Pensioni 2024, post incontro Governo-sindacati del 18/9: Il punto del Prof. Cazzola

Il Professor Cazzola nel suo editorale pubblicato su il Sussidiario.net nella giornata di ieri, con la solita ironia e brillantezza che lo contraddistingue nei suoi scritti, ha voluto fare il punto post incontro Governo e sindacati, incontro che in fin dei conti, infatti é stata anche poco ripreso dai media, non ha portato a grandi ‘effetti speciali’. Così il Prof. Cazzola facendo un riferimento al ‘menù’ di Palazzo Chigi: ‘Il lunedì il Governo incontra i sindacati per parlare di pensioni; quindi è opportuno mantenersi leggeri e cibarsi solo di “bufale” (non fraintendiamo: si tratta delle pregiate mozzarelle). Ieri si è affrontato il tema della previdenza complementare: un settore destinato a rafforzare l’adeguatezza delle prestazioni, aggiungendo un pilastro a capitalizzazione individuale, finanziato per via contrattuale attraverso una riconversione del Tfr per dare consistenza alle posizioni degli iscritti attraverso una risorsa il cui utilizzo non comporta un incremento del costo del lavoro, salvo rendere esigibile le relative somme altrimenti scritte solo nel bilancio delle imprese“. di seguito riprendiamo alcuni tratti cruciali del suo scritto, pubblicato su il Sussidiario.net, ove volendo potreste leggere l’articolo completo, per far comprendere quanto é emerso dall’incontro e cosa si é deciso in merito alle misure tanto care ai lavoratori Quota 103, opzione donna, Quota 41.

Riforma pensioni 2023, il resocontro di Giuliano Cazzola

Nel corso dell’incontro si é parlato appunto di previdenza complementare senza enunciare grandi novità per invogliare le persone a metterla in atto, ma é mancato un confronto sulla previdenza obbligatoria che verrà ronviata alla Legge di Bilancio, ove l’esecutivo cercherà di optare per una qualche forma di misura previdenziale che non incida particolamente sui conti: “A quanto pare non si è parlato di previdenza obbligatoria, un tema che il Governo, nella Legge di bilancio, affronterà aggiustando le misure che hanno mantenuto in apnea il sistema in attesa di quella riforma di carattere strutturale evocata dai sindacati con la stessa visione messianica con la quale mia nonna, quando ero un bambino, preconizzava che io “avrei visto il socialismo”. Si parla di ritocchi per l’Ape sociale, per Opzione donna, per Quota 103. Poi – come hanno fatto tanti Governi prima dell’attuale – si è messa in circolazione una soluzione da libro “Cuore”: il part-time lavoro/pensione in corrispondenza dell’assunzione di un giovane. Una formula che non ha mai avuto un adeguato successo di adesioni“.

Nei giorni scorsi L’Inps ha presentao il suo XXII Rapporto,i media hanno focalizzato la loro l’attenzione su lavoro povero e salario minimo, il capitolo pensioni é rimasto defilato, in quanto é evidente che se si osservano i dati nella giusta direzione é più semplice capire perché il sistema fatichi a restare in equilibrio a causa del contesto e degli effetti devastanti dei cambiamenti demografici. Cazzola ben spiega: “Nel complesso, a seguito della grande recessione del 2007, dell’invecchiamento della popolazione e dell’implementazione di politiche lavorative e pensionistiche che hanno ridotto i salari e il numero dei contribuenti, tra il 2005 e il 2018, in tutti i principali Paesi Ue è cresciuta la dipendenza dal finanziamento a carico della fiscalità generale. Ciò indica che, nonostante le riforme adottate, il sistema previdenziale non è in grado di autofinanziarsi e questo è anche legato – come abbiamo accennato – al meccanismo della “ripartizione”, vigente nei principali Paesi europei, che prevede che i contributi dei lavoratori finanzino le prestazioni pensionistiche erogate nel medesimo arco di tempo.

Questo espone però il sistema previdenziale agli squilibri tra contribuenti attivi e pensionati beneficiari e alle dinamiche del mercato del lavoro. E mette in evidenza l’effetto devastante dei cambiamenti demografici. Il demografo Alessandro Rosina, consigliere del Cnel, nel suo ultimo saggio “Storia demografica d’Italia” lascia in braghe di tela tutti coloro che si rifiutano di capire il legame cruciale tra demografia, pensioni, mercato del lavoro e immigrazione. I trentenni di oggi – scrive – sono un terzo degli attuali cinquantenni. E i nuovi nati sono un terzo in meno degli attuali trentenni. Senza una vera strategia dell’immigrazione in combinazione con politiche famigliari inclusive, la prospettiva è quella dell’estinzione. Alla faccia della “sostituzione etnica”.

Il punto del Prof Cazzola é chiarissimo perché tende ad eliminare le possibili illusioni sulle future misure che il Governo potrebbe adottare, non resta che aspettare, soprattutto nel rispetto dei lavoratori che ancora sperano in qualche scorciatoia per accedere alla quiescenza, che l’esecutivo si decida realmente a ‘scoprire le carte’, affinché i lavoratori abbiamo modo di pianificare la propria vita e scoprire la loro sorte previdenziale. Come vi avevamo già detto nei giorni scorsi l’idea della pensione part time ha poco entusiasmato i nostri lettori, e dal canto loro le donne, invece, continuano a confidare nel ripristino dei requisiiti opzione donna.

82 commenti su “Pensioni 2024, post incontro Governo-sindacati del 18/9: Il punto del Prof. Cazzola

  1. E… chi ha versato contributi per prendere 100 € mese, deve prendere 100 non 600. Se ha bisogno gli si dia assistenza . Troppi hanno lavorato in nero e poi intestato le case ai figli…. E chi ha lavorato e pagato il giusto deve mantenere tutti..

  2. Abbiamo tanti giovani disoccupati…. Non ci servono i migranti…. M’hanno detto di estracomunutario con tre figli e moglie che prende sussidio di oltre 2000 € mensili, adesso ha pensato bene fare ricongiungimento suocera, gli hanno aggiunto altri 600 € mensili. Bella la vita senza aver mai pagato né un contributo né una qualsiasi tassa…

    1. e’ qui che casa l’asino!. Ma non dubitare avremo bisogno anche di loro perchè qualcuno dovra pur lavorare per mantenere le nostre pensioni. Semprechè non seguano le orme del padre.
      Ho un esempio simile al tuo anche di fronte a casa mia, non ha portato la madre ma a 4 figli e non ha mai lavorato un giorno.

      1. Ho parecchi esempi di giovani che alla fine trovano lavoro solo all’estero dopo aver inutilmente cercato in patria ed avere trovato solo sfruttamento è supponenza. A questo gli extracomunitari sono disponibili ms non è un successo.

    2. I migranti servono sicuramente per una sostituzione culturale con soggetti con un concetto di dignità del lavoro e del lavoratore enormemente più basso. Senza contare le recenti richieste dell’Unione delle comunità islamiche di autonomia nella gestione del diritto di famiglia in modo da sdoganare la poligamia e gestirla con tribunali loro. Di fatto progressivamente due stati sullo stesso territorio. Soldi ai disastrati del nord Africa subito, doveroso. Per i terremotati dell’Emilia del 2012 e gli alluvionali della Romagna di oggi i salti mortali delle vittime spesso per nulla. Per non dire sostegno alla natalità reale come nel nord Europa, risorse e progettualità zero salvo il caso come quello da te menzionato Poi per forza che gli extracomunitari sembrano indispensabili. A Napoli alcuni genitori della materna anni fa, per protesta, chiesero la cittadinanza del Congo. I primi a temere la sciaria sono proprio gli extracomunitari che fuori dal ghetto parlano chiaro e con paura.

      1. Esatto. Poi quelli che hanno bisogno sono loro è molto più di noi. È per questo vengono qui. Sempre a ragionare al contrario.

  3. Caro Matteo, la tua proposta è logica: lavoratore o lavoratrice devono essere alla pari e lavorare tutti con la retribuzione corretta in qualsiasi settore prestino il proprio servizio. Grazie. Lilli Reolon

  4. Ieri sera a radio 1 parlavano solo di migranti.. Ormai è diventato l’argomento per coprire tutti gli altri problemi gravi che hanno gli italiani…..

    1. Infatti, già li vedo come promotori di una soluzione migranti x le prossime europee. Sarà questo l’argomento principale da quì in avanti.

    2. Caro Guidobis, il governo (SIC) che abbiamo fa politica attraverso slogan elettorali, si occupa di tutto (feste rave, chi va a letto con chi, migranti, ipocrisia : esempio Meloni non è sposata ma pretende che tutti gli altri lo facciano), come vuoi che pensino al caro vita, a contrastare l’evasione fiscale, ai contratti di lavoro, alla pensione, alla strage dei morti sul lavoro; Un caro saluto. Lilli Reolon

  5. L’ITALIA DEI FURBI E L’ITALIA DEI FESSI ! VITALIZI e PENSIONI dopo nemmeno 5 anni di contributi. Un mondo a parte dove signori che hanno contribuito con qualche migliaio di euro si sono già incassati pensioni milionarie. ORA PERÒ BASTA ! TUTTI COLORO CHE HANNO GIÀ PERCEPITO PIÙ DI QUELLO CHE HANNO VERSATO DOVRANNO AVERE UNA PENSIONE “COMPLETAMENTE RICALCOLATA” ! .. SE È VERO CHE VIVIAMO TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO. UN SEGNALE CERTO PER LA SOSTENIBILITÀ, MA SOPRATTUTTO PER L’ EQUITÀ, LA RECIPROCITÀ .. LA NORMALITÀ !

    1. Davanti al sopruso del potere le vittime possono solo urlare razionalità invocando ad esempio, come giustamente fai tu, la distinzione tra diritto acquisito e sopruso di fatto acquisito. Il secondo non può avere spazio in uno stato di diritto. Poi molto bene il criterio per distinguere la metamorfosi per cui chi esce da un calcolo tecnicamente previdenziale passa dal diritto al non diritto e deve avere la pensione ricalcolata. Chiaramente, avendo esaurito gli effetti pensionistici la sua pensione sarà a zero salvo transitare nel mondo dei sussidi se opportuni.

    2. quanto hai ragione , se penso poi che gran parte dei nostri contributi serve a sostenere tali privilegi e diritti acquisiti….. meglio non pensarci…..

    3. Sono d’accordo, ma chi applicherà queste regole? ma poi ci sarà la rivolta dei pensionati … e sono tanti (anzi sono quasi più dei lavoratori) … e guai a toccare i loro interessi.

  6. Il problema è che politici e sindacati continuano a prendere in giro i lavoratori non avendo il coraggio di dire la verità e cioè che nel giro di qualche anno le pensioni non esisteranno più venendo progressivamente allungata l’età pensionabile e ridotti gli importi anche a causa dell’inflazione. Rimarranno però obbligatori i contributi per poter mantenere quelli che in pensione ci sono già. Quando il lavoratore causa gravi patologie non potrà più lavorare gli verrà riconosciuto un sussidio di invalidità fino alla morte. Sarebbe più onesto dire fin da ora la verità invece di girarci intorno con mirabolanti promesse. Cari colleghi lavoratori, ci hanno fregato!

  7. Quindi, allo stato attuale, scordatevi di cancellare la Fornero, sempre che ci si metta tutti d’impegno a sfornare figli che tra vent’anni entreranno nel mondo del lavoro e sosterranno con i loro contributi le pensioni odierne. Questo è il sunto dell’editoriale di Cazzola.
    Ci sarebbe da chiedersi: Ma dov’erano Meloni, Salvini, Berlusconi, quando hanno promesso di tutto e di più prima delle elezioni ? Non lo sapevano che è dagli anni 80 che non c’è più il baby-boom ? L’hanno scoperto solo dopo il 25 settembre 2022 ? Perchè promettere ciascuno, opzione tutti, quota 41, pensione minima a 1000 euro prima delle elezioni ? Quale opinione hanno dei cittadini italiani, che siamo tutti ignoranti ? Alla fine, dopo tante critiche e demagogia, anche loro devono inchinarsi alla Sig.ra Fornero che con 10 anni di anticipo aveva previsto quello che loro scoprono oggi. Alla buon’ora. E da elettore qualunque, mantengo la mia opinione: Preferisco chi non promette nulla rispetto a chi promette tanto sapendo di non poter mantenere nulla. E’ una questione di rispetto personale che devo a me stesso. Voi potete continuare a farvi prendere in giro all’infinito.

    1. Caro Franco Giuseppe, che lo sapessero prima di venire eletti non credo proprio, ma perché non hanno compreso la situazione dopo che al governo c’erano. Quello che non capisco è come è sia stato possibile per molta gente credere che quello che andavano promettevano, gli stessi che ora si lagnano di tutte le manchevolezze della loro azione di governo. Non so più cosa pensare. Un caro saluto. Lilli Reolon

    2. Caro Franco Giuseppe, che lo sapessero prima di venire eletti non credo proprio. Quello che non capisco è come è sia stato possibile per molta gente credere che quello che andavano promettevano, gli stessi che ora si lagnano di tutte le manchevolezze della loro azione di governo. Non so più cosa pensare. Un caro saluto. Lilli Reolon

      1. lilli, il politico dice sia cose vere; anche cose che sembrano vere e anche tante b…..e; sta a noi analizzare quello che dice; hanno anche persone esperte di comunicazione che gli dicono cosa dire e cosa non dire; poi tra il politico che promette e quello che non promette ma non fa nulla io preferisco quello che promette poco ma poi lo fa; questa è la mia opinione saluti a te e ai gestori del sito

  8. Una curiosità, son 3 giorni che giro in autostrada in cerca dell’uscita indicata dal cartello ma non lo trovo. Qualcuno è così gentile di darmi qualche indicazione?
    Grazie

      1. Max, il mio senso dell’umorismo non mi fa comprendere quello che hai scritto, ma la mia rabbia si! Complimenti Lilli Reolon

  9. Ci riprovo oggi sperando di essere più fortunato, i nostri soldi sono sparIti perchè sono serviti a pagare quelli che nei primi anni 2000 sono andati in pensione con delle agevolazioni assurde,cose che ho visto personalmente un grande ente statale mandava in pensione operai con 28 anni di contribuzione, 5 di scivolio..e soprattuto gente che aveva 48 anni di età! quindi sono la bellezza di 23 anni che percepiscono pensioni profumate (anche di 1700€ al mese) fate voi i conti che siete più bravi e capirete perchè a noi stanno tirando il collo!

    1. Ecco…. Loro si aspettano proprio queste giustificazioni per imporre misure distruttive nei nostri confronti…..
      mettere gli uni contro gli altri !
      Le mangiatoie sono ben altre !

      1. Caro Max hai proprio ragione, oramai non c’è nemmeno l’ombra di una solidarietà tra lavoratori e lavoratrici, siamo tutti soli. Grazie ai gestori del sito che ci fanno interagire. Cari saluti. Lilli Reolon

  10. Buon pomeriggio! Condivido pienamente quanto asserito dal demografo Alessandro Rosina e dagli esperti previdenziali, che bisogna, cioè, tenere in grande considerazione, il legame cruciale tra demografia, pensioni, mercato del lavoro ed immigrazione, per quanto riguarda il tema delle pensioni. Grazie infinite a tutti!

    1. ANCH’IO CONDIVIDO I DATI e propongo di:
      1) ricalcolare tutte le pensioni superiori ai 2500 euro netti e verifichiamo se sono congruenti con quanto versato. Nel caso non lo fossero le ricalcoliamo col sistema contributivo.
      2) Anni di lavoro uguale per tutti per accedere alle pensioni senza alcuna distinzione: politici e casta compresi, Stessa cosa per arma, polizia, pompieri, aeronautica ecc. ecc.
      3) Eliminare il vitalizio.
      4) ridurre lo stipendio e le pre-band dei politici istituendo un limite massimo di 5000 euro mese.
      5) ridurre la spesa pubblica.
      6) Eliminare le spese superflue – barbieri, pranzi, ecc. ecc.
      7) mandare in pensione chi ha contributi pari a 40 anni.
      8) vendere la RAI.
      9) Tetto massimo per un dipendente pubblico (quale che sia il livello o max 5.000 euro netti mese. Tutto compreso.

  11. purtroppo i dati parlano chiaro: quando siamo nati noi nascevano 1 milione di persone all’anno, ora sono 400 mila all’anno; quindi gli stranieri, che ci piaccia o no, sono fondamentali; io aggiungerei anche ciò che dice il dott. Perfetto sulla tecnologia digitale e sulla necessità di far pagare i contributi alle macchine ( detto in parole povere);i nostri politici , invece di essere già in campagna elettorale per le europee del 2024……………………..; ma questo è un altro discorso; saluti ai gestori del sito

    1. Caro Paolo, condivido che gli stranieri sono importanti e dicenteranno indispensabili (sempre che siano regolari e paghino tasse e contributi) ma oggi, recandomi in ospedale nelle ore di lunga attesa, mi sono chiesto ma tutta sta gente straniera che non lavora e che passa davanti a me, chi la mantiene??
      Chi paga i servizi sanitari che gli stiamo garantendo?
      Chi paga gli alimenti che gli passa il comune ogni mese?
      Non vorrei essere frainteso… è giusto che i servizi vengano erogati e che la vita delle persone viene prima di ogni altra cosa, ma credo che la domanda sia lecita.

      1. hai posto dei bei quesiti; sicuramente i lavoratori dipendenti e i pensionati con le trattenute in busta paga e pensione; mi viene in mente quando raccontavano che Al capone in America finì in galera per evasione fiscale, non perchè aveva ucciso decine di persone; in Italia…………………………….; il mio riferimento sugli stranieri è relativo al calo demografico e conseguente problema pensionistico; saluti a te e ai gestori del sito

      2. Elviro, da anni l’occupazione in Italia è composta anche da immigrati che contribuiscono al PIL e non hanno il diritto di voto. In Italia il tasso di natalità non accenna a salire da anni , quindi abbiamo bisogno di lavoratori e lavoratrici stranieri. Vedi quanto ha scritto Paolo Prof in materia, Un caro saluto. Lilli Reolon

    2. Piano con gli stranieri fondamentali perché non portano solo figli ma anche disponibilità allo sfruttamento e cultura a volte pesantemente disomogea rispetto alla nostra. Occorre integrazione e quella vera costa. Non a caso in Europa avanza la dx perché gli stranieri si ghettizzano e i ghetti sono bombe a orologeria.

      1. Parole sagge, considerando che è stato stimato che in Italia l’ intelligenza artificiale causerà una disoccupazione di oltre 8 milioni di lavoratori, e non solo nel campo intellettuale.

      2. ripeto Bernardo, con l’attuale situazione di nascite ci vogliono; ma soprattutto quello che dice il dott. Perfetto è fondamentale; purtroppo paghiamo situazioni non di quota 100 come dice qualcuno ma ben prima quando persone di 40-45 anni andavano in pensione e molti adesso hanno 70-75 anni e godono la pensione da 30 anni; saluti ai gestori del sito

        1. Ripeti pure ognuno ha diritto alle sue opinioni. Io i sistemi lì valuto in modo sistematico e non un elemento alla volta. Gli extracomunitari non fanno solo figli. In un altro commento che sarà da qualche parte nel filtro automatico ho aggiunto altri elementi. Saranno indispensabili quando gli indigeni avranno sufficiente incentivazione alla fecondità e almeno i loro diritti, tolleranza generale compresa. A quel punto però dovranno essere integrati magari con un percorso che culmini con giuramento di fedeltà alla costituzione.

      3. Prego Bernardo, con la strage dei lavoratori, la costante morte per mano violenta di maschi di donne, con l’evasione fiscale, non siamo poi cosi civili. Tuttavia l’Italia deve essere migliore del suo stato attuale. E, visti i pochi figli per donna- trend inarrestabile- di immigrati che lavorano abbiamo bisogno per la crescita del PIL. E visto che non abbiamo un passato coloniale non c’è rischio di creare ghetti. ma un paese dove tutti possano vivere un vita dignitosa. Chiedo troppo? Un caro saluto. Lilli Reolon

    3. Caro Paolo Prof
      Vediamo un po come la pensi.
      Molti di noi che commentano si sentano un pochino “professori” facciamo così .. facciamo cosà … anche in fatto di conti previdenziali senza avere le basi necessarie ma solo tanta, tanta GIUSTIFICATA rabbia.
      Come la avevo io quando osservavo il comportamento del datore di lavoro “incapace” che nonostante avesse investito decine e decine di migliaia di euro alla ricerca di un nuovo Direttore Generale per turare le falle, poi il metodo adottato era sempre quello: porre la forza lavoro in cassa integrazione a zero ore e alla fine fuori dalle b..

      Morale i lavoratori finivano a casa a spese dello Stato, mentre il nuovo dirigente generale restava al suo posto con macchina aziendale sempre più grossa stipendio immutato o ancora rafforzato e i problemi a distanza di anni IRRISOLTI.

      Ora, semplificando, quei lavoratori che in genere si ritrovano espulsi in età avanzata, coloro che non trovano più lavoro segregati nel limbo della attesa di qualcosa che mai arriva, dopo aver consumato tutti i sussidi garantiti dallo Stato restano solo prigionieri della rabbia.
      Incavolati a dismisura, alcuni di loro, se la prendono in particolare: col governo di turno accusato di essere bugiardo, con quei sindacati che magari glorificavano negli anni delle conquiste e ora anche con i lavoratori pensionati a caua dei “diritti acquisiti”.

      Ma allora sorrido, non perché io sia riuscito a pensionarmi con le regole che ho trovato, ma perché sento alcuni dire: riforma a costo zero, ricalcoli di tutte le pensioni in essere, alle prossime elezioni sparirete ecc. ecc.
      Ma dimenticano che quando arrivasse l’ora di ricalcolare gli assegni, il metodo potrebbe non essere il loro, ma quello già sperimentato in Grecia dove tutti i si ritroveranno più o meno nello stesso calderone … ovviamente Direttore Generale a parte col suo bel fiammante macchinone.

  12. Smettiamo di credere in una riforma delle pensioni come vogliono i sindacati ossia flessibilità in uscita a 62 anni o le varie quote 100-101-102-103 ecc che servono solo a far incazzare migliaia di lavoratori ma poi questi quote sono talmente penalizzanti che pochi di noi le useranno. Battiamoci invece per una cosa piu’ realistica fissare un tot. di anni senza contare l’età per salvaguardare gli amici precoci che hanno iniziato giovanissimi a lavorare, fissare un OD decente per le notre signore che si meritano di uscire un po prima dal mondo del lavoro senza troppe penalizzazioni, una pensione in base ai contributi versati per gli over 60 che sono senza lavoro da tempo e infine abbassare l’età della pensione di vecchiaia da 67 a 65 per allinerci agli altri paesi europeri. Solo questi piccole variaziopni possiamo aspettarci in questi periodi di magra,.

    1. Caro Stefano, abbassare da 67 a 65? è già un miracolo se non la alzano prima del 2026; e nel 2027, ai miei 67 anni, sarà 67 e 3 mesi; speriamo in bene; saluti a te e ai gestori del sito

    2. Le quote 100-102-103-104 correlate all’età di 62 anni altro non sono che dosi di metadone per fingere di realizzare quanto promesso in campagna elettorale …… scandalosa la quota 100 con soli 38 anni di contributi ….. e anche le seguenti non si discostano molto……forse più giusto sarebbe stato stabilire 42 anni di contributi per tutti/tutte…. erga omnes…… invece …… divide et impera ….. con finte opposizioni sindacali …..
      Gli anni di contribuzione previdenziale spesso ridotti rispetto agli anni di lavoro ……. per propria o altrui volontà ….. si vorrebbero “ininfluenti” e spesso chi decide e chi vota o ha votato in parlamento o è già in pensione con il metodo retributivo e/o non ha una congrua contribuzione previdenziale acquisita ….. i parlamentari hanno un percorso previdenziale in ogni caso privilegiato ….. anche i vertici governativi attuali che hanno votato la legge monti/fornero e prima la legge sacconi ……. che le votarono non le hanno nemmeno lette …… l’unica preoccupazione che avevano era mantenere il sistema …. in particolare per loro.

  13. Visto i disastri che stan combinando figuriamoci se pensano alle pensioni.Non sono in grado.Veramente degli incapaci colossali.Fac59

    1. Caro Marco, sono del tuo parere. Incapacità ed incompetenza non servono per governare: la gente se ne accorgerà? Un caro saluto. Lilli Reolon

  14. Come giustamente fa notare Guidobis, i soldi che abbiamo versato in questi anni di lavoro, SONO NOSTRI e se lo Stato li ha sprecati in altre cavolate (per non usare altri termini), non dobbiamo essere noi a rimetterci ancora. 40 anni di lavoro sono tantissimi, troppi !!!
    Questo Governo aveva promesso quota 41 x tutti; Meloni, Salvini e combriccola, si devono vergognare. Per quanto riguarda tale cazzola, mi piacerebbe sapere quanti anni ha lavorato (veramente) in vita sua e a quanti anni è andato in pensione. 😡😡😡

  15. Io proporrei una norma semplicissima; coloro i quali raggiungano l’eta’ anagrafica di 62 anni se maschio o 58 anni se femmina e con un minimo di anni di contributi ipotizzabile in 35 per gli uomini e 30 per le donne deve avere la possibilita’ di scelta se andare in pensione o continuare a lavorare.
    Dopodiche’ il lavoratore si fara’ i suoi calcoli e valutera’ di conseguenza la decisione da prendere.

    1. Massimo te la sei costruita su misura?
      Se una persona ha iniziato a lavorare da giovane diciamo a 15 anni, perchè non puo ritirarsi dopo 37 anni di lavoro. Dopo tutto ha versato più anni perchè non gli vuoi dare la stessa possibilità?

      1. Te lo spiego io: perché il pensionamento non è un disinvestimento finanziario. Se tu hai avuto la fortuna di cominciare a lavorare da giovane avrai avuto tante possibilità di avere una vita economicamente autonoma senza dovere chiedere aiuti alla famiglia. Arrivati a una certa età è stanchi di lavorare pure se hai pochi contributi, figurati che l’altro giorno il medico che mi ha visitato si è permesso di chiedermi quanti anni avessi invece di chiedermi quanti anni di contribuzione.

      2. Be diciamo che con tutto il rispetto per gli anni di contributi versati e soprattutto per la giovinezza che ha dedicato al lavoro mentre altri magari studiavano o si divertivano non sarebbe una cosa poi così assurda. Però obiettivamente un cinquantaduenne che va in pensione lascia spazio quantomeno ad un ragionamento un po’ più approfondito. Un caro saluto

    2. Caro Massimo, non è fattibile perché in questa tua proposta c’è discriminazione di genere, abbiamo già un infrazione aperta con l’europa dal 2014. Facciamo 58 anni per tutti con 35 anni di contribuzione la chiamiamo “OPZIONE TUTTI” ed essendo un opzione ognuno può decidere se aderire o meno, se invece lo desidera può continuare con i limiti fornero beneficiando però del calcolo misto.

    3. sai che scelta ti danno caro Massimo? te la spiego: ti lasciano terminare il lavoro; ti dicono più volte: sei sicuro perchè i requisiti non li hai; sono sicuro; bene, diciamo che tra 1 anno hai terminato il lavoro; e tu rispondi bene; gli domandi: quando mi arriva la pensione? non hai i requisiti, mangiati la pensione integrativa; e quando mi arriverà la pensione? se non raggiungi i requisiti aspetti i 67 anni o se passa la proposta tridico anche prima ma non passa; caro Massimo, adesso funziona così; senza oneri per lo stato; questa frase la dicono tantissime volte; saluti a te e ai gestori del sito

  16. Smettiamo di credere in una riforma delle pensioni come vogliono i sindacati ossia flessibilità in uscita a 62 anni o le varie quote 100-101-102-103 ecc che servono solo a far incazzare migliaia di lavoratori ma poi questi quote sono talmente penalizzanti che pochi di noi le useranno. Battiamoci invece per una cosa piu’ realistica fissare un tot. di anni senza contare l’età per salvaguardare gli amici precoci che hanno iniziato giovanissimi a lavorare, fissare un OD decente per le notre signore che si meritano di uscire un po prima dal mondo del lavoro senza troppe penalizzazioni, una pensione in base ai contributi versati per gli over 60 che sono senza lavoro da tempo e infine abbassare l’età della pensione di vecchiaia da 67 a 65 per allinerci agli altri paesi europeri. Solo questi piccole variaziopni possiamo aspettarci in questi periodi di magra,.

  17. Il prof. Cazzola potrebbe essere un ideale marziano, nel senso di abitante di Marte, vista la situazione demografica del pianeta rosso…non c’è manco un alieno a cui pagare la pensione!! Lì non c’è bisogno di complesse previsioni, nè di risorse economiche da reperire. Il top per lui!!
    Bisognerà pur cominciare a fare qualcosa per raddrizzare questo sgangherato sistema previdenziale, no?!…Se non per noi, almeno per i nostri figli!! O continuiamo tutti gli anni a fare infuriare e imbestialire milioni di lavoratori che hanno lavorato duro e versato fior di contributi per decine di anni….continuando ad essere puntualmente penalizzati al momento cruciale???

  18. La cosa che più mi ha colpito (probabilmente per la sua forza suggestiva) è forse la locuzione ‘mantenere in apnea il sistema’ (sostanzialmente in merito al fatto che il governo – o meglio, i governi tutti – rinviino ormai da oltre un decennio la questione semplicemente di anno in anno senza offrire giammai alcuno sbocco che abbia caratteristiche seppur minime di strutturalità). Perdipiù, la decisione per così dire ‘tampone’, valida al massimo per 12 mesi appena, viene ogniqualvolta intrapresa in “zona cesarini”, cioè quando ci sono già gli alberi di Natale nelle case. E già… Questo paese è in … ‘apnea forzata’, e lo è da decisamente troppo.
    Mi chiedo (e ci sarebbe da chiedersi) quanto manchi al soffocamento definitivo.
    Mi chiedo pure, quando si inizierà eventualmente a riflettere collettivamente su soluzioni che ineluttabilmente avranno caratteristiche radicali, al fine di poter restituire al paese e quindi alla ns collettività un minimo di autodeterminazione, evitando l’altrimenti incontenibile scivolamento all’interno del baratro nel quale sostanzialmente già ci troviamo.

    1. Hai ragione Antonello! Siamo quasi ad Ottobre ed io spero ancora che proroghino quota 103, un giorno leggo che la danno per certa un altro giorno non si sa, e siamo quasi a fine anno, per me uscire l’anno prossimo con quota 103 (in realtà sarebbe 104, 62 anni e 42 di contributi) invece che nel 2025 con la Fornero mi cambia tanto, un minimo di pianificazione ci vuole ed invece sono sempre in ansia sperando in sta proroga…
      Questi decidono sotto Natale per rovinarti pure le feste..

      1. caro don è una partita a più fronti: da una parte Giorgetti che oltretutto adesso , con il rialzo dei tassi ha ancora maggiore debito pubblico; dall’altra i partiti che devono accontentare più persone che possono; e in mezzo ci siamo noi che speriamo; 103? mezzo miracolo, più 104; come diceva l’ultimo articolo a fine settembre qualcosa di più ma poi novembre-dicembre; saluti a te e ai gestori del sito

  19. Si potrebbero recuperare fondi dai vitalizi per esempio…. e invece noi dobbiamo aspettare di avere il bastone e loro, compresi parenti, affini, collaterali ecc., godono di privilegi ASSURDI, INAMMISSIBILI.

  20. il Prof cazzola ha ragione quando chiede al Governo di scoprire le carte: le imprese non sanno di quante e quali lavoratori potranno disporre il 1 Gennaio (fra neanche 4 mesi) e per preparare a certi lavoro di vogliono mesi (se non anni di preparazione). questo è un altro punto che ci vede perdenti sulla concorrenza dei Paesi terzi. tutti sappiamo che si dovrà andare con il sistema contributivo ed allora si faccia (come già prevede la riforma Dini) senza tergiversare. almeno si conosceranno le condizioni operative: verrebbe da dire “la peggior riforma e meglio della Non riforma” , ma ci stiamo avvicinando sempre più alla non riforma !

    1. Veramente sono stata io a chiedere al Governo di scoprire le carte, forse ha frainteso il mioinciso con le parole del Professore.

      1. ha ragione bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: è decisamente anomalo che a fine settembre le aziende non possono programmare le politiche del personale e milioni di persone vivano nell’incertezza, perché non si ha il coraggio di applicare subito il contributivo o altre misure sostenibili accettando di perdere qualche consenso ma dando certezze agli operatori (meglio una cattiva riforma che una non riforma) grazie ancora per aver sottolineato l’imprecisione

  21. carloc cl1960
    Ma quale punto chiarissimo quello del “Prof.” Cazzola !!!!
    Spiacente, ma sono altre parole fumose come quelle dei politici: TUTTI, nessuno escluso.
    Purtroppo il punto è che il sistema a ripartizione (già criticato più e più volte in questo sito), è un sistema studiato alla vasellina “ab origine”, e noi lavoratori ce ne rendiamo conto troppo tardi !!! Questa è la cruda verità.
    Con un sistema a capitalizzazione, i vari governi avrebbero potuto trovare una fonte di autofinanziamento VERA e PULITA (come il TFR nelle aziende) anziché uno scriteriato bancomat come gli è consentito di fare da sempre !!

    Avrebbero potuto risparmiare nel tempo ingenti interessi sul debito pubblico ed avrebbero avuto un grande cappio contro gli enormi sprechi di denaro pubblico perpetrati in decenni di malefatte, mentre i lavoratori avrebbero potuto tranquillamente accedere alla pensione in quanto nel salvadanaio i propri soldi ci sarebbero ancora stati.
    Ora invece si trovano in un imbuto dal quale non riescono più ad uscire; solo che l’imbuto si stringe ancora avverso i lavoratori che ne stanno subendo TUTTE le conseguenze.
    Ricordatevi tutti che l’Inps doveva essere un salvadanaio con dentro i nostri soldi, che invece non ci sono più.
    Purtroppo anche le mie sono solo ….. amare parole.
    carlo cl1960

    1. A me pare molto chiaro invece: inutile graci intorno con la situazione demografica attuale altroché pensioni anticipate…..

      1. In tutti i Paesi progrediti i soldi che ho pagato per la previdenza sono MIEI.
        La pensione anticipata senza gravare INPS è fattibile. La situazione demografica in c’entra nulla, anzi, secondo studi recenti, il ritardo della pensione peggiora la situazione.

      2. In Italia c’è un tasso di disoccupazione elevato … cominciassero ad assumere i giovani (tasso di disoccupazione giovanile 23%

  22. E naturalmente questi signori dall’alto delle loro pensioni retributive fuori da ogni logica non rinunciano a niente, ma pontificano sempre su quelle degli altri, prima facessero un gesto di buona volontà sulle loro pensioni visto la crisi perenne che ci prospettano e poi possono anche elargire consigli.

    1. Grande Don col sedere nel burro facile dare sentenze e consigli….Lui poi è un insopportabile arrogante e non aggiungo altro

    1. Basta, 41 per tutti uomini donne per qualsiasi lavoro dall’esercito al giocatore di calcio all’infermiera ed al consigliere regionale.

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