Pensioni 2023, ultime Proietti (Uil): via dai 63 anni, quota 41, giovani e donne

Il tema riforma pensioni resta al centro del dibattito pubblico e politico specie in vista delle prossime ed ormai imminenti elezioni. Ecco perché questi giorni sul sito abbiamo ospitato diverse interviste ed abbiamo presentato anche la lunga disamina del Dott. Claudio Maria Perfetto che partendo dal Ddl 857 di Cesare Damiano ha suggerito alcune migliorie per attualizzarlo al 2022 e poter consentire una riforma equa e sostenibile già dal 1 gennaio 2023, indipendentemente dal partito che vincerà le elezioni.

Quest’oggi ci siamo interfacciati invece con Domenico Proietti segretario confederale della Uil per cercare di fare il punto sugli aspetti prioritari su cui punterà il sindacato non appena vi sarà il primo confronto col nuovo Governo in carica. La riforma pensioni resta argomento cruciale e dovrebbe comprendere, stando alle richieste giunte dai lavoratori, una maggiore flessibilità in uscita, ma non basta, serve un occhio di riguardo anche per giovani e donne. Ecco quanto è emerso dall’intervista in esclusiva che Domenico Proietti ci ha rilasciato:

Pensioni anticipate 2023: ok via dai 63 anni e quota 41 come basi

Pensionipertutti: Le elezioni sono alle porte cosa proporrete a chi salirà al Governo? Tutti i partiti sembrano concordi sulla flessibilità in uscita e molti sulla quota 41, partirete dunque da qui?

Domenico Proietti: Nell’ambito di una complessiva riforma dei nostri istituti del welfare, nella prossima legislatura, bisogna fare una riforma strutturale della legge Fornero sulle pensioni. Occorre innanzitutto prevedere una flessibilità di accesso alla pensione intorno a 63 anni, riallineando il sistema italiano alla media dei Paesi dell’UE.

Questo può essere fatto efficacemente utilizzando il documento conclusivo della Commissione Istituzionale sui lavori gravosi che, per la prima volta, sancisce in maniera scientifica che non tutti i lavori sono uguali, sia per aspettativa di vita che per tassi infortunistici. In Italia, da dieci anni, si va in pensione a 67 anni, quando, in Germania, solo quest’anno si arriverà a 64. L’introduzione della flessibilità di accesso alla pensione è quindi un elemento di equità e giustizia. Contemporaneamente, bisogna prevedere che 41 anni di contribuzione debbono bastare per andare in pensione, a prescindere dall’età.

Pensioni 2023, occhio di riguardo ai giovani e alle donne

Pensionipertutti: Quali altri tematiche strettamente correlate alla previdenza cercherete di portare alla luce come prioritarie per migliorare/superare la riforma Fornero?

Domenico Proietti: Bisogna poi affrontare il capitolo delle future pensioni dei giovani, che, a causa della precarietà del lavoro degli ultimi anni, rischiano di essere fortemente penalizzati. La UIL propone di prevedere un bonus di contribuzione figurativa che copra la mancanza di contributi causati dalla precarietà dei rapporti di lavoro.

Bisogna, poi, eliminare tutte le disparità di genere che penalizzano le donne, prevedendo un anno di anticipo di accesso alla pensione per ogni figlio e riconoscendo il lavoro di cura all’interno delle famiglie ai fini della contribuzione previdenziale. Sempre per le donne va resa strutturale opzione donna, che, su base volontaria, è stata utilizzata in questi anni. Occorre riaccendere i riflettori sulla previdenza complementare. L’Italia ha uno dei sistemi dei fondi pensione migliori al mondo che in questi anni ha garantito dei rendimenti molto importanti per gli iscritti. Le adesioni vanno incentivate utilizzando la leva fiscale e prevedendo un nuovo semestre di silenzio assenso.

Pensioni 2023, Proietti: Ok aumentare pensioni in essere, ma in modo realistico

Pensionipertutti: Per quanto riguarda le pensioni in essere invece proporrete incrementi, vi è chi parla di incremento a 1000 euro, fattibile, utopico?

Domenico Proietti: Bisogna pensare ad un incremento delle pensioni in essere, ma che sia fattibile, ossia Sulle pensioni in essere bisogna procedere ad una loro significativa rivalutazione. A tale proposito è necessario che l’Istat preveda un paniere apposito per rivalutare le pensioni rispetto al tasso di inflazione ed estendendo e rafforzando la quattordicesima alle pensioni fino a 1550 euro.

Nell’ambito, poi, di una più generale riforma fiscale è necessario tagliare le tasse ai pensionati che, mediamente, pagano un’imposizione doppia rispetto alla media dei colleghi europei. La UIL chiede a tutte le forze politiche un impegno chiaro ed esplicito ad affrontare positivamente questi temi al fine di dare una risposta positiva alle sacrosante attese dei lavoratori e dei pensionati“.

Ringraziamo per la gentilezza e la disponibilità al confronto Domenico Proietti, dal canto vostro condividete le sue dichiarazioni, sono in linea con quanto ritenete prioritario al fine di poter parlare di ‘vera’ riforma pensioni?

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62 commenti su “Pensioni 2023, ultime Proietti (Uil): via dai 63 anni, quota 41, giovani e donne”

  1. Ma cavolo !!! dove sta la coerenza e la serietà ? Avete inviato a suo tempo un documento unito UIL CGIL e CISL dove chiedete flessibilità a 62 ” ANNI DI ETA’ uniti alla quota 41 oltre ad altri punti condivisibili credo da tutti i lavoratori.
    Ora la UIL si è già mangiata un anno?? Propone 63? per poi ottenere 64?

    MA STATE SCHERZANDO??

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  2. Flessibilità in uscita almeno a 64 anni indipendentemente dagli anni di servizio con una piccola penalità fino ai 67 anni se proprio necessario.

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  3. QUOTA 41 SENZA PENALIZZAZIONI !!! Con tutte le promesse che sono state fatte e disattese, chi ha già 41 anni di lavoro non potrà sopportare un’altra “presa in giro”. Sindacati e Lega sono entrambi d’accordo su QUOTA 41 SENZA PENALIZZAZIONI dal 1° gennaio 2023 ! La Lega ha promesso che sarà al primo ordine del giorno del “nuovo governo”. Se non accadrà “temo rivolte sociali” !

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  4. Meglio la Fornero anticipata, io raggiungerei i 42,1 a 62 anni (con penalizzazioni relative ai coefficienti che già sono pesanti) e quindi andare a 63 anni sarebbe una ulteriore punizione, se poi mi applicano penalizzazioni per ogni anno di anticipo prima dei 67, mi inc… parecchio.
    Ho un lavoro d’ufficio e dopo i 60 anni non si ha più la forza mentale di adeguarsi a tutti i processi informatici e relativi aggiornamenti pressoché giornalieri che vengono richiesti, non si riesce a ricordare nemmeno le 25 password che servono per collegarsi ai siti necessari, ci si sente sopraffatti dalla burocrazia, si è presi da un senso di sconforto e ci si domanda … – ma com’è possibile che i politici, sindacalisti, illustri pluripensionati economisti non si rendano conto di come sia ridotto il paese reale.
    Poi vado in BANCA e non trovo più le solite persone abituali, mi rispondono che sono andate IN PENSIONE CON 7 ANNI DI ANTICIPO, allora penso ma chi pagherà questo enorme prepensionamento?
    Poi sento che hanno infilato nel Decreto Aiuti, l’emendamento che elimina il tetto di 240.000,00 Euro agli stipendi dei dirigenti statali, e lì cadono le braccia e si è colti da un senso di impotenza e di nausea.
    Per oggi ne ho abbastanza … e volete che io accetti anche un minimo peggioramento rispetto alla Fornero? … ma sono pronta a dare battaglia

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  5. Non so se qualcuno ne abbia mai parlato, ma ritengo una grande forma dì ipocrisia da parte dell’INPS, considerare 41 anni di lavoro nel privato, uguali a 41 anni di lavoro nel pubblico. Mi spiego: chi ha sempre lavorato nel pubblico ha i contributi dal primo giorno che varca la soglia di un ente; chi come me, che ho 61 anni di età e 41 anni e 5 mesi di contributi ufficiali ed ha sempre lavorato nel privato, si è sempre dovuto sottomettere, pena la non assunzione, ai tempi di messa in regola di imprenditori disonesti che facevano trascorrere almeno 6/8 mesi prima di una busta paga ufficiale. Morale della mia favola, a 61 anni, se avessi incontrato imprenditori sempre onesti, oggi avrei 44 anni e 3 mesi di contributi, praticamente già in pensione con l’anticipata della Fornero.

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  6. Addirittura questo alza l’età anagrafica rispetto al leader di Cisl
    Ma perché non va a casa anche Lui, invece di fare terrorismo sui lavoratori prossimi ad uscire.

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  7. I politici che periodicamente fanno danni non dovrebbero avere una pensione di 3300€ ma un calcio nel culo, reddito di cittadinanza o una vanga e una zappa a vita e poi se ne riparla. Meritocrazia e basta. Chi governa e non mantiene quanto promesso non deve più essere rieletto e chi ruba in galera, si butta la chiave e come minimo non deve più avere nessun impiego statale anche come uscire bidello o quant’altro essendo pur sempre lavori molto utili. Questo dovrebbe essere scritto nella Riforma Elettorale senza se e senza ma. Buona giornata a tutti

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  8. 41 anni sono sufficienti x uno che la
    Mattina come me si alza alle 5,30 sale sul furgone e arriva alle 6,45 in CANTIERE NON RISCALDATO NON RAFFRESCATO NON IN ASSENZA DI POLVERE NON IN ASSENZA DI RUMORI e dopo tutto questo quando arrivo a casa alle 18,30 faccio la doccia mi metto a tavola e poi sul divano mi addormento e questo accade tutti i giorni e qualcuno dice che 41 non sono sufficienti…..

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    • Fortunatamente capita ancora di sentire qualche intervento chiaro e deciso di un leader sindacale: in questi giorni il segretario della CISL, Luigi Sbarra, ha dichiarato ad alcune agenzie di stampa:

      “Varare una nuova riforma delle pensioni entro il 31 dicembre prossimo per evitare il ritorno della legge Fornero: via dal lavoro a 62 anni di età ma anche con 41 anni di contributi. ”

      Questi sono obiettivi concreti espressi in 2 righe e con una data limite precisa; inoltre l’età minima è indicata in 62 anni come sempre richiesto dai confederali, non si capisce ora perchè un leader della UIL sia passato ai 63 …
      Ora servirebbe un intervento di un leader CGIL, che salvo mie sviste non se ne sente alcuno da un po’ di tempo, in materia di riforma pensionistica… sperando la CGIL sia allineata con la CISL (ripeto la dichiarazione di Luigi Sbarra: Varare una nuova riforma delle pensioni entro il 31 dicembre prossimo per evitare il ritorno della legge Fornero: via dal lavoro a 62 anni di età ma anche con 41 anni di contributi. )
      A quando un intervista con un leader CGIL su questo ottimo sito ?

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  9. Chi fa sporteĺlo ogni giorno in Posta deve essere considerato usurante sarebbe una bella battaglia per un Sindacato cosi anche per le donne che hanno avuto figli lavorando

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  10. Con opzione donna mi vengono decurtati 420 euro mensili. Dopo 39 anni e mezzo di contributi versati. Sono publico dipende, a parità nel privato vengono tolti 150 €.
    La penalità è molto elevata, difficile poterselo permettere. Infatti l’adesione è minima a questa forma di uscita.

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  11. Una riforma delle pensioni degna di questo nome, probabilmente, non sarà possibile farla entro il 31 dicembre 2022 perché richiede tempo, soprattutto in considerazione dell’ instaurarsi del nuovo Governo. In attesa di tale riforma è necessario prorogare di almeno 2 anni Quota 102.

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    • Quota 102 e’ stata utile solo per 10mila persona in un anno, molto meglio resuscitare quota 100, che è stata utile per oltre 100mila persone all’anno, pur costando molto ma molto meno del reddito di cittadinanza; quest’ultimo se applicato con i dovuti controlli consentirebbe tutto il risparmio necessario per finanziare quota 100 .
      Quota 102 va bene per pochissimi, al massimo 10mila persone all’anno (e a mio avviso solo per questo il vecchio governo l’aveva approvata)

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  12. Penso che per chi ha iniziato a lavorare da giovane debbano esserci dei vantaggi e non delle penalizzazioni se si esce prima dei 67, il punto di riferimento deve essere la legge in vigore alomento in cui si è iniziato a lavorare. Faccio l’esempio, io ho iniziato a 21 anni, la legge prevedeva pensionamento con 35 anni di contribuzione, devo poter andare in pensione a quel traguardo con il sistema di calcolo di allora, non penalizzato negli anni da maturare e nel sistema di calcolo e rivalutazione, questa è truffa di stato. Se uno vuole può esercitare la facoltà di rimanere a lavoro incentivato e non penalizzato. Altro punto molto importante, rimane la copertura del posto lasciato vacante, va ricoperto immediatamente soprattutto nelle pubbliche amministrazioni per fare si che vi sia la continuità dei versamenti. Purtroppo le amministrazioni pubbliche sono sempre in ritardo di decenni nella copertura dei posti. Ad ogni modo se proprio si deve sconfinare dai 35 anni massimo si può arrivata a 40 e non un giorno in più

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  13. Ma come si fa a proporre di andare in pensione con 41 anni di contributi ,? Qui al Sud le fortunate donne che lavorano non ci arriveranno mai a quota 41 qui il lavoro femminile si è sviluppato in torno lanno85 86 prima erano meteore poi non ti dico quota donna che ti fregano intorno ai 500€ ma stiamo scherzando faccio l’esempio di mia moglie 36 anni di contributi e 65 anni di età è fuori da tutti i giochi .grazie per avermi ascoltato

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  14. Sono anni che Cesare Damiano lo va’dicendo,ma purtroppo nemmeno la sinistra ha mai avvalorato le sue tesi,a cominciare da Renzi che lo silurò subito,non appena impossessatosi del PD!! Partire da quella proposta subito e chiuderla prima del 2023…a tutt’ora ho sentito solo Salvini e Fratoianni parlarne nel programma dei rispettivi partiti.

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  15. Lasciate stare la Fornero
    Perché appena mettete mano per cancellarla farete altri guai
    Ormai non si toccherà mai il fondo …
    Il migliore è il sig.Qualunquemente …la vera faccia dell’Italia
    Ecco perché i pensionati scappano dall’Italia ….fanno benissimo …

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  16. In tutti questi articoli di PPT leggo le proposte dei vari segretari, sindacalisti, esperti e politici che con molta attenzione i curatori del sito riportano offrendo un servizio lodevole a tutti noi, pensionandi o pensionati di fatto.
    Una domanda: il governo non è mai stato interrogato da questi esperti su queste proposte “41 a partire dai 63”, revisione della “proposta Damiano”, “decalogo del gruppo UTP“, oppure semplicemente sulla proposta Tridico? Perché se non c’è stato mai un dialogo in questo senso, è una gran cattiveria istillare inutili speranze a chi vi legge, a volte incavolati, a volte angosciati dall’impotenza di far capire che si sta subendo un torto enorme.

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  17. Andare in pensione è un nostro Diritto non è un Privilegio.! C’è bisogno di una flessibilità dai 35 anni di contributi in poi si può andare in pensione, 41 anni son troppi
    è più tempo passato a lavorare che quello che ci rimane. Chiediamo di Abrogate la legge Fornero.!

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  18. Un ragazzo che a 15 già lavorava e versava contributi per fare ingrassare certi individui va premiato, non penalizzato….io a 57 anni ho 42 di contributi…di che cosa vogliamo parlare…di quanti ipocriti ci sono in giro?

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  19. Chi stabilisce che un lavoro di ufficio non è usurante? Cominciate a viaggiare sui mezzi pubblici la mattina presto, o in auto in mezzo al traffico, per 35 40 anni e valutate un po’
    Inoltre, perché prendere in considerazione solo una categoria di privilegiati che hanno maturato 41 anni di contributi in un periodo storico che non si ripeterà più. Ormai a 41 anni di contributi non arriverà più nessuno, la proposta è frutto di un calcolo elettorale di Salvini e nient’ altro. A mio modesto parere bisogna mandare tutta questa gente in pensione con una giusta penalizzazione a vantaggio delle nuove generazioni che non avranno mai possibilità di accumulare un montante contributivo così alto. Se poi volete far pagare il conto ai vostri figli continuate a mantenerli a casa a vita.

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  20. Non c’è più tempo da perdere e visto che sta per formarsi un nuovo esecutivo, ora bisogna spingere per evitare il ritorno della fornero, a partire dai Sindacati – proposta Utp, proposta Damiano, proposta Tridico, queste sono le ricette che devono essere portate in piazza e imposte a questi sciagurati politici che non hanno compreso la bomba sociale che scoppierà in autunno- mi appello anche a questo sito che tanto si sforza di tenerci aggiornati e che ha contatti con tutti, a che si analizzi e si ragioni sulle proposte di flessibilità da subito, ormai non c’è più tempo da perdere , dietro l’angolo c’è il baratro per noi ultrasessantenni e per i poveri giovani che non ci sostituiranno mai.

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  21. Per fare le cose un po più eque perché non lasciate quota 102 ma liberalizzata e ognuno la raggiunge come gli pare ( ad es.41+”61 oppure 40 + 62 ecc.ecc.) così non si” sconquassano i conti pubblici” e la gente va in pensione non appena rientra nel parametro…..e chi vuole restare eesti pure..

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    • maurizio, ma forse non hai seguito i miei commenti; la quota 102 liberalizzata non esiste; attualmente c’è una quota 102 con i 64 anni; oppure c’è quota 100 ma per chi ha raggiunto i requisiti nel 2021; credi che abbassino il discorso dei 64 anni? sperare non costa nulla ma…. saluti a te e ai gestori del sito

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    • Mi sembra un ottima proposta e soprattutto equa ,perché ci sono tanti che hanno raggiunto quota 100 e quota 102, ma per anni di età o per anni di contribuzione non possono andar via, soprattutto invalidi che dovrebbero avere una corsia preferenziale senza l’elemosina dell’ape sociale- chiedo al sito di far conoscere questa proposta a chi di dovere ,per avere una flessibilità equa e democratica con quota 102 libera.

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  22. La proposta Tridico, in 2 tempi, la approvo, è quella che costa meno alle casse dell’INPS, e i lavoratori sono liberi di uscire a partire dai 64 anni, in base alla propria condizione economica, chi vorrà potrà uscire, oppure aspettare 65, 66,o 67 anni. Per prendere di più.

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    • Preferisco la Fornero: a 64 sarei in pensione con l’anticipata, senza attendere a 67 anni il resto che mi spetta. Senza contare che non riuscirei a vivere con un terzo in meno di uno stipendio già misero. Capito???

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  23. 62 anni deve essere il limite per poi andare in pensione con 20 anni minimo o più di contributi, è una forma di giustizia democratica per i lavoratori

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  24. Salve, attenzione occorre andare nei seggi votare, votare, non astenersi al voto il 25 settembre . In merito alle pensioni, sia giusto lasciare il mondo del lavoro con 41 anni di contributi versati. non penalizzando la retribuzione pensionistica .

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  25. Bla, bla, bla, fiumi di promesse, solo banali fantasie vomitate sul popolo
    e lavoratori. 41 anni a prescindere sono già più che sufficiente e a chi continuerà a lavorare in nero o regolare si deve togliere o ridurre la pensione e il contributo versato in una cassa a fondo perduto per aiutare i giovani o le nuove imprese.

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  26. Credo che la flessibilità in uscita partendo da 62 anni,sia da considerare un un’elemento di giustizia. Bene anche quota 41. Soprattutto dopo 35 anni di contributi,ogni lavoratore ha il diritto di andare in pensione e potersi godere, considerata l’aspettativa di vita, almeno per altri 20 anni, pensione e meritato riposo.

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  27. 41 di contributi a qualsiasi età , o dai 63 con minimo 20 anni di contributi,
    le due soluzioni che viaggiano insieme più eque in assoluto, poi ogni uno
    deciderà cosa fare .

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    • Buongiorno, vorrei ricordare che in passato le pensioni erano come da contratto 35anni di contributi punto tutto il resto è ingiustizia e abuso dei contributi del popolo, grazie

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    • Eque non direi proprio. Io eventualmente con 41 anni di contributi andrei in pensione a quasi 61 anni di età. E secondo lei uno che ha versato solo la metà degli anni rispetto a me potrebbe andare in pensione solo con due anni più di me? A me sembra l’ennesimo regalo e privilegio a chi non ha versato i contributi. Altro che equità!!

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  28. -“Nell’ambito, poi, di una più generale riforma fiscale è necessario tagliare le tasse ai pensionati che, mediamente, pagano un’imposizione doppia rispetto alla media dei colleghi europei. La UIL chiede a tutte le forze politiche un impegno chiaro ed esplicito ad affrontare positivamente questi temi al fine di dare una risposta positiva alle sacrosante attese dei lavoratori e dei pensionati“.”-
    NON CAPISCO PERCHE’ SI DEBBANO PAGARE DELLE TASSE SULLA PENSIONE ???
    PER DI PIU’ MI STATE DICENDO COSI’ ELEVATE RISPETTO AI COLEGHI EUROPEI???
    VERGOGNA!!!!!
    Un saluto ai gestori del sito. Complimenti per il lavoro che state facendo.

    Rispondete.
    Grazie.

    Rispondi
  29. 41 anni di contributi sono già fin troppi.
    Basta con sto palettò dell’etá, non é giusto. Se mettono per esempio 63 anni come limite minimo; io andrò in pensione con 44 anni di contributi (peggio della Fornero)
    41 anni bastano e avanzano

    Rispondi
  30. Aspettare ” primo confronto col nuovo Governo in carica”
    Ma tutto il mondo legato al sindacato si sposa perfettamente con il detto NON FARE OGGI QUELLO CHE PUOI FARE DOMANI.
    Vi dovete muovere prima dell’ elezioni tastare il polso di ogni partito di ogni coalizione perchè i vostri tempi equivalgono a morte certa.
    Domani chiedete confronti ai Salvini ai Letta ai Meloni ect. perche aspettare Cosa aspettare solo così ci potete aiutare a capire chi oggi gioca con la nostra pelle prima del voto e poi dopo il voto alee altra in…….ta. Non c’ è bisogno che lo dica ma Sig. Domenico devo per forza e con enorme dispiacere.Il sindacato oggi è di un livello bassissimo e se non fate nulla per rialzarvi credo che tra qualche anno di tessere sindacali si contino su una mano

    Rispondi
    • Ben detto Fausto, noi come molti altri lavoratori ci aspetteremmo interventi dei leader sindacali sui media e sui social tutti i giorni o quasi, in questo periodo pre-elettorale, invece i loro interventi sono rari …anche a mio avviso in questo modo i lavoratori non possono sentirsi ben rappresentati …se non costringono i partiti a sbilanciarsi nel periodo pre-elettorale perdono un’occasione che non si ripeterà per anni !

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  31. I confederali hanno sempre parlato di flessibilità con possibilità di uscita dai 62 anni; ora il dr. Proietti parla di 63 …la UIL ha cambiato idea rispetto a Cgil e Cisl ?
    Per i lavoratori è importante saperlo, un anno in più fa una grande differenza, per un lavoratore ultrasessantenne !

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  32. Sono contento di vedere che quasi tutti sono concordi che con 41 anni di contributi si possa andare in pensione e io non sono uno di quelli che arriverà a 41 anni. Concordo anche con i lavori usuranti ma vi assicuro che io pur facendo un lavoro d’ufficio in questi anni mi si è usurata un po’ la mente. Non abbiamo più i riflessi e la velocità nelle decisioni che comportano anche gradi elevati di responsabilità. Nel mio caso raggiungerò i 41 anni a 67 anni (4 anni di università più il militare mi hanno fatto iniziare tardi a lavorare) quindi credo che ci debba essere una certa flessibilità in uscita e penso che 63 anni possa essere un’età sufficiente considerando anche, che nel mio caso, godrò di una buona pensione integrativa anche perché al mio posto, visto il mio stipendio, potrebbero assumere due giovani. Se non usciamo noi dal mondo del lavoro difficilmente i giovani potranno entrarci. Quindi facciano una riforma seria che preveda una flessibilità in uscita anche con una penalizzazione. Deve essere il lavoratore a decidere se riuscirà a vivere con la pensione che avrà. Un saluto ai gestori del sito, siete semplicemente magnifici.

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    • stefano, non so quanti anni hai; parli dei 63 anni? magari ci dessero la proposta tridico dai 63 anni; qualcuno si lamenta che ti danno solo una parte della pensione a 63 anni e il resto ai 67? è tutto relativo; se la prospettiva è che a 62 anni finisci il lavoro e ti mangi la pensione integrativa fio ai 67 anni e passa la proposta tridico dai 63 è un mezzo miracolo; meglio poco che niente; ma anche se fosse a 64 meglio che non a 67 anni; saluti a te; a proposito; e il riscatto della laurea? perchè a suo tempo, 30 anni fa, ci dissero: fate la domanda per riscattarla; fu fondamentale; saluti a te e ai gestori del sito

      Rispondi
    • Anch’io lavoro in ufficio, nel settore informatico. Io sono nel 41esimo anno di contributi ma sono mentalmente sfinito.
      Non ce la faccio più a stare a dietro ai clienti sempre più maleducati, vittime noi, di contratti fatti dai commerciali verso il cliente sempre più capestro.
      Devono permetterci di uscire in favore di giovani motivati e volenterosi.
      Assolutamente si alla flessibilità in uscita!

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    • Ciao Stefano purtroppo quasi tutti una beata cippa l’unico partito che spinge per quota 41 è la lega e Cesare Damiano tutti gli altri sono contrari quindi sono rassegnato impossibile anche qualora fosse far entrare questa riforma nella prossima legge di bilancio. Siamo fritti rassegniamoci e quella donna ignobile continua ancora a parlare. Ma giù all’inferno non la vuole nessuno?

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  33. Buongiorno! A mio avviso, bisognerebbe sconfiggere la precarietà e garantire a ciascun giovane un lavoro a tempo indeterminato. Grazie a tutti!

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  34. Bene richieste sacrosante, adesso è ora di agire, chi governerà dovrà tenerne conto… L’unica cosa di cui si era sempre parlato, oltre a quota 41, la mia preferita, anche ad uscita a partire da 62 anni, leggo che qui si è magicamente trasformata in 63 anni!

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    • a 63 anni con il misto? 41 di contributi; vediamo come è adesso: 67, 42 anni e 10 mesi e quota 100 ma non per noi del 1960; quota 102 con i 64 anni; e tutto quello che dice unione europea, debito pubblico italiano, soldi del pnrr; ti dico cosa verrà: quota 103 dai 65 anni; proposta tridico dai 64 anni e magari arrivasse; se hai pensione integrativa è un altro discorso; 41 di contributi? si tutto contributivo; poi quello che verrà fuori realmente lo vedremo credo tra novembre e dicembre; saluti a te e ai gestori del sito

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    • Eccome che dovrebbero modificarli sti coefficenti,naturalmente al rialzo causa aspettativa di vita ridotta per covid,come minimo si dovrebbe tornare alle tabelle del 2013,mi pare che l’ordinamento lo prevede!!!! Cari sindacati mettete sul tavolo anche questa importantissima cosa ,perché qua’ mi sembra che tutti fanno gli gnorri ma la gente non è stupida!!

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    • No a, quale minima, chi raggiunge il massimo dei contributi, deve secondo me , percepire un meritatissimo assegno pensionistico uguale per quello che percepisce un deputato con 5 anni di mandato, cioè, 3.300 € netti al *mese* da spendere da pensionato, non saranno 3.300€ al mese che ci daranno obbligatoriamente, ma almeno 2,500€ uno che ha lavorato 42anni e 10 mesi bene secondo me’ li *MERITA*, la minima , pigliala tu, è chi lavora solo 5 anni per poi meritarsi queste cifre che noi popolo , non siamo d’accordo che le percepiscano,tieni presente, che chi ha lavorato per ben 42anni e 10 mesi, ne ha lavorato altri 37anni e 10 mesi in più di un deputato con 5 soli anni politica ” “chiacchiere “

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