Pensioni 2025, Bonus Giorgetti esentasse: chi può usufruirne e requisiti

In questi giorni in cui si continua a parlare di blocco dell’aumento dell’età pensionabile per il biennio 2027-2028 di cui ieri abbiamo pubblicato un approfondimento in cui spieghiamo le ragioni del perché questa decisione parrebbe poco praticabile nella realtà vedendo l’attuale contesto socio economico, ossia calo demografico ed invecchiamento della popolazione, dall’altro lato invece viene riconfermata una misura, il Bonus Giorgetti, per chi decide di proseguire sul luogo di lavoro sebbene abbia raggiunto i requisiti. La misura ricorda molto da vicino il Bonus Maroni, lo scopo é proprio quello di preservare la forza lavoro più anziana, ma anche con maggior esperienza, sia nel pubblico che nel privato. Infatti la misura offre il diritto ad entrambi i settori. Vediamo quali sono i requisiti per accedervi.

Pensioni 2025, bonus Giorgetti: come funziona? quanto si guadagna?

E’ stato confermato l’incentivo economico per chi abbia intenzione di proseguire con il lavoro sebbene si sia maturato il diritto alla pensione anticipata entro il 31/12/2025. La possibilità é rivolta sia ai dipendenti del pubblico che del privato e consente di ottenere in busta paga i contributi previdenziali a proprio carico, pari al 9,19% dello stipendio imponibile, di norma questa quota è invece destinata all’INPS e novità il bonus sarà esentasse.

Questo permette di avere un aumento netto della retribuzione mensile in quanto prima, nel corso del 2024, il bonus era assoggettato all’Irpef. Questo vantaggio porta chiaramente un aumento più evidente nella busta paga, ma bisogna tenere in considerazione che nel lungo periodo il lavoratore non vedrà grandi benefici sulla pensione, in quanto i contributi a carico del lavoratore sono stati già ricevuti dal medesimo mentre era attivo. Quel che cambia per il settore pubblico e privato sono solo i tempi in cui si vedranno le voci sul cedolino, da settembre per il privato, da novembre per il pubblico.

Pensioni 2025, circa 7000 potrebbero accedere al Bonus Giorgetti

Dalle prime stime potrebbero essere circa 7 mila i lavoratori a decidere di optare per questa scelta, potranno accedervi quanti hanno raggiunto i requisiti per la pensione anticipata flessibile quindi con 62 anni +41 di contributi o chi ha raggiunto i 41 anni e 10 mesi per le donne o 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Si può dunque a fronte di tali requisiti ragiunti presentare domanda all’INPS.

La soluzione potrebbe temperare in parte gli effetti sulla previdenza futura determinati dal calo demografico e dall’invecchiamento della popolazione come afferma la presidente dell’Ufficio Parlamentare di bilancio (Upb), Lilia Cavallari.

Cavallari ha spiegato che “il calo della popolazione iniziato nel 2014 continuerà accompagnandosi all’invecchiamento progressivo” questo avrà un effetto sulla forza lavoro: “Se mantenessimo i tassi attuali di occupazione, nei prossimi 5 anni avremmo una perdita di 700mila unità“.

Alla luce di quanto sopra, vi chiediamo quanti sarebbero disposti a continuare a lavorare a queste condizioni, avendone i requisiti?

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11 commenti su “Pensioni 2025, Bonus Giorgetti esentasse: chi può usufruirne e requisiti”

  1. Mah! Personalmente non accetterei mai di proseguire di lavorare dopo che ho raggiunto i requisiti della pensione ordinaria o anticipata Fornero, la capisco solo in caso di pensioni anticipate molto penalizzanti, ma comunque personalmente non l’avrei scelta ugualmente,

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    • Vedi Don, io conosco persone che hanno paura di terminare di lavorare; in loro passa il concetto: e poi come passo il tempo; un mio collega poteva aver terminato con i requisiti Fornero 1 anno fa; terminerà tra 1 anno; secondo me non hanno mai sofferto a sufficienza; tutto qui; saluti a te e ai gestori del sito

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  2. Il governo dura cinque anni a meno di un voto di sfiducia del Parlamento, in questo caso il presidente della Repubblica scioglie le camere e indice nuove elezioni.Quindi Mattarella svolge in pieno il proprio dovere, basta leggere un documento fatto nel 1948 che si chiama Costituzione della Repubblica Italiana.
    E nelle altre democrazie si fa esattamente così.Negli Stati Uniti il presidente dura quattro anni o mi sbaglio?Poi, al termine della legislatura se il governo non ti è andato bene, liberissimo di votare chi vuoi, questa è la democrazia.

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    • Il Presidente ha molti altri doveri tra cui fare rispettare la Costituzione insieme alla Corte Costituzionale. Poi, parere personale e di molti Costituzionalisti, la nostra democrazia funziona male perché c’è un evidente difetto di rappresentatività. La mia critica dipende dal fatto che chi è di destra vota sempre a destra. E lo stesso fanno a sinistra. Poi, parere personalissimo, questo è uno dei peggiori governi del dopoguerra.

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  3. Rispondo a tanti. Qui non si gioca tra destra e sinistra a chi c’è l’ha più duro.
    Semplicemente se un governo è ridicolo e fa male si manda a casa.
    Ogni volta così, come si fa nelle altre democrazie. Purtroppo abbiamo anche un Presidente della Repubblica che non svolge il ruolo che dovrebbe. Come se non ci fosse.

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    • Lasciamo perdere i peggiori Governi della storia sono quelli di centro sinistra, adesso vogliono che la destra faccia le loro riforme (salario minimo, aumentare soldi per sanità e scuola, ecc) cosa che non hanno fatto loro pur restando al governo negli ultimi 15 anni senza per altro aver mai vinto le elezioni. VERGOGNA

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    • Stefano ti ha già risposto Guido.Ma senza entrare nel solito scontro Guelfi e Ghibellini, ogni governo italiano dopo due anni viene definito il peggiore della storia repubblicana.Stessa frase sentita per Monti, per Renzi, per Conte e così via.Siamo alle solite.

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