Pensioni 2025, dopo Quota 103, Quota ‘Bara’? Urge un sistema equo, strutturato

In questi giorni si é tornati, nonostante la calura estiva, a parlare di pensioni anticipate, di quote, di possibilità di uscire prima al fine di potersi vivere la pensione senza troppi acciacchi gli ultimi anni di vita, senza dover vedere la pensione giungere sempre più lontana una sorta di corsa ad ostacoli che non finisce, mai. Un nostro lettore che si é rinominato ‘Quota Bara’ ha descritto quella che ritiene la prossima Quota, ironizzando ovviamente, che potrebbe essere posta dal Governo dopo Quota 100, 102, 103 ossia la quota ‘bara’ quella che si otterrà una volta che il lavoratore avrà ‘steso i piedi’. Della stessa opinione anche il Signor Marco che continua a ribadire quanto sia necessario una riforma pensioni che sia anche equa e giusta, affinché si possa andare in pensione ad un età accettabile. Entrambi sembrano cercare un confronto critico col Dott. Perfetto, il nostro esperto previdenziale, che spesso con obiettività e fonti certe discute circa la proposta Perfetto-Armiliato- Gibbin facendo presente che sarebbe una delle poche ad oggi a poter essere approvata proprio perché tiene in conto della realtà senza nascondere la testa sotto la sabbia, come fanno gli struzzi, dinanzi ai problemi. Il calo della natalità é evidente, l’invecchiamento demografico anche, le scarse risorse ancora di più, quindi per cercare un sistema equo e giusto, una riforma strutturale non bisogna solo chiedere di uscire prima ma proporre soluzioni realistiche per farlo, altrimenti restano solo ‘parole’ e desideri irrealizzabili. Ne é uscito un interessante scambio di opinioni tra questi lettori ed il nostro esperto, che con gentilezza ha risposto alle critiche, ne riproponiamo alcuni estratti, la parte completa la potete leggere voi stessi nella sezione commenti.

Pensioni anticipate 2025, Dopo quota 103, Quota ‘Bara’?

Quota bara scrive rivolgendosi a Perfetto: “Quindi secondo lei, è giusto che chi come il sottoscritto, debba lavorare fino all’ultimo respiro (le ricordo che la vita è una soltanto), versare i contributi (soldi miei/nostri) per pagare le pensioni agli altri, pagare gli assegni famigliari a chi è in Italia magari da pochi anni e ha 5/6 figli, ecc; e poi dopo aver SGOBBATO una vita, con uno stipendio da fame e tanto stress da lavoro correlato, aver fatto solo sacrifici facendo lavori pesanti, alla veneranda età di 64/65/66 anni, con magari come me ha tanti problemi di salute, non possa andare in pensione, se non già con un piede nella fossa ?
Le solite fiabe del “debito pubblico” chi paga siamo solo noi lavoratori sottopagati, sfruttati fino all’ultimo respiro. Invece di spendere i soldi per armare l’Ucraina (e tra un pò dovremo dare altri soldi per ricostruirla), e sperperare denari dei cittadini che pagano tantissime tasse, in spese folli e
inutili, ci sarebbero i soldi per mandare in pensione gli ultrasessantenni come me… siamo onesti

Beato lei che gode di buona salute ed è già in pensione; io forse non ci arriverò nemmeno a questo traguardo, come anche i giovani d’oggi forse non ci arriveranno mai e saranno costretti a lavorare e versare i contribuiti fino alla fine dei loro giorni (Quota bara, appunto).

E ancora in un altro commento: “Sulla Sua proposta che condivido pienamente, nulla da eccepire. Mi dispiace deluderLa, ma ribadisco il concetto (a meno che Lei mi dimostri scientificamente il contrario), che la vita è una soltanto e andrebbe anche un pò vissuta. Ho iniziato a lavorare a 15 anni in catena di montaggio e non dietro una scrivania come tale Fornero, (purtroppo per circa 4 anni i miei ex datori non mi versarono i contributi); adesso ho 62 anni e dovrò lavorare ancora un anno e mezzo, sperando che questi simpaticoni al Governo (tutti uguali dx e sx) non si inventino qualche altra corbelleria. Pregiatissimo Dott. Perfetto, faccia due conti e provi vedere quanti anni di lavoro e di contributi ho già versato… penso di avere il sacrosanto diritto di godermi (per modo di dire) qualche anno da NON schiavo sottopagato. Non penso di campare fino a 100 anni come Napolitano. Vorrei vivere gli ultimi pochi anni rimasti, senza dover alzarmi al mattino alle 5:00 e tornare a casa alle 18:00 tutti i giorni (ho un pò di strada da fare per recarmi al lavoro), per un misero stipendio da morto di fame, con un datore di lavoro che non mi lascia nemmeno il tempo per un caffè. Ma tanto chi se ne frega di me e di chi come me ha fatto una vita (se così si può definire) solo di sacrifici, lavoro, tasse, lavoro, tasse e zitto. In ogni caso La ringrazio per avermi dato la possibilità di scrivere ciò che penso

Così il Dott. Perfetto, (ricordiamo che stiamo prendendo solo alcuni stralci del lunghissimo botta e risposta): ” In base a quanto mi descrive riguardo alla sua situazione personale, le posso soltanto dire che nella Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin la sua situazione verrebbe risolta in accordo con le sue aspettative, e lei ne sarebbe pienamente soddisfatto. Se il meglio che il Governo riesce a fare non è all’altezza delle aspettative del popolo italiano, ebbene, il popolo italiano se ne faccia una ragione. Nemmeno le elezioni politiche potranno mutare la situazione italiana. Governo di Centrodestra e Governo di Centrosinistra hanno gli stessi problemi da affrontare, sia di natura finanziaria che di natura sociale. Ma nessuno di loro ha le soluzioni a tali problemi nell’era digitale. Perché? Perché non abbiamo economisti digitali in grado di poter consigliare correttamente i Governi su come avviare il volano della crescita economica e su come ridurre il debito pubblico senza costi sociali elevati. Sig. Quota Bara: il debito pubblico non è certamente una fiaba! Oh no! Il debito pubblico che gli investitori hanno in mano è uno strumento per guidare il Governo a fare le cose che il Governo DEVE fare. E cosa gli investitori dicono al Governo di fare? RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO! RIDURRE LA SPESA PUBBLICA! RIDURRE LA SPESA PER LE PENSIONI! La Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin indica soluzioni tali da evitare che i Governi si trovino sotto scacco degli investitori. Ma bisognerebbe per lo meno leggere la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin! Magari la si potrebbe emendare in qualche punto! Ma se nessuno la legge, cosa posso farci io, sig. Quota Bara? Per quanto riguarda la sua affermazione testuale che dice “le ricordo che la vita è una soltanto”, ebbene, sig. Quota Bara, le posso affermare con granitica convinzione che la vita non è una soltanto. Ma questa è un’altra storia.

Poi ancora: “Sig. Quota Bara, cerchiamo di essere onesti, almeno con noi stessi (lei ed io). Le quote erano state eliminate dalla Riforma Monti-Fornero quando era in carica il Governo Monti nel 2011.

Le quote sono state reintrodotte nel 2019 dal Governo Conte 1 con la coalizione M5S-Lega. Fu introdotta Quota 100 (62 anni di età anagrafica e 38 anni di versamento contributi) in via sperimentale e con scadenza dopo tre anni. Io sono andato in pensione con Quota 100, avendo maturato 65 anni di età anagrafica e 41 anni di contribuzione (quindi, Quota 106). I Governi successivi a Conte 1 hanno poi introdotto Quota 102 e Quota 103 (sempre in via sperimentale e quindi con una determinata scadenza).

Le finestre sono state eliminate dalla Riforma Monti-Fornero quando era in carica il Governo Monti nel 2011. Le finestre erano state eliminate ma inglobate nell’età anagrafica, ovvero, anziché andare in pensione a 65 anni di età e poi aspettare la finestra di 1 anno, si andava in pensione a 66 anni di età senza più attendere alcuna finestra. Le finestre sono state reintrodotte nel 2019 dal Governo Conte 1 con la coalizione M5S-Lega quando fu istituita Quota 100.

L’aspettativa di vita è stata introdotta per ragioni legate all’andamento demografico: sempre meno nascite e sempre più vecchi. Negli anni Settanta-Ottanta erano sufficienti 35 anni di lavoro per andare in pensione, perché nascevano 1 milione di bambini all’anno (e quindi ci sarebbero stati lavoratori che avrebbero pagato le pensioni correnti con i loro contributi). Oggi si tende ad andare in pensione con più di 40 anni di lavoro perché nascono 400 mila bambini all’anno (e quindi ci saranno sempre meno lavoratori che pagheranno le pensioni correnti con i loro contributi. Per tale motivo il Governo sta spingendo anche verso la pensione complementare aggiungendola alla pensione obbligatoria). Per chi non raggiunge i 40 anni di lavoro per vari motivi, ci sono varie modalità di accesso alle pensioni cosiddette “anticipate”, anche se con requisiti sempre più stringenti. Il Consiglio europeo raccomanda all’Italia di eliminare le pensioni anticipate (volenti o nolenti l’Italia deve allinearsi alle indicazioni dell’Europa).

Le varie Quota 100, Quota 102, Quota 103, tutte in via sperimentale, tutte a scadenza; e le varie finestre di 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi stanno ad indicare che il Governo si trova in continuo affanno, non sa dove andare, perché non sa che cosa fare.

O meglio, il Governo sa bene dove andare e cosa fare, ma SOLO in ambito finanziario (ridurre il rapporto debito pubblico/PIL, ridurre la spesa pubblica), e NON ANCHE in ambito sociale (più nascite, più assistenza agli anziani, meno liste di attesa alla Sanità, migliore istruzione, più lavoro e meglio retribuito ai giovani, riduzione della povertà sia assoluta che relativa).

Gli obiettivi principali del Governo sono: ridurre la spesa pubblica, avere l’avanzo primario al fine di pagare gli interessi sul debito pubblico (quindi non spendere tutte le tasse che incamera per migliorare i servizi pubblici: Sanità, Istruzione, Trasporti).

IN SOLDONI: L’OBIETTIVO DEL GOVERNO È RIDURRE LA SPESA PER PENSIONI! Glielo vuole dire lei, sig. Quota Bara, al Governo DOVE andare e COME andarci ANCHE in ambito sociale?

Pensioni anticipate 2025: basta alzare l’età pensionabile, a 67 anni siamo stanchi

Marco scrive: “Gentile Dott. Perfetto, mi permetto di dissentire , con tutto il rispetto, dalle sue considerazioni sul tema dell’età pensionabile. Lei continua a sostenere che, a causa del debito pubblico, sia giusto alzare sempre di più l’età per accedere alla pensione, come se fosse una scelta inevitabile o addirittura eticamente corretta. Le sue argomentazioni sembrano ignorare completamente la realtà vissuta da milioni di cittadini, costretti a lavorare fino a 67 anni – o oltre – spesso in condizioni di salute precarie, con lavori logoranti, stipendi stagnanti e prospettive sempre più fosche.
La questione non è soltanto economica, ma profondamente sociale e morale. Non si può ridurre tutto a un calcolo ragionieristico. Non si può predicare il sacrificio eterno a chi da anni regge sulle spalle un sistema che ha premiato altri, mentre a loro vengono chiesti ulteriori sforzi. E mi lasci dire che, quando queste parole arrivano da chi è già in pensione – e quindi fuori da questo gioco al massacro – suonano come una lezione fuori luogo.
Lei può permettersi, da pensionato, di parlare con distacco della necessità di “lavorare di più” e “vivere più a lungo”, a causa del debito pubblico, ecc; ma per molti di noi la pensione è diventata un miraggio, una promessa continuamente rinviata. Io, realisticamente, come tantissime altri, potrei non vederla mai. Le sembra equo?

Inoltre, mi colpisce quando afferma che “la vita non è una soltanto”, come se questo giustificasse ogni sacrificio. In realtà la vita è proprio una sola e anche piuttosto breve e meriterebbe dignità, non solo doveri. Continuare a spostare il traguardo della pensione significa, di fatto, togliere agli individui la possibilità di vivere una vecchiaia serena, libera dal lavoro e dedicata a sé stessi, ai propri affetti, a una dimensione finalmente umana dell’esistenza.
Ciò che manca a molte delle sue osservazioni è empatia. Non tutti sono burocrati o dirigenti. Esistono operai, infermieri, artigiani, insegnanti sfiniti, madri e padri che hanno speso una vita intera nel lavoro e che meritano di godersi il frutto di quegli sforzi. N
on possiamo permetterci una società che chiede sempre di più ai più deboli, mentre si mostrano comprensivi solo con i mercati e le esigenze del bilancio

Parte della lunga risposta del Dott. Perfetto, versione integrale sul portale: “ll considerare i fatti con “distacco” non significa mancanza di “empatia”: comprendo bene e condivido i sentimenti dei lavoratori (per essere stato uno di loro), ma non mi lascio influenzare emotivamente dai loro sentimenti (il più delle volte intrisi di rabbia).

GIUSTO, SOCIALE, EQUO: SONO I PRINCÌPI SU CUI FONDA LA PROPOSTA PERFETTO-ARMILIATO-GIBBIN

Richiamo l’attenzione del lettore sulla Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale a firma di Perfetto-Armiliato-Gibbin nella versione sintetica pubblicata al seguente link del mio sito web: https://drive.google.com/file/d/1qJA89rPQ_ekQmI3rfKx_OD3Yvvp9aEaL/view

Per comodità del lettore riporto i Princìpi:

• Fare le cose che sono socialmente giuste fare

Uguali trattamenti tra uomini e donne, pubblico e privato, dipendenti e autonomi

La Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin si fonda su concetti di “giusto”, “sociale”, “equo”.

È giusto dare “Libertà di scelta nell’accesso al trattamento pensionistico”.

È giusto il “Riconoscimento e valorizzazione del lavoro di cura” (valore morale).

È equo trattare l’uomo prestatore di lavoro di cura alla pari della donna prestatrice del lavoro di cura (“Opzione Uomo” = Opzione Donna).

L’ETÀ PENSIONABILE NON SI ALZA A CAUSA DEL DEBITO PUBBLICO, MA A CAUSA DELLA DENATALITÀ

La Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin individua la causa dell’innalzamento dell’età pensionabile nella denatalità, nel calo delle nascite. Con sempre meno nascite, ci saranno sempre meno lavoratori, e quindi sempre meno contributi previdenziali per finanziare le pensioni correnti (come sappiamo, il nostro sistema previdenziale è a ripartizione: il lavoratore paga la pensione al pensionato). La conseguenza di questa relazione causa-effetto è la seguente: mantenere più a lungo al lavoro i lavoratori anziani, elevando progressivamente l’età pensionabile (aumentando l’età anagrafica, o aumentando gli anni di contribuzione).

NOTA: non si tratta di stabilire se ciò è giusto oppure no; si tratta di analizzare la relazione di causa-effetto.

La Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin rimuove a monte la causa “denatalità” in questo modo: 1) Robot e AI lavorano al posto dei lavoratori mancanti; 2) i lavoratori digitali (Robot e AI) vengono equiparati ai lavoratori umani; 3) come i lavoratori umani versano i contributi previdenziali, così i lavoratori digitali verseranno i contributi previdenziali; 4) con i contributi previdenziali versati anche dai lavoratori digitali (Robot e AI) si pagano le nuove pensioni.

LA PROPOSTA PERFETTO-ARMILIATO-GIBBIN POTREBBE FAVORIRE L’EUROPA NEI NEGOZIATI SUI DAZI CON GLI USA

Il problema dell’invecchiamento della popolazione non ce l’ha solo l’Italia, ma ce l’hanno anche gli USA (si clicchi sulla voce USA riportata nel documento di sintesi della Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin). La soluzione all’invecchiamento della popolazione che propone la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin potrebbe interessare la Presidenza USA: ciò potrebbe anche portare ad una migliore cooperazione su dazi tra USA ed Europa”.

Ringrazamo i due lettori che hanno avanzato commenti critici lunghi ed articolati, ringraziamo il nostro esperto previdenziale per essere sempre pronto ad un confronto costruttivo, senza mai prenderla sul personale, avendo proprio quell’empatia che gli permette di passare ‘sopra le critiche’ e di riuscire a rispondere ancora una volta con razionalità e dati reali, con la lucidità di chi da anni, oltre a dedicarsi al proprio lavoro, si é dedicato anima e corpo ad una riforma che probabilmente, se solo fosse letta da chi è al Governo si troverebbe completamente in linea con quanto detto di recente dal Direttore Generale INPS Valeria Vittimberga ossia che si andrà verso la necessità di fa pagare all’IA parte delle nostre pensioni. Riforma che con buona probabilità riuscirebbe a soddisfare il Signor Marco ed il Signor con lo pseudonimo ‘Quota Bara’ molto più di quanto loro stessi credano. I tre firmatari, Perfetto-Armiliato e Gibbin, hanno nella loro proposta, proprio grazie alla loro empatia ed esperienza, messo a punto una riforma che tornerebbe a dare dignità a uomini e donne garantendo loro proprio di uscire prima sal mercato del lavoro godendosi la meritata pensione, ma per farlo, alla luce dei fattori socio economici attuali, il Governo dovrebbe, ed in parte pare lo stia facendo stando alla recente intervista di Vittimberga, aprire ad una visione differente che comprenda altresì l’IA e la possibilità di far pagare i contributi ai robot. Grazie a quanti sono arrivati alla fine di questo lungo ed articolato articolo.

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27 commenti su “Pensioni 2025, dopo Quota 103, Quota ‘Bara’? Urge un sistema equo, strutturato”

  1. La legge monti/fornero (appiccicata forzatamente alla Fornero) doveva essere. Poi come, quanto e quando “distribuire” i dilatati requisiti “dinamici” pensionistici, correlati all’aspettativa di vita, correlazione che pochi (anche i parlamentari che l’hanno votata inclusa l’attuale pdc, peraltro i vitalizi parlamentari esistono ancora ….modificati per le ultime legislature …. e bastano 4 anni 6 mesi ed 1 giorno di legislatura…….. per loro la legge fornero monti non ha alcun effetto) hanno capito subito, è stata fin troppo “galoppante” dal 2011 al 2018….e la sua applicazione fin troppo draconiana, in particolare all’anzianità contributiva, ancor più per i “maschi”, magari precoci ma non abbastanza cagionevoli di salute e con occupazioni, oggi, “comode” o presunte comode, durante i governi Letta, Renzi, Gentiloni ed in seguito modificata nel suo metodo di calcolo dal governo Conte1, per l’impegno determinato del vituperato Di Maio, nel 2019 “congelata” e modificata la sua futura applicazione fino a tutto il 2026 e forse lo sarà ancora (forse perchè le elezioni “politiche” sono troppo vicine ….2027….. ma poi sarà inevitabile…per mantenere gli equilibri di bilancio concordati con la UE) …. su come, quanto e quando ……ci sarebbe (stato) molto da discutere.

    Non solo l’applicazione draconiana a rate e progressiva ….. di cui sopra è stata messa parzialmente in discussione dalla vittoria elettorale dei 5stelle e dall’impegno “ministeriale” del poi vituperato Di Maio….. nel 2019 ……detto congelamento e modifiche sono state poi attribuite al Covid ….. che invece arrivò dopo ed in ogni caso contribui a giustificare i già descritti provvedimenti, altrimenti draconiani se non punitivi specie per i lavoratori precoci maschi con impegni lavorativi considerati non gravosi.

    In seguito esistevano delle ipotesi di parziali e minime riduzioni contributive (tre mesi di sconto per anno contributivo pre 19 anni di età…. in aggiunta, ed altre piccole riduzioni per lavoratrici precoci e madri) ma il governo Conte2 fu rimpastato e tornò a “giocare” il senatore semplice, che quando ha partecipato ad un governo, il governo è durato poco…. e quindi ….. quelle piccole ma significative modifiche ai requisiti contributivi …… ben oltre i 41-42 anni di contributi….. non sbocciarono mai.

    Ora la legge monti/fornero e la sua applicazione draconiana per molti, ma non per tutti, ha avuto effetti assurdi: 11/12 salvaguardie per esodati, per alcune categorie ha permesso pensionamenti con teorici 41 anni di contributi previdenziali e 36-35-34 reali e per alcune categorie di privati il ricorso più o meno sistematico alla Naspi per gli ultimi due anni……. e le risorse risparmiate con la legge fornero sono state utilizzate, anche per:

    gli 80 euro mensili “strutturali”, distribuiti a molti (non a tutti) da Renzi;

    la Quota100, poi 103, 104 per tre/quattro anni di cui si fregia Salvini, per 62enni con “almeno” (ed io sottolineo solo) 38 anni di contributi previdenziali versati ……… forse avessero previsto ….. 58enni o più con almeno 42 anni di contributi versati …… sarebbe stato meglio per molti di più e per più tempo ……. e senza differenziazione di genere;

    Opzione donna all’inizio con meno di 60 anni di età e soli 35 anni di contributi;

    Il reddito di cittadinanza ….. bandiera dei 5stelle (e sembra anche la pensione di cittadinanza) distribuito per oltre i tre anni previsti, spesso a lavoratori in nero …… e che ha permesso truffe milionarie ….. verso la Romania in particolare.
    Peraltro la sua eliminazione o decisa riduzione non ha provocato morti o rivoluzioni di massa.

    Poi è palesemente schizofrenica (la legge fornero/monti).
    Ribattezza le ex pensioni per anzianità contributiva (allora 40 anni per tutti e tutte – oggi diversificate per genere 42 anni per donne e 43 per uomini – requisiti per ora “congelati”, ma non per sempre) definendole “pensioni anticipate ordinarie”, un trucco semantico …… per dividere ulteriormente gli italioti…… che leggono poco, ricordano meno e capiscono ancora meno, popolo di analfabeti totali o funzionali che potrebbero pensare leggendo “anticipate” a “privilegiate”.

    Sottolineo che i fruitori delle pensioni “anticipate” ordinarie sono coloro che versano per più tempo e spesso per questo motivo, più soldi per contributi previdenziali per ottenere una pensione.
    ……
    Dicevo legge fornero/monti schizofrenica …….. in quanto da un lato sminuisce, osteggia, differenzia per genere e dilata ancor più nel tempo, l’acquisizione del diritto a pensione, dei pensionandi/e per anzianità contributiva definendo le loro pensioni anticipate, mentre permette pensionamenti a 67 anni (questa volta senza distinzione di genere) con soli 20 anni di contribuzione, molti dei quali spesso figurativi e quindi pensioni integrate dallo stato……… oppure alla stessa età ma senza alcun contributo previdenziale pagato parimenti a nessuna dichiarazione dei redditi ……… senza che lo stato avesse mai fatto un minimo controllo.
    ………
    Aggiungo che ogni anno qualche “commentatore” professionista in tv e/o nei giornali, riportano l’età media di pensionamento…..relativamente distante dai 67 anni (peraltro sempre più vicina ai 65 anni ….. includendo i quasi 400.000 almeno 62enni con soli 38anni di contributi)…….. mentre mai nessun media o giornale e forse nemmeno l’INPS…….ha evidenziato la media contributiva in anni (e tanto meno il montante contributivo medio) dei pensionandi di vecchiaia ……. a 67 anni di età.

    Poi che dire di un resuscitato CNEL, seppellito da Renzi e riesumato da Meloni che relaziona sulla legge fornero-monti, relazioni che molto spesso sono un copia-incolla delle premesse delle leggi dini, sacconi, fornero ed altri temi esempio il salario minimo ….peraltro spesso già ampliamente affrontati da centri-studi di sindacati, organismi non governativi, ragioneria generale, istat, inps, organismi interni a senato e camera dei deputati……. al cui vertice è stato “insediato” (e con legge ad-personam retribuito) un ex-pluriparlamentare, oggi plurivitaliziato (italiano ed europeo) e parallelamente pensionato da docente universitario, uno dei padrini della legge fornero-monti …….. che si è circondato da un rinnovato staff e oltre 40 consiglieri, più del Quirinale ……. a proposito di schizofrenia.

    L’attuale pdc, parlamentare di lungo corso (sui vitalizi dei quali vecchi o recenti, la legge in argomento non ha alcun effetto) dal 1994, la legge monti-fornero, l’ha votata, ma non l’ha mai letta ….e quando, anche in tv ed in campagna elettorale ha dovuto rispondere a domande in merito, ha menato il can per l’aia ed adottato la solita postura polemica …. più che mai fuori luogo…..parlando delle pensioni dei giovani, contrapponendo le generazioni … in realtà nascondendo dietro alla sua caciara, l’assoluta non conoscenza della materia previdenziale, che per avere un futuro razionale dovrà diventare parte importante della contrattazione collettiva e della fiscalità generale che deve andare oltre alla personalizzazione forzata a cui attribuire la responsabilità di una legge ed a squallidi trucchetti semantici …. per confondere una platea di analfabeti di ritorno…..sui quali si sono basate in tutto o in parte le campagne elettorali.

    In ogni caso mi permetto questa domanda:

    Pensione “anticipata” ordinaria a 60-61-62 anni
    con 43 anni di contributi previdenziali.

    Pensione di vecchiaia a 67 anni di età con 20 anni di contributi.

    Quale è quella più “guadagnata”?

    Il 31 dicembre 2026 il congelamento (dal 2019… prima è stata super applicata e diversificata per genere…. e galoppante) della correlazione “aspettativa di vita” e “requisiti pensionistici” seppur rivista nel metodo di calcolo e diversamente regolamentata nella sua applicazione dal governo Conte1 …… avrà termine per tutti e tutte i/le pensionandi/e ….erga omnes ……. e certe affermazioni da pinocchio e personalizzazioni dei provvedimenti legislativi (complici anche certi atteggiamenti sorprendentemente masochistici….pur di apparire in televisione ….magari pagati) ed altre polemiche per contrapporre le generazioni e non entrare nel merito……. saranno buone solo per gli idioti………..certo se gli idioti costituiscono la maggioranza è un problema ed affermazioni generiche tipo…. non sono interessato alla politica …. per nascondere l’incapacità di capire, anche le leggi che riguardano il proprio futuro…..lasciano perplessi.

    Concludo per avere una pensione degna sono necessari accantonamenti reddituali congrui e per periodi di tempo importanti (pluridecennali…..10 anni fanno ridere, 20 fanno sorridere…30 anni potrebbero essere forse sufficienti se correlati a redditi annuali con importi che superano i 100.000 euro….) meglio conosciuti come “contributi”…… in altre parole le pensioni “minime” e l’assegno minimo dovrebbero sparire o quantomeno denominarle per quello che sono assegni assistenziali anche quelli ottenuti con integrazioni al minimo, con intervento dello Stato.

    Invece dal 1994 in Italia ….. l’aumento delle pensioni “minime” indistintamente accomunate ….. sono parte importante della propaganda elettorale e dei successivi programmi elettorali….. e di affermazioni di paternità e maternità, anche dell’attuale PdC …a palazzo Chigi.
    Sottolineo inoltre che per la “previdenza” di coloro che hanno “votato” la legge monti-fornero, la medesima legge non ha alcun effetto. Aggiungo che i vitalizi parlamentari (italiani o europei) e/o regionali seppur modificati e meno generosi dei precedenti esistono ancora e si maturano dopo 4 anni 6 mesi ed 1 giorno di legislatura …. e si riceve un vitalizio dal 65° anno di età di circa 1.100,00 euro mensili netti, …… con meno di due legislature il vitalizio aumenta ad almeno 1.500,00 euro mensili ma si ricevono dal 60° anno di età.

    Concludo, la materia previdenziale per i giovani che ieri ed oggi hanno iniziato a lavorare, dovrà diventare sempre più oggetto della contrattazione collettiva ed essere agevolata in ambito fiscale ….. smettendo di contrapporre le generazioni con atteggiamenti fuori luogo e fuori tempo massimo …. correndo a chiudere le stalle quando i buoi sono scappati o sono rimasti in pochi.

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  2. Rispondo a Elsa: suvvia non sia choosy … mi spieghi perche’ ai parlamentari bastano 4 anni circa mentre al popolino servono 44 anni circa … ah ah ah ah !!!!

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    • Per i parlamentari ….e credo anche i consiglieri regionali……4 anni 6 mesi ed un giorno ….. la durata della legislatura 2018-2022 …. governi Conte1, Conte2, Draghi ….. ma in questo la Fornero non ha alcun tipo di responsabilità, anzì sottolineò l’incongruenza, ma fu zittita …. in particolare da Fini …. e se rimane l’unica legislatura al 65° anno di età ricevono € 1.100 euro mensili netti ….. e si chiama vitalizio.

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  3. Rispondo alla Sig.ra Lory, visto poi che faccio parte dei cosiddetti boomer e quindi mi sento parte in causa. Il suo è un discorso bellissimo e come può non essere condiviso. Tralascio le questioni tecniche sulle enunciazioni da lei elencate sul tema pensionistico dove il Dott. Perfetto le ha risposto in maniera adeguata e competente. Tuttavia e sottolineo tuttavia, lo sport nazionale in Italia è sparare sulla croce rossa, cioè i politici. Lungi da me dal difenderli per carità, ma pongo solo alcune questioni che elenco minuziosamente :
    1 Che cosa avremo potuto fare con le centinaia di milioni di euro truffati dai “poveri”, che hanno usufruito per anni del reddito di cittadinanza quando proprio poveri non erano.
    2 Che cosa avremo potuto fare con le centinaia di milioni di euro di contributi non versati all’ INPS da soggetti che magari prendono la cosidetta ” pensione sociale” ma hanno il conto corrente ben fornito ( senza dimenticare le pensioni minime elargite ad evasori fiscali anche questi con il conto corrente pieno).
    3 Che cosa avremo potuto fare con le centinaia di milioni di euro elargiti dall’ INPS a falsi ciechi, sordi o invalidi per svariati anni.
    4 Che cosa avremo potuto fare con le centinaia di milioni di euro elargiti dall’ INPS a soggetti morti tenuti in vita per anni da figli o coniugi disonesti ( l’ altro giorno hanno scoperto una signora che ha tenuto in vita la mamma morta per vent’anni, pare sia il nuovo record).
    Potrei continuare ma mi fermo qui. Quindi, non le sembra che oltre ai politici, anche una parte di questo paese dovrebbe andare a scuola di onestà e moralità? Ma questo dovrebbe essere un paese (visto i politici che ci troviamo) dove tutti dovremo remare dalla stessa parte, invece purtroppo io faccio parte di quel 15% che paga il 60% di IRPEF di questo paese.

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  4. Rispondo al commento della sig.ra Lory del 1 Agosto 2025 alle 13:21.

    Sig.ra Lory, il suo commento presenta diversi spunti di riflessione che stimolano il confronto di idee.

    Nel 1964 (periodo cosiddetto dei “baby boomer”) le nascite sono state 1.016.120. Nel 2024, invece, 60 anni dopo, le nascite sono state 369.922, esattamente 646.198 in meno (FONTE Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Demografia_d%27Italia#:~:text=Il%20progresso%20%C3%A8%20notevole%20se,e%2065%2C5%20nel%201959).

    Mentre da un lato si assiste ad una progressiva diminuzione delle nascite, dall’altro si assiste ad un aumento della popolazione anziana. Nella Fonte Wikipedia citata sopra è presente l’immagine animata dal titolo “Piramide di popolazione dell’Italia dal 1982 al 2021”: nell’animazione risulta piuttosto evidente di come la base della piramide vada progressivamente restringendosi mentre la parte superiore della piramide vada progressivamente allargandosi. Ciò significa che è in atto una tendenza per la quale un numero sempre minore di giovani lavoratori finanzierà con i propri contributi previdenziali le pensioni di un numero sempre maggiore di anziani.

    Il Governo e gli esperti previdenziali intervengono su diversi parametri per mantenere in equilibrio il flusso delle uscite per pensioni con il flusso delle entrate contributive, agendo su due fronti: da un lato, per garantire la completa restituzione del montante contributivo del lavoratore che l’ha accumulato; dall’altro, per garantire che il montante contributivo possa essere effettivamente restituito. Pertanto:

    • Si agisce sul coefficiente di trasformazione, che dipende da altri parametri tra cui l’aspettativa di vita e l’età anagrafica. Per fare in modo che il montante contributivo accumulato durante la vita lavorativa venga restituito al lavoratore né maggiorato e né ridotto rispetto all’importo accumulato, il coefficiente di trasformazione tende a ridursi se l’aspettativa di vita aumenta (perché si tende a percepire la pensione per più tempo), e tende ad aumentare se si va in pensione ad un’età più avanzata (perché si tende a percepire la pensione per meno tempo);

    • Si tende a mantenere più a lungo al lavoro i lavoratori per avere un numero sufficiente di lavoratori contribuenti in modo da compensare la riduzione dei lavoratori a causa del calo delle nascite. Si tende quindi ad allungare l’età pensionabile, oppure ad allungare gli anni di contribuzione, oppure ad aumentare il valore minimo dell’importo pensionistico di “n” volte l’importo dell’assegno sociale (n=1,5, n= 2,5, n=3,5, …). Per rafforzare tale meccanismo di permanenza prolungata al lavoro si interviene mediante incentivi per restare al lavoro (premialità, ovvero aumento dell’assegno pensionistico pari, per esempio, al 2% per ogni anno che si resti al lavoro oltre i 67 anni); e si interviene mediante disincentivi per lasciare il lavoro (penalità, ovvero riduzione dell’assegno pensionistico pari, per esempio, al 2% per ogni anno in meno che si lavori rispetto ai 67 anni).

    Sotto il profilo CONTABILE (equilibrio finanziario della spesa pubblica per pensioni) non c’è proprio nulla da eccepire riguardo al nostro Sistema Previdenziale: denatalità (per cui ci saranno sempre meno lavoratori che pagheranno le pensioni) e invecchiamento della popolazione (aspettativa di vita in aumento e quindi tendenza a percepire la pensione per più tempo) inducono ad adottare il sistema contabile che attualmente abbiamo in esercizio.

    Ma oggi sussistono le condizioni per mantenere in vita l’attuale sistema contabile previdenziale favorendo, allo stesso tempo, anche un’attenzione più accurata verso l’aspetto SOCIALE del Sistema Previdenziale: favorire la formazione di famiglie (facendo lavorare i giovani al posto degli anziani in modo che possano contare su un reddito da lavoro stabile e ben remunerato); valorizzare il lavoro di cura (dove spesso la famiglia interviene al posto dello Stato); garantire il pensionamento ai disoccupati inoccupabili (anziché erogare l’indennità di disoccupazione).

    Oggi abbiamo robot e sistemi di intelligenza artificiale e altri sistemi di intermediazione digitale (come le casse automatiche dei supermercati e delle librerie, o applicazioni software come home banking, home insurance, Anagrafe Nazionale Popolazione Residente) che lavorano al posto degli umani. Quindi: sussistono le condizioni tecnologiche per compensare il vuoto lasciato dalla mancanza di lavoratori a causa della denatalità.

    Poiché robot, sistemi di intelligenza artificiale e altri sistemi di intermediazione digitale eseguono gli stessi lavori degli umani, non c’è alcun razionale perché non debbano anch’essi versare i contributi previdenziali per finanziare le pensioni. Quindi: sussistono le condizioni tecnologiche per finanziare le pensioni dei lavoratori anziani e favorire quindi il ricambio generazionale.

    Qualora sorgesse il pensiero di chiedere all’INPS la restituzione del proprio montante contributivo, ebbene temo proprio che l’INPS non sia nella concreta possibilità di poter evadere una simile richiesta: LA CASSA DELL’INPS È SEMPRE VUOTA!

    Poiché il nostro sistema previdenziale è a ripartizione, i contributi versati dal lavoratore vengono immediatamente ritirati dal pensionato. Quindi, nella cassa dell’INPS i soldi non ci sono (Nota: tale aspetto viene bene illustrato nel video di youtube risalente a 13 anni fa “Superquark, demografia e pensioni in Italia” al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=bcRwgQVTjfkl).

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  5. Leggo che i miei coetanei, appellati come “boomer”, che a 18 anni dopo le superiori si sono trovati un lavoretto senza contribuzione per poter proseguire gli studi universitari, che sono entrati nel mondo del lavoro nella seconda metà degli anni 80 versando diligentemente ogni mese il 25% o il 33% del proprio stipendio all’istituto di previdenza, si sono finalmente svegliati e cominciano a comprendere che governi e parlamenti di tutti i colori sono da anni tutti uguali e a quel che si legge ovunque “inutili”. Rispettabili rappresentanti solo di se stessi, sono stati tutti responsabili della deriva in cui versa questo paese, anche in tema di previdenza. I soldi versati da chi ha lavorato sono stati distribuiti a quelli che hanno lavorato poco o nulla, sono stati elargiti per coprire l’assistenza in modo da non esporsi troppo in riforme fiscali basate sull’equità contributiva irpef che è alla base di ogni paese civile. Ora dal 2011 (Monti-Fornero), si racconta a coloro che i soldi li hanno versati, che non si può concedere una pensione correlata a quanto versato, adducendo scuse varie, e, annaspando con reiterati tentativi di ridurre l’importo (vd. coefficienti di trasformazione) o di allungare i tempi di erogazione (aspettativa di vita) e ultimamente paventando lo spettro della denatalità che comporterà mancanza di lavoratori e quindi di contributi. Vorrei dire che non ci crediamo più a queste belle scuse, vorrei dire che le nostre strade sono piene di giovani immigrati che non lavorano, vorrei dire che il lavoro per i giovani non si trova e quindi anche se fossero nati un milione di italiani in più il problema di chi versa i contributi non sarebbe cambiato. Vorrei dire che i “boomer” lavoratori avanzano ad oggi un credito INPS, in termini di montante contributivo versato, che va da un minimo di 250.000 a un massimo di 450.000 per contribuente, che vogliamo fare? Ce li restituite così risolviamo il problema della previdenza una volta per tutte?

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    • Lory hai detto tante verità, per questo che per il futuro immediato non mi aspetto nulla di positivo da questi signori e te lo dice uno che non e’ mai stato qualunquista.

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    • Buongiorno.

      In Italia, la generazione dei Boomer (i Baby Boomer) è considerata quella dei nati tra il 1946 e il 1964; periodo nel quale si è avuto: grande crescita economica e aumento della natalità.

      Se l’affermazione è corretta, un buon numero di boomer ha già ampiamente raggiunto la pensione.
      Siano essi laureati, diplomati e, a maggior ragione coloro che, per mille motivi, si sono fermati al secondo livello di istruzione (le medie)
      Gruppo, quest’ultimo, che ha mediamente goduto del più basso livello retributivo anche se, presumo, sia stato quello che maggiormente ha lottato per i propri diritti.

      Parlare ora di “sveglia” a me pare che corrisponda a voler tirare un rigore quando ormai anche i supplementari sono ampiamente scaduti; in particolare perchè, da come si pone, sembrerebbe riferirsi a coloro d’istruzione più elevata (i laureati).

      Alcuni punti che cita, ma non tutti, li condivido considerato che quando iniziai a lavorare, a metà del 1970: eravamo in 500 (giovani e forti) e quando ho cessato ricevendone la pensione il 1 gennaio 2012, i rimasti erano all’incirca 140 non tutti giovani e forti perchè in compagnia di un gruppetto di già pensionati, riassunti (nel rispetto delle leggi).

      Questo accadeva, non perché da noi si progettasse e si realizzasse automazione da usare o da vendere ad altri; ma perché da almeno un decennio la realizzava anche la Cina, dove eravamo, come tanti, andati per costruire i loro impianti.

      Questo e altro è la glbalizzazione.

      Saluti

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  6. Rispondo al commento del sig. Silvano del 31 Luglio 2025 alle 10:01.

    Mi sembra di capire, sig. Silvano, che la soluzione che lei propone sia quella di cambiare i personaggi che ci amministrano.

    In un certo qual modo, ci viene data la possibilità di cambiare i personaggi che ci amministrano con le votazioni amministrative e politiche.

    Ma, a quanto pare, plus ça change, plus c’est la même chose (più le cose cambiano, più restano le stesse).

    Talvolta occorre domandarsi non già “perché” le cose non cambiano, bensì “che cosa” sta accadendo (qui ed ora).

    Il “perché” le cose non cambiano ce l’ha spiegato in parte lei, sig. Stefano, riferendosi ai personaggi che ci amministrano:

    – “Gente che non ha né arte né parte”,

    – “la maggior parte dei parlamentari, pensano che Spinoza o Schopenhauer, siano degli eccellenti musicisti o cantanti di heavy metal”.

    Ma proviamo a domandarci “che cosa” sta accadendo qui ed ora:

    – Robot (come BellaBot) che sostituiscono camerieri umani (https://www.youtube.com/watch?v=x8jvwBG0jQI)

    – Assistenti digitali (come Camilla) basati su intelligenza artificiale che sostituiscono impiegati comunali (https://www.youtube.com/watch?v=qzX8wHeVEXI

    ed anche:

    – Clienti che si sostituiscono ad impiegati comunali (https://www.anagrafenazionale.interno.it/)

    – Clienti che si sostituiscono ai cassieri di un supermercato (https://www.terya.com/blog-retail/casse-automatiche-supermercati-come-funziona-la-gestione-flussi)

    Il “che cosa” sta accadendo, qui ed ora, è l’avanzare dell’automazione ad un tasso molto più rapido dello sviluppo di nuove professioni: il risultato è disoccupazione tecnologica.

    Per evitare la disoccupazione tecnologica si rende necessario il ricambio generazionale favorendo l’uscita dei lavoratori anziani e l’ingresso di giovani nel mondo del lavoro (disoccupati, scoraggiati e NEET), in modo che avviino nuovi consumi (case, mobili, automobili, elettrodomestici, vestiti, ecc.) che faranno da volano alla produzione, e quindi agli investimenti e quindi a nuova occupazione.

    Il finanziamento delle pensioni dei nuovi lavoratori anziani avverrebbe facendo versare i contributi previdenziali anche a robot e AI (e all’automazione più in generale, e quindi anche alle aziende che utilizzano casse automatiche o software di intermediazione digitale). Al tempo stesso, con l’applicazione dell’imposta sull’automazione, si eserciterà un po’ di freno all’avanzare dell’automazione in modo da formare e sviluppare le nuove professioni e quindi evitare la disoccupazione tecnologica.

    Il Programma di diffusione dell’insegnamento della nuova disciplina STEM Economia Informatica che stiamo inviando a tutte le Università italiane e alle Scuole Medie Superiori ha come obiettivo proprio la formazione di nuove professioni e ridurre l’abbandono scolastico (sia nelle università che nelle scuole medie superiori).

    Per realizzare tutto ciò, sig. Stefano, non è necessario che chi ci amministra abbia conoscenza del “Deus sive Natura” di Spinoza (tra parentesi, quando Einstein affermava che il “Grande Vecchio non gioca a dadi”, si riferiva non già al Dio del Vecchio Testamento, ma proprio al “Dio” di Spinoza, ovvero alla Natura).

    CONCLUSIONE

    Ispirandoci a Schopenhauer, lasciamo pure che ci amministra utilizzi la propria conoscenza a mo’ di lanterna che illumina la strada.

    Ciò di cui abbiamo estremo bisogno, invece, è di uomini e donne che utilizzino la conoscenza a mo’ di sole che rivela il mondo.

    Oso affermare, senza tema di essere smentito, che la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin è la nuova conoscenza che ci rivela il mondo in cui oggi viviamo; e l’Economia Informatica è la nuova conoscenza di cui abbiamo bisogno per governare gli eventi da cui oggi siamo governati (di cui né il nostro Governo, né i nostri Parlamentari hanno responsabilità).

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  7. Mi permetto di dare un consiglio al Sig. Perfetto e anche agli altri. Se non si seguono i lavori parlamentari, almeno in parte, non si capisce cosa fa la politica, che è poi quella che distribuisce pensioni e sanità. Non c’è niente di ‘ELEVATO”. Piuttosto siamo alle torte in faccia delle comiche. Gente che non ha né arte né parte. Solo poche gemme come diceva Montanelli. Gli altri sono lì a fare affari e a cercare di ripristinare tutti i privilegi che possono. E che abbiamo faticosamente cercato di smantellare. Lei comunque, Sig. Perfetto, continui la sua opera encomiabile. Peccato che, la maggior parte dei parlamentari, pensano che Spinoza o Schopenhauer, siano degli eccellenti musicisti o cantanti di heavy metal. Prima di cambiare le leggi, bisogna cambiare i personaggi che ci amministrano.

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    • Mi scusi Silvano, possiamo anche essere d’ accordo sul tratteggio che lei fa dei ns politici, anche se guardando i loro curriculum prima di entrare in politica ( non tutti ma una buona parte) pieno di lauree prestigiose e carriere anche in aziende di un certo livello, viene da chiedersi se l’ entrare in politica porta ad un disfacimento cerebrale anticipato. Ma oltre ai politici, lei trascura migliaia e migliaia di italiani che hanno usufruito a sbafo del reddito di cittadinanza cortesemente concesso da certa politica, oppure quelli che con pochi contributi versati ma con cospicui conti correnti milionari, intascano la pensione minima sottraendo risorse a chi ne avrebbe più bisogno, senza contare finti ciechi, sordi o muti che negli ultimi decenni hanno intascato pensioni di invalidità. E se vuole continuo con quelli ( notizia di ieri), che hanno fatto vivere la nonna morta per vent’anni per intascare la pensione INPS così da spenderla in viaggi e vacanze. Non le sorge la domanda che oltre ai politici, andrebbe cambiato anche questo paese?

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      • Caro Nicola, hai ragione,
        Guardando ai numeri. tra i nostri parlamentari vi è una quantità di laureati tra cui con titoli prestigiosi che è più altro di quello presente nella società civile (io non lo sono), sebbene è da dire inferire a quello presente nel corso della, vituperata, prima repubblica.
        Pertanto il commento, quando “dispregiativo”, ha scarso valore se non nullo e comunque “sopravvalutato”.
        Si chiama effetto Dunning Kruger … per dirla, facile facile, è quello per cui al bar siamo tutti allenatori della nazionale.

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        • Certamente Wal, però se avessero almeno etica, moralità e amore per la cosa pubblica, qualcosa di meglio si vedrebbe.Altro che due mandati, dovrebbero fare solo un mandato e impegnarsi a fare il loro meglio senza pensare a come farsi eleggere per il successivo.

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  8. Nessuno e’ ancora riuscito a spiegarmi come mai (se mancano le risorse) il popolino va con 44 anni circa mentre i parlamentari con 4 anni circa … ah ah ah ah !!!!

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  9. Concordo che verrà un tempo in cui Robot e AI sostituiranno il lavoro umano , ma quando sarà questo tempo ? Nelle aziende abbiamo macchine automatiche inserite nei cicli di produzione la cui intelligenza (software) è gestita da PLC o schede PC . Mi domando se queste macchine sono Robot ? Di sicuro stanno già sostituendo il lavoro umano aumentando la produttività dell’azienda quindi in teoria gia da ora la proposta potrebbe essere applicabile. Al momento tuttavia di AI nelle aziende non se ne parla e che tipo di lavoro potrebbe sostituire ? Forse quello getsionale effettuato degli uffici ma in questo caso lo vedo come un processo che potrebbe svolgersi nei prossimi decenni . Insomma ottima sarebbe la legge ma complicato sarebbe il decreto attuativo che definisce come applicare la legge : se prendiamo a riferimento la 4.0 che parlava di digitalizzazione delle macchine abbiamo avuto problemi di attuazione della legge per la difficoltà di interpretazione sulle attività di digitalizzazione necessarie per rendere una macchina 4.0 . E in questo caso si trattava di agire in una realtà tecnica già esistente . Quindi la mia perplessità è sui tempi necessari per arrivare ad attuare una tale proposta in un paese come l’italia dove è difficile mettersi daccordo in una riunione condominiale …..

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  10. Ho letto l’ articolo e trovo stupefacenti le critiche al Dott.Perfetto da parte di alcuni lettori, quando proprio il Dott. Perfetto ha fatto una proposta di riordino del sistema pensionistico ( insieme ad Armiliato-Gibbin) proprio per superare le criticità attuali del sistema.
    Il Dott.Perfetto ( che non ha certo bisogno della mia difesa per inciso, ma è solo una mia manifestazione di solidarietà alle critiche), ha perfettamente ragione quando parla che senza una riforma l’ unico modo è alzare l’età per andare in pensione. Perchè purtroppo il ns sistema è a ripartizione e se non ci sono più lavoratori attivi sufficienti, chi paga i pensionati?
    La tassazione dell’ AI o robotica sarà l’ unica strada in futuro, questo è certo. Purtroppo, la matematica non è un opinione ed io già nel 1998 dopo la legge Dini avevo capito che la pensione pubblica non sarebbe stata sufficiente ed infatti feci l’ adesione alla previdenza integrativa, cosa di cui adesso beneficio visto che ad inizio anno sono andato in pensione.
    Dico di più, largo oltre alla proposta del Dott.Perfetto, anche ad una riforma della previdenza integrativa, perchè è l’ unico modo per salvaguardare il sistema. Almeno il 50% della pensione dovrebbe essere derivato dalla pensione integrativa e l’ altro 50% dalla pensione pubblica, così assicuriamo il futuro alle future generazioni.

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    • Le confesso, sig. NicolaT, che ho trovato molto stimolanti i commenti del sig. Quota Bara e del sig. Marco.

      In primo luogo perché i loro commenti si riferiscono alla loro diretta esperienza lavorativa, e alle loro aspirazioni più vive.

      In secondo luogo perché i loro commenti hanno toccato aspetti importanti che vengono sviluppati proprio nella Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin.

      In terzo luogo perché mi hanno offerto la possibilità di delineare ai lettori di Pensionipertutti, ancora una volta, i tratti salienti della Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin.

      Non immaginavo – e per questo sono rimasto particolarmente e piacevolmente sorpreso – che la Dott.ssa Erica Venditti avrebbe composto con i nostri commenti un articolo, così sapientemente ritagliato ed armonizzato, e corredato da un incipit ed un epilogo ben strutturati.

      Mi piacerebbe trovare altrettanti sig. Quota Bara e altrettanti sig. Marco in 12 docenti universitari, 6 economisti e 6 informatici.

      Mi piacerebbe trovarmi dinanzi ad una commissione di 12 docenti universitari intenta a mostrarmi i punti di debolezza della Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin e della disciplina Economia Informatica sulla quale la Proposta si regge.

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    • Buongiorno.
      Caro Nicola, si!
      Direi di aver capito, da tempo, che il sistema che mi dovrebbe garantire la pensione è a ripartizione.
      Ma lo è da tempo seppur parzialmente e in molte nazioni.

      Come ben sai non è che affidarsi, seppure in parte, alle integrative, si risolve il problema. Perché qualora un giorno vi fossero solo 10 persone su 100 occupate le quali aderissero, anche totalmente alle complementari …degli altri 90, poi, se ne dovrebbe occupare lo Stato.

      Per farla breve, se in 100 anni si è passati dal “liberismo” alla sua recente versione col prefisso di “neo”; dagli “artigiani” alle “società giganti”, al voler fare a meno e a tutti i costi delle interferenze di quanto rimane degli Stati nei confronti dei mercati, io penso che il problema sia più profondo.

      Resta il fatto, come sosteneva Keynes nella sua Teoria generale, che: “Gli uomini della pratica, i quali si credono affatto liberi da ogni influenza intellettuale, sono spesso schiavi di qualche economista defunto”.

      Per dirla alla “Perfetto”, di qualche economista defunto che pertanto non ti fornisce alcuna nuova risposta.
      Saluti.

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  11. Propongo, dopo Geronimo La Russa all’ACI, di nominare Leonardo Apache La Russa all’INPS. Saprà calcolare le pensione correttamente….a noi visi pallidi…….Col PD eravamo la barzelletta d’Europa…. Con questi abbiamo vinto il titolo mondiale.

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    • Sig. Silvano, il suo nome mi riporta a quando frequentavo il liceo scientifico. Ancora oggi rammento una frase delle Bucoliche di Virgilio. Permetta che gliela riporti:

      “Sicelides Musae, paulo maiora canamus; si canimus silvas, silvae sint consule dignae”.

      Traduzione dal latino:

      “O Muse siciliane, cantiamo cose più elevate; se cantiamo selve, che siano selve degne di un console”.

      Lei, sig. Silvano, ha in sé il potenziale di elevare i suoi commenti al rango del suo nome. Degni di quest’articolo.

      Si esprima dunque con toni più elevati.

      Perché sciupare questa opportunità che le offre il suo nome, sig. Silvano?

      Rispondi
      • Una domanda “elevata”: come mai per il popolino servono 44 anni circa mentre per i parlamentari 4 anni circa ?? … ah ah ah ah ah ah !!!!

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