Pensioni 2023, news su Quota 41 e opzione donna: l’intervista esclusiva a Ferrari (Cgil)

In vista del prossimo incontro tra Governo e sindacati che si terrà il 19 gennaio moltissimi lettori ci stanno scrivendo per comprendere quali tipi di richieste faranno le parti sociali all’esecutivo soprattutto su Quota 41 e proroga opzione donna. Quota 103 da un lato e la nuova misura che ha sostituito di fatto opzione donna, dall’altro, divenendo molto più simile all’Ape sociale, non hanno per nulla soddisfatto le richieste dei lavoratori che, dunque, confidano nel pressing del sindacato per alcuni cambiamenti.

Le richieste cardine dei nostri lettori restano: quota 41 senza limiti anagrafici e ripristino vecchi requisiti opzione donna per almeno 1 anno. Per questa ragione abbiamo deciso di intervistare Christian Ferrari segretario confederale CGIL nazionale con delega sulle politiche previdenziali al fine di comprendere la posizione della CGIL e le richieste che verranno fatte al Governo.

Pensioni 2023, l’intervista a Ferrari (Cgil): giudizio DDL Bilancio 2023

Pensionipertutti: Christian Ferrari se doveste, come CGIL, dare un giudizio complessivo sul DDL Bilancio 2023 quale sarebbe relativamente al comparto previdenziale?

Christian Ferrari CGIL: “Il nostro giudizio complessivo sul DDL Bilancio 2023 è negativo, anche per quanto concerne le misure previdenziali, che sono limitate, insufficienti e, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, addirittura peggiorative rispetto al quadro normativo vigente nel 2022. Infatti, nonostante gli impegni assunti dal Governo sul coinvolgimento delle Organizzazioni sindacali e sull’apertura di un confronto di merito e preventivo, si è intervenuto in maniera unilaterale.

Pensionipertutti: Eppure le promesse elettorali puntavano al superamento della Legge Fornero con una Quota 41 per tutti e con la proroga dell’opzione donna, cosa non ha poi funzionato, a suo dire, una volta al Governo?

Christian Ferrari (CGIL): Le promesse elettorali non sono state assolutamente rispettate. Dal primo gennaio, di fatto, la legge Fornero continuerà ad essere in vigore come e più di prima: altro che 41 anni di contribuzione per tutti, a prescindere dall’età. Nemmeno “opzione donna” il Governo ha voluto prorogare con i requisiti previgenti.

I numeri confermano che l’Esecutivo ha utilizzato il capitolo previdenza per recuperare risorse rilevanti da destinare ad altri capitoli di spesa: 3,5 miliardi di taglio alla rivalutazione delle pensioni (17 miliardi nel triennio), 100 milioni di taglio dal fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori cosiddetti “precoci” (90 milioni nel 2024) e 100 milioni di taglio dal fondo per i lavori “usuranti” (90 milioni nel 2024). Nessuna risposta ai giovani, a chi svolge lavori gravosi e, soprattutto, alle donne, che hanno pagato il prezzo più salato delle “riforme” degli ultimi 15 anni“.

Pensioni 2023, Incontro Governo-sindacati 19/1: richieste della CGIL, intervista a Ferrari

Pensionipertutti: Su cosa punterete il prossimo 19 gennaio, su cosa bisognerebbe puntare per arrivare ad una riforma pensioni strutturale ed equa?

Christian Ferrari (CGIL): “Il 19 gennaio ci sarà un tavolo di confronto sulla previdenza. Ci auguriamo possa essere un momento di confronto vero, anche se le scelte appena effettuate dall’Esecutivo non lasciano ben sperare. Per noi il confronto è importante, ma sarà necessario chiarire gli obiettivi che si vogliono perseguire, i temi da sviluppare e anche i tempi entro cui assumere le scelte. Il nostro auspicio è che il Governo decida di cambiare rotta, per provare seriamente a riformare il nostro impianto previdenziale, garantendo al sistema maggiore equità, solidarietà e sostenibilità sociale.

Questo è particolarmente importante nella fase complicata che stiamo attraversando, caratterizzata da una forte precarizzazione del lavoro, che ha ed avrà inevitabili e pesanti ripercussioni sul futuro previdenziale delle lavoratrici e dei lavoratori.

Affrontare il tema previdenziale per tutti, ma in particolare per le giovani generazioni, significa ripartire dal lavoro stabile, qualificato, ben retribuito, con adeguati versamenti contributivi. Avere allargato la possibilità dell’utilizzo dei voucher è una strada sbagliata, opposta alla direzione verso cui occorre andare. Non possiamo immaginare di costruire percorsi pensionistici senza restituire valore al lavoro.

Sicuramente, da parte nostra, faremo vivere il confronto anche con i lavoratori i pensionati, i giovani, che dobbiamo coinvolgere costantemente, come stiamo facendo in queste settimane per il nostro Congresso.

Proporremo al Governo una discussione che si basi sulla nostra piattaforma unitaria. Ribadiremo la necessità di modificare alcune scelte effettuate con la legge di bilancio e l’urgenza di costruire una riforma previdenziale strutturale: attraverso l’uscita flessibile a partire dai 62 anni, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la pensione di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e povere, il riconoscimento del lavoro di cura e delle donne, l’uscita con 41 anni di contributi senza limiti di età”.

Ringraziamo di cuore per questa approfondite risposte Christian Ferrari segretario confederale CGIL nazionale con delega sulle politiche previdenziali, e confidiamo il Governo possa tenere conto di queste richieste al fine di apportare da subito alcune migliorie.

Le richieste della CGIL, se accolte, sarebbero in linea con i vostri desiderata per la prossima riforma pensioni? Fatecelo sapere, se vi va, nell’apposita sezione commenti del sito. Per quanti desiderassero riprendere alcuni tratti dell’intervista, trattandosi di esclusiva, é doveroso citare la fonte.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

125 commenti su “Pensioni 2023, news su Quota 41 e opzione donna: l’intervista esclusiva a Ferrari (Cgil)”

  1. “Specchietti per allodole ”
    Nato nei primi anni sessanta ho iniziato a lavorare a 20 anni, purtroppo in nero i primi anni, quando lo stato prospettava un uscita dignitosa al raggiungimento dei 55 anni. Nel corso della mia carriera siamo passati dai 55 ai 68 ( considerando gli anni di nero e gli adeguamenti che potrebbero ancora riservarmi sulla aspettativa di vita ). Nel frattempo ho dovuto rinunciare al TFR per ripanare alla prospettiva di pensione e ho scoperto che la mia è la generazione apripista nello star peggio dei propri genitori perchè deve pagare la pensione a politici, sindacalisti ed altre categorie ipertutelate, baby pensionati a cui non è stato chiesto un obolo di solidarietà. La mia carriera, come quella della maggior parte di lavoratori, è discontinua e sempre in aziende medio-piccole ( quelle meno tutelate e che tirano la carretta per intenderci ), per cui non rientrerò in nessuna quota inseguendo una chimera……..

    Rispondi
    • non si può cambiare opzione donna con paletti assurdi . Così facendo prendono in giro tutte le donne che pur con assegno ridotto all’osso speravano nel 2023 di andare in pensione e dare una mano e sostegno ai genitori avanti con l’età( anche se non possessori di 104 ) e ai figli con i nipoti in modo di agevolare il lavoro degli stessi . E’ una presa in giro questa opzione donna come proposta dal governo .Bastava far pagare alle società di calcio il dovuto non in 5 anni e al 3 % ………………… e così si poteva mandare in pensione le donne che nella loro vita non hanno fatto un lavoro ma tre ……. Madri ,Mogli, e Lavoratrici in regola .

      Rispondi
    • non si può cambiare opzione donna con paletti assurdi . Così facendo prendono in giro tutte le donne che pur con assegno ridotto all’osso speravano nel 2023 di andare in pensione e dare una mano e sostegno ai genitori avanti con l’età( anche se non possessori di 104 ) e ai figli con i nipoti in modo di agevolare il lavoro degli stessi . E’ una presa in giro questa opzione donna come proposta dal governo .Bastava far pagare alle società di calcio il dovuto non in 5 anni e al 3 % ………………… e così si poteva mandare in pensione le donne che nella loro vita non hanno fatto un lavoro ma tre ……. Madri ,Mogli, e Lavoratrici in regola .

      Rispondi
  2. Governo bugiardo…..opzione donna deve essere prorogata così come promesso in campagna elettorale
    Non prendete in giro avete solo fatte promesse ma le promesse vanno mantenute se siete delle persone serie……riflettete prima di prendere in giro gli elettori.
    .VERGOGNA

    Rispondi
  3. OPZIONE DONNA è stata l’ennesima presa in giro nei confronti delle donne, questo governo ha mentito su tutto, dopo aver detto che avrebbe prorogato di fatto l’ha stravolta, come pure quota 102, è ora di farsi sentire, basta farci prendere in giro, i fondi li hanno trovati per tutto, pure per le squadre di calcio!!!!
    Vi segnalo che il Comitato Opzione Donna sta organizzando un presidio di supporto a Roma il 19 in occasione dell’incontro tra la ministra Calderone e i sindacati, bisogna cercare di essere li in massa, mi rivolgo soprattutto a chi sta a Roma e dintorni o può andare. Facciamo sentire la nostra voce!

    Rispondi
  4. Buongiorno dopo,43 anni di lavoro consecutivo con i nuovi coefficienti si viene a prendere € 1100 al mese ma che” Razza”Di Paese sta diventando questo invece di salvaguardare i più vulnerabili, vengono penalizzati Dovrebbero provare a timbrare ogni sacro giorno per oltre 40 Anni , così forse capirebbero il danno che ci state facendo,lasciamo spazio ai giovani e lasciateci andare in Pensione cosa volete dopo 40 e passa anni di lavoro da noi.

    Rispondi
  5. Grazie a partiti e sindaci ora ci tocca pure sperare che la Legge Fornero non venga peggiorata! La strada tracciata dal Governo è purtroppo molto chiara: anticipare il pensionamento prima dei 67 anni sarà praticamente impossibile a causa dei paletti che verranno messi dal 2024 a quote o formule di flessibilità, compresa l’anticipata Fornero il cui smantellamento è ancora l’unico tassello che manca al completamento della controriforma delle pensioni! Spiace anche che ci siano persone che credono al mantra “ce lo chiede l’Europa”; si tratta di una falsità tirata in ballo da politici che non vogliono affrontare il problema della riduzione dell’enorme debito pubblico con lotta feroce alle mafie e all’evasione fiscale, tagli a spechi, favori agli amici degli amici e bonus a pioggia! L’Europa dice giustamente di contenere il debito pubblico per evitare il default ma ogni Paese è libero di farlo come meglio ritiene.

    Rispondi
    • Vi prego:l’Europa (UE) è una sovrastruttura nociva per tutti gli Stati aderenti, in particolar modo per noi, anzi l’obiettivo dell’Europa di Maastricht è proprio quello di distruggere il nostro Paese, in primis.

      Rispondi
    • Da prima del 2008 dall’86enne sul predellino automobilistico ed italo forzuto prima e dopo ….. che per giustificare promesse elettorali farlocche la cui “realizzazione” e/o l’ eliminazione quasi totale e/o comunque la riduzione di tutti i prelievi sul patrimonio …… gira e rigira …..hanno portato all’eliminazione (giusta…) di molti privilegi “previdenziali” ….. non tutti però dando la responsabilità all’Europa……
      Non solo, dopo aver “diviso” i pensionandi e le pensionande in base al sesso per anzianità contributiva (i contributi previdenziali versati all’inps per le pensionande per i 41 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra e per i pensionandi per i 42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra)
      I pensionandi e le pensionande sopra descritti sono le “persone” (under 62 enni ) che più hanno versato contributi (mantenendo per più tempo e spesso con più risorse finanziarie il welfare italiano ……. a ripartizione …..e fiscale).
      Preso atto che anche oggi ….. su qualche giornalone italiano a caratteri cubitali si confondono i lettori …… con titoli ancora divisivi (d’altronde i giornalisti ….. inpgi confluito nell’Inps vanno ancora con “soli” 40 anni di contributi) ….. affermando che con quota 103 …… si va tre anni prima …..balle al massimo 25 mesi prima i maschi e 13 mesi prima le femmine ….
      In ogni caso ……. 42 anni di contributi per le femmine e 43 anni di contributi per i maschi ….. non 62enni …… sembrano addirittura ……. messi in discussione ……. dopo essere “lievitati” in correlazione all’aspettativa di vita, a rate e nell’omertà quasi assoluta di parlamento e di tre governi dal 2012 al 2018 di 25 mesi per le signore e di 37 mesi per gli uomini.
      L’unico intervento relativamente erga omnes è stato quello del governo Conte1 nel 2019 con provvedimento dei ministeri presieduti ad interim di Di Maio che hanno congelato i limiti contributivi già descritti fino al 31/12/2026…….. per ora.
      Gli interventi successivi sono stati delle deroghe alla Fornero ……. che hanno eventualmente favorito gli over 62……… sia nel 2019 che nel 2022 malgrado salvini avesse promesso sia nel 2019 e nel 2022 41anni di contributi senza se e senza ma …… invece pervicacemente insieme ai suoi compagni e compagne di merende hanno fatto quote da lotto……. affermando che quanto promesso …… è previsto in corso di legislatura…….
      Se fosse così sarebbe stato più credibile e razionale ridurre i contributi previdenziali versati all’inps a tutte le pensionande per i 41 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra e per tutti i pensionandi per i 42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra……. di 3 o 4 mesi i contributi richiesti…….. invece che squallidi ambi da gioco ……………….
      Chi sarà quel oltremodo e ripetutamente deluso …… che si illuderà ancora?????
      Chi andrà a votare alle imminenti regionali in Lombardia …… e nel Lazio faccia mente locale ………. forse non sposterà gli equilibri politici ………. ma forse …….. anche l’aumento degli astenuti ……. il partito di maggioranza………

      Rispondi
  6. Dottor Ferrari, anche su recenti articoli compreso l’autorevole Il Sole 24Ore si evidenzia la scandalosa INCOSTITUZIONALITÀ della SOGLIA inserita in QUOTA 103. Dovete intervenire subito SERVE UN RICORSO IMMEDIATO DEI SINDACATI nelle sedi opportune ! Non è accettabile che si possano inserire “furti di Stato” INCOSTITUZIONALI nelle leggi della nostra Repubblica !!!

    Rispondi
  7. Bisogna vedere cosa faranno con i prossimi incontri tra Governo e Sindacati,si sono presi un anno di tempo per fare la riforma,e chi ha già fatto 41 Anni nel frattempo che fa? sempre se riescono a concludere qualcosa,a questo proposito bisognerebbe chiedere al nostro caro Salvini che fine hanno fatto le promesse fatte al comitato 41per tutti senza se e senza ma,cara Erica ti che sei bravissima nel tuo lavoro porta la nostra voce al Signor Salvini che noi stiamo aspettando da troppo questa riforma e le promesse si devono mantenere e non ne possiamo più, saluti

    Rispondi
    • di questi incontri se ne sono visti a iose, ed ogni volta si rimanda al prossimo. Sono 5 anni che fingono di incontrarsi, scopo è sempre lo stesso procastinare per arrivare all’anno in cui le pensioni saranno solo contributive, a questo punto potrai mettere in atto qualsiasi possibilità di uscita, tanto il pensionando percepirà in base a quanto versato. Ovviamente non ci sarà più chi ha lavorato oltre 40 anni di contributi (dove li vai a trovare, se si inizia do po i 25 anni a lavorare).
      Non è difficile da capire, fanno solo false promesse, qualche aggiustamento per dire che ci hanno messo mani e poi zag!!! sempre ai danni degli stessi… gli inc….i degli anni 60-75.

      Rispondi
  8. Fornero e per fortuna che è rimasta! Se no non si andava più in pensione! 41 per tutti senza limite d’età, non si può chiedere altro a chi ha lavorato per 41 anni! ed opzione donna strutturale 58 59 anni con figli, con finestra di 3 mesi come le altre pensioni!

    Rispondi
  9. Dopo 40 anni di lavoro e contribiti versati e un diritto andare in pensione senza se e senza ma e sopratutto senza paletti. Sindacato e politici svegliamoci e fate quello che avevate promesso SUBITOOOOOOOO………….

    Rispondi
  10. Quota donna con la detrazione del 30 % della pensione è un furto e un’offesa per le Donne!
    E piuttosto che quota 41 senza limite di età, è più giusto Quota 103 senza paletto a 41 anni di contributi, ma semplice somma tra età e anni contributi, altrimenti andranno in pensione i giovani di 58-60 anni e gli ultra65enni andranno dopo i 70 o meglio non andranno mai per aver raggiunto, nel frattempo il cimitero!!!

    Rispondi
    • Cara Lucia, vediamo di ricapitolare: dici meglio una quota ma senza i limiti minimi; sarebbe troppo bello ma non ce lo concederanno mai; parli di quota 103? stai certa che l’anno prossimo la alzano ancora ; ma potrebbero anche tenerla così alzando l’età minima per esempio a 65 anni; o anche tutto contributivo ; all’europa piace tantissimo la legge fornero; tu potresti dirmi: cosa c’entra l’europa? centra, eccome se centra; ti elargisce i soldi del pnrr se non tocchi la legge Fornero; e per quanto riguarda opzione donna e la detrazione del 30%? quella era quella vecchia, ora è peggio; ricapitolando: il loro obiettivo è ………………………………………. l’hai scritto tu nell’ultima frase purtroppo; forza e coraggio e saluti a te e ai gestori del sito

      Rispondi
  11. Non ne posso più, sono esaurita ,possibile che non si può fare niente x fermare questo scempio ??? Hanno ottenuto i voti con false promesse e ora ????

    Rispondi
  12. Peccato che questo fine settimana non c’è stato l’editoriale del dr Marino che ci illumina sempre e che ci da la speranza che la sua proposta venga prima o poi valutata dal governo- è inaccettabile che non mettano in campo la soluzione per riformare la fornero e per dare una via d’uscita a tutti noi … ..siamo stufi di questi politicanti da strapazzo e questi sindacalisti di avanspettacolo.

    Rispondi
  13. Opzione donna deve essere fatta strutturale senza se senza ma 35 anni di contributi e 58 anni di eta’!!
    Non gli basta che venga decurtato il 30%?
    Vergogna e basta, il colmo e’ che due donne (Calderone-Meloni) contribuiscano a questo scempio.
    E i sindacati?
    Chi ha la tessera dovrebbe restituirla.
    Hanno fatto le promesse ed hanno il coraggio di affermare che le hanno mantenute.
    Pazzesco e’ ora che la gente e le donne non vengano piu’ prese in giro.

    Rispondi
  14. Buongiorno. Premetto di non conoscere, ammesso che esistano, dei numeri ufficiali sulle persone che si trovano attualmente nella mia condizione, vale a dire 1) 64 anni il prossimo marzo 2023;
    2) Disoccupato e ribadito anche da questo Governo “inoccupabile” e pertanto:
    3) Percettore di Rdc dal 2019 senza altre entrate;
    4) 26 anni e 6 mesi di anzianità contributiva maturati e pertanto unicamente in attesa dei fatidici 67 anni per poter ottenere l’assegno pensionistico.

    DOMANDA: possibile che Sindacati e Governo non prevedano alcun tipo di soluzione per sfruttare un anticipo pensionistico??
    Grazie.
    Silvio OCCHINI

    Rispondi
  15. Dopo aver letto fino in fondo quanto affermato dall’esimio Dr Ferrari, sono, come tutti i lettori qui convenuti, assolutamente certo che non accadrà , per quanto riguarda la previdenza, assolutamente nulla: governo e sindacati insceneranno il solito squallido teatrino per non concludere poi niente, parandosi dietro l’ormai trito ritornello del “non ci sono i soldi”, il debito, la guerra, i poveri, le bollette, l’Europa (Dio la stramaledica, l’istituzione e i suoi inqualificabili rappresentanti, traditori di tutti i cittadini o per meglio dire sudditi). Questi i signori o li prende Dio o li prendiamo noi (la seconda la vedo dura)!

    Rispondi
  16. Si promette e si rinvia al 2024 , guadagnando tempo e denaro versato da tutti coloro che , per alcuni dettagli non hanno ottenuto il pensionamento. Trattasi di over 60 /64 enni che hanno 34 anni di contributi, con lavoro prima indeterminato e poi determinato. Non hanno fatto le 18 mensilità negli ultimi 36 mesi lavorativi ,ma solo 12 , e si vedono negata ape sociale! Nonostante il covid, sono ancora vivi , sperando di porre fine alle loro sofferenze. Ora : ridurre a 64 anni l’ età massima lavorativa è possibile. Si considera retributiva e contributiva per chi iniziò a lavorare nel lontano 1979, ad esempio, erogando la sua pensione maturata ad oggi. Molti ex lavoratori dimenticati ,diventeranno subito dignitosi pensionati.

    Rispondi
    • Sono d’accordo con lei, parlano di quota 41 per tutti facendo credere che sia la soluzione perfetta, non parlando di chi come me che ha 64 anni e 37 , 9 mesi di contributi al 31 dicembre 2022 e non può andare in pensione . Dovrei lavorare ancora 4 anni per avere 41 di contributi , ma di cosa parlano questi buffoni di sindacalisti ?

      Rispondi
      • Esatto e Salvini dice di averci salvato dalla legge Fornero..io come te 64 anni a marzo..37 anni di contributi e se vogliamo andare in pensione dovremmo aspettare sessantasette anni quindi i famigerati 41 anni per tutti come dice il sindacalista è una fregatura..ma ci stanno prendendo per il culo ..ma il bello che al sindacato gli va bene.. nessuno dice niente non una parola

        Rispondi
  17. Secondo me governo e sindacati sono d’accordo, basta farci prendere per il culo, ridiamogli le ttessere e cominciamo a scendere in piazza da soli, cominciamo a fare la voce grossa , alla fine non chiediamo altro che ci ridiano i nostri soldi, mi sembrerebbe più che giusto che uno possa decidere se è quando ritirarsi dal lavoro , visto che viene pagato con i propri soldi!!

    Rispondi
    • La riforma Fornero è entrata in vigore nel 2011 col governo salva Italia.Mi chiedo perché non è mai stata tolta da nessuna forza politica che ha governato in tutti questi anni?

      Rispondi
      • Perché ci voleva il Governo Meloni …per peggiorarla
        cominciando con la abolizione di Opzione Donna…
        Vedrai che la rimpiangeremo
        La Fornero !

        Rispondi
        • Che impressionante e triste verità !
          Non ho mai riflettuto che arriveremo a rimpiangere la Fornero. Pazzesco
          È proprio vero che al peggio non c è fine
          La Meloni è una grossa delusione sul fronte pensioni e femminile

          Rispondi
        • Prima delle elezioni tanto promesse poi nulla, anzi anno peggiorato la situazione, anno tolto tutto , ma se una Persona a perso il lavoro a cinquant’anni, e attualmente lavora con Agenzie interinali, lavorando tre mesi si è quattro no, spiegatemi come può arrivare a quota 41? Prima almeno con 42 e 38 potevi uscire, adesso ti attacchi al tram.
          Complimenti alla Politica.

          Rispondi
        • Buongiorno Carla, non si preoccupi la Legge Fornero rimane in vigore, con i requisiti contributivi invariati fino al 31/12/2026. La sua modifica o revisione è oltre la la capacità di questo governo poiché i costi sarebbero improponibili
          derivanti dalla programmazione strutturale della legge. Certo che avere un’anzianità di 41/42 anni è difficoltosa se il tipo di lavoro è faticoso. Per quanto riguarda Opzione (SIC) Donna, già aveva una forte riduzione della pensione, ma così come l’hanno combinata è un insulto alle lavoratrici- che viene da due donne una Primo Ministro e l’altra Ministro del Lavoro (e forse della Previdenza sociale. Non c’è altro da aggiungere. Un saluto caloroso. Lilli Reolon

          Rispondi
    • Sono dello stesso avviso di Luca, infatti ormai non ci sono più dubbi che sindacato e governicchio sono in piena sintonia, altrimenti non si spiegherebbe la mancanza di scintille da parte sindacale, di fronte alle porcate che stanno mettendo in campo……vedi quota rapina 103, quota donna truffa e via dicendo- d’accordo nel scendere in piazza da soli …..magari potrebbe partire qualcosa da questo sito a livello organizzativo per farlo- dei sindacati meglio scordarsi e tentare la discesa in piazza…..meglio soli che male accompagnati .

      Rispondi
      • Buongiorno, concordo pienamente con Lei sul “quota RAPINA 103”. Io potrei già andare in pensione, sono nato n 1960, ad oggi ho più di 41 anni di contributi ma ritengo “immorale” vedermi tagliare l’assegno del 40% fino a 67 anni: una vera presa in giro da parte di tutti: governo, sindacati ecc.
        Antonio

        Rispondi
        • Caro Antonio, anche tu sei nato nel 1960 come me; il punto è molto semplice e tu prenderai la decisione che riterrai più utile per te: quanto non ne puoi più di lavorare? dipende tutto da quello; io la frase: potrei già andare in pensione ma…………………………. l’ho sentita dire tantissime volte da altri; personalmente per me non esiste; nel 2021 con quota 100 ci hanno fregato; nel 2022 con quota 102 ci hanno fregato; adesso ‘è quota 103; io ho concluso con la RITA e non me ne pento minimamente; sarà dura ma va bene così; per me la frase giusta è: me la dai bella, meglio; me la dai schifosa? la prendo; quella successiva potrebbe essere migliore, ma anche peggiore o anche non esserci per niente; ricordati questo ultimo particolare. almeno finchè ci sono in ballo i soldi del pnrr sulle pensioni sarà durissima; saluti a te e ai gestori del sito

          Rispondi
      • Il 19 Gennaio ci sarà l’incontro tra il Governo e il Sindacato .
        Al Ministero del Lavoro
        Via Vittorio Veneto ,56

        Le DONNE CI SARANNO !!!(rappresentanti per il Cods e altri Movimenti pro OD).

        UOMINI e TUTTA la GENTE BRAVA e ONESTA:
        UNITEVI a NOI !!!

        Rispondi
        • Uniamoci e facciamoci sentire ,tutti compatti , con l’aiuto di questo sito, sollecitando la trasmissione della proposta Utp alla Calderone ed ai sindacati che comunque andranno all’incontro a scaldare le sedie….. a meno che non avvenga il miracolo e finalmente fanno i sindacalisti con gli attributi…… avverrà sta cosa? Dubito !

          Rispondi
  18. OPZIONE DONNA deve tornare senza alcun paletto 58/35 e STRUTTURALE!!!! Come promesso in campagna elettorale! Le donne sono stanche di combattere ogni anno …ogni anno non sappiamo di che morte dobbiamo morire…io è da quando è in versione 56/35 che gli corro dietro e invece ogni anno si alza l età..si modificano i requisiti…siamo veramente stanche di lottare per avere riconosciuto il nostro doppio…triplo lavoro…noi lavoriamo da sempre a casa e fuori…non siamo ricche…ci facciamo tutto da sole dallA alla Z ci badiamo figli ,genitori e parenti vari…ci puliamo casa…cuciniamo…in più lavoriamo 8-10 ore fuori casa…e a 58 anni con schiene distrutte e stanche sfinite ci sentiamo anche dire che non basta…dobbiamo lavorare e lavorare ancora a costo di stramazzare a terra…dobbiamo fare dobbiamo….dobbiamo ancora….volete anche il sangue???????????

    Rispondi
    • Sono d’accordo con lei , basta è ora di finirla sta buffonata ,se poi si considera la miseria che vi danno dopo 35anni di contributi, DOVREBBERO SOLO VERGOGNARSI !!

      Rispondi
    • Ciao Francesca, sono d’accordo con te, nella stessa situazione si trova mia moglie corre corre e non riesce ha rientrare nei cambiamenti che fanno ogni anno…in bocca al lupo 💪💪💪

      Rispondi
    • Hai ragione francesca inoltre e inaccettabile il fatto di aver avuto figli si hanno delle agevolazioni va contro il principio di uguaglianza previsto dalla costituzione ed è discriminante nei confronti di donne che non hanno avuto figli x motivi di salute.

      Rispondi
    • Hai perfettamente ragione ! Io ho 58 anni,39 anni di contributi .un genitore con Alzheimer e la mamma con vari problemi fisici!!! E niente…non posso andare in pensione con opzione donna…..non avendo figli..questi pagliacci mi hanno tagliato le gambe!!!ripeto..non ho figli..ma ho due genitori anziani che hanno bisogno!!!!!!

      Rispondi
    • Son d’accordo, ma bene o male,con qualche ritocco OD era sempre stata Prorogata …
      e aveva permesso a molte migliaia di Donne di avvalersene
      Adesso questa “truffa” la chiamano ” Proroga” ?

      Rispondi
    • Le promesse fatte in campagna elettorale vanno mantenute oppure ci possono essere delle nuove propiste ma non peggiorative !!!
      I paletti di ape sociale in opzione donna sono scandalosi

      Rispondi
  19. Delle pensioni dei militari ne vogliamo parlare ❓tutti a 60 anni…. Benefit a nn finire, case vacanze mare e montagna, circoli a go go a due soldi, centri estivi, stabilimenti balneari gratis, indennità x finte missioni, avanzamenti carriera per arrivare in pensione con il massimo. È giustizia sociale questa ❓

    Rispondi
  20. Opzione donna deve essere ripristinata come promesso in campagna elettorale dai maggiori partiti che addirittura promettevano di renderla strutturale!

    Rispondi
    • Ha pienamente in accirdo, va anche ribadita soprattutto da 60 anni di età con almeno 20 anni di contributi la possibilità di uscire dal mondo del lavoro e dare così la possibilità ai giovani di occupare i nostri posti di lavoro. Dando spazio ai giovani si muove l’economia. Me lo auguro di cuore per tutti

      Rispondi
    • Opzione Donna vanno tolti i paletti di : essere Cargevir, licenziate, o invalide ( C’è già l’Ape Sociale, per questi requisiti) non soffermarci solo sulla questione dei figli…sono quelli sopra citati i veri paletti per Opzione Donna. Se dovessero togliere quelli dei figli…. non cambia per chi non ha figli… perché metterebbero tutte a 60 anni……quindi per me i veri paletti da togliere sono i sopra elencati…..Togliendo Cargevir, invalide, licenziate, sarebbe già una bella cosa……perché non è un premio alla più disagiata..ma la pensione è un diritto di ha versato

      Rispondi
  21. Giustissima l’uscita opzionale dai 62 anni ! Ormai il sistema é contributivo. Dopotutto non si fa altro che riprendersi quello che si é versato negli anni. Ognuno dovrebbe poter fare i suoi calcoli (anche in base alla pensione integrativa) e scegliere.

    Rispondi
  22. Opzione Donna deve essere rimessa come nel 2021 senza paletti come promesso in campagna elettorale. Mi sembra che era già penalizzata con le finestre d’uscita, parlano di 58 anni,……. ma con la finestra si andava a 59 anni…!!!!!!!.poi si perdeva parte della retribuzione. ….Quindi non c’era bisogno di mettere altri paletti!!! Mi auguro che la rimettano almeno per un ‘altro anno….visto che ci hanno illuso fino a Novembre…..

    Rispondi
    • Concordo con Barbara…….altro popolo…..altri sindacati…..altro tipo di lotta, coi risultati che tutti conosciamo- qui solo squallore politico e sindacale .

      Rispondi
  23. Si tratta della piattaforma unitaria che la triplice sindacale chiede al governo da circa tre anni e su cui tutti sono ormai d’accordo. Speriamo che questa sia finalmente la volta buona, visto che abbiamo a disposizione un governo saldo, solido e duraturo, che pare abbia la buona volontà di fare finalmente una riforma strutturale del sistema pensionistico italiano. Il punto più importante su cui i sindacati devono puntare è la flessibilità in uscita per tutti a partire dai 62 anni, con un minimo contributivo che possa andare dai 20 ad un massimo di 35 anni di servizio. Su questo non bisogna assolutamente transigere.

    Rispondi
  24. Ripristinare opzione donna con i vecchi requisiti. Dispiace farsi prendere in giro da un governo che durante la campagna elettorale aveva promesso che voleva rendere strutturale opzione donna e non stravolgere così come hanno fatto. Mi vergogno dei nostri politici che predicano bene e razzolano male.

    Rispondi
  25. Io sono precoce ad oggi ho 41 anni di contributi. Ho invalidità al 60 %volete mandarmi in pensione per cortesia 🤬 🤬 🤬 🤬
    %

    Rispondi
  26. Io non so mai quando potrò lasciare il lavoro. Non aspettavo altro che opzione donna, con la finestra mi mancava un anno e mezzo, stringevo i denti per arrivarci. La salute comincia a vacillare, lavoro in fabbrica a ciclo continuo, non ce la faccio più. Non ho figli, e proprio per questo non ho mai avuto sconti, chi ha avuto i figli ha fatto la maternità e all’età di 58 anni non ha certo figli piccoli da seguire. Semmai ci sono dei genitori da aiutare perché anziani e soli. Togliete i paletti, perché chi ne ha usufruito fino ad ora ha potuto scegliere, in fondo si rinuncia ad una bella quota di retribuzione

    Rispondi
    • Sono pienamente d’accordo con ogni parola che hai scritto Simonetta… Anche a me sarebbe mancato un anno e mezzo se OPZIONE DONNA ci fosse ancora. Sono affranta, arrabbiata, scoglionata, e molto stanca. Questo governo si è accanito nei confronti delle Donne. OPZIONE DONNA VECCHI REQUISITI PER TUTTE LE DONNE.

      Rispondi
    • … se guardiamo agli aspetti lavorativi consiglierei la Francia, dove i sindacati sono determinati e concreti e ben distaccati dai partiti di governo, per niente disposti a farsi ammorbidire o prendere in giro con perdite di tempo infinite (ad es. in Italia saranno dieci anni che parlano di superamento della legge Fornuro, ma la riforma è sempre quella …che si farà l’anno prossimo)

      Rispondi
    • Concordo pienamente Bruno, cambiano i governi ma non l’usanza di fottere coloro che versano i contributi. Mi spingo oltre, consiglio anche ai pensionati che non hanno carichi familiari di andarsene, Canarie, Algarve od altro.
      Un caro saluto a tutti

      Rispondi
  27. Complimenti, dott. Ferrari; lei mi sembra come i miei ex alunni che, quando gli fai una domanda, ha imparato a memoria la frase e te la ripete; detto questo veniamo alle cose serie: auspichiamo, speriamo che ci ascoltino; ma chi volete prendere per il c……………………..? la gente muore sul lavoro mentre voi auspicate e sperate; fatti, delle parole ne abbiamo le ……………………………………………..piene; sulla nuova riforma attenzione a ciò che fate; è giusto che un minimo di contributi ci sia ma non può essere 41, è troppo; tutto chiaro dott. Ferrari? un saluto a lei (non lo meriterebbe visto che non state facendo un c…..) e ai gestori del sito

    Rispondi
    • Paolo Prof, condivido pienamente tuo commento perché ora servono concretezza e pragmatismo nelle trattative con il governo, basta farsi prendere in giro con riunioni interlocutorie che portano sempre a un rinvio !
      addirittura mi ricordo di incontri fissati nel tardo pomeriggio, così era sicuro che dopo massimo due ore sarebbero finiti …chiaramente con un nulla di fatto e un bel rinvio ad altro incontro…magari due o tre mesi dopo !
      E aggiungo una richiesta al dr.Ferrari, che reputo un sindacalista corretto: tenete informati i lavoratori almeno settimanalmente sull’andamento delle trattative della riforma, attraverso la stampa e il web; se rilasciate solo una generica dichiarazione di intenti una volta al mese chiaramente i lavoratori vi giudicheranno per niente rappresentativi

      Rispondi
    • Buongiorno Paolo

      Quando, metaforicamente parlando, si corruccia col sindacalista la preferisco a quando ci ricorda il rapporto intercorrente tra PNRR e pensioni (anche se il ricattino da parte dell’Europa ci sta tutto).

      Io, se mi guardo attorno e di striscio guardo alla UE la vedo così:
      Il problema della previdenza nel mondo è emerso già da prima dell’ultima crisi, più o meno in tutte le nazioni seppure in modo diverso.
      Tutti lo riferiscono all’età media e alla speranza di vita delle loro popolazioni e comunque, tutti stanno intervenendo sull’argomento; a maggior ragione la dove l’età della loro gente è più elevata.
      Come intervengono: attraverso l’innalzamento dell’età d’uscita, all’aumento degli anni di contribuzione, a penalizzazioni e a parificazione dei requisiti uomo/donna.
      Se ben ricordo l’anno di nascita del 1960 era stato quello discriminante a partire dal quale innalzare i requisiti d’uscita anche da parte degli esperti di Obama.
      Detto questo e guardando all’UE che sembrerebbe con il PNRR regalarci qualcosa da cui si fa necessario prestare più di un occhio al sistema pensionistico.
      Guardando anche al nostro debito elevato e nonostante si sia dei contributori netti, almeno cosi si dice, l’amata UE non regala nulla a nessuno seppure, di fatto e per fortuna, al momento non possiede nulla di suo se non le tasse che le diverse nazioni le destinano.
      Pertanto il problema, alla fine dei conti, restano i conti.
      Il debito nazionale, l’età media della nazione, il rapporto lavoratori pensionati; da qui non si scappa, sindacato si o sindacato no!

      La vedo dura e la verità è contenuta in un decennio, quasi ininterrotto, di oltre 41 anni di contributi per pensionarci che a breve, temo, sarà regola anche per le donne; naturalmente oltre al tutto contributivo e a qualche ulteriore penalizzazione.
      Bisognerebbe cambiare il mondo, ma questo gira come sempre, come nel 14-18 e nel 39-45; poveri nipoti nostri.

      Saluti Prof.

      Rispondi
      • Come sempre hai una visione di conoscenze migliori delle mie e apprezzo quando intervieni nel dibattito; detto questo speriamo in bene sul fronte pensioni ma , a causa del nostro debito, a causa dell’innalzamento della vita media anche se dopo il covid dovrebbe essersi abbassata la vedo dura; saluti a te e ai gestori del sito

        Rispondi
      • Il suo ragionamento non fa una piega. Resta da chiedersi però: Se il problema alla fine dei conti è il debito nazionale, l’età media della popolazione, il rapporto lavoratori pensionati, perchè si sia proceduto nel 2018 con quota 100 che è costata 22,3 miliardi di euro alla sua scadenza naturale ? Forse quel problema non c’era ? La verità è che abbiamo una classe politica indecente e noi siamo dei pessimi elettori e dei cittadini qualunquisti. Oggi poi, a proposito della riforma dell’autonomie regionali, il Salvini ha enunciato che “loro sono persone serie e mantengono quel che promettono” !!!!!! Se l’autonomia andrà come le pensioni possiamo stare tranquilli che non si muoverà nulla. Siamo alle commedie greche e come la Grecia faremo la fine.

        Rispondi
        • Buongiorno Giuseppe.

          Cerco di risponderle nei limiti delle mie scarse conoscenze, di uno che come molti che qui intervengono esprime certezze personali influenzate da esperienze vive o vissute sulla propria pelle, da altre che si sono radicate per accadimenti familiari, o influenzate da letture che si fanno trascorrendo, nel mio caso, parte del tempo da pensionato.

          Ciò detto, sgombero il campo premettendo che: chi come Lei o chiunque altro sollevi l’obiezione che quota 100 mentre manteneva molti soggiogati alle Forche Caudine della legge Fornero, permetteva ad altri di trarre l’enorme vantaggio di un’uscita dal mondo del lavoro finanche con 5 anni di minori versamenti, ha ragioni da vendere.
          Questo anche se io ne sono stato favorevole, non per un interesse personale visto che ero già pensionato e conscio, tra l’altro, che la consorte non ne avrebbe potuto per soli 13 giorni usufruire. Ma perché si dava inizio a fissare una età di uscita, una realtà oggettiva e necessaria che ora quasi certamente sarà imposta a molti.
          L’errore, a mio parere, non era nella formula ma nel contenuto, chiamiamola nella forma. Precisamente nella quantità di contributi che si stabilivano che non dovevano essere di una quantità così al di sotto di quanto già in precedenza vigeva; ancor prima della creazione della legge Fornero.

          Logico è pensare che nuove formule quando più favorevoli di quelle in essere alimentino discriminazione e mancanza di equità, soprattutto se fatte nel solo tentativo di ricavarne un beneficio elettorale; ma questo, se generalizzato, ci porterebbe a dire che mai si debba migliorare lo stato delle cose.

          Al discorso che verte sul debito pubblico e a quello indotto dal precedente tentativo di riforma; ciò che contrappongo è che: se in questo caso le critiche mi paiono eccessive, nel passato ben più gravi sono state le colpe sottaciute.
          Mi riferisco in particolare alle vendite o svendite del tessuto produttivo e non solo, imposte dal dover privatizzare senza che mai, alla fine, questo abbia prodotto la riduzione del debito ricercata; debito che dall’81 al 92 è salito fino a raddoppiare.
          Tralascio la speculazione che banche e Stati vicini hanno fatto per anni sulle nostre obbligazioni o su quelle della Grecia, ma certamente c’è stata quantomeno miopia che portava a pensare che il debito non fosse un problema!
          Se poi ci guardiamo attorno e come qualche economista, certamente non di destra ci racconta, è che abbiamo vissuto qualcosa che paesi come Germania, Francia e Olanda hanno cercato di evitare, procedendo non a privarsi della loro industria ma, viceversa, ad implementare i loro investimenti.

          Se qualcosa non funziona, o non funziona più, è da ricercare, forse, non solo nella nostra politica, ma nel rovescio delle medaglie, nel SISTEMA che ti impone di vivere su un mondo di debito che sanno essere inesigibile ma che ci chiedono di ripagare con ulteriore debito; nel rompere tutto per poi necessariamente ricostruire a spese di qualche collettività (guardiamo a quanto succede a due passi da casa nostra).
          Alcuni sostengono che viviamo su di una bomba finanziaria, un enorme schema Ponzi, privati sempre più di buona parte del tessuto produttivo per fini speculativi, in un modo globalizzato da de globalizzare per poter ripartire.

          Dove stanno le ragioni… nella richiesta di autonomia di alcune regioni del Nord o in quella di desiderarne da questa UE???

          Buona giornata e buone riflessioni.

          Rispondi
  28. Il Sindacato è il primo che deve intervenire per i Diritti dei Lavoratori ,da Dieci Anni a questa parte i Governi hanno depredato tutti coloro che hanno iniziato a lavorare a cavallo dei anni 70/80 saremmo quelli più Penalizzati in assoluto,la Tragica legge Fornero non la toglieranno mai perché sanno che possono solo migliorarla (al Governo non hanno nessuna intenzione a loro và bene così)per quello che vale io dico che invidio i Francesi che quando serve battono i Pugni sul Tavolo del Potere, speriamo sempre in 41 per tutti a qualsiasi età.

    Rispondi
  29. Dottor Ferrari non avete fatto nulla per impedire che il furto , la rapina di QUOTA 103 “flessibile” con i suoi paletti e le sue “penalizzazioni” nascesse. Ed è proprio la parola flessibile con la quale anche voi vi riempite la bocca che questo governo di banditi travestiti da politici ha già fatto sua rubando i contributi regolarmente versati e accantonati di una vita. Con QUOTA 103 avete fatto passare l’ INCOSTITUZIONALE soglia furto di 5 volte la pensione minima senza dire nulla. Ma chi pensate vi possa credere è dare ancora fiducia ? Dottor Ferrari sono anni che aprite dei tavoli e chiudete dei tavoli senza portare a casa nulla .. per noi ! Sì proprio noi al lavoro dai primi anni 80 che abbiamo visto cambiarci le carte in tavola sette volte ! A forza di essere flessibili ogni volta vita ci hanno rubato vita e denaro , sempre con la vostra imbarazzante “inesistenza” ! A questo punto dottor Ferrari , ATTENZIONE ci è rimasta solo L’ ANTICIPATA DELLA FORNERO dopo 43 ANNI E 1 MESE nel 2024 !!!!!! Che non provino a toccare la nostra ultima salvezza “fottendoci” nuovamente con la parola flessibile !!! ATTENZIONE ! ATTENZIONE !

    Rispondi
    • Franco hai detto tutto Non avrei saputo esprimere meglio il concetto. Penso che tenteranno di toglierci i 43,1 a fronte si una flessibilità che ormai non serve più e che pagheremo caro con tagli alla pensione.
      Svegliaaa …

      Rispondi
    • Grazie a MATTEO SALVINI per quota 103 se fosse stato per la fornero o per Draghi avrei dovuto lavorare ancora 2 anni anche se lavoro dal 1977 e mi hanno obbligato a pagare già 45 anni di contributi senza riconoscermeli tutti. GRAZIE LEGA !!!

      Rispondi
      • Caro Giacomo, non dimenticare quanto affermato dal Sen Durigon…
        “”Ogni paletto riduce platea e spesa: inevitabile, con i saldi a disposizione della manovra. Ma ricordo che la platea della nostra Quota 103 è tre volte quella di Quota 102 del governo Draghi. Il tetto all’assegno fino a 67 anni riguarda stipendi medio-alti che sarebbero rimasti al lavoro in ogni caso, quasi ininfluente”.

        quindi per farla breve fortunati chi rientra nella soglia…. per gli altri come definisci le parole di Durigon…. quasi ininfluente…

        Io lo chiamo FURTO!

        Rispondi
        • Si, anche in un recente articoli dell’autorevole Sole 24Ore la soglia che hanno messo in QUOTA 103 è stata definita INCOSTITUZIONALE… servirebbe un ricorso dei sindacati nelle sedi opportune , non è accettabile che si possano inserire parti INCOSTITUZIONALI nelle leggi della ns Repubblica !
          Pero a mio avviso su questo Durigon non risponderà

          Rispondi
    • Hai ragione, è demoralizzante, probabilmente puntano a peggiorare la Fornero, aumentando gli anni per chi ha cominciato a lavorare presto e toglieranno il MISTO E OPZIONE DONNA. Noi e i giovani dovremo lavorare fino a 67 anni per pagare la previdenza e l’assistenza di chi ci ha preceduto e non ha versato i nostri contributi

      Rispondi
  30. Il sindaco deve far capire al governo che ci vogliono nuovi coefficienti per le pensioni, ci vogliono più alti e non questi troppo bassi, è un ingiustizia che una persona guadagni meno anche 300€ il mese di pensione di uno che aveva 18 anni di contributi nel 95, poi non parliamo di quelli che andranno in pensione con il contributivo puro, oppure con qualche anno di retributivo soltanto, le persone saranno costrette a lavorare fino a 70 anni per campare decentemente, è quello che ha architettato la Fornero, prendi di più se lavori di più, è una bugia colossale, non capisco perché il sindacato non faccia queste battaglie sacrosante

    Rispondi
    • Sarebbe interessante per i lavoratori se la redazione intervistasse la CISL, che non ha neppure aderito allo sciopero di dicembre…era forse soddisfatta di quota 103 con tetto INCOSTITUZIONALE all’assegno o della nuova OPzione Donna ?

      Rispondi
  31. Questo è il paese delle ingiustizie! La prima riforma Dini è stata devastante per chi non aveva 18 anni di contributi alla fine del 1995, poi è arrivata la Fornero che ha peggiorato la situazione, a messo i coefficienti ogni 2 anni al ribasso per l’aspettativa di vita, ma come può un operaio che guadagna 1300€ il mese con gli stipendi che si sono abbassati del 13% in 10 anni, avere una pensione dignitosa per campare, con questi stipendi non arrivi a 700€ di pensione, è vergognoso che non si faccia nulla per ripristinare i coefficienti più alti, ci saranno milioni di poveri in futuro per colpa della Fornero e Dini

    Rispondi
  32. Opzione donna strutturale come promesso senza ulteriori paletti (è già penalizzata abbastanza tra decurtazione e finestre lunghissime) sarebbe un piccolo ma efficace riconoscimento

    Rispondi
  33. Buona sera volevo dire che opzione donna è una grande fregatura sono stato al CAF e sapete quanto si perde sulla pensione quasi 500€ non lasciatevi gongolare .Se non mi credete andate al CAF e fatevi fare una simulazione e vedete quanto perdete .
    Cordiali saluti
    Resto in attesa di un vostro riscontro.

    Rispondi
  34. Mi auguro che nel frattempo si proroghi opzione donna 58/35 per un anno ,in attesa della riforma che non si sa quando partirà ,senza lasciarci nel limbo.La decurtazione del 30% e la finestra di un anno ,la rendono già abbastanza inappetibile senza bisogno di stravolgimenti.Accettiamo solo per necessità sapendo che non è una regalia …sono i nostri versamenti di 35 anni.

    Rispondi
  35. Vorrei capire cosa significa ‘riconoscimento di lavoro e cura’, abbiamo versato 35 anni di contributi effettivi che per il momento sono serviti a pagare pensioni e rdc agli altri, ora è il caso che arrivi il ‘nostro’ turno, sui ‘nostri’ contributi. I sindacati si facciano portavoce ‘anche’ della situazione Opzione Donna che è magicamente scomparsa dopo lo stravolgimento attuale

    Rispondi
  36. Non ho capito bene cosa intenda chiedere il Sindacato in merito ad “opzione donna”.
    Spero che si facciano sentire su questo argomento affinché sia riportata alle vecchie regole senza girarci tanto intorno.
    Siamo state prese in giro con false promesse in campagna elettorale.
    Non possiamo continuare a sperare con angoscia.

    Rispondi
    • Concordo, anche secondo me le donne sono state prese in giro con false promesse in campagna elettorale, così come i lavoratori che hanno creduto alla Quota 41 Secca promessa dalla Lega , e secondo me i sindacati dovrebbero farsi sentire molto di più è molto più spesso…non sporadicamente .
      Però almeno Cgil e UIL hanno fatto uno sciopero in dicembre, e oggi leggiamo questa intervista di un esponente Cgil …ma la CISL ? Da settimane (o mesi) mi sembra di non leggere loro interviste sui quotidiani nazionali, né su questo autorevole sito

      Rispondi
      • La Cisl è quel sindacato che mentre confermava in pubblico l’unità con gli altri sindacati, si recava in gran segreto, tramite un corridoio sotterraneo di un palazzo vicino, negli uffici del governo con Sacconi e Brunetta a decidere la loro nuovo riforma delle pensioni ad insaputa di CGIL e UIL. Anche allora non parteciparono agli scioperi sindacali. Sbarra come Bonanni, la storia si ripete.

        Rispondi
  37. Ma cosa si intende per ” il riconoscimento del lavoro di cura e delle donne” ? Con Opzione donna noi chiediamo che vengano riconosciuti i contributi versati per almeno 35 anni, non chiediamo l’elemosina o uno sconto o un trattamento di favore..anzi OD è una misura molto limitante perchè non permette il cumulo gratuito e perchè richiede un periodo finestra lunghissimo (12 o 18 mesi). Eppure per molte donne è un’ancora di salvezza perchè non si vuole ammettere che le donne inizino a lavorare più tardi e vengano pagate meno degli uomini ancora oggi; parliamo di parità ma non esiste alcuna parità ancora e le donne devono spesso occuparsi delle mamme, dei figli, delle suocere e a volte anche di persone che non sono parenti diretti ma semplicemente persone care (leggi la mia anziana tata che sta a casa con me sola e nubile, legalmente non parente e non più autosufficiente). Per favore, portate avanti le nostre istanze legittime ma non tanto per dire, perchè davvero ci credete, altrimenti sarà tutto vano e per noi, un’ulteriore delusione e ingiustizia.

    Rispondi
  38. Vorrei dire che anche con draghi l’anno scorso voleva mettere opzione donna a 60 anni chissà come mai i sindacati grazie sono riusciti a farla ai soliti 58 non vedo perché quest’anno non ci hanno difeso vogliamo opzione donna strutturale.Spero che vi mettiate una mano sulla coscienza. Non c’è la facciamo ad arrivare ai 42

    Rispondi
  39. Prima che si facciano altri guai, chiedo a nome di tutti, sperando di non offendere nessuno, a questo sito di prendere integralmente la proposta dell’ Utp e trasmetterla alla ministra Calderone che proprio oggi ha affermato che la soluzione alla riforma previdenziale sarà raggiunta entro l’estate- poi chiedo di trasmetterla anche ai Sindacati in modo che la studino bene…..dopodiché all’incontro del 19/1/23 , invece di fare chiacchiere a vuoto e di proporre la solita uscita a 62 anni che Meloni non vorrà nemmeno ascoltare……abbiano sul tavolo trippa per gatti su cui discutere e arrivare in poche settimane alla soluzione che già da tempo Il dr .Marino ha illustrato e codificato……uscita non più a 67 ma a 65 per il calo dell’aspettativa di vita, flessibilità in uscita con piccole penalizzazioni a partire da 63 anni e aggiungerei la trasformazione della orrenda quota 103 in quota libera 103, con somma di età e contributi- poi quota donna senza paletti vergognosi e spingere per la pensione di garanzia per i giovani- solo così finalmente si arriverà alla fine della tragedia che ci vede coinvolti da 12 anni, alle prese con la vergognosa legge fornero- allora dico ai sindacalisti di studiare bene la proposta Utp che spero che questo sito girerà a voi e alla Calderone e mettiamo fine a questo stillicidio che ci affligge da anni senza pietà.

    Rispondi
    • gent.ma Erica, mi unisco alla richiesta di Sergio…voi della redazione riuscite a far arrivare la proposta UTP ai sindacati e al ministro Calderone ? (e aggiungerei i principali quotidiani, che per motivi misteriosi non ne hanno mai parlato)
      Disponendo di una proposta così ben costruita potrebbero riuscire a fare la riforma senza perdere tempo !

      Rispondi
  40. Auspico che i sindacati sostengano intanto l’urgenza di porre rimedio al pasticcio della nuova Opzione donna, che risulta essere la misura più penalizzante tra quelle introdotte in LdB: la strada è semplice, attraverso il decreto milleproroghe o un decreto ad hoc.
    Ottenere un formale impegno in questo senso dovrebbe essere preliminare alle successive contrattazioni.
    In merito alle proposte per la riforma concordo con la proposta Tridico: flessibilità in uscita dai 62 anni con ricalcolo contributivo fino all’età pensionabile.

    Rispondi
  41. Vorrei sapere cosa si intende per ” riconoscimento di lavoro e cura della donna” e soprattutto cosa questo comporti in una riforma delle pensioni seria ed equilibrata. Rendere Opzione Donna, con i vecchi requisiti e senza ulteriori paletti, strutturale sarebbe una equa soluzione che prende seriamente in considerazione il ruolo che ricopre la donna in questa società. Ecco, vorrei che i sindacati su questo puntsssero quando si tratterà di rappresentare i diritti delle donne il prossimo 19 gennaio.

    Rispondi
  42. Ricominciamo con la vecchia storia dei 62 anni che il sindacato propone al governo senza far seguire una pressione e azione per metterlo alle corde- è inutile chiedere l’impossibile, tanto la Meloni ci ridera’ sopra, ma piuttosto trattare una flessibilità degna di questo nome, così come proposto da Utp, spingendo in primis per l’abbassamento da 67 a 65 anni per l’aspettativa di vita calata drasticamente, poi rendere la truffa quota 103 libera da paletti e svincolata da età e contributi e basata solo sulla somma di età e contributi – se proprio non recepisce il messaggio, trattare con Meloni e Calderone su piccole penalizzazioni a partire da 63-64 anni e spingere forte alla francese per chiarire una volta per tutte che in tutti i paesi europei si esce prima di noi e non possiamo essere la ruota di scorta dell’Europa- la Calderone ha detto oggi che entro l’estate si farà la riforma…..ma siamo impazziti ? Con questa tragedia in atto di noi lavoratori che aspettiamo da anni la riforma, altro che 6 mesi…..entro marzo se vogliono la soluzione viene trovata, così come fecero con la fornero, fatta in 15 giorni e che ancora resiste dopo 12 anni- noi tutti stiamo alla finestra aspettando che il sindacato faccia quello per cui è nato e pagato da noi…..difendere i nostri interessi e i nostri diritti……ma con l’elmetto in testa ed il coltello tra i denti…..il tempo è scaduto e la data 19/1/23 dev’essere la pietra miliare della svolta, altrimenti cari sindacalisti….cambiate mestiere !

    Rispondi
  43. Buonasera! Spero che il Governo Italiano, accolga le richieste dei Sindacati, dei futuri pensionandi ed apporti dei correttivi nel decreto Milleproroghe . Auspico, inoltre, che vengano ” incrementati al milione” gli importi delle pensioni di invalidità civile, per il range 74 – 99%. Mille grazie a tutti!

    Rispondi
    • Cara Teodora, sarà interessante vedere cosa salterà fuori dal prossimo incontro governo-sindacati. Non mi aspetto che i sindacati verranno ascoltati su 41 per tutti ma forse riusciranno a fare riportare opzione donna alla sua formulazione originaria. Un caro saluto Lilli Reolon.

      Rispondi
  44. Grazie per queso articolo che ancora una volta sottolinea, in modo costruttivo, come questo stravolgimento di Opzione donna abbia penalizzato le donne.
    Vorrei capire che cosa propone la CGIL per il riconoscimento del lavoro di cura e delle donne, che non può essere certo la sola appartenenza alle categorie “fragili” come nella nuova versione di OD proposta dal governo e tenuto conto che difficilmente le donne raggiungono i 41 anni di contributi.
    Per l’anno in corso, in attesa della riforma, spero nella proroga della vera Opzione Donna, con i vecchi requisiti, per almeno un anno se non strutturale.

    Rispondi
  45. Le richieste dei sindacati sarebbero anche giuste, ma non sono mai state accolte e non sono state fatte lotte serie contro le scelte orripilanti in materia pensionistica fatte del governo.
    Quota 103 con paletti e opzione donna che sembra un Ape Sociale al femminile sono 2 porcate:
    Perciò fiducia zero, spero solo che non peggiorino la Fornero, questo è quello che deve essere la base di tutto!

    Rispondi
  46. La verità è che i sindacati hanno difeso e male i lavoratori, poco i pensionati e quasi nulla i disoccupati. Dovrebbero impuntarsi su quelle che sono le cose irrinunciabili. A mio parere:
    1) sancire il principio che i soldi che hai versato sono roba tua, come vige in altri Paesi;
    2) passare da un sistema rigido ad una gestione facoltativa, visto che ognuno ha salute ed esigenze diverse;
    3) una diminuzione dell’età pensionabile in linea con gli altri paesi europei;
    4) la riforma deve essere universale, senza opzioni, paletti e finestre;
    5) il fine deve essere quello di diminuire le povertà ed eliminare le diseguaglianze sociali, abolendo privilegi ormai anacronistici.
    Questi 5 punti enunciati devono essere fondamentali, altrimenti rimane un chiacchiericcio dove ognuno dice la sua e non si fa niente. In definitiva basterebbe rispettare i principi Costituzionali. Ripeto, o si mettono dei punti fermi o non arriveremo mai a nulla.

    Rispondi
    • Ok però non dimentichiamoci che non c’è solo INPS ma molte gestioni ugualmente obbligatorie. Chi ha pagato in diverse Casse non deve essere discriminato o penalizzato.

      Rispondi
  47. È necessario per le donne e per le loro famiglie un ritorno alla vera Opzione Donna con i requisiti originali perché possa considerarsi una vera Opzione a cui accedere liberamente. Non dimentichiamo che le donne sono il vero welfare dell’Italia e a loro deve essere riservata questa libera opportunità.

    Rispondi
  48. Gent.ma Erica Venditti,

    una riforma strutturale che veda il lavoratore come elemento centrale dovrebbe prendere spunto dalla proposta del Dott. Mauro Marino.
    Flessibilità a partire da 62 anni, 20 anni di contributi e penalizzazione per ogni anno di anticipo dai 65 anni.

    Dobbiamo promuovere questa proposta con tutti i soggetti che saranno coinvolti nelle trattative.

    Facciamo squadra!

    Cordiali saluti

    Rispondi

Lascia un commento