Pensioni 2023, l’editoriale oggi 9/7: riprendere subito le trattative per la riforma

Lo stallo che stiamo vivendo riguardo al tema della previdenza ha raggiunto dimensioni non degne di un Paese civile. In pratica dall’invasione Russa in Ucraina non si è mossa foglia su un argomento che interessa milioni di cittadini italiani. Sono oltre cinque mesi che il governo latita e che sta smentendo quelle che erano le promesse alla fine dell’anno scorso quando addirittura paventava un accordo sulle pensioni entro aprile 2022.

Riforma Pensioni 2023: prossimi mesi fondamentali, le tappe

Ci sono stati solamente tra gennaio e febbraio un paio di incontri tecnici ma quando bisognava entrare nel merito della questione con un incontro politico il tutto è naufragato. E la giustificazione della guerra non regge perché, comunque, un governo che ha la responsabilità politica deve decidere, deve essere presente, deve essere guida per cittadini e imprese. Adesso se non si vuole finire con una non decisione come l’anno scorso bisogna invertire la rotta, il governo deve immediatamente convocare le pari sociali entro la prima quindicina di luglio. Ma questa convocazione non deve essere di facciata, è necessario entrare nel merito della questione ed il Governo deve finalmente scoprire le proprie carte dopo oltre un anno e mezzo di bluff con qualche dichiarazione fatta ad arte e facendo filtrare ogni tanto una possibile proposta per una legge previdenziale accompagnata immediatamente da dichiarazioni su una situazione economica difficile che non permette voli pindarici.

Il mese di luglio non deve passare invano, poi dopo la pausa agostana, l’autunno sarà decisivo con la presentazione del Nafed in settembre e soprattutto con la legge di Bilancio nel mese di ottobre, ma non bisogna arrivare a quel periodo senza nulla di concreto, senza che almeno siano state postate quelle che saranno le linee guida di quello che succederà a fine anno.

Proposte ce ne sono anche troppe, anche se quelle strutturali sono solamente due, quella presentata dai sindacati confederali e quella del gruppo facebook UTP. Tutte le altre, ammesso che siano effettivamente state presentate nero su bianco e non solo enunciate, affrontano solamente il discorso della flessibilità in uscita e pertanto non risolverebbero in maniera organica il problema dei cittadini italiani già troppo provati da una pandemia che non accenna a placarsi, che ha causato oltre 168.000 decessi e che non appena saranno ufficializzati i dati relativi all’aspettativa di vita del 2021 e del 2022 dimostreranno una volta di più che questa è scesa di quasi due anni avvicinandosi pericolosamente agli 80 anni.

Pensioni 2023, autunno caldo: mobilitazioni dei lavoratori

L’autunno sarà anche il periodo delle manifestazioni popolari con i gruppi facebook che hanno già indetto un sit-in a Milano per il 24 settembre in cui si auspica che ci sia anche il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali da troppo tempo immobili e quasi inebetite di fronte a SuperMario. Staremo a vedere cosa succederà ma non è più possibile tollerare una situazione di stallo come è avvenuto l’anno passato in cui, praticamente, non è stato fatto nulla se non la proroga di Opzione Donna e Ape Sociale e l’obbrobrio di “quota 102”.

Per quanto mi riguarda, dopo quasi 40 editoriali settimanali, mi prendo una pausa e ritornerò con voi nella giornata di sabato 3 settembre. L’autunno, come dicevamo prima, sarà decisivo per capire se e che riforma previdenziale si vorrà dare agli italiani dopo tre anni terribili di pandemia, una guerra nel cuore dell’Europa e una situazione economica molto difficile con un’inflazione quasi all’8%. Comunque, esiste un margine di manovra ed è lì che bisogna insistere. Buona estate a tutti.

16 commenti su “Pensioni 2023, l’editoriale oggi 9/7: riprendere subito le trattative per la riforma

  1. È assolutamente vergognoso che Conte sta ricattando Draghi chiedendo la luna,tra reddito di cittadinanza, taglio cuneo fiscali,super bonus ed altre cose per le quali ci vorranno decine di miliardi, senza dire una parola per la proposta fatta da Tridico che è 5 stelle come lui, per la flessibilità con doppia uscita che costa solo 3 miliardi- ma non si vergogna Conte ? tenere nascosta la proposta di un esponente dello stesso partito che sta a cuore a migliaia di persone e lui se ne frega, pensando solo a far saltare il banco per salvaguardare le poltrone- che schifo questa politica marcia e schifosa e noi a soffrire e ad aspettare questa marmaglia che prenda decisioni non più rimandabili con la conseguenza dello scoppio definitivo della bomba sociale già in atto- aspettiamo martedì e se i sindacati non lottano la vedo dura ,e dietro l’angolo c’è la tragedia.

  2. Salve, questo governo non ha intenzione di affrontare trattative per il miglioramento della riforma Fornero. Vorrei comunque conoscere l’orientamento della redazione e degli esperti sulla scelta del metodo per aumentare il livello di flessibilità nel 2023. Dal punto di vista della sostenibilità e dell’equità sarebbe meglio agevolare l’anticipo pensionistico a chi lavora da tanto e ha almeno 41 anni di contributi (Quota 41) senza vincoli d’età e per esempio consentire il pensionamento ad un lavoratore di 59 anni (cioè nato nel 1964) che farebbe SOMMA 100; oppure favorire chi ha più anni (65 / 66 anni) e per es. permettere di anticipare la pensione ad un sessantacinquenne (nato nel 1958) con il vincolo dei famosi almeno 38 anni di contributi (utilizzati dal 2019 sia per quota 100 che 102) che in questo modo farebbe SOMMA 103?

  3. L’editoriale del dott. Marino stampa una precisa fotografia dell’attuale situazione sulla riforma della previdenza. E’ dettagliato e pienamente condivisibile. Le chiacchiere stanno a zero. Occorre in qualche modo darsi una “dead line” improcrastinabile oltre la quale, perdurando l’inaccettabile “nulla” odierno, mettere in campo qualcosa per far vedere che esistiamo e che siamo attenti, e per nulla disposti a soprassedere, alla tutela delle nostre posizioni previdenziali. Diventa assolutamente indispensabile dare un segnale a chi ha le responsabilità di affrontare concretamente il problema e, invece, continua pervicacemente ad ignorarlo!

  4. Un governo deve essere guida per i cittadini lavoratori e imprese .questo è il governo delle multinazionali e banche.non vi è speranza.

  5. Dottor Marino lasciamo perdere per un momento la diplomazia e le scrivo a chi affiderebbe le sue sorti dei signorotti seduti a Palazzo Chigi? Il sottoscritto a nessuno perché un totale vuoto politico e di così poca competenza non c’è mai stato da mezzo secolo ai giorni nostri quindi non mi meraviglio che si continui in tema di pensioni a parlare di opzione donna e lavori usuranti sapendo bene che queste due cose interessano un terzo di quelli che aspettano dopo 41 anni di poter accedere alla pensione. I paesi del nord Svezia Norvegia e Danimarca non hanno un solo disoccupato noi un’esercito che è destinato ad aumentare ogni anno e questo è ovvio, se non crei occupazione e lasci a lavorare le persone sino alla soglia dei 70 se la matematica non è un’opinione è un dato oggettivo tra dieci anni sarà un fare west. Credo sia d’accordo anche lei con le mie affermazioni ma tolto Cesare Damiano stranamente del PD (te li raccomando) non vedo altri interessati a cambiare le regole. Grazie per i vostri articoli.

  6. Buone vacanze dottor Marino!
    Io sono completamente d’accordo con lei, le proposte ci sono, si vada dunque ad un incontro politico risolutore.
    Temo, purtroppo , però, che i nostri governanti non ci sentano; rimandando tutto a Settembre, sempre che nel frattempo il governo non cada, e si vada ad elezioni anticipate!
    Che nazione deprimente che siamo!

  7. Giusto quello che ha scritto l’editore devono muoversi per dare una risposta sull’argomento delle pensioni che i sindacati hanno il dovere di portare fin in fondo le loro proposte fatte a questo governo da quello che si capisci se ne frega di tutti I lavoratori e lavoratrice che stanno aspettando di andare in pensione, quindi bisogna lottare per cambiare quella legge fatta dalla Fornero .

  8. Parole sante quelle di Marino, questo silenzio del Governo è indecente e le frasi buttate li ogni tanto da sindacati e politici, ormai hanno fatto il loro tempo- è arrivata l’ora veramente di scoprire le carte subito e dirci che cavolo vogliono fare, ma senza aspettare altro tempo- qui noi ultrasessanteni con acciacchi e problemi vari, di tempo da perdere non ne abbiamo più, e siamo stanchi di vedere miliardi che escono dalle casse statali per guerra e obbiettivi europei- il grande bluff di Draghi e company a cui stiamo assistendo è ormai talmente ridicolo e pericoloso che fa perdere la pazienza anche ai santi- se martedi prossimo 12 luglio i Sindacati , convocati da Draghi, non chiedono e pretendono risposte chiare e decisioni secche sulla flessibilità , senza più tergiversare e senza più rinviare ad altre riunioni, la protesta in piazza deve senza se e senza ma iniziare subito e Draghi e Orlando vanno messi di fronte alle loro responsabilià gravissime, per avere continuamente sottovalutato le attese, ansie, bisogni di migliaia di lavoratori che hanno il diritto di pensionarsi ad una età che sia in linea con la media europea di 63 anni, eliminando seccamente la Fornero che ci porterebbe a 67 anni , unici in europa a dover subire questo castigo- e la smettesse la signora fornero di intromettersi con le sue follie , dopo i danni che ha fatto dieci anni fa e di cui paghiamo ancora le conseguenze- dovrebbe nascondersi e non farsi notare e sentire mai più- ne abbiamo le tasche piene di questi maldestri tecnici da strapazzo che fanno solo male alla gente , rovinando l’esistenza di tanti poveri lavoratori- abbattiamo questi negrieri senza cuore e senza pietà !

  9. Sono certo non si farà nessuna riforma questo governo finirà a settembre quando i parlamentari matureranno la loro breve pensione questa è la politica nient’altro.

  10. Silenzio assoluto nei telegiornali e nei talk vari, questo è il campanello di allarme che non si farà nulla, COMPLIMENTI AI SINDACATI E PARTITI POLITICI, FATE VENIRE LA NAUSEA!!!

  11. Buongiorno a tutti .E’ proprio cosi quello che sta succedendo non è degno per un paese civile .E’ inutile girarci intorno questo immobilismo da parte dei Governi e delle confederazioni Sindacali è Voluto,non ce’ nessuna intenzione di fare una riforma nel breve e che sia sopratutto onesta nei confronti dei Lavoratori ,paradossalmente nonostante tutto è preferibile che non facciano niente, perchè sono capaci solo di peggiorare le cose .Il fatto della guerra non è altro che una scusa ,come altri eventi o disposizioni UE ,per non fare niente o fare peggio di quanto fatto .Ci sarebbe da scrivere per giorni per tutte le belle cose fatte ,solo a discapito dei Lavoratori ,dovrebbero semplicemente vergognarsi ,ma a quando sembra non ci sono ne commenti ne situazioni che facciano arrossire queste persone .
    Buon Lavoro

  12. Carissimo dott.Mauro Marino lei ha ragione ma sono sicuro che la linea è sicuramente già traccia come ho gia evidenziato in altri commenti,è sotto gli occhi di tutti che ci stanno prendendo in giro e,direi alla grande,Super Mario incontra Conte,parlano del bonus110%,del reddito di cittadinanza,ecc ecc tranne della riforma delle pensioni guarda caso perche?Molto semplice è appunto già tutto deciso Insomma una vergogna. Grazie dott.Marino almeno lei accende ancora un faro sulla questione delle pensioni,naturalmente auguro anche
    a lei e a tutti una buona estate

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna su