Pensioni 2025, Ape sociale: 63 anni+5 mesi, 36 anni, lavoro gravoso, dimessa: può accedervi?

Nei giorni scorsi abbiamo ricordato quali sono i requisiti per accedere all‘Ape sociale, facendo anche alcune precisazioni sull’ultima sentenza n. 24950/2024, sono sempre molti i commenti di specifiche che ci arrivano, oggi diamo risposta alla nostra lettrice Roberta che nonotante abbia tutti i requisiti richiesti di età e contributi, teme di non poter accedere alla quiescenza con Ape sociale in quanto non sta attualmente lavorando. Abbiamo rivolto la sua domanda al nostro esperto previdenziale il Dott. Perfetto che leggendo bene la storia di vita lavorativa della nostra lettrice fa notare un aspetto importante che potrebbe compromettere molto più del fatto di non essere oggi attiva la sua richiesta di Ape sociale, parrebbe essere venuto meno un requisito importante. Vi lasciamo comunque alla sua risposta dettagliata e minuziosa, che non richiede ulteriori specifiche.

Pensioni anticipate 2025, Ape sociale: chi si é dimesso o non é più attivo al momento della domanda può accedervi?

Roberta ci scrive: “Gentili, sono un’infermiera professionale con 36 anni di contributi, di cui almeno 7 anni negli ultimi 10 svolti in attività riconosciuta come lavoro gravoso (servizio presso un ospedale pubblico). Mi sono dimessa volontariamente circa un anno fa e attualmente non svolgo alcuna attività lavorativa. Nel dicembre 2025 raggiungerò i 63 anni e 5 mesi di età, requisito anagrafico previsto per accedere all’APE Sociale, misura che so essere stata prorogata per l’anno 2025.
Ho quindi tutti i requisiti richiesti: età anagrafica (63 anni e 5 mesi entro il 2025), anzianità contributiva (oltre 36 anni), lavoro gravoso svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10, assenza di trattamenti pensionistici in corso, assenza di attività lavorativa attuale.
Il mio dubbio riguarda la possibilità di accedere all’APE Sociale pur non essendo più in servizio. In particolare, desidererei un chiarimento sulla seguente espressione presente nel sito INPS:
“sono lavoratori dipendenti, al momento della decorrenza dell’indennità, in possesso di almeno 36 anni di anzianità contributiva…” Tale formulazione implica che si debba essere ancora dipendenti al momento della domanda o della decorrenza dell’APE Sociale, oppure si riferisce semplicemente al fatto che, al momento della decorrenza, si debba risultare in possesso di tutti i requisiti richiesti (età, contributi, attività gravosa svolta in passato), anche se non più in servizio attivo? Ringrazio anticipatamente per l’attenzione e resto in attesa di un vostro cortese riscontro. Cordiali saluti
“.

Così Perfetto: “L’espressione riportataci dalla Lettrice (“sono lavoratori dipendenti, al momento della decorrenza dell’indennità, in possesso di almeno 36 anni di anzianità contributiva …”) si trova sul sito INPS alla pagina “APE Sociale – Anticipo pensionistico – Verifica Requisiti, nella sezione “A chi è rivolto”, al paragrafo d) – (Pubblicazione: 13 febbraio 2023 Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2025).

Rispondiamo alla Lettrice che non è necessario essere ancora dipendenti al momento della domanda di accesso all’APE Sociale. Anzi, quando si presenta la domanda di accesso all’APE Sociale, occorre avere cessato l’attività lavorativa (si veda anche sul sito di EPASA-ITACO – l’ente di Patronato di CNA e Confesercenti –alla pagina “APE Sociale” che alla voce “COMPATIBILITÀ” specifica quanto segue: “Alla presentazione della domanda di APE Sociale, l’attività di lavoro deve essere cessata e non si deve essere titolari di pensione diretta”).

A maggior ragione, non è necessario essere ancora dipendenti al momento della decorrenza dell’indennità, in quanto uno dei requisiti da soddisfare è proprio quello di avere cessato l’attività lavorativa.

Sempre in“APE Sociale – Anticipo pensionistico – Verifica Requisiti”, nella sezione “Come funzionae nel paragrafo “DECORRENZA E DURATA” si legge:

L’indennità dell’APE Sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso al beneficio laddove a tale data [e cioè dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda – nostra interpretazione] sussistano tutti i requisiti e le condizioni previste dalla legge, previa cessazione dell’attività lavorativa.” In altre parole, quando si inoltra la domanda di accesso all’APE sociale occorre avere cessata l’attività lavorativa e che al momento della decorrenza dell’indennità dell’APE Sociale sussistano tutti i requisiti.

Quindi, la risposta che diamo alla Lettrice (riprendendo le sue stesse parole) è la seguente:

  • l’espressione riportata sul sito INPS “si riferisce semplicemente al fatto che, al momento della decorrenza, si debba risultare in possesso di tutti i requisiti richiesti (età, contributi, attività gravosa svolta in passato), anche se non più in servizio attivo”.

La lettrice ha esercitato la professione di infermiera professionale presso un ospedale pubblico –una “professione qualificata nei servizi sanitari” riconosciuta dalla legge come “lavoro gravoso” – e ci informa di possedere i seguenti requisiti per l’accesso all’APE Sociale:

  • 63 anni e 5 mesi di età (che verranno raggiunti in dicembre 2025)
  • anzianità contributiva (oltre 36 anni)
  • lavoro gravoso svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10
  • assenza di attività lavorativa attuale e assenza di trattamenti pensionistici in corso

NOTA importante: La Lettrice ci informa che si è dimessa volontariamente un anno fa. Purtroppo, le “dimissioni volontarie” non consentono l’accesso all’APE Sociale.

Ancora sulla pagina del sito INPS, in“APE Sociale – Anticipo pensionistico – Verifica Requisiti, nella sezione “A chi è rivolto, si legge che possono accedere all’APE Sociale coloro che:

“si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale …”

In altre parole, le dimissioni volontarie non rientrano nei requisiti per l’accesso all’APE Sociale.

Potrebbe essere utile consultare le “Domande e Risposte” (le cosiddette FAQ) al seguente link LE FAQ DELL’INPS SULL’APE SOCIALE. La Risposta alla Domanda 17 è la seguente: “Per potere accedere all’Ape sociale è necessario che lo stato di disoccupazione derivi da licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale. Sono, pertanto, esclusi i casi di cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato per scadenza del termine e le dimissioni volontarie.

Pensioni anticipate 2025, Ape sociale: dimissioni volontarie non rientrano tra le voci citate

CONCLUSIONE

Consigliamo alla Lettrice di rivolgersi ad un Patronato per verificare i seguenti punti:

  1. che si tratti proprio di “dimissioni volontarie” piuttosto che di “risoluzione consensuale”, ovvero di un accordo tra la Lettrice e il suo datore di lavoro per porre fine al rapporto di lavoro. In caso di “risoluzione consensuale”, ovvero di “dimissioni consensuali”, si ha la possibilità di accedere alla NASPI (indennità di disoccupazione), che a sua volta dà accesso all’APE Sociale. “La NASpI è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro” – Fonte: STUDIOPIAZZA)
  2. che la nostra interpretazione sia corretta, e cioè che non è necessario essere lavoratori dipendenti (cioè essere in servizio attivo) al momento della decorrenza dell’indennità, ma che sia sufficiente possedere i requisiti al momento della decorrenza dell’indennità  

Il Patronato potrà eventualmente offrire suggerimenti su come superare l’ostacolo delle “dimissioni volontarie” (davvero tali?) che impediscono alla Lettrice di accedere all’APE Sociale.

Informazioni utili riguardo alla scadenze per la presentazione della domanda (ultima data utile è il 30 novembre 2025) possono essere reperite anche sul sito del Patronato ACLI.

Ringraziamo come sempre di cuore il Dott. Perfetto che con minuzia di particolari e fonti certificate cerca con la propria interpretazione di dissipare i dubbi dei nostri lettori dovuti a misure e requisiti non sempre di facile comprensione. Speriamo di essere stati utili a Roberta con questo articolo e a quanti si trovano in questa situazione.

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17 commenti su “Pensioni 2025, Ape sociale: 63 anni+5 mesi, 36 anni, lavoro gravoso, dimessa: può accedervi?”

  1. Baby pensioni, quota 100, 102, 103, ape sociale, usuranti, opzione donna, anticipata contributiva, ecc. … ah ah ah ah !!!! … venghino signori, venghino !!!!

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    • Sig. Delfina, la ringrazio per il suo complimento.

      Il suo complimento è molto sottile, perché mi induce a dare anche a lei una risposta. E allora, le do la mia risposta – dal sapore di una confidenza – in linea con il suo complimento.

      Le mie risposte nascono sempre da una interazione con un interlocutore. Osservo le considerazioni del mio interlocutore dal suo stesso punto di vista, cercando anche di immaginare le esperienze che ha maturato nella sua vita, perché è dall’esperienza che matura il punto di vista.

      La mia esperienza di vita, per esempio, ha fatto maturare in me la disposizione di vedere le cose dallo stesso punto di vista della persona con la quale interagisco. È per questo che do ragione a tutti: al Governo, ai Parlamentari, ai sindacalisti, ai lavoratori, agli studenti.

      Al tempo stesso, colgo l’occasione di esporre il mio punto di vista.

      Il mio punto di vista nasce dalla mia esperienza di vita. Le mie parole sono radicate profondamente nella mia esperienza.

      Quando affermo che ho visto circolare la “moneta digitale” già nel 1979; e quando affermo che ho preso piena coscienza della moneta digitale già nel 1991; ebbene, sig.ra Delfina, sto affermando che l’euro digitale di cui tanto parlano la Banca Centrale Europea e la Banca d’Italia io l’ho conosciuto già trent’anni fa. Sto parlando di “moneta digitale”, in quanto, è chiaro, che trent’anni fa non c’era l’euro e non si parlava nemmeno di economia digitale.

      In merito alla moneta digitale (così come la conosco io) ho scritto al Ministero dell’Università e della Ricerca, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, alla Banca Centrale Europea, alla Banca d’Italia.

      Vuol sapere, sig.ra Delfina, come è andata a finire? Silenzio di tomba. Nessuna risposta. Nemmeno per dirmi “non ho capito nulla”.

      Non li biasimo. Né me la prendo. Li comprendo.

      Come spiegare i colori di un arcobaleno a chi non ha mai visto i colori? Come spiegare la moneta digitale dell’economia digitale a chi non ha mai visto la moneta digitale?

      Quando si comunica si mette in comune qualcosa. Ma quando non c’è risposta, ci si sente soli. Soli intellettualmente. E a questo, io ci sono abituato.

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  2. Rispondo al Sig, Guido al suo commento del 18 luglio 15, 28.
    Intanto mi dispiace leggere la sua presa di posizione, mi sembra che in questo sito( a differenza di altri), i commenti anche contrari al suo pensiero sono sempre stati espressi in modo civile, non ho mai letto espressioni oltre la norma che nemmeno sarebbero consentite.

    Detto questo, quando si scende nell’ agone politico, significa come dice la parola greca, partecipare ad una disputa fra due avversari ed è collegata ad ” agonismo “, quindi è come scendere in un arena e combattere, non è proprio una passeggiata. Ovvio che troverà chi contesta le sue affermazioni.

    Inoltre, qualcuno più autorevole di me, disse che il destino dei popoli è determinato dal loro carattere e non dai governanti e purtroppo dallo studio di questo sociologo francese sulla psicologia delle masse, i dittatori del novecento hanno tratto spunti per arrivare la potere. Se guardiamo al popolo italiano ( e mi mette tristezza dirlo), cosa hanno di diverso dai ns politici i signori che hanno truffato per miliardi sul reddito di cittadinanza, oppure sulle pensioni di invalidità e gli evasori fiscali che prendono pensioni minime a fronte di contributi mai versati ma con il conto bancario pieno? L’ ho sottolineato anche in un precedente commento. Per questo dico che il governo Meloni fa esattamente quello che hanno fatto i governi precedenti perchè l’ obiettivo sono le prossime elezioni come succede almeno da trent’anni ( prima non c’era alternanza perchè il PCI non poteva governare).

    Al tempo del governo Monti si leggeva sui blog ” il peggior governo della storia repubblicana”, poi arrivò Renzi e dicevano ” il peggior governo della storia repubblicana”, poi arriva Conte e dicevano ” il peggior governo della storia repubblicana”.In pratica una filastrocca dove possiamo mettere dentro tutti da Berlusconi in poi.Sarò un disfattista, ma la vedo così,Saluti.

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    • Ringrazio anche lei prima di ritirarmi.
      La differenza tra il governo Meloni e gli altri sta nelle aspettative. Ha promesso tanto dopo molti anni di opposizione.
      Una volta vinte le elezioni ha cambiato orientamento a 180°. E ha molti personaggi che non hanno bisogno della satira politica. Sul PD stendiamo un velo pietoso. Gustave Le Bon era un maestro che, involontariamente, ha insegnato a Mussolini e a Hitler a gestire il potere. Io mi sogno un partito che sia davvero foriero di sovranità, in sensi buono, e non prenda più ordini da USA ed Europa, e che faccia davvero gli interessi degli italiani. Ne abbiamo tanto bisogno.

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  3. Ringrazio ancora il Sig. Perfetto. Pensioni per tutti sopravviverà anche senza i miei interventi. Senza i miei richiami “all’etica e alla morale”. Per me contano solo quello che fanno i governi in relazione ai programmi sbandierati.
    Se non eliminiamo corruzione, malaffare ed evasione fiscale, Se non incentiviamo libertà di stampa e rappresentatività dei nostri eletti, tra 100 anni saremo punto a capo. Lontani dalle performances di moti Paesi del Nord Europa.
    Un saluto particolare allaSig.ra Teodora Moira.

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  4. Rispondo ai commenti del sig. Guido del 18 Luglio 2025 alle 9:09 e del 18 Luglio 2025 alle 9:04.

    Il sig. Guido ha ragione quando afferma che “Fare politica vuol dire risolvere i problemi della polis”, cioè, occuparsi della “polis”, della città, dello Stato.

    La gestione dello Stato è fatta – dal punto di vista contabile – di entrate ed uscite. Entra quindi in gioco la Contabilità finanziaria.

    Stando all’affermazione dell’economista Sergio Ricossa: “L’economista? Al massimo, un buon contabile!”, dovremmo supporre che gli economisti al Governo non siano economisti ma, al più, dei bravi contabili.

    L’economia è certamente contabilità. Ma è anche più della contabilità. L’economia si occupa di come produrre, distribuire e consumare beni (“burro o cannoni”, insegnano nei corsi universitari) e servizi impiegando risorse scarse suscettibili di usi alternativi, a beneficio dei singoli e della società.

    La mia conoscenza di economia (di “Economia Politica” – ecco, entra ancora in gioco la “politica”) non è solo teorica, ma è anche pratica, esercitando il mio lavoro di informatico stabilendo COSA produrre (“online” o “batch”), PER CHI produrre (“utenti finali” o “programmatori”) e COME produrre (definendo le “curve OBJ”, ovvero le “curve obiettivo”).

    Volendo mitigare l’affermazione del compianto Sergio Ricossa, potremmo affermare che i nostri contabili al Governo sono anche un po’ economisti in quanto hanno deciso di produrre (per restare nell’esempio riportato spesso nei testi universitari) meno burro e più cannoni. Per quanto riguarda, invece, la Riforma delle Pensioni – tematica che rientra a pieno titolo nella gestione della “polis”, dello Stato – l’impegno e gli sforzi dei nostri Governi hanno dato significativi risultati in termini contabili, ma scarsi risultati in termini sociali (come si evince dall’affermazione riportata a pag. 210 del documento INPS “XXI Rapporto Annuale, luglio 2022” in cui si afferma testualmente “[…] riforma Monti-Fornero che ha assicurato notevoli risparmi sia pure con costi sociali elevati”).

    Per quanto concerne, invece, la possibilità di “fare ragionare le persone al di là delle posizioni politiche” (come il sig. Guido evidenzia nel suo commento del 18 Luglio 2025 alle 9:04), ebbene, ciò non dipende dall’abilità o meno di una persona nell’esprimere le proprie convinzioni. Il non riuscire a “convincere le persone” non è un fallimento. Semplicemente, non è possibile.

    Solo la persona, l’individuo, è in grado di ragionare. E quindi è possibile riuscire a “convincerla”. La comunicazione per via telematica (come questa), peraltro, non è efficace per convincere la persona. La comunicazione per via telematica è incompleta, manca dell’aspetto altrettanto importante del non verbale, dell’aspetto gestuale (delle mani, del viso, degli occhi, del corpo).

    Pertanto, quando ci si rivolge alle “persone”, alla folla, al popolo, non si fanno ragionamenti, ma si lanciano slogan, e si cerca non già di “convincere” il popolo, ma si cerca di “persuadere” il popolo attraverso lo stimolo delle emozioni (e non della ragione).

    I nostri governanti non saranno forse degli economisti, ma sono certamente dei bravi contabili. Soprattutto – cosa fondamentale per un “politico” – sanno come rivolgersi al popolo che governano.

    Rispondi
  5. Rispondo al commento del sig. Wal del 18 Luglio 2025 alle 6:58.

    Il commento del sig. Wal offre un interessante spunto di riflessione su “previsione” e “predizione”.

    La differenza che io faccio tra “previsione” e “predizione” è la seguente:

    • Previsione: è qualcosa che non esiste oggi, e che potrebbe realizzarsi domani

    • Predizione: è qualcosa che esiste oggi, e che viene scoperto domani

    Quella di Jacques Attali è certamente una previsione: è qualcosa che non esisteva nel 1981 e che è venuta alla luce dopo 45 anni (come osserva il sig. Wal).

    Trovo particolarmente calzante la seguente previsione: “È da questa distorsione che nascerà il grande caos, che potrebbe sfociare in guerre razziali, conquiste o nell’immigrazione nelle nostre terre di milioni di persone che vorranno condividere il nostro stile di vita”.

    Un’altra previsione la ritrovo in un articolo della rivista tedesca Der Spiegel N. 30 del 20.7.2024 a pag. 73 dal titolo “Un terzo sarà deserto. Italia. L’ecologo Christian Mulder sugli effetti della siccità estrema in Italia”.

    Mulder è professore all’Università di Catania dove studia le conseguenze del riscaldamento globale in Europa. Nell’intervista a Der Spiegel, Mulder afferma: “C’è ancora molto da fare in termini di riforestazione. Il problema che abbiamo oggi non è la cattiva gestione, ma piuttosto la sua totale assenza. Il governo di Roma non si preoccupa della tutela ambientale. Se non si interviene, un terzo della Sicilia sarà un deserto entro il 2030, come la Tunisia e la Libia” (nota: tradotto dal tedesco da me con Google traduttore).

    Nel 2030 vedremo se la previsione del Prof. Mulder si rivelerà corretta, se cioè un terzo della Sicilia sarà davvero deserto tra 5 anni (cosa che ad oggi non è così).

    Mi sposto sul fronte della “predizione”.

    Nella sua Teoria della Relatività Generale, Albert Einstein afferma che la massa incurva lo spazio (più correttamente, lo spazio-tempo) e che in prossimità di tale massa la luce si incurva. Cosa significa ciò? Significa che la “forza gravitazionale” esercitata da una massa su altri corpi non è una “forza” che agisce su masse, ma è la “curvatura dello spazio tempo” che agisce su altre masse. In presenza di una massa gravitazionale, la luce (che non ha massa, e quindi non è soggetta alla forza gravitazionale) tuttavia percepisce l’azione della massa e quindi non segue un percorso rettilineo ma un percorso curvilineo, in quanto lo spazio è curvo.

    L’affermazione di Einstein era a dir poco sbalorditiva. Nessuno prima di lui aveva mai osato ricondurre una “forza” ad una “piega dello spazio”. L’ipotesi di Einstein fu verificata con successo durante l’eclissi di sole del 1919 durante la spedizione di Arthur Eddington.

    Ecco, dunque la “predizione”: è stato scoperto (curvatura della luce in presenza di un campo gravitazionale generato da una massa) ciò che già esisteva, ma che nessuno sapeva che esistesse.

    Un’altra “predizione” riguarda la nascita dell’euro digitale ed è riportata nell’articolo “Arriva l’euro digitale: si poteva prevedere la sua nascita?” pubblicato su Il Valore Italiano il 23 ottobre 2020: “La previsione (anzi la predizione) che sarebbe nata la moneta digitale è emersa da una ricerca teorica pionieristica in ambito economico e informatico avviata nel 1991 cui è seguita una ricerca sperimentale nel 1998 che si è protratta fino al 2018”.

    Ecco, dunque la “predizione”: è stato scoperto (l’euro digitale in presenza di un’economia digitale generata dalla fusione di economia e tecnologie digitali) ciò che già esisteva dal 1970 nei Centri di Elaborazione Dati (le “service unit”, o “moneta digitale) ma che nessuno sapeva che esistesse (e che nessuno ancora sa che esiste).

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  6. Rispondo al commento del sig Guido del 17 Luglio 2025 alle 13:47.

    Sig. Guido, su Pensionipertutti leggo commenti che sono tutti (ma proprio tutti) critici verso i vari Governi che si alternano gli uni agli altri.

    Trovo che tali commenti siano aderenti alla realtà, riflettono ciò che è sotto gli occhi di tutti, soprattutto per quanto riguarda alcune condizioni sociali, profondamente disagiate, come lavoro precario nel mondo dell’Istruzione e lunghe liste di attesa nel mondo della Sanità.

    Ho citato non a caso Istruzione e Sanità in quanto sono proprio i settori in cui il Governo dovrebbe esprimere il suo massimo impegno, in quanto è con l’istruzione e la ricerca che si migliorano le condizioni sociali, ed è con l’impegno nello sviluppo di ospedali, posti letto, case di riposo, personale medico, personale infermieristico che si fa fronte all’invecchiamento della popolazione, argomento divenuto oramai di carattere quotidiano.

    Ma il Governo (inteso nella sua funzione e non tanto in termini nominativi di persone che lo compongono) è solo un pezzo del mosaico che dà vita alla nazione.

    Dove sono gli altri pezzi del mosaico? Ad esempio le aziende? Quali commenti, qui su Pensionipertutti, rivolgono critiche alle aziende?

    Se lei, sig. Guido, si è preso la briga di cliccare sulla espressione “dimissioni per giusta causa” riportata nell’articolo avrà trovato alcune descrizioni che evidenziano alcuni comportamenti che le aziende manifestano nei confronti dei lavoratori. Per sua comodità, glieli riassumo brevemente:
    1. Mancato pagamento dello stipendio
    2. Mobbing o vessazioni
    3. Modifiche unilaterali del contratto
    4. Mancata sicurezza sul lavoro
    5. Mancato versamento dei contributi previdenziali
    6. Comportamenti illeciti del datore di lavoro

    Altro pezzo del mosaico nazionale sono i lavoratori. Quali commenti, qui su Pensionipertutti, rivolgono critiche ai lavoratori?

    Oggi, per poter programmare un viaggio, occorre prima consultare il sito “Commissione Garanzia Sciopero” che riporta le date in cui sono stati programmati gli scioperi.

    Lo sciopero è un diritto del lavoratore, contemplato nell’Art. 40 della Costituzione della Repubblica Italiana che recita così: “Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”.

    Ma lo sciopero reca danno all’azienda, ad altri lavoratori, alla nazione.

    Ciascun pezzo del mosaico ha le proprie ragioni per agire come agisce. E qui mi viene in mente la frase di John Kennedy: “Non chiedete cosa il vostro paese può fare per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese”.

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    • Buongiorno.
      Da una intervista risalente al 1981 a J.Attali, studioso, economista, filosofo francese tra i promotori della moneta unica, alla domanda: “Come vede l’uomo del XXI secolo?”, dava la seguente risposta:

      “Credo che si debba distinguere molto chiaramente tra due tipi di uomo del XXI secolo, ovvero: l’uomo del XXI secolo nei paesi ricchi e l’uomo del XXI secolo nei paesi poveri. Il primo sarà certamente un uomo molto più ansioso di oggi, ma che troverà la sua risposta al dolore di vivere in un rifugio passivo, in macchine antidolorifiche e ansiolitiche, nella droga, e che cercherà a tutti i costi di vivere una sorta di forma commerciale di convivialità. Ma oltre a questo, sono convinto che la stragrande maggioranza, che sarà a conoscenza di queste macchine e dello stile di vita dei ricchi ma che non vi avrà accesso, sarà straordinariamente aggressiva e violenta. È da questa distorsione che nascerà il grande caos, che potrebbe sfociare in guerre razziali, conquiste o nell’immigrazione nelle nostre terre di milioni di persone che vorranno condividere il nostro stile di vita.”

      Mi pare che ci abbia preso con quasi 45 anni di anticipo,

      Saluti

      Rispondi
    • Come ho detto sono più critico con il governo Meloni perché era all’opposizione e ha cambiato pelle dopo le elezioni a 180°. Ha vinto proprio perché ha promesso ciò che i governi precedenti non facevano. Ha ingannato gli italiani. La saluto e la ringrazio per il suo impegno. Io non scrivo più. Ho fallito la mia missione di fare ragionare le persone al di là delle posizioni politiche.

      Rispondi
    • La ringrazio del suo impegno. Io non scrivo più. Ho fallito nel tentare di fare ragionare le persone al di là degli schieramenti. Fare politica vuol dire risolvere i problemi della polis.

      Rispondi
    • Assai significativa e di ampia visione la frase di Kennedy! E la capisco e pure condivido!
      Tuttavia Bezos guadagna 3.800 $ al secondo! E sicuramente potrebbe fare diverse cose con tali cifre!
      Gli uomini normali, con un’azione concreta per il loro paese, versano tutti i mesi i loro contributi previdenziali all’Inps (cioè al “paese”), ed esigono che questi vengano ben amministrati, al fine di essere trattati, non come sudditi, ma con un minimo di equità e buon senso degni di un paese civile.

      Rispondi
  7. Questo precedente era il mio ultimo pezzo. Molti saranno contenti. Aveva ragione Gaber….destra…..sinistra…….
    riascoltare colui che aveva fatto infuriare tutti i partiti è ancora attuale e istruttivo.Le pensioni non si pagano con le chiacchere ma con una buona politica. Un saluto a tutti, anche a quelli che la pensano diversamente. Dialogando si impara, a patto di mettere sempre in discussione le proprie convinzioni.

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  8. Lo so che scatenavo un putiferio. Ma sono convinto davvero che questo sia uno dei peggiori governi del dopoguerra. Il PD non ha fatto meglio, ma ci ha evitato di vedere Santanchè, Lollobrigida, Nordio e compagnia cantante. La lista è lunga. Adesso si profila un La Russa a capo dell’ ACI.
    Voi continuate a litigare se è meglio Fratelli d’Italia o il PD. Diciamo che negli ultimi decenni siamo andati di male in peggio. Perché sono così severo col governo Meloni? A parte i personaggi impresentabili, mi sembra che fossero all’opposizione e hanno fatto promesse di radicali cambiamenti. È per questo che hanno vinto le elezioni. Gli italiani sono stati fregati per l’ennesima volta.

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