Pensioni 2024 l’editoriale: il rapporto del censis obbliga un intervento sulla previdenza

La scorsa settimana il CENSIS Centro Studi Investimenti Sociali ha pubblicato il suo 57esimo rapporto sulla situazione del Paese che evidenzia che gli italiani in questo periodo appaiono come “sonnambuli” che rimangono inermi di fronte alle paure del futuro, paure che sono rappresentate da disastri ambientali a causa dei cambiamenti climatici e sociali e che vedono all’orizzonte una grave crisi economica/sociale. Inoltre, oltre il 60% dei cittadini italiani temono che scoppi un conflitto mondiale e che l’Italia non abbia gli strumenti e le capacità militari, economiche e geopolitiche per proteggersi da eventuali attacchi terroristici e l’80% considerano ormai il nostro Paese irrimediabilmente in declino.

Riforma Pensioni 2024 ultime novità: L’editoriale di Marino

Non è sicuramente una fotografia ottimistica quella che è messa in evidenza dal Censis ma l’aspetto che probabilmente è molto più preoccupante è la parte che riguarda la popolazione. Perché, se le considerazioni sopra evidenziate possono essere sensazioni di uno stato d’animo conseguente a tre anni di Covid ed alla immediatamente successiva fase rappresentata da due guerre che ci interessano direttamente di cui una ci coinvolge da due anni e che si svolge nel cuore dell’Europa, sono i dati sulla popolazione quelli che fanno spaventare chi si occupa di aspetti economici, sociali, lavorativi e previdenziali.

L’aspetto più drammatico è che tra meno di trent’anni l’Italia perderà oltre 4 milioni e mezzo di residenti, con contestuale diminuzione di oltre nove milioni di persone con meno di 65 anni e contestuale aumento di 4 milioni e mezzo di over 65. Questo porterà ad una diminuzione della popolazione attiva in senso lavorativo di quasi otto milioni di persone. Ancora peggiori i dati che si riferiscono ai nuovi nati che tra meno di vent’anni, se non si interverrà immediatamente, farà sì che solo una coppia su quattro avrà figli con conseguenza diretta che oltre nove milioni di nuclei familiari saranno composti da una sola persona di cui il 60% di questi saranno anziani.

Con un quadro del genere qualsiasi governo dovrebbe immediatamente mettersi al lavoro per affrontare una situazione che rischia di far precipitare l’Italia, che è pur sempre al momento la terza potenza economica dell’UE, ad un ruolo di comprimario nello scenario internazionale con pochissime prospettive di crescita. A mio parere sarebbe necessario abbandonare ipotesi di riforma della giustizia, presidenziale e fiscale e concentrarsi invece immediatamente sull’aspetto del lavoro e della previdenza.

Riforma pensioni 2023, anno sprecato per quota 103 e opzione donna, ed ora?

Quest’anno 2023 è l’ennesimo anno che è stato buttato via sulla previdenza, con pochissimi interventi, per giunta peggiorativi sia sull’Ape Sociale che su Quota 103 e Opzione Donna, che di fatto consentiranno a poche migliaia di persone di accedere al pensionamento anticipato. Nulla sulla pensione di garanzia dei giovani, nulla sui coefficienti di trasformazione, nulla sulla previdenza complementare, nulla sulla flessibilità in uscita.

È necessario mettersi immediatamente al lavoro, tutti insieme, per attuare un piano straordinario (chiamiamolo lavoro e previdenza) che la di là di scelte ideologiche e polarizzanti possa invertire una situazione che altrimenti diventerà non più gestibile e di cui tutti subiremo le conseguenze. Regolarizzare i flussi migratori, investendo sui giovani che arrivano nel nostro Paese, trattenendo ed istruendo coloro che vogliono rimanere in Italia, ed al tempo stesso invogliare a restare in Italia i nostri connazionali che invece vogliono espatriare (ogni anno 36.000 eccellenze italiche vanno all’estero) incentivandoli anche economicamente. Attuare un piano sul lavoro aumentando in maniera consistente gli stipendi, che sono fermi da vent’anni, ed agevolare in maniera adeguata le famiglie che vogliono figli o che già li hanno (come, per esempio, ha fatto la Francia) offrendo loro servizi pagati, incentivi e consentendo forti agevolazioni fiscali. Separare immediatamente previdenza da assistenza (si risparmierebbe immediatamente oltre un miliardo) ed implementare la previdenza complementare che dovrebbe essere sotto il controllo pubblico con detrazioni fino al 50% di quanto versato. Consentire una amplissima flessibilità in uscita con lievi penalizzazioni ed al tempo stesso incentivare, almeno per alcune tipologie di lavoro, chi voglia rimanere oltre l’età ordinamentale di pensionamento. Cominciare, poi, a scardinare un tabu in Italia rappresentato dall’intoccabilità delle pensioni fissando un limite agli importi mensili (per esempio 5.000 euro lorde per quelle a cui non corrispondono adeguati versamenti contributivi).

Questi, a mio parere, i punti da cui partire subito all’inizio del 2024 superando inutili quote e rigidità e soprattutto eliminando ostacoli ideologici per affrontare e risolvere un problema che rischia di far sprofondare il nostro Paese a ruoli secondari incentivando le eccellenze per far ripartire il Belpaese e farlo ritornare ad essere nuovamente leader in Europa e nel mondo.

40 commenti su “Pensioni 2024 l’editoriale: il rapporto del censis obbliga un intervento sulla previdenza

  1. Concordo e la ringrazio, sig. Mauro Marino.
    Ma perché non sottoporre a chi ci governa le sue idee, così come le propone nel suo splendido Editoriale? E’ così difficile proporre il Buon Senso ai nostri governanti e politici attuali??

  2. Qualche “commentino” mi fa sorridere e mi induce a pensare che tra un po arriveremo al: VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO! VOTA ANTONIO LA TRIPPA! (Totò)

  3. Concordo in toto con l’articolo del Dott. Marino.

    Riprendendo la sua “È necessario mettersi immediatamente al lavoro, tutti insieme”;

    concretamente cosa propone di fare affinché le nostre non rimangano inutili e inascoltate esternazioni su queste pagine?

    A disposizione

    Grazie, MG

  4. Le uniche armi a disposizione sono quelle di sempre, note da lungo tempo. Abbandono della politica del pareggio di bilancio, intervento dello Stato in economia, aumento della spesa pubblica, svalutazione della moneta. Tutte e quattro le suddette cose paiono però attualmente impossibili, poiché presuppongono un totale sovvertimento di rotta, e di scenario. Sovvertimento che un paese anziano come il nostro non ha quasi certamente le energie non solo per compiere, ma persino per solo immaginare. O concepire. L’abbandono della politica del pareggio di bilancio pare oggi totale utopia, posto che è esattamente questo il laccio che ci strozza, e che non a caso è stato introdotto, nel momento ritenuto più opportuno, perfino all’interno della ns carta costituzionale, guardacaso dal medesimo governo che ha inteso “fornerizzare” la Repubblica. Laccio che giace come un corpo alieno all’interno della ns altrimenti meravigliosa Carta, forgiata nella sofferenza, esattamente come un cancro in un organismo. L’intervento dello Stato in economia rappresenta attualmente un’altra utopia atteso che il treno viene fatto procedere automaticamente su binari che vanno esattamente in direzione opposta, poiché l’obiettivo è – da sempre – l’assalto alla cosa pubblica, lo spolpamento totale del patrimonio collettivo, per favorire l’interesse privato di pochi, a discapito della collettività, e dell’interesse di questa. L’aumento della spesa pubblica, presuppone uno Stato sovrano, che possa imprimere la sua enorme forza propulsiva verso il sistema economico. Il famoso detto di Keynes sarebbe meglio costruire case ma in mancanza di meglio si possono persino scavare buche e poi ricoprirle per creare ricchezza nel momento in cui l’economia è ferma è sempre valido. L’apporto pubblico è decisivo ed è indispensabile. Lo Stato non è una famiglia. Non è un soggetto privato. Non è riconducibile alla stregua di una società privata. Non investe nella misura dei propri eventuali risparmi, è un soggetto del ciclo economico totalmente differente, lo strumento della Spesa Pubblica è vitale. Non solo per una socialdemocrazia, ma per una nazione qualsiasi, con qualunque modello politico. Vietare gli aiuti di Stato è come vietare a una madre di partorire. Significa negare ciò che è una delle sue funzioni prioritarie. Vieppiù se lo Stato in questione è una socialdemocrazia, o comunque una repubblica democratica. Anche la svalutazione della moneta è allo stato attuale un’utopia, posto che la sovranità monetaria è stata incredibilmente regalata a un organismo sovranazionale perdipiù meccanicamente sconnesso dal consenso democratico del Paese. Ergo, questo è l’ovvio risultato, poiché se il piano è inclinato non si può che scivolare. Inesorabilmente.

  5. Concordo su tutto…sul discorso retroattivo si puo’ fare di piu’…invece di 5000 euro lorde inizierei da 2500 euro lorde, con tassazione progressiva a scaglioni…se ci vogliamo salvare bisogna fare questo…altrimenti “finita la pacchia” per chi ha goduto di assegni estremamente generosi rimarra’ solo la notte perenne “delday after”…

  6. In alcuni paesi si fanno molti figli perché le persone contano di farsi mantenere da loro quando saranno vecchi. In Italia le persone possono permettersi di non fare figli perché credono di mantenersi da soli con la pensione. Vogliono risolvere il problema della denatalità abolendo le pensioni, pare…

  7. Esprimo tutto il mio apprezzamento per la lucida analisi del Dott. Marino.
    Condivido in pieno la preoccupazione in merito ai temi che sarebbero da affrontare senza esitazione allo scopo di risolvere i problemi che, in assenza di interventi, vedranno il paese Italia destinato ad un inesorabile accelerazione del declino socio-economico già in atto.

    Un saluto al Dott. Marino e alla redazione.

  8. Grazie Dott. Marino, per me è una grandissima soddisfazione sentirla declamare un basta a “inutili quote”, esattamente quello che affermavo sin dal 2018 e per il quale mi sono sentito augurare ” una brutta fine” da chi ne usufruiva. A meno che intenda basta dal 2024, mentre prima le andavano bene, il che sarebbe davvero incomprensibile. Anzi no, è comprensibilissimo. Non me ne voglia. Cordiali saluti.

  9. Questo programma da Alice nel paese delle meraviglie è impossibile da attuare in un paese dilaniato da una classe politica in perenne lotta per acquisire il consenso in vista delle elezioni del giorno dopo, adesso le europee.Lo dico ai numerosissimi fan del centro sinistra presenti nei commenti, convinti che siano migliori di quelli oggi al potere e non si accorgono che sono due facce della stessa medaglia.Non c’è una visione di lungo termine, c’è solo una democrazia stanca e rancorosa, ci vorrebbe un Draghi senza partiti che per dieci anni governa indisturbato per mettere a posto le cose.Se poi aggiungiamo un Europa schiava della Germania, che per compiacere gli elettori del loro partito liberale, vogliono un nuovo patto di stabilità che ci metterà in ginocchio , alias de lino per noi inarrestabile.

    1. Ci vorrebbe un draghi? sentimenti contrastanti: l’idea della RITA è uscita da lui ma d’altra parte non ci rimettono perchè in pratica non ti danno nulla con quasi 41 anni e a 62 anni; bisogna però ricordare, a quanto mi risulta, di come è nata la legge Fornero; lo spread era a 500; i vari governi Berlusconi tra condoni e leggi ad personam lasciamo perdere; e i signori onorevoli, per salvare il loro vitalizio, votarono la legge Fornero visto che il governo monti mise la questione di fiducia; qualcuno dice che la fonte di tutti i mali è un’altra cosa; cosa fare ora? aspettare e vedere le sorti della finanziaria ma sul tema pensioni siamo messi veramente male; vedremo; saluti a te e ai gestori del sito

  10. L’Italia ha la cultura sbagliata per affrontare i problemi elencati. Ad esempio mentre in Italia si è fatto il possibile per impoverire lavoratori e pensionati l’Aldi Suise porta la retribuzione delle cassiere a quasi 5000 €/mese per 13 mensilità. In Svizzera, e non solo, se a 67 anni ne hai 20 di contributi ti indagano, da noi ti premiano e ti sanzionano se ne hai 40 o più. E i casi sarebbero infiniti.

    1. Bravo Bernardo.
      In Svizzera non aspettano di certo che si abbiano 67 anni per scoprire che esisti.
      Perché, trascorso il periodo deputato agli studi, vogliono sapere dove sei e che fai.
      Saluti

      1. Così pure in Germania ecc. penso a quanti accaduto alla figlia di un amico. appena fatto un contratto d’affitto a lungo termine è arrivato l’uff. Immigrazione per verificare che avesse un contratto di lavoro regolare e per dirgli che sarebbero tornati un mese prima della scadenza. Così e stato e al ritorno gli hanno spiegato che in Germania ci stai per lavoro, se hai un contratto registrato, o per ferie ma non più di un mese. Vista la soddisfazione del datore di lavoro non c’era problema a fargli un visto turistico per dargli tempo di regolarizzare, ms dopo un mese aria. Da noi perdiamo le tracce dei cittadini….

    2. In Svizzera, e non solo, se a 67 anni ne hai 20 di contributi ti indagano, da noi ti premiano e ti sanzionano se ne hai 40 o più. E i casi sarebbero infiniti. Nel paese italiota i pensionandi per anzianità contributiva (spesso già al lavoro a 15/16 anni senza contributi previdenziali ed in occupazioni gravose ed usuranti) gli vorrebbero morti ………Intanto per loro hanno già previsto di aumentare il limbo delle finestre d’attesa per ricevere la pensione ………
      Questo perchè gli italioti sono un popolo di soggetti che spesso hanno cominciato tardi a lavorare e/o a pagare contributi ……… e molti di loro a 67 -68-69-70 anni ……non raggiungono i 40 anni di contributi …….. ed il metodo di calcolo retributivo, precedente la legge fornero si basava sulla media degli ultimi dieci anni di retribuzione ………. e molto meno si contributi previdenziali versati.

  11. Dr. Marino articolo al top, come al solito. Italiani popolo di sonnambuli inermi, come dice il Censis; la loro classe politica non trovo aggettivi civili per definirla, non soltanto quella odierna, beninteso. La previdenza: chi ha avuto, ha avuto; chi non ha avuto, si arrangi!! Il futuro: incrociamo le dita!

  12. Noi Paghiamo per tutti gli errori fatti in quest’ultimo trentennio da una classe politica inesistente,ed oggi è lo stesso :una Meloni che non mantiene nulla di ciò che gridava,un Taiani sempre nebuloso… un Salvini ebete che non sa gestire lingua e cervello in sincronia. Costruiamo residence in Albania, denaro che poteva essere investito nelle pensioni e sanità ecc….non ne usciremo mai più. Se avessi 20 anni ….Italia addio

  13. Per fare tutto questo occorrerebbe un governo di unità nazionale, per fare il quale ci vorrebbero politici illuminati. Illuminati senz’altro non ne abbiamo, ho qualche dubbio che siano anche solo politici nel senso stretto della parola.
    Ci rassegnamo a tenere quello che c’è.

    1. Quale … quello precedente all’attuale!
      In un mondo che da trenta anni almeno è stato nelle mani di finanzieri, affaristi, oligarchi o comitati d’affari; ora dobbiamo cercare dei “politici Illuminati”!
      Neanche usando il lanternino li troverebbe in questa “Europa attuale”.
      Come sia possibile supporre nell’articolo che quelle di buona parte degli italiani siano: “sensazioni di uno stato d’animo” conseguente a….”
      Allora aggiungo che qualcuno spieghi alla gente comune dove sia finito il “benessere infinito” propugnato da coloro che l’articolo asserisce essere oggi spaventati; coloro o: “chi si occupa degli aspetti economici, sociali lavorativi e pensionistici”… ora e per per i prossimi 30 anni.
      Qualcuno ci illumini anche su dove sono state queste menti pensanti nei 30 anni passati; cosa hanno avuto a che fare con la GLOBALIZZAZIONE perché a me pare che i sonnambuli non siamo, ora, noi, ma lo siano stati costoro per molto tempo.

  14. Vede, dott. Marino, il problema è che chi comanda e in un mio commento dissi che comanda l’alta finanza di queste cose non gliene frega niente; vogliono arricchire i loro profitti e basta; riguardo alle pensioni ragionano così: visto che il numero di attivi cala e aumentano i vecchi non possiamo mandare in pensione i vecchi se non sono tanto vecchi; quindi solo legge fornero e quasi niente; saluti a lei e ai gestori del sito

  15. Taglio pensioni….si ma a quelle alte …d,oro vitalizi. Privilegi ecc…no a pensionati con 43 o 42 anni di duro lavoro

  16. La storia si muove in termini di premesse e conseguenze. Oggi raccogliamo il seminato degli anni passati. Sottoscrivo punto per punto quanto nell’articolo. Voglio solo dire che quei pochi che conosco dei 36000 che vanno stabilmente all’estero lo hanno fatto perché hanno preferito avere attorno paesi che funzionano e meritocrazia reale e non di bandiera.

  17. Finalmente si parla di tabù da sfatare, certe pensioni sono al di fuori di ogni logica, si cominci da lì a tagliare… Bravo Dott. Marino!

    1. Come al solito il dr. Marino ha fatto un’analisi perfetta della situazione, puntando il dito contro la politica assurda che sta portando avanti questo esecutivo che specialmente in ambito previdenziale sta facendo solo disastri di cui ne pagheremo le conseguenze ora e negli anni avvenire- pertanto questi scellerati vanno fermati assolutamente, altrimenti nel baratro ci andremo tutti, mentre loro continuano a riempirsi le tasche, incuranti delle sofferenze di noialtri che saremo costretti a pagare lo scotto di questa politica scellerata che ha causato solo rovine finora- questo articolo di Marino andrebbe girato a Meloni e compagnia…. almeno imparassero qualcosa per riparare ai loro errori ed ai torti che stanno facendo alla gente ormai logora.

      1. se si girasse questo articolo alla Meloni lei prenderebbe la parte che dice: incentivare chi vuole rimanere a lavorare oltre l’età prevista; la ribalterebbe dicendo: non ti incentivo, bastono brutalmente chi vuole andare via prima; tutto qui; per il resto tutte cose condivisibili; le faranno? farà prima l’uomo ad andare non sulla luna, ma su marte; saluti a te, al dott. Marino e ai gestori del sito

      2. La non politica di questi esecutivo è disastrosa anche in campo pensionistico come quella di tutti i predecessori. Si pensi ai 150 miliardi delle pensioni baby. Ed è solo un esempio. per quel che mi riguarda verrà giudicato in termini di bandiera e fermato come gli altri, cioè sostituito con soggetti di analoga impostazione. 50 anni di storia politica sono difficili da controvertire.

      3. Ma non hai ancora capito che i partiti sono tutti uguali in cerca di consenso di breve durata? Non hai ancora capito come ho detto nel mio commento che ci vorrebbe un Draghi senza partiti per dieci anni per sistemare le cose? Non hai ancora capito che nei trent ‘anni precedenti come dice Wal, anche con il centro sinistra non è mai cambiato niente? Suvvia, non fare l’ingenuo, è il sistema di questa democrazia che è marcio e ripeto tutto il sistema partitico.

  18. “Un politico pensa alle prossime elezioni ma uno statista pensa alle prossime generazioni.” (Alcide de Gasperi) Questi non mi sembrano statisti…

        1. I politici sono a immagine e somiglianza del popolo che li elegge.
          I politici sono delle merdacce.
          Il popolo è una …..

  19. E chi lo dovrebbe attuare questo programma di Alice nel paese delle meraviglie? Anche in questo sito assistiamo a dispute su centro destra o centro sinistra con pasionari ( più di centro sinistra a dire il vero) che non si accorgono che il problema è proprio la classe politica di entrambe le parti volta solo a prendere consensi di brevissima durata per le elezioni del giorno dopo ( adesso le europee). Dispiace dirlo, quando la democrazia diventa una lotta per il potere a brevissima scadenza provoca sconquassi terribili, portando il paese ad un declino inesorabile che dura da circa un trentennio, prigionieri poi di un Europa, dove un paese come la Germania impone un patto di stabilità finanziaria futuro a suo uso e consumo, per accontentare un piccolo gruppo di elettori del loro partito liberale che nello statuto ha il pareggio di bilancio.La BCE nel suo statuto non può stampate moneta come avveniva con le banche centrali nazionali precedenti,per l’ ossessione dell’inflazione che la Bundesbank ha sempre avuto.Quindi, il declino è inesorabile almeno per l’Italia.

    1. Condivido siamo prigionieri della Germania non più con i panzer ………ma una prigione più subdola ……… per quanto riguarda le pensioni ……per decenni il metodo di calcolo delle pensioni “retributivo” e solo degli ultimi dieci anni ……… ha sottovalutato e ridicolizzato la correlazione con gli anni (e con gli importi) di contributi previdenziali versati ………… oggi si vedono i risultati e l’età pensionabile sarà spostata sempre più in avanti e non durerà molto 67anni e soli 20 anni di contributi …. solo per top professioni ………

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