Nei giorni scorsi il Dott. Perfetto ha risposto ad un nostro lettore che chiedeva se la moglie potesse anticipare l’età del pensionamento, pagando i contributi volontari, Il nostro esperto aveva risposto in base alle informazioni rilasciate, mancavano dettagli sugli anni contributivi, il Prof Facchetti ha risposto al Dott. Perfetto fornendo dettagli aggiuntivi. Ecco la risposta completa.
Pensioni 2026, si possono pagare 5 anni di contirbuti mancanti per arrivare 41+5 mesi? Si, ma…
Il Prof Facchetti precisa continuando il dibattito col Dott. Perfetto: “Ringrazio il Dott. Perfetto.Ho scritto in modo non appropriato alla domanda. Cerco di rimodulare il tutto se possibile. A mia moglie mancano 5 anni per avere il massimo della contribuzione con i requisiti attuali:41 anni e 10 mesi.Il patronato a cui ci siamo rivolti ci dice che tra i 67 anni di anzianità (+ i mesi dal 2027) e il massimo della contribuzione (41anni+10 mesi per le donne) non c’è molta differenza. Chiedo:mia moglie ha la possibilità PAGANDO di recuperare i 5 anni che le mancano? Anni mancanti per seguire i nostri 3 figli. Tutto quello che si poteva recuperare è stato fatto ma se riesco mi farebbe piacere che si godesse un po’ di riposo. Grazie Prof.Marco FACCHETTI
Così Perfetto: “Il Prof. Facchetti precisa che a sua moglie mancano 5 anni per avere il massimo della contribuzione con i requisiti previsti dalla legislazione vigente: 41 anni e 10 mesi (Pensione anticipata ordinaria della Riforma Monti-Fornero).
Quindi il Prof. Facchetti domanda se sua moglie ha la possibilità di colmare quel vuoto di 5 anni versando contributi volontari (pagando quindi di tasca propria) i 5 anni che le mancano per arrivare a 41 anni e 10 mesi di contribuzione.
La mia risposta è sì: quel vuoto di 5 anni può essere colmato versando contribuiti volontari.
Ma ci sono delle condizioni piuttosto restrittive da rispettare. CONDIZIONI ASSAI RESTRITTIVE DA RISPETTARE:
Pensioni 2026, quali sono le condizioni restrittive da rispettare?
1. Divieto di accumulo: non è possibile versare contributi volontari per i periodi in cui è già presente una copertura di lavoro (dipendente, autonomo). In altre parole, i contributi volontari possono essere versati SE NON SI LAVORA (ovvero, se si è inoccupati)
2. I contributi volontari non si possono versare tutti insieme, ma vanno versati trimestre per trimestre. In pratica, se si vogliono coprire 5 anni di contribuzione occorre “utilizzare” un determinato numero di trimestri (da quantificare). L’ammontare dei contributi volontari da versare in un trimestre varia in base alla categoria lavorativa e alla retribuzione storica della lavoratrice
Al seguente link del portale di pensionioggi.it è disponibile un simulatore per il calcolo dei versamenti da effettuare in base al reddito lordo dell’ultimo anno di lavoro e in base al numero di settimane da coprire
Utilizziamo il simulatore di cui sopra per analizzare il caso della signora in esame.
Ipotizzando che il suo ultimo reddito di lavoro sia stato pari a 30.000 euro lordi, per coprire 5 anni di contribuzione volontaria (e quindi 53 settimane per 5 anni = 265 settimane), occorre versare in totale poco più di 50.000 euro.
Poiché i cinquantamila euro non possono essere versati tutti insieme, occorre versare 9.900 euro all’anno (ovvero 2.475 euro a trimestre. Valori ripresi dal simulatore di pensionioggi.it).
Ma per versare 50.000 euro in totale, versando 9,900 euro all’anno, occorreranno 50.000/9.900 = 5 anni!
CONCLUSIONE
È possibile coprire 5 anni di contribuzione versando contributi volontari. MA BISOGNA VERSARE PER UN ARCO DI TEMPO DI 5 ANNI.
Questo vuol dire che la signora in esame, pur versando i contributi volontari, NON PUÒ ANTICIPARE di 5 anni il suo pensionamento arrivando ai 41 anni e 10 mesi di contribuzione.
SOLO CON IL RISCATTO DELLA LAUREA è possibile versare 50.000 euro in un’unica soluzione, tutti insieme.
Solo con il riscatto della laurea è possibile per la signora in esame andare in pensione 5 anni prima (rispetto ai 67 anni per la pensione di vecchiaia) con 41 anni e 10 mesi di contribuzione, versando contributi volontari (50.000 euro nel nostro caso di studio) in un’unica soluzione.
Come sempre, invito i lettori a verificare con il Patronato la propria posizione contributiva e l’obiettivo che si intende raggiungere compatibilmente con i vincoli posti dalla legislazione vigente.”
Ringraziamo il Dott. Perfetto per la risposta precisa, non sappiamo se alla Signora Facchetti possa convenire, dovrà pur sempre aspettare i 5 anni, certo é che, se le condizioni economiche lo permettessero, sarebbe comunque a riposo, pagando volontariamente i contirbuti in quegli anni, ma senza percepire la pensione e sperando, aggiungiamo, che non cambino le regole per accedere alla quiescenza negli anni mancanti, Come sempre é bene valutare a fondo prima di fare qualsiasi tipo di decisione.
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Rispondo al commento del sig. Andrea in data 28 Giugno 2026 alle 21:29.
Il sig. Andrea ha ragione: anche riscattando la laurea non è possibile raggiungere i 41 anni e 10 mesi di contribuzione e quindi potere andare in pensione a 63 anni di età.
Ho aperto il browser Google/Chrome, ho cliccato su AI Mode ed ho digitato la seguente frase:
“Sono una donna, ho 63 anni e mi mancano 5 anni per andare in pensione con 41 anni e 10 mesi di contribuzione. Se riscatto la laurea versando in un’unica soluzione l’ammontare di contributi per arrivare a 41 anni e 10 mesi di contribuzione, potrei andare in pensione a 63 anni di età?”
RISPOSTA DI AI MODE
“No, non puoi andare in pensione immediatamente a 63 anni perché il riscatto della laurea non ti permette di “comprare” il requisito anagrafico o di saltare gli anni di calendario mancanti.
Anche pagando l’intero ammontare in un’unica soluzione, accumuleresti subito i contributi teorici, ma la legge italiana richiede il possesso contemporaneo di tutti i requisiti alla data del pensionamento.
• Il riscatto aggiunge settimane contributive alla tua storia previdenziale.
• Nessun salto temporale: Non sposta indietro la tua età anagrafica attuale (63 anni).
• Copre i vuoti: Serve a coprire gli anni passati del corso di studi, non ad anticipare il futuro.”
CONCLUSIONE.
La signora in esame non può anticipare in nessun modo la data di pensionamento: né versando contributi volontari, né (qualora ne fosse in possesso) la laurea.
CONCLUSIONE.
La signora in esame non può anticipare in nessun modo la data di pensionamento: né versando contributi volontari, né (qualora ne fosse in possesso) riscattando la laurea.
Credo che il riscatto del periodo di studi universitari (ovviamente solo a Laurea conseguita e purché non coincidente con eventuale lavoro retribuito svolto) sia assolutamente valido per colmare il vuoto contributivo e maturare il diritto alla pensione anticipata, indipendentemente dall’età ( come peraltro, in un primo momento, lei stesso, dr Perfetto , correttamente, aveva affermato).
Ma che non si potesse usufruire della pensione 5 anni prima,pur pagando i contributi di tasca propria,credo lo sapessero anche i sassi,no? Ok,lasci il lavoro e nel frattempo ti paghi i contributi,ma dovrai raggiungere la contribuzione richiesta X avere la pensione,no?? A me sembrava scontato,che i 41 anni e 10 mesi cmq andavano raggiunti!
Segnalo inoltre che la signora andra con 42 e 6 mesi circa visto che dal prossimo anno aumenta l eta
dopo un assenza dovuta ad impegni ciclistici in quel tra il piemonte, la francia, la costa azzurra (non tanti chilometri ma tanta salita) ho letto di questa richiesta del prof Facchetti e la domanda sorge spontanea; quanti anni ha la signora? quanti anni le mancano alla vecchiaia e soprattutto ser ha una pensione integrativa; se mi risponde poi potrei aiutarla meglio ((vedi RITA); saluti al prof Facchetti, alla moglie e ai gestori del sito
Mentre mi impegnavo a rispondere al lettore su come sia possibile versare contributi volontari per colmare il vuoto di 5 anni, pian piano prendeva forma nella mia mente l’immagine delle Pensioni simile alla struttura che Dante ha dato alla sua Divina Commedia: Inferno, Purgatorio e Paradiso.
Vi è l’INFERNO delle Pensioni.
Qui si trova la maggior parte di lavoratori e lavoratrici aspiranti al pensionamento. Costoro non sono i “dannati”. Ma vengono dannati.
Vi è il GIRONE della legge Fornero, dove i lavoratori e le lavoratrici aspiranti alla pensione rincorrono la bandiera dell’aspettativa di vita che si allontana sempre di più e in più vengono punti (e puniti) da insetti che inoculano false speranze.
Vi è il GIRONE di Opzione Donna, dove le lavoratrici aspiranti alla pensione vivono una condizione gelida simile a quella del fiume Cocito, già martoriate da licenziamenti, da lavori di cura a parenti non autosufficienti, soggette a requisiti via via più stringenti fino a vedere preclusa l’uscita dal loro inferno perché palesemente tradite dal Governo, dal Parlamento, dallo Stato.
Vi è poi il PURGATORIO delle Pensioni.
Qui si trova una parte minore degli aspiranti al pensionamento.
Vi è la CORNICE della Contribuzione Volontaria, dove i lavoratori e le lavoratrici aspiranti alla pensione devono sopportare un macigno economico: chi versa i contributi volontari deve farsi carico interamente, di tasca propria, dell’aliquota previdenziale (che per i dipendenti è in gran parte pagata dal datore di lavoro). È un peso finanziario enorme, un vero e proprio “macigno” mensile che piega il bilancio familiare. In più, non si può godere dello “sconto di pena”, ovvero versare i contributi in un’unica soluzione, ma si è soggetti a scontare la pena per intero, ovvero a versare i contributi trimestre per trimestre, anno dopo anno.
Vi è infine il PARADISO delle Pensioni.
Qui si trova una parte quasi nulla degli aspiranti al pensionamento.
Vi è il CIELO della Pensione a 57 anni di età, dove si trovano i “civil servant”, i generali che hanno giurato fedeltà allo Stato e servito fedelmente lo Stato, e che, andando in pensione, non diventano “ex generali” ma mantengono di diritto il loro appellativo di “Generale”.
CONCLUSIONE.
Nell’eccellente libro “La guerra dei cinquant’anni. Storia delle riforme e controriforme del sistema pensionistico” di Giuliano Cazzola vi è la “Prefazione di Elsa Fornero”.
La Prof.ssa Fornero, che viene indicata come «allieva di Onorato Castellino» (https://it.wikipedia.org/wiki/Elsa_Fornero), a pag. 10 ricorda al lettore che il nostro sistema previdenziale veniva definito da Onorato Castellino come un “labirinto” (“Il labirinto delle pensioni”, di Onorato Castellino, Bologna, il Mulino, 1976).
Ebbene, è possibile che nel 1976 le pensioni fossero davvero un “labirinto”. Ma oggi; oggi, Prof.ssa Fornero, le pensioni non sono affatto un “labirinto”: per la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici le pensioni sono un INFERNO!
Nota per le lettrici e i lettori.
Il link alla pagina del simulatore di pensionioggi.it è il seguente: https://www.pensionioggi.it/strumenti/calcola-l-importo-dei-contributi-volontari
Nell’Articolo il link non viene risolto in quanto alla fine della stringa contiene un punto (.) che va rimosso.
A breve il link a pensionioggi.it contenuto nell’Articolo verrà corretto.