 e 10!

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      • Si, si tratta di 43 anni e 1 mese perché i sindacati non sono mai riusciti a far abolire la assurda finestra di 3 mesi …dopo tutti quegli anni di lavoro è una vera assurdità !!

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    • Buongiorno Giuseppe la tua è una analisi perfetta.
      Dopo aver lavorato, come nel mio caso allo stato attuale 41 anni e 10 mesi più 3 di finestra, aspetto il pensionamento in data 01/01/2024 secondo i requisiti contributivi previsti dalla legge Fornero per la pensione anticipata con sistema di calcolo misto).
      Chi percepirà la pensione con il sistema misto non è più nel verde dell’età sarà ,per forza, in numero destinato a diminuire stante l’introduzione del sistema contributivo dal 1/1/1986. Quindi dovremmo essere lasciati in pace almeno fino al 2026 noi che abbiamo cominciato a lavorare tra il 1980 ed il 1985. Mi sbaglio? Un saluto. Lilli Reolon

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  19. La proposta ha senso per chi non ha problemi economici e purtroppo per chi non ha possibilita’ di scelta ed e’ costretto al meno peggio….

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  20. Scusate ma un 62enne che ha versato per 20 anni cos’ha fatto prima ? Lo mandiamo in pensione e facciamo continuare a lavorare chi ha il doppio dei versamenti ? Poi deve avere un minimo di 858 euro con l’aspettativa che Berlusconi riesca ad introdurre la minima a mille ? Qualcosa non mi torna. Penso sia sensato un discorso simile ma con una vita contributiva di almeno 35/38 anni.
    Buona serata a tutti

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    • Mimmo, potrebbe trattarsi di qualcuno che ha iniziato tardi a lavorare oppure ha avuto periodi disoccupazione oppure ha problemi di salute.
      La vita è imprevedibile.
      Se lui sceglie di andare in pensione a 62 anni accettando una penalizzazione dell’assegno, non ti sta togliendo nulla.
      Perchè non permetterlo?

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        • Guarda che stiamo parlando di un sistema che è oramai quasi tutto contributivo.
          Quindi se uno ha versato tanti contributi, ma solo per 20 anni, e si accontenta di prendere 850 euro di pensione, non crea nessun problema agli altri.
          Anche tu potrai decidere di andare prima dei 42 anni e 10 mesi se non riesci ad andare avanti.
          Si tratta di una opzione per tutti.

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          • Il problema è che non si va in pensione neppure a 67 anni e 20 anni di contributi o più se non si raggiunge il minimo contributivo fissato dalla legge Dini del 1966 per chi contribuisce nella Gestione Separata dell’INPS. Una grande discriminazione rispetto ad altre gestioni Inps come quella degli artigiani e commercianti che raggiunto il 67mo anno di età possono andare in pensione senza quel minimo contributivo. Esistono storie contributive discontinue soprattutto tra le donne e mi pare veramente diabolico farle aspettare o costringerle a lavorare ( e se il lavoro non c’è più?) fino ai 72 anni per poter riscuotere l’assegno pensionistico, donne che magari hanno iniziato a lavorare o contribuire in età avanzata perché si sono prese cura della famiglia. Almeno dopo i fatidici 67 anni che ciascuno sia libero di andare in pensione con qualunque importo purché contribuito.

    • E i disoccupati ultra60enni? Io ho 64 anni 22 anni di INPS e 12 anni di cassa privata obbligatoria. Che si fa con i poveri avanti in età? Li uccidiamo?
      Meglio riflettere prima di parlare.

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        • Caro Giuseppe, ho soltanto espresso un mio personale parere, puoi pensarla diversamente ma a me non sembra di aver offeso nessuno, regnerà anche la stupidità, senza dubbio non l’educazione.

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          • Infatti anche io non offeso nessuno direttamente.
            Ho solo constatato quanta incapacità ci sia nel comprendere la proposta di Marino…. e quindi chi non ne comprende la portata innovativa è semplicemente uno stupido!

        • Hai perfettamente ragione. Evidentemente ancora non a tutti è ben chiaro che con il sistema contributivo non contano gli anni lavorati, quanto l’ammontare dei contributi versati. Per assurdo, si può anche lavorare per cinquant’anni di seguito, ma se si versa poco ogni anno la pensione sarà da fame (anche perché i coefficienti di trasformazione del montante sono volutamente bassi), al contrario con vent’anni di ottima contribuzione si otterrà una pensione magari decente. Non si dimentichi che la stessa legge Fornero prevede oggi la possibilità di pensionamento al compimento dei 64 anni con minimo 20 anni di contributi, purtroppo solo per chi è totalmente nel contributivo, basterebbe estendere l’opzione a tutti, con il ricalcolo contributivo della parte retributiva (anni prima del 1996). Non lo si fa unicamente per impedire a quante più persone di accedere alla pensione , per i soliti motivi di cassa e per tutte le altre storie che da sempre si inventano per farci vivere male. Appello finale: per favore ognuno faccia lo sforzo di uscire dall’ottica del proprio orticello, non dobbiamo fare la lotta tra poveri, è proprio quello che vogliono, abbiamo tutti ragione, invece chi ci governa e chi li comanda vuole solo il nostro male , questa è la sola verità !

          Rispondi
          • no Mariano, hai sparato una grande ca…………..ta; ricalcolare gli anni da retributivo a contributivo? un corno; quelli sono retributivi e devono rimanere tali; e come se dicessero: ricalcoliamo tutte le pensioni e le riportiamo a tutte contributive; ci sarebbe la rivoluzione; già adesso, con 2/3 di pensione calcolata con sistema meno conveniente, la pensione è scrsa , figurati dopo; saluti ai gestori del sito

  21. Condivido totalmente l’editoriale del Prof. Mauro Marino.
    E’ il momento di attuare un cambio di paradigma e mettere al centro il lavoratore.
    Spero che questa proposta venga presa in considerazione per una riforma previdenziale che sia di fatto strutturale.
    Dove devo firmare per dare forza a questa iniziativa?
    Con stima.
    Giuseppe

    Rispondi
  22. alcuni punti molto validi; sembra però il libro dei sogni; e come la mettiamo con il fatto , dei soldi che arriveranno dal PNRR se non tocchi la legge Fornero? perchè la chiave è tutta lì; poi parto dal principio che una persona , quando finisce , finisce; ci possono essere eccezioni ma devono essere veramente poche (tipo pensionato che aiuta un parente in un lavoro in cui ci vuole alta competenza); saluti a lei dott. marino e ai gestori del sito

    Rispondi
    • Paolo, sarai pure Prof, ma, Santo Cielo, lanciare lo sguardo oltre il proprio recinto è così difficile? (Mi rIferisco al tuo rilievo di prima sulle mie considerazioni) Per il ricalcolo contributivo della parte retributiva parlavo di OPZIONE, OPZIONE non applicazione indiscriminata a tutti, so bene che è penalizzante, ma tant’è se si tratta di un’ opzione è meglio averla che non. Scusa se mi sono permesso. Sei molto simpatico in ogni caso e leggo sempre con interesse i tuoi commenti.

      Rispondi
      • caro Mariano, non occorre farla diventare un opzione; è talmente una fregatura immane che il nostro stato ci sta già pensando per fregare la gente; sta già ragionando in questo modo: vuoi andare via prima? tutto contributivo; e ti mette anche un minimo d’età; e non credo proprio i 62 anni; a quell’età lì ti mangi quella integrativa con la RITA; ti mette condizioni durissime e poi ti dice: questa è la minestra, se ti va bene ok altrimenti aspetti; comunque vediamo cosa ne uscirà dagli incontri governo sindacati ma la vedo brutta; saluti a te e ai gestori del sito

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  23. NON SCHERZIAMO !!
    NON SCHERZIAMO !!!!!!

    DOPO L’ INACETTABILE BEFFA CON I “PALETTI FURTO” DI QUOTA 103 , BASTA RAPINE DI STATO DA REGIME SUDAMERICANO !!!
    A GENNAIO 2024 , DOPO 5 ANNI DI PAGAMENTI DI CONTRIBUTI VOLONTARI ALTISSIMI, ARRIVERÒ FINALMENTE A 42 E 10 MESI !!!
    CHE DIVENTERANNO 43 +1 MESE !!!
    RIPETO NON SCHERZIAMO !!!!!!

    L’ANTICIPATA DELLA FORNERO NON SI TOCCA FINO AL 31/12/2026 !!!!!!

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    • Buonasera Franco la pensione anticipata Fornero sarà mantenuta con il requisito contributivo invariato fino al 31/12/2026, successivamente, resterà in vigore con requisito contributivo aumentato fino a quando non saranno capaci di pensare a qualcosa di nuovo. Bisogna stare tranquilli tanto tra un po’ non ci saranno più lavoratrici e lavoratori assunti prima del 1986. Un saluto Lilli Reolon.

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  24. La reputo una buona proposta che lascia libertà di scelta sulla base delle singole realtà di ogni lavoratore. Non è chiaro però se anche in questa proposta i contributi devo essere versati in un’unica Ago perché se così fosse non ci siamo proprio. È arrivata l’ora di dire basta a questa inammissibile stortura che sta mietendo discriminazioni da 18 anni con Opzione Donna

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  25. Non sono assolutamente daccordo su una libera scelta per il pensionamento dai 62 anni con 20 di contributi per un motivo molto semplice: gli altri 22,10 anni di mancata contribuzione utile al pensionamento come li hai vissuti? Non lo voglio sapere, ma di sicuro non hai pagato nè tasse e tantomeno contributi, quindi nulla ti spetta fino alla vecchiaia.
    Secondo il mio modesto parere una riforma seria e sostenibile del sistema pensionistico dovrebbe partire comunque dal famigerato impianto della legge Fornero, addolcendola sia come età che come contribuzione utile, con occhio attento alle categorie di lavoratori che svolgono lavori particolarmente usuranti, ed aprendo ad una flessibilità dai 62 con penalizzazioni per chi volesse uscire un pò prima, ma sempre con un minimo di 38 anni di lavoro. Per la parte assistenziale aprirei un altro capitolo di spesa non legato ai contributi versati ma alla fiscalità generale. Saluti da un affezionato lettore.

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    • Mi pare di capire dall’articolo che la pensione sarà calcolata sui contributi versati. Quindi se ha versato solo 20 anni di contributi riceverà una pensione calcolata su di essi.
      Sarà un suo problema se troppo bassa.
      Tra l’altro l’articolo indica come condizione quella che la pensione derivante dai contributi versati debba essere almeno 1,5 volte quella del trattamento minimo.
      Ne consegue che se ha versato a sufficienza (anche se per soli 20 anni) può andare in pensione anticipata altrimenti continuerà a lavorare. Poco importa cosa ha fatto nella sua vita.
      Inoltre per avere 1,5 volte il trattamento minimo dubito che siano sufficienti 20 anni di lavoro (salvo non si tratti di un dirigente), quindi nei fatti i 20 anni sono teorici e nella realtà sarebbero di più.
      La cosa importante è che poi i politici non si inventino (per questioni elettorali) di aumentare tali pensioni attingendo alla fiscalità generale.
      Tot hai versato e tot riceverai.

      Naturalmente ci sono poi da implementare delle forme di tutela per i soggetti fragili che per disgrazie varie non hanno potuto versare dei contributi adeguati e per chi ha svolto lavori usuranti, ma devono essere delle casistiche ben normate.

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      • Importa eccome cosa ha fatto nella sua vita, ha lavorato meno! Così facendo verrebbe ripristinata la tanto contestata baby pensione, seppur con un’età diversa. Siamo seri, dai 35 anni di contributi (e relativo calcolo retributivo) di oltre 30 anni fa vogliamo tornare indietro? Quando nel futuro tutte le pensioni saranno interamente contributive si potrà ragionare diversamente ma allo stato attuale purtroppo non è possibile per ragioni di sostenibilità. Per quanto riguarda i politici, per questioni elettorali hanno regalato un reddito di cittadinanza sottraendo importanti risorse che potevano essere impiegate per chi ha lavorato veramente.

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  26. Salve, segnalo il seguente paradosso della nuova norma Q103, ripreso da Orizzontescuola.it:
    Lo strano caso dei nati nel 1957
    “Nel 2023 TUTTI coloro, indipendentemente dall’anno di nascita, che superano la Q103 e cioè vanno in Q104, sono già in pensione o possono chiedere l’anticipo, tranne i nati nel 1957″. Ed è vero.
    Ciò evidenzia come indica il dott. Marino: “nel variegato mondo della previdenza – si spera a breve – in una nuova riforma previdenziale equa e strutturale”.
    Purtroppo i danni già sono stati fatti e per alcuni di noi, irreversibili.

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    • Gianfranco, di cosa parli? parliamo di quelli del 1957; 2019 . quota 100 e sono stati i primi a beneficiarne; 2020: potevano ancora beneficiarne a patto dei 38 di contributi; 2021: ancora, a patto 38 di contributi; 2022: quota 102 : a patto dei 38 di contributi; opportunità: 4 volte; fregati del 1960: neanche una; non farmi inc………………….re; se non hanno i 38 di contributi cosa possiamo fare? comunque nel 2024 legge Fornero; saluti ai gestori del sito

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      • Salve, non è assolutamente mia intenzione far arrabbiare nessuno. Nel variegato mondo di situazioni personali, ho fatto riferimento ad un articolo di orizzontescuola.it. C’è sempre la solita diatriba tra gli anziani di servizio e i vecchi di età e voglia di fare polemica tra pensionandi con situazioni diverse. In questo spazio, dovrebbero essere riportate le varie posizioni dei pensionandi e pensionati per fornire un quadro della situazione reale che potrebbe servire al legislatore per emanare provvedimenti che certamente accontenteranno alcuni e non tutti.
        Si, lo so, potrò andare, secondo legge, in pensione nel 2024 con 67 anni e 39 anni di contributi (Quota 106) sperando di non danneggiare altri lavoratori e il bilancio dello Stato.

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        • ok, ci siamo chiariti; le opportunità le hanno avute; chiaramente avendo pochi contributi non c’è stato nulla da fare; quest’anno hanno alzato di 3 anni i contributi e così fregato tu e pure io; detto questo forza per l’anno prossimo e speriamo; saluti a te e ai gestori del sito

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  27. Fare un sistema previdenziale poco costoso, facoltativo e che magari privilegi i vecchi disoccupati, pare sia un sogno. Più che onesti, vorrei dei politici capaci. Fare una riforma per tutti che costi ragionevolmente non è difficile. Bisogna cambiare punto di vista. Il cittadino non deve essere visto come un suddito ma un cliente che paga fior di quattrini.

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    • La proposta UTP e anche la proposta Rizzetto, con qualche eventuale ritocco, avrebbero costi secondo me ragionevoli .
      Purtroppo il governo Meloni non sembra prendere in considerazione neanche la proposta dell’on. Rizzetto, che è di FdI, partito di maggioranza!
      L’ultima dichiarazione del ministro Calderone, poi, non è certo chiara, si spinge a parlare di esigenze sanitarie … è così difficile parlare chiaramente e fare discorsi che tutti possano capire, senza necessità di interpretazione ?

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  28. Buongiorno.

    Libera scelta, con penalizzazioni, ma poi è concesso riprendere a lavorare … ma che senso ha!
    E’ un metodo che forse conosco, al quale ho assistito, che mi è stato proposto e rifiutato visto che i figli dovevano recarsi all’estero per lavorare; un modo di fare nel privato in auge negli anni dal 1995-2010, ora non so.

    Largamente impiegato, quasi un abitudine proporlo previa dimissioni a chi raggiunti i 35 anni di contribuzione (tutta retributiva), rientrava dopo un mese di pensione nelle medesime posizioni e suppongo a pari retribuzione.
    Non saprei dire se vi fosse qualche accordo recondito alla riassunzione, come questa fosse realmente pattuita, perché ne vedevo una media di oltre il 15% del personale di cui alcuni restare per due o tre anni, altri all’infinito.
    Di certo, negli anni della crisi successiva al 2010, ne ho sentiti di espulsi tra questi dalla fabbrica, dagli uffici o dai cantieri; a partire dai meno qualificati o “meno ammanicati”; questo era un modo di agire di un imprenditore privato che comunque ringrazio perché mi ha permesso 41,5 anni di lavoro continuativo senza un giorno di cassa integrazione.

    E’ questo quello che Lei pensa a partire dai 20 anni di contribuzione e dai 62 anni di età … ma allora perché fissare un minimo a 1,5% della minima quale è il senso, è il timore nel tempo di doverla poi sostenere.
    Libero arbitrio, libero rischio!
    Allora io chiedo che le pensioni di reversibilità non siano ridotte.

    Dopo le varie contumelie, le lamentele, le in…….re che leggo, non mi attenderei qualcuno che plaudisse a questo “suggerimento”.

    Lei come è messo?
    Quali sono le ragioni profende del suo suggerimento, me ne aspetterei un lungo elenco in anni in cui si propone lavoro de contribuito; a costoro invece suggerirei di raddoppiarli, … un bel 66% se riappartenenti alla categoria DIPENDENTI.

    Come certamente Lei sa, anche in Germania permettono ai pensionati di lavorare, anche loro sono “democratici” anche dopo 45 di contributi.
    So di gente che a 63 anni si fa del minijob, mediamente a 450 Euro mensili, da aggiungere alla pensione che, talvolta, è più contenuta della nostra se basata solo sul primo pilastro.
    Vogliamo questo!

    A questa idea io sono refrattario; se qualcuno ha cosi tanta voglia o necessità di lavorare ci resti pure fino a 70 anni … la pensione … dopo!

    Saluti

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  29. Mi sembra ci sia un pò di confusione. Vediamo se ho capito: Pensione 62-20= 858 euro assegno che si percepirà interamente fino ai 65 per poi subire penalizzazione di 1,5% per ogni anno di anticipo. Quale anticipo ? Se fosse l’età dei 67 sono due anni di anticipo o bisogna considerare l’anticipo dai 62 anni in cui ti sei pensionato e quindi: 1,5 x 5 = 7,5%. In questo ultimo caso l’assegno diventerebbe: 858-63=795. Conosce gente che si pensionerebbe con questa cifra ? Io no. A meno che questa non sia una norma che potrebbe usufruire qualcuno intenzionato a proseguire in privato una sua professionalità, una piccola nicchia di persone e di alta istruzione che invece di guadagnare poco da dipendente aumenterebbe di molto le sue entrate. Una norma che andrebbe bene anche a chi è già pensionato e che per legge è obbligato, se intende continuare a lavorare, a svolgere questo nuovo lavoro, con un guadagno di un tetto massimo di 5000 euro. Ora che ci penso qualcuno c’è che da pensionato continua a lavorare e lo conosce anche lei.
    P.S. In un paese dove il lavoro nero è altissimo, che permette di non dichiarare nulla al fisco e di non pagare contributi, c’è qualcuno che crede davvero che qualcuno si paleserà allo Stato ?

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  30. Credo che questa sarebbe un’ottima proposta e spero che il governo faccia una scelta di questo genere, ma soprattutto che il sindacato che per anni ha taciuto, faccia la propria parte. Se ne ha ancora la forza.

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    • Una proposta ben fatta a mio avviso è quella del gruppo UTP, di cui i giornali praticamente non parlano, per motivi piuttosto misteriosi.
      Ma non ne parlano neppure i sindacati, ne tantomeno la Lega…anzi, per quest’ultima Salvini ha affermato di aver fermato la legge Fornuro …con questa quota 103 che se va bene utilizzeranno 20 Mila persone …lasciando bloccati centinaia di migliaia di lavoratori a cui sarebbe servita una vera flessibilità …se questo è fermare la tornerò…ai lavoratori il facile giudizio !!

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  31. E si’, ragionamento giusto ed equo, ma in Italia è fantascienza. La realtà è che l’Inps sarebbe un ente in positivo, ma è stato negli anni costantemente depredato per risolvere problemi economici da politici e, in parte, anche da imprenditori. Ora il salvadanaio è vuoto è stanno scaricando la loro incompetenza su coloro che ha già versato per anni i contributi per la meritata pensione. È, a tutti gli effetti, un furto legalizzato! Pensate la follia: versiamo per svariati anni contributi denaro e poi fanno di tutto per non restituirteli!!!! Ora possiamo solo affidarci alla fortuna o pregare in qualche divinità!!! Ah,
    i ns politici dovrebbero avere lo stesso trattamento pensionistico dei comuni mortali….. Non risolverebbe la questione economica, ma sarebbe un bellissimo gesto di democrazia

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      • Nel senso che sento da anni proposte sia da dx che da sx ma al lato pratico quando puoi decidere,le promesse scompaiono.Per esempio:cosa avrebbe di sbagliato la proposta Tridico?Proposta che a detta di tutti sarebbe la meno invasiva per le tasche dello stato?Forse perché è dei 5 stelle?Marco

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  32. Perfettamente d’accordo su tutto, perché solo noi sappiamo se fare il grande passo prima o dopo, secondo la nostra tasca, le nostre esigenze e le nostre problematiche familiari- questa è la soluzione di cui se ne parla da tempo anche con la proposta Utp e che sindacati e governo non vogliono secondo me prendere in considerazione ,evidentemente per questioni politiche- facciamolo capire a questi Governanti coi paraocchi che il lavoratore ha il sacrosanto diritto di decidere cosa fare della sua vita e della sua pensione magari affrontando le penalizzazioni del caso, ma in piena coscienza e piena libertà di decidere del suo futuro- tanti miliardi stanno uscendo dalle casse statali per guerra, squadre di calcio e via dicendo e mi sembra logico e democratico investire in una soluzione definitiva della questione previdenziale che dal 2011 con la fornero, è diventata la madre di tutte le torture per noi lavoratori, precoci e anziani, presi in giro da quote e ambi secchi che hanno premiato pochi fortunati, lasciando la maggioranza nelle gabbie infernali della sofferenza, costretti a tirare avanti stancamente per pagare la pensione ai superfortunati degli anni addietro, che si godono la pensione da 20-30-40 anni a nostre spese e sulla nostra pelle- basta con questo massacro……vogliamo decidere noi quando uscire, come dice Marino…..senza più attendere i numeri al lotto che ci hanno propinato per anni con la grande truffa delle quote coi paletti.

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  33. Sono perfettamente d’accordo. Bisogna mettersi in testa che è ormai necessario accettare il sistema interamente contributivo se si vuole andare in pensione ad un’età ragionevole. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca allo stesso tempo. Non si può pretendere di andare in pensione a 60 anni con 2000 euro. Bisogna essere razionali e ragionevoli. Un’età minima di pensionamento di 62 anni uguale per tutti con una pensione discreta e sufficiente. Se uno desidera avere una pensione più alta sia libero di lavorare fino a 70 anni. Chi non ne può più, sia libero di pensionarsi a 62 anni con un importo pensionistico minore. Direi che non fa una piega. Problema risolto.

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    • Si ma se uno ha ancora anni nel contributivo perché dovrebbe rinunciarci? Noi abbiamo già subito riforme pensionistiche capestro, e direi che 41 anni di lavoro sono anche troppi.. Senza penalizzazione alcuna!

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    • Caro Francesco B; facciamo dei distinguo: un conto sono persone con 2-3 anni di retributivo ma questi sono distanti dalla pensione; la partita si gioca su chi ha 10-14 anni di retributivo; è immorale dire: vuoi andare via prima della legge fornero ? tutto contributivo; metti un minimo di contributi e non può essere 41; il colmo sarebbe che raggiunti i requisiti fornero dicessero: non ci sono i soldi: tutto contributivo; lì si aprirebbero contenziosi elevatissimi; saluti a te e ai gestori del sito

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  34. ..sarà ma vista la situazione attuale e semplicemente fantascienza.. da quota 100 a quota 82….e poi scusi uno che ha iniziato a15 anni ne deve lavorare 47 per usufruire della pensione? Sbaglio?

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      • Mi sembra che ad oggi la proposta UTP sia quella che unisce ragionevolezza e accoglimento delle molteplici tipologie di giuste aspettative dei lavoratori…cosa ne pensa, dr. Marino ?

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