Il dibattito sulla riforma delle pensioni continua ad animare il confronto tra cittadini e istituzioni. Nelle ultime ore il Comitato Opzione Donna Social (CODS), fondato da Orietta Armiliato, ha pubblicato un lungo messaggio nel quale racconta quanto sarebbe accaduto sulla pagina Facebook del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon.
Secondo quanto riportato dal Comitato come abbiamo visto qualche giorno fa, numerose aderenti avrebbero pubblicato commenti per chiedere aggiornamenti sul futuro della riforma previdenziale, prendendo spunto da alcune dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi. Il risultato, secondo il racconto delle amministratrici del gruppo, sarebbe stato la rimozione dei messaggi e il blocco dei profili coinvolti.
Il richiamo alle dichiarazioni pubblicate da L’Espresso
Nel post, il Comitato ricorda un articolo pubblicato da L’Espresso il 26 aprile scorso, nel quale si faceva riferimento agli impegni del Governo sul fronte previdenziale. Nel messaggio si legge:
“Nella passata campagna elettorale la Lega di Matteo Salvini, e a ruota Fratelli d’Italia, aveva promesso di eliminare la legge Fornero, aumentare le pensioni minime e favorire la flessibilità in uscita. L’«uomo delle pensioni» per il governo è il sottosegretario al Ministero del Lavoro, il leghista Claudio Durigon, che a L’Espresso conferma l’intenzione di utilizzare i prossimi dodici mesi per ridisegnare il sistema pensionistico italiano.”
Partendo da queste dichiarazioni, spiegano le amministratrici, “diverse decine” di aderenti al Comitato avrebbero pubblicato un commento sulla pagina Facebook del sottosegretario per chiedere informazioni sullo stato dei lavori relativi alla riforma delle pensioni. Secondo quanto riferito nel post, l’obiettivo era ottenere un aggiornamento, anche in assenza di novità positive, su un tema che interessa migliaia di lavoratrici.
La denuncia del Comitato: “Commenti cancellati e profili bloccati”
Il Comitato sostiene che, nell’arco di poche ore, tutti i messaggi pubblicati sarebbero stati rimossi e che gli account delle utenti coinvolte sarebbero stati bloccati. Nel comunicato si legge:
“Nel giro di un paio d’ore, tutti i commenti pubblicati sono stati CANCELLATI e i profili delle signore che li avevano postati sono stati BLOCCATI, impedendo loro di intervenire nuovamente.”
Le amministratrici affermano inoltre di non aver ricevuto alcuna spiegazione:
“Nessuna spiegazione, nessuna risposta, nessuna motivazione. Semplicemente SPAZZATE via da una gestione che riteniamo profondamente antidemocratica.”
Il Comitato precisa di non chiedere scuse, ma ritiene che, considerato il ruolo istituzionale ricoperto dal sottosegretario, sarebbe stato opportuno fornire almeno una risposta ai cittadini. Secondo quanto riportato nel post, dopo aver reso pubblica la vicenda, sarebbe stato inviato allo stesso Durigon anche il link del comunicato, senza però ricevere alcun riscontro.
Per questo motivo, le amministratrici Rosalba Guadagna e Orietta Armiliato spiegano di aver avanzato una proposta di incontro, anche in videoconferenza, con il sottosegretario o con un suo delegato. Concludono:
“Siamo perfettamente consapevoli che un incontro informale non possa certo risolvere le questioni che da anni portiamo avanti. Tuttavia, riteniamo che rappresenterebbe un importante segnale di attenzione e di rispetto istituzionale e sarebbe l’occasione per conoscere, finalmente, orientamenti, intenzioni e possibili prospettive riguardo alle nostre istanze.”
Al momento della pubblicazione del post, il Comitato afferma di non aver ricevuto una risposta alla richiesta di confronto. L’episodio viene riportato sulla base della ricostruzione fornita dal Comitato Opzione Donna Social e non risultano, allo stato, repliche pubbliche da parte del sottosegretario Claudio Durigon in merito ai fatti descritti.
Buongiorno a tutti desideravo capire se qualcuno può delucidarmi come la pensa il Generale Vannacci sul tema delle pensioni non vorrei che fosse un’ altro Salvini-Durigon. Grazie
Sig. Giuseppe, che io sappia il Generale Vannacci non si è ancora espresso riguardo ad un piano di Riforma Previdenziale.
Tuttavia ci si può formare un’idea (anche se vaga) di Vannacci riguardo al rapporto pensioni-immigrati.
Il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta sostiene, per esempio, che a causa dell’andamento demografico italiano (calo delle nascite ed invecchiamento della popolazione) è importante poter contare sull’afflusso degli immigrati regolari per la tenuta del sistema pensionistico, sostenibilità del sistema sanitario e sostenibilità del debito pubblico (FONTE: https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/08/21/panetta-demografia-pesa-su-pensioni-gli-immigrati-aiutano_0b12a932-d20a-468d-901a-ef79c6e2e981.html)
Il Generale Vannacci, invece, sostiene che coloro che sono migrati in Italia debbano ritornare al loro luogo di origine (è il concetto di “re-migrazione”). Ne consegue che per Vannacci non bisogna contare sugli immigrati per la tenuta del sistema pensionistico.
Occorrerà dunque attendere per conoscere in che modo il Generale Vannacci ritiene di poter far fronte al calo delle nascite, all’invecchiamento della popolazione, alla crescita economica, alla riduzione del debito pubblico, alla sostenibilità del sistema previdenziale (pensioni e assistenza) senza contare sull’afflusso degli immigrati.
Ad ogni modo, potrei immaginare che il Generale Vannacci sia ostile alla immigrazione irregolare e non già alla immigrazione regolare. Ma questa è solo una mia congettura che potrà essere convalidata oppure confutata.
Roberto Vannacci è andato in pensione a 56 anni percependo circa 5.000 euro al mese, sommati all’indennità da europarlamentare. La sua posizione ha sollevato polemiche politiche e dibattiti mediatici riguardo ai requisiti e alle regole previdenziali del comparto militare. Se fosse coerente dovrebbe mandarci tutti a 56 anni ma basterebbe anche a 64 anni. Ma come tutti i politici non farà nulla per noi che aspiriamo al meritato riposo. Ma purtroppo è più forte la generalessa Fornero.
Chiedere conto delle promesse elettorali è un diritto dei cittadini. Censurare e bloccare chi pone domande garbate è solo una dimostrazione di debolezza e una figura davvero imbarazzante.😳
A questo Governo che rivincerà le elezioni non interessa nulla di anticipi pensionistici in particolare opzione donna che è stata smantellata, cancellata e che non sarà riproposta. La Lega cannabilizzata da Vannacci interessa solo parlare di sicurezza e migranti per non scomparire. Meloni a cui una riforma delle previdenza non è mai interessata si allinea ai burocrati dell’ UE. Sono alle prese con un brutto erpes zoster e mi rendo conto di quanto la sanità sia la cosa più importante. È un quadro sconfortante ma a questo Governo interessa solo parlare di migranti
A mio avviso, dr. Marino, ora la Lega ha il problema di aver perso credibilità, e quando non ti credono più…puoi parlare di qualunque argomento e fare qualunque promessa, tanto non ti crederanno
Il sig. Massimo nel suo commento in data 29 Luglio 2026 alle 10:23 ha ragione. E di ragioni ce ne sono ben quattro.
1. Nascite in diminuzione
2. Crescita economica bassa
3. Indebitamento alto
4. Invecchiamento popolazione in aumento
Immaginiamo questi quattro punti come i lati di un quadrilatero.
Immaginiamo il Governo come un essere bidimensionale dentro questo quadrilatero.
Ebbene, il Governo si trova imprigionato in questo “quadrilatero della paralisi” della politica economica italiana. Il Governo non ha alcun modo di uscire da questa “prigione politica”. A meno che…
Se il Governo fosse un essere tridimensionale dentro un quadrilatero, potrebbe sollevare le gambe ricorrendo alla terza dimensione ed uscire dal quadrilatero (come uscire da una mattonella sollevando le gambe).
Ebbene, la terza dimensione corrisponde ad un cambio di paradigma, ad un modo differente di pensare che è il seguente:
A) Accanto al mondo analogico (es., moneta cartacea) si sta sviluppando il mondo digitale (es. moneta digitale – che però ancora nessuno conosce a fondo)
B) Accanto al lavoratore umano si sta affiancando il lavoratore digitale (robot e AI – che però vengono ancora inquadrati come “tecnologia” e non come “forza lavoro”)
C) Accanto alla sovranità europea in materia monetaria e tecnologica va sviluppata la sovranità nazionale italiana (in materia monetaria e tecnologica) che si armonizzi con la sovranità europea, al fine di poter godere di un grado maggiore di autonomia che oggi l’Italia non possiede
D) Attuare la Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale a firma di Perfetto-Armiliato-Gibbin, che è la sola Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale che sia stata fino ad oggi ideata e che contempli esattamente i punti A), B) e C) di cui sopra
Ci si potrebbe domandare perché io abbia citato proprio la Proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale a firma di Perfetto-Armiliato-Gibbin (https://www.pensionipertutti.it/wp-content/uploads/2024/12/PROPOS_3.x21950.pdf).
È presto detto. La suddetta Proposta fa uscire dal “quadrilatero della paralisi” della politica economica in quanto:
• Elimina il problema della denatalità a monte, in quanto il vuoto di lavoratori futuri che verranno a mancare a causa della denatalità viene colmato dai lavoratori digitali (robot e AI)
• Applicando il “contributo automazione” alle aziende che utilizzano robot e Ai – oggi si comincia a parlare in tutto il mondo anche di applicare una tassa ai Data Center; il paradigma si sta invertendo verso forme di tassazione mirata e revoca dei benefici – si possono mandare in pensione i lavoratori anziani e fare entrare nel mondo del lavoro i giovani attuando quel ricambio generazionale così tanto auspicato da Lavoratori, Lavoratrici, Partiti di ogni schieramento, Imprese e Sindacati. Entrando nel mondo del lavoro, i giovani potranno avviare nuovi consumi e quindi nuova produzione, investimenti e quindi crescita economica
• La crescita economica porterà come naturale conseguenza la riduzione dell’indebitamento, in quanto lo Stato si troverà nella situazione di non chiedere altri prestiti per finanziare Sanità, Istruzione, Welfare
• Godendo di un buon posto di lavoro, non precario e remunerato con un salario dignitoso, i giovani non espatrieranno, potranno formarsi una famiglia in Italia e allevare dei figli (riducendo quindi l’invecchiamento della popolazione a valle)
Fin qui credo di avere mostrato perché il Governo è paralizzato nell’attuare Riforme in ambito previdenziale: MANCA UNA VISIONE DEL FUTURO.
Il Governo cammina volgendo la testa all’indietro, al passato, e vedendo che nascono sempre meno bambini (e quindi sempre meno lavoratori futuri), e vedendo che la popolazione invecchia sempre di più (e quindi è destinata a percepire la pensione per periodi sempre più lunghi) ecco che trattiene i lavoratori e le lavoratrici per periodi sempre più lunghi al lavoro (leggi: Riforma Monti-Fornero del 2011, di 15 anni fa).
Questo ragionamento il Governo non lo spiega, e si limita a dire semplicemente che “non ci sono soldi per pagare le pensioni”.
Avendo una “visione del futuro”, invece, il Governo può guardare al futuro e quindi camminare volgendo la testa in avanti: sebbene nascano sempre meno bambini e quindi sempre meno lavoratori futuri vuol dire che li rimpiazzeremo con robot e AI, che potranno non solo lavorare ma anche pagare le pensioni alle persone che vivono sempre più a lungo.
Oggi il Governo è impegnato, oltre che a contrastare le forti pressioni esercitate dai Partiti di opposizione, a rimodulare le accise sui carburanti, a giostrarsi per vie diplomatiche per mantenere equilibri internazionali che potrebbero penalizzare l’export italiano a causa delle rimodulazioni dei dazi.
Chissà… forse il Sen. Claudio Durigon, Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, non sarà tanto impegnato come il Presidente del Consiglio dei Ministri Meloni e come il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti, e quindi potrebbe ridare alle sue (e)lettrici ed ai suoi (e)lettori quella voce di cui sono stati privati e prestare ascolto a ciò che essi hanno da dire.
Anche io bannato . Nessuna distinzione di genere
Io sono una delle cancellate,”bannate”, dal ministro Durigon.
Rispondo al signor Massimo che scrive che colpa hanno Durigon Giorgetti e Meloni? Hanno colpa, colpa grandissima, perché fanno per prima cosa i loro interessi prima che degli italiani aumentandosi stipendi benefit e privilegi in un momento in cui non ci sono soldi per nessuno e per niente ma x loro non mancano mai secondo, fanno gli interessi dei poteri forti dei ricchi e delle lobby in primis delle armi…allora se non ci sono soldi x sanità, pensioni,salari bassi energia…mi spendi miliardi in armi?terzo se non sei capace di dare risposte al popolo che ti ha votato e che ti paga fior di stipendio…vai a casa!
direi che ci sono partiti che per onesta’ intellettuale non hanno mai promesso di azzerare la legge Fornero, sapendo di non poterci riuscire…c’e’ chi invece lo ha proclamato a gran voce per anni…senza se e senza ma…penso che costoro dovrebbero sentirsi almeno in dovere di dare ampie spiegazioni agli elettori…senza aspettare la prossima campagna elettorale, che certamente vedra’ apparire nuove eccezionali promesse sulle pensioni (per chi vorra’ crederci)
Per dare seguito a una promessa è necessario avere i numeri, giusta o sbagliata, sostenibile o insostenibile, qualunque essa sia.
In dibattito nel corso degli anni recenti ha discusso sulla sostenibilità di quota 100 e se al pari lo fosse il bonus edilizio al 110%.
Gli economisti allineati alla ricetta neoliberista penso le abbiano bocciate entrambe al pari di altre misure pensate in tal senso; definite misure fortemente negative, alteranti del mercato e del principio di equità intergenerazionale e penalizzanti la già malferma stabilità dei conti pubblici.
Immaginare poi che ci siano partiti di “specchiata onestà intellettuale” senza farne i nomi è e resta solo una opinione alla luce della corrente liberal/liberista che vige nel mondo.
Ciò premesso il dibattito pubblico è da tempo che si è spostato, quasi totalmente, in rete; sui social network definiti le nuove arene di scontro continuo anche su temi alquanto delicati.
I gruppi Facebook al pari di altre piattaforme hanno modificato il modo col quale anche il singolo cittadino pensa di poter interagire con la politica.
Temi complicati, o meglio, complessi del giorno d’oggi sono spesso ridotti a slogan facili, polarizzanti, talvolta insultanti, nell’illusione di essere partecipi alle decisioni politiche e/o economiche ma che nella realtà, di rado, poi si traducono in azioni concrete sui territori nei limiti consentiti dalle leggi.
Quando “ban”, alla censura o la cancellazione in parte o totale dei messaggi si dovrebbe avere almeno ben chiaro che “il sistema” non funziona al pari di una “vera democrazia”, in particolare quando esso deve rispondere al fatto di “fallire” in alcune decisioni.
La politica, per sua natura, parla “al popolo” talvolta, attraverso a delle promesse, ma non parla “con il popolo” in un vero confronto quando per varie ragioni non è in grado di mantenerle.
Vuoi che si tratti di pensioni, di opere infrastrutturali, di sicurezza, o per decidere se accettare o no i prestiti europei necessari all’acquisto di armi.
I social non sono un mezzo di vera democrazia a patire dalle regole scritte da aziende private, non da leggi di uno Stato, quantunque anche la politica li usi al pari di un cartellone pubblicitario e non certamente come piazze di dibattito.
Un Gandhi, (citato alcuni giorni fa da Perfetto) quando, al contrario, oggi è evidente la mancanza grandi figure morali di riferimento capaci di unire e guidare i popoli in battaglie di libertà prive di violenza o di logiche del profitto, fanno si da rendere impossibile rimuovere le cause che stanno nei cambiamenti strutturali di una società dominata ormai dalla tecnologia del profitto.
Curioso: in campagna elettorale ogni commento è benvenuto, quando invece si chiedono aggiornamenti sulle promesse, alcuni commenti spariscono. Se il dialogo con i cittadini si gestisce a colpi di “cancella” e “blocca”, allora il problema non è solo la riforma delle pensioni, ma il concetto stesso di confronto democratico. Le domande non si censurano: si affrontano.
Però i soldi per le armi si trovano e tutto il resto va a farsi benedire: pensioni, sanità, istruzione, sicurezza interna… Sarebbe ora di ribellarsi, siamo colmi.
Ma scusate che colpa volete che abbia Durigon. Cosi’ pure dicasi per Meloni e Giorgetti. Purtroppo con l’indebitamento della nostra Nazione insieme ad altri fattori di natura economica e politica siamo sotto osservazione ( in pratica non abbiamo potere decisionale )
della coppia formata da Ursula von der Leyen e Valdis Dombrovskis. Risultato scordiamoci qualsiasi forma di flessibilita’ e tanto meno progetti tipo opzione donna indipendentemente da qualsiasi coalizione governi l’Italia.
direi che ci sono partiti che per onesta’ intellettuale non hanno mai promesso di azzerare la legge Fornero, sapendo di non poterci riuscire…c’e’ chi invece lo ha proclamato a gran voce per anni…senza se e senza ma…penso che costoro dovrebbero sentirsi almeno in dovere di dare ampie spiegazioni agli elettori…senza aspettare la prossima campagna elettorale, che certamente vedra’ apparire nuove eccezionali promesse sulle pensioni (per chi vorra’ crederci)
Mi spiega l indebitamento plurimiliardario per le spese in armi?
Questa potrebbe essere una spiegazione.
Quando ti liberi delle armi che conservavi nei magazzini, suppongo, da decenni dandole a qualcuno; dovrai necessariamente procurartene di nuove che si presume saranno più attuali.
E’ un poco come ritenere di poterne fare a meno, senza partire col decidere di dismettere la struttura che poi, eventulamente, le usa: l’esercito (cosa che neppure un pacifista convinto potrebbe sostenere).
Il dilemma, a mio parere, sta nelle intenzioni: lo si fa perché devi ripristinare una situazione o viceversa perché poi le “donerai subito” a qualcuno?
Qui il tema, però, non è la promessa mancata o la propaganda politica ingannevole, qua si tratta di avere posto DOMANDE alle quali invece di ricevere RISPOSTE, le Donne del Comitato Opzione Social (CODS) hanno ricevuto un trattamento antidemocratico, disdicevole e sguaiato. I loro commenti sono stati cancellati e le autrici bannate in modo che non potessero “ disturbare” più.
Questo é stato e le Donne del CODS non lo accettano supinamente, ritirandosi in silenzio.
Qui il tema, però, non è la promessa mancata o la propaganda politica ingannevole, qua si tratta di avere posto DOMANDE alle quali invece di ricevere RISPOSTE, le Donne del Comitato Opzione Social (CODS) hanno ricevuto un trattamento antidemocratico, disdicevole e sguaiato. I loro commenti sono stati cancellati e le autrici bannate in modo che non potessero “ disturbare” più.
Questo é stato e le Donne del CODS non lo accettano supinamente, ritirandosi in silenzio.