Nell’articolo di oggi torniamo a parlare della proposta che il nostro portale ha a lungo sostenuto e diffuso, ossia la proposta di Riforma pensioni ideata da Perfetto-Armiliato e Gibbin, che ha come scopo primario quello far fronte alla denatalità e all’invecchiamento della popolazione. Il nostro esperto previdenziale nonché primo firmatario della stessa il Dott. Claudio Maria Perfetto ha inoltrato tutta la documentazione al Presidente INPS l’Avv Gabriele Fava, al Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS, il Dott. Roberto Ghiselli, e per conoscenza anche all’attenzione attenzione del Direttore Generale INPS Avv. Valeria Vittimberga, Direttore Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione Dott. Massimiliano D’Angelo. Come siamo soliti fare pubblichiamo i contenuti salienti dell’email per dimostrare ai lettori che il gruppo di lavoro capitanato dal Dott. Perfetto continua a diffondere con convinzione la propria Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale nella speranza venga presa nella giusta considerazione dai policy maker e dalle autorità competenti.
Riforma pensioni Perfetto-Armiliato-Gibbin arriva all’INPS: contattati Fava e Ghiselli
“Buongiorno a tutti,
l’obiettivo della presente mail è di portare a conoscenza dei suoi destinatari la Proposta che mira a risolvere i problemi legati alla denatalità e all’invecchiamento della popolazione sui quali di recente si sono espressi anche il Presidente INPS e il Presidente del CIV dell’INPS.
Presidente INPS Gabriele Fava: “Le sfide sulla sostenibilità del sistema pensionistico sono legate principalmente al processo di invecchiamento della popolazione (incremento della speranza di vita e diminuzione della natalità) e alla modesta crescita economica prevista nel medio periodo.” (articolo Ansa del 17 dicembre 2024).
Presidente del CIV dell’INPS Roberto Ghiselli: “Uno degli aspetti di maggiore preoccupazione per gli equilibri futuri del sistema previdenziale è rappresentato dalla crescita del numero dei pensionati in rapporto ai lavoratori attivi, in particolare per l’effetto combinato delle previsioni di decrescita demografica, in gran parte connessa al fenomeno della denatalità, e l’aumento della speranza di vita, che complessivamente porta ad un tendenziale invecchiamento della popolazione.” (Audizione alla Commissione parlamentare del 20 giugno 2024).
PROPOSTA
Il Gruppo di Lavoro formato dal sottoscritto, Orietta Armiliato, Maurizio Gibbin ed Erica Venditti ha elaborato e diffuso la Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale in grado di far fronte alla denatalità e all’invecchiamento della popolazione e quindi di garantire gli equilibri futuri del sistema previdenziale.
In estrema sintesi, la Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale individua nel ricambio generazionale l’obiettivo da raggiungere attraverso l’adozione di 2 misure:
- Includere nei lavoratori attivi anche la forza lavoro robotica (Robot e AI);
- Far versare i contributi previdenziali anche alla forza lavoro robotica (Robot e AI):
Finanziando il pensionamento dei lavoratori anziani con i contributi versati anche dalla forza lavoro robotica (Robot e AI) si permetterà il ricambio generazionale, consentendo quindi l’accesso al mondo del lavoro anche di giovani in cerca di occupazione.
I nuovi lavoratori, giovani, potendo contare su un reddito da lavoro stabile, potranno programmare la propria vita: formarsi una famiglia, allevare bambini, innescare “nuovi consumi” (casa, mobili, elettrodomestici, servizi per l’infanzia) e quindi fare da volano alla produzione, investimenti, occupazione, crescita economica, maggiori entrate erariali, riduzione del debito pubblico.
DOCUMENTAZIONE ALLEGATA ALLA MAIL
Allego alla presente mail i seguenti documenti relativi alla Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale (della quale ometto gli allegati per non appesantire ulteriormente la mail):
- Entrate contributive e crescita economica.pdf
- Proposta di Riforma Previdenziale_SINTESI.pdf
- Proposta di Riforma Previdenziale_ESTESA.pdf
In allegato alla presente mail invio anche due documenti di sintesi che illustrano le caratteristiche della nuova disciplina STEM “Economia Informatica” di supporto alla Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale:
- Economia Informatica_Panoramica generale.pdf
- Programma_Istituzioni di Economia Informatica.pdf
L’insegnamento di Economia Informatica è in perfetta sintonia con le Raccomandazioni del Parlamento europeo: “I sistemi di istruzione e formazione devono adattarsi all’evoluzione delle professioni e delle modalità di produzione, dedicando maggiore attenzione agli impieghi dai contenuti creativi e non ripetitivi, allo scopo di preservare il valore della manodopera umana e offrire a tutte le generazioni l’intera gamma di strumenti necessari per la miglior preparazione possibile al mercato del lavoro, in un mondo che cambia costantemente per effetto della robotizzazione e dell’automazione”.
L’insegnamento di Economia Informatica è in grado di ridurre l’abbandono scolastico e di offrire ai laureati prospettive di trovare lavoro in Italia, senza doverle ricercare all’estero, nonché l’opportunità di formarsi una famiglia in Italia, allevare figli e contribuire quindi ad invertire il tasso di denatalità.
CONCLUSIONI
La Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin
- rimuove il problema della denatalità a monte, in quanto compensa con i lavoratori digitali (Robot e AI) il vuoto dei lavoratori causato dalla denatalità;
- risolve il problema dell’invecchiamento della popolazione a valle, in quanto consente ai giovani di trovare lavoro e quindi di formarsi una famiglia ed allevare dei figli, contribuendo in tal modo ad invertire il tasso di denatalità e a “ringiovanire” la popolazione.
Ringrazio Voi tutti per aver prestato attenzione alla mia mail, ed invio i miei più cordiali saluti, confidando che la Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale venga presa nella giusta considerazione dai policy maker e delle autorità competenti”.
Ringraziamo come sempre il Dott. Perfetto per consentirci di poter visionare la documentazione ufficiale e per permetterci di essere sempre aggiornati sugli step della diffusione della Riforma, e tenervi informati attraverso la pubblicazione sul portale delle email istituzionali. Ringrazio altresì personalmente, mi riempie di orgoglio, aver visto il mio nome tra i componenti del gruppo di lavoro, ma é giusto ricordare che il mio ruolo si é limitato alla diffusione della proposta e che i contenuti brillanti sono frutto dei tre firmatari Perfetto-Armiliato-Gibbin.
Non resta che attendere per comprendere se il Presidente INPS Fava e il Presidente CIV INPS Ghiselli risponderanno all’email dando feedback sulla proposta in oggetto.
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Mi auguro che quesa proposta riscontri la dovuta attenzione e che venga approvata e realizzata, anche perché ad oggi mi sembra l’unica vera e credibile proposta di riforma al passo coi tempi.
Ringrazio i firmatari e questo sito per aver lavorato concretamente a un futuro scenario pensionistico, che spero possa riguardare almeno le generazioni future.
Grazie, sig.ra Veronica, per essere riuscita a comprendere l’aderenza della Proposta ai tempi in cui viviamo. Tale aderenza sfugge ancora al Governo, a Confindustria, ai Sindacati, ai policy maker, agli economisti, ai fiscalisti, che ritengono di potere applicare le regole pensionistiche e di lavoro vecchie a contesti economici e sociali totalmente nuovi.
Un saggio di tempi assai lontani, che certamente si intendeva di vini, affermava che non si mette vino nuovo in una botte vecchia, perché altrimenti la botte si spacca ed il vino va perduto.
Ciò che è nuovo necessita di regole nuove. Credo proprio che non ci voglia molto per capirlo!
Sarebbe bello poter diffondere la proposta anche nei media. In qualche programma televisivo e radio. Occorre martellare come avviene per il cambiamento climatico. Non vorrei che venisse fuori un domani che non si sapeva nulla di quella proposta giusta ed equa !
Da politici, sindacalisti e burocrati europei non è per nulla difficile aspettarsi l’atteggiamento dello gnorri in modo da evitare responsabilità e confronti.
Non so perché ma temo che non risponderanno mai…credo pensino più a fare cassa che a risolvere…
Attenzione! Probabile che in futuro passerà la truffa della pensione flessibile. Vedrete che taglieranno fuori tutti quelli che hanno pagato meno di 25 anni. Senza agevolare ricongiunzioni e cumuli. Semplicemente un furto di contributi pagati.
Io penso che qualsiasi proposta migliorativa sulle pensioni rispetto alla legge Fornero, da qualsiasi governo sia fatta, sarà cassata dalla Commissione Europea, bastonata dall’Ocse e rimandata indietro per deficit eccessivo.Mi meraviglio che gli altri lettori del sito non hanno ancora capito che non siamo indipendenti in questa materia ed il voto nazionale su questi temi non vale nulla, ripeto nulla.Si poteva fare qualcosa ( per quello la Lega sbandierò quota 41) fino al 2022, anno dell’entrata in vigore del patto di stabilità europeo.Dal 2023 in poi, ripeto si farà zero, destra o sinistra non importa.
Sig. Nicola T., io penso che una proposta migliorativa sulle pensioni rispetto alla legge Fornero, da qualsiasi governo sia fatta, NON sarà cassata dalla Commissione Europea, NÉ bastonata dall’Ocse e NÉ rimandata indietro per deficit eccessivo SE:
1. Si attuerà il ricambio generazionale, sostituendo i lavoratori anziani (da lasciare andare in pensione) con i lavoratori giovani (aventi requisiti più in linea con quelli dell’economia digitale);
2. Si farà crescere il PIL oltre la soglia dello zero virgola per cento, stimolando i “nuovi consumi” derivanti dai lavoratori giovani (i lavoratori anziani non consumano come consumerebbero i giovani, perché hanno già le cose di cui hanno bisogno);
3. Si farà diminuire il debito pubblico, chiedendo meno prestiti (grazie a maggiori entrate erariali derivanti da maggiore IVA da parte dei consumi) e pagando meno interessi sul debito pubblico;
4. Si finanzieranno le pensioni con contributi versati da Robot e AI; oppure attingendo all’IRES delle imprese in base al livello di automazione delle imprese; oppure introducendo la moneta digitale di Stato ancorata al valore del patrimonio statale e circolante solo in Italia parallelamente all’euro; oppure adottando tutte e tre le misure indicate;
5. Si presenteranno all’Europa i suddetti 4 punti in un Piano credibile che porterà il rapporto “debito pubblico/PIL” al livello stabilito dal Patto di Stabilità e di Crescita (60%) entro un ragionevole periodo di tempo.
Il Piano credibile è già pronto ed è la Proposta di Riforma Previdenziale Perfetto-Armiliato-Gibbin. Occorre valutare il “ragionevole periodo di tempo” per portare il rapporto debito pubblico/PIL italiano al valore del 60%.
Mi auguro che un giorno la Redazione di Pensionipertutti possa mettere a disposizione dei lettori l’intera documentazione che riguarda la Proposta di Riforma Previdenziale Perfetto-Armiliato-Gibbin in modo che i lettori possano rendersi pienamente conto della concreta attuabilità della Proposta e della sua lungimiranza.
Dott.Perfetto, la sua proposta l’ho letta bene tempo fa e già a suo tempo avevo manifestato il mio apprezzamento.Ma non è questo il punto; il mio scetticismo è dovuto al fatto che, lei non si confronterà con persone che valutano una proposta pensionistica considerando prospettive future e benefici di tale proposta.Lei si confronterà con dei ragionieri con la calcolatrice in mano, ma se riuscirà ( cosa che auspico) dimostrare un risparmio rispetto alle rigide regole della legge Fornero, allora potrà avere successo.
Sig. Nicola T., io la conosco attraverso i suoi commenti, che leggo con piacere e interesse.
Mi rendo conto che mi rivolgo a dei ragionieri, a dei contabili. D’altra parte, già l’economista Sergio Ricossa nel suo libro “Dov’è la scienza nell’economia?” del 1997 ha intitolato un capitolo così: “Gli economisti? Al più dei bravi contabili”.
Tuttavia, abbiamo bisogno anche dei bravi contabili.
Ciascuno di noi lo sa bene questo, perché ciascuno di noi è un contabile. Ciascuno di noi deve provvedere al sostentamento della propria famiglia pianificando, mese per mese, le proprie uscite sulla base delle proprie entrate. Talvolta occorre ricorre a prestiti, chiesti a qualche parente, a qualche amico di fiducia, alla propria banca. Talvolta si impegnano i gioielli di famiglia, talvolta si vendono le proprie fedi d’oro.
Il Governo si comporta proprio come una famiglia: deve calibrare le uscite sulla base delle entrate; ricercare le coperture necessarie per sostenere le spese necessarie ricorrendo ad imposte, tasse, accise, prestiti, e talvolta cedendo a privati servizi pubblici, oppure vendendo il patrimonio dello Stato, oppure vendendo azioni di società in cui lo Stato è azionista.
Fino a quando lo Stato si comporterà come una famiglia, non avrà modo di lasciare andare in pensione i lavoratori anziani, né di creare occupazione per i giovani disoccupati oppure scoraggiati, né di far crescere l’economia, né di ridurre il debito pubblico, né di ridurre la povertà sia assoluta che relativa (questo lo dicono i fatti).
La Proposta di Riforma Previdenziale Perfetto-Armiliato-Gibbin metterebbe lo Stato nelle condizioni di fare tutto ciò che oggi lo Stato non può fare o non riesce a fare.
Un segnale che avvicina le intenzioni del Governo a quanto espresso dalla Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin c’è. È un segnale assai debole, quasi impercettibile, ma c’è.
Mi riferisco all’intenzione del Governo di inserire nella Legge di Bilancio 2025 l’obbligo di pagamento della Digital Services Tax (Web Tax) a tutte le imprese che generano ricavi da servizi digitali, senza considerare soglie di fatturato a livello globale o locale. In altre parole, la Web Tax (come viene popolarmente chiamata) si applicherebbe non solo ai colossi multinazionali ma anche alle piccole e medie imprese (PMI). Tuttavia, durante la discussione della Legge di Bilancio 2025, la Camera ha respinto tale intenzione del Governo ed ha lasciato l’applicazione della Web Tax ai colossi multinazionali, specificando che l’imposta si applica solo alle imprese che nel territorio dello Stato, singolarmente o a livello di gruppo, “realizzano un ammontare complessivo di ricavi ovunque realizzati non inferiore a 750 milioni di euro”.
L’imposta sull’automazione (IRAUT) indicata dalla Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin si riferisce, in particolare, al prelievo di contributi previdenziali da parte di automi (Robot e AI) che sostituiscono la manodopera umana e generano ricavi nella produzione di beni reali e servizi digitali, e pertanto si differenzia dalla Web Tax che confluisce invece nella fiscalità generale.
L’IRAUT ha una portata molto più ampia della Web Tax, in quanto favorisce il ricambio generazionale attraverso il pensionamento dei lavoratori anziani finanziato proprio dall’IRAUT, ponendo in tal modo l’Italia nella condizione di risolvere i problemi legati alla denatalità, all’invecchiamento della popolazione, alla crescita economica e al debito pubblico.
Nel caso in cui anche l’IRAUT dovesse incontrare alla Camera (o al Senato) le stesse difficoltà incontrate dalla Web Tax nell’essere estesa dalle grandi imprese alle PMI, la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin suggerisce l’introduzione della moneta digitale di Stato italiana, ancorata al patrimonio dello Stato, avente corso legale (accetta per legge da tutti, per pagamento di imposte e tasse, pensioni e salari), emessa dalla banca governativa Cassa Depositi e Prestiti, distribuita da Poste italiane, utilizzata dai cittadini tramite apparato digitale (tessera elettronica come la tessera sanitaria, oppure smartphone), e circolante solo in Italia e parallelamente all’euro (affermo senza ombra di dubbio che l’utilizzo di una moneta locale nazionale non è in conflitto né con la Costituzione Italiana – che parla di limitazione di sovranità monetaria ma non di cessione di sovranità monetaria – né con la Banca Centrale Europea).
Dotandosi di sovranità monetaria, e adottando i principi esposti nella Teoria Monetaria Moderna (MMT) avente tra i suoli proponenti contemporanei Warren Mosler e Stephanie Kelton, lo Stato non è più vincolato come lo è una famiglia, e potrà quindi raggiungere a pieno i risultati previsti dalla Proposta di Riforma Previdenziale Perfetto-Armiliato-Gibbin.
Infine, vorrei precisare due cose che riguardano la mia persona.
In nessuna cosa io sono scettico. Lo scetticismo frena la creatività, frena lo slancio a realizzare condizioni migliori.
Se fossi un venditore e dovessi vendere la Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin al Governo, non mi focalizzerei sul risparmio, ma sul guadagno.
Con tutto il rispetto, credo che l’utente Nicola T abbia ragione, perché ostano motivi sia concreti che ideologici -che pesano tanto quanto gli altri.
– Abbiamo una popolazione vecchissima e con un numero di giovani del tutto insufficiente: il ricambio sarebbe dell’ordine di due o tre vanno in pensione e uno viene assunto
– Abbiamo regalato e continuiamo a farlo con le generazioni passate, che prendono pensioni più elevate non solo delle pensioni future a parità di lavoro, ma persino degli stipendi attuali sempre a parità di lavoro. Aver difeso i diritti acquisiti ha comportato, piatto piatto, aver leso i diritti di chi è arrivato dopo, anche di poco.
– Abbiamo un debito pubblico fra i più alti del mondo, sciaguratamente ulteriormente appesantito dal super bonus edilizio. Sebbene siamo in avanzo primario da sempre (spendiamo meno per servizi di quello che incassa il fisco), dobbiamo pagare il costo di tale debito mostruoso, e questo ci porta ogni anno in disavanzo.
– Le alternative alla mostruosa Fornero sono sempre eccessive per reazioni. E’ ovvio che non si vuole nè si può andare in pensione col misto a 62 anni (importa niente che gli anni di lavoro siano 38 o 41, conta l’età anagrafica) La cosa sensata era proporre una quota che prevedesse i 64/65 anni di età anagrafica, congiuntamente a una 40ina di anni di lavoro. Sarebbe già uno sconto niente male rispetto ai 67 anni ma non eccessivo come coi 62.
– Il contributivo ha un implicito che nessuno rileva: se dopo oltre 40 anni di lavoro e più vicino ai 60 che ai 70 ti trovi con una frazione troppo bassa rispetto allo stipendio -che solitamente non è di suo una gran pacchia- è l’ammontare dei contributi che va riconsiderato.
– Ci sono istituti, la reversibilità in primis, che andavano rivisti almeno 25 anni fa. Che ancora oggi chi si sposa debba campare della pensione guadagnata da un’altra persone, il coniuge, anche se la superstite (quasi sempre donna) ha una età da lavoro, e anche un lavoro, al punto, cosa vista coi miei occhi, che è risultato più conveniente licenziarsi e prendere tutta la reversibilità che prendere lo stipendio, ecco, è aberrante.
– eccetera
Sicuramente sta funzionando alla grande il “Piano Morghentau” in salsa italica…..
Sig. Max, lei con il Piano Morghentau ci pone dinanzi a difficoltà di comprensione di fatti storici che credo solo lo storico Alessandro Barbero sarebbe in grado di spiegarci.
Il mio motto nei riguardi della Storia è il seguente: “La Storia ci tramanda insegnamenti ma non soluzioni”.
Il piano Morghentau (che prende il nome dal suo ideatore Henry Morgenthau Jr., che fu Segretario al Tesoro degli Stati Uniti d’America), “era un programma per l’occupazione della Germania dopo la seconda guerra mondiale, che propugnava rigide misure finalizzate a impedire alla Germania la possibilità di risollevarsi come potenza economica e militare. Nell’ottobre 1945 Henry Morgenthau Jr. pubblicò un libro dal titolo Germany Is Our Problem (“La Germania è il nostro problema”), nel quale spiegava il suo programma.” (citazione ripresa da Wikipedia).
PUNTO 1: La denatalità è il nostro problema.
PUNTO 2: Il Piano Morghentau, sebbene ci tramandi l’insegnamento che la Storia non si ripete ma gli uomini amano ripetere la Storia (vedi i conflitti di cui oggi siamo diretti testimoni), non ci tramanda la soluzione al nostro problema.
PUNTO 3: La Proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin è la soluzione al nostro problema (esplicitato al PUNTO 1).
Non cambierà nulla
Faranno solo riforme peggiorative. Preghiamo per lo status quo. Mafia, evasione, sprechi e privilegi non li toccano. La Meloni ha detto che le imposte ai commercianti sono un pizzo di Stato. Raccapricciante.
Bene, ora anche i vertici Inps possono conoscere la proposta Perfetto-Armiliato-Gibbin. Che possano farne tesoro e spingere il Governo a prendere sul serio e celermente le problematiche lavoro/pensione legate da comuni fattori di cui già vediamo i sintomi negativi, che non ci fanno ben sperare. Le soluzioni ci sono: istituzioni avvisate, mezze salvate! Un augurio a tutti di passare delle buone festività e anche oltre!
Bene divulgare il più possibile la proposta prima o poi qualcuno risponderà.
Divulgare è lecito e rispondere è cortesia e su questo secondo aspetto ho seri dubbi che rientri negli strumenti relazionali abituali delle istituzioni. Buone feste a tutti.