Pensioni 2025, uscita anticipata con 42+10: primo passo eliminazione finestre mobili?

La Signora Francesca che dalla sua ha già proposto nell’articolo che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi una Quota 41 con penalizzazioni ma solo fino ai 67 anni e poi il ricalcolo dell’assegno una volta raggiunti i requisiti pensionistici, propone anche una seconda possibilità: l’eliminazione delle finestre mobili

Quest’ultima a dire il vero é già stata proposta da molti nostri lettori, che da tempo chiedono vengano eliminate una volta raggiunta la queiscenza, anche perché in molti non possono davvero permettersi di restare senza stipendio e senza pensione fino al raggiungimento della finestra pensionistica.

Pensioni 2025, via le finestre post raggiungimento requisiti, la pensione non puà essere solo per i ricchi

Per questo Francesca si chiede: Ma la pensione é solo per ricchi? Perché non tutti possono permettersi un limbi di attesa senza denari. Perché, fa intendere, anziché pensare a grandi riforme previdenziali, perché non si parte da molto meno, da operazioni forse anche più facilmente fattibili? ossia l‘abolizione delle finestre pensionistiche, siano esse quelle per poter usufuire di opzione donna, o per quanti accedono alla quiescenza anticipata, ogni mese passato in attesa della pensione é per molti un grosso problema economico, che andrebbe risolto.

Già questa operazione potrebbe essere di aiuto a quanti sono in procinto di accedere alla pensione, in quanto darebbe loro una maggiore serenità economica. Le sue parole:

Riforma pensioni 2025: abolire le finestre sarebbe già un bell’aiuto

Così Francesca parlando delle famigerate finestre mobili:Abbiamo seguito le regole e versato i contributi? Bene. Allora dopo 41 anni / 42 uomini o 41 e 10 mesi / 42 + 10 uomini, si deve poter andare in pensione senza la presa in giro della finestra, lavori ancora (non poco 5 mesi o non prendi nè stipendio nè pensione). Chi può permetterselo di rimanere senza stipendio e senza pensione? I ricchi ? Allora torniamo sempre lì, in Italia devi nascere o ricco o nulla tenente così la pensione te la danno lo stesso e quasi uguale a chi ha lavorato 41/43 anni.

Di che Stato di diritto parliamo, di che equità sociale? Poi il sistema misto esisto dal 1995, è stato previsto, l’abbiamo subito… e ora dopo 30 anni che come ingenui paghiamo tasse e contributi, lo togliete quando dobbiamo goderne? Ma che razza di sistemi sono e nessuno protesta?

Anche Domsessantuno si dice particolarmente critico sulle finestre mobili: “ La finestra mobile è una deprecabile invenzione solo italiana, un trucchetto contabile a spese dei lavoratori che devono aspettare la pensione per altri mesi dopo aver conseguito il diritto. Non a caso negli altri Paesi non esiste, la ritengo un sopruso nei confronti dei lavoratori che andrebbe eliminata anche da noi

Franscesca é probabilmente possima alla pensione, e si dice profondamente contraria non solo alle misure odierne di pensione anticipata che non assicurano l’equità sociale, ma contro anche il ricalcolo contributivo e le finestre per chi sta lavorando da una vita e si trova le regole di gioco che cambiano a fine partita.

Si spera che il Governo, che dovrebbe essere prossimo a dare segnali circa una futura riforma pensioni, abbia tenuto in conto, attraverso i suo i esperti designati a tale compito, delle richieste dei lavoratori, almeno di quelle più facilmente attuabili. Secondo voi le finestre potranno mai venire eliminate? Potrebbe essere un buon punto di partenza per dare un segnale ai tanti lavoratori?Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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102 commenti su “Pensioni 2025, uscita anticipata con 42+10: primo passo eliminazione finestre mobili?”

  1. quando i lavoratori italiani capiranno che’ e’ ora di tutelare direttamente i propri diritti (tanto per intenderci alla maniera dei francesi) smettendo di delegare la difesa dei propri interessi a politici e sindacalisti corrotti ?

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  2. Avevo mandato un commento ma non lo vedo pubblicato. Lo ripeto nuovamente
    Qualunque riforma si fa non può essere peggiorativa per chi ha maturato requisiti già con precedenti leggi. Aver introdotto penalizzazione per chi è nel sistema misto non è costituzionale per il semplice fatto che chi ha a ridosso dei 60 anni quasi 15 anni di contributi nel retributivo perderebbe anche € 500 di pensione per la maggioranza dei lavoratori nel profilo professionale medio. Adesso chi ha questa situazione non può mica andare a fare una pensione integrativa perché non ha più l’età a differenza dei nuovi lavoratori che a partire dal 1996 sapevano già di dover sopperire al gap con appunto pensione integrativa. Di fatto è una truffa e una rapina nelle tasche dei lavoratori tradendo il patto generazionale. Con un colpo di spugna non rispettano il patto. Gravissime perché questi con un colpo di spugna possono tradire qualunque cosa anche la libertà individuale di questo passo. Vi ricordate quello che diceva che non si mettono le mani nelle tasche dei cittadini? Ecco questi sono gli stessi che le mani le hanno messo in tasca ai lavoratori. Fate voi!

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    • Infatti pura la proposta quota 41 con penalità fino ai 67 per poi avere l’assegno pieno non dà alcuna garanzia di patto o cristallizzazione…con la scusa della legge di bilancio possono sempre tagliare e penalizzare…

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    • caro Salvo, facciamo un po’ di precisione: chi comanda sa benissimo, ed è lì che vogliono fregare, che c’è tantissima gente che ha dai 10-15 anni di retributivo; allora ti dicono: vuoi andare via prima della legge fornero? te lo permetto a certe condizioni; quali? hai raggiunto i 41 anni di contributi? non mi basta; hai attorno ai 62 anni? non mi basta; hai 63-64? si, ma tutto contributivo; e come sopravvivo? la pensione integrativa te la dovevi fare 20 anni fa; le alternative? aspetti i requisiti Fornero; il politico queste cose non le sa ma si avvale di giovani laureati , come disse in un commento qualcuno, che sanno tutte le regole; speriamo in bene, Salvo, ma la vedo dura; saluti a te e ai gestori del sito

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  3. Breve cronistoria delle finestre pensionistiche: La prima finestra pensionistica nacque nel 1993 con il governo Amato, con decorrenza 1994. Per dare tempo al governo di produrre una nuova legge sulle pensioni, si decise che tutte le domande di pensione sarebbero slittate di un anno. La nuova legge mise fine alle famose baby pensioni dei dipendenti pubblici, si passò ai 35 anni di contributi per tutti e ai 65 anni della pensione di vecchiaia. Nel corso degli anni e con vari governi si è ritoccato al rialzo i requisiti fino ad arrivare al IV governo Berlusconi, che con Sacconi-Brunetta emanò la prima vera finestra, cioè 40 anni di contributi + 1 anno di finestra che comunque non era facoltativa, lo si doveva lavorare per forza. Dice bene il Dott. Perfetto, quella finestra fu inglobata nei requisiti della Fornero che dai suddetti 41 anni la aumentò fino agli odierni 42,10 senza finestra alcuna ma con la possibilità di aumento sulla base della crescita dell’aspettativa di vita, diciamo un escamotage per aumenti futuri. I tre mesi di finestra sono stati reintrodotti dal primo governo Conte M5S – Lega che li hanno resi a scelta, ( se vuoi li fai e ti paghiamo, se vuoi non li fai e per tre mesi non vedi una lira ). N.B. Chi ha ricevuto il danno di questa nuova finestra ? Chi si è pensionato con i requisiti favorevolissimi di quota 100 , magari solo 38 anni, ha subito un esiguo ritardo di 3 mesi, chi invece è stato obbligato a pensionarsi con i 42,10 della Fornero si è visto allungare fino a 43,1 i requisiti.

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  4. Vogliono 41 anni perché al nord su va prima a lavorare, come al solito,io sono entrata nel mondo del lavoro così come tante di noi,nel 90 e dovrei lavorare fino a 71,ma siete pazzi e noi zitti e muti,mai in piazza a ribadire che siamo la nazione dove si va in pensione in tarda età, vergogna.

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  5. Andrò in pensione a ottobre, ma dovrò lavorare fino a gennaio , i tre mesi di finestra per non rimanere senza stipendio. Assurdo, io ho già maturato 42 anni e 10 mesi. VERGOGNA

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    • cara Marisa, come ben sai ma forse no, nella scuola c’è solo una data di pensionamento ed è il 31 agosto; la maturazione dei requisiti vale tutto l’anno; anche lì colpi di fortuna oppure no; uno matura i requisiti a dicembre va anche prima; se è a gennaio dopo; per il personale ATA ho tanti dubbi; cosa vuoi farci? tirare a campare, sperare che nella prossima manovra di bilancio siano clementi ma ho tanti dubbi; saluti a te e ai gestori del sito

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  6. Tutto dipende da come si guardano queste finestre.
    Io ho sempre pensato che si va in pensione anticipata a 43 anni e 1 mese.
    Però il diritto alla pensione si matura 3 mesi prima.
    Quindi se si vuole si può smettere di lavorare 3 mesi prima, che non si perde il diritto.
    Detto così le finestre non sono così orribili, sono la possibilità per chi vuole e può, di anticipare fino a un massimo di 3 mesi l’uscita dal lavoro.

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    • Il problema è, secondo me, che con queste finestre se ne sbattono dell’aspettativa di vita e le possono aumentare come meglio credono, vedi quota 103 di quest’anno, io le reputo un autentica porcata.

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      • Caro Don le finestre mobili, fisse o scorrevoli che siano, le hanno inventate negli anni 90.
        Fate attenzione a non perdere di vista la anticipata con le regole attuali… finestra compresa. Inutile continuare a rivangare su di una promessa non mantenuta che, tra l’altro, stava pure nella agenda sindacale.
        Qualche anno addietro non pochi beatificavano il promotore di quota 100 ora, purtroppo, non vi resta che santificare la promotrice della mal digerita riforma … Fornero.

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    • E’ amorale, in uno stato di diritto, maturare i requisiti per la quiescenza, ma per ritirare il primo assegno pensionistico dover aspettare tre mesi se lavoratore nel privato o sei mesi nel campo pubblico.
      Ha ragione la Sig.ra Francesca, si mettano a posto queste nefandezze, fortemente inique.

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    • Questa schifezza negli altri Paesi non c’è, una volta maturato il diritto la pensione te la pagano da subito, come correttezza vorrebbe

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    • Lei dice bene Sig. Silvio, chi vuole e chi può anticipa di tre mesi. Però ci sono cittadini lavoratori che anche volendo non possono farlo perchè la situazione familiare non è rosea e quei tre mesi senza stipendio o pensione non se li possono permettere. Mettiamola così: Lei ha comprato un gratta e vinci ed ha vinto 5000 euro ( quasi tre mesi di assegno ) e quindi decide che quei tre mesi in più non li farà. Il suo collega ha comprato anche lui un gratta e vinci, ma non ha vinto niente e quindi quei tre mesi se li dovrà lavorare. Domanda: Ma è così che si deve riformare le pensioni che siano uguali per tutti ?

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    • È assurdo che ci sia ancora qualcuno che accetta senza alcun disappunto l’ennesima truffa ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori! Queste varie riforme che si sono avvicendate negli anni non hanno fatto altro che creare l’odio sociale tra le varie grnerazioni che vedono i nostri attuali pensionati come dri PRIVILEGIATI! Questa è l’Italia che vogliamo ?È ora di cambiareeeeee! Non si puó lavorare per 43 anni e un mese e sentirdi anche in colpa!!!

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      • Buongiorno.
        Direi che lei ha ragione.
        Qualcosa di pericoloso si sta insinuando tra le generazioni; odio o rancore non saprei dire, certo è che non pochi qui chiedono di ridurre gli importi dei già pensionati per favorire le uscite di chi oggi resta in attesa.
        E’ una richiesta sensata, oppure la si dovrebbe girare a qualcun altro?
        In questi giorni cercavo in rete l’esistenza di qualche grafico che mostrasse il rapporto esistente negli anni tra numero di lavoratori e numero di pensionati.
        Ho rintracciato un solo articolo in cui si cita che nel 1975 questo rapporto era di 3,5 lavoratori per 1 pensionato.
        Altri elementi non ho trovato se non che: a partire dal 2000 i beneficiari di pensione erano 757 su 1.000 lavoratori e 717 per ogni 1.000 occupati al 2021.
        A quanto pare negli ultimi 20 anni il rapporto, arrotondato, non va oltre l’ 1,4.
        Servirebbe una riflessione: DOVE SONO FINITI i POSTI di LAVORO perché senza posti di lavoro non ci saranno pensioni!
        Nell’attesa il “rancore” sociale continuerà ad aumentare.
        Saluti.

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        • caro wal, il problema è questo: prima si esagerava in un senso e le baby pensioni erano l’esagerazione; qualcuno dice che sono terminate nel 1993 e ha ragione ma dimentica che tuttora mezzo milione di italiani ne usufruiscono; adesso si esagera all’opposto: questo fa venire tanta rabbia alla gente che ha iniziato quando bastavano 35 anni e adesso ……..; altra rabbia quando hanno , nel 1995 , salvato chi aveva 18 anni di contributi e buttato a mare noi; poi con quota 100 sono arrivati a quelli del 1959 e poi richiuso di nuovo; alla fine? tirare a campare, maledirli ogni tanto e sperare; saluti a te e ai gestori del sito

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    • Molto probabimente c’è gente che se lo può permettere di uscire 3 mesi prima senza fare la finestra, io NO se voglio mangiare e pagare tutte le tasse che si inventano ogni giorno per non parlare di luce e gas!!! Se scendessimo tutti in piazza (ripeto) TUTTI… io penso che se la smetterebbero di prenderci per il c**o, ma siamo italioti e chi è sopra quella sedia sta molto bene, prima fra tutti quel c*****o della Lega che ha fatto una campagna basata sui 41anni per tutti senza limiti anagrafici… e voi ci siete cascati votando il governo che più odia i lavoratori…BRAVI ora tenetevolo!!!

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  7. Se andate in Pensione chi paga le vacanze alla Meloni e alla Sua inseparabile figlioletta. Con i nostri soldi fanno la vita da nababbi. Per le loro vacanze lo Stato deve pagare e i soldi si trovano. Ma come governa bene la Meloni i Suoi interessi e quelli dei Suoi familiari!!!!
    Vi auguro tutto il meglio della Nazione Italiana (La merda del mondo)!!!!!!

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    • Tutto può essere e speriamo di no, ma penso che toccare la Fornero in peggio gli costerebbe un sacco di voti.
      Staremo a vedere.

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    • Cara mia omonima, tranquilla; dipende anche da quale lavoro fai; esiste sempre la famosa finestra; ultimi mesi e ultimi sforzi; poi……… siccome non sono nella testa di chi comanda…….. un saluto a te e ai gestori del sito

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  8. Forse non lo sapete ma nel 2025 la finestra aumenta a 4 mesi .Questa decisione è stata presa dall’attuale governo da Meloni è nel 2026 5 mesi .Hanno pure tentato di aumentare l’età dagli attuali 67 ,ma non ci sono riusciti solo perché la speranza di vita si è ridotta

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      • in generale è una tendenza Pericolosa Per tutti, se cominciano a considerare lecito allungare le finestre, anziché abolirle

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          • Bongiorno a tutti. purtroppo con queste riforme non fanno altro che avere pensionati di categoria a, e di categoria b,io con gli stessi anni di contributi, e lo stesso stipendio,con la sola differenza di 5 anni di età,ho una differenza di 500 euri di pensione se questo vi sembra equo a me no.

          • Le finestre mobili sono una vera porcata italiana, in nessun altro Paese esiste questa squallida regola.
            In questo caso non esiste la equità con gli altri Paesi Europei?
            Andrebbe subito eliminata, senza se e senza ma. Anche solo questa piccola riforma potrebbe bastare come un piccolo aiuto ai lavoratori che andrebbero in pensione nel 2025

      • Sono un dipendente privato, dunque non ho mai approfondito l’argomento. Ma leggo che ad opera dell’art. 1 co.162 L. n. 213/2023 (legge di Bilancio 2024) il periodo di finestra, a partire dal 2025, sarà ampliato sino a raggiungere 9 mesi nel 2028, per gli iscritti alle ex Casse amministrate dal Tesoro, ossia CPDEL, CPS, CPI e CPUG.

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      • Io ci andrò tra tre settimane con 42 anni e 3 mesi di finestra che continuo a lavorare. Statale, ho iniziato a 19 anni e dopo due mesi mi e’ arrivata la chiamata al servizio militare, ora a 63 anni e 8 mesi , mi ritiro in pensione. Data di sollevamento dal servizio 8 settembre prossimo. Mi hanno detto al Patronato anche una bella cifra!! Grazie.

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    • Con buona pace delle promesse elettorali di superare la Fornero…così l’hanno anche peggiorata, e i lavoratori sanno chi ringraziare per questo tipo di ‘aiuto’

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  9. Grazie a tutti… credo che noi lavoratori siamo il Bancomat dello Stato, e chi unque ne faccia parte continuerà a mungerci per i propri interessi…in cambio di parole…

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      • Chi ci governa non teme nulla da operazioni di cassa a spese dei prissimi pensionati. Neanche di perdere voti! Invece occorre fare massa critica,essere a milioni come portatori di interesse. Lottare per fare rispettare un diritto sacrosanto!

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  10. Ma perché nessuno dice che la finestra di 3 mesi non faceva parte della L. Fornero? È stata inserita dal governo giallo verde per finanziare quota 100. Ora che la quota 100 non c’è più perché non tolgono la finestra di 3 mesi questi cialtroni che ci governano?

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    • La finestra di tre mesi fissa è stata inserita contestualmente al blocco della progressione della legge Fornero a 42+10 mesi fino al 2026. Se fosse rimasta com’era in origine tale legge, ad oggi saremmo sì senza finestra, ma già con 43+8 mesi per l’anticipata.

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      • Quasi giusto ….. congelamento dell’applicazione ai requisiti pensionistici della correlazione (l’andamento) con l’aspettativa di vita, peraltro durante i governi piddini dal 2013 al 2018, aspettativa di vita e correlazione applicata con eccessivo zelo e con metodo discutibile, poi discusso, modificato e congelato da Di Maio,nel 2019 con provvedimento ministeriale dei due ministeri da lui presieduti ad interim …… ed effettivamente la tabella di marcia dell’aspettativa di vita (pre 2019 …..) prevedeva un ulteriore galoppata …… secondo la quale per la pensione di anzianità contributiva (già di anzianità con 40 anni) e definita anticipata già oggi marcerebbe a quasi 44 anni per gli uomini e 12 mesi meno per le donne (divide et impera!) ……… Molti italioti poco portati alla lettura delle leggi ed anche degli estratti giornalistici e smemorati, della correlazione sopra descritta, se ne sono accorti quando si sono rivolti ai patronati pensando di essere pensionandi……..invece hanno dovuto continuare.
        Forse una manifestazione sindacale (ma non solo) unitaria e partecipata, nel 2011, avrebbe fermato i requisiti pensionistici a 42 anni di contributi, ma venne indetto uno scioperino di tre ore …………. passato in sordina. Io, in questo sito avevo proposto Quota42 (anni di contributi versati) per tutti/tutte le persone normali, lavoratori in divisa e non ……. ed addirittura qualcuno mi ha quasi insultato e mi ha chiesto se lavoravo nel pubblico (assurdo …… peraltro credo che dal 1995 non c’è più differenza se non per i lavoratori in divisa ……. e per i privati che possono “usufruire” della Naspi …… i pubblici no ……ps: nel frattempo io ai 42 anni e 10 mesi di contributi versati e faticosamente ricongiunti una nel 1988 dormiente e rescuscitata dal fascicolo nel 2002 l’altra, una ricongiunzione lavorata a rate nel tempo ci sono voluti 28 anni dal 1995 al 2023 e sono riuscito a definirla personalmente nel 2023 a tre mesi dall’acquisizione del diritto dopo 20/25 RVPA “inutili” di due patronati diversi……..ci sono
        Oggi le due segretarie delle due maggiori organizzazioni sindacali italiane del 2011, siedono in Parlamento.
        Passera ex manager di aziende di stato, intervistato che prendeva un tram o una metro disse: è immorale costringere a lavorare le persone più di 42 anni……..
        Il pinocchio legaiolo ha permesso nel 2019 Q100 con soli 38 anni di contributi e per tre anni se over62enni ……promettendo agli altri una Quota41 futura senza se e senza ma, poi alcune categorie poco fortunate possono andare, altre molto più fortunate anche (lavoratori in divisa ed aggregati) gli altri, la maggioranza no …….forse con il metodo (tutto) contributivo …..quindi pensioni più basse, anzi ad alcuni di loro hanno già allungato le finestre ………. e dal 2027 …… la correlazione aspettativa di vita e requisiti pensionistici, tornerà, attiva meno spregiudicatamente di prima, ma a rate biennali tornerà a crescere …….
        Non solo lo sbandierato cuneo fiscale (la sua riduzione) è molto contributivo e poco fiscale ……..
        La legge monti/fornero nel bene e nel male ha reso chiaro, che per avere una pensione dignitosa, servono versamenti contributivi congrui e protratti nel tempo ……. conosco, artigiani, commercianti ed agricoltori che dopo 43 anni di contributi ricevono pensioni poco più che minime ……… e sono costretti a lavorare.
        Purtroppo si sono fidati di persone poco affidabili.

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    • Sono solo tutti DELINQUENTI, sfaticati porci pieni di vizi, rompono i coglio.. sempre ai fessi cretini dei cittadini, vedi se andiamo lì a ROMA ha spaccarli il culo ha ste merde. Noi ci ribellismo , ma non riusciamo ha mettergli le mani addosso, seno col cazzo ci toccavano le pensioni sto cani cani bastardi.

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    • Non pagare piu’ L’Inps questa sarebbe la soluzione, paghiamo per fare andare in pensione I politici con una legislatura e con pensioni che noi sognetemo…
      Meglio farsi una pensione privata, perche” pagare l’imps? Perche non si puo’ scegliere tra Imps e un’altra forma pensionistica? L’imps e un obligo o una tasaa dello stato , tanto continuando cosi nessuno si godra’ la pensione perche’ moriremo lavorando
      Com”e’ possibbile andare in pensione a 67/68/70 anni ?
      Non si ribella nessuno

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  11. 2″ passo lasciare il misto fino ad esaurimento. 3″ passo raggiunti i 41 anni e 10 mesi in pensione a prescindere dall’età. C’è un sacco di altre cose da sistemare prima di toccare i benemeriti quarantunisti. Diversamente si sconfina nel persecutorio. Di vedere il misto a 67 anni non se ne parla. Sono mesi che ci arrabbiano perché non hanno mantenuto la promesse elettorali e vogliamo ancora creare situazioni fiduciarie? Cosa ci occorre per capire?

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  12. Cara Sig.ra Francesca,
    se alla sua prima proposta ho fatto i miei complimenti a questa sua seconda espongo il pollice verso.
    41 anni di contributi devono essere sufficienti (e sono già tanti…) per accedere alla pensione anticipata.
    E questo vale per tutti, donne e uomini senza distinzione.
    Un saluto a tutti e buone vacanze a chi se le può permettere

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    • 41 anni di contributi e basta! Sono una enormità! Ci arrivano in pochi stanchi ed esausti. Con quota 100 si andava con 38 anni senza penalizzazione. Così ci rubano la vita

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    • Io sono ancora giovane….ma pieno di problemi fisici….e penso che con 41-42anni lavorativi….e soprattutto quello che si è pagato di tasse….io 1200euro mensili…si abbia il sacrosanto diritto ad andare in pensione (almeno1500)degnamente al di là dalla aspettative di vita….e chi ha una pensione da 2000in su …tipo politici….(Vergognosi)vengano tagliate …e rientrino sul pianeta terra come noi operai…

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  13. Penso che se si facesse quota 41 con misto o contributiva gia sarebbe un grosso passo avanti; soprattutto per chi appunto a lavorato da giovane ed ha versato tutti questi contributi. Ovviamente anche le finestre e il tfs sarebbe interessante migliorarlo da come è stato istituito.

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  14. Io con i 43 anni avrei compiuto i 60 anni a maggio 2028 con una decurtazione dello stipendio molto alta a confronto di miei colleghi con stessa anzianità di servizio ma età più alta di vecchiaia!!non mi sembra giusto!

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    • Caro Francesco, hai capito perchè? intanto 2028 è parecchio distante; poi c’è una spiegazione logica e si parla di coefficienti di trasformazione della parte contributiva; in parole povere conta l’età: a 60-61 anni sono mediocri, a 63-64 passabili, a 67 anni buoni; segui il dibattito ma sei distante un bel po’ dai 60anni, figuriamoci dalla pensione; saluti a te e ai gestori del sito

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  15. Ma io dico anziché stare qui a fare parole conviene che tutti andiamo a Roma a fare baldoria e ribaltare questo governo che ci ha distrutti definitivamente,tra tasse,pensioni,economia e prezzi che sono saliti alle stelle e i sindacati dove sono cosa fanno per tutelare i nostri diritti venduti!!!!! Andate al diavolo schifosi

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  16. sempre noi lavoratrici/lavoratori sessantenni, dobbiamo spurare sangue ?
    Questo governo ci ha preso tutti per il culo; avevano promesso “QUOTA 41 x tutti” fin da subito, invece hanno addirittura peggiorato la già tanto crudele legge Fornero.
    VERGOGNA !!!
    Vergogna anche a voi sindacati che NON fate niente !!!

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  17. DOMANDA: Le finestre potranno mai venire eliminate?

    RISPOSTA: No. Le finestre non potranno mai venire eliminate.

    La cosiddetta “finestra di attesa” (il periodo che intercorre da quando si va in pensione a quando si comincia a percepire l’importo pensionistico) è quella forma di “bizantinismo” (come la definì la Prof.ssa Fornero – si legga la Conferenza stampa del 2011 riportata parola per parola al seguente link: https://www.pensionipertutti.it/riforma-pensioni-obiettivo-sostituire-la-fornero-tra-il-dire-ed-il-saperlo-fare/), ovvero quella complicazione burocratica, che fu eliminata proprio dalla Riforma Monti-Fornero del 2011, inglobando nell’età anagrafica la finestra di attesa di 1 anno di allora, aumentando quindi di 1 anno l’età anagrafica per poter andare in pensione. La finestra fu eliminata anche per la pensione anticipata (ex pensione di anzianità) ma fu inglobata negli anni di versamento di contributi allungandoli di 1 mese (nel 2011 detta finestra per l’anticipata era pari a 1 mese).

    Nel 2019, il Governo Conte 1, formato dalla coalizione Movimento 5 stelle e Lega, ha introdotto la pensione anticipata “Quota 100” e contemporaneamente ha reintrodotto la finestra di attesa per la pensione anticipata Fornero con il DECRETO-LEGGE 28 gennaio 2019, n. 4 dal titolo “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”. L’Art. 15 (a pag. 15) recita: “l’accesso alla pensione anticipata è consentito se risulta maturata un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Il trattamento pensionistico decorre trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei predetti requisiti”. (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2019/01/28/23/sg/pdf).

    Le ragioni che ci vengono spiegate – e per le quali, quindi, risulterebbe impossibile eliminare le finestre – sono oramai arcinote a tutti: 1) non ci sono risorse, 2) occorre ridurre la spesa pubblica, 3) bisogna “attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale e spesa pubblica favorevole alla crescita” (questo “ce lo chiede l’Europa” dal 2019, e tale impegno è stato confermato dal Governo italiano presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi nel Piano di Ripresa e Resilienza a pag. 30 nella “TAVOLA 1.2: RACCOMANDAZIONI PER IL 2019 E PER IL 2020”). (https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf).

    DOMANDA: Qualora le finestre venissero eliminate, potrebbe essere un buon punto di partenza per dare un segnale ai tanti lavoratori?

    RISPOSTA: No. Qualora le finestre venissero eliminate, non sarebbe affatto un buon punto di partenza per dare un segnale ai tanti lavoratori. Al contrario, darebbe un cattivo segnale.

    È difficile rimuovere ciò che è stato introdotto, soprattutto se finalizzato al risparmio finanziario da parte dello Stato.

    Qualora da parte del Governo Meloni sorgesse l‘intenzione di eliminare le finestre, ciò riguarderebbe, presumibilmente, la pensione anticipata Fornero la quale diventerebbe ufficialmente 43 anni e 1 mese (43.1) per gli uomini e 42 anni e 1 mese (42.1) per le donne.

    Con tale operazione si cancellerebbe ciò che è stato introdotto dal Governo Conte (le finestre per l’anticipata Fornero), e si renderebbe forzosa la permanenza al lavoro di 3 mesi dei lavoratori e lavoratrici.

    In altre parole, lavoratori e lavoratrici verrebbero privati della scelta di rimanere per tre mesi senza stipendio e senza pensione, e verrebbero obbligati a restare al lavoro per tre mesi in più.

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  18. Finestra di qui, finestra di la… alla fine bisogna lavorare circa un altro anno in più. Poi ci sono i dipendenti della P.A. (come me) sempre più discriminati, con le finestre raddoppiate e nota bene * il TFS lo prendiamo dopo due anni e mezzo, la prima rata, e la seconda dopo altri due anni e mezzo (cioè quando siamo già nella bara o quasi). In sostanza: lavoriamo 43 anni e mezzo, versiamo i contributi, per percepire la pensione per circa una decina di anni…
    Grazie sindacati, siete utili come la forchetta per il brodo

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    • In Cina vanno in pensione a 50 anni solo se hanno lavorato chi non a mai lavorato non gli danno niente nessuna pensione fino alla fine dei loro giorni qua invece fanno i furbi per prima o politici e poi quelli che non hanno mai lavorato

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    • Tutto uno schifo, via le finestre che sono inique e sopratutto esistono solo da noi. Ci prendono solo per i fondelli quando fa comodo ai governi allora siamo in Europa e quando invece non fa comodo mettono leggi e che valgono solo da noi come la puttanata delle finestre. Dobbiamo svegliarci e farci sentire da questo governo ma vale anche per i governi passati. Qualche associazione dovrebbe sollevare una questione di legittimità costituzionale cia per le finestre sia per il misto che vogliono abolire. Facciamo una raccolta fondi e affidiamoci ad un avvocato specialista che porti avanti un ricorso magari fino al consiglio d’Europa. Troppo comodo far sempre cassa con pensionati e lavoratori dipendenti quando poi i liberi professionisti pagano il 5% di tasse con il forfettario mentre io pago oltre il 50% per non avere indietro nulla o quasi ed essere sempre fregato anche sui diritti acquisiti.

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    • Vedi Marco B, vedi il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto; dopo 2 anni e mezzo la prima rata? pensa che c’è gente che la vede dopo 5-6 anni; cosa vuoi farci? tirare a campare, maledirli e non pensarci; saluti a te e ai gestori del sito

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  19. È allucinante io ho 66 anni e non sono ancora sicuro se a 67 prenderò la pensione perché cambiano tutti gli anni in peggio. Invito tutti quelli a cui toglieranno la pensione prevista l’anno prossimo di fare una class action.

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    • caro Guido, piena solidarietà, ti capisco benissimo, ma a questo punto fare una class action (non prevista per le leggi finanziarie, credo) bisognerebbe fare una vera e propria rivoluzione.
      Un caro saluto

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    • Davvero Guido questa incertezza perenne è micidiale, io ho 62 anni ma 42 anni di contributi e sono qua a pregare che non tocchino niente.
      Sto incrociando dita di mani e piedi affinché lascino stare la Fornero.

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  20. Ribadisco che sono contrario alle pensioni anticipate se non sono fatte a costo zero.
    Altrimenti pagheranno tutti gli altri. Eccezione solo per i disoccupati. Se uno non ha perso il lavoro come me vada in chiesa e accenda un cero. Ai poveri non pensa nessuno men che meno i Sindacati.

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    • Buona sera io come tanti lavoratori ho cominciato all’età di 16 anni a versare contributi visto che mi sono arruolato. Poi ho continuato la mia carriera come dipendente dello stato. Ho 59 anni e forse nell’incertezza dell’era moderna sto maturando il diritto a un trattamento di sopravvivenza per il mio futuro. Quello che mi chiedo: perché i nostri diritti acquisiti con onestà e dovere di cittadino italiano non vengono consolidati da parte del nostro Governo o chi per lui? Perché non vengono rispettati i contratti nazionali del lavoro? Perché un mio diritto deve essere calpestato ingiustamente inventando scuse di dissesto finanziario? Signori svegliamoci e finiamola di farci prendere per i fondelli noi non siamo stupidi con la storia che c’è in questo Paese un enorme debito pubblico. Il debito non l’ha creato il cittadino, ma gli investimenti sbagliati con i soldi pubblici. Un taglio alle spese militari, una rinegozzazione alle spesa per le armi a finanziare le guerre, una riduzione del sistema parlamentare con relativi retribuzioni da nababbi e accessori, aiuterebbe molto al parziale risanamento debitorio. Lo so è pura utopia tutto ciò, però basta colpire sempre le fasce più deboli. In Italia i soldi ci sono anche tanti, ma andrebbero ripartiti in modo equo. Finisco questo mio pensiero ma ci sarebbe da discutere un intera enciclopedia. Salve a tutti

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      • Sig. Francesco, lei pone domande interessanti, che sollecitano il mio interesse a trovare delle risposte.

        Lei, sig. Francesco, si domanda: “perché i nostri diritti acquisiti con onestà e dovere di cittadino italiano non vengono consolidati da parte del nostro Governo o chi per lui?”

        Mia risposta: i diritti acquisiti vengono effettivamente consolidati (nel senso che vengono mantenuti stabili), per chi li matura. Ma tali “diritti acquisiti” potrebbero variare a seguito di mutate condizioni sociali. Se, per esempio, in passato si poteva andare in pensione avendo maturato il “diritto acquisito” di 35 anni di contribuzione – perché nascevano 1 milioni di bambini l’anno –, oggi si può andare in pensione avendo maturato il “diritto acquisito” di 42 anni e 10 mesi di contribuzione – perché nascono meno bambini, 400.000 l’anno –. Vorrei ricordare che col termine “diritto acquisito” si intende un diritto – per chi lo abbia maturato – che può essere esercitare in qualsiasi momento futuro, anche se subentreranno requisiti differenti da quelli vigenti nel passato.

        Lei, sig. Francesco, si domanda: “Perché non vengono rispettati i contratti nazionali del lavoro?”

        Mia risposta: anche qui vale quanto ho già espresso nella mia precedente risposta, e cioè che i contratti nazionali del lavoro potrebbero non essere rispettati a fronte di mutate condizioni di mercato, come per esempio, calo della domanda o aumento dei costi delle materie prime. Ci si potrebbe domandare come fare per rispettare i contratti nazionali del lavoro e, soprattutto, se il contratto di lavoro specifico per una particolare categoria di lavoro debba avere gli stessi parametri al Sud, al Centro e nel Nord dell’Italia. Chi stabilisce i parametri contrattuali? Chi stabilisce, per esempio, che un salario minimo orario possa essere di 9 euro al Sud, o di 12 euro al Centro, o di 15 euro al Nord? Le Parti sociali (Imprese e Sindacati)? Il Ministero del Lavoro? A mio avviso, occorre che Ministero del lavoro, Associazioni rappresentanti di piccole, medie e grandi imprese, Organizzazioni sindacali si incontrino a cadenza quadrimestrale per fare il punto della situazione sul mercato del lavoro in un mondo che corre troppo velocemente rispetto alla nostra capacità di seguirlo, e che concordino i correttivi da applicare a fronte di eventuali scostamenti dagli obiettivi fissati (ma, probabilmente, oggi è già così).

        Lei, sig. Francesco, si domanda: “Perché un mio diritto deve essere calpestato ingiustamente inventando scuse di dissesto finanziario?”

        Mia risposta: il dissesto finanziario, purtroppo, non è una scusa, né tantomeno viene inventato allo scopo di “calpestare” (una parola piuttosto forte da utilizzare) un determinato “diritto” del cittadino. Vorrei ricordare che, per quanto possa sembrare sbiadita, la Costituzione della Repubblica Italiana tutela i diritti dei cittadini. Prendiamo, per esempio, l’adeguamento delle pensioni al costo della vita. Cito testualmente le parole riprese da un documento dell’INPS: “La perequazione delle pensioni consiste nella rivalutazione annuale degli importi dei trattamenti pensionistici per adeguarli all’aumento del costo della vita. Ha l’obiettivo di proteggere il potere d’acquisto del trattamento pensionistico, mettendolo al riparo, almeno in parte, dall’erosione dovuta all’inflazione e garantire in maniera dinamica la salvaguardia del principio di adeguatezza dei trattamenti di cui all’art. 38 della Costituzione. Si tratta, pertanto, di un istituto fondamentale per il conseguimento dell’effettività della tutela pensionistica e per evitare una diminuzione del valore delle pensioni rispetto al momento della liquidazione originaria, tenuto conto della variazione dei prezzi dovuta all’inflazione.” (https://servizi2.inps.it/docallegati/Mig/AllegatiNews/Brochure_perequazione.pdf). È anche il caso di ricordare che, proprio a causa del “dissesto finanziario”, per l’anno 2024, soltanto le pensioni relativamente basse sono state rivalutate al 100%, mentre le pensioni di importo relativamente più elevato sono state rivalutate dell’85%, o del 53%, o del 47%, o del 37% in base a determinati scaglioni.

        Nelle sue considerazioni finali, sig. Francesco, propone suggerimenti (tra cui il “taglio alle spese militari” e la “riduzione del sistema parlamentare con relativi retribuzioni da nababbi e accessori”) che a suo stesso dire potrebbero rivelarsi “pura utopia”. E, francamente, anch’io penso che siano difficilmente attuabili.

        L’Italia (come pure altri Paesi) sta attraversando una trasformazione sociale nuova, la cui gestione richiede un approccio differente da quello adottato finora dai vari Governi che si sono succeduti dal 2011 ad oggi. Questo approccio, che ha a che vedere con la “economia digitale”, credo che non sia stato ancora pienamente compreso.

        Nel frattempo cosa potrebbe fare il Governo nell’immediato?

        Il Governo potrebbe valutare assieme ad esperti di Scienza delle finanze e di Diritto tributario (in pratica assieme all’Agenzia delle Entrate) la Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin, e prendere in seria considerazione la possibilità di applicare l’imposta sul reddito da lavoro prodotto da Robot e AI (IRAUT) in sostituzione dell’idea di tassare gli extra profitti delle banche verso la quale sembrerebbe, ancora una volta, orientarsi il Governo Meloni (https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2024/08/02/il-governo-valuta-un-intervento-sugli-extraprofitti-gasparri-tasse-che-non-ci-saranno_deca6a27-ceb0-4ba5-ad53-81cd73a94b11.html).

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  21. Bene, bellissime idee, ottime proposte, ecc; ma a cosa servono ? A nulla !!!
    Ho un brutto presentimento e spero di sbagliarmi, ma questi “simpaticoni” al governo, temo che il prossimo anno ci regaleranno l’ennesima sorpresina: età minima 64 anni + 42 e 10 mesi di contributi (con finestre varie), come era già stata ventilata da Draghi nel precedente governo e da Macron.
    Purtroppo abbiamo dei sindacati, che non ci tutelano più e non faranno mai nulla per opporsi al sistema voluto dall’UE. I soldi ci sono eccome ma la loro intenzione evidentemente è quella di farci schiattare.
    Un caro saluto alla redazione

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      • Scusate tanto è necessario risparmiare ma vogliamo togliere il privilegio della pensione del presidente della Repubblica fino ai nipoti l se non sbaglio la pensione dell’ex presidente Napolitano si aggira sui 90.000 euro e noi stiamo a discutere di 100 o 200 euro in più o in meno all’ora era meglio avere la monarchia che questa razza di mondezzai e ladri che andrebbero solo gigliottinati

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  22. Buongiorno
    se vogliamo proprio dirla tutta e per incominciare a fare qualcosa di serio, togliamo le finestre e i 10 mesi, 41 anni netti per le donne e 42 anni netti per gli uomini senza penalizzazioni e con il sistema misto

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    • Mi sembra un idea molto sensata.sono d’accordo 41 per le donne e 42 per gli uomini senza finestre , senza penalizzazione e con il sistema MISTO. ACCODIAMOCI ,sarà e deve essere cosi .grazie

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      • Io metterei…per le Donne 38 anni di contributi….specie..chi ha figli…e porterei 43 anni SENZA FINESTRA per gli uomini…Ma nessuno si ribella…promettevano di tutelare le donne..ok cominciamo col farle lavorare meno…Sindacati spariti!! O peggio venduti!!!…

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  23. Io ho rinunciato a quota 103 (maturata lo scorso aprile) per evitare la penalizzazione. Con sette mesi di finestra, mi sono detto, prenderò la pensione il 1 dicembre 2024. Tanti vale aspettare il 30 settembre 2025 quando arriverò a 42 anni e 10 mesi; più 3 mesi di finestra, ok, ma il 1 gennaio 2026 sarò in pensione senza penalizzazioni. Ed ora, questi furbetti che ci governano, che ci avevano promesso solennemente di eliminare la Fornero, o non la eliminano affatto oppure la peggiorano nettamente (con quota 41 contributiva per tutti, questo accadrebbe). Spero che, per paura della prossima campagna elettorale, vogliano a questo punto non fare nulla e lasciare le cose così come stanno: si andrà in pensione a 67 anni o con anticipata Fornero a 42.10/41.10 (io farei 43 e 42 senza finestre e ridurrei per le donne di un quadrimestre per ogni figlio) o con quota 41 contributiva per libera scelta (non obbligatoria come sembra voler fare Salvini). .

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    • Anch’io ho rinunciato a quota 103 quest’anno per andare con anticipata ordinaria Fornero che maturo il 30/6/2025, più l’odiosa finestra mobile di 3 mesi.

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    • più o meno come me… io la prenderei il 1° gennaio, ma al 28 febbraio faccio 42 e 10 mesi… se dovessero mettere mano anche a questa, utilizzerò quota 103

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