Pensioni 2024, richieste al Governo: riscatto anni mancanti e uscita flessibile dai 62 anni

Ieri abbiamo pubblicato un articolo in cui facevamo il punto della situazione sulle possibili proposte del Governo e sullo stato dell’arte, abbiamo poi chiesto ai lavoratori quali misure a loro dire verranno approvate nella prossima Riforma pensioni e quali invece gradirebbero.

Tra i moltissimi commenti che abbiamo ricevuto, e vi ringraziamo per tenere vivo il dibattito anche ad Agosto, tra i desiderata per la maggiore vanno sempre: la flessibilità in uscita dai 62 anni, la Quota 41 libera da ‘paletti’, il ripristino di opzione donna. Poi le persone gradirebbero una riforma maggiormente strutturale perché sono esausti di inseguire la pensione, così è stato, ci raccontano, con Quota 100,102, 103, un avvicinarsi ai requisiti e poi vederli spostare in avanti senza mai raggiungerli. Se ci fermiamo invece a cosa farà a loro dire il Governo Meloni molti lavoratori sono pressoché rassegnati, nulla, dicono alcuni, altri sostengono che al se andrà bene al più prorogheranno quota 103 e l’Ape sociale, ma per il resto nulla verrà fatto.

Pensioni 2024, le richieste al Governo per la prossima riforma

Poi tra i vari commenti ne abbiamo selezionati alcuni che potrebbero aprire ad interessanti spunti di riflessione: uno, quello di Claudio, concerne la richiesta al Governo di poter riscattare anni passati di lavoro, non versati dai precedenti datori di lavoro, ma certificati dai libretti di lavoro. Un secondo, quello di Rino, fa riflettere su una delle ultime affermazioni di Bankitalia che riporta, ove si evince che il calo della natalità potrebbe essere ancorato alla tarda età della pensione, e dunque, tra le righe invita il Governo ad abbassare l’età di accesso alla quiescenza, un terzo è un quadro pessimistico, ma anche un bel quadro d’insieme fornito da Antonello che analizza criticamente la questione ‘riforma pensioni’ ed il gran parlare che intorno si genera. Vi lasciamo alle loro parole:

Pensioni 2024, Riscatto contributi mancanti caduti in prescrizione: la Testimonianza e la richiesta di Claudio

Claudio: “Salve, sono Claudio di Genova, vorrei porre all’attenzione dei gestori del sito e di chi legge la problematica dei contributi mancanti di anni passati, che secondo la normativa vengono considerati caduti in prescrizione. Nel mio caso mi mancano 2 mesi del 1980 e tutto il 1981 ,avendo comunque tutte le buste paga , i modelli 101 ,102 e il timbro sul libretto di lavoro. Ho la pratica col CAF da 2 anni di riscatto di quegli anni inviando all’INPS tutte quelle prove dette sopra, ma dal CAF mi è stato detto che tengono le pratiche bloccate perché avrebbero delle sentenze in tribunali a loro favore che non li obbligano ad accettare i riscatti dei contributi prescritti. Non parlo solo per me perché ce ne sono sicuramente in tutta Italia di casi simili e sino a un po di anni fa l’Inps permetteva i riscatti ,inoltre con quegli anni rientrerei ne lavoratori precoci con già 41 anni di contributi. Vorrei che venisse trattato questo argomento perché a me sembra un’altra furbata per evitare che la gente vada in pensione, dato che non capisco ,dando le prove che ho lavorato, e pagandomi i contributi, il motivo del blocco che per altre richieste permettono ,come il riscatto della laurea ,anche a distanza di tantissimi anni. Mi spiace vivere in uno Stato dove per tanti reati anche abbastanza gravi per burocrazia o cavilli legali la prescrizione dei 10 anni premia i colpevoli non condannandoli mai più, e chi ha lavorato onestamente gli si toglie un diritto. Scusate lo sfogo e grazie”.

Riforma pensioni 2024, la richiesta: anticipare l’età pensionabile, Bankitalia e di dati

Rino: Chiedo ai gestori del sito di coinvolgere in una discussione pacata e ragionata i vari esperti sulla ricerca fatta da Bankitalia che sostiene che il calo della natalità è dovuta all’innalzamento dell’età della pensione. Non credo che i tecnici di Bankitalia siano degli sprovveduti. Guardate che è GRAVISSIMO QUANTO SOSTENUTO DA BANKITALIA.

Dello stesso parere Laura, che chiede venga concessa la pensione almeno dai 62 anni, soprattutto coloro che svolgono alcune mestieri  “Sono un operatore sanitario di 62 anni. Dopo tre anni di reparti covid , morti, e grande paura, come minimo un governo etico e democratico dovrebbe premiare il nostro lavoro. Loro beati a Casa e noi a rischiare la vita , mandateci in pensione”.

Poi dalla sua Antonello fa il punto critico della situazione all’8 agosto e trae le sue conclusioni su quanto farà, a suo dire, l’esecutivo nel prossimo futuro:

Pensioni 2024, Quali misure approverà il Governo?

Antonello: Questo “gran parlare” della “riforma delle pensioni” è deleterio. Più si parla e meno si fa. È evidente di come non si abbia alcuna voglia reale di mettere in campo alcunché, ma solo di favorire interessate chiacchiere. Tutto ciò – in sostanza – rappresenta l’ovvio antipasto dell’ennesima misura destinata – per definizione – a durare al massimo 12 mesi, che è per l’appunto l’antitesi di una riforma strutturale qualsiasi. In realtà è esattamente questo l’obiettivo: mettere in campo dopo gran parlare continue misure meramente transitorie, di durata al massimo annuale, sempre però con ostacoli lievemente crescenti. Alla fine saremo ritornati al punto di partenza, e cioè i 67 anni d’età ovvero i 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva per gli uomini ed i 41 anni e 10 mesi per le donne. Piano piano, senza troppo clamore, la gente accetterà il punto di partenza, magari ringraziando pure perché si è evitato un ulteriore appesantimento rispetto a quel punto, che sarà al tempo stesso quello iniziale e finale. Diciamo che i cardini della questione sono: misura avente al massimo validità annuale, leggero progressivo aumento dei requisiti anno per anno, eliminazione di una misura temporanea (stavolta è toccato a opzione donna) alla volta, e … voilà il gioco è fatto. Nessuna riforma, e nessuno che protesta. Geniale. E … non illudetevi, non toglieranno neppure l’aspettativa di vita, e quindi anche il punto iniziale (che coincide con quello finale) si sposterà pian piano progressivamente in avanti. Ovverossia: come non fare nulla, promettendo ogni anno di fare tutto. Aspettando Godot (personaggio che non arriverà mai, poiché non esiste).

Ringraziamo tutti per le considerazioni, e chiediamo se esistono casi analoghi a quelli del Signor Claudio, nel caso raccontateci la vostra storia nella sezione commenti del sito.

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46 commenti su “Pensioni 2024, richieste al Governo: riscatto anni mancanti e uscita flessibile dai 62 anni

  1. Quando un popolo non ha più un traguardo da raggiungere perde la speranza e la motivazione perché sa che non potrà realizzare nessun sogno che si era prefissato e quando si sa di non avere più diritto a sognare subentra la frustrazione e con la frustrazione il dissapore, la rabbia, l’astio l’odio e la voglia di trovare un modo per vendicarsi, si acerbano gli animi e dalla depressione si passa all’esasperazione. Guardate i volti tirati delle persone che vi passano accanto ogni giorno. Maledetti carcerieri avete torturato e ucciso il popolo del presente e del passato.

  2. Non è questione di Sindacati , perlomeno non di tutti , così come le persone alcuni non vogliono lottare , dando per scontato che tutto cmq debba accadere a prescindere : perciò la politica tutta eguale, il sindacato tutto eguale, le persone non più disponibili ad andare in piazza e protestare .. quanti tra quelli che si lamentano e non lottano sono disposti a perdere giornate di lavoro ( settimane come in Francia ) per portare la protesta sulle piazze ?? Volete la riforma ed un paese più giusto??

  3. Le riforme per un argomento così sensibile e delicato come quello previdenziale si costruiscono con la volontà, e anche col cuore. Poiché stai andando a toccare la vita stessa di ciascun componente della tua comunità, le aspettative, i bisogni, i sogni. Ed anche quelli dei loro figli, e l’ambizione di questi ad essere a loro volta adulti, e poter avere una famiglia, dei figli, un futuro sereno. Programmare le cose. Ma se in quella comunità vige il principio che le cose vengono decise altrove, al di fuori della comunità stessa, e che qualsiasi governo che regga le sorti comuni non abbia alcuna reale possibilità di cambiare i paradigmi delle cose, perché imposti automaticamente da forze e princìpi esterni rispetto alla comunità di persone, e questi principi dettati non da esigenze sociali, secondo regole condivise, create sulla base di norme nate a seguito della sofferenza conosciuta nel tempo all’interno della comunità in questione, bensì imposti a tavolino da consessi staccati da questa, non direttamente soggetti al controllo dei cittadini, questo è il risultato. Il paese deve riprendere la propria capacità di autodeterminazione. Altrimenti è perso.
    Noi, altrimenti, siamo persi. Nessuno ci regalerà niente. Avremo solo norme utili ai bilanci, e ad avere i conti in ordine, tendenti alla perfezione ragionieristica, ma difettose anche solo dei più elementari principi macroeconomici, oltreché aventi effetti nefasti sulla serenità e l’autostima stessa di quella comunità. Prima lo capiamo, insieme, e meglio è.

  4. La quota 100 poi quota102 poi103 ora tocca fare la quota 105 .che bel paese non vedo l’ora di lasciarlo appena potrò.

    1. bruno, non esagerare; 105? no, si accontentano di 104; quale combinazione: magari 64 e 40 ma meno di 41 non vanno e quindi 63; vedremo a dicembre; saluti a te e ai gestori del sito

      1. Mi ero promesso di leggere gli articoli e seguire i commenti (alcuni interessanti) ciò nonostante mi sento in obbligo di rispondere alla scrivente Erica che come giustamente fa notare al Sig. Giovanni qualora non gradisca può esimersi da certi commenti per onestà intellettuale dovrebbe pubblicare altri commenti espressi in tono educato e democratico che altresì non vengono ammessi o quantomeno spiegarne le motivazioni. Se anche queste mie affermazioni non venissero pubblicate o non trovassero risposta in questo caso i miei dubbi diventerebbero certezze. Mi auguro che persone colte a cominciare dal Dottor Perfetto o altri trovino qualche ritaglio di tempo per rispondere alle mie affermazioni per far si che anche altri nel prosieguo rinuncino a scrivere per scarse delucidazioni che in passato avete coerentemente sempre sostenuto. Grazie.

        1. Sig. Luigi, ha ragione nell’affermare che non tutti i commenti vengono pubblicati. Le do ragione, perché tra i commenti non pubblicati ce n’è anche qualcuno dei miei. Per quanto mi riguarda, non do peso alla mancata pubblicazione dei miei commenti, se non altro, nello scriverli, ho avuto modo di poter chiarire i concetti a me stesso.

          Comprendo bene, invece, il senso di disappunto (quasi di frustrazione) che il lettore potrebbe provare qualora il proprio commento, pur espresso in toni “educati e democratici” come dice lei, non venga pubblicato. Conoscerne la motivazione allevierebbe certamente la sensazione di disappunto, di frustrazione, di rabbia.

          Non sappiamo perché alcuni commenti non vengono pubblicati. Sarà perché il software lascia passare solo i commenti brevi e non quelli lunghi? Sarà perché i Redattori del sito non hanno il tempo materiale per moderare i commenti lunghi? Sarà perché il commento è appropriato secondo la valutazione del lettore ma non è appropriato secondo la valutazione dei Redattori? Insomma, non lo sappiamo. Ma, a questo punto, ci interessa davvero saperlo?

          Piuttosto varrebbe la pena richiamare l’attenzione dei lettori sul codice etico da adottare nelle relazioni pubbliche in generale, e nelle relazioni private in particolare. Forse, varrebbe la pena domandarsi: “ma mi esprimerei così dinanzi ai miei figli, o dinanzi ai miei genitori?”

          Io credo, sig. Luigi, che in ciascuno di noi, ma proprio in tutti noi, è presente quella che può chiamarsi la “legge morale”, una legge che non ti dice “quello che devi dire o fare”, ma che ti domanda “se è giusto dire o fare ciò che stai dicendo o facendo”.

          Ecco, sig. Luigi, se prima di agire o prima di parlare provassimo a prestare ascolto alla “legge morale”, le nostre relazioni sociali migliorerebbero di molto.

          Nel commento del 10 Agosto 2023 alle 11:36 riportato nell’articolo di Erica Venditti di questa mattina, il sig. Rino ha seguito la “legge morale”.

          1. Buongiorno Dottor Perfetto innanzitutto la ringrazio per aver risposto alle mie perplessità riguardanti il perché determinati commenti vengano pubblicati altri no detto questo per onestà intellettuale ho fatto leggere ai miei due figli soprattutto l’ingegnere che come forma mentis è piuttosto rigida quelli che ho scritto e che non sono stati pubblicati ed anche lui non ha trovato nulla di offensivo nelle mie affermazioni ovviamente il suo era un discorso generale il mio personale comunque le ribadisco il mio ringraziamento per avermi risposto. P.s. Totò disse “signori si nacque…. in questo caso il completamento è rivolto a lei.

  5. Ho 63 anni e completerò 41 anni nel 2024 mi auguro che almeno proroghino quota 103: Purtroppo quando sto per arrivare all’ anticipo l’asticella viene spostata sempre più avanti. Se la pensione fosse come in passato solo basata sull’ anzianità contributiva e non pure anagrafica non ci sarebbero le oscenità accadute con le varie quote con cui gente con meno contributi è già in pensione.

    1. Cara Lina, diciamo che manca poco, veramente poco; sii fiduciosa per il 2024, almeno credo; in bocca al lupo e speriamo in bene; saluti a te e ai gestori del sito

  6. Sindacatiiiiiiiiii, svegliaaaaaaa, l’unica vera Riforma è abbassare l’età pensionabile per tutti, dopo i 62 63 anni flessibilità in uscita anche con qualche minima penalizzazione si tratta di una questione di Giustizia Sociale dando respiro anche a quei lavoratori che sfortunatamente non hanno molti contributi. Quindi basta quote 100 101 102 103 96 o peggio Ape Social!!

  7. Spero che almeno confermino quota 103 così forse riuscirò ad andarmene a settembre 2024, perchè essendo docente la finestra è di 6 mesi oltre al fatto che ci conta l’anno scolastico e non solare. Ho sfiorato quota 100 ma pur avendo gli anni contributivi non avevo quelli anagrafici, idem con 102 , ho visto gente con meno anni contributivi di me andare in pensione ed io rischio di doverne fare 42. Ma purtroppo da noi conta solo l’età non il fatto di aver lavorato più anni; è vero che chi è più giovane anagraficamente percepirebbe per più anni la pensione, ma quando sono stati versato i contributi in giovane età quei soldi facevano comodo allo Stato!

    1. fammi capire, piera; di che anno sei? comunque sai che un conto sono i requisiti e negli ultimi anni le domande si fanno addirittura ad ottobre; poi riaprono i termini saputa la nuova quota; allertati con lo spid e speriamo in bene; saluti a te e ai gestori del sito

  8. Ho 64 anni . Sposato . Mia moglie ha 58 anni. Entrambi andremo in pensione a 67 anni. Mamma 90 anni a carico con badante. Figlio di 34 anni sposato con ragazza di 29 anni. Entrambi lavorano hanno un mutuo di 100 mila euro da pagare per acquisto di un appartamento. Mi dite come fanno questi poveri ragazzi a fare figliiiii. Carogne di politici e politicanti del cazzo. Razza di bast…. .Mio figlio contava sull’aiuto dei genitori per fare figli. Mi dite come cazzo debbo fare??????

    1. Hai ragione Rino!
      Io ho 61 anni e 41 di contributi a fine mese, personalmente spero in una proroga di quota 103 per andare l’anno prossimo e non aspettare la Fornero tra 2 anni, anch’io ho un figlio di 32 anni sposato con una ragazza di quasi 28 anni e anche loro contavano sull’aiuto di noi nonni per il figlio, poi una figlia di quasi 22 anni che sta finendo l’università e vorrebbe mettere su famiglia anche lei con il suo ragazzo. in buona sostanza gli studi di Bankitalia per me sono realistici!

    2. caro Rino, ti capisco benissimo. Purtroppo ai politici di noi non gliene importa nulla. La fornero e tutti questi che “ci rappresentano” (solo quando ci cercano i voti), non hanno i problemi che abbiano noi, non hanno il mutuo da pagare, hanno a casa la cameriera e i loro genitori anziani, sono comodamente serviti e ben curati nelle case di riposo e/o in strutture private… altro che badante. I politici italiani, vivono (alla faccia dei contribuenti) con stipendi che noi “comuni mortali” ce li sogniamo. Purtroppo se non facciamo qualcosa (dove sono i sindacati ???), nulla cambierà, anzi, sarà sempre peggio.

    3. Carissimi Rino e Don, avete grandi fortune : moglie e figli e sono felice per voi; purtroppo non potete permettervi debito pubblico; quindi? risparmi, risparmi e risparmi; vediamo dove: la spesa: il negozietto, il supermercato o il discount? e anche nel discount le cose scontate; io 99% della mia spesa è al discount; altri risparmi: quanti di voi fumate? sapete quanto ho rotto le p……e ai miei alunni e alunne sul fumo? non tanto, molto di più; ma se nessuno fuma meglio; ultima cosa: giusto oggi ho deciso che la prossima tessera del bus non la farò: quali mezzi alternativi : l’auto ( se faccio 3000 km all’anno sono tanti), piedi, bicicletta e poi il bus ogni tanto; tanta bicicletta ( credo che vi ricordiate che dalla Lapponia sono arrivato a Capo Nord …….. in bici (non è uno scherzo); quasi 800 km tra maggio e inizio giugno; saluti a voi, alle vostre famiglie e ai gestori del sito

    1. Il suo è un quesito che ha delle controindicazioni. Se i politici sono o diventano sempre più imbecilli …….. figuriamoci chi li vota. Alla fine delle chiacchiere, se sono su quegli scranni è perchè qualcuno ce li ha messi. Sono sempre dell’opinione che preferisco chi non promette nulla a chi promette il mondo e poi fa il contrario di quanto promesso.

    2. Tu forse scherzi ma un sociologo e politologo francese, Michel Crozier, scrisse un saggio analizzando due organizzazioni burocratiche francesi di cui evidenziò le distorsioni cognitive e l’incapacità di correggere i poropi errori arrivando a teorizzare la “incapacità addestrata”. Uno studio come da te proposto non dovrebbe neanche partire da zero.

  9. Si parla di quota 96 o 95 per i lavoratori che hanno svolto lavori usuranti e le donne? Le donne avendo svolto doppio o triplo lavoro per decenni non dovrebbero rientrare tra gli usurati? Essere donna è usurante. Il lavoro di cura svolto contemporaneamente al lavoro fuori casa è assolutamente usurante. Quando il nostro paese diventerà sufficientemente civile da riconoscerlo? Invece di migliorare la condizione delle donne, questo governo ha perfino eliminato di fatto opzione donna che, seppur fortemente penalizzante (per importo calcolato e per durata della finestra d’attesa), era comunque una chance. Le donne meritano di meglio! Molto meglio!

  10. Il problema può essere affrontato da due punti di vista.
    Primo, Incrementare la natalità dando sostegni alle giovani coppie (asili e alloggi per iniziare) ma anche salari dignitosi … e magari dei nonni pensionati che permettano di allevare i figli. Mantenere uomini e donne al lavoro fino a settant’anni non è sicuramente soluzione a medio/lungo termine.
    Secondo, regolarizzare gli immigrati che posson9 compensare la minore natalità in quanto il numero di lavoratori richiesti dal sistema è comunque costante: se la popolazione italiana invecchia, serviranno comunque infermier, dottori, badanti, camerieri etc. Invece di vedere l’immigrazione come il male e spendere miliardi per gestirla con metodi assistenzialisti, favorendo di fatto quelle attività illecite a cui si dedicano molti immigrati irregolari, mettano in piedi un sistema per fare in modo che questi diventino contribuenti emembri della società che produce reddito, ricchezza e versino i contributi per pagare le pensioni.
    Serve una visione ….

  11. Non e ‘ possibile continuare a non avere certezze sulle regole per andare in pensione. E’ un terno al lotto. Un paese si misura sulla serieta’ , trasparenza e certezza delle regole. In tutti i campi. A maggior ragione sulle pensioni, perche’ parliamo del periodo piu’ fragile delle persone dal punto di vista anagrafico.Mi sembra che siamo molto lontani da una soluzione al problema, malgrado questo governo si sia posto di riformare il sistema previdenziale. Basta vedere come hanno liquidato Opzione Donna con la legge di bilancio…

    1. Hai ragione! Nel fisco e nella previdenza su cambiano sempre le regole in corsa. Le norme devono durare almeno un quinquennio.

    2. Cara Francesca, lo fanno apposta a non darti certezze; o meglio te le danno: legge fornero; per tutte le altre situazioni: quasi nulla, solo situazioni disperate; o ti convincono o ti costringono; in che mani siamo; saluti a te e ai gestori del sito

  12. Vorrei sollecitare i sindacati a portare al prossimo tavolo la richiesta di pace contributiva per tutti, senza vincoli, cioè senza alcuna limitazione (es. se il buco contributivo risale a prima del 1996 e altri eventuali paletti).

    Auspico ci sia la volontà di permettere, prima di una possibile revisione della pensione anticipata, almeno il riscatto volontario in forma agevolata (cioè con detraibilità fiscale e versamento anche rateizzato senza interessi) di periodi non coperti da contribuzione, incominciando subito dal comparto privato.

    L’ultima pace contributiva aveva scadenza 31 dicembre 2021 ed escludeva purtroppo coloro che dovevano sanare vuoti contributivi antecedenti il 1996.

    Recentemente ho anche letto di una proposta del governo che andava nella stessa direzione di iniquità, ovverosia avrebbe consentito di sanare i buchi contributivi solo a lavoratori massimo quarantenni.

    Ma perché, mi e vi chiedo?
    D’accordo pensare ai giovani, ma anche chi non è più giovane lo è comunque stato in passato… perché deve essere costantemente discriminato?
    È veramente avvilente questo.

    Politici e sindacati pensate a non perpetrare le solite ingiustizie, capisco che volete restringere la platea degli aventi diritto, ma a tutto c’è un limite!
    Non vi sembra stonare un po’ troppo con la permissività nei confronti dell’evasione fiscale?

    Se volete allontanare ancora più persone dalla vita politica, ci state riuscendo perché quando ci si sente traditi da tutte le forze politiche, ci si chiede se ha ancora senso esprimere un voto.
    Grazie, un saluto a tutti e ai gestori del sito.

    1. Pace contributiva,riscatto buchi contributivi senza paletti,tutto dietro giusto versamento,sono richieste coerenti -per favorire carriere intermittenti- e compatibili per i limiti imposti dal Bilancio.

  13. Volevo esprimere, ancora una volta, il mio pensiero in merito a questa famigerata riforma delle pensioni. Ciò che dice il Dott. Marino nella sua intervista di qualche giorno fa mi pare abbastanza illuminante, due sono le questioni essenziali di cui lui parla, calo degli occupati e calo dei parametri lavoratori/pensionati (1,4 lavoratori per ogni pensionato) calo delle nascite. Adesso la riflessione che voglio introdurre e le rispettive domande sono queste: come si sta muovendo il governo su queste due questioni?? sta facendo delle politiche del lavoro per favorire l’occupazione?? sta aiutando le famiglie e le giovani coppie con una politica incentivante delle nascite??
    ebbene la risposta è semplice ed è NO. Il governo attualmente si sta occupando di tutt’altro, ad esempio la depenalizzazione dell’abuso d’ufficio e della delega fiscale poichè lor signori stanno studiando di non far pagare gli evasori fiscali, ovvero stanno dilapidando fior di miliardi di euro per pagare, a peso d’oro, i manager per il ponte sullo stretto. questi signori stanno facendo questo!! l’abbaiare di Salvini sulle pensioni su quota 41 per tutti subito senza limiti di età non ha avuto seguito anche perchè ha avuto il suo osso e si sta gestendo le risorse per il ponte sullo stretto.
    Come potete immaginare, per noi, non rimane nulla anzi, cercano di tenerci buoni con le loro fesserie che vengono ripetute vergognosamente da giornalisti/giornalai pagati a fior di quattrini delle maggiori reti TV, RAI (mantenuta da tutti noi che paghiamo il canone!) e MEDIASET.
    Che dire di più? non ci resta sperare che, se questi mettono mano a qualche straccio di riforma, non peggiorino la di già odiata legge Fornero!
    Grazie e Saluti ai gestori del sito.

  14. Opzione donna non esiste più. Ho versamenti in inpdap e inps. Ho tre anni di lavoro prima del 1995 quindi sono mista. Ho 4 anni li laurea da riscattare. A questo punto l incertezza su cosa fare è assoluta . Ricongiungere i contributi? Riscattare la laureA? Per poi andare in pensione con 41 anni e 10 mesi di contributi ? . Penso che nelle mie condizioni ci siano tantissime donne. Ci hanno levato l unica via di fuga che avevamo. Grazie .

  15. Il desiderata è uscita 41 per tutti senza paletti e dai 62 anni di età per chi non raggiunge i 41 di contributi, con leggere penalizzazioni con anche opzione donna versione non devastata di quest’anno.
    La realtà sarà, se va bene secondo me, quota 103 rinnovata, Ape Sociale e opzione donna un po’ meno selettiva di adesso.
    Che ad Agosto non si sappia cosa vogliano fare per l’anno successivo è secondo me allucinante…
    Su vari siti di informazioni online tra cui quelli di quotidiani danno probabili le opzioni che ho scritto… ma zero certezze fino a Ottobre/Novembre con l’approssimarsi della legge di bilancio.

  16. 42 anni “secchi e senza paletti
    finiamola con le prese per i fondelli…
    ultima spiaggia …
    42 anni penso siano assolutamente da perseguire dando poi e comunque la possibilità di decidere alle persone se andare o meno in pensione….
    quota 41 non se ne parla … 62 + 41 (103) costa troppo etc.. etc..
    e allora 42 anni possono bastare .. e che tolgano i 10 mesi + 3 ” ponte”!!!!

  17. il concetto è semplice ed evidente , l’obiettivo è che più avanti con l’età ti mando per meno tempo ricevi .

  18. Anch’io mi chiedo perchè non possano lavorare almeno sui riscatti. Non tanto quello della laurea (che ormai è troppo datato e a cambiare le regole si rischia di fare le solite discriminazioni tra chi ha riscattato prima e chi dopo), ma in altri paesi europei ( mi pare Germania e Svezia) lasciano riscattare persino alcuni anni delle scuole superiori.
    Qui l’Inps non lo lascia fare nemmeno per i tirocinii, salvo che in casi molto speciali

  19. La flessibilità in uscita è troppo intelligente e poco costosa. Ognuno decide per sé. Quindi non la faranno mai. Se mi va bene o no devo deciderlo io e non i Sindacati che fanno solo danni.

  20. Dopo quello che ha detto Bankitalia non voglio più sentire gente che dice che l’aumento dell’età della pensione è dovuto alla mancanza di natalità. Sono stati tutti sburgiardati dallo studio di Bankitalia. IGNORANTI

  21. seguo ogni giorno il vostro sito, con la speranza di trovare una buona notizia. Purtroppo è solo un’illusione (non è colpa vostra, ovvio); ma questo Governo ci ha solo illusi, ha promesso Quota 41 per tutti senza paletti, per poi prenderci tutti per il naso (per non usare altri termini poco eleganti).
    E i sindacati ??? INESISTENTI !!!

    1. Quello che dici lo approvo totalmente e noi siamo qui a leggere ogni notizia che arriva che ti prende quella speranza ci sia qualche buona ma soprattutto certa e sicura notizia…invece come Como ci leggere già dalle prime righe ti rendi conto che è come il gambero vai avanti e subito indietro perché poi leggi che vi sono tutti i paletti possibili. …e noi siamo qui ad a cogliere ogni buon e cattivo tempo senza fare nulla …anche i sindacati nn fanno nulla ..!!!

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