Pensioni 2023, opzione donna: quali speranze per la proroga?  

Il dubbio su quanto capiterà dal 1 gennaio 2023 è lecito, al momento gli incontri tra Governo e sindacati sono sospesi e poco o nulla, se si escludono ipotesi ed idee, si sa di concreto circa le intenzioni dell’esecutivo per il prossimo anno. Se si considera che ogni misura attuale, quota 102, opzione donna e ape sociale andranno a decadere al 31/12/2022 è normale che i lavoratori e le lavoratrici siano in fermento e temano possa tornare a pieno regime la Riforma Fornero.

A gran voce le donne iscritte al Comitato opzione donna social, fondato da Orietta Armiliato, chiedono che l’opzione donna venga resa strutturale, le misure di anno in anno, generano sempre ansia e non permettono progettualità futura. Purtroppo il contesto attuale non è dei più rosei ed i lavoratori si dividono tra coloro che sono oggettivamente preoccupati e quanti pensano si tratti solo di scuse da parte del Governo per nulla fare nell’imminente futuro, una sorta di mancanza di volontà politica celata e giustificata dagli ultimi eventi.

Sulla questione è intervenuta l’amministratrice del CODS Armiliato che ha fatto il punto al 9 di giugno, spiegando in primis la sua posizione sullo stato dell’arte ed in seguito dando informazioni aggiuntive per quante potrebbero ancora accedere all’opzione donna nel 2022. Le specifiche dalle sue parole:

Pensioni 2023, proroga e contesto attuale: manca la volontà politica?

Così sulla pagina del CODS, Orietta Armiliato cercando di fare il punto della situazione e di smorzare rabbia e frustrazione delle sue iscritte a cui pare che la pandemia prima e la guerra dopo in realtà nascondino la mancata volontà politica da parte dell’esecutivo di fare qualcosa di concreto nel lungo periodo sul fronte previdenziale:

“Oggi ho letto a seguito di alcuni articoli qui pubblicati, una serie di commenti che, riferendo alla questione pensioni e provvedimenti relativi, andavano ad accusare la politica, il Governo, insomma, lo Stato in generale, di accampare scuse per poter mettere le mani in tasca degli italiani e di non provvedere altresí, a normare provvedimenti previdenziali tipo pensionamenti anticipati.

Le “scuse”, per taluni, sarebbero:

Lo scoppio della guerra Russo-Ucraina

La pandemia da Covid 19

Questi due terrificanti eventi che si sono sommati ad una economia già di per se poco florida, hanno determinato ad oggi una serie di aumenti dei prodotti, soprattutto di quelli di primaria necessità e che determinano l’attuazione di interventi immediati e prioritari. Questo è stato segnalato dalle diverse associazioni dei consumatori

Ora, possiamo anche pensare che ci stiano manipolando, ingannando, rincitrullendo per derubarci/affamarci ma, credo che sia il caso di fare qualche seria riflessione prima di “spegnere le tv” come qualcuno anche in questo Comitato ha suggerito e prima di stilare sentenze e muovere istanze che vadano ad aggravare sulla difficile situazione economica che permea il nostro Paese.

Ricordo, da ultimo, che lo spread ha raggiunto nuovamente livelli preoccupanti lievitato fino a 214 punti base (record dal maggio 2020)”.

Ma per quante invece vi rientrano, cerchiamo di risolvere qualche dubbio su riscatto agevolato della laurea e su quale contribuzione vale per perfezionare il requisito richiesto dei 35 anni.

Pensioni 2023, quale contribuzione serve per accedere ad opzione donna? Armiliato risponde ai dubbi

“Forse non tutti sanno che per il perfezionamento del requisito contributivo (35 anni )per accedere ad OD, vale tutta la contribuzione versata, con esclusione dei periodi per malattia e disoccupazione o equiparati (ad es. NASpI)

Il riscatto agevolato degli anni di laurea, vale anche per chi aderisce all’Opzione Donna a condizione che la domanda di riscatto sia prodotta contestualmente a quella di pensione. (Mess.INPS 4560/21)”.

Poi giacché una delle battaglie primarie condotte da sempre da Orietta Armiliato è il riconoscimento del lavoro di cura delle donne ai fini previdenziali, chiudiamo con un suo monito alle lavoratrici che forse ancora lottano troppo poco per quel che dovrebbe essere un loro diritto, se solo se lo riconoscessero e la smettessero di darsi per scontate nel menage famigliare:

“Se non incominciamo noi per prime a realizzare che NON esiste che il lavoro di cura sia esclusivamente “affare di donne“, non ci affrancheremo mai da comportamenti che inducono il nostro sfruttamento a tutti i livelli sociali”.

Cosa ne pensate delle considerazioni di Orietta, le condividete? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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34 commenti su “Pensioni 2023, opzione donna: quali speranze per la proroga?  ”

  1. Come sempre il dott. Perfetto fa delle disanime molto precise e logiche mentre io a volte sono Volutamente molto polemico ma con i Partiti che ci comandano e non con lui e la sig.ra Erica come potete benissimo controllare. Quello che io non sopporto e non trovo giusto nei confronti di tutti in generale, e dei lavoratori e Pensionati in particolare è il fatto che il sig. Cazzola come altri che qui scrivono che si intendono logicamente di queste cose perché non mostrano mai una vera indignazione e non dicono mai che il vero problema sono i Politici e la loro ingordigia ad essere il vero problema dell’Italia visto che i soldi per i loro interessi ( vedi aumenti di stipendio di 20/30000€ all’anno all’amministratore di turno o che magari è riuscito a far fallire Alitalia come tante altre aziende importantissime e come punizione gli danno una buonuscita milionaria invece di fargli pagare i danni?) dare appunto aumenti di Pensione da 700 a 7000€ a gente come Formigoni perché lui poverino dopo aver fatto sparire 10 milioni di € dalla sanità non poteva vivere con quel tipo di pensione mentre dovrebbe probabilmente in una nazione diversa essere in galera? Allora dove spuntano sempre questi soldi? Perché non succede lo stesso per persone normali come noi? Sono io che vivo in un altro mondo o è giusto quello che sto scrivendo? Avrei piacere di avere una risposta da qualcuno di voi, molte grazie e buon lavoro

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    • Sono un semplice lavoratore che ogni giorno si guadagna con il sudore la futura pensione. Ciò precisato condivido pienamente il tuo pensiero.

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  2. Penso che O. D. oltre ad essere giustamente prorogata e resa strutturale, andrebbe riformata in modo da trasformarla in una sorta di Quota 100 rosa (senza paletti anagrafici).
    Così com’è può essere sfruttata solo da chi ha alti stipendi o da chi, per un motivo o per l’altro, ha urgente bisogno di non lavorare più e, anche se con un basso stipendio, cede obtorto collo al ricatto: vai via prima, mi consegni parte della tua pensione.
    Se si vuole veramente valorizzare il lavoro di cura delle donne, scusate ma non è questa la strada.
    La giustificazione che bisogna cedere a un prelievo cosi alto perché si anticipa di qualche anno la pensione non regge.
    A minori contributi versati di per sé verranno corrisposti importi più bassi, a questi si può aggiungere un’ulteriore trattenuta nell’ordine del 1,5/2 %
    massimo, ma trovo veramente ingiusta l’entità della trattenuta o l’imposizione del tutto contributivo per chi ha un regime misto.
    Ricordo che stiamo già lavorando anni in più rispetto alle regole che vigevano quando abbiamo iniziato a lavorare…la casta politica per molto meno invoca la corte costituzionale, mentre noi zitti e ringraziamo pure!
    Detto questo, ringrazio Orietta Armiliato per il suo impegno e spero voglia insistere per un miglioramento dell’attuale O. D.

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  3. Quello che sta succedendo è vergognoso , con opzione donna così com’è le donne vengono derubate , si parla tanto che non si può fare quota 41 senza penalizzazioni perché non c’è gente che versa i contributi , però diamo il reddito di cittadinanza stimolando la gente a non lavorare , ancora peggio verranno vietate le auto a benzina e diesel riducendo posti di lavoro , ditemi voi se questo è onesto !! Vergognatevi

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  4. Opzione Donna merita di alcune considerazioni. Poche e chiare:
    – quasi mai viene specificato che è un’opportunità di pensione anticipata riserva ad una sola categoria di donne. Nello specifico a chi ha maturato i contributi richiesti all’interno di un’unica Cassa previdenziale. Non è sufficiente scrivere 58/59 anni e 35 di contributi
    – ci sono molte donne che convivono quotidianamente con i problemi che doviziosamente sono riportati (assistenza ad anziani , problemi di salute…) ma non avendo i contributi in una sola gestione sono costrette a lavorare 41 anni e 10 mesi o fino a 67 anni ( a condizione di compierli entro il 2026). Anche queste sono donne.
    – la ricongiunzione onerosa dei contributi ha cifre che superano di gran lunga le decine di migliaia di euro. Vogliamo pensare a renderla gratuita? Anche se in Casse diverse (pubblico e/o privato), sono sempre contributi versati all’interno dell’Inps. Avrei piacere di leggere un commento del Dott. Pefetto al riguardo. Lo ringrazio sin da ora.
    – la decurtazione è troppo elevata? Andare in pensione 8/9 anni prima (rispetto ai 67 anni) ha un suo costo. Ma i vantaggi che ne derivano non hanno prezzo.

    Concludo invitando “gli addetti ai lavori” a considerare la disparità di trattamento che si va a riservare, ormai da troppi anni, all’interno del modo femminile, e ad astenersi dall’enunciare false verità lasciando intendere che sia sufficiente essere donna per beneficiare di questa opzione.

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    • Giorgia sono certa che il Dott. Perfetto provvederà, come é suo uso fare sul sito, a darle un suo parere che noi chiaramente pubblicheremo molto volentieri. Saluti, Erica

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  5. Opzione donna deve essere strutturale, che siano le donne a seconda della loro situazione possano decidere se richiederla o meno, volete che si facciano più bimbi? Date la possibilità alle nonne di potere dare un aiuto, visto che le mamme di solito lavorano!!!

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  6. Mi spiace ma questa volta non sono d’accordo con il Dott. Perfetto, personalmente ritengo che entrambi siano coresponsabili della situazione attuale sia la Proff.ssa Fornero quale ex Ministro che il Prof. Cazzola, ex sindacalista ed ex parlamentare ecc., quindi ritengo che questi sigg.ri debbano stare più lontano possibile da qualunque modifica da apportare alle normative vigenti. In pratica di “Danni” ne hanno fatto già a sufficienza quindi …… Però purtroppo non sarà così nel nostro paese chi fa danni viene sempre premiato.

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    • Sig. Pietro, la Prof.ssa Fornero e il Prof. Cazzola magari preferirebbero assumere una posizione neutrale, piuttosto che esercitare la loro influenza su chi di dovere, per non essere imputati dai Partiti di “traffico di influenze” (anche se lecite, e non illecite che sono ritenute invece reato dai giudici).

      Siamo testimoni del fatto che i Tavoli di incontro tra Governo e Sindacati vengono continuamente rinviati. Quindi a me sembra che abbia maggiori probabilità la Prof.ssa Fornero, quale consulente del Governo, di varcare la soglia di Palazzo Chigi che non i Sindacati.

      Perciò, pur di arrivare ad una soluzione ottimale per Opzione Donna, non sarebbe il caso (almeno in questo caso) di nutrire sentimenti meno ostili verso “questi sigg.ri” (come lei li appella)?

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      • Dott. Perfetto, questa sua non tanto velata e volutamente continuata difesa della signora più odiata d’Italia è alquanto irritante e direi pure inadeguata. Stiamo parlando di una persona che a capo del dicastero del lavoro e delle politiche sociali fece approvare una legge che, se all’inizio aveva degli scopi ben precisi, soprattutto di risparmio, nel tempo si è dimostrata senza ombra di dubbio una delle leggi più inique, errate e socialmente destabilizzanti. La prova provata, senza bisogno di replica, è il fatto che per ovviare agli errori della stessa legge si sono fatte ben nove, DICO NOVE, salvaguardie a tutela dei lavoratori interessati dalle norme della stessa legge, che si sono ritrovati dall’oggi al domani in una situazione a dir poco lesiva della loro dignità umana. E nulla serve, per lenire in qualche modo la responsabilità della suddetta, che la quasi totalità delle forze politiche abbia votato in Parlamento questa legge. Tutte queste storture sono macchie indelebili per la politica in senso lato, ma soprattutto per una figura che ancor oggi ci propina su innumerevoli programmi televisivi e senza vergogna la giustezza della legge che porta il suo nome come un marchio stampato a ferro rovente sulla pelle di milioni di lavoratori italiani.

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        • Sig. Ruggero, quanto poco conosce me, e quanto ancor meno conosce la Prof.ssa Fornero!

          Io non difendo mai nessuno, non sono un avvocato. Io osservo il sistema ed indago sulla catena di cause ed effetti che viene determinata dagli eventi. Sono davvero pochissime le persone che sono in grado di mutare il corso degli eventi.

          La Prof.ssa Fornero non ha bisogno di essere difesa da alcuno. Le idee in cui ella crede costituiscono, io credo, la sua più ferrea difesa.

          La Riforma Fornero fu fatta in pochi giorni. Sono stati riconosciuti gli errori fatti. Ed è grazie a tale riconoscimento di errori che sono state predisposte le varie “salvaguardie”.

          Molti parlano degli “effetti” della Riforma Fornero, effetti devastanti, è vero. Ma nessuno si prende la briga di conoscere le “cause” che hanno portato alla Riforma Fornero.

          La Prof.ssa Fornero non si è mai nascosta, e nemmeno oggi si nasconde. Al contrario dei politici, venditori di illusioni (Quota 41 indipendentemente dall’età anagrafica) e di false verità (con la Quota 100 abbiamo cancellato la Riforma Fornero).

          I politici si sono nascosti dietro i tecnici del 2011, perché non avevano il coraggio di fare scelte impopolari. Scelte, per quanto dolore, tuttavia necessarie.

          I politici si nascondono dietro i tecnici nel 2022, perché non hanno ancora imparato ad avere il coraggio di fare le scelte che devono essere fatte.

          Infine, sig. Ruggero, lei può solo parlare a suo nome. Non può parlare a nome di “milioni di lavoratori italiani”.

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      • Basta dire che come consulente sia stata scelta la Fornero la dice tutto sulla democrazia che viviamo dove o il sindacato si piega o non viene neanche convocato….

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      • Trovo molto crudele che un governo scelga come consulente la Fornero che lei stessa pianse quando propino’ quello sgarbo a milioni di Italiani/e e forse aveva un briciolo di coscienza perché pianse … adesso dobbiamo porci è se siamo in una democrazia reale dove da anni si discute di questa riforma delle pensioni , ma non si convocano i sindacati a meno che non accettino o meglio si piegano ai voleri di chi pilota il governo….

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  7. Ho letto qualche commento fuori dalle righe su opzione donna, comprensibile emotivamente, ma poco realistico.
    Credo che la tematica vada inquadrata razionalmente, per poterla analizzare:
    – si tratta di un’opzione, non di un obbligo, chi la ritiene eccessivamente penalizzante, non la deve utilizzare
    – è invece un’opportunità per chi, per svariati motivi, non può più o non vuole più proseguire nell’attività lavorativa. In assenza di questa opzione, ricordo che la vigente opportunità di pensionamento ordinaria per una donna è di 42 anni di contributi o 67 di età: per queste persone si prospetterebbero quindi altri 6-8 anni di lavoro (o, peggio, di non lavoro e assenza di reddito)
    – la penalizzazione c’è, ovviamente, ma va considerato il significativo anticipo temporale rispetto al pensionamento ordinario (quindi: minori contributi versati, minore età anagrafica e di conseguenza maggior durata teorica del periodo di fruizione della pensione)
    – tutto ciò non significa che il provvedimento non si possa migliorare su molti aspetti, come suggerito dal CODS e da molti altri interlocutori, ma realisticamente non aspettiamoci che non vi siano penalizzazioni, anche significative, in confronto alla modalità ordinaria di pensionamento
    – nella situazione attuale (ben descritta da Orietta Armillato) credo sarebbe un successo ottenere almeno una proroga del provvedimento, naturalmente meglio ancora renderla strutturale e migliorata

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  8. Per quanto riguarda opzione donna chiedo alle signore di informarsi bene tramite i patronati le perdite che verranno a subire con questo ricatto. Non fatevi fregare.

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  9. Per favore non derubate le donne con opzione donna. È un furto a mano armata. Chiedo scusa al gestore per le email che non mi avete pubblicato. Ma ero veramente incavolato. Con opzione donna si vuole solo prendere per il collo quelle povere signore che hanno lavorato una vita. È un crimine.

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    • Rino; ha ragione parassita; è estremamente penalizzante; pochissime ne usufruiscono perchè tagliano tanto; è pur sempre un’opzione; poi uno si fa i calcoli e dice: posso permettermelo oppure no? saluti ai gestori del sito

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  10. Sono il marito di una infermiera professionale che ha già lavorato per 35 anni quasi tutti in terapia intensiva (immaginate che impegno) ha la mamma ipovedente grave e dopo il lavoro si dedica completamente a lei non avendo più una sua/nostra vita. Lei vorrebbe avvalersi dell’opezione donna per dedicarsi alla mamma ed avere una piccola porzione di vita per riposarsi. Domanda ai SIGNORI del potere: che ne pensate sarebbe o no un diritto andare in pensione e magari senza decurtazioni visto che ha dato i suoi migliori anni per gli altri? Nei momenti del bisogno li avete chiamati ANGELI adesso siete diventati tutti ATEI? O è solo ipocrisia quando dite di difendere le donne le quali lo sappiamo tutti che loro fanno 2 lavori uno fuori e uno in casa per la famiglia. Grazie Orietta Armiliato.

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  11. Oltre all’auspicio che Od venga resa strutturale,spero tanto che venga rimediato all’ingiustizia assurda che tutt’ora non rende possibile la ricongiunzione gratuita dei contributi versati in casse diverse (vedi Inpdap) per il raggiungimento dei anni di lavoro richiesti per OD . È triste sapere che il futuro della propria vita sia nelle mani di bislacche e assurde limitazioni…🤬

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  12. SONO NATA IL 1963 HO INIZIATO A LAVORARE NEL 1980, HO 36 ANNI DI CONTRIBUTI, MA NON POSSO USUFRUIRE DI OPZIONE DONNA IN QUANTO HO 2 ANNI DI DISOCCUPAZIONE, ANZICHÉ DARE LE PENSIONI A CHI NON HA MAI LAVORATO,PERCHE NON APRONO IL MIO CASSETTO PREVIDENZIALE E VEDONO QUANTI CONTRIBUTI HO VERSATO IN 36 ANNI. FACCIO LAVORI STAGIONALI QUINDI PER RIUSCIRE AD OTTENERE NOVE MESI DI CONTRIBUTI PER ANDARE CON OPZIONE DONNA DOVREI LAVORARE 5 ANNI, UNA VERGOGNA

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  13. Condivido pienamente le considerazioni di Orietta Armiliato. OD non è una cortese elargizione, ma il riconoscimento del maggiore impegno delle donne nel servizio di cura familiare. Occorre che diventi strutturale ma occorre che ne vengano ridisegnate le caratteristiche perché allo stato attuale troppo penalizzante. Se a rigore di logica lo stato riconosce l’uscita anticipata per il maggior sforzo prodotto, anche per la mancanza di sufficienti strutture a sostegno, non può allo stesso tempo disconoscerlo intervenendo così pesantemente. Gli anni di contributi non versati vanno proprio considerati come virtualmente pagati attraverso questo lavoro che si vuole valorizzare idealmente ma non economicamente. Alla maturazione dell’età pensionabile l’importo dovrebbe poi essere versato nella sua interezza. Una seria lotta all’evasione fiscale, che vale qualche punto di Pil, coprirebbe anche gli altri aspetti pensionistici, sociali ed assistenziali. Sono più che d’accordo sul fatto che le donne dovrebbero essere più consapevoli e molto meno rassegnate: bisogna farsi avanti, lottare, scrivere, sbugiardare, e votare. Se ci accontentiamo sempre, non saremo mai protagoniste.

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  14. Sono certo che Opzione Donna verrà rinnovata anche per l’anno 2023.

    La mia certezza trova riscontro anche nelle parole del Prof. Giuliano Cazzola, che nel suo libro “La guerra dei cinquant’anni. Storia delle riforme e controriforme del sistema pensionistico” pubblicato in maggio 2021 avanza a pag. 252 una “Una proposta”:
    “A pensarci bene la disciplina, sfrondata da una norma sperimentale temporanea, come “quota 100”, sarebbe “autoapplicabile” secondo il seguente schema: a) pensione di vecchiaia a 67 anni e almeno 20 anni di versamenti; b) pensione anticipata di vecchiaia (ex anzianità) facendo valere, a prescindere dall’età anagrafica, 42 anni e 10 mesi se uomo, un anno in meno se donna… [omissis]; c) Opzione Donna con 58 anni e 35 di contributi ma in regime interamente contributivo. Ai tre capisaldi si aggiungono altre norme di carattere strutturale quali le tutele per i lavori usuranti e per l’accesso precoce al lavoro.”

    Come si può leggere, il Prof. Cazzola ritiene Opzione Donna uno dei “tre capisaldi” della disciplina pensionistica.

    Pertanto, Opzione Donna non potrà venir meno.

    Piuttosto, Opzione Donna va migliorata, va perfezionata, e in questo chi meglio del Comitato Opzione Donna Social (CODS) può dare indicazioni su cosa migliorare?

    Penso che il Prof. Cazzola e la Prof.ssa Fornero potrebbero far proprie le istanze avanzate dal CODS, soprattutto quella riguardante il riconoscimento del lavoro di cura delle donne ai fini previdenziali.

    Credo che con il grado di autorevolezza che li contraddistingue la Prof.ssa Fornero e il Prof. Cazzola sono certamente anche in grado di esercitare una positiva influenza su chi dovrà porre mano alle pensioni per il 2023.

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    • Grazie Dott. Perfetto, ora giro il suo messaggio ad Orietta Armiliato (Cods) che sono certa potrà dirci nel dettaglio in cosa potrebbe migliorare OD. Grazie per il confronto e gli spunti di riflessione, Erica

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  15. Il sig. Pietro ha ragione. Opzione donna è un grande ricatto verso le donne. Vergogna. È il cavallo di battaglia dell’on. Orlando.

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  16. E’ inutile illuderci , ormai sono chiare le intenzioni di questo Governo per quest’anno, elimineranno quota donna e ape social che sono delle cose immorali , visto quello che si perde e quello che si prende, senza un minimo di sensibilità per il lavoro quotidiano delle donne, ma anche nei confronti degli invalidi civili e coloro che assistono invalidi, che meriterebbero di uscire a 63 anni col calcolo pieno , senza l’elemosina di 1500 euro lordi e le decurtazioni del 30% per le donne- ormai Draghi fa quello che vuole, avanzando e devastando noi miseri mortali , con un fare da Putin , senza pietà e comprensione – l’importante per loro è che noi continuiamo a mantenere i bravi pensionati che se la godono da 30-40 anni- mi appello a tutti i martiri sociali che soffrono……. ANDIAMO TUTTI A ROMA E MANDIAMOLI A CASA !!!!!!!!

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  17. Sono d’accordo se il riconoscimento del lavoro di cura delle donne ai fini previdenziali comporta contributi a carico proprio, non sono d’accordo se è a carico di chi ancora lavora e non riesce ad andare in pensione in quanto deve prima mantenere tutte le pensioni/vitalizi/bonus/prepensionamenti/ assistenza ecc…. in essere e non coperti da contributi realmente versati.
    L’opzione donna potrebbe invece essere strutturale in quanto i contributi sono stati versati tutti.
    La reversibilità dovrebbe valere anche per altri casi di parentela bisognosi di tutela e non solo per i coniugi, oppure meglio toglierla per tutti.

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  18. Io,già candidata x opzione donna,37 anni di lavoro,a settembre potrei andare in pensione,diremo forzata,xche ora sono in 104 x assistere mia mamma e alla scadenza nn riuscirei ad andare al lavoro xché appunto ho la mamma da assistere e se lavoro lo stipendio nn basta x pagare 1 badante,vi sembra giusto che dopo aver lavorato 37 anni ed accudito famiglia e fili e ora i genitori mi venga anche decurtato 1 parte della pensione?

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  19. Opzione Donna, una delle più ingiuste, inique, assurde soluzioni per andare in pensione. Secondo me è proprio un “ricatto” Cioè si gioca con l’estrema necessità di talune donne che per motivi loro hanno estremamente bisogno di stare a casa. Queste necessità, se qualche colletto bianco di Roma non lo avesse capito sono i figli, i nipoti, i genitori e/o suoceri molto anziani e spessissimo diversamente abili come si usa dire ora. (praticamente quelle categorie di persone che per lo Stato NON ESISTONO) ai quali soventemente la donna dà assistenza, e per cui pur di poter soccombere alle mancanze pubbliche lei si sacrifica. E questo sacrificio è ricambiato con la decurtazione del 30% della pensione. Quindi ti do la possibilità di andare in pensione, ma ti tolgo poco meno di 1/3 della stessa. BRAVI. Complimenti per la lungimiranza e per come trattate lo stato sociale.

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    • Concordo. Il riconoscimento non esiste nel momento in cui ti penalizzi. Le obiezioni più ricorrenti riguardano il fatto che si va in pensione in anticipo e quindi qualcosa bisogna sacrificare ma questo non è vero per due ragioni: 1) l’ anticipo viene riconosciuto per il maggior contributo delle donne alla cura ordinaria, quindi i contributi non versati per l’anticipo dovrebbero andare proprio a compensazione di questo maggiore sforzo 2) non si sacrifica “qualcosa” ma una fetta importante della pensione, che spesso non permetterebbe autonomia economica. Inoltre dovrebbe essere integrata al compimento degli anni necessari per la piena maturazione.

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  20. Seguo con ansia e trepidazione ogni articolo che tratta di Opzione Donna, e quotidianamente leggo quanto la bravissima Orietta di CODS pubblica sulla sua pagina facebook, cercando ogni volta di trovare la conferma alla mia domanda ” Opzione Donna sarà rinnovata?”. Sono del 1965, ho già lavorato 37 anni ma i contributi validi per la pensione sono solo 35, per via di una legge applicata dalle cooperative, che purtroppo non si può regolarizzare/integrare volontariamente. Lavorare ancora 7 anni con tutti i gravi problemi di salute che si sono assommati è davvero un serio problema, perciò la possibilità di uscire prima dal lavoro sarebbe davvero una “grazia” anche a costo di prendere meno. Scrivo regolarmente mail a coloro che dovrebbero decidere sul nostro futuro di pensione, per cercare di fargli conoscere quale sia la realtà e la situazione di necessità per tante di noi Donne. Spero vivamente che OPZIONE DONNA verrà prorogata e/o resa strutturale per tutte coloro che vorranno scegliere questa formula di pensionamento anticipato e magari se la proroga fosse almeno di 2/3 anni per volta potremmo guardare davvero al ns. futuro in modo diverso. Ringrazio Orietta Armiliato del CODS, Erica Venditti per darci la possibilità di parlarne e tutti coloro che si sono impegnati e si impegneranno per noi DONNE e per la PROROGA DI OPZIONE DONNA!!!

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    • Carissime,,l.ho spero anche io tantissimo ,,ogni.giorno seguo e spero se ci sono novità ,lavoro in ospedale sono un oss ,,mi manca 1 anno ,,prego che passi strutturale o venga prorogata,,,,

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  21. Che strana questa Italia. Ogni occasione è buona per colpire i lavoratori e mettere le mani sul gruzzolo dell’inps.
    Tanto a pagare sono sempre i soliti noti, mentre la “Casta” festeggia con il nostro sudore.
    E il sindacato sta’ a guardare.
    C’è qualche luminario che mi spiega la ragione per cui la Mannaia colpisce sempre le stesse persone, coloro che hanno contribuito col sudore a far crescere l’Italia, coloro che hanno iniziato da giovani a lavorare e che oggi sono ancora al lavoro. Mi riferisco ai nati dal 1958 al 1970 che non fanno parte della casta.

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  22. Interessante disquisizione, peccato sia errata in ogni suo concetto. Dove trovare i denari in una situazione tanto difficile? Iniziamo col dire che in un sistema a ripartizione non ci possono essere diritti acquisiti, soprattutto se le pensioni in essere superano la soglia media e non sono coperte da reali contributi. In tale caso siamo difronte a privilegi vergognosi. Poi, sarebbe finalmente il caso di separare l’assistenza dalla previdenza, in modo che i contributi dei lavoratori, non finanzino servizi che logicamente dovrebbero ricadere sulla fiscalità generale. Si potrebbe continuare per ore, ma basti pensare che stranamente, per ogni esigenza la dirigenza ritenga importante , i denari si trovano eccome. A cominciare da quel milioncino di persone che nel bel paese vive di politica. La prima cosa che le donne dovrebbero fare per difendere i loro diritti, è chiarire che, non voteranno nessun partito intenda abolire opzione donna, né lo faranno i loro mariti, né i figli e ogni conoscente riusciranno a influenzare. Se affidate la vostra difesa al CODS state fresche. Da tale social sono stato bannato, per aver espresso e motivato le stesse idee esposte qui.

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