Pensioni 2026: 67 anni nel 2030, posso pagare i contributi per andare prima?

Continuiamo a rispondere alle tante domande che in questi giorni i nostri lettori stanno lasciando sul portale, come sempre troverete le risposte nella sezione ‘l’esperto risponde’, a dare risposte puntuali e complete sarà come sempre il Dott. Perfetto, il nostro esperto previdenziale. Ci auguriamo che il nostro servizio, totalmente gratuito, possa tornarvi utile. Ma ricordiamo altresì, come lo stesso Perfetto fa al fondo dell’articolo, che non avendo in mano la vostra situazione previdenziale le risposte sono a carattere generale, in base a quanto voi ci riportate, le situazioni aggiornate potrete riceverle consultando un patronato che ha tutta l’anagrafica con la vostra storia pensionistica. Di seguito la domanda del Signor Facchetti e la risposta oculata del Dott. Perfetto.

Riforma pensioni 2026: 67 anni nel 2030, quali opzioni per il pensionamento?

Così il Signor Facchetti: “Mia moglie compie 67 anni nel 2030 e il tutto acquisito come contributi nel 2031.C’è una possibilità contributiva per poterle pagare anni di contribuzione per poterle permettere di andare prima in pensione?”

Perfetto risponde: “Il sig. Facchetti non specifica QUANDO ha cominciato a lavorare sua moglie e QUANTI anni di contribuzione ha su moglie sino ad oggi (22 giugno 2026).

Il solo parametro certo che si evince dalla domanda del sig. Facchetti è l’età della moglie ad oggi (2026): 63 anni (poiché viene esplicitato che la signora compirà 67 anni nel 2030).

La prima possibilità per andare in pensione si presenterà nel 2027, quando la signora compirà 64 anni di età.

A LEGISLAZIONE VIGENTE (quindi senza tenere conto di possibili variazioni nelle misure pensionistiche decorrenti dal 2027) la signora potrà andare in pensione:

SCENARIO 1:

• A 64 anni di età + 1 mese (dal 1° gennaio 2027, a causa degli adeguamenti automatici alla speranza di vita previsti dalla legge, il requisito anagrafico sale a 64 anni e 1 mese)

• con almeno 20 anni contributi versati

• a condizione che abbia cominciato a versare i contributi dal 1° gennaio 1996

a condizione che l’importo pensionistico sia uguale a 3 volte l’Assegno sociale (quindi 1.638,72 euro lordi al mese), oppure uguale a 2,8 volte l’Assegno sociale (quindi 1.529,47 euro lordi mensili, se la signora ha un figlio), oppure uguale a 2,6 volte l’Assegno sociale (quindi 1.420,22 euro lordi al mese, se la signora ha più di un figlio)

con il sistema di calcolo interamente contributivo

Qualora dovesse entrare in vigore nel 2027 la misura che ad oggi è solo un’ipotesi, ovvero “Pensione a 64 anni estesa a tutti”, allora la signora potrà andare in pensione:

SCENARIO 2:

A 64 anni di età + 1 mese (dal 1° gennaio 2027, a causa degli adeguamenti automatici alla speranza di vita previsti dalla legge, il requisito anagrafico sale a 64 anni e 1 mese)

• con almeno 20 anni di contributi versati (anche se sono stati versati a cominciare prima del 1° gennaio 1996)

a condizione che l’importo pensionistico sia uguale a 3 volte l’Assegno sociale (quindi 1.638,72 euro lordi al mese), oppure uguale a 2,8 volte l’Assegno sociale (quindi 1.529,47 euro lordi mensili, se la signora ha un figlio), oppure uguale a 2,6 volte l’Assegno sociale (quindi 1.420,22 euro lordi al mese, se la signora ha più di un figlio)

con il sistema di calcolo interamente contributivo (e quindi perderebbe il diritto al sistema di calcolo misto)

Poiché il sig. Facchetti domanda se esiste “una possibilità contributiva per poterle pagare anni di contribuzione”, formulo l’ipotesi per la quale la signora non abbia 20 anni di contributi versati.

In tal caso, fermo restando che la signora possa andare in pensione a 64 anni di età + 1 mese con almeno 20 anni di contribuzione:

SCENARIO 1 (a legislazione vigente):

i contributi mancanti potranno essere colmati versandoli in maniera volontaria (di tasca propria)

SCENARIO 2 (se passa “Pensione a 64 anni estesa a tutti”)

i contributi mancanti potranno essere colmati versandoli in maniera volontaria (di tasca propria)

si potrà utilizzare il TFR/TFS come rendita complementare

Come sempre, mi corre l’obbligo di informare il sig. Marco Facchetti e tutti i lettori che le risposte corrette alle loro domande potranno essere fornite solo da un Patronato (senza pagare nulla) in quanto il Patronato ha la completa visione sui versamenti contributivi del lavoratore/lavoratrice nonché gli strumenti di simulazione aggiornati alla legislazione vigente“.

Ringraziamo come sempre il Dott. Perfetto per dedicare a noi ed ai nostri lettori tutto questo tempo, cosa per nulla scontata, e ringraziamo i nostri lettori che con le loro domande tengono vivo l’interesse sul nostro portale.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

1 commento su “Pensioni 2026: 67 anni nel 2030, posso pagare i contributi per andare prima?”

  1. Rispondo alla seconda domanda del Prof. Facchetti in data 23 Giugno 2026 alle 7:57 presente al seguente indirizzo in un articolo precedente: https://www.pensionipertutti.it/pensioni-anticipate-a-64-anni-20-anni-contributi-da-misto-a-contributivo-quanto-si-perde/#comment-126866

    Il Prof. Facchetti precisa che a sua moglie mancano 5 anni per avere il massimo della contribuzione con i requisiti previsti dalla legislazione vigente: 41 anni e 10 mesi (Pensione anticipata ordinaria della Riforma Monti-Fornero).

    Quindi il Prof. Facchetti domanda se sua moglie ha la possibilità di colmare quel vuoto di 5 anni versando contributi volontari (pagando quindi di tasca propria) i 5 anni che le mancano per arrivare a 41 anni e 10 mesi di contribuzione.

    La mia risposta è sì: quel vuoto di 5 anni può essere colmato versando contribuiti volontari.

    Ma ci sono delle condizioni piuttosto restrittive da rispettare.

    CONDIZIONI ASSAI RESTRITTIVE DA RISPETTARE:

    1. Divieto di accumulo: non è possibile versare contributi volontari per i periodi in cui è già presente una copertura di lavoro (dipendente, autonomo). In altre parole, i contributi volontari possono essere versati SE NON SI LAVORA (ovvero, se si è inoccupati)

    2. I contributi volontari non si possono versare tutti insieme, ma vanno versati trimestre per trimestre. In pratica, se si vogliono coprire 5 anni di contribuzione occorre “utilizzare” un determinato numero di trimestri (da quantificare). L’ammontare dei contributi volontari da versare in un trimestre varia in base alla categoria lavorativa e alla retribuzione storica della lavoratrice

    Al seguente link del portale di pensionioggi.it è disponibile un simulatore per il calcolo dei versamenti da effettuare in base al reddito lordo dell’ultimo anno di lavoro e in base al numero di settimane da coprire: https://www.pensionioggi.it/strumenti/calcola-l-importo-dei-contributi-volontari.

    Utilizziamo il simulatore di cui sopra per analizzare il caso della signora in esame.

    Ipotizzando che il suo ultimo reddito di lavoro sia stato pari a 30.000 euro lordi, per coprire 5 anni di contribuzione volontaria (e quindi 53 settimane per 5 anni = 265 settimane), occorre versare in totale poco più di 50.000 euro.

    Poiché i cinquantamila euro non possono essere versati tutti insieme, occorre versare 9.900 euro all’anno (ovvero 2.475 euro a trimestre. Valori ripresi dal simulatore di pensionioggi.it).

    Ma per versare 50.000 euro in totale, versando 9,900 euro all’anno, occorreranno 50.000/9.900 = 5 anni!

    CONCLUSIONE

    È possibile coprire 5 anni di contribuzione versando contributi volontari.

    MA BISOGNA VERSARE PER UN ARCO DI TEMPO DI 5 ANNI.

    Questo vuol dire che la signora in esame, pur versando i contributi volontari, NON PUÒ ANTICIPARE di 5 anni il suo pensionamento arrivando ai 41 anni e 10 mesi di contribuzione.

    SOLO CON IL RISCATTO DELLA LAUREA è possibile versare 50.000 euro in un’unica soluzione, tutti insieme.

    Solo con il riscatto della laurea è possibile per la signora in esame andare in pensione 5 anni prima (rispetto ai 67 anni per la pensione di vecchiaia) con 41 anni e 10 mesi di contribuzione, versando contributi volontari (50.000 euro nel nostro caso di studio) in un’unica soluzione.

    Come sempre, invito i lettori a verificare con il Patronato la propria posizione contributiva e l’obiettivo che si intende raggiungere compatibilmente con i vincoli posti dalla legislazione vigente.

    Rispondi

Lascia un commento