Pensioni 2025, rischi e vantaggi di uscire 7 anni prima con 35 anni di contributi o 60 d’età

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un articolo che ha catalizzato l’attenzione di molti lettori, taluni hanno anche riportato la loro esperienza positiva, stiamo parlando della possibilità di uscire fino a 7 anni prima dal mondo del lavoro grazie all’isopensione. Inizialmente si poteva fare un accordo con l’azienda per i lavoratori a cui mancavano 4 anni dal raggiungimento dei requisiti, poi col Milleproroghe 2023 si é invece passati alla possibilità fino aò 31 dicembre 2026 di poter uscire fino a 7 anni prima dall’età della pensione INPS. Si tratta di un piano di esodo anticipato a carico dell’azienda per lavoratori distanti appunto 7 anni dalla pensione, generalmente é un vantaggio per le aziende che desiderano impiegare lavoratori giovani mettendo a riposo, senza licenziarli, quanti sono più anziani. Ma quali sono i vantaggi e quali i rischi di questa misura?

Rischi e vantaggi dell’isopensione, conviene andare in pensione 7 anni prima?

Certamente é un’ottima opportunità sia per i lavoratori quanto per l’azienda, i costi però sono totalmente a carico dell’impresa che dunque, sarà facilmente di dimensioni non troppo piccole, per avere la possibilità di sostentere la spesa. Infatti la legge prevede che sia un accordo possibile con aziende che hanno più di 15 dipendenti.

La norma, l’art. 4, c. 1 e 2, della L. 92/2012 , recita: “Nei casi di eccedenza di personale accordi tra datori di lavoro che impieghino mediamente più di quindici dipendenti e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale possono prevedere che, al fine di incentivare l’esodo dei lavoratori più anziani, il datore di lavoro si impegni a corrispondere ai lavoratori una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe in base alle regole vigenti, e a corrispondere all’INPS la contribuzione fino al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento»

Ricordiamo inoltre che i requisiti necessari per potervi accedere riguardano l’età almeno 60 anni di età e l’anzianità contributiva che deve essere pari a 35 anni e 10 mesi per gli uomini o 34 anni e 10 mesi per le donne. In presenza di tali requisiti, è possibile accedere a questo scivolo pensionistico fino a un massimo di sette anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia o a quella anticipata. Fatta questa premessa quali sono i vantaggi ed i rischi di questo scivolo pensionistico?

Vantaggi e rischi dell’isopensione: i principali

Vantaggi per i lavoratore:

Nessuna penalizzazione:
L’assegno di isopensione non subisce riduzioni dovute all’anticipo.
Libertà di rioccupazione: Il lavoratore può svolgere nuove attività lavorative, anche con contratto subordinato o autonomo, senza perdere l’assegno.
Tutela del reddito: L’assegno di isopensione garantisce un reddito mensile e la copertura contributiva fino alla pensione.

Svantaggi per il lavoratore:

Non vi é rivalutazione: l’assegno di isopesnione non é soggetto a perequazione automatica, non viene adeguato all’inflazione.

Non comprende gli assegni famigliari.

Non possono essere effettuate trattenute, ad esempio per riscatti e ricongiunzioni o per cessione del quinto . L’isopensione è soggetta alla tassazione ordinaria come reddito da lavoro dipendente, con aliquote IRPEF applicabili.

Voi ne aveste la possibilità usufruireste dell’isopensione? Fatecelo sapere nell’apposita sezione ‘commenti’ del sito.

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13 commenti su “Pensioni 2025, rischi e vantaggi di uscire 7 anni prima con 35 anni di contributi o 60 d’età”

  1. Anche in questo caso si sono creati lavoratori (e cittadini) di serie A e serie B. Chi puo’ accedere all’ isopensione? Grandi aziende tipicamente partecipate dallo Stato (quindi sempre di soldi pubblici parliamo). Sono escluse appunto tutte le aziende sotto i 15 dipendenti, i dipendenti pubblici e tanti altri. Ma le regole non dovrebbero essere uguali per tutti i lavoratori? Adesso che si parla di sterilizzazione dell’aumento dell’eta’ pensionistica dal 2027, ci si preoccupa solo di questi potenziali 44.000 “esodati” (dati CGIL) che, con tutto il rispetto, hanno gia’ fruito di un grande beneficio. Bene, ma tutti gli altri lavoratori non solo in serie B, direi vanno a friggersi in serie C. Questa e’ l’Italia delle pari opportunita’..

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  2. Buongiorno, dal 1° Ottobre 2024 sono in isopensione, con poco più di 3 anni di anticipo sull’uscita per “vecchiaia”. È un’opportunità che va colta senza tentennamenti. È l’unico punto positivo della peggiorativa riforma Fornero.

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  3. Salve, mi chiamo Daniele. Ho 63 anni e 6 mesi di età e 37 anni di contributi versati. Attualmente lavoro con contratto di lavoro per 4 mesi circa con termine settembre 2025. Una volta esaurita la Naspi posso usufruire dell’Ape sociale??
    Ringrazio anticipatamente per vostra risposta
    Distinti saluti

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  4. Dal patronato ho saputo che la mia domanda di pensione di vecchiaia, di maggio, invece che ad agosto ( come sarebbe giusto) potrebbero pagarmela anche con due mesi di ritardo (ingiustificati). Visto che sono disoccupato mi cercherò un lavoro….notturno.

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      • Non c’è nessuna giustificazione. Il patronato ovviamente mi ha detto che ti pagano gli arretrati. Fanno quello che vogliono. Mia sorella ha una pratica di pensione a Roma perché è complicata. Potrebbero volerci dei mesi per sbloccarla. Amen

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  5. Anzi mi correggo in peggio. La Meloni ha assicurato a Tramp che intende, nel tempo, portare le spese militari al 5%, così come vogliono NATO e USA. Una cifra pazzesca. Ormai, presi per il c. anche da questo Governo, ho perso ormai anche la speranza. Da notare che anche il PDI è, per buona parte, favorevole al riarmo Von der Leyen.
    Amen.

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  6. In passato se avessi avuto questa opportunità per un massimo di 2 /3 anni l’avrei accettata invece ho avuto un incentivo all’esodo con naspi che adesso posso dire, col senno di poi ,che è stato meglio così!

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