Pensioni 2025, quale soluzione? Intervista all’esperto previdenziale e nostro editorialista Mauro Marino

Abbiamo ricontattato Mauro Marino esperto di politica previdenziale e che per Pensioni Per Tutti ogni due settimane pubblica un seguito Editoriale per sentire le novità in ambito previdenziale a meno di cinque mesi dal ritorno prepotente della legge Fornero.

PENSIONI PER TUTTI: Mauro, a distanza di parecchi mesi dalla tua ultima intervista su Pensioni Per Tutti quali sono le novità in ambito previdenziale a meno di cinque mesi dal ritorno della legge Fornero?

MAURO MARINO: Innanzi tutto devo dire che la legge Fornero non è mai andata nel cassetto e quindi non si può parlare di ritorno dal 1/1/2025. L’ossatura è rimasta quella del 2012. Negli ultimi anni abbiamo solamente assistito ad alcuni interventi limitati nel tempo come le “Quote 100 e 102 e da ultimo Quota 103” che hanno dato ad alcune centinaia di migliaia di persone la possibilità di anticipare il pensionamento se raggiungevano determinati rigidi requisiti, ma l’impianto della legge Fornero è rimasto praticamente il medesimo dal 1/1/2012. Adesso si sta cominciando, lentamente, a riparlare di pensioni ma la vera partita si giocherà in autunno con la presentazione della Nadef in settembre e successivamente in ottobre della legge di bilancio e in quell’occasione il Governo dopo quasi due anni di immobilismo sarà costretto a scoprire le carte, a dire finalmente come vuole e se vuole superare la rigidità della legge Fornero che in tredici anni ha fatto risparmiare a scapito dei lavoratori decine di miliardi di €. È giunta l’ora di restituire, almeno parzialmente ai lavoratori quanto loro scippato in un contesto economico/sociale che, per fortuna, adesso è cambiato. Certamente esiste il problema dei conflitti russo/ucraino e israelo/palestinese che sta fortemente condizionando la nostra economia, ma al netto di ciò il PIL non ne sta risentendo ed anzi molto probabilmente, anche con il grosso beneficio dato dal turismo, supereremo quell’1% di aumento indicato nel DEF. Anche l’inflazione che nei due anni precedenti è stata altissima sta lentamente prendendo una fase discendente dimezzando i dati del 2023.

PENSIONI PER TUTTI: Tu ritieni, quindi, che ci sia spazio per una nuova riforma previdenziale a partire dal 1/1/2025?

MAURO MARINO: Assolutamente sì. Dobbiamo semplicemente capire che è necessario modificare il modo di intendere la previdenza che abbiamo avuto in questi ultimi anni, consentendo al lavoratore di scegliere quando abbandonare il mondo del lavoro e dandogli una amplissima possibilità di scelta che parta dai 62 anni fino ad arrivare a 70 anni. Sto parlando della proposta che ho elaborato insieme ad alcuni amici del gruppo UTP e che finalmente comincia ad essere “attenzionata” anche dai centri di potere. Concedere, in pratica, una amplissima flessibilità operando delle lievi riduzioni annue a partire dai 66 anni, che diventerebbe l’età del pensionamento ordinario e allo stesso tempo dare degli incentivi a chi decidesse, invece, di fermarsi oltre l’età prevista fino ad un massimo di 70 anni. Le uniche condizioni a questa innovativa proposta UTP sarebbero avere almeno 20 anni di contributi effettivamente versati e un importo che sia almeno 1,5 volte la pensione sociale, vale a dire circa 780 €. Raggiunte queste due condizioni dare a tutti tra i 62 e i 70 anni la possibilità di andare in pensione con un costo per lo Stato molto basso perché quanto speso dall’Erario in più per uscire prima dal mondo del lavoro sarebbe compensato, almeno in parte, da chi invece volesse rimanere oltre l’età di pensionamento ordinario. Questa estate c’è stata la proposta di Alberto Brambilla Presidente del Centro Studi Itinerari Previdenziali che copiando la proposta UTP farebbe partire l’età di uscita dal lavoro dai 63/64 anni fino ad arrivare ai 72 anni. Si aspetta poi per ottobre la proposta del CNEL che da voci di corridoio dovrebbe ricalcare la flessibilità in uscita dai 64 ai 72 anni. Ritengo i 72 anni un limite assolutamente insensato, non praticabile e che farebbe dell’Italia il Paese al mondo con la più alta età di pensionamento. Ripeto, la flessibilità deve partire dai 62 anni e arrivare, solo per alcune tipologie di lavoro al massimo ai 70 anni. Questo è fattibile e meno costoso di quanto si pensi.

PENSIONI PER TUTTI: Sembra effettivamente una proposta sensata, e che supera la rigidità imposta dalla legge Fornero. Cosa faresti, invece, per chi ha iniziato a lavorare molto presto, e all’attualità deve rimanere al lavoro se donna fino a 41 anni e 10 mesi e se uomo fino a 42 anni e 10 mesi, a cui bisogna aggiungere i tre mesi di finestra?

MAURO MARINO: Innanzitutto è ora di finirla con le finestre d’uscita che è una presa in giro nei confronti delle persone. Un lavoratore quando raggiunge i requisiti previsti per il pensionamento deve porter andare via subito. Oggi raggiungo i requisiti, domani posso andare in pensione. Bisogna, poi, consentire a tutti uomini e donne che hanno raggiunto i 41 anni di contributi di andare in pensione indipendentemente dall’età e senza alcuna penalizzazione. 41 anni di lavoro e di effettivi versamenti contributivi devono essere sufficienti per andare in pensione mantenendo, ovviamente, il sistema misto fino alla sua naturale conclusione nel 2036. A causa della frammentarietà dei lavori e per il completamento degli studi universitari ormai pochissime persone arriveranno ad avere 41 anni di contributi. Sento affermare che queta misura costerebbe circa sei miliardi l’anno, non è assolutamente così perché, e ne abbiamo avuto la prova con le “quote 100, 102 e 103” non tutti i possibili beneficiari usufruirebbero di tale opportunità e quindi i costi sarebbero molto minori e progressivamente sempre inferiori.

PENSIONI PER TUTTI: E quali sono, in sintesi, gli altri punti essenziali auspicati da una nuova riforma previdenziale?

MAURO MARINO: Rilanciare Opzione Donna, distrutta dall’attuale Governo con numeri certificati dall’INPS al limite della presa in giro, mantenimento dell’Ape Sociale, costruire una pensione di garanzia per giovani e donne, dare un forte impulso alla previdenza complementare con detrazioni che siano almeno il 50% di quanto versato e dimezzare il costo del riscatto degli studi universitari.

PENSIONI PER TUTTI: E per chi è già in pensione?

MAURO MARINO: Attuare l’indicizzazione piena delle pensioni al 100% per effetto dell’inflazione reale, aumentare la no tax area fino a 10.000 € di imponibile e attuare una minus tassazione per redditi fino a 35.000 € di imponibile annuo.

PENSIONI PER TUTTI: Il tutto sembra però di difficile attuazione in questo momento con le guerre in cui siamo indirettamente coinvolti, un’inflazione ancora non del tutto debellata e la necessità di rifinanziare il cuneo fiscale e la diminuzione a tre delle aliquote IRPEF?

MAURO MARINO: Stiamo assistendo a dati record per quanto riguarda l’occupazione, anche di contratti a tempo indeterminato, con un aumento dei versamenti contributivi e nel 2023 anche per effetto della “tax compliance” dei ricavi dalla lotta all’evasione fiscale che hanno superato i 25 miliardi. Gli eventuali costi aggiuntivi potrebbero essere recuperati dall’ulteriore aumento previsto anche nel 2024 di questa importante attività nei confronti degli evasori, dalla non più procrastinabile separazione tra previdenza ed assistenza e dall’istituzione di un blocco alle pensioni oltre i 5.000 euro mensili a cui non corrispondono adeguati versamenti contributivi. Un’ultima cosa voglio dire sulla questione del TFS/TFR dei pubblici dipendenti dove stiamo assistendo ad una situazione paradossale di lavoratori che hanno servito lo Stato ma che dallo stesso Stato sono stati e continuano ad essere discriminati. Nonostante una sentenza della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità del differimento dei TFS/TFR che ha intimato al Governo di intervenire per ripristinare tale diritto da oltre un anno ancora nulla è successo. Va immediatamente inserito nella legge di bilancio un provvedimento per dare giusta dignità a dei lavoratori in modo che possano continuare a credere ancora in uno Stato di diritto.

Ringraziamo Mauro Marino per la sua disponibilità gli auguriamo un buon proseguimento di vacanza e speriamo di averlo ancora con noi in un prossimo futuro.

25 commenti su “Pensioni 2025, quale soluzione? Intervista all’esperto previdenziale e nostro editorialista Mauro Marino”

  1. Sono da sempre d’accordo con la proposta del Dott. Marino e del gruppo UTP.
    Ho più volte suggerito, su queste pagine, ai nostri politici di fare semplicemente un copia/incolla della proposta Marino e realizzare così, con poca fatica, una seria riforma pensionistica.
    Ancora complimenti al Dott. Marino e al gruppo UTP per il lavoro svolto.
    Buona estate a tutti!

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  2. Nel comparto previdenziale non si può cambiare le regole tutti gli anni. Devono durare al minimo un triennio E comunque dare la possibilità al pensionando di accedere alle pensioni di maggior favore, rispetto alle regole precedenti.

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  3. 64 / 72 anni ???
    ma sono fuori di testa ? C’è gente (come me) che sono più di 40 anni che sputiamo sangue e versiamo contributi e aspettare anche l’età anagrafica (minimo 64 anni), è una crudeltà. 41 anni di lavoro, sono tantissimi, BASTA !!! mandateci in pensione e lasciamo il posto ai giovani

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  4. Assolutamente si dott. Marino,
    1. 41 anni di lavoro ( io dico anche 40 anni) e di effettivi versamenti contributivi devono essere più che sufficienti per poter andare in pensione, ovviamente, SENZA PENALIZZAZIONI e SENZA LIMITI DI ETA’.
    2. MIGLIORAMENTO APE SOCIALE E OPZIONE DONNA.
    3. COSTRUZIONE DI UNA PENSIONE DI GARANZIA PER I GIOVANI.
    Sono i tre punti imprescindibili e non negoziabili al ribasso da porre in essere nella nuova riforma previdenziale.
    E SIA CHIARO, NON STIAMO PARLANDO DI PRIVILEGI.

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  5. Queste proposte sono da affiancare alla legge Fornero oppure sostituirla? Oggi lo stesso Brambilla attacca Giorgetti sulle pensioni rilanciando la flessibilità

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  6. Condivido in pieno aggiungendo la separazione tra previdenza ed assistenza e il proseguimento efficace della lotta all’evasione ed elusione fino agli specifici indicatori paragonabili a quelli degli altri stati con cui vogliamo abitualmente confrontarci. Facile o difficile ce la fanno gli altri ce la possiamo fare anche noi. In particolare poi IMPORTANTISSIMO il richiamo allo stato ad essere effettivamente di diritto per cui adeguamento alla sentenza della Corte Costituzionale ma anche recupero immediato dalle istituzioni pubbliche dei contributi non versati. È effettivamente ora che i cittadini ritornino sovrani e non solo oggetto di penalizzazioni da sudditi.

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  7. Una domanda per il dr. Marino .
    Se il parlamento si permette di ignorare per un anno o anche più una sentenza della Corte Costituzionale chi o quale organismo di sorveglianza dovrebbe intervenire ?

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    • Purtroppo siamo ormai un paese del terzo mondo dove non c’è più alcuna giustizia. Abbiamo buttato la nostra vita lavorando duramente oltre 40 anni per un paese di ….. Giovani se potete fuggite all’ estero finché siete in tempo

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    • Caro Sessantuno, non è questo il punto (bisognerebbe chiederlo ad un costituzionalista che di sicuro non sono io) ma che quando per ben due volte la Corte dichiara l’incostituzionalità di una legge ed intima al Governo di intervenire per modificarla non esistono problemi di bilancio, bisogna almeno cominciare ad intervenire senza lasciare passare oltre un anno e lasciare che la Ragioneria Generale dello Stato faccia la voce grossa affermando che non ci sono i soldi.

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  8. Auto senza assicurazione. Anche in questo caso non c’è la volontà di controllare. Ogni targa deve avere assicurazione. Sì controlli . Vecchi,senza pensione e anche investiti da auto non assicurata .

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  9. Buongiorno, abbiamo seguito le regole e versato i contributi? Bene. Allora dopo 41 anni / 42 uomini o 41 e 10 mesi / 42 + 10 uomini, si deve poter andare in pensione senza la presa in giro della finestra, lavori ancora (non poco 5 mesi o non prendi nè stipendio nè pensione). Chi può permetterselo di rimanere senza stipendio e senza pensione? I ricchi ? Allora torniamo sempre lì, in Italia devi nascere o ricco o nulla tenente così la pensione te la danno lo stesso e quasi uguale a chi ha lavorato 41/43 anni. Di che Stato di diritto parliamo, di che equità sociale? Poi il sistema misto esisto dal 1995, è stato previsto, l’abbiamo subito… e ora dopo 30 anni che come ingenui paghiamo tasse e contributi, lo togliete quando dobbiamo goderne? Ma che razza di sistemi sono e nessuno protesta?

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    • Secondo me un sindacato con la S maiuscola dovrebbe lottare per l’abolizione della finestra mobile, una invenzione solo italiana che chiamerei finestra ignobile , invece questo governo di cui fa parte anche la Lega le ha pure allungate … è così che si aiutano i lavoratori ??

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  10. Buonasera,un sogno la proposta di Marino…a partire dai 62 anni un sogno…dubito dopo aver sentito Giorgetti…basta prese in giro…i montanti contributivi dei dipendenti privati ci sono…Meloni basta….ascoltare Europa…assurdo spendere per alimentare il conflitto Ucraina russia..soldi ns per aerei..ma in mano a chi siamo??

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  11. Magari si attuasse questa proposta, sarebbe un sogno. Temo non se ne farà nulla, mai l’Europa consentirà di allentare le maglie in tema previdenziale.

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  12. I soldi per le pensioni ci sono. I montanti contributivi ci sono. Soprattutto dei dipendenti privati ci sono. Basta raccontare la verità. E magari separare assistenza da previdenza. Tassate i robot e vanno subito all’estero. Basta privilegi e discriminazioni. Io non scrivo più mi sono stufato di leggere sciocchezze. L’INPS si può sistemare a costo zero.

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  13. Oggi è la giornata dei nonni, mandare le persone in pensione a 70 anni vuol dire cancellare la parola “nonni” dal vocabolario!

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  14. Sono d’accordo su tutta la linea per quanto espresso dal Dott. Marino, per quanto riguarda le vergognose finestre mobili di uscita non ho neanche più le parole per descrivere che porcata sono. In autunno vedremo ma dopo le parole di Giorgetti rimango pessimista.

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    • vedi caro Don, il problema è che ora con il ritorno delle regole sul patto di stabilità, come dice Giorgetti, la manovra sarà prudente; e poi c’è il famoso ricatto sui soldi del pnrr; io, Europa, te li dò; prova ad usarli per le pensioni e la prossima rata la vedrai nel ……… fa prima l’uomo ad andare su Marte (parlano del 2035); vedremo in autunno ma la vedo dura; saluti a te e ai gestori del sito

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