Pensioni 2026 e manovra: infermieri e maestri d’asilo esclusi dall’aumento dell’età pensionabile?


La Manovra 2026 introduce importanti novità sul fronte previdenziale, in particolare per i lavoratori impegnati in mansioni gravose e usuranti. Infermieri, maestri d’asilo e numerose altre categorie saranno infatti esentate dall’aumento dei requisiti anagrafici e contributivi previsto a partire dal 1° gennaio 2027. L’intervento, contenuto nel Documento programmatico di bilancio (Dpb), mira a tutelare chi svolge attività particolarmente faticose o a rischio, prevedendo risorse dedicate pari a 500 milioni per il 2026, 1,9 miliardi per il 2027 e 1,2 miliardi per il 2028.

Riforma Pensioni: in manovra aumento graduale dell’età pensionabile, ma con eccezioni

Secondo quanto delineato nel Dpb, l’aumento dell’età pensionabile sarà graduale. Il piano prevede un incremento di un mese nel 2027, due mesi nel 2028 e tre mesi nel 2029, quando scatterà anche l’adeguamento legato all’aspettativa di vita. Per la maggior parte dei lavoratori, la pensione di vecchiaia dovrebbe quindi arrivare a 67 anni e 3 mesi entro il 2029. Allo stesso modo, i requisiti per la pensione anticipata dovrebbero salire a 43 anni e un mese di contributi per gli uomini e a 42 anni e un mese per le donne. Tuttavia, per chi svolge lavori usuranti o gravosi, il governo ha deciso di sospendere l’aumento dei tre mesi previsto per l’accesso al pensionamento. Queste categorie, quindi, non subiranno l’innalzamento dell’età né dell’anzianità contributiva dal 1° gennaio 2027.

Pensioni 2026: Lavori usuranti, prorogata l’esclusione fino al 2028

La prima categoria tutelata è quella dei lavoratori impiegati in attività usuranti, che già oggi beneficiano di requisiti agevolati per l’uscita anticipata dal lavoro. Si tratta di professioni particolarmente faticose, come i turnisti notturni, gli addetti alla catena di montaggio, i conducenti di mezzi pubblici, chi lavora in galleria, cava o miniera, e coloro che operano in condizioni di calore estremo o in ambienti sotterranei. Già in passato, a queste categorie era stato riconosciuto il diritto di andare in pensione senza subire gli adeguamenti automatici alla speranza di vita fino al 2026. La Manovra 2026 estende ora l’esclusione anche per il biennio 2027-2028.
Per accedere al beneficio è necessario aver svolto attività usurante per almeno sette anni negli ultimi dieci o per metà della vita lavorativa complessiva. Con almeno 35 anni di contributi, il lavoratore può ottenere la pensione anticipata. Per i dipendenti impegnati in mansioni particolarmente pesanti, come i conducenti del trasporto pubblico o i turnisti notturni, è prevista una quota 97,6 (somma di età e anzianità contributiva, con età minima di 61 anni e 7 mesi). Per gli autonomi la soglia sale a quota 98,6, con età minima di 62 anni e 7 mesi. A seconda del numero di giorni lavorativi notturni all’anno, le quote possono variare fino a quota 100,6 per gli autonomi.

Infermieri, insegnanti dell’infanzia e altre categorie gravose

Rientrano tra le attività gravose, oltre a infermieri e maestri d’asilo, molti altri profili professionali. La lista include operai edili, manutentori, gruisti, conducenti di mezzi pesanti e ferroviari, personale viaggiante, addetti alla pulizia e alla raccolta dei rifiuti, facchini e operatori del settore siderurgico o del vetro ad alte temperature. A questi si aggiungono i conciatori di pelli, gli addetti alla catena di montaggio e i lavoratori esposti a sostanze nocive o temperature elevate. Anche i turnisti notturni, che lavorano almeno tre ore tra mezzanotte e le cinque del mattino per tutto l’anno, sono considerati gravosi, così come chi effettua almeno 78 turni notturni annuali di sei ore consecutive.
Le stesse categorie rientrano anche tra i beneficiari dell’Ape Sociale, la misura che consente l’uscita anticipata a partire da 63 anni e 5 mesi, e del trattamento agevolato per i lavoratori precoci, che possono accedere alla pensione con 41 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2026.

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