Pensioni 2023, uscita a 58/59 anni: quali penalizzazioni e quali prospettive?

In questi giorni non si fa altro che parlare in vista della formazione del Governo, che sembra ormai prossima, degli ultimi rumors concernenti il comparto previdenziale. A catalizzare l’attenzione sarebbero state due misure in particolare, la prima, che sta creando tantissimo dibattito amche sul nostro sito é l‘opzione uomo, nota anche come opzione tutti, la seconda é la proposta di una quota 41 ma con soglia anagrafica di cui ancora poco si sa.

In questo elaborato abbiamo chiesto un parere al nostro esperto previdenziale il Dott. Claudio Maria Perfetto relativamente all’uscita anticipata a 58/59 anni anche per gli uomini, di seguito le sue considerazioni con alcuni esempi numerici, non reali ma esemplificativi, per far comprendere il ragionamento relativo a quelle che vengono vissute come ‘penalizzazioni eccessive’ ma che in realtà sono determinate da questioni oggettive: “Quanto prima si va in pensione, tanto più si abbassa l’importo pensionistico, perché il montante contributivo (accumulato nel corso della propria attività lavorativa, e rivalutato nel tempo) viene “spalmato” su un arco di tempo più lungo (determinato dall’aspettativa di vita)“. Opzione uomo quali prospettive potrebbe avere nel 2023? Eccovi la sua disamina.

Pensioni anticipate, uscita a 58/59 anni: parla Perfetto

Spunta l’ipotesi di una nuova forma di pensione: Opzione Uomo. È un’idea maturata da Fratelli d’Italia ed avrebbe gli stessi requisiti di accesso che ha Opzione Donna: età anagrafica pari o superiore a 58 anni (ma alcuni organi di stampa riportano tra 60-62 anni), e un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni.

Come per Opzione Donna, anche per Opzione Uomo la pensione verrebbe liquidata con le regole di calcolo del sistema contributivo. Non si sa ancora, invece, se la decorrenza del trattamento pensionistico avverrebbe (come per Opzione Donna) trascorsi 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti (la cosiddetta “finestra”).

Da quanto viene riportato dagli organi di stampa, Opzione Uomo è un’idea in gestazione, ancora un po’ nebulosa nella sua pratica attuazione. È una opzione, una possibilità di scelta più flessibile che viene data ai lavoratori come alternativa alla pensione di vecchiaia a 67 anni di età o alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva. Opzione Uomo, dunque, si affiancherebbe alla Riforma Fornero.

L’applicazione del sistema di calcolo interamente contributivo per chi è in regime misto riduce l’importo pensionistico rispetto a quello che si avrebbe con il sistema di calcolo misto. E la ragione per applicare il sistema di calcolo interamente contributivo c’è.

Quanto prima si va in pensione, tanto più si abbassa l’importo pensionistico, perché il montante contributivo (accumulato nel corso della propria attività lavorativa, e rivalutato nel tempo) viene “spalmato” su un arco di tempo più lungo (determinato dall’aspettativa di vita).

Facciamo un esempio, puramente teorico, con il sistema di calcolo misto: si va in pensione a 64 anni di età con 1.200 euro netti mensili, oppure a 62 anni di età con 1.000 euro netti mensili (nota: i numeri non sono reali ma sono espressi solo a titolo di esempio). Ammettiamo che con il sistema di calcolo misto (è solo un’ipotesi che facciamo) non si possa andare in pensione a 61 anni con 900 euro netti mensili, perché il sistema previdenziale “non reggerebbe” in quanto i contributi versati dai lavoratori attivi non sarebbero sufficienti a coprire la spesa pensionistica. Come si potrebbe intervenire per consentire ai lavoratori di andare in pensione a 61, 60, 59, 58 anni di età?

La risposta alla domanda precedente è la seguente: si potrebbe sostituire il sistema di calcolo misto con il sistema di calcolo interamente contributivo (meno favorevole del primo).

Tornando quindi al nostro esempio, con il sistema di calcolo interamente contributivo si potrebbe allora andare in pensione a 61 anni con 850 euro netti mensili, oppure a 60 anni con 800 euro, oppure a 59 anni con 750 euro, oppure a 58 anni con 700 euro netti mensili (sono sempre cifre indicate a titolo di esempio). Anche in questo caso occorre tenere presente che le coperture finanziarie per i pensionamenti a 61, 60, 59, 58 anni devono provenire dai contributi versati dai lavoratori attivi.

Pensioni 2023, ok uscite anticipate a 58/59 anni, ma a fronte di maggiore occupazione

Pertanto, è possibile espandere i pensionamenti soltanto se si espande l’occupazione. Spesso si dice che lo Stato non ha risorse per le pensioni, mentre le trova per altre voci di spesa (come per bonus e incentivi nonché per armamenti). Ma tali risorse provengono da maggiori entrate (in particolare dall’IVA), o facendo ricorso all’indebitamento, mentre le pensioni vanno finanziate con i contributi versati dai lavoratori attivi.  

Opzione Uomo darebbe ai lavoratori quella libertà di scelta che essi desiderano, sulla base di valutazioni dell’importo pensionistico che percepirebbero. Alcuni lavoratori vi aderirebbero, e sarebbero quelli con reddito medio-alto. La maggioranza, invece, ritenendo l’importo non soddisfacente, non aderirebbe ad Opzione Uomo e preferirebbe attendere di raggiungere i requisiti per accedere all’anticipata Fornero.      

Opzioni e Quote vengono studiate per introdurre quella flessibilità pensionistica di cui oggi si avverte un grande bisogno. Ma restano applicabili a platee ristrette di lavoratori, e non sempre con alto gradimento“.

Ringraziamo il Dott. Perfetto e ricordiamo a chiunque volesse riprendere parte del testo che trattandosi di elaborato in esclusiva per il sito si é tenuti a citare la fonte.

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24 commenti su “Pensioni 2023, uscita a 58/59 anni: quali penalizzazioni e quali prospettive?

  1. Buonasera, io direi che sono più che sufficienti 30 anni di contributi versati con un età per la donna di 60 anni!! Senza diminuzioni di soldi!!! TOGLIAMO I VITALIZI DI GENTE CHE NON FA PIÙ PARTE DI UN GOVERNO!!!! 😡OK???? TOGLIAMO LA PENSIONE ALLA FIGLIA DELLA FORNERO…. CHE SCHIFO NOI DOBBIAMO MORIRE E QUESTA PRENDE LA PENSIONE DAL L’ETÀ DI 39 ANNI??..?? 😡😡😡😡 QUINDI BASTA FARE CONTI TOGLIETE IL REDDITO DI CITTADINANZA!!!. E METTETE I GIOVANI HA LAVORARE!!! SONO STANCA!!! IL MIO LAVORO È USURANTE…. SONO UN OPERATORE SOCIO SANITARIO!!!! QUINDI SOLLEVO PAZIENTI PESANTI E TURNISTA!!!!! E HO UNA MALATTIA DI FIBROMIALGIA E NON È RICONOSCIUTA!!!! VERGOGNA!!!!! QUINDI HO DIRITTO DI ANDARE IN PENSIONE?????? OPPURE IL GOVERNO ASPETTA DI VEDERCI TUTTI ⚰️ E COSÌ NON PAGA PENSIONI A NESSUNO….. ASPETTO DI VEDERE CHE GIORGIA RIESCA A FARE QUALCOSA PER NOI… 🇮🇹 IO CREDO IN LEI!!!! QUOTA 41 LA DIANO AI POLITICI CON PENSIONI DI 800€/900€. VEDIAMO SE NON SI RIBELLANO!!! IL SAZIO NON CREDE AL DIGIUNO!!!

  2. Altra quota vuol dire lavoratori che hanno iniziato a lavorare a 15 anni per diversi motivi saranno esclusi , questo è equo , lasciarare a lavorare Persone con 40 e passa anni di contributi e chi ne ha 35 può restare a casa e equo o si tratta del solito fatto all’italiana,
    Vergognoso….

  3. Ribadisco, per chi come me ha già maturato i 41 di servizio (nel mio caso sono a 41 1/2 ) e 56 anni di età e non rientrano nelle categorie usuranti cosa pensano di fare? cosa dovrei fare, lavorare fino ai 60? ma io mi faccio licenziare faccio 18 mesi di naspi (che sono quelli che mi mancano per arrivare a 42 + 10 + 3 ) e vado in pensione, questo si meritano

  4. Scusate , ma in tutta questa confusione vorrei capire come verranno trattati i lavoratori gravosi/usuranti..( o li hanno già dimenticati?) a cosa è servito stilarne le categorie allora?? D’Amato ha perso solo tempo e tolto a costoro speranze??

  5. Era stata formulata una ipotesi da alcuni consulenti del lavoro .
    Visto e considerato che molto frequente sono le aziende che chiudono. Diversi lavoratori sessantenni e ulta , dovute a carriere discontinue , hanno difficoltà ad arrivare a 43 anni di contributi.
    È anche vero che possono pagare i contributi volontari. Ma pare sia possibile definire una quota con la quale è possibile andare in pensione senza penalizzazioni sommando età e contributi .
    Lo studio partiva da quota 100 , 101 , 102 , 103 e mi pare 104 con i vari riferimento dei costi e perfettamente fattibile .

  6. Tutti ad evocare leggi a misura propria. Cari signori ma chi comincia a lavorare a 30 anni e per giungere a quota 41 dovrebbe riscattare i 5 anni di laurea che si fa’ ? Gli si fa sborsare 100.000,00€? Questo è un maledettissimo modo di estorcere soldi a chi cerca di tirare avanti il carro. Che si dia la possibilità alla gente di lasciare il lavoro dando flessibilità in uscita a costo di applicare il contributivo puro, tanto sarebbe a scelta dei lavoratori . Buona serata a tutti e buon lavoro al governo, spero che i sindacati non blocchino questa possibilità per giochi politici.

  7. Salve, nel mio caso (ma credo che sia un caso per molti…) a 59 anni con 39 anni di contributi e sono disoccupato dal 2018 per una invalidità del 40% (percentuale che non serve a nulla a parte saper di essere invalido..) la possibilità di poter andare in pensione con l’Opzione Uomo anche decurtata del 30% sarebbe una salvezza…

  8. Ringrazio sempre il dott. Perfetto che dall’alto della sua competenza ci fornisce spunti di vista per farci riflettere su questioni varie tra cui la pensione ; ho capito alcune cose che prima mi sfuggivano; saluti al dott. perfetto e ai gestori del sito

  9. Con 41 anni di contributi, i lavoratori che hanno cominciato a lavorare dopo le scuole superiori e dopo il servizio militare…perchè c’era ancora il Servizio Militare, ( ! ) hanno cominciato a 21/ 22 anni , che sommati ai 41 di contributi fanno 62/63 anni. Quindi una quota limite non ha senso. Se mettiamo una quota limite a 61 va bene per costoro, ma va male per coloro che hanno iniziato a 16 anni, che se va bene…molto bene….con 41 anni di lavoro ne hanno 57. Inoltre l’ andare prima ad esempio dei 42 e 10 mesi riduce di per sè l’ assegno pensionisitico perchè ci sono quasi 2 anni in meno di contribuzione. Ed i lavoratori con più di 55 anni non li vuole nessuno.

    1. Buongiorno a tutti. Egregio Antonello ognuno ha una storia Lavorativa e di vita,sono le quote di età anagrafica che devono essere abolite,quello che deve essere fermo è il numero di contributi maturati,per me sono più che sufficienti 40 di Lavoro magari per le donne un occhio di riguardo, con questo si esce dal Lavoro.
      Buon Lavoro

  10. Si è insediato ora il Governo Meloni ed al lavoro è andata un’ esperta cioè la Calderone, che ci auguriamo che in accordo con Meloni convochi subito i Sindacati e mettano mano alla riforma che” sa da fare ” in fretta- la ministra conoscerà sicuramente le varie proposte e avrà, speriamo, letto la proposta Utp e la bontà della stessa- auguriamoci che prediliga la via dell’equita e della giustizia e la trasformi in legge in quattro e quattrotto, avendo davanti il carro in discesa , vista la completezza del lavoro Utp- abbiano pure il coraggio di fare giustizia,così come hanno annunciato, andando a toccare le maxi pensioni d’oro che non hanno contributi alle spalle, destinando le risorse a favore della flessibilità con piccole penalità, così come analizzato da Marino e Utp- solo così si metterà fine alle storture ed alle porcate fatte da 11 anni a questa parte dalla legge fornero- vogliamo vedere di nuovo le lacrime della Fornero, stavolta perché le viene cancellata la sua maledetta legge di cui va ancora tanto fiera- spingiamo tutti la Meloni e la Calderone a che venga fatta giustizia a noi lavoratori che stiamo soffrendo troppo dopo aver dato tanto .

    1. Sono un’insegnante ho 39 anni di contributi versati e 1 anno giuridico
      Ho 65 anni compiuti e voglio andare in pensione a settembre 2023 quanto ammonterà la mia pensione?

  11. Buonasera a tutti. Mettere la soglia di età a 63 anni significa prendere per i fondelli la gente perché è come se si andasse con la Fornero, perché se una persona ha iniziato a 19/ 20 anni a lavorare + 41 di servizio si arriverebbe a 60/ 61 di età ,quindi a 63 anni sarebbe Fornero ,mai un vantaggio per il Lavoratore. Io proporrei max 62 anni ,diversamente farei 42 uomini e 41 donne a qualsiasi età e senza altre fesserie tipo le finestre, altra trovata di qualche mente contorta.
    Buon Lavoro

    1. 👍 42 uomini e 41 donne del 01.012023
      Soluzione logica per restare nei costi e dare il segnale che si vuol cambiare e dal 2024 41,6 per gli uomini e dal 2025 41 per tutti … Promessa Lega rispettata, conti non stravolti.

  12. Buonasera a tutti. Sarò brevissimo, notizia di qualche minuto fa.Salvini evoca con forza quota 41,Meloni frena e rilancio opzione uomo , perché i costi sono alti.Dico, ma Salvini dietro alle cose dette da Durigon e Sindacati su I costi che non sono quelli alti sventolati da chi non vuole quota 41 ,perché non alza la voce e lo dimostra? Perché se così fosse dovrebbero dare molte spiegazioni coloro che asseriscono che i costi sono alti.Chi dice la verità?
    Buon Lavoro

    1. La verità la dice chi spiega come il presunto costo per lo Stato, erogato come contributo all’INPS annualmente, sia in realtà il pagamento di un servizio che lo Stato dovrebbe fare in autonomia e cioè erogare le pensioni di invalidità, la cassa integrazione, il reddito di cittadinanza, gli infiniti bonus, etc…
      Tutto questo non ha niente a che fare con il conto economico derivante dall’erogazione delle pensioni legate ai contributi incassati dai lavoratori.

  13. Proviamo a formulare una nuova proposta.
    Premesso che:
    – i nostri luminari economisti continuano a segnalare che non ci sono i soldi per fare quota 41.
    – che il debito italiano continua ad aumentare e che non ci consente di prendere decisioni di alcun tipo a debito.
    – che gran parte del debito italiano è frutto della cattiva gestione di chi ci ha governato e non del sistema pensionistico in corso.
    – che tutti i lavoratori ed aziende hanno versato quanto dovuto per assicurare la pensione dei lavoratori.
    Ciò premesso:
    – chiedo come mai non è mai stata formulata l’ipotesi di sanare il debito vendendo qualche bene dell’Italia. In qualsiasi Azienda, Famiglia, quando i debiti sono troppo elevati e/o quando serve, si fa fronte ai propri impegni vendendo quache bene patrimoniale di valore.
    Orbene credo che in italia ci siano molti bene di enorme valore che potremmo vendere giusto per ridurre questo benedetto debito e ripartire alla grande, ovviamente impedendo che chi ci governa ricominci a regalare denaro pubblico in cambio di voti o tornaconti personali.
    Qualche economista mi spiega perchè non possiamo vendere dei beni patrimoniali?
    Grazie

    1. Buongiorno Gioele.
      Risposta ovviamente da uomo della strada!

      Meglio sarebbe usare le parole giuste … “dicevasi SVENDERE”, più che vendere!
      Ovvero quello che hanno fatto nel passato con Industria e Banche dello Stato … a meno che, ora, non si pensi di SVENDERE quanto di storico possediamo col loro contenuto … ma suppongo non basterebbe.

      Più facile che qualcuno immagini o sia spinto, oltre a non concedere l’uscita dal lavoro con 41, a rendere tutte le pensioni in essere contributive e, se non sufficiente, proporre una quota fissa mensile a “sostegno” della la Sanità (l’Europa è piena di questi esempi).
      Al momento quello che è necessario garantire è l’arrivo di “lavoratori a basso costo via mare” indispensabile a generare profitto sul capitale qui investito.

      Potrei sbagliarmi se immagino di vivere un’era di capitalismo un tantino distorto ma risultato di quanto pianificato fin dagli anni 80?
      Certo è che le conseguenze sono qui, sotto gli occhi di chi vuol vedere.

      Saluti

  14. Buongiorno Erica l’economista favorevole a quota 41 vincolata a partire da un’età anagrafica di 63 anni si chiama Geroldi come da lei richiesto. Grazie buon lavoro a lei e a tutto lo staff di Pensioni per tutti.

    1. Quindi un’altra quota e quindi altri lavoratori che ne resteranno esclusi, dovendo, o lavorare più anni o andare in pensione con un’età più avanzata. Infatti chi ha già 41 ma solo 61 anni andrà in pensione con i 63-43, praticamente l’anticipata Fornero. Chi ha già 65 anni ma solo 39 dovrà arrivare ai 67-41, praticamente la vecchiaia Fornero. I secondi per fortuna potranno sempre aderire per diritto acquisito alla quota 102 di quest’anno ma molti altri che non ci rientrano comunque, si dovranno sorbire per forza i requisiti Fornero. Le sembra che la proposta Geroldi cancelli così la Fornero ?

  15. Buon pomeriggio! Spero che tutte le forze politiche, realizzino una efficiente Riforma delle pensioni, che avvantaggi tutti i pensionati. Grazie infinite a tutti!

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